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Abarth Day - Sarno 04Ott-2008


Tony83

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LA PISTA: UN SOGNO DIVENTATO REALTA’

Già da tempo mi ero ripromesso di sperimentare la pista per dar libero sfogo alla mia indole corsaiola, ingabbiata inevitabilmente dalla guida soporifera di tutti i giorni. Ebbene, stamattina ne ho avuto la possibilità: la Mira S.P.A., concessionaria ufficiale Abarth per la Campania, ha organizzato, per la terza volta, presso il kartodromo internazionale di Sarno (Na), l’Abarth Day dando la possibilità a soli 100 fortunati di saggiare le qualità dinamiche delle birbanti Grande Punto e 500, partecipando ad un mini-corso gestito in collaborazione con la scuola di pilotaggio “GuidareSicuri” che ha fornito il “supporto umano” di sei validissimi quanto “esagitati” istruttori.

Il corso ha preso avvio con una lezione teorica della durata di 15min in cui il capo-istruttore ha esposto in modo chiaro delle nozioni di carattere generale circa la posizione corretta da adottare al volante, accennando ai principali sistemi di sicurezza attiva e passiva, senza tralasciare consigli riguardo il corretto comportamento da osservare in pista. Dopodiché la pratica con due sessioni distinte: la prima consistente in tre giri liberi di pista, preceduti dalla dimostrazione dell’istruttore per ciascun allievo, la seconda, tre giri di pista “minata” da birilli per eseguire in successione, slalom, panic-stop su asciutto ed evitamento ostacolo improvviso. L’auto da sballottare tra i cordoli nella prima sessione è stata una 500 Abarth grigio campovolo. Il primo giro è dell’istruttore Salvatore, molto giovane, sulla trentina, davvero un gran manico (in effetti, tutti gli istruttori lo erano!) Parte subito a razzo, facendo urlare le Pzero nero, la 500 risponde con un fragoroso scoppiettio dai due “lancia-razzi” posteriori, nella fase di passaggio prima-seconda. Sfruttando il rettilineo iniziale, l’istruttore continua a tener giù il piede, arrivando ad inserire brutalmente anche la terza; giunto al punto di frenata, dopo aver velocemente scalato, massacra il pedale del freno con un pestone da far paura, la 500 si inarca in avanti, rallentando rapidissimamente, (avremo toccato un 1.0g di decelerazione!), senza scomporsi minimamente per tutta la staccata; dopodiché delinea morbidamente con il volante la traiettoria ideale per percorrere la curva a destra con raggio di 180°; mi sorprende la facilità con cui la conduce, pur frustando motore e impianto frenante. La fa scivolare verso sinistra, entriamo nel misto stretto, sfruttando unicamente la seconda marcia e navigando molto sul timone-volante in maniera mai brusca, sempre lineare, cerca di evitare, per quanto possibile, lo stridio delle gomme, ma prima dell’arrivo, nonostante il buon proposito si concede un curvone all’ultimo grido… quello delle ormai straziate Pzero Nero! Arrestato il bolide, invertiamo i ruoli. E’ il mio turno! Dopo aver rapidamente sistemato il sedile ed indossato la cintura, innesto la prima. In attesa del via dello staff (“i commissari” comunicavano tra loro e con gli istruttori all’interno delle auto tramite walkietalkie), l’istruttore mi raccomanda di non sfrizionare in partenza, di tenere ben salde le mani sulle 9 e 15. Bene, otteniamo il via. Nonostante la premessa iniziale dell’istruttore che leggo come un divieto da non rispettare, parto a razzo, sgommo in prima, la tiro tutta, ma ahimè, quando sto per innestare la seconda, vengo punito dall’alto per aver infranto “la sacra legge dell’istruttore”: mi scivola la marcia di mano, il motore della povera 500 urla di dolore, colleziono, insomma, una bella figura di…”vabbè”, mi dico, “è meglio non strafare, devo prendere confidenza con il mezzo”, al che ritorno nei panni dell’allievo giudizioso, percorro il rettilineo senza innestare la terza, quindi, giungo al punto di frenata in seconda, inserisco l’auto in curva, la trovo molto stabile, reattiva, per cui, ripreso coraggio, decido di osare, affronto la serie di curve del misto con più grinta, ma ahimè, vengo redarguito costantemente dall’istruttore per la velocità eccessiva di ingresso, sottolineata dal continuo gemito delle Pzero, per il modo brusco in cui effettuo i cambi di direzione, e perché non appoggio il piede sinistro sul poggia-piede laterale dopo aver innestato la marcia. I due giri successivi non sono stati da meno. Ho ancora nella mente i continui rimproveri, per altro, a giusta ragione, dell’istruttore che cercava di esorcizzare la mia anima invasata! La prima sessione, in sostanza, è stata quasi un disastro, per la cattiva impostazione di guida e per il modo brutale di condurre la vettura. Bocciato!!!

Passiamo alla seconda sessione che, come detto, prevede di eseguire, nell’ambito dei tre giri di pista, altrettanti esercizi di guida sicura. Stavolta, mi viene assegnata una Gpa SS condotta da un altro istruttore: è più “anziano” del precedente, ma molto più cordiale e, all’apparenza, meno portato alla guida estrema. All’apparenza… perché in realtà, si è rivelato nel giro di dimostrazione, pilota ben più del primo, sfruttando tutta la pista, mordendo senza ritegno anche i cordoli più pronunciati; non c’è stata curva che le Pzero Nero non abbiano fatto sentire la loro voce, il tutto farcito da staccate ben più violente e decise e con trasferimenti di carico molto più bruschi. Insomma, ho avuto l’impressione che la portasse molto più al limite del suo precedente collega. Questa sua emozionante dimostrazione mi fa salire l’adrenalina a mille (e immagino la pressione a 200, non è un bene, visto che tendenzialmente ce l’ho sempre un po’ altina!) E’ il mio turno! Mi accomodo sul sedile in pelle, cerco di riprodurre la stessa impostazione che ho sulla mia, la trovo; ottenuto il via, stavolta parto con garbo, poi, accelero a fondo, in modo da innestare rapidamente la seconda per affrontare lo slalom; raggiungo circa i 50 km/h, mi avvicino al primo birillo, lo passo tenendolo alla mia destra, armeggiando con il volante accarezzo troppo da vicino il secondo birillo alla mia sinistra (preludio al disastro seguente!), mi allargo un po’ troppo in uscita e non sono rapido nel ruotare velocemente il volante, per cui sradico il terzo birillo e ahimè, evidentemente deciso a collezionarli, anche l’ultimo (mi sa che non avevo ben capito l’esercizio, non bisognava prenderli ma evitarli J). Non mi perdo d’animo. Dopo aver visto l’ultimo birillo saltare via dalla sua sede, l’istruttore, nonostante l’errore, mi invita ad osare: all’orizzonte scorgo un rettilineo, per cui sfrutto tutta la seconda, inserisco la terza, riesco a portarla a 4000 giri, poi, mi attacco violentemente ai freni, scalo in seconda, inserisco la vettura nella curva a destra, le gomme stridono, la lascio scivolare verso l’esterno a sinistra, affondo il piede a metà curva, inserisco subito la terza, ma sono costretto a ritornare in seconda, il breve rettilineo è terminato, per cui freno nuovamente, dopo essermi portato a destra, ed immetto l’auto a sinistra; commetto, però, l’errore di accelerare prima dell’uscita di curva per cui mando l’auto in sottosterzo, ancora stridio di gomme, dunque, l’istruttore mi invita ad alleggerire il piede per evitare questo spreco di copertoni, lo ascolto. Intanto, giungo in prossimità del secondo esercizio da eseguire sempre in seconda, il panic-stop. Entro nel rettilineo delimitato da birilli e, quando scorgo il muro trasversale costituito da 4 birilli più alti degli altri, violento il pedale del freno, le ruote stridono un po’, l’abs interviene in maniera affannosa ma efficace(sembrava di tenere un trapano sotto il piede destro!), per cui riesco ad evitare i 4 birilli sterzando a destra sempre con il freno pigiato. L’istruttore è soddisfatto, “Bravo”, mi dice. Subito dopo, mi attende l’ultimo esercizio che eseguo abbastanza bene: a gas costante in seconda marcia entro nel secondo rettilineo di birilli, in prossimità dell’ultimo di sinistra più alto, schivo l’ostacolo rappresentato sempre da birilli trasversali, con un sinistra-destra veloce, accelero per tagliare il traguardo del primo giro. Nei due giri successivi, riesco ad essere più pulito nelle traiettorie dando tregua alle Pzero nero, ma in due occasioni, perdo il punto di corda andando un po’ largo. Tra gli esercizi, continuo ad avere problemi con lo slalom: rispetto al primo giro, aumento la velocità da tenere costante, sempre in seconda, ma perdo il ritmo per cui con la ruota sinistra vado ad azzoppare il penultimo birillo. Mi consolo con gli altri due che eseguo con maggior precisione.

E’ stata una mattinata fantastica da inserire sicuramente nell’album degli avvenimenti più belli! Il divertimento è stato stratosferico, è un’esperienza da fare assolutamente!

PS: a dispetto dalla mia performance non certo sufficiente, devo ammettere, ad onor del vero, che molti ragazzi, probabilmente non alla prima esperienza come me, se la sono cavata molto meglio e nei giri di pista e negli esercizi di guida. Ovviamente, non è mancato il solito sborone che in preda ad un delirio di onnipotenza più volte ha rischiato di spazzolare l’erba con la povera 500 Abarth, la più reattiva del gruppo.

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