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L'auto in TV negli Eighties: analisi dei mitici spot


PaoloGTC

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Bravo Paolo:come sempre trovi spunti originali da proporre a tutti noi,ed è un vero piacere "sfogliare" queste pagine. Spero includerai lo spot che forse preferivo in assoluto di quelli anni. Era,mi pare,quello di presentazione della Y10 in cui un manichino-robot della bellissima Marilyn si lasciava alzare la gonna dal "soffione" della metropolitana mentre passava la vetturetta. Se poi vogliamo sconfinare nel tempo,20 anni prima,1964, c'è una vera chicca su you tube,non i soliti 30 secondi,ma un vero piccolo cortometraggio della presentazione della Fiat 850 sul mercato francese che ha per protagonisti il celeberrimo Gino Bramieri e la MITICA (per me) Delia Scala che parlano un ineccepibile francese presentando la nuova utilitaria nello scenario dell'Eur a Roma. 40anni dopo (2004 o giù di lì) ritroviamo quello che per me è il più bello spot automobilistico in assoluto:Citroen C4 che si trasforma in robot danzante per poi ricomporsi non appena finisce la musica,vabbè,come sempre ho divagato.....:?

Se un pianto ci fa' nascere, un senso a tutto il male forse c'è !

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Ti ringrazio Roy. ;)

Beh, divagato... diciamo che nel brodo dove sguazzo di solito forse la divagazione è meno critica che in altre parti dove per forza di cose c'è un argomento centrale molto forte... i miei topic sono sempre già di loro un po' un "divagare" nei ricordi... io penso che dopo una giornata di duro forum-lavoro :D una divagazione ce la possiamo concedere :D.

No beh, a parte gli scherzi, stai tranquillo che la Y10 ne "La città del futuro", il primo spot della piccola Autobianchi, la vedremo eccome (e ti dirò anche come si chiamava, quella Marylin-Robot ;) ).

Tra l'altro mi pare che di Y10 ve ne sia più d'uno da trattare. Ci arriveremo. ;)

Facciamo un altro passetto, nel frattempo, visto che è venuto pronto qualcos'altro. ;)

Questo spot, purtroppo, al momento non lo possiamo vedere, o almeno, ho cercato il filmato ma non l'ho trovato da nessuna parte.

Peccato perchè era uno di quegli spot “eroici” che spesso spiccavano nell'ambito delle campagne pubblicitarie automobilistiche francesi.

Ci baseremo su immagini che furono ricavate ai tempi dai 30 secondi che andavano in onda, e su qualche scatto “fuori scena”. ;)

RENAULT 9 E RENAULT 11 SPRING (SOGGETTO: AEREO)

r911aereo1.jpg

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r911aereo2.jpg

Come dicevo, decisamente avventura e spettacolarità continuavano a caratterizzare le pubblicità francesi.

Dopo aver visto, da parte di Peugeot, Citroen e Renault, inseguimenti, muraglie cinesi, camion, treni, ora toccava agli aerei.

Anzi, era già il secondo aereo che entrava in scena in una pubblicità automobilistica. Dopo il gigantesco Hercules che cercava di far polpette di una sfuggevole Peugeot 205 GTI, ora toccava ad un aereo più vecchio, classe 1949.

L'idea di utilizzare un aereo piuttosto datato era stata una scelta un po' voluta e un po' forzata dall'azione prevista dallo storyboard del film.

Il clima della campagna infatti (che prevedeva anche una versione di stampa e affissione pubblica) doveva rimanere ancorato ad una certa atmosfera d'avventura scanzonata tipica di certi fumetti degli anni Cinquanta.

E sarebbe stato comunque imbarazzante utilizzare un aereo moderno per inscenare una avaria tecnica quale la mancata uscita del carrello per l'atterraggio; ma dove trovare un aereo d'epoca di certe dimensioni e per di più totalmente funzionante?

Sembrava un'impresa disperata, ma con un pizzico di fortuna e il contributo della ormai immancabile squadra di cascadeurs capitanata da Remy Julienne si riuscì a trovare, proprio nei pressi della location scelta per girare lo spot (il famoso circuito di Le Castellet) un personaggio incredibile: un vero collezionista d'aerei d'epoca, tutti perfettamente funzionanti ed in ottime condizioni.

La scelta cadde subito sul panciuto bimotore Dassault MD 311 Flamant, un aereo costruito in 295 esemplari tra il 1948 e il 1949.

Ma trovato l'aereo, bisognava affrontare il difficile problema di convincere il proprietario ad utilizzarlo per il film.

L'operazione riusciva soltanto a metà: finchè si trattava di metterlo nelle mani di un esperto pilota per compiere qualche passaggio a pochi metri da terra, andava tutto bene; quando la produzione chiese di poterlo appendere ad una gru e farlo correre sulla pista con le ali appoggiate su due camion, ottenne un secco rifiuto.

Questo bloccava tutto, perchè non era possibile quindi realizzare il tipo di ripresa che si aveva in mente: come si poteva pensare di riuscire in tutta sicurezza a girare le scene dello sbloccaggio del carrello da parte dei ragazzi in R9 e 11, con l'aereo che volava realmente a circa 170 km orari a due metri da terra. Semplicemente impossibile.

Questo, però, lo vedemmo lo stesso in televisione, perchè ovviamente, c'era il trucco.

O meglio, si scoprì un metodo che metteva d'accordo tutti, pubblicitari e proprietario del velivolo.

Venne costruita una struttura mobile capace di reggere il peso dell'aereo e capace di ospitare sui suoi tralicci, cineprese ed operatori, posizionandoli anche sotto le ali.

In pratica un gigantesco tubolare, rapidamente progettato, che venne agganciato a due camion turbo Renault che viaggiavano paralleli sulla pista.

Restava comunque un problema. L'aereo... bisognava farlo appoggiare a questa struttura, e ancora il proprietario non era d'accordo.

Poi, forse preso dall'entusiasmo che vedeva negli uomini addetti alla realizzazione di questo spot, decise di aiutare Renault; chiamò i responsabili della casa francese e li mise in contatto con uno dei principali fornitori della sua collezione, ossia l'Aeronautica Militare.

E giusto in tempo, è il caso di dirlo.

Un aereo simile al suo (ma senza motori, che era anche meglio), stava per essere venduto. Venne bloccato, e alla fine, “ingaggiato” per essere adagiato sul tubolare guidato dai camion Renault.

Differiva in qualche particolare rispetto all'aereo principale, ma per le riprese dei carrelli andava benissimo.

Con mille rassicurazioni al proprietario (che a questo punto mi pare anche un po' troppo difficile come persona :D) si riuscì finalmente a portare in pista anche quel benedetto aereo originale, per girare le sequenze reali di volo, che coinvolsero velivolo e troupe per tre giorni.

Momento. Ferma. Mica finisce lì. Arriva l'ok, è tutto pronto, e il giorno stabilito per l'inizio delle riprese, la gente si sveglia, apre gli occhi e vede solo nebbia e pioggia. :D

Tutto rimandato. Se ne approfittò per ripassare il tutto, mentre ci si rilassava pensando alle difficoltà che finora erano state superate.

Così mentre il regista Jean Becker rivedeva i suoi storyboard, gli stuntman ripassavano all'interno di un hangar le loro manovre più pericolose; nel frattempo lo spericolato pilota dell'aereo metteva tutti in agitazione continuando a sostenere di essere in grado di fare tutte le scene senza nessun trucco, tubolare, camion e aereo finto. :)

Per fortuna il giorno dopo un provvidenziale Mistral aveva spazzato via tutte le intemperie, e si poteva girare.

Si comincia con le riprese dall'alto, con due elicotteri per avere più inquadrature, dell'aereo che si avvicina alla pista e sorvola le due medie Renault. Nello stesso tempo vengono ricavate altre inquadrature con apparecchiature fisse e mobili da terra.

Si curano i tempi al secondo perchè aereo e auto con i due stuntman fuori dal tettuccio dovranno avvicinarsi molto e soprattutto con la massima sincronizzazione, e l'abilissimo quanto spericolato pilota non manca di mettere in agitazione di nuovo tutti, sfiorando allegramente le teste dei ragazzi fuori dal tettuccio, facendogli fischiare le eliche nelle orecchie. :)

I due ragazzi però non si fecero tanti problemi; erano abituati a cose peggiori, e si immedesimarono bene nella scena del protendersi col cacciavite (che ovviamente terminava lì) verso i pannelli dell'aereo.

Più problematico fu il momento delle riprese con l'aereo finto poggiato sul tubolare che collegava i due camion.

r911aereo3.jpg

La velocità non era alta, si viaggiava a 40 km orari... tuttavia non era affatto facile far andare alla stessa identica andatura due camion a quel tot di metri di distanza l'uno dall'altro, e soprattutto c'erano le comiche quando bisognava ritornare indietro, una volta in fondo al rettilineo, per girare altre scene.

Bisognava fare inversione, e dev'essere stato uno spettacolo vedere due truck Renault che cercavano di far manovra insieme, collegati da un tubolare di metri e metri, con sopra un aereo. :D

Con tanta pazienza e bravura da parte degli autisti, comunque, si risolse anche questo problema.

(ovviamente poi questa scena girata a bassa velocità venne “accelerata” in fase di post-produzione)

In definitiva, in due giorni di riprese (più quello perso per il maltempo) si riuscì a girare tutto il necessario, e la troupe di 40 persone poté permettersi di festeggiare, e meritatamente anche, viste le fatiche necessarie per girare uno spot del genere.

Si è parlato di Francia spettacolare nel mondo degli spot, ma va detto che questa volta la cooperazione era internazionale: tutti i creativi, ad esempio, erano italiani.

Maurizio D'Adda, Giampiero Vigorelli, Erminio Rocco e Paola Inzalia della Saatchi & Saatchi MVL Italia, agenzia che già lavorava per Renault nel nostro Stivale.

Il costo dello spot rimase segreto, anche se da più parti venne suggerita una spesa di diverse, ma diverse, centinaia di milioni.

Chiudiamo il discorso riguardo le due Renault salva-aerei in difficoltà con un aneddoto d'epoca.

I due motori del Dassault MD 311, a 12 cilindri da 580 cv ciascuno erano.... Renault. :)

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Me la ricordo, questa pubblicità...:D...appartenente al filone degli spot "esagerati" della Renault, assieme a quello in cui le R9/R11 ultima serie fermavano niente meno che una bisarca rimasta senza freni...:lol:

(inchiodando. Vabbè :mrgreen:)

PS: Remy Julienne ha girato un sacco di scene di inseguimenti nei poliziotteschi Italiani degli anni settanta :D

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E parleremo anche delle due Renault salvatutto impegnate a fermare una bisarca ;) appena metto le mani sul materiale. Ora non ricordo bene se fosse per una versione speciale, quello spot, o per la nascita "semplicemente" di 9 e 11 Type 2.

Questo dell'aereo era per le versioni Spring, in quanto dotate di tettuccio (molto furbo ed ottantesco l'escamotage utilizzato per poterne parlare, no? :D)

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Grazie Navarre! :)

Mamma che ricordi? Abbiamo appena cominciato ;) perchè....

Ehi, c'è da leggere! :D

RENAULT 9 E 11 TYP 2 (BISARCA)

http://www.youtube.com/watch?v=CGet8J5QEGs&feature=PlayList&p=B75EEE589FFF1E0D&playnext=1&playnext_from=PL&index=17

(purtroppo non è la versione italiana... non si trova)

(inoltre ecco qualche immagine presa dai fotogrammi)

34774101.jpg

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20150039.jpg

Abbiamo ormai definito come Renault fosse indubbiamente una fra le Case automobilistiche che potevano vantare una lunga tradizione di buona pubblicità.

Ai tempi di questi spot, infatti, erano già circa 10 anni che la Casa francese ci aveva abituato ad una comunicazione efficace, piacevole, a volte ambiziosa, altre volte ancora semplicemente simpatica ma comunque sempre di livello professionale sopra la media.

E chi si occupa di pubblicità sa quanto sia sempre stato difficile mantenere per lungo tempo (e quindi svariate campagne) una buona qualità.

Fin dai tempi del lancio della prima R5 (“cittadina del mondo”), alle successive del paragone fra “grande e piccolo” (che venne soprannominata campagna Gulliver) alla maliziosa “R5 è una strega”, passando per la campagna di lancio della R9 firmata da Antonioni, che se non vado errato dovrebbe essere questo, ma correggetemi se sbaglio...

e della R18 Diesel nell'arena firmata da Sergio Leone...

(forse lo spot che mi è rimasto più impresso dall'infanzia.... mi stregava e lo adoravo... stavo davanti alla tele aspettando che lo mandassero :) )

... fino alle successive della R25 in ambiente preistorico, le buone idee e le altrettanto buone realizzazioni non mancarono mai.

Certo qualche smagliatura ci fu, come c'è in tutte le cose, soprattutto nella seconda metà degli anni 80 (e questo fu forse una delle cause del cambio di Agenzia, almeno qui in Italia) ma il livello medio fu sempre molto alto, con diverse ed ottime soluzioni creative, come questo spot di R9 ed 11 Typ 2 (il restyling insomma :) ) di cui andiamo a parlare.

Il film fu pensato in Francia dall'agenzia Publicis ma, come era già successo anche per molte altre campagne, con il contributo dei creativi dei vari paesi europei, secondo un sistema di lavoro di equipe adottato dalla Renault per considerare, già durante la fase di progettazione, le esigenze internazionali.

Di chiunque fosse stata, comunque, l'idea di base del film era brillante, semplice e forte al tempo stesso: l'abbinamento ideale nel mondo della pubblicità.

Il film era chiaramente ispirato ad una certa filmologia Usa (Duel, Convoy, ecc.) che aveva creato ed affermato anche in Europa una immagine aggressiva ed affascinante attorno ai grossi “truck” luccicanti che percorrevano le interminabili strade delle zone desertiche americane.

La location del film non poteva quindi che essere negli Usa e, precisamente, nello stato dello Utah.

In quel tipico paesaggio da film americano una troupe di 33 persone, dopo una accurata preparazione, girò, in 10 giorni, alcune centinaia di metri di pellicola da cui vennero tratti i 45 secondi dello spot.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si fece ricorso a tecniche particolari oppure a sofisticati trucchi cinematografici, ma semplicemente ad una grande esperienza e professionalità.

Tutte le scene erano reali, soltanto la velocità venne leggermente aumentata (di circa 15 km orari, facendo le proporzioni) rispetto a quella delle riprese.

Ovviamente per raggiungere una tale perfezione le scene furono ripetute un'infinità di volte, sotto la rigorosa regia di Jean Becker; un regista americano con grande esperienza e talento per questo tipo di riprese in movimento e di taglio molto preciso.

Americani anche i bravissimi stuntmen, che dovettero effettuare la non facile manovra di discesa dalla bisarca in corsa con repentina inversione di marcia.

Osservando questo spot si intuiva la presenza di numerose macchine da presa, ed infatti erano parecchie: sul tetto del camion, sulle ruote, sulle fiancate.

Per le numerose riprese in movimento fu inoltre utilizzato il classico camera-car e anche un elicottero; particolarmente impegnativa fu la realizzazione della sequenza della frenata (insomma quella un pochino esagerata dove le due medie Renault facevano arrestare il camion lasciando che si appoggiasse ai loro deretani :D); sincronizzare il tutto, posizione delle auto, frenata delle auto e quella del camion (che OVVIAMENTE frenava già per conto suo, altrimenti bonanotte al secchio :D) non fu certo facile e furono necessarie parecchie ripetizioni.

I due camion (bisarca e cisterna del finale) erano veri e propri “truck” della migliore specie, reperiti sul posto: cofani motore possenti, cromature abbondanti, tubi di scarico verticali luccicanti.

Eccellente fu poi il montaggio finale, a detta dei critici; una magistrale ricerca dei fotogrammi migliori ed una altrettanto magistrale sequenza, serrata ed espressiva.

Insomma uno di quegli spot da ricordare, ammirevole anche per come seppe risolvere, con forza e carattere, una comunicazione (il rinnovo parziale dei modelli 9 e 11) in partenza banale e difficile da trattare in modo creativo.

Il costo? Una volta tanto venne fuori una cifra precisa: secondo quanto riportò una rivista francese, lo spot costò alla Renault 3 milioni e mezzo di franchi (che all'epoca corrispondevano a circa 750 milioni delle nostre amate, perdute lirette) e, a dirla tutta, non apparteneva nemmeno alla categoria dei più costosi. :)

In chiusura, ne approfitto per aggiungere il link video del (finalmente recuperato, anche se di pessima qualità e in lingua straniera che presenta le 9 e 11 serie speciale con un altro nome anziché Spring) film riguardante l'aereo in atterraggio, di cui parlammo qualche sera fa (il mio precedente post ;) )

http://www.youtube.com/watch?v=SR1HwxUl-k0

That's all for tonight! ;)

GTC

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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Io ricordo uno spot dell'alfa romeo.

Pubblicizzava la 155 q4 e impegnava il pilota Nannini e la sua 155 Gta (superT 94?? ) , era un fasto, ma purtroppo su youtube non la vedo!

Guidatore medio di S.w. mi piacciono le auto , fumatore Light e AD INTERIM convivente... questo è nicogiraldi....

875kg - 260+ cv i numeri del mio piacere

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Proverò a cercare anche io... hai provato inserendo nei tag i sinomimi stranieri di pubblicità, cioè non solo "spot" ma anche "commercial" o "anuncio"?

Spesso i filmati che non trovavo (tipo quelli di R9 e 11 di stasera) li ho trovati cercandoli con "anuncio" perchè moltissimi spot vecchi sono stati postati da paesi spagnoli o sudamericani...

"... guarda la libidine sarebbe per il si, ma il pilota dopo il gran premio ha bisogno il suo descanso... e poi è scattata la regola numero due: perlustrazione del pueblo e ricerca de los amigos... ah Ivana, mi raccomando il panta nell'armadio, il pantalone bello diritto. E un po' d'ordine in stanza... see you later!" (Il Dogui, Vacanze di Natale)

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tornando alle francesi e all'arcinoto spot di grace jones che sputa la cx, qualcuno si ricorda la parodia di quella serie inglese (da noi erano conosciute come teste di gomma) dove l'auto francese usciva dalla bocca di grace e l'auto inglese dal suo posteriore?

CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI

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