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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo


Navarre75

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quello che dico io da una vita.

lasciate il centro stile qua e appaltate tutto il resto (engineering e produzione) in Giappone.

:mrgreen:

uccidetemi pure.

la Bibbia del nuovo Alfista: Per il futuro dell'Alfa Romeo è meglio un pianale più economico che poi tanto l'elettronica e le gommature esagerate risolvono i problemi

www.alfaromeo75.it - http://web.tiscali.it/alfetta.gt.gtv - www.arocalfissima.com/vodcast

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Ormai e' tardi ,il blasone non esiste piu , la clientela non centra nulla con quella degli 80's ; Fare una D tp costa un botto e metterebbe in ginocchio l'intero gruppo , meglio fare delle versioni a tiratura limitata e magari un bel spider/coupe che danno lustro comunque e soddisfano le aspettative di molti vecchi clienti.

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aridaje, quindi sei ancora convinto che bmw venda solo ed esclusivamente grazie al nome e alla fama che si è fatta in venmti anni di evoluzioni, ricerca e sportività...

CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI

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SUPER QUOTO.

Lascino pure ad Arese il centro stile e il museo e diano in appalto la direzione tecnica di Alfa Romeo ai Jap... tutti a osannare la Fiat qua dentro, ma poi che cacchio ha fatto la Fiat per l'alfa in questi 22 anni???? ah si, la 8C...e poi??

FIAT : Fabbrica Italiana Alta Tecnologia

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quello che dico io da una vita.

lasciate il centro stile qua e appaltate tutto il resto (engineering e produzione) in Giappone.

:mrgreen:

uccidetemi pure.

Vale per Alfa ma dovrebbe valere anche per Lancia e Fiat a sti punti... loro ci mettono l'execution perfezionista e noi l'idea e lo stile.

Il problema è che la cosa non si concilia con i soloni discorsi, fatti a noia anche qua dentro, che "italians do it better"!!

Che Alfa è italiana e lo deve rimanere... etc. etc...

Cri, lo sai che "filosoficamente" io sono decisamente + vicino alle posizioni talìb che non a quello che oggi ci ritroviamo.

Però mi arrogo la presunzione di provocare, e da addetto ai lavori figlio di addetto ai lavori, da oltre 30 anni respirante fumi di Alfa (non fanno troppo bene, eh 8-):lol:) ti e vi pongo questa questione:

Nel 1985 con Alfa75 il Marchio ripropone (nozze con i fichi secchi necessariamente viste le condizioni in cui versava l'azienda, ring a bell??;)) l'ennesima rivisitazione di un progetto che vide la luce nel '72.

Il risultato fu eccezionale viste le premesse. Però era tutto tranne che un'auto moderna. Era un'auto eccezionale per certi versi, ebbe un notevole successo, ma anche nelle sue ultimissime versioni, era un'auto "vecchia" come concezione di auto. Non tecnicamente, ma tutto il resto.

Fortunatamente la concorrenza doveva ancora svegliarsi, ma proprio in quegli anni pone le basi per il successo odierno.

Anche se CHIUNQUE avesse perpetrato il concetto di Alfa 75 al posto di 155 (io che sono al corrente di alcuni retroscena dico che Ford sarebbe stato meglio, per tutti, ma la storia non si fa con i se e con i ma), a quel punto si sarebbe partiti in ritardo. E non di poco.

Se ci fate caso, escludiamo un attimo i Jap che vivono in altra dimensione, dalla fine degli anni 80 al 2005 +/- la "triade" ha accelerato proprio sulla modernizzazione delle vetture.

Una 3er nel 97 sembra 2 generazioni avanti rispetto a 156 ed a tutte le altre. E non intendo ne tecnicamente ne come linea, ma proprio come PRODOTTO D'INSIEME!!

Così A4 e C-klasse.

La partita è stata persa li, e solo oggi ci si sta avvicinando (prodotti come Citroen C5, Opel Insigna etc), un po' perchè ormai il limite è quasi li, un po' perchè era l'unica strada e prima o poi ci si doveva arrivare.

Perchè il mercato OGGI guarda questo!

Il blasone, l'immagine, lo hanno costruito si con certa tecnica, coerenza, etc... ma soprattutto con il grosso salto generazionale che hanno prodotto a cavallo tra gli anni 80 e 90.

C'è molta + differenza tra una 3er e30 ed una e36, come modernità e completezza di prodotto, che tra una 75 ed una 156!!

E non sto parlando di tecnica, ma di prodotto! l'auto è un prodotto, che richiede una componente razionale ed una emozionale.

Quando fai in modo di gestire la seconda in funzione della prima, hai vinto.

In Alfa, nei tempi moderni (post 50) non hanno MAI fatto questo esercizio. La seconda è sempre stata il driver, e finchè il mercato è stato quello degli anni 60/70, quando ancora forti erano le spinte idaliste e la passione meccanica "Alfisti vs Lancisti" etc, le cose sono andate avanti, e le vendite mascheravano quello che si stava prospettando.

Cattivo management, poca visione, provincialismo assoluto, sindacalismo corrotto e cannibale, hanno poi ucciso definitivamente il futuro.

A torino fino a ieri guardavano al piemonte e dicevano "guarda quante ne vendiamo, significa che siamo ok" e mai si sono curati dei mercati esteri, ne della rete (noi le produciamo, le vendiamo ai conce, poi son caxxi loro...).

Ma a Milano non sono stati molto + lungimiranti. Colpe politiche, ma non solo. Anche oggi tra gli appasisonati i discorsi sono + "occhiometri" sulle vendite italiche.

Il mkt italiano è uno dei principali in europa, ma è appunto UNO! le auto non le devi progettare e tagliare sul consumatore italico, se vuoi CRESCERE.

Ergo ci vuole un prodotto + completo, + maturo. In un certo senso + complesso nella sua semplicità.

Ribadisco la mia provocazione, se bmw avesse cominciato la scalata al vertice 5 anni prima, Alfa 75 avrebbe faticato anche in italia ad imporsi. Ed al contrario se Alfa 75 fosse stata rinnovata sulla falsariga di 156 (ma mantenendo lo schema meccanico) avrebbe avuto le medesime difficoltà ad imporsi.

Oggi il concetto di piacere di guida è molto differente rispetto a quello di 25 anni fa. Ciònonostante una balena 159 a TA è ancora al vertice con tutto il suo peso e dimensioni.

Ma qua si discute ancora di polmoni aspirati di 2 litri, deificando i motori altrui, quando sui 2 litri aspirati NESSUNO fa meglio.

E' questo che fa pensare al preconcetto!! Chi qua dentro comprerebbe una 320i? una 318i? per poi parlare di sportività, carattere etc etc??

La critica va mossa sul fatto che la gamma è povera in origine. Come lo era con 156. Sul fatto che non ha varianti e gli incroci cambi/motori li studia topogigio.

I numeri si fanno in quel modo. Con il prodotto completo e la comunicazione giusta... e con quello viene poi la possiblità di innovare davvero, con prodotti sempre + consoni.

Ma in questo l'arroganza accomuna sia l'appassionato Alfista sia l'incapace manager fiattaro che non capisce ne cosa sia Alfa Romeo ne che il mercato non è solo da c.so Agnelli a c.so Vinzaglio...

Eppur qualcosa si muove. Con pachidermica lentezza, quasi + per necessità che per convinzione (che deve essere consolidata dal successo di certe scelte coraggiose) e nei prossimi anni dovremmo avere almeno 3 prodotti che soddisfino le aspettative di noi della vecchia guardia.

Dubito in ogni caso che ci possa essere transumanza sensibile dai marchi tedeschi back-to-Alfa.

L'esperienza di prodotto che in questi 20 anni hanno costruito in bmw/audi (MB è sempre stata empirea, altra dimensione) è inscalfibile per certi versi ed anche i jap non ci riescono completamente (per tornare alla provocazione di Matteo).

L'operazione 955 ha un senso proprio in quest'ottica: ricominciamo d'accapo. Coltivando una nuova generazione di utenti/clienti. Una nuova esperienza di prodotto che declini una parte della filosofia Alfa Romeo e dell'mmagine Alfa su un mercato indispensabile per stare in piedi oggi.

Modificato da ACS

"The great enemy of the truth is very often not the lie -- deliberate, contrived and dishonest -- but the myth -- persistent, persuasive and unrealistic"

(John Fitzgerald Kennedy)

"We are the Borg. Lower your shields and surrender your ships. We will add your biological and technological distinctiveness to our own. Your culture will adapt to service us. Resistance is futile!"

"Everyone is entitled to their own opinion, but not their own facts!"

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Vale per Alfa ma dovrebbe valere anche per Lancia e Fiat a sti punti... loro ci mettono l'execution perfezionista e noi l'idea e lo stile.

Il problema è che la cosa non si concilia con i soloni discorsi, fatti a noia anche qua dentro, che "italians do it better"!!

Che Alfa è italiana e lo deve rimanere... etc. etc...

Cri, lo sai che "filosoficamente" io sono decisamente + vicino alle posizioni talìb che non a quello che oggi ci ritroviamo.

Però mi arrogo la presunzione di provocare, e da addetto ai lavori figlio di addetto ai lavori, da oltre 30 anni respirante fumi di Alfa (non fanno troppo bene, eh 8-):lol:) ti e vi pongo questa questione:

Nel 1985 con Alfa75 il Marchio ripropone (nozze con i fichi secchi necessariamente viste le condizioni in cui versava l'azienda, ring a bell??;)) l'ennesima rivisitazione di un progetto che vide la luce nel '72.

Il risultato fu eccezionale viste le premesse. Però era tutto tranne che un'auto moderna. Era un'auto eccezionale per certi versi, ebbe un notevole successo, ma anche nelle sue ultimissime versioni, era un'auto "vecchia" come concezione di auto. Non tecnicamente, ma tutto il resto.

Fortunatamente la concorrenza doveva ancora svegliarsi, ma proprio in quegli anni pone le basi per il successo odierno.

Anche se CHIUNQUE avesse perpetrato il concetto di Alfa 75 al posto di 155 (io che sono al corrente di alcuni retroscena dico che Ford sarebbe stato meglio, per tutti, ma la storia non si fa con i se e con i ma), a quel punto si sarebbe partiti in ritardo. E non di poco.

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Ax quoto questa parte per non quotare tutto, certamente siamo sulla stessa lunghezza d'onda per un buon 95%, ci accomuna la stessa passione per il marchio anche se io amo per il momento stare alla finestra e girare in barconi e tu invece in alfiat, ma vabbè la sostanza non cambia :lol::lol::lol::lol::lol:

Partiamo dal fatto innegabile che Alfa Romeo concettualmente NON muore nel 1986, anno cioè dell'acquisizione-regalo da parte della Fiat, ma nel 1974, quando cioè quella stirpe di dirigenti e tecnici valenti, manager e presidentissimo, levano le cuoia capendo che l'aria che tira ormai non è più la stessa genuina, fatta di passione,, che fino a quel momento regnava ad Arese. Di li in poi, i politici fanno prepotentemente il loro ingresso in azienda, con essi portano tutta la loro arroganza e sippunenza, tutta la loro incapacità e demenza, culminata con la decisione di produrre l'Arna per pure esigenze elettorali di un certo uomo di Nusco, piccolo OT, meno male nel 2008 non è stato nemmeno rieletto.

Detto questo, il 1974 dunque è la fine della vitalità progettuale dell'Alfa Romeo, progetto veramente interessante è appunto l'Alfetta Gt, sportiva per'altro contestata per il design non appagante quanto il mostro sacro Giulia Gt, dello stesso designer Giugiaro. In ogni caso, dopo quella felice esperienza, il nulla, o meglio, si navigava a vista e con quello che la ricca banca organi di Arese proponeva, era comunque una bellissima minestra, all'avanguardia sotto moltissimi aspetti e che anche sul finire degli anni 70 era oltremodo vitale, ma che già all'inizio anni 80 cominciava a mostrare la corda.

L'Alfetta, nata nel 1972, era ancora valida ma chiaramente sentita il fiato sul collo della imminente Mercedes 190, prodotto validissimo sia sul pjano del design (Bruno Sacco è stato quello che ha posto le basi per il gran rilancio Mercedes) sia su quello dell'immagine, proponendo difatto un prodotto innovativo e con diversi atout tecnici come l'esordio assoluto della sospensione a 5 bracci oggi detta multilink. La BMW cominciava ad impensierire, forte anche del fatto che a Monaco è già dai primi anni 70 che cominciano a lavorare bene sullo sviluppo telaistico e motoristico, certo erano ancora indietro e su strada nulla potevano contro l'imperante Alfetta, che su strada era ancora la regina e maestra.

Il brutto arrivava dopo l'Alfetta, proprio mentre gli altri cominciavano ad affilare le armi, in Alfa Romeo era aria di dismissione totale, non c'erano progetti validi e i soldi erano pochi, pochissimi, per di più la Fiat pompava sul canale mediatico il solito teorema del carrozzone statale inefficiente e sprecone (non a torto...ma da che pulipito viene la predica???) si presenta nel 1984 l'Alfa 90, difatto la riedizione dell'Alfetta vestita da Bertone e con un livello qualitativo sotto le aspettative, la Giulietta, ancora in piedi dal lontano 1977, lascia il posto nel 1985 alla 75. Una minestra riscaldata certamente, un progetto vecchio dato che comunque sotto è un'Alfetta, quindi un progetto di 13 anni prima, aggiornato e reso in ogni caso ancora valido e vincente da un design anzitutto molto attraente (anche se la parentela con la Giulietta è evidentissima) ma sopratutto una configurazione tecnica che, nonostante i limiti (cambio, assemblaggi, qualità complessiva) riesce ad avere la meglio sulle rivali anche se, ovviamente, sul piano qualitativo le prende da rivali fresche di progetto e studiate con altri criteri. Il fiato sul collo della E30 in ogni caso si fa stringente e vicino, tanto che mentre le versioni intermedie della 75 (Twin Spark e Turbo in primis) non faticano ad essere le prime in certi ambiti (motore, telaistica) rispetto alle varie bmw E30, quando si sale di cilindrata ad avere la meglio è la E30, con le 320 IS e M3 che - studiate ed evolute diversamente rispetto alle altre versioni - che di fatto stanno sopra di un soffio rispetto alle nostre 75 3.0 V6, anche perchè il marketing ha erroneamente dato a questa versione un imput diverso, meno prestazionale e più turistico (cambio lungo e assetto morbido).

E' qui dunque - sono d'accordo con Ax - che l'Alfa Romeo comincia ad essere inesorabilmente datata anche se il progetto ES30 dimostra che avrebbe ancora molto molto da dire. Solo che in Fiat c'e aria di razionalizzazione, con un Ghidella padrone delle sinergie e padre di quell'aborto mal riuscito chiamato 155. La 164 è stato un successo certo, ma se ben ricordo, i malcontenti degli alfisti erano abbastanza pesanti e presenti verso questo prodotto, ma c'era la 75 che in parte (386 mila esemplari piazzati) riusciva a tenere a bada un po e per poco però.

L'errore primordiale della Fiat sull'Alfa sta dunque nel fatto di aver creduto, con la 164, di poter continuare su quella strada ma in maniera ancora più massiccia, perchè mentre la 164 è stata rivista di fatto dai tecnici Alfa ad Arese (scocca, diversi angoli delle sospensioni, impianto elettrico, motori) la 155 è invece un progetto interamnete gestito dalla Fiat. I motori li aveva nbelli che pronti e anzi non ha nemmeno fatto più di tanto dato che dal noto 2.0 TS rivisto venne elaborato il 1773 TS con la sola variazione del diverso albero a gomiti, quindi il fatto stesso di una 155 interamente Fiat non poteva dare nessun vantaggio in termini di immagine nemmeno con le competizioni e la successiva 156, che forte di un design bello e intrigante e di un carattere finalmente ben èiù all'altezza, aveva comunque aanch'essa il limite della "provincialismo" del progetto. Mentre 155 difficilmente poteva reggere il confronto con la neonata BMW E36 (anche se le piccole 316/318 e anche 320 le prendevano di santa ragione dalla 155 TS) la 156 difatto costretta a rivaleggiarre con la romai affermata corazzata di Monaco che proponeva la nuova E46, un successone. Anche la 156 era un successone, ma di fatto ha cannibalizzato Lybra (numeri di vendita e immagine risibile) e Marea (super risibile) e aggiungo che ci voleva ben poco a far meglio di 155. Nel contempo la Classe C W203 era anchj'essa molto battagliera (ma non esente da problemi di affidabilità) e la A4 era un punto di riferimento. La triade si affermava proprio in quegli anni, dopo anni e anni precedenti di duro lavoro (Audi 80, Bmw E36 e Mercedes Classe C W202) mentre Alfa (e tutta la Fiat in particolare) indietreggiava o comunque stava al palo. Perchè?? Alfa mancava comunque di specificità e a poco servono le rilevanze tecniche della 156, dato che comunque volente o nolente ad Alfa non si chiede, non si è mai chiesto, di essere uguale alle altre, si aggiunga il fatto che la 159 poco dopo è stata sicuramente in grado di porre la basi per una nuova immagine, gliene do atto ci mancherebbe, dato che anche dimensionalmente e in fatto di "presenza scenica" e immagine, la 159 è notevole, di qui il rammarico che se fosse stata progettata in tempi diversi (ovvero non in tempi di crisi Fiat) e con più "palle" oggi avremo un prodotto degno che senza dubbio gli alfisti avrebbero guardato con maggiore attenzione.

Gli alfisti ho detto, ma chi sono costoro???? amanti delle derapate a suon di rombo spianato, totalmente estranei alla modernità e quindi talebani e con idee obsolete???? No, a dispetto di quanto si dica, sono ancora affascinati da una certa idea di automobile che NON necessariamente porta alla Lotus o all'Honda S2000, ma semplicemente ad un'auto un tantino più personali e che riesca a svicerare elementi irrazionali quali la passione e l'amore per la bella meccanica, che non deve essere un'ideale di meccanica esasperata, i tempi sono cambiati e la puzza d'olio o l'eccessivo rumore provocato da un bialbero in alluminio sono caratterstiche che portano inesorabilmente agli anni 70 (anche per questo la 75 piaceva...) non che alfa debba essere IRRAZIONALE, ma razionalmente sportiva.

la Bibbia del nuovo Alfista: Per il futuro dell'Alfa Romeo è meglio un pianale più economico che poi tanto l'elettronica e le gommature esagerate risolvono i problemi

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Hanno ragione si ax che bialbero...

cmq bialbero ha ragione nel dire che il 74 è la fine di un'epoca....siamo nel periodo della crisi petrolifera e negli anni successivi per molti marchi le cose son cambiate in modo irreversibilie.

alla fine poi il problema è quello.....si vorrebbe vedre le cose "come una volta" quando questo NON è più possibile perchè il mondo stesso è cambiato.

Io son sincero.....fare le cose "diverse" da tedeschi oggi è DIFFICILE.....purtroppo il mercato si è molto abituato a prendere come riferimento QUELLO.

io (senza far nomi) resto abbastanza basito quando si contestano certe linee estetiche di un tale modello o certe soluzioni tecniche non capite quando poi gli stessi apprezzano auto germaniche onestamente di un piattume unico (non brutte) o in cui una soluzione/prestazione inferiore sta benissimo perchè montata sulla tedesca di turno.

ci sono un sacco di esempi.

non voglio prendermela con loro(siamo tutti in buona fede qui dentro IMHO) però mi pare evidente che una sorta di condizionamento del consumatore ci sia....fatto salvo che cmq i tedeschi non vendono robaccia...tutt'altro

Per spezzare una lancia a favore di chi le ALfa le pensa/le fa oggi penso che sia dura cercare di fare qualcosa di diverso e nel contempo competere con gli standard fissati da altri...

Modificato da Matteo B.
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e poi la smettano di scrivere nelle pubblicità "cuore sportivo" perchè l'alfa con lo sport non centra nulla. Non partecipa a nessuno sport, non ha un reparto corse e non ha nemmeno versioni sportive in gamma. Devo puntare sulla personalità/esclusività perchè premium significa soprattutto questo.

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Io son sincero.....fare le cose "diverse" da tedeschi oggi è DIFFICILE.....purtroppo il mercato si è molto abituato a prendere come riferimento QUELLO.

Per spezzare una lancia a favore di chi le ALfa le pensa/le fa oggi penso che sia dura cercare di fare qualcosa di diverso e nel contempo competere con gli standard fissati da altri...

si sicuro, sono consapevole che oggi la tendenza imperante è il pragmatismo teutonico, che comuque io stesso apprezzo (mi piacciono parecchio le mercedes ad esempio) per via di certe caratteristiche che in un'auto odierna sono irrinunciabili , ma che hanno degli atout molto convincenti, l'approccio che hanno nei riguardi della qualità e l'attenzione ai particolari è stato ampiamente premiato. Ma da Alfa non si chiede di essere sulla luna mentre i tedschi su venere, tutt'altro, per dirla tutta, alla 159 sarebbe bastato poco per essere a suo modo interessante e alternativa, il design è perfetto cosi com'e, degli interni non ci si può lamentare e non sono freddi come lo sono gli attuali di bmw e mercedes, mentre audi a mio parere ha ancora dei bellissimi interni, in definitiva motori e configurazione tecnica (insieme al peso) sono stati gli assassini della 159. Motorizzata diversamente e più leggera, magari condita dalle ruote motrici posteriori con un bel motore longitidinale, avrebbe solleticato anzitutto gli alfisti che sarebbero ritornati a comprare Alfa Romeo, al contempo con un prodotto cosi, non si sarebbero certo scontentati gli altri utenti, quelli che non badano alla tecnica ma alla sostanza. Non è poi mooto diverso dagli anni 70, quando l'Alfetta veniva apprezzata tanto dagli alfisti quanto dall'utente comune che la comprava perchè conscio del buon prodotto. In definitiva, non è tanto difficile poi fare qualcosa di "diverso" ma razionale. Se Lexus con la IS 200 avesse avuto un'altro marchio, avrebbe venduto di più, ne sono certo.

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