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Confronto piacevolezza funzionamento automatici - doppiafrizione / mercato americano


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Più volte in AP mi è stato ripetuto di come gli americani siano abituati ai cambi automatici e che, anche su sportive, lo reputano assolutamente necessario.

Sinceramente ho guido ogni tanto la 166 3,0 sporttronic di mio padre e devo dire che il comfort è buono, ma recentemente ho potuto provare la Golf 1,4 tsi 160cv con il DDCT a 7 marce e devo dice: NON C'E' CONFRONTO!!!!

Perciò voglio capire...perché non si può fornire agli americani i doppia-frizione in sostituzione ai meno efficienti automatici con convertitore di coppia?

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Il mio sito "Gruppo Hainz": http://www.gruppohainz.it - I miei articoli su Automotivespace http://www.automotivespace.it/author/enzo/ - E quando ci sarà il nuovo sito di Autopareri anche su http://www.autopareri.com - I video del salone di Ginevra 2012 http://www.youtube.com/playlist?list=PL7CA738888644DB9

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Da quando ho il selespeed sono sempre più convito che questo tipo di cambio sia perfetto per me. Ho provato anche lo sportronic come te su una 166 3.0 ma non mi è piaciuto tanto.

Da quello che avevo letto in giro però mi sembra che il DSG verrà progressivamente abbandonato è vero?

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IL CUORE HA SEMPRE RAGIONE :mrgreen:

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l'unica cosa che ho letto in questo senso é che BMW non continuerá lo sviluppo di DTC perché gl'automatici a convertitore a 8 marce che gia monta sono sufficentemente efficenti e ovviano alcuni problemi dei primi (non ho idea di quali).

Io voglio ancora capire come vanno, siccome prima di cambiare macchina passeranno almeno 3 anni, ho tempo di vedere quanti cambi buttano via gl'attuali possessori di DSG prima di decidere.

p.s. a me per ora piace molto piú il cambio a convertitore che qualsiasi elettroattuato, anche se é vero che la risposta é piú sincera su quest'ultimo, l'altro é infinitamente piú comodo.

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  • 5 months later...

Una cosa che potrebbe favorire i doppiafrizione per raggiungere il comfort nelle partenze degli automatici puri è la possibile integrazione del motore elettrico che nelle partenze può essere molto più "dolce" di un motore endotermico.

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Il mio sito "Gruppo Hainz": http://www.gruppohainz.it - I miei articoli su Automotivespace http://www.automotivespace.it/author/enzo/ - E quando ci sarà il nuovo sito di Autopareri anche su http://www.autopareri.com - I video del salone di Ginevra 2012 http://www.youtube.com/playlist?list=PL7CA738888644DB9

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Francamente ero convinto del contrario, dal momento che si parla sempre di motori elettrici con coppia max a 0 giri.

Gli unici automatici che conosco, comuque, sono i CVT dei cinquantini e un nonsocosa a variatore del LandCruiser. L'inerzia del veicolo quando si preme il gas è mostruosa, l'impressione è che il motore giri a vuoto per un minuto buono.

Certo il problema mi tange poco: per me manuale e basta.

Sotto i 6000rpm è un mezzo agricolo.

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Francamente ero convinto del contrario, dal momento che si parla sempre di motori elettrici con coppia max a 0 giri.
Non si usano più motori a corrente continua nell'automotive, in ogni caso pur avendo gli elettrici ottime coppie di spunto, oramai grazie ai controlli automatici moduli la coppia come meglio ti pare... ;)
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    • By J-Gian
      In Europa la notizia è passata un po' in sordina visto che la novità è stata presentata sul modello americano Acura TLX 2015, ma si tratta di un interessante innovazione nell'ambito delle trasmissioni automatiche. Parliamo di un cambio adatto a modelli con motore trasversale, dotato di ben 8 rapporti selettivamente selezionati da 2 frizioni (DCT) ed un "extra" particolare, almeno per questa configurazione: il convertitore di coppia.
       
      Il convertitore di coppia è un elemento tutt'altro che nuovo nel mondo degli automatici. Si tratta di un organo idraulico che ha un ruolo fondamentale durante le partenze ed i cambi di marcia, in quanto permette di modulare il flusso di coppia tra motore e trasmissione in modo più dolce e continuativo, oltre che efficace (effetto "moltiplicatore di coppia") rispetto a quanto può fare una frizione.
      Non è quindi un caso se lo ritroviamo pressoché nella totalità dei cambi automatici con rotismi epicicloidali (la tipologia più diffusa) ed in buona parte delle trasmissioni CVT, spesso utilizzate in vetture orientali anche di piccole dimensioni.
       
      Il connubio "DCT+Convertitore" in ambito automobilistico invece è del tutto nuovo. Questa soluzione permette di sfruttare i vantaggi di entrambe le tecnologie, minimizzando i rispettivi punti deboli.
      La selezione dei rapporti tramite doppia frizione ad esempio, consente brillanti prestazioni grazie a tempi di commutazione teoricamente impercettibili. E giova pure dissipazioni meccaniche ridotte, con beneficio immediatamente riscontrabile nella riduzione dei consumi.
       
      Tuttavia i DCT, in certe fasi della guida manifestano delle carenze: in modo più o meno percettibile, possono presentare dei comportamenti poco gradevoli nelle partenze da fermi (e nei cambi di velocità tipici degli incolonnamenti) o nelle manovre di parcheggio. In queste circostanze infatti le frizioni devono essere modulate con precisione dal sistema di controllo, con scorrimenti che a lungo andare non giovano alla durata delle frizioni stesse.
       
      Ecco che il convertitore di coppia diventa un componente integrante, poiché viene fatto lavorare proprio nelle situazioni in cui un DCT si trova in difficoltà. Il convertitore rende più fluide e facili le manovre a bassa velocità (così le frizioni non hanno bisogno di scorrere) e viene poi escluso da un apposita frizione di blocco quando la sua azione diventerebbe deleteria per l'efficienza e le prestazioni, parliamo cioè di marcia a velocità costante o cambiate a velocità medio alte.
       
      Concludendo, si tratta di un cambio in grado di adeguarsi in modo dinamico alle condizioni di utilizzo e che mette assieme le caratteristiche delle 2 tipologie di trasmissione automatica attualmente più apprezzate. Il tutto a beneficio del confort, della facilità di guida, dei consumi, delle prestazioni e del feeling auto-guidatore.
       



       
       
      Autopareri J-G
       
       
      Riproduzione consentita previa citazione fonte con link a questo articolo e presente dicitura.
       
       
       
       
    • By Rani
      Buonasera a tutti.
      Possiedo Peugeot 5008 con Cambio Automatico (EAT6) e mi domandavo se e quando è previsto un controllo/manutenzione del cambio.
       
      Alcuni mi hanno detto "meno lo tocchi meglio sta".
       
      Altri mi hanno detto "l'olio al suo interno cambia la sua struttura nel tempo e grippa il cambio fino a romperlo".
       
      Una concessionaria Peugeot mi ha detto che non lo fanno loro ma lo fanno fare ad aziende specializzate, un'altra Peugeot mi ha detto che lo fanno, un'altra che non ho bisogno di fare nulla.
       
      Alcuni mi dicono di cambiare l'olio a 100mila km, altri a 50mila, altri mai.
       
      C'è qualcuno tra di voi che ha notizie un po' "scientifiche"?
       
      Grazie mille.
       
      ☏ Moto G (5S) Plus ☏
       
       
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