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Il Museo Alfa di Arese riaprirà al pubblico dopo 2 anni di chiusura


il FUSI
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hai presente a chi andrebbero a pestare i piedi mettendo un bell'articolo che spiega per bene lo scempio che stanno facendo ad Arese???

In realtà fin'ora (e parliamo di almeno 12 mesi di tempo) sono girati solo rumor e voci, nessuno nel frattempo verificato o verificatosi.

Di cose attendibili da "non scrivere sui giornali" sembra non essercene ancora traccia.

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E' ora di finirla con l'allarmismo. Chi doveva muoversi si è mosso, già da mesi (vedasi la creazione del Comitato Amici del Museo). Oggi c'è qualcuno che si sveglia all'ultimo momento e abbaia al vento, paventando "altissime pressioni" e gravissimi pericoli, creando panico inutile e controproducente, considerando che la procedura di vincolo è stata avviata molti mesi fa ed è ormai giunta quasi al termine. Forse qualcuno, alzando questo polverone, cerca di prendersi il merito del vincolo...

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beh ovviamente la politica fa questo di professione...

Diciamo che a mio avviso (e non sono un esperto) chi si oppone ad un vincolo di questo tipo (la proprietà nello specifico), non fa altro che far venire dubbi su cosa vorrebbe fare.

Probabilmente sarebbe bastata una semplice dichiarazione di Marchionne (con tutte quelle che fa giornalmente, una in più non credo non possa farla) in cui dice cosa vuole fare col Museo.

Un bel rilancio?

Uno stallo in attesa di tempi migliori?

In ogni caso basterebbe garantire sulla non volontà di disperdere tutto il patrimonio che vi è incluso vendendolo a pezzi ai migliori offerenti.

Scusate ho una curiosità. Ma che fine ha fatto il Museo Lancia?

Dove e quante sono le macchine che vi erano incluse?

Ci sono prospettive di valorizzazione?

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Direi che almeno su questo argomento non dovrebbero esserci nè polemiche, nè personalismi, nè null'altro che non sia archiviabile sotto un "comportamento positivo e costruttivo". Da parte di chiunque.

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'80 Alfasud 1.2 5m 4p --- '09 147 JTDm Moving

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Area ex Alfa Romeo

OCCHI TEDESCHI SU ARESE

Pubblicata il 28/01/2011

In questa pagina e nella galleria fotografica, alcune delle esclusive immagini realizzate da "Quattroruote" nei locali dell'ex Alfa Romeo di Arese. Il monumento dedicato ai caduti sul lavoro realizzato con i paraurti delle Giulia. Il deposito al quale sarebbe interessata la Mercedes.

Continua a restare alto il livello dell'attenzione su Arese: il 31 gennaio scadrà, infatti, il termine per la presentazione di eventuali ricorsi contro la procedura di vincolo sul Museo Alfa Romeo che è stata avviata dal ministero dei Beni culturali nel luglio scorso e che dovrebbe essere confermata, salvo ulteriori procedimenti legali dell'ultima ora, entro quel termine.

Oltre 250 automobili. E sono proprio i possibili ricorsi a preoccupare gli alfisti e i tanti appassionati che stanno seguendo la vicenda con il fiato sospeso. Il timore è che il vincolo possa essere modificato per pressioni dell'ultimo minuto, permettendo così una cessione anche solo parziale di alcuni pezzi della raccolta o un suo spostamento dai locali che attualmente la ospitano. Nelle settimane scorse il ministero ha inviato ad Arese un gruppo d'ispettori che ha provveduto a censire il contenuto del Museo: i funzionari hanno contato oltre 250 vetture, catalogando i motori e i numeri di telaio per redigere un "verbale di consistenza" della collezione.

Volkswagen. Intanto, seguitano a rincorrersi le voci e i rumors sul futuro dell'area ex Alfa Romeo di Arese. La visita nei giorni scorsi da parte di alcuni giornalisti della testata tedesca Autobild è stata letta da molti come conferma di un concreto interessamento da parte del Gruppo Volkswagen ad acquisire il marchio Alfa Romeo. Un'ipotesi più volte smentita da Torino, ma che il sindaco di Arese, Gianluigi Fornaro, tra i promotori del vincolo sul Museo, guarda con favore. "Anche se conferme ufficiali non ne abbiamo", commenta, "per noi questo passaggio sarebbe molto positivo perché riporterebbe una Casa prestigiosa in un luogo che fa parte della storia dell'automobile. E ridarebbe finalmente una prospettiva occupazionale al nostro territorio".

Mercedes. Ma la Volkswagen non sembra essere l'unica ad aver messo gli occhi su Arese: secondo indiscrezioni, il complesso sarebbe stato visitato recentemente anche da rappresentati del gruppo Daimler. La Casa di Stoccarda potrebbe essere interessata in particolare a quello che un tempo era il silos per lo stoccaggio delle vetture pronte per la commercializzazione, che potrebbe diventare un centro logistico. Ma in casi come questi, in assenza di conferme ufficiali, il condizionale è d'obbligo.

Nuovo piano entro fine anno. Il progetto di rilancio dell'area, comunque, dopo la bocciatura del precedente piano che prevedeva la costruzione di un centro commerciale e di un'ampia zona residenziale, è ancora tutto da riscrivere. A fine anno la Regione Lombardia ha votato una delibera che prevede la presentazione di un nuovo piano per il recupero dell'area entro il 31 dicembre 2011. Il documento è stato sottoscritto da tutte le società proprietarie dei lotti in cui è attualmente diviso il sito dove un tempo c'era la fabbrica. Unica assente tra i firmatari proprio la Fiat, titolare ormai solo del Museo e del Centro Direzionale.

Cosa resta di Arese. Nella delibera è indicata l'intenzione di "riperimetrare, riqualificare e reindustrializzare l'area ex Alfa Romeo": una precisazione che sembra confermare la vocazione produttiva che dovrà avere il nuovo piano di rilancio. Oggi dell'ex Alfa Romeo di Arese restano i capannoni abbandonati, nei quali si respira ancora la storia di questo marchio glorioso. "Quattroruote" è riuscita a entrare negli stabilimenti per un reportage esclusivo e unico, pubblicato sul numero di gennaio della rivista. In questa pagina e nella galleria fotografica, una selezione delle immagini più suggestive.

Area ex Alfa Romeo - OCCHI TEDESCHI SU ARESE - Mercato - Quattroruote

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E' ora di finirla con l'allarmismo. Chi doveva muoversi si è mosso, già da mesi (vedasi la creazione del Comitato Amici del Museo). Oggi c'è qualcuno che si sveglia all'ultimo momento e abbaia al vento, paventando "altissime pressioni" e gravissimi pericoli, creando panico inutile e controproducente, considerando che la procedura di vincolo è stata avviata molti mesi fa ed è ormai giunta quasi al termine. Forse qualcuno, alzando questo polverone, cerca di prendersi il merito del vincolo...

Leggo ora, e come vedi non te le faccio "venire a dire".

Credo non debba spiegarti nuovamente come sono andate le cose, chi ha chiesto un'aiuto, e nemmeno farti sapere che c'è stata la totalità delle comunità Alfiste presenti nel mondo che ha espresso una chiara e ferma posizione aderendo a quell'appello.

E' stato spiegato tante volte che lo scrivere un proprio pensiero su un sito "senza etichetta", aperto a tutti, poteva fare ben "poco" a livello giuridico, ma sicuramente poteva confortare tantissimo chi nell'ombra si sta battendo per evitare che il vincolo venisse modificato nei suoi contenuti.

E il risultato è stato solo uno:

mai nella storia dell'automobile, centinaia e centinaia di persone, di associazioni, di club, da ogni parte del mondo hanno voluto manifestare il proprio pensiero, il proprio dissenso verso quello che consideriamo un oltraggio alla nostra "cultura" automobilistica.

Da tutta Europa, America, Asia... dalla Russia al Giappone, da Israele alla Nuova Zelanda…dal Sud Africa ad Hong Kong, è stato bello vedere riunirsi così tante persone per un fine comune, è bello vedere che gli Alfisti anche se sollecitati da una sola persona hanno risposto così numerosi.

Vedi Alessio, tu e tuo padre, sconosciuti fino a ieri in questo mondo, dovete ancora imparare che agli Alfisti, quelli veri, interessa ben poco, ma a quel poco, pur di difenderlo vanno contro a "chiunque", dicendolo, urlando, scrivendolo anche sui muri se necessario... ma lo fanno sapere con ogni mezzo.

E fa male vedere dei messaggi (uno qui e un altro sulla wall di Alfa Romeo Official Page su Facebook) scritti proprio da te, in cui vai contro un'iniziativa voluta da persone che per noi sono "miti" oltre che esserci chiesta da chi effettivamente sta lavorando sul vincolo, soprattutto se questa iniziativa ti è stata spiegata fin dall'inizio, esattamente il 14 gennaio.

E per rispondere al tuo post qui su auto pareri, in questa iniziativa non c'è nessuno che vuole prendersi alcun merito, che va in primis al Sindaco di Arese e a chi ha portato lui e la sua giunta a chiedere ufficialmente di tutelare quello che noi consideriamo la "mecca" dell'automobile per definizione.

Se tu avevi dei dubbi avresti dovuto espormeli, e non scrivere sui siti a distanza di due settimane, andandoci contro.

Vedi nessuno era obbligato a scrivere... ma moltissime persone, da ogni parte del mondo, hanno "preferito" far sentire la propria voce, se tu o il comitato "Amici del Museo" ha preferito NON prendere posizione "pubblicamente" su questo appello, va benissimo, nessuno ti dice niente, ma che tu "pubblicamente" su altre parti remi contro quando tutti gli Alfisti hanno espresso un pensiero "unanime" questo no.

Dimenticavo: io mi firmo sempre.

Andrea Vecchi

Anche la ruggine ha un Cuore...

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Mi è capitato sotto mano questo messaggio del buon Taurus datato 2003:

Ma nel cassetto ci sono anche altre cose......prima tra tutte il museo che attualmente si trova ad Arese in una struttura sicuramente che puo' essere rinnovata ma relativamente piccola e non d'effetto per le vetture che sono esposte......per cui entro 2004 la dirigenza Alfa deve prendere una decisione finale se fare un nuovo museo a Bicocca che puo' essere di grande impatto o mantenerlo ad Arese rinnovando la sua sede attuale......La seconda e' il centro stile che deve essere ampiato e avere una sede di piu' grande impatto per cui le opzioni sono tre rimanere ad Arese....andare a Bicocca insieme al museo o farlo nel centro di Milano....trovando un immobile direte difficile ma se lotrovano le griffe della moda per i loro showroom perche non dovrebbe farlo Alfa..non dimentichiamo che gia' Ford per esempio ha il piu' grande dei suoi centri stile europei il famoso Ingeni a Soho....

Altra cosa e' il rinnovamento della sede della casa e il completo trasferimento di cio' che rimane a Torino a Milano e il rinnovamento del R&D della alfa romeo......cioe' un rinnovamento e rivalorizzazione della sede attuale.........

Valgano quello che valgano queste affermazioni.. però con il senno di poi che amarezza... che amarezza..

Fiat Punto I 55 sx '97

Fiat Punto II restyling 1.2 60cv '04

Toyota Prius V2 '06

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Caro andrea vecchi, e io non mi firmo, a parte che potresti tranquillamente essere il nuovo manzoni, ma dici che da tutta europa, america, asia, oceania e stranamente hai trascurato l'antartide, vorrebbero che fosse modificato il vincolo. A casa mia se si hanno degli ideali forti ci si batte per essi, se si è in tanti si vince, fai una bella raccolta fondi, portala a chi di dovere, se vuoi ti indirizzo io o anzi danne i proventi al tuo nuovo idolo fornaro (mi ripeto ancora, il cognome suggerisce la professione idonea per costui), il quale sarà contento di battersi per questa buona causa.... Perché giustamente siamo tutti omosessuali con lo sfintere altrui, siamo tutti bravi a chiacchierare, fai un pò di fatti e poi soldi alla mano se ne riparla, ma guarda un pò scommetto che non hai la più vaga idea di che investimento servirebbe e guarda caso è tutta colpa della gestione di alfa e le istituzioni sono le più fiche del mondo, quando in qualsiasi classifica inerente queste ultime siamo vicini ai paesi centrafricani.

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Nonostante di norma non abbia un carattere accomodante, lo scrivente si è già espresso (conoscendo personalmente entrambi i "contendenti" che reputo miei amici) in favore di uno smorzare dei toni di contrasto, che non sono utili a nessuno. Fra l'altro tutti dicono che "bisogna combattere per un fine comune" ma vedo che nella realtà dei fatti prevale l'idea molto italica del "mio giardino" ed enti che si son permessi di offendere altri dandogli nientemeno che degli affaristi (e da che pulpito poi!) son lì a dimostrarlo. Ognuno può avere una personale idea, la quale, magari sbagliata, non deve essere presa per "il verbo" quando non vera anche se la sembra. E men che meno, su questo argomento Museo che agita le passioni di tanti, che a parole tutti difendono o vogliono difendere, si deve a mio parere trascendere in malsopportazioni o mancanza di informazioni certe, di scambio di conoscenze reciproche. La buona fede, la fiducia o la sfiducia, non giustificano mai l'eventuale danno che viene patito dalla controparte.

Di sicuro la realtà dimostra, al di là di quello che può essere il "romantico pensare di tutti gli Alfisti coalizzati per la salvaguardia e la salvezza di quel plesso", di come si possa essere provinciali (ergo "chiusi"), di come possa albergare la sfiducia, di come si possa essere tutti diversi l'uno dagli altri. Non ho visto superate certe diffidenze inerenti il "io penso che", non ho visto la canalizzazione di tutte le opinioni di tutti verso un canale unico e serio che potesse raggiungere la finalità da tutti propugnata. Non ho visto chissà che cooperazione e non credo neppure debba essere giustificata la diffidenza quando non si fa nulla per capire se è superflua o fondata. Vedo invece che, sicuramente ognuno in buona fede, vi è chi crede di avere "la verità in tasca" su un argomento complesso che non riguarda un solo soggetto, ne riguarda molti.

E' tanto "bello" dire che ci si batte all'univoco per.... ma avrei sperato che ci si battesse tutti a fianco, e non su binari paralleli ma divisi. Peraltro è come giocare al poker: non scegli le carte, non scegli i players che hai di fronte, devi fare, e far bene, con le carte che hai e senza sottovalutare i giocatori al tuo tavolo. Non mi sono mai astenuto dal "fare casino" e fare mugugno, fosse anche nei confronti del Padreterno, ma mai ci si deve astenere dal domandarsi quale strada sia la migliore per il risultato che si deve avere. Fosse anche una strada non ideale, non "quella che vorrei". In questa ottica credo anche io che un can can mediatico, avendo a che fare con l'azienda Fiat, non sia producente per questo "progetto". Credo che si dia troppo per scontato che un'azienda possa soggiacere a quello che vedrebbe come una sorta di "ricatto", cui rispondere al limite anche con una "ripicca" al di là di quanto di buono possa aver deciso prima, sopratutto un'azienda oggi gestita come sappiamo e che ha già dimostrato quanto possa valere la sua insofferenza. Un'azienda che non ha brillato per "rispetto degli Alfisti" in passato, un'azienda che non ha brillato per "l'intoccabilità di un plesso". Il vincolo, da molti visto come un punto di partenza e una panacea, è in realtà solo che un punto di partenza, della serie, il bello viene adesso. Adesso perchè anche se il vincolo è presente, anche se contenesse poche "concessioni" alle osservazioni fatte dall'azienda, cosa risolve di fatto? Si certo un controllo dello status quo, le auto non possono essere vendute, il plesso non demolito. E con questo? Anche il capannone del centro stile non è stato demolito, ma mi pare che sia solamente che lì a ammuffire. Ed allora non si può aspettare il salvatore tedesco, che Iddio volesse arrivasse domani (e ci sarebbe poi da capire come vuol comportarsi), perchè il giocatore attuale non è tedesco, nè credo che si possa ragionevolmente pensare che il giocatore proprietario, all'oggi, si smuova da un "torpore" di sua spontanea volontà sotto la spinta di cosa? Di un manipolo di colleghi appassionati che manifestano la loro insoddisfazione sacrosanta, condivisibile e condivisa? Ma dove mai abbiamo visto, negli ultimi anni, una presa di coscienza "spontanea e positiva" verso il mantenimento del Museo? Allora credo si debba essere "propositivi" e "alternativi" utilizzando l'arma del mugugno solo come extrema ratio allorchè si veda che non esiste alcuna alternativa. La qual cosa, al momento, non mi pare sia per questo specifico argomento. Onestamente mi interessa molto di più quel che vi è dopo il vincolo che non la rispettabilissima e encomiabile manifestazione di rispetto e attaccamento al Museo che sottintende il non volere che nulla venga cancellato.

E questo lo dico come sereno e tranquillo scambio di opinioni, che come viene fatto quà può essere fatto in altre sedi forse più adatte.

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