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Navarre75

La Provocazione (?) di Torri: Legalizzare il Doping

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Spesso se ne è parlato in passato, come di una provocatoria soluzione ad un male che è sempre un passo avanti a chi cerca invano di fermarlo.

Ieri Ettore Torri se n'è uscito con una considerazione analoga a molti discorsi giornalistici e non degli ultimi anni:

Torri: "Doping da legalizzare"

Procuratore del Coni: "Lo fanno tutti"

La bufera doping che sta investendo Contador e il ciclismo non sorprende uno sconfortato Ettore Torri, al punto che il capo della procura antidoping del Coni è convinto che tutti i ciclisti facciano uso di sostanze vietate e che il doping andrebbe legalizzato, se non fosse dannoso per la salute degli atleti. "Non sono l'unico che lo dice - ha spiegato Torri -. Ultimamente tutti i ciclisti che ho interrogato hanno detto che tutti si dopano".

Secondo Torri se il doping non fosse dannoso per la salute degli atleti una soluzione possibile, per non configurare ingiustizie tra gli atleti, sarebbe la legalizzazione dell'abuso di farmaci: "Non è giusto quando si trova un atleta su cento", ha detto Torri. "Più lavoro in questo campo e più mi meraviglio della diffusione del doping. Non credo che il doping verrà estirpato", ha detto.

5 ottobre 2010

da Sport Calcio Mercato Gossip F1 MotoGp News Live Foto Video - SPORTMEDIASET

Bando alle ipocrisie: molti di noi, la stragrande maggioranza, sa benissimo che ha ragione e che non esagera. Però di seguito leggerete altri pareri che, a mio "fallibilissimo" giudizio, sono la quintessenza dell'ipocrisia sull'argomento. Ognuno è liberissimo di avere le proprie idee, è sacrosanto, ma negare certe cose è, secondo me, immorale quasi quanto commetterle. :(r

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"Accusa di Torri grave e infamante"

L'uci attacca il procuratore antidoping

Durissima reazione dell'Uci alle dichiarazioni shock del procuratore antidoping del Coni Ettore Torri ("Doping nel ciclismo? È da legalizzare' date=' non ce n'è uno pulito"): "Sono accuse gravi e infamanti. È una posizione irresponsabile, del tutto priva di riscontro oggettivo su tutta una categoria di atleti - ha detto il presidente Pat McQuaid - Queste affermazione suscitano una reazione di profondo sconcerto in chi pratica e ama questo sport".

Dopo la Federazione italiana, dunque, anche l'Unione ciclistica internazionale interviene e con durezza stigmatizzando le parole di Torri, spiegando che non ha riscontri e così facendo nega l'attendibilità dei test.

6 ottobre 2010

[/quote']

da Sport Calcio Mercato Gossip F1 MotoGp News Live Foto Video - SPORTMEDIASET

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Via Torri. O via il ciclismo

di Andrea Saronni.

Rubiamo al calcio' date=' per la prima volta, questo spazio. Ma vogliamo credere che il “papà” di questo blog, il nostro grande Maurizio Mosca, sarebbe d’accordo nel trattare l’argomento del doping nel ciclismo dopo le clamorose, spiazzanti dichiarazioni di Ettore Torri, l’uomo che lo sport italiano - leggasi il Coni - ha messo a capo della lotta contro questa piaga, contro il vero e proprio cancro che ha colpito una delle discipline più amate.

“Se non fosse per i danni che può procurare alla salute, il doping nel ciclismo andrebbe legalizzato. Tanto ormai non lo estirperemo più.” Questa, in estrema sintesi, la teoria espressa da Torri, che riduce la sua missione e quella di tutta la Procura antidoping a una dimensione medica: continuiamo per difendere la salute e stop, l’etica, la logica della competizione sportiva è andata a ramengo e, a questo punto, liberi tutti: fatevi di quello che volete, chi è più furbo oggi e più fortunato (o informato) in vista del domani vincerà senza poi pagare il conto allo sport e alla vita.

La ragione con la quale Torri ha giustificato il suo sconcertante outing è la convinzione, nata dopo decine di casi e di inchieste, che tutti i ciclisti si droghino, che tutti ricorrano a mezzi illegali per vincere o - ed è questo che è spaventoso - per sopravvivere, per continuare a remare dignitosamente nel gruppo. Bene, a questo punto e conoscendo il ruolo di chi ha espresso questa convinzione, i casi sono due: o Torri lascia il posto, subito, a chi invece ha ancora voglia e determinazione per combattere il doping a costo di retrocedere a livelli cicloturistici oppure gli si dà ascolto, lo si prende per buono al 100% e si interrompe l’attività ciclistica, perlomeno quella professionistica.

Una prospettiva ai confini dell’assurdo, specie per chi, come noi italiani, adora il ciclismo e lo ritiene più di uno sport, lo sente come uno dei tanti, insostituibili pezzi del nostro costume e della nostra cultura. Però, ancora più di quelle legate al dio denaro e allo strapotere dei media - che già hanno fatto i loro danni in tanti sport - la logica di ritenere parte integrante di una disciplina l’imbroglio legalizzato è qualcosa di insopportabile. Organizziamo un tavolo di poker, sediamoci e ognuno bari a suo piacimento. Vince chi è più abile a studiare la tecnica di fregatura e non farsi beccare. Tanto vale non giocare.

Altrimenti si continua su una strada che Torri conosce forse come nessuno, che è quella di beccarli tutti, dal primo all’ultimo, e se serve agire con squalifiche durissime, da tolleranza zero, altro che “torno tra sei mesi, un anno, due anni”. Tutti si dopano, dice Torri? Benissimo: proviamolo e squalifichiamoli tutti e si ricominci da zero. Sapendo con certezza che il fenomeno è diffuso a livelli inimmaginabili anche tra i dilettanti, i ragazzini, gli amatori. Si può davvero finire nel vuoto: ma da lì, almeno, sarà possibile cominciare la risalita. Siamo davvero all’ultimo giro, questo è un cancro, e si sta avvicinando alla fase terminale. I palliativi non servono più, e noi vogliamo il ciclismo, non ci rassegniamo a perderlo. Se ci lascia la bicicletta, iniziamo a pensare allora anche a cambiare nome a quello che chiamiamo ancora sport. ”Sport” deriva dall’inglese e significa svago, diporto. “Doping” pure e invece è l’atto di usare “Dope”, droga. Ad avere cambiato significato, purtroppo, è il primo vocabolo.

6 ottobre 2010

[/quote']

da Ce l

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Per aver studiato il doping molto da vicino ultimamente, sono arrivato pure io alla conclusione che si dovrebbe legalizzare, ma entro picchetti.

Quali sarebbero la protezione della salute degli atleti. Perché pensare che il doping = dannoso per la salute, è una balla e buona.

ESISTONO prodotti dannosi per la salute, ma non sono la maggiorparte. La maggiorparte dei prodotti sono lì per favorire il recupero, per sostenere il ritmo infernali dei calendari sportivi e del livello competitivo.

L'argomento etico non regge neanche pure esso : se il doping è legalizzato, le pari opportunità tra gli atleti sono rispettate, si è solo spostato l'intero macchinario verso l'alto.

L'unico problema che ci potrebbe essere è che, un doping legalizzato diverrebbe in realtà un doping obbligatorio, nel senso che chi non vuole doparsi, sarebbe costretto a farlo, perché tutti lo farebbero intorno a lui. Ma oggi, con l'interdizione del doping, esiste già una situazione del genere : tutti le persone che lavorano nello sport di alto livello sanno che tutti si dopano. E questa sola convinzione basta a tantissimi atleti per ricorrere al doping.

Avrei tanti altri argomenti, ma per il momento, mi limito a dire che sostengo il prof. Torri a 100%. La sua onestà intelletuale fa bene in un mondo di ipocrisia. Poi, la sua posizione ricalca in realtà quella di un'altra figura eminente del sport, l'ex-presidente del CIO, Samaranch, che dichiarò, nel 1998, che tutti i prodotti non dannosi per la salute dovrebbero essere legalizzati... ;)

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scusami, ma cosa vorresti legalizzare tu? il tuo discorso senza menzionare una sostanza o una classe di sostanze non ha capo nè coda, perdonami.

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Betabloccanti, o sostanze che reequilibrano le perdite ormonali (perdite dovute agli sforzi ingenti). Sono i primi che mi vengono in mente.

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i betabloccanti a dosaggi "aiutanti" sono relativamente sicuri, ai dosaggi realmente dopanti e utilizzati dai professionisti, beh... forse si, non hanno sti gravi effetti collaterali (a breve termine), ma mal di testa e stanchezza cronici comunque non sono il massimo della vita. te li passo comunque perché si potrebbe fare come la caffeina, mettendo un limite.

i secondi, invece, volgarmente detti steroidi, non puoi legalizzarli. non puoi neanche mettere un limite, perché l'unico modo per vedere se sono presenti è il bilancio testosterone\estrogeni (che io sappia), senza contare che già così c'è gente che non ne esce più, per citare una persona molto esperta nel campo "a giocare col proprio sistema endocrino o si perde, o non se ne esce più" e conosco gente che si fa le iniezioni a 40 anni suonati per non essere un relitto umano. la decenza che c'è ancora in alcuni sport, deriva dalla paura della squalifica e già parecchi sulla quarantina sono da buttare così come sono senza abuso di steroidi, figuriamoci con!

ovviamente escludiamo anche epo e gh dalla legalizzazione, il primo perché già così i ciclisti dormono col cardiofrequenzimetro\sveglia e sotto un tot di battiti cardiaci si mettono sulla cyclette a pedalare sennò schiattano (letteralmente), il secondo perché molti hanno finito la loro carriera per un eccessivo ingrossamento degli organi interni e altri effetti indesiderati.

secondo me il ciclismo ce lo teniamo così com'è, non si creda comunque che sono così avanti i dopati e i medici sportivi, spesso è la connivenza delle federazioni il più grande ostacolo all'antidoping e quando ci sono grossi interessi in ballo è difficile che prevalga la giustizia :)

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"ovviamente escludiamo anche epo e gh dalla legalizzazione, il primo perché già così i ciclisti dormono col cardiofrequenzimetro\sveglia e sotto un tot di battiti cardiaci si mettono sulla cyclette a pedalare sennò schiattano (letteralmente)"

Potresti approfondire questo passaggio?è interessante

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certo, l'epo sostanzialmente serve a stimolare la produzione di globuli rossi. essendo farmaci con un'emivita abbastanza elevata, vanno a coprire parti della giornata in cui l'atleta dorme. un aumento così elevato dei globuli rossi implica una pressione arteriosa molto alta, soprattutto se non c'è uno sforzo da fare e quindi i globuli rossi stanno li in grande eccesso senza motivo, nel caso non inizi a sfruttare l'ossigeno che questi portano rischi una bella trombosi nel migliore dei casi, sennò aritmie, ictus vari e quant'altro :)

chiedo scusa se non sono scientifico, spero di aver reso il concetto, non sono un medico del resto, ma un semplice sportivo appassionato

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E allora sarò ipocrita, ma fare uso di medicinali è nè più, nè meno che BARARE! E se uno, mettiamo, avesse la passione per il ciclismo?

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