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Dopo la Brexit, ecco Trump


dindi

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Per me la questione linguistica è facile da dirimere. Ogni Regione (NB: non Stato) deve insegnare obbligatoriamente un ottimo inglese più una lingua locale a propria libera scelta.

TUTTE le indicazioni pubbliche/documenti/qualsiasi cosa un umano si trovi davanti deve essere come minimo in inglese, e poi liberi di aggiungerci la seconda lingua che si vuole.

 

Per dire, è più semplice di quanto faccia da decenni la Svizzera, e in Olanda non si è mica lontani dall'avere compiuta questa configurazione. Anche da noi ormai le indicazioni in due lingue si stanno diffondendo rapidamente.

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There's no replacement for displacement.

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Anche tu ti ecciti palpeggiando pezzi di plastica? Perché stare qui a discutere con chi non ti può capire? Esprimi la tua vera passione passando a questo sito!

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Adesso, Wilhem275 dice:

Per me la questione linguistica è facile da dirimere. Ogni Regione (NB: non Stato) deve insegnare obbligatoriamente un ottimo inglese più una lingua locale a propria libera scelta.

TUTTE le indicazioni pubbliche/documenti/qualsiasi cosa un umano si trovi davanti deve essere come minimo in inglese, e poi liberi di aggiungerci la seconda lingua che si vuole.

 

Per dire, è più semplice di quanto faccia da decenni la Svizzera, e in Olanda non si è mica lontani dall'avere compiuta questa configurazione. Anche da noi ormai le indicazioni in due lingue si stanno diffondendo rapidamente.

 

E' quello che si fa nelle gaeltach in Irlanda: il risultato è che l'inglese domina, e l'irlandese sta scomparendo. Lo si impara alla meno peggio, e non lo si usa neanche in casa.

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12 minuti fa, Fede82 dice:

E comunque, non bisogna mitizzare troppo l'estero, a scapito dell'Italia: nel nostro paese la percentuale di persone che parlano Inglese è più o meno uguale a quella francese o belga, e superiore a quella spagnola. In compenso si parla francese come nei nei paesi nordici e più che in Spagna, tedesco come in Francia e GB e spagnolo più di chiunque al di sopra del Brennero.

 

Discriminare non è un termine con significato negativo, in italiano. Solo che ultimamente si tende ad usarlo quasi sempre come tale :razz:

 

PS: se tocca specificarlo vuol dire che l'accezione negativa è dominante ;-)

7 minuti fa, Fede82 dice:

 

E' quello che si fa nelle gaeltach in Irlanda: il risultato è che l'inglese domina, e l'irlandese sta scomparendo. Lo si impara alla meno peggio, e non lo si usa neanche in casa.

 

solo che l'Irlanda è un caso di bilinguismo. Altra cosa se obblighi un italiano o spagnolo a imparare bene l'inglese. Rimarrà sempre una seconda (o terza) lingua.

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10 minuti fa, Fede82 dice:

 

E' quello che si fa nelle gaeltach in Irlanda: il risultato è che l'inglese domina, e l'irlandese sta scomparendo. Lo si impara alla meno peggio, e non lo si usa neanche in casa.

Ma senza andare lontano...

Dialetti_e_lingue_in_Italia.png

In Italia ci sono almeno otto lingue native (italiano-fiorentino-corso, gallo-italico, veneto, friulano, ladino, napoletano, siciliano e sardo), ma oggi tanti bambini vengono istruiti a non usare il "dialetto". Quanta cultura abbiamo perso e rischiamo ancora di perdere?

Modificato da jameson
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7 minuti fa, v13 dice:

 

PS: se tocca specificarlo vuol dire che l'accezione negativa è dominante ;-)

 

solo che l'Irlanda è un caso di bilinguismo. Altra cosa se obblighi un italiano o spagnolo a imparare bene l'inglese. Rimarrà sempre una seconda (o terza) lingua.

 

E' bilinguismo (anzi, quasi monolinguismo inglese, ormai) ADESSO. Ma una volta no, eh. Pian piano, con le generazioni, l'irlandese è stato scalzato. Come stava succedendo al catalano.

E, appunto, anche senza andare tanto lontano: mia nonna parlava solo in dialetto, mia mamma tutti e due, io solo italiano.

 

(Certo che ormai possiede un'accezione negativa, non per nulla esiste "discriminazione positiva" :razz: )

12 minuti fa, jameson dice:

Ma senza andare lontano...

 

In Italia ci sono almeno otto lingue native (italiano-fiorentino-corso, gallo-italico, veneto, friulano, ladino, napoletano, siciliano e sardo), ma oggi tanti bambini vengono istruiti a non usare il "dialetto". Quanta cultura abbiamo perso e rischiamo ancora di perdere?

 

Sarei Ve6 :::

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18 minuti fa, Fede82 dice:

 

E' quello che si fa nelle gaeltach in Irlanda: il risultato è che l'inglese domina, e l'irlandese sta scomparendo. Lo si impara alla meno peggio, e non lo si usa neanche in casa.

 

Oh, è pure evoluzione naturale. Sopravive la lingua che serve di più. Il resto è un cruccio da museo; il che non vuol dire che ha poco valore, ma non è un problema oggettivo.

Ci saranno sempre persone che hanno piacere a conoscere più idiomi e godere della relativa cultura, e molte altre a cui basta quella per comunicare e fine.

 

11 minuti fa, v13 dice:

solo che l'Irlanda è un caso di bilinguismo. Altra cosa se obblighi un italiano o spagnolo a imparare bene l'inglese. Rimarrà sempre una seconda (o terza) lingua.

 

Per me può essere anche la dodicesima, l'importante è che ne abbiano piena padronanza e che tutte le comunicazioni al pubblico siano offerte primariamente in quella.

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There's no replacement for displacement.

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6 minuti fa, Wilhem275 dice:

 

Oh, è pure evoluzione naturale. Sopravive la lingua che serve di più. Il resto è un cruccio da museo; il che non vuol dire che ha poco valore, ma non è un problema oggettivo.

Ci saranno sempre persone che hanno piacere a conoscere più idiomi e godere della relativa cultura, e molte altre a cui basta quella per comunicare e fine.

 

 

Hai perfettamente ragione, sopravvive la lingua che serve di più, in caso le si metta appunto in competizione fra di loro.

Per me è un problema oggettivo invece, la lingua è fondamentale in una cultura: chi studierebbe più la letteratura italiana, o quella tedesca, o francese, se tutti parlassero inglese? Qualche specialista nelle Università, che tradurrebbe le opere come adesso si traducono i testi dall'egizio o dal sumero. Culture morte, appunto. Sarebbe la fine di tantissima parte della memoria del continente, secondo me.

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Beh, non è che da una mattina all'altra sparisca la conoscenza diffusa di quelle lingue. Già oggi sono in tanti a masticare due lingue, si andrebbe avanti come oggi ma con la base comune che ci serve.

 

L'obiettivo è quello, io trovo estremamente limitante che la circolazione delle persone in Europa sia frenata dalla lingua. Ora come ora non siamo liberi di poter trovare lavoro ovunque, e solo per il freno della lingua.

 

A me la questione culturale sembra relativa: la maggior parte delle persone vuole solo un idioma per comunicare nella vita quotidiana, e se ne frega altamente della letteratura di qualsiasi cultura inclusa la propria. Oggi hai 60 milioni di persone che intendono l'italiano, ma per la stragrande maggioranza di questi la ricchezza della letteratura italiana è inesistente nonostante il fatto che vi abbiano libero accesso.

Accanto a questi troverai sempre quelli che l'interesse ce l'hanno, e non saranno così pochi da far morire le lingue ;)

Modificato da Wilhem275
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There's no replacement for displacement.

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Una lingua non muore quando nessuno la conosce più, ma quando non è più utilizzata da nessuno nella vita di tutti i giorni. Nel corso del tempo è sempre esistito qualcuno che conosceva il latino, ad esempio, ma ora nessuno si ritiene un Romano, e questo perché se non si parla la lingua si perde la cultura e il principio di nazionalità.

E' lo stesso motivo per il quale i catalani sono impegnati nello sforzo di affossare lo spagnolo (e di certo non per far godere la massa della letteratura catalana), i leghisti insistono per l'insegnamento delle lingue locali nelle scuole ed i francesi da 500 anni schiacciano occitano e bretone.

Sia chiaro, il tuo sarebbe il modo migliore per creare uno stato unico in Europa, ma francamente ad un prezzo che non sarei disposto a pagare.

 

 

Modificato da Fede82
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2 ore fa, Wilhem275 dice:

@Walker Aggiungiamoci poi quello che dicevamo tempo fa: se c'è una cosa in cui l'UE come istituzione è davvero incapace, è quella di farsi promozione sulle cose buone che fa. Sarebbero dei gol a porta vuota, ma lì vedi proprio il burocrate ingessato misto girotondino che ha paura di esibire la forza :§

 

 

Per me il grandissimo inghippo è che il principale avversario dell'UE-istituzione sono di fatto i politici nazionali, che non vogliono perdere il proprio orticello.

La cosa che trovo stupida di questa ultima ondata di nazionalismi è che per attaccare l'Unione laggente si spenda a glorificare governi nazionali che a ben guardare dovrebbe voler superare...

Doppio livello di ridicolo per quei movimenti con tendenze regionaliste che adesso si schierano per la sacra unità nazionale contro l'Unione cattiva :disp2::disp2::disp2:

"Stavate parlando di me" ahahah :D

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(Non voglio parlare di politica, ma sta foto fa troppo ridere dai :D:D )

 

 

Per quanto riguarda la lingua, nessuna nazione UE parla inglese, ma ormai (causa internet, musica, TV, ecc) l'inglese è diventata la seconda lingua un po' di tutti. (Anche gli ignorantoni tipo il sottoscritto la riescono a comprendere... :D figuriamoci le nuove generazioni...)

 

Per la storia dei nazionalismi... credo che tra i salviniani e gli europeisti la verità stia nel mezzo. IMHO bene unire l'Europa, ma forse è giusto andare verso un'Europa federale...

 

Unire le forze e salvare le particolarità. Solo così possiamo uscirne vincitori.

 

 

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