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Un sogno impossibile: BIANCHI "Specialissima" replica Pantani 98

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sul fatto che l'ematocrito non possa andare da 48 a 51 con la chimica in poco tempo non sono d'accordo...se no non si spiegherebbe come mai i ciclisti si premurino ancora a a fine tappa di fare il ''defatigante'' per far calare l'ematocrito

 

sul fatto che fosse un campione concordo come anche sul fatto che fosse dopato come tutti

 

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7 minutes ago, skid32 said:

sul fatto che l'ematocrito non possa andare da 48 a 51 con la chimica in poco tempo non sono d'accordo...se no non si spiegherebbe come mai i ciclisti si premurino ancora a a fine tappa di fare il ''defatigante'' per far calare l'ematocrito

 

sul fatto che fosse un campione concordo come anche sul fatto che fosse dopato come tutti

 

Questa mi è nuova... so che si usa l'albumina per far scendere l'ematocrito, ma comunque ci vuole tempo, qui parliamo di 8 ore scarse (controllo della squadra la sera prima e controllo UCI alle 6.40).

 

Per defaticare in genere ci si iniettavano le flebo di zuccheri (per rimettere il glicogeno nel tessuto muscolare), questo accompagnato da una dose di insulina e di benzodiazepine per alleviare lo stress e riposarsi come si deve.

 

Gli unici farmaci di cui so poco sono GH+, Testosterone ed estrogeni. Sono cose di cui sinceramente mi fa schifo anche parlarne...

Edited by Guest

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Guest

La prassi per alzare l'ematocrito è questa: ti prendi l'epo (o il CERA, che sarebbe l'epo di 3a generazione con un emivita più breve) lontano dalle gare, aspetti che il farmaco esaurisca la sua emivita all'interno del corpo e ti cacci 3 sacche di sangue (trovare le sacche sterili è un casino, perché sono cose che non si trovano in farmacia, ma bisogna procurarsele illegalmente....).

Il sangue viene conservato in frigorifero a -3 gradi per massimo 30 gg, dopo di ché ci si rimette una sacca all'inizio di ogni settimana del giro (ovviamente solo la parte solida che si autodeposita in basso). Ecco perché è una procedura lunga e complessa che non ti vai a fare nell'ultima tappa di un giro già vinto... ma soprattutto dopo che ti sei iniettato 300 ml di globuli rossi non li tiri fuori in poche ore.

 

Altra cosa, se l'ematocrito di Pantani era "fuori norma", i globuli rossi erano molto bassi ed erano perfettamente in linea con i controlli fatti prima e dopo il test di Campiglio. Cosa stranissima perché se si alza l'ematocrito si alzano pure i globuli rossi....

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Riguardo a Pantani non mi esprimo perchè non ho seguito a fondo la vicenda; ho solo sentito le testimonianze di persone che facevano parte dell'ambiente in quel periodo e tutte concordano sul fatto che Pantani in alcune occasioni avesse esagerato con i distacchi agli avversari, attirando tutta l'attenzione su di sè e sui suoi sponsor.

Riguardo alla bici, io non l'ho provata ma conosco 3 persone che ce l'hanno e si trovano molto bene.
Io ho una Oltre XR2, sostituita dalla Oltre XR4 che adotta la tecnologia Countervail come la Specialissima e la Infinito.
Con la mia mi trovo molto bene (gruppo Chorus e ruote Shamal '08); ho provato un paio d'ore la XR4 (con Super Record e Bora Ultra 50mm) in condizioni meteo difficili e si è comportata bene, però non riesco a fare un paragone visto che non sono riuscito a "tirarla".
La Bianchi negli ultimi anni sta facendo delle bici valide; altri miei amici si trovano bene anche con la De Rosa Protos.

PS Giusto per chiarire: gli effetti del Countervail si sentono bene su asfalto ruvido; sulle buche purtroppo non ci sono differenze significative.

 

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la cosa più clamorosa del pacco rifilato a Pantani è stato l'insieme delle reazioni dopo la strepitosa vittoria a Madonna di Campiglio:

lui quasi preoccupato nelle interviste con un' espressione facciale da "accidenti sta volta l'ho combinata grossa"

e gli avvertimenti mafiosi di alcuni ciclisti: "non si fa così, per ora gli va bene..."

 

ha rovinato il giro delle scommesse truccate e l'ha pagata cara.

 

da quel giorno ho smesso di seguire il ciclismo.

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@cooter quindi la Bianchi ha fatto dei passi avanti? Ricordo che quando correvo (un decennio fa...sigh!) le Bianchi erano considerate dei cancelli, il cui unico valore era il marchio e la storia.

 

La Bianchi Mega Pro XL di Pantani era un disastro... invece la Pinarello e la De Rosa stavano mooolto avanti... per non parlare della Colnago, che creava telai in carbonio quando le altre aziende avevano ancora il top di gamma in acciaio...

 

 

 

Diciamo che la Bianchi è stata l'Alfa delle BDC, tanta storia, tanto blasone, ma una sostanza mediocre... evidentemente, adesso, hanno fatto anche loro la loro Giulia. :D

 

 

Ps. Dicono che oggi chi lucra sul marchio è la Pinarello, che costruisce i telai in carbonio monoscocca in Cina, li importa e li vernicia in Italia per poi spacciarle per Made in Italy. 

 

Io ho avuto quasi sempre telai Pinarello, erano confortevoli e riuscivano a farmi esprimere il massimo, ma quando davo delle pedalate ben assestate vedevo ad occhio nudo il telaio che fletteva nella zona del movimento centrale...e mi veniva la paura che si potesse spezzare da un momento all'altro. :D

 

 

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16 ore fa, itr83 dice:

...da quel giorno ho smesso di seguire il ciclismo.

 

Anch'io. Al di là delle colpe o meno, di chi e di come.... mi ha fatto schifo tutto l'insieme di cose.

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11 ore fa, CuoreSportivo86 dice:

@cooter quindi la Bianchi ha fatto dei passi avanti? Ricordo che quando correvo (un decennio fa...sigh!) le Bianchi erano considerate dei cancelli, il cui unico valore era il marchio e la storia.

 

La Bianchi Mega Pro XL di Pantani era un disastro... invece la Pinarello e la De Rosa stavano mooolto avanti... per non parlare della Colnago, che creava telai in carbonio quando le altre aziende avevano ancora il top di gamma in acciaio...

 

 

 

Diciamo che la Bianchi è stata l'Alfa delle BDC, tanta storia, tanto blasone, ma una sostanza mediocre... evidentemente, adesso, hanno fatto anche loro la loro Giulia. :D

 

 

Ps. Dicono che oggi chi lucra sul marchio è la Pinarello, che costruisce i telai in carbonio monoscocca in Cina, li importa e li vernicia in Italia per poi spacciarle per Made in Italy. 

 

Io ho avuto quasi sempre telai Pinarello, erano confortevoli e riuscivano a farmi esprimere il massimo, ma quando davo delle pedalate ben assestate vedevo ad occhio nudo il telaio che fletteva nella zona del movimento centrale...e mi veniva la paura che si potesse spezzare da un momento all'altro. :D

 

 

Tranne che per i costosissimi top di gamma di alcuni marchi (Colnago, Trek, Look), TUTTI i telai in carbonio provengono dall'estremo oriente (Taiwan principalmente).

 

 

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Anche i telai delle Bianchi top di gamma provengono dall'estero; a differenza dei telai base vengono verniciati ed assemblati nello stabilimento Bianchi vicino a Bergamo (maggiore possibilità di personalizzazione colori e grafiche).

In ogni caso ora sono tra i migliori e si iniziano a diffondere piuttosto velocemente, soprattutto considerando quanto costano.

PS ogni tanto i rivenditori organizzano delle giornate di test per cui volendo uno può fare una prova.
 

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