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Avete mai pensato di emigrare?


mister_x
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Ho diversi amici emigrati.

Onestamente non ne conosco uno che a distanza di tempo non dica "ma chi me l'ha fatto fare di rimanere in Italia tutto quel tempo"

Io per ora sto bene qui, le cose non mi vanno male.. ma sto per avere una figlia e questa Italia non so se è il posto in cui mi sento di volerla crescere.

Non sto dicendo che qui è tutto brutto e fuori è tutto bello.. i problemi sono ovunque, ma ho la fortuna di girare un pò e mi rendo tristemente conto come la situazione italiana sia veramente pessima.

Per cui, per quello che possa valere,  piena solidarietà da parte mia.

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9 ore fa, mister_x scrive:

Dove? 

Basta anche andare a Milano: l'altra mia sorella sorella lavora lì e mi ha detto che in Lombardia non ci sono problemi di lavoro... anzi... se a uno non sta bene lo stipendio in poco tempo trova un altro lavoro meglio pagato... il problema è che le case sono molto care ma la gente non è incattivita come qui da me che se hai un posto di lavoro ti danno del comunista e del raccomandato...

 

"Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni diviene facilmente il loro comandante; chi tenta di distruggere le loro illusioni diventa il loro più acerrimo nemico."

 

Gustav Le Bon.

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Ragazzi... emigrare ha pro e contro, ci sono paesi dove si sta bene lavorativamente ma ma male a livello climatico, o di ambiente sociale, altri belli e solari dove però le problematiche sono simili a quelle dell’Italia. Poi in generale direi che c’è un deterioramento generale delle condizioni tale per cui molti paesi che apparivano come un eldorado non lo sono più, magari guadagni molto bene ma il costo della vita è troppo alto anche per i locali, quindi ti trovi comunque a fare una vita limitata. Certo poter andare in un paese più periferico con una buona posizione è forse la cosa migliore, senza contare che in posti come Portogallo o Spagna godi di un rapporto di simpatia più naturale.

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Non ti curar di loro, ma sgomma e sorpassa....

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1 ora fa, Tempra Veloce scrive:

Basta anche andare a Milano: l'altra mia sorella sorella lavora lì e mi ha detto che in Lombardia non ci sono problemi di lavoro... 

In Lombardia è un "bagno di sangue"...

https://www.welfarenetwork.it/crisi-aziendali-territori-lombardia-27-07-2018-a-cura-di-fim-cisl-asse-del-po-20180728/

 

e questi sono solo alcuni esempi.

 

Faccio volontariato in Caritas  (3 giorni a settimana 4h al giorno)

 

Il problema più grave è aiutare le famiglie, che si vedono "portar via" la casa dalle banche.

 

Se ci fosse tutto questo lavoro...

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2018/01/24/125100-astasy-nel-2017-sono-stati-messi-allasta-642-immobili-al-giorno

 

 

Edited by Damynavy
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56 minuti fa, pixhell scrive:

Ragazzi... emigrare ha pro e contro, ci sono paesi dove si sta bene lavorativamente ma ma male a livello climatico, o di ambiente sociale, altri belli e solari dove però le problematiche sono simili a quelle dell’Italia. Poi in generale direi che c’è un deterioramento generale delle condizioni tale per cui molti paesi che apparivano come un eldorado non lo sono più, magari guadagni molto bene ma il costo della vita è troppo alto anche per i locali, quindi ti trovi comunque a fare una vita limitata. Certo poter andare in un paese più periferico con una buona posizione è forse la cosa migliore, senza contare che in posti come Portogallo o Spagna godi di un rapporto di simpatia più naturale.

 

Da scolpire nel marmo.

 

Oggettivamente emigrerei solo per il doppio rispetto a quello che guadagno ora, altrimenti il gioco non vale assolutamente la candela.

 

Ma mi pare di capire che i problemi di mister_x non siano solo di natura economica.

Edited by justjames
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"Ah! Rotto solo semiasse, IO KULO ANKORA!" (cit.)

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A prescindere dalle motivazioni che possono spingere a emigrare e sulla scelta del posto, penso che per farlo basti essere consapevoli di alcune cose.

 

1) se si emigra avendo già il lavoro in mano, le cose sono più semplici: si ha già idea di quanto si guadagnerà, di quello che si avrà a disposizione e di quello che servirà acquisire (vedi punti successivi). Se si emigra senza il lavoro in mano, andando all'avventura, non si sa quanto si guadagnerà e soprattutto...quando. possono passare anche diversi mesi se non anni prima di trovare lavoro o fare decollare un'attività.

 

2) salvo rari casi, bisogna conoscere la lingua del posto. Se la si conosce, bene, sennò anche qui bisogna entrare nell'ottica di investire alcuni mesi per l'apprendimento.

 

3) se si opera in settore che necessita di conoscenze tecniche, averle. Per capirsi, fare assistenza fiscale per gli italiani in Portogallo...atteso che sei avvocato, conosci il diritto tributario portoghese? Sapresti già muoverti sul piano tecnico del fisco locale?

 

4) nel frattempo che realizzi i punti da 1) a 3), saresti in grado di mantenerti, tanto più se vuoi in qualche modo tagliare dei ponti con i posti che lasci? 

 

5) avere chiaro a cosa si può/deve rinunciare.

 

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Grazie a tutti per i commenti e i suggerimenti. 

Risposta breve:

l’amore è la cosa più bella che ci sia così come una bella famiglia. Ma non si può avere tutto ed è inevitabile che ci sia qualche difficoltà o qualche ostacolo per strada. Io mi sono sempre fatto in quattro per gli altri, per la famiglia in particolare ed ora mi trovo con tanta irriconoscenza che mi fa pensare di godermi la mia famiglia e ripensare la nostra vita da zero. Anche perché non è che in Italia si intravedano prospettive di ripresa.

 

La mia risposta lunga

 

Il mio grande sogno è (partecipare e vincere) il concorso in magistratura. Me lo posso permettere,  in termini di studio e di « soldini da parte ». 

Sono rientrato nella mia terra marchigiana non solo per una faida nello studio dove lavoravo a Firenze (prima di partire, provai anche a bussare ad altre porte, ma c’è crisi ed io non avevo che un paio di clienti, gestivo quelli del boss. Che come si é ammalato, ha preso in mano tutto il figlio inetto comportandosi come Nerone. Lo studio naviga ad ora in pochissime acque...roba vergognosa. Un vero peccato).

Inoltre a Firenze eravamo in affitto e mia moglie era rimasta incinta, mentre qui nelle

marche ho una casa bellissima zona mare con tutti i comfort e con la disponibilità di aiuti dalla

famiglia (così pensavo). 

Come ho già detto, lei, da brava siciliana, a Firenze soffriva di una grave forma di sinusite e Lei è la cosa più bella che mi potesse capitare, chiusa parentesi. 

 

Il mio obiettivo magistratura in questi pochi mesi si è fracassato contro gli scogli delle famiglie di merda che abbiamo. 

 

Ho scoperto dapprima che con i danni che avevamo avuto ad altre proprietà per il terremoto, quei (tanti) sghei che mio padre (deceduto anni fa) aveva messo da parte e che erano la sicurezza di famiglia, erano stati spesi in maniera anche assurda ed eccessiva  da mia mamma per riparare e restaurare la villa di famiglia, bella ma cazzo c’era bisogno di regalare i soldi alle imprese perché hai la sindrome da carta di credito, tutto e subito???! Mia madre poi, in pieno delirio vorrebbe anche vendere questo appartamento per quattro soldi per continuare a restaurare l’altra casa. 

Mi ci sono sentito male o quasi. Senza di me non può venderla perché è anche mia ma il solo pensiero che ci stia pensando, mi stressa da morire.

 

Di mio ho da parte gli sghei, ma alla luce di questi ultimi mesi pieni di letame, non mi sento abbastanza spavaldo, con la fantastica bimba a carico per poter dire: « ce la faccio, mi dò tre anni e lo vinco ». Anche perché i bimbi richiedono attenzioni e ci sono milioni di imprevisti.

Inoltre, i concorsi in magistratura sono ogni giugno luglio, e allo scritto segue l’orale. Realisticamente sarei pronto per giugno 2020, per gli orali marzo 2021. E se le cose non andassero come auspicato? Cazzo faccio? Meglio pensare sin da ora alle alternative.

 

A completare il quadro, i miei suoceri hanno deciso che io ho già vinto il concorso e che quindi quello che prenderanno dalla vendita della farmacia di proprietà nei prossimi mesi se lo terranno loro e lo daranno un po’ all’altro figlio (38enne senza arte nè parte, potrebbe essere un prossimo ministro per intenderci). A noi niente. Non sono nemmeno venuti perla nascita della nipote e hanno mandato un pacchetto con due magliette del lidl.

 

Mio zio nella proprietà restaurata da mia madre ha una attività di vendita e riparazione prodotti da giardinaggio e bosco. Fino a qualche anno fa aveva anche tre dipendenti ma ora è in pensione e ha ridotto il lavoro. Mi ha proposto più volte di prendere in mano l’attività ed è veramente l’ultima spiaggia che vedo. Ok farei l’imprenditore ma quanto potenziale e futuro offre come attività? 

 

ogni tanto penso che ho fatto la cazzata ad andare via da Firenze ma poi mi guardo intorno e vedo che un ex avvocato dello studio ha aperto un negozio di lampredottaio, un altro vivacchia facendo l’amministratore di condominio. I clienti non pagano gli avvocati e lo stato paga poco e dopo anni. Chi è in un grande studio guadagna come guadagnavo io ma sono solo briciole. 

 

C’è crisi ed è anche spaventosa. Ho provato anche a riciclarmi come Wine export manager, parlo fluentemente tre lingue e conosco il

diritto anche internazionale. Niente, preferiscono l’imbecille analfabeta perché magari è il figlio dell’amante. 

 

Vogliamo andarcene e cambiare numero di telefono. Lo capite il perché? Lo stato italiano è come le nostre famiglie, ti fa promesse che non può mantenere. 

Pensiamo al Portogallo perché abbiamo amici fidatissimi che si sono proposti di aiutarci e che sono ben ammanicati. Siamo disposti a ricominciare da zero ma senza nessuno che rompe i coglioni su cosa/come/perché lo devi fare. 

 

Nella peggiore delle ipotesi ho buttato un po’ di soldi a Lisbona godendomi la vita e tornerò più povero per proseguire l’attività di mio zio. 

 

 

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