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Negli ultimi 2 giorni circola sui social questo articolo:

http://www.difesaonline.it/evidenza/lettere-al-direttore/la-morte-viaggia-su-auto-elettrica-le-verità-scomode-delle-auto

 

Al di là del titolo da clickbait, le obiezioni avanzate riguardo la sicurezza delle auto elettriche mi sembrano tutte piuttosto sensate e ruotano attorno ad una questione principale:

Cosa succede se una batteria ad alta tensione (si intende sopra i 60V DC) viene danneggiata in un incidente?

Non ci sono odori o liquidi che possano mettere in allarme i passeggeri, i soccorritori o chi dovesse avvicinarsi al mezzo. Eventualmente ci si potrebbe accorgere di cavi alimentati scoperti ma il pericolo potrebbe venire anche dai moduli della batteria in corto circuito con la carrozzeria.

Oltretutto le batterie sono spesso altamente infiammabili, e non si tratta di un incendio facile da spegnere: occorrerebbe un estintore a CO2, che però richiede di avvicinarsi per avere efficacia.

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5 minuti fa, Ario_ scrive:

Oltretutto le batterie sono spesso altamente infiammabili, e non si tratta di un incendio facile da spegnere: occorrerebbe un estintore a CO2, che però richiede di avvicinarsi per avere efficacia.

 

Inoltre le carcasse, a meno di smembrare i pacchi batteria e separare le singole celle, vanno presidiate per almeno 24 ore per il rischio di runaway.

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Le auto elettrice ed ibride sono molto ben studiate dal punto di vista della sicurezza elettrica.

 

Sono protette da molteplici dispositivi attivi che tagliano a monte l'alimentazione in caso di: urto, guasto, o tentativo di manomissione di isolamenti e scatolati di sicurezza. 

Su una Toyota ad esempio, basta provare a tagliare un cavo ad alta tensione per far saltare istantaneamente 3 relé, staccando gli oltre 200 V di alimentazione.

 

Vi sono poi elementi passivi, quali ad esempio il max fuse all'uscita della batteria, che saltano in caso di eccesso di corrente (es. corto circuito verso parti metalliche), isolando nuovamente la batteria.

 

Nel caso di auto con pile di litio, es. le Tesla, il collegamento tra singola pila ed il resto dei moduli, avviene attraverso un filo metallico capillare, che salta subito in caso di sovracorrente, andando di fatto ad isolare le singole pile. 

 

Tesla battery pack configurazione fusibili celle .jpg

 

In caso di urto così violento da incidere il pacco batterie, diventa effettivamente difficile valutare il comportamento elettrico.

Per come sono progettate e per quel che si è visto nei test che ovviamente sono stati condotti, all'interno dei moduli lesionati le pile vengono scisse dal loro collegamento elettrico principale, annullando di fatto i collegamenti elettrici che portano il pacco completo ad alta tensione. Difficile dunque che una batteria smembrata possa mettere in alta tensione l'intero veicolo.

 

Ricordiamo inoltre, che un'utente all'interno del mezzo, deve trovarsi tra 2 poli ad alta tensione per rischiare di essere attraversato da corrente: questo non avviene toccando un'ipotetica parte di metallo a contatto con un elemento in tensione della batteria. 

 

 

Il problema maggiore pare essere il pericolo chimico e quindi le possibilità d'incendio. Ed anche qui molto dipende dalla tipologia di batteria. 

 

Un po' quello che succede anche nelle auto a benzina o a gas, alla fine. Hai dei dispositivi di disgiunzione (o di sfogo, nel caso del gas), ma non scongiura possibilità di danni al serbatoio, o contatto con parti caldissime, es. marmitta.

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Un curioso crash test condotto dalla Dekra, con una Leaf scagliata a 75 km/h contro un palo.

 

Vista la severità dell'urto, l'auto ovviamente ne esce distrutta, e difficilmente avrebbe potuto lasciare scampo ai passeggeri.

 

Tuttavia è stato interessante osservare il comportamento della batteria che, almeno in questo test, pur danneggiandosi non ha dato origine ai tanto temuti incendi.

 

B_nissan-leaf-elettrica-crash-test-dekra-1.jpg

 

 

 

 

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    • By J-Gian
      L'auto elettrica è ormai un qualcosa sulla bocca di tutti:
       
      i media ne parlano ad ogni occasione in cui si fa riferimento alle novità del settore; i costruttori mostrano e lusingano con nuovi modelli, anche se spesso poco abbordabili ed all'antitesi dell'ecologia (SUV di lusso, enormi e pesanti);  la politica spinge incentivando, con quelli che ritengono essere contributi green e penalizzando le emissioni locali del sistema trasporti su gomma (Limiti CO2 in UE: un affare da 34 miliardi di Euro); tra la gente, si dibatte sull'effettiva ecologicità dei mezzi elettrici, quasi certa a livello di emissioni locali, ma molto più dubbia per ciò che concerne l'elettrico a tutto tondo, ovvero dalla produzione allo smaltimento dei mezzi stessi, non senza trascurare il problema della produzione e distribuzione dell'energia elettrica.  
      Ma fino ad ora non ci si era ancora soffermati abbastanza, sull'impatto che l'elettrificazione dei trasporti avrebbe avuto a livello industriale, sociale (occupazione) e quindi economico. 
       
      Vediamo un po' cosa sta succedendo, citando alcuni articoli che affrontano il fenomeno: 
       
      Fonte: https://www.formulapassion.it/automoto/mondoauto/audi-tagliera-oltre-9000-posti-di-lavoro-469374.html
       
      Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/daimler-l-auto-elettrica-non-fa-tornare-conti-a-casa-mille-manager-ACmBy0y
       
      Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/auto-crisi-diesel-colpisce-240-aziende-e-25mila-lavoratori-ACnThKu
       
      Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/crisi-diesel-tedescha-mahle-chiude-due-fabbriche-piemonte-AC1dF7t
       
      Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/crisi-diesel-620-esuberi-bosch-bari-ACINpKV
       
       
      Prima di passare la parola a voi, concludo evidenziando come già in passato, molte delle trasformazioni epocali abbiano comportato grossi cambiamenti e sacrifici.
       
      Quello che è importante capire però, è se ci si stia imbarcando verso un investimento veramente valido ed utile, che porterà ad un nuovo equilibrio, oppure se ci sia il rischio che il tutto si trasformi presto in un fuoco di paglia, con conseguenti ceneri ed emissioni... Metaforiche e non...
       
       
    • By Beckervdo
      Al Guangzhou Auto Show 2020 Lexus presenta la UX Full Electric che sarà in vendita in Cina, Giappone ed Europa.
      Esteticamente non è tanto dissimile dai modelli con motore termico, difatti al posto del tappo carburante abbiamo l'ingresso per la presa di ricarica.
      L'auto è stata abbassata di 20 mm, così da migliorarne l'aerodinamica.
      Sull'asse anteriore è presente un motore elettrico da 150 kW / 204 CV ed 300 Nm che è alimentato da una batteria agli ioni di litio presente sotto al pianale, con una capacità di 54.3 kWh. L'autonomia dichiarata per ciclo NEDC è di 400 km. I tempi di ricarica sono di 50 minuti (100% SoC) con un caricatore da 50 kW o 7 ore con un caricatore domestico da 6.6 kW
      La massa della Lexus UX 300e si attesta a 1900 kg ed ha un reparto sospensivo specificatamente progettato per la massa aggiuntiva. 
       
       
      Cartella stampa Lexus
       
      Via Lexus


























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