Jump to content
News Ticker
Benvenuti su Autopareri!

Recommended Posts

 

Riporto questo interessantissimo intervento captato su una pagina facebook privata della quale faccio parte
 

 

 

Cita

Buone nuove sull'elettrico, per noi Petrolhead ovviamente, i risvoltinati ecoambientalisti, cagheranno sangue da quanto si roderanno il fegato.
Ieri sono andato a una conferenza di un mio fornitore, Hitachi (che sta sviluppando le batterie a stato solido, in collaborazione con Toyota).
Parlando di elettricità, fabisogno energetico (per le nuove pompe di calore) è emerso un'interessante appunto da parte di uno dei respondasibile, sulla questione batterie per autotrazione. 
Con la tecnologia odierna non si posso riciclare le batterie al litio, si possono solamente bruciare in appositi inceneritori (fumi e vapori saranno sicuramente all'acqua di rose) e recuperare dalle ceneri (anch'esse impossibili da smaltire quindi verranno utilizzate mischiate al cemento di opere edili e pubbliche) il litio e il più prezioso cobalto, ed è proprio quest'ultimo elemento, il Cobalto metallo raro, il protagonista, del futuro dell'elettrico: 
Primo, non si trova allo stato puro metallico (unico stato utilizzabile), ma solo come minerale, e non viene estratto da solo ma come sottoprodotto della estrazione di rame o nichel. 
Secondo, i più importanti e ricchi minerali di cobalto sono la Heterogenite; il 50% delle riserve mondiali di combalto, si trovano in Katanga (da non confondere con il Wakanda) una regione del Congo.
Terzo, uno dei governatori del Congo ha venduto alla Cina per 2,65 miliardi di dollari la miniera di Tenke, ora grazie a questo acquisto Pechino, possiede il 62% del mercato globale del cobalto (senza entrare nel tema ripercussioni politiche e civili).
Quarto, mentre il litio è uno degli elementi più abbondanti in natura il cobalto e una fonte limitata e dalle ultime stime fatte, se si dovessero convertire gli attuali parchi auto nazionali con auto full elettric e ibride, ce ne sarebbe disponibile solo per la Cina.
In poche parole o trovano un sistema alternativo alla produzione delle batterie o Tesla e i soci dei bei progetti full elettric, sfumeranno nel giro di un lustro. 
Ciò sta a significare che i conti si devono fare con la testa e non si possono fare scelte così importanti e rivoluzionarie facendole esclusivamente di pancia, facendo terrorismo mediatico a tutte le ore del giorno e della notte, demonizzando il motore termico.

 

Link to post
Share on other sites
  • Replies 36
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Top Posters In This Topic

Popular Posts

Idrogeno ? Idrogeno è un vettore, non una risorsa . Ed ad oggi è prodotto quasi esclusivamente partendo dal gas naturale con un processo di steam reforming.  

A parte il tono dell'articolo che trovo un po troppo zeppo di "fastidio" (diciamo così) nei confronti degli ecologisti ultrà, il fatto che le materie prime siano rare ed in mano a pochi è un problema

non ndimentichiamo un semplice dato : l'anno scorso le auto elettriche vendute nel mondo sono state l'1,6% del totale . ( circa 1,3 mln ) Anche se la percentuale ovviamente crescerà  anche solo p

A parte il tono dell'articolo che trovo un po troppo zeppo di "fastidio" (diciamo così) nei confronti degli ecologisti ultrà, il fatto che le materie prime siano rare ed in mano a pochi è un problema reale.

Va risolto perché non credo si abbiano grosse alternative all'elettrico

  • I Like! 3

Link to post
Share on other sites

come avevo scritta qualche giorno fa la nasa dice di stare sperimentando dellebatterie al "floruro" non elio specficato con capacita' di carica molto elevata ma che sono riusciti appena adesso a farle funzionare a temperatura ambiente quindi e' ancora lunga la faccenda

 

di sicuro il litio non e' la soluzione, puo servire solo come ponte in attesa di eventuali e migliori sistemi

Link to post
Share on other sites

Ci sono anche le batterie al sale, sono più difficili da gestire, visto che devono lavorare a temperature sopra ai 200°, quindi necessitano di un riscaldatore ed hanno un alta autoscarica, ma sono decisamente più ecologiche di quelle ai polimeri di Litio, e il materiale utilizzato è ecologico.

Il problema maggiore è:

Cita

Poiché il sodio e l’elettrolita sono allo stato liquido, è necessario interporre tra le due
sostanze l’elettrolita ceramico di β-allumina. Se le batterie al sale non vengono caricate, l’elettrolita si solidifica progressivamente fino a raggiungere lo stato di “batteria inerte”.

 

https://www.ideegreen.it/batterie-al-sale-32629.html

"I rettilinei sono soltanto i tratti noiosi che collegano le curve" [sir Stirling Moss]

"La cosa più bella che può fare un uomo vestito è guidare di traverso" [Miki Biasion]

Seat Leon Copa 1.6Tdi 559359_31.png Honda Transalp 650

Link to post
Share on other sites
Cita

 conferenza di un mio fornitore, Hitachi (che sta sviluppando le batterie a stato solido, in collaborazione con Toyota).

 

Forse proprio per questo hanno evidenziato il limite delle comuni batterie agli ioni di litio, perché le batterie allo stato solido non necessariamente utilizzano il litio e gli stessi metalli rari delle attuali batterie.

 

Forse per le auto elettriche il passaggio dalle batterie agli ioni di litio a quelle a stato solido sarà un po' come il passaggio dagli schermi al plasma agli LCD. All'inizio gli schermi piatti erano solo al plasma, ma anche molto costosi, poi si sono affermati gli LCD che hanno permesso di scendere nelle dimensioni e nei prezzi.

 

Cita

Il principio delle batterie allo stato solido è, appunto sostituire l’elettrolita liquido in cui sono immersi i due poli, e che conduce il flusso di elettroni tra di essi, con uno fatto di materiale compatto. Questo permette di migliorare sensibilmente le prestazioni, ottenendo a parità di ingombro una capacità di immagazzinamento superiore del 50% e maggior rapidità nella ricarica. Al tempo stesso offre la soluzione ad alcuni dei difetti delle attuali batterie al litio tra cui l’intervallo di temperature limitato (da -10° a +30° circa) al di fuori del quale perdono efficacia, l’infiammabilità, la tendenza a surriscaldarsi e una vita utile (che, lo ricordiamo, termina quando l’efficienza scende sotto l’80%) difficile da estendere oltre i canonici 8 anni. Oltre alle difficoltà di riciclaggio e/o smaltimento dei materiali impiegati una volta terminato il loro ciclo.

https://it.motor1.com/features/264921/batterie-solide-perche-sono-il-futuro/

Link to post
Share on other sites

Avevo già linkato (qui)

la notizia di uno studio relativo a batterie che si ricaricano sostituendo l'elettrolita liquido, sulla carta sarebbe la soluzione perfetta, avete notizie più recenti? 

R: "Papà cosa è successo alla macchina?"

J: "Ho investito un uomo che attraversava la strada senza guardare"

R: "Ma è molto molto rovinata papà"

J: "Continuava a rialzarsi"

Rat-boy e Janus Valker, da Rat-Man

Link to post
Share on other sites

Adesso non ho tempo per ritrovare e postare i link ma di alternative al litio, per le batterie, ce ne sono diverse in fase di studio. Per fortuna la ricerca va avanti. Per fare un paragone, ricordo di quando si parlava della disponibilita' limitata dell'uranio per le centrali nucleari. Oggi di centrali nucleari quasi non se ne costruiscono piu' in giro per il mondo ed ecco risolto il problema dell'uranio (ammesso che sia mai esistito realmente questo problema)

Link to post
Share on other sites

Io credo che la soluzione definitiva siano le batterie allo stato solido, quando arriveranno sul mercato (c'era chi ipotizzava 2022, ma mi pare un po' presto, inoltre bisognerà vedere quanto velocemente si diffonderanno), perchè offrono vantaggi in termini di dimensioni, peso e prestazioni della batteria, e soprattutto non si usano materiali rari, anzi, se non erro c'erano studi che ipotizzavano l'uso di materiali riciclabili come elettroliti.

E' indubbio comunque che una discussione seria sull'elettrico e sull'approvvigionamento dei materiali e dell'energia andrebbe fatta a livello governativo, altrimenti si rischia di fare più danni del previsto, o di trovarsi con una situazione reale meno rosea del previsto. Purtroppo però mai come oggi ogni paese tira l'acqua al suo mulino, visione strategica zero.

Link to post
Share on other sites

non ndimentichiamo un semplice dato : l'anno scorso le auto elettriche vendute nel mondo sono state l'1,6% del totale . ( circa 1,3 mln )

Anche se la percentuale ovviamente crescerà  anche solo per arrivare ad un 15% a mio parere non basteranno 10 anni .

 

  • I Like! 2

Archepensevoli spanciasentire Socing.

Link to post
Share on other sites

Infatti io non mi preoccupo piu' di tanto. Comunque se ci fosse un reale "pericolo" di monopolio su settori strategici come l'energia e  i trasporti, penso che ci sarebbe gia' chi se ne starebbe occupando a livello governativo (globalmente)

Link to post
Share on other sites
  • J-Gian changed the title to Auto elettriche e "materie prime rare"

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.
Note: Your post will require moderator approval before it will be visible.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

  • Similar Content

    • By KimKardashian
      Anche qui la parte elettrica del mild hybrid è al posto della ruota di scorta come i20, Ghibli e le altre MHEV
       
      @J-Gian ma sarebbe la minibatteria? O il minimotore elettrico? 

    • By mauxmau
      Articolo completo: https://insideevs.it/news/490030/auto-elettriche-batterie-grafene-aion-gac-cina/
    • By Davialfa
      Da ilsole24ore
      Batterie e auto elettriche, quattro miliardi per la la gigafactory italiana di Italvolt da migliaia di posti di lavoro
      Pinifarina Architettura progetterà l’impianto e Comau metterà a punto le linee. Al via le selezioni per il sito che impiegherà 4.000 lavoratori e 10.000 con l'indotto
      1' di lettura
      Italvolt realizzerà la prima gigafactory in Italia, destinata a diventare al contempo la più grande in Europa e la dodicesima al mondo per dimensione, con 300.000 metri quadrati previsti e una capacità iniziale di 45 GWh, che potrà raggiungere i 70 GWh. 
      Con una stima di 4.000 lavoratori impiegati e nel complesso 10.000 nuovi posti di lavoro creati, la gigafactory Italvolt rappresenterà uno dei progetti industriali più importanti degli ultimi anni in Italia, per un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro. La prima fase del progetto sarà completata entro la primavera 2024. Il primo step del progetto prevede l'individuazione dell'area dove verrà costruito l'impianto, al termine dell'attività di due diligence attualmente in corso su alcuni siti selezionati a livello nazionale. Il nuovo impianto sarà in grado di contribuire con la propria produzione, in modo significativo, alla crescente domanda di batterie in Europa, in gran parte proveniente dall'industria automotive, che entro il 2030 aumenterà a livello globale di 17 volte fino a circa 3.600 gigawatt (GWh), con una previsione di richiesta da parte dell'Unione europea di 565 GWh, dietro solo alla Cina, con un fabbisogno previsto di 1.548 GWh[1].
      Il gigaplant di Italvolt sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina. Comau, invece, leader nel campo dell'automazione industriale sarà il fornitore di soluzioni innovative, impianti e tecnologie per il gigaplant. Inoltre, Comau si occuperà della realizzazione del laboratorio di ricerca e sviluppo che accoglierà accademici e partner industriali impegnati nello sviluppo delle tecnologie più all'avanguardia nel settore della mobilità elettrica.

×
×
  • Create New...

Important Information

Il sito utilizza i cookie per fornirti un'esperienza di navigazione più funzionale, per fini statistici e per la pubblicazione di banner pubblicitari in linea con le tue preferenze. Nascondendo questo avviso, scorrendo questa pagina, cliccando su un link, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Terms of Use.