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30 minuti fa, stev66 scrive:

 

Infatti in Luxottica appena i francesi si sono allargati hanno preso una bacchettata sulle mani, e sono tornati a più miti consigli.

N.B. i franzosi si allargano solo quando sono più grandi ed hanno ovviamente vita facile col tessuto industriale italiano fatto di aziende da piccolissime a piccole. E lì la potenza di fuoco conta.

Ma a parità di peso hanno quasi sempre perso.

Ripeto : esattamente come Del Vecchio, JE non è un fesso. E firmerà solo se gli accordi gli daranno quello che vuole.  Sennò farà l'accordo con qualcun altro, lasciando Renault ad affrontare da sola la guerra con Nissan ed il posizionamento mondiale. Battaglie che quasi sicuramente Renault perderebbe, e dovrebbe invocare l'intervento statale , un prezzo politicamente troppo alto da pagare anche per la Francia ( sarebbe la fine dell'UE , magari non formalmente ma praticamente ).

 

 

 

Oddio sempre perso... nel recente accordo Fincantieri-Naval Group hanno ottentuto condizioni incredibili facendo carta straccia di accordi già firmati e infilandoci dentro il loro colosso della difesa (Thales) a discapito di Leonardo. Non hanno "vinto" ma hanno comunque ribaltato le carte in tavola a loro favore strappando un più che dignitoso pareggio (che può diventare una vittoria colossale nel tempo se noi italiani non riusciremo a riequilibrare la presenza di Thales nell'elettronica e nei sistemi d'arma delle future navi)

Ora vogliono di fatto creare un colosso a evidente trazione francese (a partire dalla composizione del board e dalla location della sede) imponendo alla controparte garanzie contro le leggi del mercato che non possono in nessun modo essere riequilibrate, visto che FCA è un soggetto completamente privato e sovra-nazionale

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1 minuto fa, JackSEWing scrive:

 

Oddio sempre perso... nel recente accordo Fincantieri-Naval Group hanno ottentuto condizioni incredibili facendo carta straccia di accordi già firmati e infilandoci dentro il loro colosso della difesa (Thales) a discapito di Leonardo. Non hanno "vinto" ma hanno comunque ribaltato le carte in tavola a loro favore strappando un più che dignitoso pareggio (che può diventare una vittoria colossale nel tempo se noi italiani non riusciremo a riequilibrare la presenza di Thales nell'elettronica e nei sistemi d'arma delle future navi)

Ora vogliono di fatto creare un colosso a evidente trazione francese (a partire dalla composizione del board e dalla location della sede) imponendo alla controparte garanzie contro le leggi del mercato che non possono in nessun modo essere riequilibrate, visto che FCA è un soggetto completamente privato e sovra-nazionale

 

sì, ma c'è sempre una differenza id fondo. Fincantieri è azienda di Stato , a cui passare dalla vittoria al pareggio conta poco ( e la vera vittoria era mettere piede nel lucroso mercato francese della difesa ) .

FCA è di John . e la famiglia non firma accordi se non favorevoli a lei . Quindi ci possono anche essere garanzie aggiuntive ( quasi tutte di facciata, oggi la sede operativa ufficiale conta come la neve dell'anno scorso e lo sanno tutti gli attori ) , ma alla fine il nocciolo "sine qua non"  sarà: controllo alla Exor. Se Renault/Macron  accetteranno questo, tutto il resto sarà irrilevante .  

 

 

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Archepensevoli spanciasentire Socing.

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Un mio caro amico lavora alla Thales Alenia. Mi ha detto che da quando e' entrata la Thales hanno perso moltissimo lavoro perche' viene deviato sugli stabilimenti Thales.

L'idea del quartier generale a Parigi della nuova societa' derivante dalla fusione FCA Renault mi fa letteralmente vomitare.

Spero vivamente che Elkann e chi lo sta consigliando siano molto attenti a quello che fanno

 

Dimenticavo, lo stato francese vuole anche un posto in consiglio di amministrazione...

 

https://www.ilmessaggero.it/economia/news/fusione_fca_renault_sede_parigi_tagli-4533069.html

Quello appena concluso è stato un week end di trattative intense sulla fusione fra Fca e Renault. Secondo indiscrezioni dell'agenzia Reuters rimbalzate fra Torino e Parigi sarebbero emerse quattro novità. La prima: la sede operativa della nuova società controllata al 50% ciascuna da Fca e Renault dovrebbe essere Parigi. La sede legale della futura società resterà invece l'Olanda come già ora per Fca. Seconda nuova clausola: il nuovo colosso dovrebbe mantenere gli attuali livelli occupazionali per quattro anni e non più per almeno due come ipotizzato nella fase iniziale delle trattative. Terza precisazione: lo Stato francese (primo azionista di Renault con il 15% delle quote ma con il 22% dei diritti di voto ) avrebbe un posto nel consiglio di amministrazione sui nove previsti (4 Fca; 4 Renault; 1 Nissan). Quarta e ultima novità: si starebbe ragionando di un dividendo straordinario di Renault ai suoi soci prima della fusione, in pratica un modo per equlibrare il dividendo straordinario di quasi 3 miliardi che Fca ha ipotizzato di versare agli azionisti per equiparare il suo valore (di circa 18 miliardi) a quello di Renault (15 miliardi).

Edited by vince-991
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1 minuto fa, vince-991 scrive:

Un mio caro amico lavora alla Thales Alenia. Mi ha detto che da quando e' entrata la Thales hanno perso moltissimo lavoro perche' viene deviato sugli stabilimenti Thales.

L'idea del quartier generale a Parigi della nuova societa' derivante dalla fusione FCA Renault mi fa letteralmente vomitare.

Spero vivamente che Elkann e chi lo sta consigliando siano molto attenti a quello che fanno

 

Ma lì è stata un'acquisizione mascherata da fusione, solo in senso contrario :)

 

Qui o sarà il verso voluto dalla famiglia, o non sarà ( come è sempre stato storicamente ) .

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Archepensevoli spanciasentire Socing.

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1 minute ago, stev66 said:

 

Ma lì è stata un'acquisizione mascherata da fusione, solo in senso contrario :)

 

Qui o sarà il verso voluto dalla famiglia, o non sarà ( come è sempre stato storicamente ) .

Spero che tu abbia ragione

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sì, ma c'è sempre una differenza id fondo. Fincantieri è azienda di Stato , a cui passare dalla vittoria al pareggio conta poco ( e la vera vittoria era mettere piede nel lucroso mercato francese della difesa ) .
FCA è di John . e la famiglia non firma accordi se non favorevoli a lei . Quindi ci possono anche essere garanzie aggiuntive ( quasi tutte di facciata, oggi la sede operativa ufficiale conta come la neve dell'anno scorso e lo sanno tutti gli attori ) , ma alla fine il nocciolo "sine qua non"  sarà: controllo alla Exor. Se Renault/Macron  accetteranno questo, tutto il resto sarà irrilevante .  
 
 

Buongiorno
Non d’accordo la sede conta è come a livello giuridico i francesi avrebbero il vantaggio visto che a casa loro fanno come vogliono (il governo)
Assolutamente da evitare la sede in Francia
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6 minuti fa, stev66 scrive:

 

sì, ma c'è sempre una differenza id fondo. Fincantieri è azienda di Stato , a cui passare dalla vittoria al pareggio conta poco ( e la vera vittoria era mettere piede nel lucroso mercato francese della difesa ) .

FCA è di John . e la famiglia non firma accordi se non favorevoli a lei . Quindi ci possono anche essere garanzie aggiuntive ( quasi tutte di facciata, oggi la sede operativa ufficiale conta come la neve dell'anno scorso e lo sanno tutti gli attori ) , ma alla fine il nocciolo "sine qua non"  sarà: controllo alla Exor. Se Renault/Macron  accetteranno questo, tutto il resto sarà irrilevante .  

 

 

Ma è proprio questo il punto che ritengo negativo dal mio punto di vista "italiano", per quello che può valere (e cioè zero)

Agli Agnelli importa essere gli azionisti principali della società, poi se il gruppone è a trazione francese a loro non interessa. Una bella Legion d'honneur appuntata al petto, cospicui dividendi a fine anno con cedoloni ogni tot, e via.

I Francesi invece hanno obiettivi più ad ampio spettro e secondo me molto più paganti nel lungo periodo. Salvaguardare l'occupazione sul loro territorio e tenere le teste pensanti della nuova società a casa loro. Difatti non si parla di sede legale (che sarà probabilmente, come è ovvio che sia, olandese) ma di sede operativa. Poi magari tutto filerà liscio, stabilimenti italiani non toccati, politica sui marchi intelligente, tanti investimenti e tutti felici e contenti.

La cosa che mi fa storcere il naso sono le condizioni di partenza dell'accordo, che sono distorte dalla scomoda presenza dello stato francese. Se pensiamo anche solo per un momento che i francesi, di qualsiasi colore politico, possano anche solo pensare di firmare un accordo che non tuteli il loro interesse nazionale ci sbagliamo di grosso.

 

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1 ora fa, stev66 scrive:

 

Infatti in Luxottica appena i francesi si sono allargati hanno preso una bacchettata sulle mani, e sono tornati a più miti consigli.

N.B. i franzosi si allargano solo quando sono più grandi ed hanno ovviamente vita facile col tessuto industriale italiano fatto di aziende da piccolissime a piccole. E lì la potenza di fuoco conta.

Ma a parità di peso hanno quasi sempre perso.

Ripeto : esattamente come Del Vecchio, JE non è un fesso. E firmerà solo se gli accordi gli daranno quello che vuole.  Sennò farà l'accordo con qualcun altro, lasciando Renault ad affrontare da sola la guerra con Nissan ed il posizionamento mondiale. Battaglie che quasi sicuramente Renault perderebbe, e dovrebbe invocare l'intervento statale , un prezzo politicamente troppo alto da pagare anche per la Francia ( sarebbe la fine dell'UE , magari non formalmente ma praticamente ).

 

 

 

Bacchettata sulle mani..... Sta di fatto che la sede è a Parigi e che Del Vecchio non ha 30anni ed è in lotta con qualsiasi suo erede. Quindi una volta che passerà la mano voglio vedere come va a finire 

1 ora fa, slego scrive:

 

su 'sta cosa s'è fatto un baccano ridicolo, dato che la Castelli era di proprietà straniera già da parecchi anni e Lactalis ha semplicemente "preso il posto" di una finanziaria inglese. nessuna pezzo di italianità svenduto al nemico, quindi.

(e se è finita in mani straniere è per il semplice motivo che il vecchio proprietario s'era trovato sommerso di debiti e senza un piano industriale decente per uscirne).

non so di che baccano parli, comunque si è vero che la castelli apparteneva ad un fondo inglese. Questo non toglie che sia stata comprata dai Francesi e che in gara per l'acquisizione c'era anche Granarolo

30 minuti fa, stev66 scrive:

 

sì, ma c'è sempre una differenza id fondo. Fincantieri è azienda di Stato , a cui passare dalla vittoria al pareggio conta poco ( e la vera vittoria era mettere piede nel lucroso mercato francese della difesa ) .

FCA è di John . e la famiglia non firma accordi se non favorevoli a lei . Quindi ci possono anche essere garanzie aggiuntive ( quasi tutte di facciata, oggi la sede operativa ufficiale conta come la neve dell'anno scorso e lo sanno tutti gli attori ) , ma alla fine il nocciolo "sine qua non"  sarà: controllo alla Exor. Se Renault/Macron  accetteranno questo, tutto il resto sarà irrilevante .  

 

 

 

Il fatto è che probabilmente ad Elkan/Exor dei posti di lavoro italiani frega relativamente, mentre ai francesi conta eccome. Quindi fare così gli arrendevoli è già sintomo che quando andranno prese decisioni pesanti i Francesi si troveranno già in una posizione di forza.

 

La sede legale da un punto di vista lavorativo conta poco, ma conta in quanto vale la legislazione del paese.

La sede operativa da unpunto di vista legale conta poco, ma in questo caso può contare da un punto di vista lavorativo se parliamo di sedi con parecchi dipendenti. 

Una sede legale la puoi cambiare facilmente, un'operativa se lo è davvero e come detto ha diversi dipendenti non così facilmente, a quel punto è più facile cambiare mano alle azioni.

 

Non pensavo di poterlo mai dire in vita mia ma mi trovo costretto a sperare nel duo di capre Salvini - Trump

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sta succedendo esattamente quello che pensavo: i francesi non permetteranno mai una fusione in cui non siano loro a comandare o ad avere un peso decisionale superiore allo straniero.

 

A questo punto meglio rinunciare anche perchè non c'è più Marchionne a trattare ma il fratello scemo di Lapo...

Edited by itr83
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11 minuti fa, itr83 scrive:

sta succedendo esattamente quello che pensavo: i francesi non permetteranno mai una fusione in cui non siano loro a comandare o ad avere un peso decisionale superiore allo straniero.

 

A questo punto meglio rinunciare anche perchè non c'è più Marchionne a trattare ma il fratello scemo di Lapo...

 

è quello che succede quando da un lato hai un soggetto privato che legittimamente persegue i suoi interessi, mentre dall'altro uno stato, che altrettanto legittimamente, persegue i suoi. Solo che i due soggetti hanno concezioni di interesse profondamente differenti ;)

 

 

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      Direttamente dalla pagine Instragram di Renault e di TheArsenale, alcune immagini ed un video teaser per quella che sarà la Renault R4 Concept che verrà presentata il 26 Novembre.
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      255639641_418389286508865_5570548520493234848_n.mp4  
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      Renault and TheArsenale unveil AIR4: where we are going, we don’t need roads
      AIR4, A FLYING SHOWCAR INSPIRED BY THE ICONIC RENAULT 4 FOR ITS 60TH ANNIVERSARY
      To conclude the celebrations for the 60th anniversary of Renault 4, the car maker has decided to team up with motion design hub TheArsenale to create a futuristic showcar, reinterpretation of this iconic model.
       
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      To celebrate its 60th anniversary, Renault has been holding a year of celebrations consisting of a number of initiatives. To wrap it up, the brand decided to join forces with the ground-defying design hub TheArsenale to create a showcar that gives a futuristic and offbeat reinterpretation of 4L.
      The original Renault 4 was a simple, efficient and versatile vehicle built between 1961 and 1992. A “blue jeans” car, as the former head of Renault Group, Pierre Dreyfus, used to describe it. A true icon conveying families, businesses and the likes of the gendarmerie and La Poste, as well as helping several generations of young motorists get behind the wheel. Its values and qualities convinced TheArsenale to collaborate with Renault to reimagine a 4L designed to drive along the unmarked highways above our heads.
      AIR4, THE RENAULT 4 “VOLANTE”
      Renault has partnered with TheArsenale on this truly unique project, and the result is unprecedented. AIR4 is a symbol of independence and freedom, born out of the realisation that traffic is compounding, lives are grinding to a halt, and the world above us is unhampered. Thus, AIR4 claims the air as the new road of the future.
      Design wise, AIR4  has resulted in a reinterpretation of the retro icon by TheArsenale, far from the modern car design language. The vehicle, entirely made of carbon-fiber, maintains the same lines and contained mass of the original 4L, yet presenting new dynamic capabilities. The rigidity has been completely revised to include new concepts such as thrust or lift, which required hours of calculations and tests. Drawing on generative design techniques using artificial intelligence, TheArsenale’s engineers were able to test terabytes of data to improve and fine-tune the designers' ideas, even before starting the first real-world trials.
       
      To drive around, AIR4 has no wheels. Instead, it features four two-blade propellers, one at each corner of the vehicle. The chassis sits in the middle of the rota frame, and the driver can access and take a seat in the utilitarian cabin of the vehicle by lifting the reimagined Renault 4 shell, which is hinged at the front.
       
      From a technical standpoint, AIR4 is powered by 22,000 mAh lithium polymère batteries that generate a total power of 90,000mAh. The vehicle counts on an orizontal top speed of 26m/s, with a 45° inclination during flights, and up to a maximum inclination of 70°. It can fly as high as 700m with a take off speed of 14m/s, restained at 4 m/s for safety reasons, and landing velocity of 3 m/s. Last but not least, AIR4 offers a maximum vectorial thrust of 380 kilograms, that is to say 95kg per propeller.
      AIR4 has been imagined, designed, engineered and assembled entirely in France, in the heart of Europe’s first technology park in Sophia Antipolis, on the Côte d’Azur.
      THEARSENALE “ROAD TO AIR”
      TheArsenale stands by the assumption that the icons of car culture are eternal. This vehicle is the first product from TheArsenale’s ROAD TO AIR division, which envisions the future transport network to be in the sky. AIR4 is the brainchild of Patrice Meignan, CEO and Founder of TheArsenale, who sought to create a new kind of vehicle that provokes emotion, establishes brand identity and offers pleasure.
       
      WORLD PREMIERE
      After its digital presentation today, 26th of November, AIR4 will go on public display from next Monday until the end of the year in the vibrant center of Paris at the Atelier Renault on the Champs Elysées, alongside other historic versions of the Renault 4.
      Beginning 2022, AIR4 will hit the American ground in Miami and then New York, before a pit stop in Macau.

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