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WEC - Ferrari 499P 2023


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Livrea 2024

 

Ferrari dopo 50 anni torna nelle gare endurance top class con la hybrid hypercar car 499P. Quattro ruote motrici per gestire i 680 cv prodotti dal powertrain ibrido, che combina il nuovo V6 Biturbo, portante, all’ERS. Vestita dal centro stile coadiuvato dai tecnici e dagli studi aerodinamici, la gestione in pista della macchina sarà gestita assieme alla AF Corse.

 

Messaggi Raccomandati:

42 minuti fa, Albe89 scrive:

È l'Imsa americana che per ora non vuole le Hypercar nel suo campionato. 

 

Non avevano fatto un accordo per far correre le Hypercar negli Usa?

È cambiato di nuovo tutto?

 

https://it.motorsport.com/imsa/news/hypercar-in-imsa-ecco-come-la-convergenza-con-le-lmdh/6628369/

 

EDIT: @Albe89 ho visto che abbiamo postato in contemporanea, come non detto 😅

Modificato da GL91
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Alessandro Pier Guidi: “A Spa capiremo il livello della 499P”

Intervista all'alfiere Ferrari nelle competizioni a ruote coperte, impegnato nello sviluppo della Hypercar per l'assalto a Le Mans

...

Non è una caso dunque se proprio Alessandro sia stato il prescelto per guidare per primo la 499P in pista nello shakedown di Fiorano, primo pilota a sedersi al volante di un prototipo di Maranello da cinquant’anni a questa parte. Sebbene gli equipaggi per le due Hypercar del Cavallino debbano ancora essere annunciati, a meno di sorprese Pier Guidi dovrebbe essere tra coloro che tenteranno di conquistare la decima vittoria assoluta a Le Mans nella storia di Ferrari. FormulaPassion ha avuto modo di parlare con il pilota di Tortona, approfondendo sfide ed emozioni all’alba del programma Hypercar.

 

Alessandro, sei stato il primo pilota a scendere in pista con la 499P. Che sensazioni hai sperimentato?
“A parte il primo giro di out-in, che si fa a tutti gli shakedown e che è stato emozionante più che prettamente tecnico, per tutto il resto la sensazione principale è stata la potenza e poi, più che a Fiorano, quando siamo andati nei circuiti più grandi e rapidi, mi hanno colpito le curve a medio-alta velocità, dove riesci ad apprezzare il carico di queste vetture rispetto alle GTE”.
Parlando di carico, in un regolamento dove deportanza ed efficienza limite sono imposte, cosa fa la differenza a livello di progetto?
“Alla fine, a parte quello è il bilancio che fa la differenza in una vettura. È vero che hai una finestra prestazionale molto piccola e quindi non potrai avere una vettura con molto più carico rispetto a un’altra, più o meno saranno tutti allo stesso livello. Il carico però non è l’unico parametro a rendere una vettura veloce: è come utilizzi quel carico, se la macchina è più o meno stabile, perciò quello su cui si lavora è il bilancio, come solitamente si fa sulle vetture. Con il carico vincolato a maggior ragione bisogna ottimizzare quello che si ha a disposizione”.

Immaginiamo quindi che in questa fase di test, voi piloti stiate fornendo molte indicazioni per la messa a punto della 499P?
“Sì, certamente, sul bilancio, sulla guidabilità, così come sui sistemi elettronici. La macchina comunque è molto complicata e la gestione dell’ibrido è importante, fa parte della performance. Noi piloti stiamo dando più che altro indicazioni di questo tipo e gli ingegneri ovviamente hanno i loro dati. Con le due cose insieme, cerchiamo di sviluppare la macchina”.
Una delle caratteristiche delle corse di durata è la difficoltà di trovare un assetto che soddisfi le richieste di tutto l’equipaggio.  Credi che con le Hypercar ci sia una maggiore sensibilità a questi compromessi rispetto che alle GTE?
“Tendenzialmente tutte le vetture di un certo livello necessitano di regolazioni sofisticate. La Hypercar ha più possibilità di regolazioni rispetto a una GTE. In un equipaggio un pilota può avere delle richieste specifiche. Adesso onestamente non sappiamo ancora chi la guiderà e come saranno le line-up, però credo che uno degli aspetti che terranno in considerazione quando le faranno sarà lo stile di guida dei piloti, per cercare di mettere insieme quelli con lo stile più simile. Più compromessi trovi, più prestazione perdi in assoluto. Se per assurdo ci fossero tre piloti identici sarebbe perfetto, perché si avrebbe il massimo della prestazione e non ci sarebbero compromessi da fare”.

Negli ultimi test a Monza avete girato con due auto, una più improntata alla prestazione e l’altra alla durata. Hai avuto modo di guidarle entrambe?
“Tutti i piloti coinvolti saltavano tra le due vetture, anche perché alle volte c’erano soluzioni tecniche differenti, si provavano cose diverse. Alla fine, il tempo che avevamo non era molto: la macchina debutterà a marzo e lo shakedown è stato a luglio. I mesi perciò non erano così tanti e dovevamo fare un processo di apprendimento molto rapido, sia da parte nostra come piloti a livello di guida che per migliorare la vettura. L’idea di utilizzare due vetture in parallelo ha permesso questo, ha accelerato tutto quanto. Se uno avesse due anni di tempo probabilmente una vettura basterebbe e avanzerebbe, ma se si avessero sei-otto mesi come quelli che abbiamo avuto noi, ci vorrebbero due
vetture. Penso sia stata un’ottima idea ed è stato uno dei motivi per cui siamo riusciti a crescere molto velocemente”.

Oltre a Monza, avete girato anche a Portiamo, due circuiti dove le Hypercar iscritte al WEC hanno già corso. Avete fatto un confronto tra i vostri e i tempi ufficiali, per stimare la vostra competitività?
“Ovviamente uno sa i tempi che sono stati fatti e quelli che invece stai facendo tu. Però è sempre molto complicato capire dove sei, perché l’effetto pista è molto importante. Noi ad esempio siamo arrivati in un periodo molto più freddo, a novembre, a fine stagione, mentre il tracciato quando giri da solo è meno gommato. Queste vetture inoltre, così come le GTE, sono soggette al Balance of Performance e noi non abbiamo idea di come sarà il nostro, perché nessuno ce lo ha dato. Noi cerchiamo di migliorare ogni aspetto e poi vedremo. È difficile capire dove sei e credo che sia così un po’ per tutti i costruttori. Ognuno fa i test a porte chiuse, gira, cerca di fare il meglio, ma in realtà non hai un vero riferimento. La prima gara non credo sarà pienamente rappresentativa, ma quando si arriverà a Spa che è più standard si capirà il livello di prestazione di tutte le vetture. Sebring invece è una pista molto atipica”.

A Spa in genere non si tende a nascondere il potenziale per essere favoriti dal Balance of Performance di Le Mans?
“Onestamente non so come sarà il processo di BoP che verrà fatto. Spero che questa cosa sia finita, che utilizzino un processo migliore o comunque diverso da quello che è stato fatto con le GTE, perché è abbastanza brutto e frustrante per noi piloti questa cosa. Spero e penso che i costruttori stiano lavorando insieme a FIA per trovare un processo di BoP equo, che non debba portare a nascondere le prestazioni, così che quando si va in pista si spinga al 100% e basta”.
Una frustrazione per i piloti, ma anche per chi deve narrare, perché spesso non si comprende quanto un risultato sia figlio dei meriti-demeriti del BoP o della squadra…
“Sì, ci sono delle cose che alla fine sono brutte da raccontare e da vivere. Spero che questa cosa venga migliorata. Non sono coinvolto, ma so che i costruttori stanno parlando con FIA. Speriamo che arrivino a una convergenza e che trovino un modo di fare il BoP indipendentemente dalla guida e da tutti questi parametri”.

Sarà difficile passare dall’essere il doppiato al doppiare le GT?
“Forse è meglio onestamente, almeno ho finito di guardare sempre negli specchietti! Ovviamente il traffico fa parte del gioco. Dovremo abituarci magari a essere la categoria più veloce, sempre ammesso che la guideremo, perché qui tutti ne parliamo ma alla fine a guidarla saremo in sei, mentre noi siamo di più, quindi qualcuno resterà fuori. Nel caso però ovviamente bisognerà imparare ed essere bravi a perdere il meno tempo possibile doppiando gli altri, così come bisognava essere bravi con le GT a farsi doppiare efficientemente”.
Prima dell’avventura Hypercar rimane la lotta con Porsche per l’ultimo titolo mondiale GTE-Pro. Con che spirito vai in Bahrain rispetto all’anno scorso?
“Lo spirito è lo stesso di tutte le gare. Abbiamo un vantaggio, ma non è abbastanza da poter pensare di gestire. Avere un punto o undici fa poca differenza, perché se i nostri rivali vincono e noi arriviamo secondi abbiamo perso. La gestione della gara è abbastanza semplice: dobbiamo cercare di vincerla”.

 

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https://www.formulapassion.it/opinioni/parliamone-con/alessandro-pier-guidi-spa-capiremo-livello-499p-ferrari-lemans-hypercar-wec-639022.html

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Ma quindi la Gazzetta è una rivista di narrativa?

 

Una frustrazione per i piloti, ma anche per chi deve narrare, perché spesso non si comprende quanto un risultato sia figlio dei meriti-demeriti del BoP o della squadra…

Di questi ne vendono a secchiate.

Vedrete.

[scritto in data 18 Luglio 2013 - Riferito a Jeep Cherokee]

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