Jump to content
Autopareri news
  • Benvenuti su Autopareri! La community italiana che dal 2003 riunisce gli appassionati di automobili e di motori

Search the Community

Showing results for tags 'ibrido'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Autopareri Answers
    • Autopareri On The Road - Emergency while driving
    • Consigli per l'Acquisto dell'Automobile
    • Riparazione e Manutenzione dell'Automobile
    • Assicurazioni RCA - Contratti e Finanziamenti - Garanzie
    • Codice della Strada e Sicurezza Stradale
    • Tecniche e Consigli di Guida
  • Scoop e News about cars
    • New Car Models
    • Rumors and Spies Cars
    • Funzionamento della sezione Novità ed Anteprime
  • Mondo Automobile
    • Prove e Recensioni di Automobili
    • Tecnica nell'Automobile
    • Mercato, Finanza e Società nel settore Automotive
    • Car Design e Automodifiche
    • Vintage Car​
  • Case Automobilistiche
    • Auto Italiane
    • Auto Tedesche
    • Auto Francesi
    • Auto Britanniche
    • Auto del resto d'Europa
    • Auto Orientali
    • Auto Americane
  • Mondo Motori
  • Mobility
  • Off Topic on Autopareri
  • Venditori Convenzionati
  • Il sito Autopareri
  • Autopareri Answers Copia

Product Groups

There are no results to display.

Blogs

  • Autopareri News

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


Car's model


City


Interessi


Professione


Biografia


Quotes


Website URL


Facebook


Twitter


YouTube


Skype


AIM


ICQ

Found 142 results

  1. ----------------------------------- EDIT STAFF Discussione creata con uno split di questa: L'impatto dei carburanti sull'ambiente: ecco i numeri ----------------------------------- Dispiace, ma non è vero. Io guido da tempo delle Prius e delle diesel che in autostrada abbiano consumi inferiori ai miei ne vedo ben poche. E di benzina normali nessuna. Sia perché è un'auto molto ben profilata. Sia perché ha un benzina ad alto rendimento. Sia perché fino a 110-120 può veleggiare a termico spento (non ha frizioni: rapporto di trasmissione infinito). Sia perché ha la frenata rigenerativa (max 32kW). Sia perché ha una trasmissione a rapporto variabile con enorme estensione (posso stare a 1000 giri anche alla velocità massima) e può scegliere il numero di giri ideale per erogare una certa potenza in modo totalmente indipendente dalla velocità. Sia perchè il supporto elettrico, se serve una forte variazione di potenza, è sempre attivo. Ecco, l'ibrido in autostrada è tutto questo.
  2. Ci sono novità per il 2020. Verrà introdotto il mild hybrid a 48V, che è si simile a quello che hanno già in house a 12V, ma introduce un nuovo funzionamento di trazione elettrica fino a 10mph. Dovrebbe essere il solito sistema BSG, come fa a dar trazione in maniera solo elettrica? https://www.fleetnews.co.uk/news/manufacturer-news/2019/12/17/new-48v-mild-hybrid-for-suzuki-line-up Tratto dal link sopra: "A further benefit of the new 48v hybrid system is the introduction of electric motor idling when the clutch is disengaged and the engine speed is approximately 1,000rpm. This feature essentially replaces fuel injection with power from the electric motor to then control and maintain engine idling at vehicle speeds below 10mph and when stationary. This function therefore eliminates fuel consumption under these conditions as engine momentum is electrically controlled by the ISG unit and the car is ready to re-accelerate on request with no engine restart delay."
  3. Internet è una miniera di informazioni , come lo sono libri.., comunque le automobili ibride (Toyota) sono approdate sul mercato nel 1997 . Forse in pochi lo sanno che hanno un'origine lontana che risale alla fine dell'Ottocento !! ? ? 1896 Armstrong phaeton hybrid Nel 1900 un costruttore automobilistico belga, Henri Pieper, introdusse una "voiturette" da 3-1 / 2 cavalli in cui il piccolo motore a benzina era accoppiato a un motore elettrico sotto il sedile. Quando la macchina "girava", il suo motore elettrico era in effetti un generatore, che ricaricava le batterie. Ma quando l'auto saliva di un grado, il motore elettrico, montato coassialmente con il motore a gas, le dava una spinta. Le origini delle auto ibride sono molto confuse per la scarsa documentazione reperibile sugli ultimi anni dell'Ottocento, quando in molti fanno risalire il debutto sul mercato del primo veicolo a propulsione ibrida. Difficile, però, attribuire il primato a un modello specifico considerato che la tecnologia è proposta con alterni successi da molti. L'ingegnere americano Justus Entz, ad esempio, realizza un carrello ibrido nel 1897, mentre le cronache parlano di due modelli con tale tecnologia presentati al Salone di Parigi del 1899 e di un'auto, la Krieger Hybrid, prodotta nel 1903. Al 1897 risalirebbe anche un brevetto che accredita “l'invenzione” del sistema ibrido a un giovane ingegnere austriaco destinato a fare carriera, Ferdinand Porsche. Lohner-Porsche Mixte Hybrid. (1900-1905) Da poco assunto alla “k.u.k-Hofwagenfabrik Jakob Lohner & Co.” di Florisdorf, vicino a Vienna,Ferdinand Porsche progetta una vettura spinta da quattro motori elettrici inseriti nel mozzo delle ruote. Auto che, come le altre elettriche sul mercato, ha il difetto del peso eccessivo dovuto alle batterie e all'autonomia di poche decine di chilometri. Limiti che Porsche pensa di superare riducendo il numero di accumulatori e aggiungendo un'unità a combustione che funge da generatore per la ricarica delle batterie. Dopo avere sperimentato dei propulsori della DeDion-Buton, Ferdinand opta per un quattro cilindri Daimler e per la trazione anteriore fornita dai due “motori-ruota”. Una soluzione che sarà adottata per costruire nel primo decennio del Novecento diversi esemplari con caratteristiche e prestazioni differenzi, come una variante da gara che, si narra, si in grado di viaggiare a 80 km/h, velocità “folle” per l'epoca. E' la Lohner Semper Vivus, nota anche come Lohner-Porsche Mixte Hybrid. L'interesse per il sistema ibrido si riaccende negli anni Sessanta, soprattutto in Giappone, dove Toyota avvia i primi studi sulla tecnologia, e negli Stati Uniti dove il Congresso inizia a introdurre le prime regole per contenere l'inquinamento atmosferico, problema che comincia a dare le prime preoccupazioni. Intervento, quello del Congresso, che stimola l'industria a investire nuovamente nella combinazione tra il motore con la “scossa” e quello a pistoni. I primi a farlo sono i tecnici Baruch Berman, George Gelb e Neal Richardson della TRW, società di componenti per auto, che mettono a punto un sistema disegnato come trasmissione elettromeccanica denominato EMTche consente di ridurre consumi ed emissioni senza penalizzare le prestazioni. GM EV1 Impact Electric Concept Car, 1991 General Motors realizzò alla fine degli anni Sessanta il prototipo GM 512. Si tratta di una microcar a due posti con autonomia di circa 250 km che consente di viaggiare fino a 16 km/h con la sola trazione elettrica, fino a 25 con l'ausilio dei due motori e oltre tale velocità sospinta soltanto dal piccolo bicilindrico a benzina. Una ricerca positiva che proseguirà con lo sviluppo di veicoli elettrici che porterà alla produzione della EV1 nel 1996, vettura realizzata a livello sperimentale anche nelle varianti ibride con tecnologia in serie o in parallelo, con la prima equipaggiata con un motore alimentato a gas naturale e la seconda con un'unità a gasolio. Toyota Century Gas-Turbine Hybrid prototype (below), revealed at the 21st Tokyo Motor Show in October 1975. Toyota iniziò lo sviluppo del sistema ibrido nel 1969. Da allora sono state studiate molte proposte innovative, a partire dai prototipi della sportiva Toyota Sports 800 Gas Turbine Hybrid nel 1977 e della berlina Century Gas Turbine Hybrid. Il 1997 è l’anno di lancio della produzione in serie della prima Toyota Prius. Toyota GTV grand tourer concept displayed at the 27th Tokyo Motor Show in 1987. Nel frattempo la prima crisi petrolifera del 1973 fa alzare il prezzo dei carburanti spingendo alla ricerca anche in marchi europei. Una delle proposte più interessanti create è il Volkswagen Taxi, variante ibrida del celebre furgoncino T2 del 1977, la seconda serie del Transporter, che adotta un sistema parallelo e che sarà utilizzato come auto da esposizione in diversi saloni. Presentato nel luglio 1991 al Motor Show di Francoforte, Peugeot 405 Ibrido è il frutto del progetto VERT (Electric Road Turbine Vehicle), avviato un anno prima. È equipaggiato con il diesel XUD7T da 1,8 litri della 205, alloggiato sotto il cofano e due motori elettrici identici, uno nella parte posteriore del veicolo, l'altro al centro, ciascuno con una potenza di 27,5 CV, ovvero una potenza 55 CV totali. Questi due motori collegati alle ruote posteriori servono per guidare questo veicolo e gli consentono di raggiungere una velocità di 130 km / h. Infatti, il diesel 1.8L riceve, invece di un cambio, un generatore trifase, utilizzato per ricaricare le batterie al litio-nichel 230 volt del peso di 200 kg, situate nel bagagliaio. Così equipaggiato, l'ibrido 405 station wagon poteva percorrere 70 km con le batterie cariche (motore diesel fermo). Bastavano solo 20 minuti di funzionamento del motore diesel ( regolato elettricamente a 3500 giri / min) per ricaricare le batterie (queste possono essere ricaricate mentre l'auto è in funzione). Una batteria da 12 volt è sempre presente nel veicolo per alimentare i vari accessori. Dopo il Motor Show di Francoforte, Peugeot ha sostituito il motore diesel con una turbina a idrogeno. https://blog.toyota.co.uk/1977-toyota-sports-800-gas-turbine-hybrid http://www.carstyling.ru/en/car/1990_gm_impact/ https://www.hemmings.com/blog/2016/03/14/perhaps-the-worlds-first-hybrid-an-1896-armstrong-sells-for-483400-at-amelia-island/
  4. Il modello in oggetto dovrebbe esser equipaggiato con il 3 cilindri da 1.5 litri da circa 150/170 CV, abbinato ad un motore elettrico all'asse posteriore. In combinata, la potenza sarebbe di circa 240 CV Land Rover’s announcement published on 17 December 2018 Via ElectricVehicleWeb
  5. Assieme alla nuova Clio, Renault ha presentato anche il sistema ibrido che equipaggerà alcuni dei futuri modelli, tra cui la Clio stessa, per l'appunto. Le informazioni non sono ancora chiarissime, sappiamo che si tratta di un powertrain nuovo in cui trovano applicazione 150 brevetti. Come unità termica, abbiamo un 1.6 aspirato dalla potenza per ora ignota, abbinato ad una trasmissione automatica a 4 rapporti. Non è specificata la tipologia di cambio, ma da ciò che si è visto nei video, la configurazione sembra essere quella tipica di un robotizzato, ma privo di frizioni: le cambiate avverranno previo un meticoloso gioco di sincronismi e riduzione di coppia dei motori. Perché solo 4 marce? Probabilmente perché verranno utilizzate principalmente in crociera, quindi rapporti equivalenti ad una 3a-4a-5a e 6a marcia. A bassa velocità, il movimento dovrebbe essere garantito da motore elettrico ad inserimento meccanico e 2 rapporti (frizione a denti dritti) che, qualora venga chiamato all'opera in movimento, subentra dopo una sincronizzazione con il resto della trasmissione. Presente, sempre all'interno della trasmissione (quello più piccolo, in alto a sinistra), anche un generatore elettrico per caricare la batteria, fornire corrente al motore elettrico in alcune fasi, avviare il termico. Secondo quanto asserito da Renault, il sistema E-TECH Hybrid sarebbe in grado di garantire un funzionamento in modalità elettrica per l'80% delle percorrenze urbane, grazie anche ad una batteria HV da 1,2 kWh. A proposito di batteria, su alcuni modelli arriveranno anche delle versioni Plug-in Hybrid, quindi con sistema di ricarica da presa elettrica, abbinate ad una batteria HV di capacità tale da permettere percorrenze dell'ordine di qualche decina di km in modalità puramente elettrica. Aggiorneremo il messaggio quando arriveranno ulteriori informazioni.
  6. Le ibride plug-in iniziano ad essere sotto la lente d'ingrandimento degli ecologisti e degli enti governativi: l'uso che ne viene fatto, non risulta essere conforme a quello previsto (andrebbero usate prevalentemente in elettrico) e quindi penalizza l'ambiente. Le "ibride alla spina", si presentano con un eccellente biglietto da visita: sono auto termiche con bassissime emissioni di CO2. Questo risultato è conseguenza della curiosa procedura matematica, che da molto peso all'utilizzo in modalità elettrica. A beneficiare di questo "trucchetto" sono soprattutto le auto di una certa caratura (ovvero quelle più grosse, pesanti e potenti), le quali improvvisamente sembrano emettere meno anidride carbonica di quasi la totalità delle utilitarie. Ma non è tutto: al momento, vendere un'ibrida plug-in consente ai costruttori di avere un "supercredito", un bonus che consentirà di compensare le maggiori emissioni di altri veicoli inquinanti, eventualmente in gamma. I vantaggi però non sono solamente dal lato produttori, diversamente - visto gl'importanti costi all'acquisto - tali auto rimarrebbero in concessionaria. Essendo ritenute ecologiche, le plug-in godono d'importanti incentivi, detassazioni e vantaggi assicurativi, talvolta parcheggi gratuiti e possibilità di accesso ad area a traffico limitato. Anche per tali ragioni, in Europa ne sono state vendute circa 220.000 nel 2019 e si stima di raggiungere le 590.000 nell'anno in corso, per arrivare a coprire una quota di mercato del 5,2 % nel 2025. Finalmente però, qualcuno d'influente si è accorto di quanto possano essere controproducenti dal punto di vista ecologico ed economico. Transport&Environment (T&E), che da anni si occupa di analisi sulla mobilità sostenibile, ha portato alla luce i controsensi di tali tipologie di veicoli: people often get plug-in hybrids as a company car for which they get fuel paid on a fuel card, but they don't get electricity paid so there's no incentive to charge" - riferisce Julia Poliscanova, direttrice di T&E. Quindi una semplice analisi delle carte carburante, ha dimostrato come i conducenti non ricarichino praticamente mai le batterie delle auto Plug-in (sarebbe a loro spese..), preferendo invece utilizzarle in modalità termica. Il tutto con importanti dispendi di carburante e consistenti emissioni, solitamente superiori a quelli di un'auto tradizionale. Sono infatti auto significativamente più pesanti di un'equivalente non plug-ing, quindi poco efficienti, soprattutto nel momento in cui funzionano solamente in modalità termica. La tecnologia ibrida che utilizzano poi, nella maggior parte dei casi non è delle più evolute, quindi non fornisce un'ottimizzazione sufficiente a compensare la maggiorazione della massa. Come se non bastasse, l'attuale venduto riguarda mezzi molto potenti e quindi di loro già molto energivori, scelta che probabilmente consente ai costruttori di giustificare più facilmente i listini molto alti e garantire prestazioni apprezzabili, nonostante lo svantaggio sulla bilancia. Tutte queste incongruenze hanno portato paesi come l'Olanda alla rimozione di ogni forma d'incentivazione, seguita a ruota dall'Inghilterra e probabilmente in futuro anche da altri stati. Ciò ovviamente sta terrorizzando i costruttori, perché a quanto pare le svariate forme di incentivazione, sono il "doping" che alimenta le vendite di tale tipologia di modelli, tanto dispendiosi, quanto àncora di salvezza in vista dell'introduzione del tetto dei 95 g/km di emissioni medie di CO2. Resto curioso di vedere come andrà a finire. Perché è abbastanza antipatico assistere a come questi mezzi, non di certo alla portata di tutti, spesso dati come benefit aziendale a personale con impieghi abbastanza ben remunerati, drenino risorse destinabili altrove, magari a fasce più penalizzate e numerose. Il tutto senza raggiungere lo scopo d'impattare meno sull'ambiente, anzi, penalizzando utilitarie che emettono "il giusto" e che tornerebbero molto utili al rinnovo di un parco auto vetusto ed inquinante. Se volete approfondire, vi indico un articolo da cui ho preso spunto: https://europe.autonews.com/automakers/plug-hybrids-give-automakers-emissions-compliance-lifeline
  7. Se l’unico parametro è la CO2 e non le emissioni inquinanti come i Nox, il benzene, il particolato, etc ... si decreta la fine delle alimentazioni a gas, l’unica strada è la progressiva elettrificazione. Per essere più oggettivi però si dovrebbero imporre limiti di CO2 in rapporto alla massa, così come i limiti di potenza per i neopatentati sono in rapporto alla massa, altrimenti si arriva all’assurdo che una leggera auto da città MHEV ha emissioni inquinanti superiori ad una pesante SUV PHEV.
  8. Messaggio Aggiornato Polestar 1 sarà una sorta di faro per il futuro brand Polestar. Polestar 1 è una Grand Tourer Coupé due porte, 2 posti più 2, spinta da un propulsore Electric Performance Hybrid. In pratica un’auto elettrica supportata da un motore a combustione interna capace di un’autonomia di 150 km in puro utilizzo elettrico – la più estesa autonomia in full electric rispetto a qualsiasi altro ibrido oggi sul mercato. La sua potenza di 600 CV e la coppia pari a 1000 Nm la collocano di diritto – e saldamente – nel segmento delle vetture ad alte prestazioni. Polestar 1 è basata sulla Scalable Platform Architecture (SPA) di Volvo, ma circa il 50% dell’auto è inedito e realizzato specificamente dagli ingegneri di Polestar. Per rendere ancora più efficaci le sue caratteristiche dinamiche, Polestar 1 trae beneficio da una serie di nuove tecnologie mirate a renderla una vera auto tutta da guidare. Polestar 1 è la prima auto al mondo a essere equipaggiata con la sofisticata tecnologia applicata al telaio resa possibile dalle nuovissime sospensioni elettroniche a controllo continuo della Öhlins – Continuously Controlled Electronic Suspension (CESi). Il telaio in fibra di carbonio riduce il peso e aumenta la rigidità torsionale del 45%, contribuendo nel frattempo ad abbassare il baricentro dell’auto. In aggiunta, Polestar 1 utilizza un doppio motore elettrico sull’asse posteriore che permette una distribuzione ottimale della coppia motrice a ciascuna ruota. Questo dà a chi guida un’accelerazione precisa ed efficiente che permette di mantenere aderenza e velocità di percorrenza in curva. Polestar 1 verrà prodotta nel Centro di Produzione specifico di Polestar in via di realizzazione a Chengdu, in Cina. Un impianto all’avanguardia tecnologica che verrà completato per la metà del 2018. Inoltre, Polestar si staccherà dal tradizionale modello di proprietà dell’auto che conosciamo oggi. Le auto verranno ordinate al 100% on line e offerte sulla base di abbonamenti di due o tre anni. La formula, che non prevede alcun apporto o deposito iniziale e sarà del tipo all-inclusive, prevede servizi quali ritiro e riconsegna dell’auto a casa in caso di manutenzione e la possibilità di utilizzare un altro modello della gamma Polestar, il tutto compreso nella rata mensile. L’abbonamento con rata fissa significa che avere una Polestar diventa un’esperienza priva di problemi per il cliente. Ulteriormente facilitata dalla tecnologia Phone-As-Key, che consente al proprietario dell’auto di condividere una chiave virtuale – e quindi l’utilizzo dell’auto – con altre persone di sua scelta e di accedere a una serie di servizi on-demand. Tali servizi di concierge semplificano l’esperienza di utilizzo del cliente, che si può concentrare esclusivamente sul piacere di guida. Tutte le future Polestar avranno motorizzazioni completamente elettriche. Polestar 2 inizierà a essere prodotta sempre nel 2019 e sarà la prima battery-electric vehicle (BEV) di Volvo Car Group. Sarà una BEV mid-size ed entrerà in competizione con prodotti come Tesla Model 3; di conseguenza, avrà volumi di produzione più elevati rispetto a Polestar 1. La fase iniziale della proposta di prodotti Polestar si completerà quindi con il successivo arrivo di Polestar 3, un ulteriore BEV in stile SUV di maggiori dimensioni, che definirà una moderna espressione di prestazioni elettriche e dinamica di guida. Gli ordini e la configurazione delle auto Polestar avverrà on line attraverso una app Polestar o un portale dedicato. Tuttavia, Polestar non è insensibile al fatto che i clienti vogliono ancora venire a contatto con un brand e con i suoi prodotti. Per questo, Polestar aprirà una rete di Spazi Polestar in tutto il mondo. Sono questi i luoghi nei quali i futuri clienti Polestar potranno interagire con il brand e con i suoi prodotti. I Polestar Spaces saranno strutture indipendenti e non collegate a concessionari Volvo. Gli ordini della nuova Polestar 1 si aprono nella giornata di oggi 17 ottobre 2017. Polestar sarà quindi in grado di valutare immediatamente il livello di interesse dei potenziali clienti. Volvo Cars ha creato una joint venture con due aziende all’interno dell’azienda madre, Zhejiang Geely Holding. Tale JV capitalizzata con 640 milioni di Euro di capitale sociale per supportare lo sviluppo di Polestar. Polestar rimane una sussidiaria di Volvo Car Group e sarà interamente consolidate all’interno di Volvo Car Group. Si prevede che oltre il 40% delle vendite globali di auto entro 20 anni sarà dato da veicoli elettrici. Via VolvoCars Spy: http://www.autopareri.com/forums/topic/63851-polestar-volvo-coupé-spy
  9. Opel presenta la nuova PHEV basata sulla Opel Grandland x. La nuova Opel Grandland X Hybrid4 è la prima di una lunga lista di modelli ibridi che arriveranno nei prossimi anni, che vanno da Corsa a Zafira Life, al commerciale Vivaro ed il futuro successore della Mokka X , che si estende fino al 2024 , uno dei i primi frutti del piano strategico PACE! avanzato dalla casa tedesca dopo l'acquisto di PSA. Dotata di un motore turbo a benzina, quattro cilindri 1,6 litri - sviluppa una potenza massima di 200 CV, insieme a due motori elettrici da 109 CV che sono alimentati da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 13,2 kWh; questa fornisce un'autonomia in modalità elettrica di 50 chilometri. Il layout meccanico è il medesimo della DS7 E-Tense e della 3008 Hybrid4, uno accoppiato al motore a combustione che aziona l'asse anteriore e l' altro, insieme con il differenziale, è integrato sull'asse posteriore azionato elettricamente. La potenza massima è di 300 CV ed è trasferita all'asfalto tramite un cambio automatico a 8 velocità e attraverso le quattro ruote. Sul lato sinistro, dov'è il vano del rifornimento, è presente una presa di ricarica con un massimo di 3.3 kW, mentre è disponibile una Wallbox da 7.4 kW che consente una ricarica completa in 1 ora e 50 minuti.
  10. LEVC, compagnia di proprietà della cinese Geely, presenta il suo nuovo LCV PHEV. Il veicolo, che fungerà da "London Cab" è stato svelato anche in declinazione furgonata. Non sono state dichiarate potenza totale ed altri dati tecnici, ma la compagnia sino-inglese tiene a far presente che è in grado di percorrere 130 km in modalità esclusivamente elettrica, mentre l'autonomia combinata è di 610 km.
  11. https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2019/01/17/hyundai_ioniq_ibrida_e_plug_in_si_aggiornano.html
  12. Hyundai presenta la nuova trasmissione Active Shift Control progettata appositamente per le motorizzazioni ibride del marchio. Il nuovo sistema è in grado di controllare le variazioni di velocità tra albero primario e albero motore, circa 500 volte al secondo, garantendo il perfetto sincronismo tra i due sistemi. In questo modo, secondo gli studi del gruppo Coreano, il tempo di cambiata si riduce del 30 % circa. Inoltre, con questo controllo di velocità, sarà possibile scendere dai 500 ms degli attuali doppia frizione, ai futuri 350 ms. Risparmi di carburante e quindi di emissioni, sono così garantiti. Via Motor.es
  13. With output of up to 150 kW and a maximum torque of up to 310 N·m, the new electric axle drive is roughly equivalent to a conventional two-liter turbo-diesel engine. The electric motor and power electronics of the new system are liquid-cooled. Due to its size, performance data and characteristics, the axle drive from Continental is suitable for numerous vehicle classes and concepts. Specifically, the drive module will take to the road in a small European car and several compact SUVs from Asian manufacturers later this year. In addition to these new electric vehicles from traditional OEMs, the new Continental technology is setting the Sion electric vehicle from German start-up Sono Motors in motion. The Sion is the first series-produced electric vehicle to have solar cells integrated into its body. The car thereby produces electric energy self-sufficiently, extending its range. Production of the car, the electronics architecture of which is prepared for innovative sharing concepts, will begin in the coming year. The partnership between Continental and Sono Motors is oriented toward the long term, covering the Sion’s entire life cycle. Series production of the new axle drive used worldwide will begin at the Continental plant in Tianjin, China, in the third quarter of 2019. The reason for hosting production in China is that it means proximity to what is currently the largest and fastest-growing market for electric vehicles, coupled with the strong supplier chain that Continental has established in China. Via GreenCarCongress
  14. The 48-volt systems were previously known as mild or P0 hybrids. They involve relatively unobtrusive electrification of the powertrain. Fuel consumption is reduced mainly with the support of the combustion engine (boosting) during acceleration and the recovery of excess kinetic energy (recuperation) when the vehicle decelerates. However, purely electric driving is not possible with such systems, which Continental already manufactures for a number of automotive manufacturers. In the latest stage of development, the 48-volt system was repositioned in the powertrain. The electric motor was no longer placed in front of the combustion engine on the crankshaft, but behind it—between the combustion engine and transmission (P2 hybrid). This meant that fuel savings were able to increase and, in certain situations, such as driving through a 30 km/h speed limit zone, the vehicle could be driven using the electric motor alone. With the new 48-volt high-power technology, this hybrid system enables the same functionality as previous, full-hybrid vehicles. The key component here is a new, water-cooled electric motor, the peak output of which was doubled to 30 kW in comparison with that used previously. Electric-only driving is therefore possible up to a speed range of 80 to 90 km/h. 8-volt high-power electric motor with a peak output of 30 kW. The developers were able to achieve a 100% increase in power while maintaining the diameter of the motor. Overall, 48-volt high-power technology requires only slightly more installation space than the previous system. The difference in weight is also minimal. However, the electric motor is not the only new component of the 48-volt high-power technology. The integrated power electronics also uses a new technology that now enables it to handle significantly higher currents. The innovations of the new 48-volt high-power technology result in a level of electrical efficiency that surpasses the previous system by almost 10%. During recuperation, the new technology is much more effective than was previously the case because the losses incurred in the electric drive system has been halved. A 48-volt system requires considerably less effort in terms of insulation protection, electrical components are smaller and cheaper, and even the design can be made significantly more compact, because smaller gaps are required between the individual components than is the case with high-voltage technology. Continental is showcasing the new 48-volt high-power technology, which is also ready for series development, in a Ford Focus test vehicle. With an eye on the new approval regulations that have been in force since 1 Septembe 2018, in accordance with the WLTP cycle, the 48-volt high-power technology could be developed even further. If, for example, the system was supplemented by on-board charging technology and a larger battery, this would make even a plug-in hybrid drive featuring 48-volt technology possible. This is because the ability to drive in all-electric mode is no longer the main criterion for benefiting from the support for plug-in vehicles. Instead, it is the conversion of electrically stored energy into traction in general. The deciding factor for different funding initiatives is whether CO2 emissions can be reduced to below 50 g per kilometer. Via GreenCarCongress
  15. Salve ragazzi. Ho un enorme dubbio sui veicoli elettrici. Come funziona la frenata rigenerativa? Il veicolo è in grado di recuperare l'energia che andrebbe persa... Ma come? In un alternatore io converto il moto in energia meccanica? Ma nelle auto ibride? Come riesco a convertire l'energia? Invertendo il campo magnetico? Invertendo il moto? Non ho molte competenze in materia, quindi parto praticamente da zero! Dunque perdonatemi la banalita. Grazie mille in anticipo! ☏ POCOPHONE F1 ☏
  16. Salve a tutti, mi chiamo Gio, apro questa discussione in merito alle auto ibride. Vorrei condividere con voi qualche consiglio su come allungare la vita della batteria: una cosa molto importante è la pulizia del sistema di ventilazione del pacco batteria che a lungo andare si riempie di polvere e fa sì che la batteria si surriscaldi: oltre a ridurre le prestazioni, c'è anche il rischio di danneggiare la batteria. Inoltre è importante sapere che bisogna effettuare il bilanciamento del pacco batterie, tramite un apposito strumento. Io effettuo questo servizio da oltre 5 anni e ho notato che può essere davvero utile. Inoltre effettuo anche la sostituzione delle singole celle o dell'intero pacco batteria. È decisamente più conveniente delle case produttrici. Un saluto, Gio.
  17. carscoops Press Release: Koenigsegg Plug-in Hybrid da 1500 CV e un'estetica long tail per la nuova Hyper car di Koenigsegg.
  18. Oggi oltre alla Grand Commander standard 7 posti, Jeep presenta in Cina la Commander PHEV, ovvero il modello che abbina il 2.0 litri turbo ad un elettrico posteriore con abitacolo 5 posti (per questo perde la denominazione Grand e la terza fila di sedili). I consumi dichiarati nel misto sono inferiori a 2 litri per 100 km nel ciclo di omologazione cinese (diverso dall europeo). La tecnologia é derivata dalla Pacifica Hybrid. Piu avanti Jeep presentera anche la Commander standard ovvero con soli 5 posti e motori tradizionali, piu economica rispetto la Grand Commander. Non vi saranno differenze estetiche tra Commander e Grand Comander. https://www.autohome.com.con/news/201804/915861.html#p7
  19. Nissan presenta sul concept IMQ il nuovo sistema e-Power. Il sistema consta di due motori elettrici con una potenza complessiva di 250 kW / 340 CV e 700 Nm che sono supportati - eventualmente - da un 1.5 turbo benzina a 4 cilindri che funge da generatore. Via Nissan
×
×
  • Create New...

Important Information

Il sito utilizza i cookie per fornirti un'esperienza di navigazione più funzionale, per fini statistici e per la pubblicazione di banner pubblicitari in linea con le tue preferenze. Nascondendo questo avviso, scorrendo questa pagina, cliccando su un link, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Terms of Use.