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  1. Le ibride plug-in iniziano ad essere sotto la lente d'ingrandimento degli ecologisti e degli enti governativi: l'uso che ne viene fatto, non risulta essere conforme a quello previsto (andrebbero usate prevalentemente in elettrico) e quindi penalizza l'ambiente. Le "ibride alla spina", si presentano con un eccellente biglietto da visita: sono auto termiche con bassissime emissioni di CO2. Questo risultato è conseguenza della curiosa procedura matematica, che da molto peso all'utilizzo in modalità elettrica. A beneficiare di questo "trucchetto" sono soprattutto le auto di una certa caratura (ovvero quelle più grosse, pesanti e potenti), le quali improvvisamente sembrano emettere meno anidride carbonica di quasi la totalità delle utilitarie. Ma non è tutto: al momento, vendere un'ibrida plug-in consente ai costruttori di avere un "supercredito", un bonus che consentirà di compensare le maggiori emissioni di altri veicoli inquinanti, eventualmente in gamma. I vantaggi però non sono solamente dal lato produttori, diversamente - visto gl'importanti costi all'acquisto - tali auto rimarrebbero in concessionaria. Essendo ritenute ecologiche, le plug-in godono d'importanti incentivi, detassazioni e vantaggi assicurativi, talvolta parcheggi gratuiti e possibilità di accesso ad area a traffico limitato. Anche per tali ragioni, in Europa ne sono state vendute circa 220.000 nel 2019 e si stima di raggiungere le 590.000 nell'anno in corso, per arrivare a coprire una quota di mercato del 5,2 % nel 2025. Finalmente però, qualcuno d'influente si è accorto di quanto possano essere controproducenti dal punto di vista ecologico ed economico. Transport&Environment (T&E), che da anni si occupa di analisi sulla mobilità sostenibile, ha portato alla luce i controsensi di tali tipologie di veicoli: people often get plug-in hybrids as a company car for which they get fuel paid on a fuel card, but they don't get electricity paid so there's no incentive to charge" - riferisce Julia Poliscanova, direttrice di T&E. Quindi una semplice analisi delle carte carburante, ha dimostrato come i conducenti non ricarichino praticamente mai le batterie delle auto Plug-in (sarebbe a loro spese..), preferendo invece utilizzarle in modalità termica. Il tutto con importanti dispendi di carburante e consistenti emissioni, solitamente superiori a quelli di un'auto tradizionale. Sono infatti auto significativamente più pesanti di un'equivalente non plug-ing, quindi poco efficienti, soprattutto nel momento in cui funzionano solamente in modalità termica. La tecnologia ibrida che utilizzano poi, nella maggior parte dei casi non è delle più evolute, quindi non fornisce un'ottimizzazione sufficiente a compensare la maggiorazione della massa. Come se non bastasse, l'attuale venduto riguarda mezzi molto potenti e quindi di loro già molto energivori, scelta che probabilmente consente ai costruttori di giustificare più facilmente i listini molto alti e garantire prestazioni apprezzabili, nonostante lo svantaggio sulla bilancia. Tutte queste incongruenze hanno portato paesi come l'Olanda alla rimozione di ogni forma d'incentivazione, seguita a ruota dall'Inghilterra e probabilmente in futuro anche da altri stati. Ciò ovviamente sta terrorizzando i costruttori, perché a quanto pare le svariate forme di incentivazione, sono il "doping" che alimenta le vendite di tale tipologia di modelli, tanto dispendiosi, quanto àncora di salvezza in vista dell'introduzione del tetto dei 95 g/km di emissioni medie di CO2. Resto curioso di vedere come andrà a finire. Perché è abbastanza antipatico assistere a come questi mezzi, non di certo alla portata di tutti, spesso dati come benefit aziendale a personale con impieghi abbastanza ben remunerati, drenino risorse destinabili altrove, magari a fasce più penalizzate e numerose. Il tutto senza raggiungere lo scopo d'impattare meno sull'ambiente, anzi, penalizzando utilitarie che emettono "il giusto" e che tornerebbero molto utili al rinnovo di un parco auto vetusto ed inquinante. Se volete approfondire, vi indico un articolo da cui ho preso spunto: https://europe.autonews.com/automakers/plug-hybrids-give-automakers-emissions-compliance-lifeline
  2. Opel presenta la nuova PHEV basata sulla Opel Grandland x. La nuova Opel Grandland X Hybrid4 è la prima di una lunga lista di modelli ibridi che arriveranno nei prossimi anni, che vanno da Corsa a Zafira Life, al commerciale Vivaro ed il futuro successore della Mokka X , che si estende fino al 2024 , uno dei i primi frutti del piano strategico PACE! avanzato dalla casa tedesca dopo l'acquisto di PSA. Dotata di un motore turbo a benzina, quattro cilindri 1,6 litri - sviluppa una potenza massima di 200 CV, insieme a due motori elettrici da 109 CV che sono alimentati da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 13,2 kWh; questa fornisce un'autonomia in modalità elettrica di 50 chilometri. Il layout meccanico è il medesimo della DS7 E-Tense e della 3008 Hybrid4, uno accoppiato al motore a combustione che aziona l'asse anteriore e l' altro, insieme con il differenziale, è integrato sull'asse posteriore azionato elettricamente. La potenza massima è di 300 CV ed è trasferita all'asfalto tramite un cambio automatico a 8 velocità e attraverso le quattro ruote. Sul lato sinistro, dov'è il vano del rifornimento, è presente una presa di ricarica con un massimo di 3.3 kW, mentre è disponibile una Wallbox da 7.4 kW che consente una ricarica completa in 1 ora e 50 minuti.
  3. Puoi gentilmente spiegarmi il meccanismo? Come funziona la questione CO2 dichiarato? Un tempo, il metodo di calcolo dei consumi nel ciclo NEDC per un auto ibrida plug-in, era frutto di una formula matematica che teneva conto del presunto utilizzo medio, quindi una buona parte in modalità elettrica ed una piccola parte in modo ibrido. La formula era questa: C = (De·C1 + Dav·C2)/(De + Dav) Dove: C = consumo di carburante in l/100 km De = autonomia rilevata in modalità elettrica C1 = consumo carburante rilevato con la batteria carica (perché in certe condizioni del ciclo prova potrebbe accendersi il termico) C2 = consumo carburante rilevato con la batteria scarica (modalità ibrida) Dav = 25 km, presunto utilizzo medio in modalità ibrida, su percorrenze di 100 km Ad esempio, una Prius ibrida plug-in del 2009, il calcolo era questo 2,1 = (25 x 0,5 + 25 x 3,7) / (25+25) 2,1 l/100 km, corrispondono a 49 g/km di CO2: questo bastava per stare sotto i 50 g/km ed ottenere certe agevolazione in alcuni paesi. Ecco che a quel punto non aveva nemmeno senso eccedere nella taglia della batteria, sarebbero stati solamente costi e peso che poteva incidere su C2. La fonte di quanto sopra è questa: km77.com - Va de consumos, perdón, emisiones Con il ciclo WLTP le cose sono cambiate, non a caso alcuni costruttori hanno anche temporaneamente bloccato la produzione di alcune plug-in, perché ritenute non più convenienti, in quanto con il nuovo ciclo avrebbero sforato la soglia utile per godere di certi incentivi e benefici in termini di tassazione. Riguardo al nuovo metodo di calcolo, non ho ancora trovato informazioni dettagliate. Il ciclo WLTP per una ibrida plug-in comunque prevede questo (fonte: How are plug-in hybrids and electric cars measured? ) inizio ciclo di omologazione WLTP a batteria completamente carica; si tratta delle medesime prove sui rulli che fanno le auto a motore termico (anche le elettriche) con il nuovo iter; ripetere il ciclo fino alla scarica completa della batteria di trazione, misurando costantemente le emissioni di CO2 (quindi, complementarmente, i consumi di carburante); notare che durante i test, il motore termico potrebbe accendersi autonomamente per svariate esigenze (es. velocità elevata); l'apporto del termico diverrà via via predominante man mano che ci si avvicinerà alla scarica totale; il tutto viene misurato e contribuisce al calcolo finale delle emissioni di CO2; a batteria di trazione totalmente scarica, si effettua un ulteriore ciclo WLTP in modalità totalmente ibrida (termico e frenate rigenerative); a questo punto il test si dichiara concluso; si calcolano matematicamente le emissioni di CO2 facendo una media sul rapporto tra autonomia elettrica e totale. La difficoltà nel restituire un dato realistico con questa tipologia di auto, sta nel valutare quale sia poi l'effettivo uso medio dell'utente, ovvero quanto la utilizzerà effettivamente come elettrica, quanto come ibrida. Sicuramente quindi, i nuovi cicli di omologazione hanno messo un po' a soqquadro i piani delle case che puntavano sulle ibride plug-in come artifizio per farla franca. Tuttavia, una volta trovati i nuovi parametri per far rientrare il conteggio entro la soglia desiderata, le case hanno rapidamente adeguato accumulatori e/o sono ricorse a termici più efficienti, per raggiungere nuovamente un risultato che potrebbe non essere lo specchio reale dei consumi ed emissioni.
  4. Klaus Fröhlich, Chief of Development di BMW Con questo "presenta-t'armi" del responsabile capo dello sviluppo del BMW Group, non abbiamo da interpretare nulla. La rivoluzione BMW eDrive: un'unica unità modulare (e-Machine) che racchiuda motore elettrico, cambio ed elettronica di potenza. Questo consentirà di ridurre le masse, aumentare l'efficienza, ridurre i costi finali ed essere personalizzabile per il modello da equipaggiare. C'è spazio per BMW X7, X8, X9 e BMW iX9 Attualmente abbiamo nella gamma BMW iPerformance, veicoli ibridi-plug-in con nomenclatura 30e e 40e in funzione della loro potenza complessiva e della loro autonomia. La rivoluzione manterrà la medesima distinzione, ma la estenderà fino ai futuri modelli 50e. Klaus Fröhlich, ha continuato: "BMW è il leader del mercato delle auto elettriche - non è Tesla - e quest'anno il mercato è aumentato del 30%. Chi guida un'auto elettrica attualmente continuerà a farlo in futuro. Siamo alla quinta generazione di veicoli elettrici e abbiamo bisogno di spingerci oltre, sopratutto dopo il 2020". Il Dr Krueger ha affermato che la BMW iNEXT, che entrerà in produzione nel 2020, sarà il primo tassello della rivoluzione BMW eDrive. L'ammiraglia BMW Serie 7 saranno affiancata dalle rispettive BMW i9, mentre ci sarà spazio anche per altri due MAXI-SUV sia a marchio BMW sia a brand BMW i. Adrian Van Hooydonk ha dichiarato che, mentre la BMW X7 è stata confermata per la vendita in Nord America e Cina nel 2018, le prenotazioni dei badge indicano che BMW sarebbe pronta a lanciare le nuove X8 e X9, la futura BMW X7 "non è poi così grande per gli standard americani". Di contro altare anche un SUV grande completamente elettrico iX9 debutterà dopo il 2020 quando andrà in vigore nel 2023 la norma Euro7. Nuove batterie modulari per vetture modulari: arrivano le nuove 40e e 50e Così come la futura architettura sarà modulare, anche le batterie seguiranno lo stesso andazzo. Harald Krueger ha proseguito: "Ora lavoriamo sullo sviluppo di tutti i propulsori per le vetture con trazione anteriore e trazione posteriore, ma entro un paio d'anni non avremo più bisogno di farlo di nuovo. Una volta che le vetture sono su quell'architettura, non ne abbiamo più necessità. Se vogliamo essere leader tecnologici dobbiamo investire in R & S, dobbiamo risparmiare quei soldi da qualche altra parte. Siamo nel bel mezzo di una competizione tecnica in questo momento." Si parte con le varianti 30e e 40e che saranno utilizzate nei veicoli di classe "Compatta" ed "Executive" e dispongono di un pacco batterie da 60 kWh che è in grado di garantire circa 450 km di autonomia o un pacco batterie da 90 kWh che aumenta l'autonomia a circa 550 km. I veicoli di classe "Luxury" utilizzeranno il pacco batterie 40e o 50e con quest'ultimo che vanta una potenza di 120 kWh ed un'autonomia di circa 700 km. I veicoli elettrici a trazione anteriore tradizionali avranno un motore elettrico che svilupperà più di 136 CV (100 kW). Allo stesso modo, i modelli a trazione posteriore tradizionali avranno più di 272 CV (200 kW). I veicoli elettrici orientati alle performance sono più interessanti in quanto avranno un motore elettrico anteriore con più di 272 CV (200 kW). Può essere supportato da due motori elettrici aggiuntivi che producono ciascuno più di 272 CV (200 kW). Quindi trazione integrale "on demand" e la possibilità di avere un sistema Torque Vectoring con i due motori elettrici a fare da differenziale. Il tempo da fermo a 100 km/h dovrebbe essere inferiore ai 3 secondi. La competizione sull'elettrico È una sfida completamente diversa sia per il gruppo Volkswagen sia per Daimler, entrambi con architetture uniche per le loro auto elettriche che saranno costruite parallelamente ai loro tradizionali propulsori. Volkswagen ha vantaggi in termini di dimensioni, vendendo 10 milioni di auto all'anno contro i due milioni di BMW, quindi può farla franca investendo sia nella produzione di massa MEB sia nelle architetture elettriche J1 premium sviluppate da Porsche. Anche Daimler ha le sue piattaforme ad hoc per le auto elettriche per il suo prossimo marchio EQ, ma continua a sviluppare piattaforme di auto a combustione interna in maniera separata. BMW prevede di vendere la sua 100.000 ° auto elettrica entro questo Natale, ma Fröhlich ha ammesso di aver provato a lungo la sua produzione contro i diversi tassi di utilizzo di BEV consegnando architetture che possono assumere propulsori benzina, diesel, ibridi e BEV. Krueger ha continuato: "Stiamo apportando una modifica ad una società tecnica. Stiamo spendendo per arrivare a quel traguardo, spostando il nostro rapporto di ricerca e sviluppo dal 6,5 per cento delle nostre entrate al 6,7 per cento l'anno prossimo. Ci sono due o tre ragioni fondamentali: investimenti nell'e-mobility, autonomia e digitalizzazione dei processi. Vogliamo farcela da soli. Non si tratta solo della batteria, ma si tratta di aggiungere valore alla mobilità elettrica. Il BMW Group ha maggiori possibilità di valore aggiunto rispetto ai nostri concorrenti." Via BMWNews
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