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  1. Stesso motore 3 cilindri 1.0 MHEV con sistema ISG P0 che ha debuttato su Panda e 500. Via Lancia Configuratore Lancia Clicca qui! ______________________________________ Topic Spy Clicca qui! ______________________________________
  2. Messaggio Aggiornato il 13/02/2019 Variante Wagon: Toyota Corolla Touring Sports 2019 FOTO LIVE auto.cz Ecco la nuova Auris. Passo avanti enorme per quanto riguarda il design secondo me!
  3. La SF90 Stradale è la Ferrari "di serie" più potente mai realizzata. Il suo posizionamento è sopra la 812 Superfast. Prende l'eredità de "LaFerrari", ma è prodotta in serie. SF90 è l'acronimo per Scuderia Ferrari e 90 per gli anni dalla sua fondazione. I numeri sono assolutamente impressionanti: abbiamo un motore termico V8 da 3.9 litri TwinTurbo che nulla ha a che vedere con quelli realizzati fino ad ora per 488GTB ed F8 Tributo. Abbiamo una nuova termodinamica sviluppata ex-novo, pistoni ed albero a gomiti differenti, più un diverso sistema di sovralimentazione. A questo si aggiunge un motore elettrico associato all'albero motore che fa da ISG e da booster, oltre che a compensatore per ridurre il turbolag. Sull'asse anteriore troviamo due motori elettrici che rendono, a tutti gli effetti, la vettura a trazione integrale quando occorre. La potenza combinata è di 735 kW / 1000 CV che sono divisi tra i 573 kW / 780 CV ed 800 Nm di coppia del V8 TwinTurbo e gli altri 162 kW / 220 CV dai motori elettrici che erogano altri 800 Nm. La trasmissione è affidata ad un doppia frizione ad 8 rapporti che mediante la presa sulle 4 ruote, garantisce uno 0-100 km/h in 2.5 secondi ed uno 0-200 km/h in 6.7 secondi. La velocità massima ? 340 km/h. Sul circuito di Fiorano la SF90 ha girato in 79 secondi...(1:19) mentre LaFerrari completava il tempo in 1:19,70. Ma la cosa stupefacente è l'adozione della modalità solo elettrica: questo bestione da 1000 CV si muove anche in perfetto silenzio per 25 km e con una velocità massima di 135 km/h. Esteticamente la forma segue la funzione, ecco perché abbiamo molte aperture "strategiche" create ad hoc per massimizzare il carico aerodinamico. Il punto centrale del muso si trova 15 mm più in alto delle zone laterali, così da indirizzare al meglio i flussi d'aria: in questo modo si possono generare ben 390 kg di carico aerodinamico a 250 km/h. All'interno è tutto costruito attorno al pilota, con un cruscotto digitale curvo da 16" che racchiude le maggior informazioni tra cui la modalità di guida scelta dal selettore sul volante: eDrive, Hybrid, Power e Qualifiy. Nella modalità eDrive la SF90 si muove in religioso silenzio. Nella modalità Hybrid si utilizza la potenza combinata di comparto elettrico e termico secondo logica elettronica In modalità Power si utilizza il V8 TwinTurbo anche per ricaricare le batterie In modalità Qualify si scatenano tutti i 1000 CV. Quanto pesa? 1570 kg (secondo Ferrari) il che la rende circa 13 kg più leggera de LaFerrari, ma è il 20% più rigida di quest'ultima ed il 40% più rigida dei modelli che utilizzano la medesima piattaforma: il tutto senza aggiungere ulteriori masse. VIDEO Modalità di guida E-DRIVE HYBRID PERFORMANCE QUALIFY Cartella stampa Ferrari ——————————————————————————————— SPY TOPIC https://www.autopareri.com/forums/topic/66064-ferrari-sf90-stradale-prj-f173-spy ————————————————————————————————
  4. via Toyota Via GreenCarCongress ——————————————————————————————————— SPY TOPIC https://www.autopareri.com/forums/topic/65325-toyota-yaris-iv-spy ———————————————————————————————————
  5. Non ho trovato il topic della nuova versione della Highlander che come si intuisce da queste foto sarà in vendita pure in Europa dal 2021. 2.5 Hybrid da 244CV, trazione integrale con 2 motori elettrici, uno all'anteriore e uno al posteriore, 146 g/km di CO2 Allestimento full-optional con 7 posti e tutti gli ADAS disponibili per quello che dovrebbe essere il top di gamma dei SUV Toyota (è più lungo di 11 cm rispetto al Land Cruiser). Prezzi ancora non comunicati https://www.automoto.it/news/nuovo-toyota-highlander-il-suv-7-posti-arriva-anche-in-italia.html Mi sembra la risposta Toyota al Ford Explorer, spero in un prezzo più sensato però
  6. Nel seguente profilo Instagram appaiono 3 foto di una 5ooX camuffata nel frontale e nel posteriore oltre che alla sempre più classica pellicola optical. La descrivono come Hybrid... Il doppio scarico si è già visto in qualche modello nella gamma del restyling?
  7. Salve ragazzi, Ho un dubbio. Nelle vetture mild hybrid P0, quindi quelle con il BiSG, è possibile "veleggiare" spegnendo il termico fino ad un massimo in alcuni casi di 40 secondi. In queste vetture l'alternatore/motore elettrico è direttamente connesso tramite cinghia e non può essere scollegato. Dunque l'unico motore che ho per scollegare ruote e motore è di fatto la frizione? E' per questo che il mild di fiat fa mettere il cambio in folle per veleggiare, giusto? Non esiste altro modo?
  8. https://www.quotidianomotori.com/automobili/automobili-ibride/nuovo-toyota-c-hr/?refresh_ce-cp Topic Spy ___________________________________________________________________________ https://www.autopareri.com/forums/topic/68095-toyota-c-hr-my-2020-spy ___________________________________________________________________________
  9. ----------------------------------- EDIT STAFF Discussione creata con uno split di questa: L'impatto dei carburanti sull'ambiente: ecco i numeri ----------------------------------- Dispiace, ma non è vero. Io guido da tempo delle Prius e delle diesel che in autostrada abbiano consumi inferiori ai miei ne vedo ben poche. E di benzina normali nessuna. Sia perché è un'auto molto ben profilata. Sia perché ha un benzina ad alto rendimento. Sia perché fino a 110-120 può veleggiare a termico spento (non ha frizioni: rapporto di trasmissione infinito). Sia perché ha la frenata rigenerativa (max 32kW). Sia perché ha una trasmissione a rapporto variabile con enorme estensione (posso stare a 1000 giri anche alla velocità massima) e può scegliere il numero di giri ideale per erogare una certa potenza in modo totalmente indipendente dalla velocità. Sia perchè il supporto elettrico, se serve una forte variazione di potenza, è sempre attivo. Ecco, l'ibrido in autostrada è tutto questo.
  10. Ci sono novità per il 2020. Verrà introdotto il mild hybrid a 48V, che è si simile a quello che hanno già in house a 12V, ma introduce un nuovo funzionamento di trazione elettrica fino a 10mph. Dovrebbe essere il solito sistema BSG, come fa a dar trazione in maniera solo elettrica? https://www.fleetnews.co.uk/news/manufacturer-news/2019/12/17/new-48v-mild-hybrid-for-suzuki-line-up Tratto dal link sopra: "A further benefit of the new 48v hybrid system is the introduction of electric motor idling when the clutch is disengaged and the engine speed is approximately 1,000rpm. This feature essentially replaces fuel injection with power from the electric motor to then control and maintain engine idling at vehicle speeds below 10mph and when stationary. This function therefore eliminates fuel consumption under these conditions as engine momentum is electrically controlled by the ISG unit and the car is ready to re-accelerate on request with no engine restart delay."
  11. Internet è una miniera di informazioni , come lo sono libri.., comunque le automobili ibride (Toyota) sono approdate sul mercato nel 1997 . Forse in pochi lo sanno che hanno un'origine lontana che risale alla fine dell'Ottocento !! ? 1896 Armstrong phaeton hybrid Nel 1900 un costruttore automobilistico belga, Henri Pieper, introdusse una "voiturette" da 3-1 / 2 cavalli in cui il piccolo motore a benzina era accoppiato a un motore elettrico sotto il sedile. Quando la macchina "girava", il suo motore elettrico era in effetti un generatore, che ricaricava le batterie. Ma quando l'auto saliva di un grado, il motore elettrico, montato coassialmente con il motore a gas, le dava una spinta. Le origini delle auto ibride sono molto confuse per la scarsa documentazione reperibile sugli ultimi anni dell'Ottocento, quando in molti fanno risalire il debutto sul mercato del primo veicolo a propulsione ibrida. Difficile, però, attribuire il primato a un modello specifico considerato che la tecnologia è proposta con alterni successi da molti. L'ingegnere americano Justus Entz, ad esempio, realizza un carrello ibrido nel 1897, mentre le cronache parlano di due modelli con tale tecnologia presentati al Salone di Parigi del 1899 e di un'auto, la Krieger Hybrid, prodotta nel 1903. Al 1897 risalirebbe anche un brevetto che accredita “l'invenzione” del sistema ibrido a un giovane ingegnere austriaco destinato a fare carriera, Ferdinand Porsche. Lohner-Porsche Mixte Hybrid. (1900-1905) Da poco assunto alla “k.u.k-Hofwagenfabrik Jakob Lohner & Co.” di Florisdorf, vicino a Vienna,Ferdinand Porsche progetta una vettura spinta da quattro motori elettrici inseriti nel mozzo delle ruote. Auto che, come le altre elettriche sul mercato, ha il difetto del peso eccessivo dovuto alle batterie e all'autonomia di poche decine di chilometri. Limiti che Porsche pensa di superare riducendo il numero di accumulatori e aggiungendo un'unità a combustione che funge da generatore per la ricarica delle batterie. Dopo avere sperimentato dei propulsori della DeDion-Buton, Ferdinand opta per un quattro cilindri Daimler e per la trazione anteriore fornita dai due “motori-ruota”. Una soluzione che sarà adottata per costruire nel primo decennio del Novecento diversi esemplari con caratteristiche e prestazioni differenzi, come una variante da gara che, si narra, si in grado di viaggiare a 80 km/h, velocità “folle” per l'epoca. E' la Lohner Semper Vivus, nota anche come Lohner-Porsche Mixte Hybrid. L'interesse per il sistema ibrido si riaccende negli anni Sessanta, soprattutto in Giappone, dove Toyota avvia i primi studi sulla tecnologia, e negli Stati Uniti dove il Congresso inizia a introdurre le prime regole per contenere l'inquinamento atmosferico, problema che comincia a dare le prime preoccupazioni. Intervento, quello del Congresso, che stimola l'industria a investire nuovamente nella combinazione tra il motore con la “scossa” e quello a pistoni. I primi a farlo sono i tecnici Baruch Berman, George Gelb e Neal Richardson della TRW, società di componenti per auto, che mettono a punto un sistema disegnato come trasmissione elettromeccanica denominato EMTche consente di ridurre consumi ed emissioni senza penalizzare le prestazioni. GM EV1 Impact Electric Concept Car, 1991 General Motors realizzò alla fine degli anni Sessanta il prototipo GM 512. Si tratta di una microcar a due posti con autonomia di circa 250 km che consente di viaggiare fino a 16 km/h con la sola trazione elettrica, fino a 25 con l'ausilio dei due motori e oltre tale velocità sospinta soltanto dal piccolo bicilindrico a benzina. Una ricerca positiva che proseguirà con lo sviluppo di veicoli elettrici che porterà alla produzione della EV1 nel 1996, vettura realizzata a livello sperimentale anche nelle varianti ibride con tecnologia in serie o in parallelo, con la prima equipaggiata con un motore alimentato a gas naturale e la seconda con un'unità a gasolio. Toyota Century Gas-Turbine Hybrid prototype (below), revealed at the 21st Tokyo Motor Show in October 1975. Toyota iniziò lo sviluppo del sistema ibrido nel 1969. Da allora sono state studiate molte proposte innovative, a partire dai prototipi della sportiva Toyota Sports 800 Gas Turbine Hybrid nel 1977 e della berlina Century Gas Turbine Hybrid. Il 1997 è l’anno di lancio della produzione in serie della prima Toyota Prius. Toyota GTV grand tourer concept displayed at the 27th Tokyo Motor Show in 1987. Nel frattempo la prima crisi petrolifera del 1973 fa alzare il prezzo dei carburanti spingendo alla ricerca anche in marchi europei. Una delle proposte più interessanti create è il Volkswagen Taxi, variante ibrida del celebre furgoncino T2 del 1977, la seconda serie del Transporter, che adotta un sistema parallelo e che sarà utilizzato come auto da esposizione in diversi saloni. Presentato nel luglio 1991 al Motor Show di Francoforte, Peugeot 405 Ibrido è il frutto del progetto VERT (Electric Road Turbine Vehicle), avviato un anno prima. È equipaggiato con il diesel XUD7T da 1,8 litri della 205, alloggiato sotto il cofano e due motori elettrici identici, uno nella parte posteriore del veicolo, l'altro al centro, ciascuno con una potenza di 27,5 CV, ovvero una potenza 55 CV totali. Questi due motori collegati alle ruote posteriori servono per guidare questo veicolo e gli consentono di raggiungere una velocità di 130 km / h. Infatti, il diesel 1.8L riceve, invece di un cambio, un generatore trifase, utilizzato per ricaricare le batterie al litio-nichel 230 volt del peso di 200 kg, situate nel bagagliaio. Così equipaggiato, l'ibrido 405 station wagon poteva percorrere 70 km con le batterie cariche (motore diesel fermo). Bastavano solo 20 minuti di funzionamento del motore diesel ( regolato elettricamente a 3500 giri / min) per ricaricare le batterie (queste possono essere ricaricate mentre l'auto è in funzione). Una batteria da 12 volt è sempre presente nel veicolo per alimentare i vari accessori. Dopo il Motor Show di Francoforte, Peugeot ha sostituito il motore diesel con una turbina a idrogeno. https://blog.toyota.co.uk/1977-toyota-sports-800-gas-turbine-hybrid http://www.carstyling.ru/en/car/1990_gm_impact/ https://www.hemmings.com/blog/2016/03/14/perhaps-the-worlds-first-hybrid-an-1896-armstrong-sells-for-483400-at-amelia-island/
  12. Arriva la versione "green" della Range Rover Evoque, la P300e è spinta dal 3 cilindri in linea Ingenium da 1.5 litri sovralimentato con turbocompressore da 147 kW / 200 CV e 230 Nm di coppia, abbinato ad un motore elettrico sull'asse posteriore da 80 kW/ 110 CV e 260 Nm di coppia. La vettura è quindi una e4WD ed esprime una potenza complessiva di 313 CV e 540 Nm di coppia massima. Ovviamente c'è anche un sistema BSG che aiuta il motore nelle fasi di start/stop Il sistema ha una batteria agli ioni di litio posizionata sotto i sedili posteriori che approva una capacità di 11,3 kWh, che fornisce energia sufficiente per coprire viaggi con distanze massime di 50 chilometri in modalità completamente elettrica. La velocità massima è di 213 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto in 6.4 secondi In Olanda parte da 57 mila Euro. Topic Spy --> Clicca qui!
  13. Il modello in oggetto dovrebbe esser equipaggiato con il 3 cilindri da 1.5 litri da circa 150/170 CV, abbinato ad un motore elettrico all'asse posteriore. In combinata, la potenza sarebbe di circa 240 CV Land Rover’s announcement published on 17 December 2018 Via ElectricVehicleWeb
  14. Assieme alla nuova Clio, Renault ha presentato anche il sistema ibrido che equipaggerà alcuni dei futuri modelli, tra cui la Clio stessa, per l'appunto. Le informazioni non sono ancora chiarissime, sappiamo che si tratta di un powertrain nuovo in cui trovano applicazione 150 brevetti. Come unità termica, abbiamo un 1.6 aspirato dalla potenza per ora ignota, abbinato ad una trasmissione automatica a 4 rapporti. Non è specificata la tipologia di cambio, ma da ciò che si è visto nei video, la configurazione sembra essere quella tipica di un robotizzato. Mancano tuttavia le frizioni: come si disaccoppierà dal termico quando questo è spento? Troveremo risposta in futuro. Altro quesito: perché solo 4 marce? Probabilmente perché verranno utilizzate principalmente in crociera, quindi rapporti equivalenti ad una 3a-4a-5a e 6a marcia. A bassa velocità, il movimento dovrebbe essere garantito da motore elettrico ad inserimento meccanico (frizione a denti dritti) che, qualora venga chiamato all'opera in movimento, subentra dopo una sincronizzazione con il resto della trasmissione. Presente, sempre all'interno della trasmissione (quello più piccolo, in alto a sinistra), anche un generatore elettrico per caricare la batteria, fornire corrente al motore elettrico in alcune fasi, avviare il termico. Secondo quanto asserito da Renault, il sistema E-TECH Hybrid sarebbe in grado di garantire un funzionamento in modalità elettrica per l'80% delle percorrenze urbane, grazie anche ad una batteria HV da 1,2 kWh. A proposito di batteria, su alcuni modelli arriveranno anche delle versioni Plug-in Hybrid, quindi con sistema di ricarica da presa elettrica, abbinate ad una batteria HV di capacità tale da permettere percorrenze dell'ordine di qualche decina di km in modalità puramente elettrica. Aggiorneremo il messaggio quando arriveranno ulteriori informazioni.
  15. Le ibride plug-in iniziano ad essere sotto la lente d'ingrandimento degli ecologisti e degli enti governativi: l'uso che ne viene fatto, non risulta essere conforme a quello previsto (andrebbero usate prevalentemente in elettrico) e quindi penalizza l'ambiente. Le "ibride alla spina", si presentano con un eccellente biglietto da visita: sono auto termiche con bassissime emissioni di CO2. Questo risultato è conseguenza della curiosa procedura matematica, che da molto peso all'utilizzo in modalità elettrica. A beneficiare di questo "trucchetto" sono soprattutto le auto di una certa caratura (ovvero quelle più grosse, pesanti e potenti), le quali improvvisamente sembrano emettere meno anidride carbonica di quasi la totalità delle utilitarie. Ma non è tutto: al momento, vendere un'ibrida plug-in consente ai costruttori di avere un "supercredito", un bonus che consentirà di compensare le maggiori emissioni di altri veicoli inquinanti, eventualmente in gamma. I vantaggi però non sono solamente dal lato produttori, diversamente - visto gl'importanti costi all'acquisto - tali auto rimarrebbero in concessionaria. Essendo ritenute ecologiche, le plug-in godono d'importanti incentivi, detassazioni e vantaggi assicurativi, talvolta parcheggi gratuiti e possibilità di accesso ad area a traffico limitato. Anche per tali ragioni, in Europa ne sono state vendute circa 220.000 nel 2019 e si stima di raggiungere le 590.000 nell'anno in corso, per arrivare a coprire una quota di mercato del 5,2 % nel 2025. Finalmente però, qualcuno d'influente si è accorto di quanto possano essere controproducenti dal punto di vista ecologico ed economico. Transport&Environment (T&E), che da anni si occupa di analisi sulla mobilità sostenibile, ha portato alla luce i controsensi di tali tipologie di veicoli: people often get plug-in hybrids as a company car for which they get fuel paid on a fuel card, but they don't get electricity paid so there's no incentive to charge" - riferisce Julia Poliscanova, direttrice di T&E. Quindi una semplice analisi delle carte carburante, ha dimostrato come i conducenti non ricarichino praticamente mai le batterie delle auto Plug-in (sarebbe a loro spese..), preferendo invece utilizzarle in modalità termica. Il tutto con importanti dispendi di carburante e consistenti emissioni, solitamente superiori a quelli di un'auto tradizionale. Sono infatti auto significativamente più pesanti di un'equivalente non plug-ing, quindi poco efficienti, soprattutto nel momento in cui funzionano solamente in modalità termica. La tecnologia ibrida che utilizzano poi, nella maggior parte dei casi non è delle più evolute, quindi non fornisce un'ottimizzazione sufficiente a compensare la maggiorazione della massa. Come se non bastasse, l'attuale venduto riguarda mezzi molto potenti e quindi di loro già molto energivori, scelta che probabilmente consente ai costruttori di giustificare più facilmente i listini molto alti e garantire prestazioni apprezzabili, nonostante lo svantaggio sulla bilancia. Tutte queste incongruenze hanno portato paesi come l'Olanda alla rimozione di ogni forma d'incentivazione, seguita a ruota dall'Inghilterra e probabilmente in futuro anche da altri stati. Ciò ovviamente sta terrorizzando i costruttori, perché a quanto pare le svariate forme di incentivazione, sono il "doping" che alimenta le vendite di tale tipologia di modelli, tanto dispendiosi, quanto àncora di salvezza in vista dell'introduzione del tetto dei 95 g/km di emissioni medie di CO2. Resto curioso di vedere come andrà a finire. Perché è abbastanza antipatico assistere a come questi mezzi, non di certo alla portata di tutti, spesso dati come benefit aziendale a personale con impieghi abbastanza ben remunerati, drenino risorse destinabili altrove, magari a fasce più penalizzate e numerose. Il tutto senza raggiungere lo scopo d'impattare meno sull'ambiente, anzi, penalizzando utilitarie che emettono "il giusto" e che tornerebbero molto utili al rinnovo di un parco auto vetusto ed inquinante. Se volete approfondire, vi indico un articolo da cui ho preso spunto: https://europe.autonews.com/automakers/plug-hybrids-give-automakers-emissions-compliance-lifeline
  16. Se l’unico parametro è la CO2 e non le emissioni inquinanti come i Nox, il benzene, il particolato, etc ... si decreta la fine delle alimentazioni a gas, l’unica strada è la progressiva elettrificazione. Per essere più oggettivi però si dovrebbero imporre limiti di CO2 in rapporto alla massa, così come i limiti di potenza per i neopatentati sono in rapporto alla massa, altrimenti si arriva all’assurdo che una leggera auto da città MHEV ha emissioni inquinanti superiori ad una pesante SUV PHEV.
  17. Beckervdo

    Kia Niro M.Y. 2019

    Debuttano le rinnovate Kia Niro Hybrid e Kia Niro Plug-In-Hybrid, il cui stile esterno è ispirato alla versione full electric (Kia Niro EV), mentre all'interno troviamo l'utilizzo di nuovi materiali e nuove opzioni di colore. Inoltre, i modelli Niro sottoposti a restyling ottengono il nuovo sistema telematico UVO Connect di Kia. All'esterno, la Kia Niro M.Y. 2019 riceve un nuovo design dei paraurti, fari riprogettati caratterizzati da un design "ice-cube" (disponibile come FULL LED, optional), nuove LED DRL con un esclusivo layout a doppia freccia e fari antinebbia LED (optional). Nella parte posteriore, i crossover adottano luci posteriori a LED ridisegnate, una piastra inferiore in argento, nuovi catadiottri e fendinebbia posteriori. La Kia Niro Hybrid è disponibile con cerchi da 16 sino ai 18 " (quest'ultimi anche diamantati bicolore), mentre la declinazione Plug-In-Hybrid è disponibile esclusivamente con cerchio da 16". La telematica è affidata ad un sistema di infotainment da 8,0 pollici touchscreen e da uno schermo TFT da 4,2 pollici nel quadro strumenti. Optional schermo touchscreen da 10,25 pollici e schermo nel quadro strumenti da 7,0 pollici. La gamma Niro guadagna anche due pacchetti di colori in Europa: rosso-arancio o prugna. Altre modifiche includono l'adozione dei "paddles" al volante per il cambio a doppia frizione a sei rapporti ed un nuovo freno di stazionamento elettronico con freni posteriori più grandi. Il sistema telematico UVO Connect diventa disponibile sulla Kia Niro Hybrid. Compatibile con il touchscreen opzionale da 10,25 pollici ed uno smartphone, UVO connect offre accesso a informazioni sul traffico in tempo reale, previsioni meteo, POI, prezzi del carburante, parcheggio, informazioni sulla stazione di ricarica ed altro ancora. La gamma Niro aggiornata vede anche l'introduzione di nuove tecnologie di sicurezza attiva come la funzionalità Stop & Go per il sistema Smart Cruise Control e Lane Following Assist. Nessun cambiamento viene apportato ai propulsori, che combinano un motore a benzina GDi da 1,6 litri con una batteria ai polimeri di litio da 1,56 kWh (per Niro Hybrid) e lo stesso motore termico con una batteria da 8,9 kWh nell'ibrido plug-in . Le emissioni di CO2 dell'ibrido sono pari a 99,8 g / km (ciclo combinato WLTP) mentre l'ibrido plug-in emette 31,3 g / km. Il modello PHEV può essere guidato in modalità EV fino a 49 km. Kia inizierà le vendite europee della Niro PHEV e Niro Hybrid durante il secondo trimestre del 2019.
  18. Messaggio Aggiornato Polestar 1 sarà una sorta di faro per il futuro brand Polestar. Polestar 1 è una Grand Tourer Coupé due porte, 2 posti più 2, spinta da un propulsore Electric Performance Hybrid. In pratica un’auto elettrica supportata da un motore a combustione interna capace di un’autonomia di 150 km in puro utilizzo elettrico – la più estesa autonomia in full electric rispetto a qualsiasi altro ibrido oggi sul mercato. La sua potenza di 600 CV e la coppia pari a 1000 Nm la collocano di diritto – e saldamente – nel segmento delle vetture ad alte prestazioni. Polestar 1 è basata sulla Scalable Platform Architecture (SPA) di Volvo, ma circa il 50% dell’auto è inedito e realizzato specificamente dagli ingegneri di Polestar. Per rendere ancora più efficaci le sue caratteristiche dinamiche, Polestar 1 trae beneficio da una serie di nuove tecnologie mirate a renderla una vera auto tutta da guidare. Polestar 1 è la prima auto al mondo a essere equipaggiata con la sofisticata tecnologia applicata al telaio resa possibile dalle nuovissime sospensioni elettroniche a controllo continuo della Öhlins – Continuously Controlled Electronic Suspension (CESi). Il telaio in fibra di carbonio riduce il peso e aumenta la rigidità torsionale del 45%, contribuendo nel frattempo ad abbassare il baricentro dell’auto. In aggiunta, Polestar 1 utilizza un doppio motore elettrico sull’asse posteriore che permette una distribuzione ottimale della coppia motrice a ciascuna ruota. Questo dà a chi guida un’accelerazione precisa ed efficiente che permette di mantenere aderenza e velocità di percorrenza in curva. Polestar 1 verrà prodotta nel Centro di Produzione specifico di Polestar in via di realizzazione a Chengdu, in Cina. Un impianto all’avanguardia tecnologica che verrà completato per la metà del 2018. Inoltre, Polestar si staccherà dal tradizionale modello di proprietà dell’auto che conosciamo oggi. Le auto verranno ordinate al 100% on line e offerte sulla base di abbonamenti di due o tre anni. La formula, che non prevede alcun apporto o deposito iniziale e sarà del tipo all-inclusive, prevede servizi quali ritiro e riconsegna dell’auto a casa in caso di manutenzione e la possibilità di utilizzare un altro modello della gamma Polestar, il tutto compreso nella rata mensile. L’abbonamento con rata fissa significa che avere una Polestar diventa un’esperienza priva di problemi per il cliente. Ulteriormente facilitata dalla tecnologia Phone-As-Key, che consente al proprietario dell’auto di condividere una chiave virtuale – e quindi l’utilizzo dell’auto – con altre persone di sua scelta e di accedere a una serie di servizi on-demand. Tali servizi di concierge semplificano l’esperienza di utilizzo del cliente, che si può concentrare esclusivamente sul piacere di guida. Tutte le future Polestar avranno motorizzazioni completamente elettriche. Polestar 2 inizierà a essere prodotta sempre nel 2019 e sarà la prima battery-electric vehicle (BEV) di Volvo Car Group. Sarà una BEV mid-size ed entrerà in competizione con prodotti come Tesla Model 3; di conseguenza, avrà volumi di produzione più elevati rispetto a Polestar 1. La fase iniziale della proposta di prodotti Polestar si completerà quindi con il successivo arrivo di Polestar 3, un ulteriore BEV in stile SUV di maggiori dimensioni, che definirà una moderna espressione di prestazioni elettriche e dinamica di guida. Gli ordini e la configurazione delle auto Polestar avverrà on line attraverso una app Polestar o un portale dedicato. Tuttavia, Polestar non è insensibile al fatto che i clienti vogliono ancora venire a contatto con un brand e con i suoi prodotti. Per questo, Polestar aprirà una rete di Spazi Polestar in tutto il mondo. Sono questi i luoghi nei quali i futuri clienti Polestar potranno interagire con il brand e con i suoi prodotti. I Polestar Spaces saranno strutture indipendenti e non collegate a concessionari Volvo. Gli ordini della nuova Polestar 1 si aprono nella giornata di oggi 17 ottobre 2017. Polestar sarà quindi in grado di valutare immediatamente il livello di interesse dei potenziali clienti. Volvo Cars ha creato una joint venture con due aziende all’interno dell’azienda madre, Zhejiang Geely Holding. Tale JV capitalizzata con 640 milioni di Euro di capitale sociale per supportare lo sviluppo di Polestar. Polestar rimane una sussidiaria di Volvo Car Group e sarà interamente consolidate all’interno di Volvo Car Group. Si prevede che oltre il 40% delle vendite globali di auto entro 20 anni sarà dato da veicoli elettrici. Via VolvoCars Spy: http://www.autopareri.com/forums/topic/63851-polestar-volvo-coupé-spy
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