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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
rosso rosso rosso rosso rosso:mrgreen:
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Mah per me rimangono il punto debole dell interno
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Bene per le luci di svolta. Sulle quattro frecce sono ottime se agiscono in quei casi, l importante è che non agiscano ad una frenata "importante" in caso di guida sportiva
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
PS2: Si accendono le quatto frecce ad ogni frenata forte?Sarà disattivabile?e ne approfitto...i fendinebbia che seguono la carreggiata quando curvi sono disattivabili?
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Siamo partiti alla grande L’abbiamo tanto attesa che alla fine non abbiamo resistito: alla presentazione della nuova Alfa Romeo Giulietta sul circuito di Balocco (Vercelli) ci siamo gettati senza pensarci due volte sulla Quadrifoglio Verde, la più “cattiva” delle Giulietta con i suoi 235 cavalli erogati dal 1750 turbo a benzina (lo stesso che con “soli” 200 CV già equipaggia le Alfa Romeo 159, Brera e Spider). Tanto per dare un’idea, una Golf GTI ne ha 24 in meno. Basta uno sguardo per capire le… intenzioni di Giulietta Quadrifoglio Verde: doppio terminale di scarico (che non è un’esclusiva, visto che ce l’ha anche la 2.0 JTD-m), minigonne, pinze dei freni maggiorate e rosse, assetto sportivo ribassato (di 15 mm davanti e 10 dietro). Ogni dettaglio parla di dinamismo, a partire dal frontale, ispirato a quello della 8C Competizione nella forma dei fari e nello scudo centrale. Qui, però, troviamo una piccola caduta di stile: la griglia lascia vedere la traversa paraurti; si poteva fare di meglio. Al contrario, le fiancate sono un esempio di eleganza e di grinta, e fanno apparire la nuova Giulietta incollata all’asfalto. La grinta ce l’ha nel… DNA L’abitacolo della Giulietta Quadrifoglio Verde è dei più sportivi: plancia ben modellata con originali comandi a bilanciere (servono per fendinebbia e retronebbia, chiusura centralizzata e disattivazione del sistema che orienta automaticamente i fari allo xeno in curva: quest’ultimo costa 1.000 euro), inserti in alluminio spazzolato, cruscotto in “stile motociclistico”, sedili avvolgenti e pedaliera in alluminio. E poi c’è la levetta del DNA… Basta sfiorarla per trasformare il carattere della Giulietta. Nella posizione “D” (sta per Dynamic), sterzo, motore e differenziale elettronico Q2 sono orientati al massimo delle prestazioni, mentre la funzione “N” (Normal) è più adatta alla guida di tutti i giorni e la “A” (Allweather) addomestica l’elettronica per non mettere mai il guidatore in crisi, neppure sui fondi scivolosi. Un appunto, però, va mosso: un comando così particolare meritava di essere collocato più in evidenza; invece, è seminascosto alla base della consolle centrale, subito davanti al cambio. Comoda, tutto sommato, la posizione di guida, nonostante la seduta bassa e lo schienale molto profilato; piuttosto, è la visibilità (soprattutto quella posteriore) a dare qualche problema in manovra. Infine, notiamo che chi siede sul divano ed è alto sfiora il soffitto con la testa: un’altra buona ragione per mettersi al volante della nuova Alfa Romeo. Ecco il verdetto della pista Avviato il quattro cilindri turbo, ne assaporiamo il rombo pieno, ma non troppo aggressivo. Entriamo in pista e affrontiamo i cordoli del circuito di prova Alfa senza troppi patemi: la Giulietta ispira confidenza fin dai primi metri. Volendo andare tranquilli, il 1750 turbo è fluido e corposo fin dai bassi regimi, mentre affondando sul gas si fa sempre più vigoroso (la doppia fasatura variabile lavora bene), tanto che l’intervento del limitatore poco sopra i 6000 giri ci coglie quasi di sorpresa: la Giulietta Quadrifoglio Verde ha ancora voglia di spingere. I 100 km/h si raggiungono in una manciata di secondi (la casa ne dichiara 6,8 contro i 6,9 “ufficiali” della Golf GTI): basta tirare a fondo la seconda marcia. Il cambio ha innesti precisi e una leva dalla corsa corta, come si addice a una sportiva, e che non fa rimpiangere l’assenza di un robotizzato sportivo (magari proprio come il DSG della rivale tedesca). Proviamo a “giocare” col DNA e, ovviamente, è nella funzione “D” che si apprezzano al meglio motore e sterzo. Nei cambi di direzione, la Giulietta è molto agile, ma anche sincera nelle reazioni, e basta poco per correggere eventuali sbavature di guida. Anche nei bruschi cambi di direzione, l’Esp lascia fare, intervenendo solo se le cose si mettono veramente male (per esempio se si toglie di colpo il gas in piena accelerazione e si dà una bella sterzata). Per il resto, la Giulietta Quadrifoglio Verde corre sui binari, appoggiandosi bene sui pneumatici sportivi da 225/40 R 18, un optional da 600 euro (di serie ci sono quelli da 225/45 R 17). E nelle frenate violente è stabile e sicura, grazie ai generosi dischi (330 millimetri il diametro di quelli anteriori, 278 quelli dietro) con pinze Brembo. Disturbano un po' solo le 4 frecce che si attivano automaticamente a ogni frenata decisa. Seondo noi PREGI > Cambio. È un sei marce facile da usare anche nella guida sportiva. Non si sente la mancanza di un robotizzato sportivo. Ma se ci fosse, non guasterebbe... > Guidabilità. Trovare il limite (e mantenerlo) è veramente facile: la Giulietta ispira ( e consente) grande confidenza. > Motore. Ha una risposta corposa a tutti i regimi di funzionamento. Ci siamo anche tolti lo sfizio di un giro per far raffreddare freni e turbo, tutto in sesta marcia: il 1750 TBi riprende bene anche dai 1500 giri. DIFETTI > Abitabilità posteriore. Davanti si sta comodi, mentre dietro chi è alto rischia di sfiorare il soffitto con la testa. Non male, invece, lo spazio per le gambe. > Levetta DNA. Davvero in grado di trasformare la Giulietta da auto di tutti i giorni in “belva da pista”. Peccato che sia un po’ nascosta. > Visibilità. Difficile prendere le misure in manovra: davanti non si percepisce dove finisce il muso, dietro si vede davvero poco. Fonte: Alvolante PS: A inizio pagina scrivono che il 235cv fà di media 13,5Km/l...:pen::pen:sempre affidabile Alvolante8-) PS2: Si accendono le quatto frecce ad ogni frenata forte?Sarà disattivabile?e ne approfitto...i fendinebbia che seguono la carreggiata quando curvi sono disattivabili?
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Si, tutte lo hanno. Da quanto ho capito negli altri motori è fondamentale, da Normal a Dynamic cambia da "cosi a cosi". Nel 120cv probabilmente cambia poco.
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Se ci si limitasse a guardare i dati di potenza massima, la gamma odierna di motori della Giulietta può apparire squilibrata, con buchi notevoli tra una versione e l'altra delle diesel. Probabilmente tra il 1600 105 CV e il 2000 170 CV si inserirà in futuro una nuova versione del 1600, ma quando si è alla guida già ora la situazione diventa meno imbarazzante di quanto appaia dai freddi numeri delle potenze. La coppia dice molto... Del resto, come "Quattroruote" scrive da anni, i motori andrebbero giudicati non dalla potenza massima bensì dalla curva d'erogazione della coppia. In mancanza di queste curve anche il valore di coppia massima e del relativo regime di erogazione dice comunque più del solo dato di potenza massima. È per questo motivo, pur a parità di potenza massima, un turbodiesel da 140 CV è molto più piacevole da guidare rispetto a un benzina aspirato da 140 CV: tutta questione di coppia ai medi regimi. ... ma non tutto. Le curve di coppia (sarebbe bene che i costruttori le rendessero sempre pubbliche, cosa che purtroppo non accade spesso), tuttavia, sono ricavate col motore in condizioni stabilizzate, ossia frenando con un'apposito generatore elettrico l'albero a gomiti del propulsore termico in sala prova, mentre l'acceleratore è a tavoletta e il numero di giri costante. Evidente che così si viene ad eliminare l'informazione sul comportamento nelle condizioni d'uso più frequenti; in particolare manca il riferimento sul ritardo d'erogazione della potenza, legato alla risposta non istantanea del turbocompressore. Premessa 1. Per gustarsi davvero le Giulietta bisogna spostare in avanti la levetta del DNA (soltanto la 1400 TB 120 CV non lo offre), così da inserire la modalità Dynamic, che migliora notevolmente la risposta dei motori. Non è soltanto un giochino che rende più diretto il comando del pedale acceleratore, modifica invece notevolmente l'erogazione della coppia ai bassi e medi regimi. Sembra così di guidare una vettura più potente, proprio perché la coppia aumenta. Intervenire sulla potenza massima, invece, oltre a creare problemi con l'omologazione (sulla base di questo dato in Europa si calcolano gli importi delle tasse di circolazione e delle assicurazioni) non avrebbe aggiunto molto al piacere di guida. Premessa 2. Quello che colpisce più ogni altra cosa al volante della Giulietta è il confort delle sospensioni, con un assorbimento eccellente delle asperità abbinato a un rollio minimo. Risultato straordinario, anche tenendo presente che l'architettura delle sospensioni anteriori parrebbe sulla carta più banale rispetto a quelle di 147 e 156, ossia delle Alfa a trazione anteriore più piacevoli da guidare in assoluto. Agli alfisti puri e duri potrebbe magari piacere di più con l'optional sport pack con sospensioni più rigide e cerchi maggiorati, tuttavia già l'assetto base garantisce un abbinamento confort-guidabilità insperato. In pista e su strada. Fondamentale con i motori turbo, quindi, è guidare su strada la vettura. Cosa che abbiamo fatto con l'intera gamma Giulietta sulla pista di Balocco (con la 1750 TB Quadrifoglio Verde da 235 CV) e su strada, per il resto della gamma. Tra l'altro, oggi la pista di Balocco si chiama Fiat Proving Ground, ma vale la pena ricordarlo, era nata come pista prova dell'Alfa Romeo e sulla quale sono state sviluppate miti come Giulia e Alfetta. Chi lavorò a quei tempi in Alfa si ricorda ancora dell'elicottero inviato da Fiat per sorprendere di notte il prototipo non camuffato della Giulia che girava a Balocco e una serie di contromisure, tra le quali potenti fotocellule rivolte montate sulla Giulia per bruciare la pellicola delle macchine fotografiche spia sull'elicottero. I tempi eroici dell'automobile… A proposito dei bei tempi andati: perché si cita sempre la Giulietta degli anni 50 e ci si dimentica dell'altra, anch'essa straordinaria per i suoi tempi, Giulietta? Fu prodotta dal 1977 a metà anni 80, e rese accessibili al largo pubblico le raffinatezze meccaniche dell'Alfetta. Giulietta atto terzo. Ma torniamo alle Giulietta di oggi, alla terza generazione. Che, lo ribadiamo, per essere apprezzata appieno va guidata in modalità DNA Dynamic. Cosa da ricordare a ogni avviamento del motore, dal momento che di default la Giulietta inserisce la modalità Normal (questioni di omologazione…). 1.6 TB 120 CV: a poco più di 20.000 euro ha già un comportamento interessante, anche se manca l'effetto grintoso conferito dal Dynamic, che qui non c'è. Il 120 CV turbo, comunque, è elastico e molto guidabile anche nel traffico cittadino a apprezzabile anche da chi non si sente un alfista sfegatato. Il 1400 garantisce prontezza di risposta anche ai bassi regimi: la coppia massima di 206 Nm (21 kgm) si raggiunge già a 1.750 giri. Inutile tirare le marce, il meglio questo motore lo eroga ai bassi e medi giri. 1.6 JTDM 105 CV: con la levetta del DNA in Dynamic eroga 320 Nm (32,5 kgm) a 1750 giri/min, ossia esattamente la stessa coppia del 2.0 JTDM quando il DNA è in posizione Normal. Basterebbe questo per fare capire come su strada non s'avverta quasi mai una reale inadeguatezza del motore al corpo vettura. Certo, dire Giulietta 1.6 JTDM 105 CV suona male, ma guidare (in modalità Dynamic, non ci stanchiamo di ripeterlo) su strada la Giulietta 1.6 JTDM da 320 Nm è tutt'altra cosa. E se qualche Casa iniziasse a dare ai suoi modelli una sigla legata alla coppia invece che alla potenza o alla cilindrata? Sarebbe proprio il momento: con i motori turbo il mondo è cambiato. 1.4 TB 170 CV: dovendo scegliere una Giulietta sarebbe questa la preferita. Sotto tutti i punti di vista: Prezzi e costi di gestione ancora umani e comportamento su strada brillante e confortevole, da auto di categoria immediatamente superiore. Una vera Alfa moderna. Le sospensioni no, tanto confortevoli le Alfa del passato se le sognavano. Il bello è che pur con un assorbimento efficace l'assetto in curva rimane piatto, con pochissimo rollio. Guidarla per convincersi e godersi i 250 (25,4 kgm) Nm a 2500 giri/min o i 170 CV a 5500 giri. Il motore spinge sempre forte da 2000 a 6000 giri/min. 2.0 JTDM 170 CV: vi rimandiamo alla prova su strada completa che troverete su "Quattroruote" di maggio.** 1750 TB 235 CV: esiste soltanto con l'allestimento Quadrifoglio Verde. Ci sta giusto. Del resto ci vuole coraggio per una Casa consapevole (ce ne sono anche di inconsapevoli, ma non è il caso dell'Alfa…) a fare guidare una vettura stradale soltanto in pista, tra l'altro su una pista come quella di Balocco. Come sanno bene quelli che conoscono davvero le automobili, la pista - oltre a massacrare rapidamente pneumatici, freni e organi meccanici in genere - non rende merito alle prestazioni. In altre parole, i cavalli non bastano quasi mai per fare nascere il sorriso sul volto del guidatore… Ebbene i 235 CV della Giulietta (ma ci piace di più parlare di 350 Nm – 35,6 kgm, già disponibili a 1750 giri) rilassano i muscoli facciali, bastano a coinvolgere chi guida e a dare il piacere di mettersi a cercare il proprio limite e quello dell'Alfa Romeo. Giro dopo giro, in condizioni di piena sicurezza che soltanto la pista può dare. Per fare i tempi è più importante imparare le traiettorie giuste che spremere senza rispetto la meccanica. Superfluo, con la 1750, ricorrere spesso al cambio, tanto il motore è pieno e pronto già tra i 2500 e i 4000 giri. Qui, inoltre, s'apprezza appieno il funzionamento del Q2 quando si esce dalla curva. Tra l'altro non si deve entrare troppo veloci in curva, che è l'errore più comune per chi arriva in pista e perde i riferimenti con la velocità effettiva dell'auto (se si ha il tempo di guardare il tachimetro, si scopre che si va molto più forte di quello che ci si immagina). Con la Giulietta nei tornantini si può accelerare a fondo, senza troppo preoccuparsi di dosare il pedale acceleratore. A tutto pensa l'elettronica: scordatevi le solite trazioni anteriori, che con tanta coppia a disposizione sottosterzano e allargano troppo la traiettoria. Qui il Q2 interviene automaticamente frenando la ruota interna alla curva e dosando la potenza, per consentirvi d'accelerare in modo incredibile, sfruttando tutta la motricità dei pneumatici. Invece d'essere trasportati troppo all'esterno della traiettoria con il Q2 vi sorprendete d'quasi essere tirati verso l'interno della curva. Un'esperienza di guida inedita e coinvolgente. Perché non è vero che tutte le trazioni anteriori sono uguali… Fonte: quattoruote (sito, bisogna essere registrati) **Allora è il 2.0 diesel il motore della vibrazione? Comunque altra ottima recensione
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Autoblog ha fatto notare i pannelli porta.
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
:mrgreen::mrgreen::§:§8-)8-):thx::thx: Avevo una mezza idea..ora c'è la conferma Pure autoblog si è messo di mezzo...han messo le foto della Blu, Bianca e Rosso Alfa e han scritto sotto che a Balocco le han presentate in Bianco e Blu Profondo...saltando completamente la rossa Comunque grazie..e direi deciso...Rosso Alfa:drink:drink:drink
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Si, concordo. Mi sembra che il 1.4 170cv prenda consensi ovunque. E anche la guida e sterzo piace praticamente a tutti. Negli interni autoblog fà notare il punto debole, i pannelli porta. Potevano esser fatti meglio Fà notare anche un po di scomodità a comandare il navigatore dal pomello in mezzo alla radio. Problema che ovvio, con la radio mp3 classica non si presenta
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Ecco l’attesissima prova della nuova Alfa Romeo Giulietta. Dopo 150 chilometri tra la pista prova di Balocco e le strade statali della zona, possiamo confermare che Giulietta ci è piaciuta e che la grande attesa per questo modello è stata ben ripagata. La lunga giornata stampa ci ha permesso di analizzare gli aspetti tecnici e di marketing con l’amministratore delegato Harald Wester e poi di ammirare e guidare le vetture a disposizione. Il primo impatto con la nuova segmento C di casa Alfa è migliore rispetto a quello delle foto ufficiali e del primo contatto al salone di Ginevra: nel mondo “reale” e in colori ed allestimenti più vari dimostra un bell’equilibrio stilistico, pur con un frontale molto prominente. I colori scelti per la presentazione, bianco e blu, valorizzano le forme della carrozzeria, muscolosa e caratterizzata da gruppi ottici di grande effetto grazie alla tecnologia LED. Come in molte altre vetture attuali, i gruppi ruota stentano ad imporsi visivamente, se non in misure extralarge, così i 16” delle versioni più piccole sembrano perdersi nei passaruota, mentre i 18” della Quadrifoglio Verde appaiono equilibrati rispetto alle forme della fiancata. Ancora prima della conferenza stampa, non resistiamo alla tentazione e saliamo su alcune delle vetture a disposizione, per toccare con mano uno dei punti più controversi della Giulietta: quelli stessi interni che sono stati rivisti da Alfa prima del lancio e che, ancora oggi, fanno discutere. L’impatto globale è positivo, sopratutto per la posizione di guida e le regolazioni che accolgono guidatori di ogni statura (con un 99 percentile). Il cruscotto è piuttosto alto e massiccio, presenta finiture accattivanti nelle zone più visibili ma propone anche qualche caduta di stile: i panelli porta, sopratutto nella zona degli alzavetri, offrono materiali di qualità piuttosto bassa e soggetta a facili graffi. I comandi a deviatore, in stile 8C Competizione, hanno un rivestimento gommoso nella norma, mentre i comandi del clima sono intuitivi e molto grandi. Anche il cassetto portadocumenti appare un po’ esile, anche se piuttosto capiente Lo schermo del sistema multimediale, in puro stile Bmw Serie 1, si trova al centro della plancia e si solleva all’accensione, ma è piuttosto scomodo il controller di destra dell’autoradio, lontano dal guidatore, che ne gestisce le varie funzioni. Bella la sensazione tattile del pomello cambio metallico e del volante: anche se ereditato della più piccola MiTo, presenta un corretto dimensionamento senza esagerare nel diametro della corona e, negli allestimenti sportivi, la finitura mista pelle ed alcantara è davvero azzeccata. Queste versioni propongono anche l’imperiale nero, una soluzione che comunque non rende claustrofobico l’abitacolo, nonostante la linea di cintura alta. Harald Wester, nel sua lunga conferenza stampa, ha sottolineato i grandi sforzi profusi nella realizzazione della nuova piattaforma C Evo, qui al debutto con Giulietta, ma destinata a diventare la vera spina dorsale per le future auto del gruppo. Una attenta analisi del mercato e della concorrenza ha spinto Alfa Romeo a creare una vettura del segmento C Premium capace di sfidare le concorrenti più blasonate, proprio in quella fascia di mercato che da sola vale ormai un quinto delle vendite globali. Giulietta punta sulle qualità di confort e sicurezza unite al piacere di guida ed a scelte tecniche votate a contenere il peso ed ottimizzare l’handling, risultando così la migliore del suo segmento nell’assorbimento delle sconnessioni, senza per questo esagerare con rollio e beccheggio. Il target di clienti proviene per il 50% da segmenti inferiori e superiori ed è sicuramente molto esigente, per questo Alfa non nasconde di aver preso come termine di paragone sopratutto la concorrenza tedesca. Finalmente giunge il momento di guidare Giulietta e ci sediamo al volante di una 1.4 Multiair 170 Cv Distinctive con pacchetto Sport. Se le prime impressioni sono quelle che contano, bastano davvero pochi metri per innamorarsi dello sterzo, così diretto, preciso e ben calibrato da far dimenticare che si tratti di una unità con servoassistenza elettrica: il sistema Dual Pinion fa il suo dovere e la percezione del lavoro del McPherson anteriore è davvero netta. Sulle strade statali si apprezza subito la generosa coppia del Multiair, molto fluido e morbido nel funzionamento e più simile ad un grosso motore diesel di ultima generazione nella sua erogazione dei 250 Nm di coppia: già al di sotto dei 2000 giri la spinta è corposa ed è inutile spingersi oltre i 6000 giri, mentre la sonorità non si fa mai invadente, pur con un suo carattere peculiare. Intervenendo sul manettino DNA, qui evoluto e capace di gestire più parametri personalizzabili, Giulietta cambia carattere e sfodera una inedita grinta: sterzo più pesante e presente, funzione overboost, acceleratore più pronto, differenziale Q2 attivo, controllo di stabilità VDC più permissivo ed una innovativa gestione dell’impianto frenante che rende più pronta la reazione al pedale. Tutto questo non è solo scritto nella cartella stampa, ma è chiaramente percepibile al volante della vettura, che si fa così perdonare alcuni aspetti negativi che saltano subito all’occhio: oltre ai comandi scomodi del sistema multimediale, corredato per l’occasione di nuove schermate in modalità dynamic con accelerazione G e pressione turbo, i sedili sportivi non contengono abbastanza il corpo nelle curve, inoltre la rumorosità aerodinamica degli specchietti retrovisori diventa presto fastidiosa nei trasferimenti autostradali. Guidando nel traffico, magari con il sistema start-stop attivato tra i semafori, il Multiair si fa apprezzare per l’ottima elasticità e la silenziosità ai bassi regimi, mentre l’assetto segue le sconnessioni in maniera composta, senza per questo rinunciare ad una buona rigidità quando è possibile forzare qualche curva. Il consumo medio durante la prova è stato di circa 10 km/l, un valore probabilmente migliorabile con una guida più attenta e non sfruttando spesso la modalità più sportiva, ma resta la piacevole sensazione di tornare a guidare motori a benzina sportiveggianti al posto dei “soliti” diesel, per quanto evoluti, silenziosi ed efficienti. La casa dichiara per questo propulsore un consumo extraurbano di soli 4.6 l/100km, con emissioni pari a 134 g/km di CO2. Al nostro rientro al centro prove di Balocco ad aspettarci ci sono le Quadrifoglio Verde e la pista di collaudo: l’impatto estetico della versione più cattiva è davvero positivo, anche se esteticamente pochi dettagli la rendono unica rispetto al pack sport opzionale per le altre motorizzazioni. Anche sedili, volante e finiture sono simili alla vettura già provata, quando ci saremmo aspettati un po’ più di esclusività da un modello che porta un nome così “pesante” come Quadrifoglio Verde. Il 1750 Tbi, qui nell’inedito powerstep da 235 Cv, si fa perdonare subito per l’attesa con un rombo più grintoso, ma sempre molto (troppo ?) discreto. I chilometri a nostra disposizione non sono molti ed il manettino DNA va subito in modalità sportiva: l’impianto frenante maggiorato e l’assetto specifico si fanno sentire già alla prima curva. La Giulietta più cattiva della gamma ha un inserimento preciso ed istantaneo, il posteriore segue ed esegue senza fare una piega, sembra quasi di non aver chiesto abbastanza alle ruote da 18”. Il ritmo aumenta ancora ed in frenata il posteriore allarga quel tanto che basta per inserirsi meglio in curva, dove il sottosterzo emerge solo sbagliando le traiettorie oppure esagerando con l’acceleratore: in ogni caso l’elettronica ci mette una pezza con invidiabile trasparenza, senza mai soffocare l’entusiasmo del pilota, ma correggendo i movimenti e dosando la potenza in maniera fluida. I cambi di direzione ad alta velocità mostrano un rollio limitato, i freni sopportano le staccate al limite senza variare il feeling del pedale e lo sterzo non trasmette mai reazioni di coppia, anche quando i 340 Nm di coppia ed il differenziale Q2 lavorano al massimo delle loro possibilità. Sul tratto più veloce, appoggiando la quinta marcia ad oltre 170 km/h, siamo costretti a rallentare per completare il percorso e la Quadrifoglio Verde si riporta docile a velocità di crociera. Sono bastate poche curve al limite per avere la sensazione di padroneggiarla al meglio, con un buon mix tra prestazioni e sicurezza, anche se qualche pilota più smaliziato potrebbe trovare l’asse posteriore multilink fin troppo “educato”. Il setup della Quadrifoglio Verde e delle altre Giulietta testate è sviluppato per un target di clienti molto ampio ed anche parlando con i tecnici che hanno sviluppato il modello è evidente la volontà di donare a Giulietta un carattere brillante ma anche molto docile, puntando tutto sulla precisione dei comandi e sulla sensazione immediata di controllo ed agilità. Del propulsore, qui abbinato al cambio manuale come tutte le auto provate, possiamo dare un voto positivo, anche se la sua erogazione così corposa può ingannare circa la reale disponibilità di cavalli sotto al cofano. Alfa Romeo prevede di consegnare circa 40.000 Giulietta entro la fine del 2010, per arrivare a circa 100.000 esemplari annui a regime, il 50% dei quali destinati all’Italia. Assemblata a Cassino, debutterà a Maggio in Italia, mentre il resto d’Europa dovrà attendere Giugno e Luglio (per i mercati con guida a destra). La gamma, con prezzi a partire da 20.300 €, comprende propulsori Turbo Euro5 1.4 120 Cv, 1.4 Multiair 170 Cv, 1750 Tbi 235 Cv, 1.6 Mjet 105 Cv e 2 litri mjet 170 Cv. Sarà disponibile sia il cambio manuale a 6 rapporti, sia il nuovo TCT doppia frizione (solo per Multiair 170 Cv ed Mjet 170 Cv), mentre il sistema Start-Stop è di serie su tutti i modelli, escluso il Tbi. Alfa Romeo si aspetta un grande successo della versione 1,6 Mjet, capace di 320 Nm di coppia massima, con un consumo medio di soli 3.7 l/100km. Già a Maggio saranno diffusi i risultati dei crash test EuroNCap, dai quali Alfa si aspetta il massimo dei voti: nell’attesa una vettura utilizzata in un test di urto frontale a 64 km/h è stata presentata ai giornalisti, mostrando una perfetta accessibilità all’abitacolo ed un corretto assorbimento dell’urto. Harald Wester ha dichiarato che sono allo studio soluzioni bifuel per la vettura, visto il grande interesse del mercato europeo per l’alimentazione metano e gpl. Ben diversa, invece, la sua posizione sulle motorizzazioni ibride, ormai al centro dell’attenzione grazie alla collaborazione con Chrysler: un vero ibrido ha nei costi delle batterie il suo punto debole, tale da rendere impossibile il punto di pareggio per l’utente medio a causa del prezzo di listino elevato. Secondo le ricerche di mercato, inoltre, l’ibrido è ancora visto come un elemento a rischio affidabilità. Su questo tema e su molti altri, comunque, Wester è rimasto comunque molto vago, in attesa della conferenza stampa di Marchionne del prossimo 21 Aprile, quando il gruppo esporrà i progetti futuri. Fonte: Autoblog.it
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Se ordini ora magari fine Giugno;)
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Bene cosi Gli interni sono rimasti come erano alla fine..
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
stava passando inosservata8-)
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Io Rosso e ala e cerchi 8C..speruma! mi piacciono anche i turbina ma gli 8 c li trovo piu particolari
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Bhe anche un A3 la fai uguale ad una S3 con un pack. Han fatto bene secondo me. La Golf GTI risulta piu caratterizzata perchè non c'è un pack per fare una golf classica GTI style.
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Si credo anche io, anche se il motore dovrebbe essere notevole. Comunque il fatto che dicono che il 1.4 in proporzione alla spesa è piu divertente, leggere e vivace mi fà piacere. Visto che è la motorizzazione che ho scelto
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Mah ci ho rinunciato. Penso il Competizione comunque:§
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
su EVO la QV prende mezza stella meno del 1.4 170cv What is it? Here is the top model in the new Alfa Giulietta range, the 232bhp Quadrofoglio Verde or Green Cloverleaf. It outpowers a Golf GTI, doesn't quite match a Mégane 250 and has an engine smaller than both. If you were hoping for a replacement for the the old 3.2-litre, V6-engined 147 GTA, you'll be disappointed – but downsizing is the way of the world now. Technical highlights The engine is the 1.8-litre, direct-injection turbo unit already seen in the 159 and Brera, which uses extremely variable valve timing to scavenge combustion chambers for great low-speed torque and minimal turbo lag. The new 'Compact' platform shares only the floor sections with the 147, and the new suspension uses much aluminium. The platform can take four-wheel drive so expect a future 'Compact'-based SUV. What’s it like to drive? Stung by criticism of the smaller Mito's stodgy, rubbery electric power steering, the Giulietta has a new system with the motor on the rack instead of the column - less friction; less inertia. The result is a much more natural steering feel and a welcome transparency. The standard-fit Q2 system functions as an electronic differential to brake the inside front wheel when understeer threatens, and it works well. VDC (Alfa's ESP) intervenes readily in the DNA system's Normal mode, but not too annoyingly. The throttle response is pretty dull, though. Switch to Dynamic and it's a much better Giulietta. The throttle sharpens so you can enjoy the hefty low-end torque better and hear that deep, crisp engine note. The steering weight rises but in a natural way, not by artificially increasing resistance. And the brakes change from spongy to quite sharp, thanks to 'pre-fill'. Dynamic also loosens the tail a little before VDC intervenes, but this is still not a car to be pointed keenly into a bend on a trailing throttle and caught with a dab of power. It's too tied-down and inert for that, which is a shame for an Alfa Romeo. This is more a GT than a proper hot hatchback, an impression heightened by the engine's inability to pass 6250rpm, and a trick has been missed. It does ride well, though, even on its shallow-sidewall 225/40 R18 tyres. How does it compare? The Giulietta's chassis engineers rate the Audi A3 highly and think a Ford Focus poor, which tells you a lot. The QV should be a rival for that Golf GTI and Mégane 250 but it lacks their dynamic sparkle. Instead it's good A3 or BMW 1-series alternative, which is what Alfa Romeo wanted. As far as the mainland European market is concerned, Alfa is probably right. Anything else I need to know? Expect a price around £22,000, but you might be better off saving a little and going for the 168bhp 1.4 MultiAir, driven here. Why? Because it's lighter in the nose, keener to turn, more playful on the throttle and ultimately more fun.
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Okkk grazie
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Altra recensione positiva...
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
-Interni "tedeschi" -1.4 170cv ottimo ottimo motore -Ottimo Grip -Ottima rivale di Golf e A3 -Ma la scintilla Alfa
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
mi sembra si attesti sul commento di EVO
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Commenti?
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Alfa Romeo Giulietta (Topic Ufficiale - 2009)
Va bhe non è che sono fatti male, fanno schifo a te. E' ben diverso. Se mi dici che devioluci e volanti potevano essere fatti meglio sono daccordo. Se mi dici che i pannelli porta sono il punto debole sono daccordo. Ma levette del clima sono belle, sono belle e sono fatte bene. Se ti fanno schifo allora è un altra cosa. Poi che vai a tirare fuori nel cesto delle "vaccate" la plafoniera la cappelliera e il prosciutto non lo considero nemmeno. Ripeto perfetti no, perfetto non c'è nulla. Ma fatti male nemmeno. Che poi non piacciono, bhe quelli sono gusti personali