Tutti i contenuti di lust
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ma il tatuaggio non mi sembra il massimo !!!!
Mi-Sex o October Sex
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Contrordine: l'Alfa non sbarcherà negli Usa
ma sai quanto gliene frega agli americani, per loro è già un pezzo di storia, anzi qualcosa da aperitivo.
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Contrordine: l'Alfa non sbarcherà negli Usa
ma più che i pregiudizi, sono i consumatori che comandano, cosa che in europa vengono presi per il culo. Secondo una struttura di concessionarie che Ferrari ha non può supportare dall'oggi al domani le vendite che "vorranno" prefissare gli astrologhi Fiat, ma devono anzi dovranno investire un pò di milioni di euro per creare una rete efficiente e disponibilie, ma questa è un'altra storia!
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Contrordine: l'Alfa non sbarcherà negli Usa
Infatti, Bmw e mercedes tireranno un sospiro di sollievo.
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Contrordine: l'Alfa non sbarcherà negli Usa
Avversari, quali, se Alfa non può competere!!!
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Contrordine: l'Alfa non sbarcherà negli Usa
e sopratutto Kamal premium non sarà un SUV tipo X5 ma un Crossover...qualcosa di diverso.. un'aereo, una portaerei, no perchè Bmw sta per fare uscire anche in America X6, scusa se gli altri producono e non progettano solo!!
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Gli architetti italiani si appellano a Berlusconi
ho fatto quell'esempio, perchè c'è l'ho sotto tutti i giorni, potrebbe essere benissimo di qualsiasi altra università, logico, dico solo che se avessi chiamato quel figlio del mio amico, avrei un problema in meno da gestire in ufficio, perchè so che il ragazzo in questione non è un rompikoglioni!! Tutto qui.
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Contrordine: l'Alfa non sbarcherà negli Usa
come dico i polli in italia esistono da anni, meglio spennarli, tanto basta dire ogni volta: E' arrivato il nuovo corso Alfa"
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Gli architetti italiani si appellano a Berlusconi
guardate meno film americani!!!!!
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Gli architetti italiani si appellano a Berlusconi
Ma è indubbio che l'impegno mentale richiesto da ingegneria sia superiore a quello di quasi tutte le altre facoltà.... se lasciamo perdere, ho visto che voi umani neanche vi immaginate, non parliamo delle aule fumo!!!
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Il metodo capitalistico è morto.
Dillo ai tessili!!!
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Gli architetti italiani si appellano a Berlusconi
infatti, già mi vedo uno come Autodelta che va a fare un colloquio, so tutto io , ho studiato ingegneria vuoi mettere, poi lo metti a lavorare in un team, che non deve esseremagari di soli ingegneri, è lui ha sempre ragione, gli altri dicono solo cazzate, sai quanti ne ho visti ( anche non ingegneri) che sembravano di essere dio sulla terra, poi alla prima cazzata giù a piangere Da noi c'è un ragazzo laureato in scienze dei materiali, con contratto a tempo determinato, è bellissimo, ha passato le nostre selezioni, già li era tutto gasato, nel senso, " ho passato le loro selezioni" sono il migliore. Appena messo in ufficio è stato affiancato da un nostro collega, semplicissimo geometra, che gli sta spiegando un nostro sistema informatico, As 400, già tanto se lo caga, sai è solo un geometra. Poi ogni tre per due, dice " per pagarmi gli studi ho fato il cameriere, ho lavorato anche all'estero, mio padre era un operaio e mia madre faceva la cassiera all'iper, io invece sono riuscito a realizarmi, ho fatto il manovale, perchè non volevo pesare sui miei", tutti i santi giorni. Se non sono quadri o dirigenti ha sempre da ridire, lui quando sbaglia ha sempre la scusa, sai non ho fatto economia ma ingegneria, ragazzo puntuale, 17.30 però mani in alto ed esce. Le segretarie per lui sono solo pezze da piedi, in senso lato naturalmente, se almeno non sei laureato neanche sa che esisti, a meno che non sei un dirigente, aveva anche da dire sul nostro ragioniere ( capo contabile) fortunatamente lo fermato in tempo, gli ho spiegato chi era, a saperlo, in fase di selezione, chiamavo il figlio di un mio amico, molto più introverso, lo conosco da anni e molto meno arrogante, è bravo sta imparando in fretta sempre puntuale, però già nell'ufficio dove è inserito nessuno lo sopporta, neanche una nostra collega che ha un figlio down, quindi molto paziente!!
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Gli architetti italiani si appellano a Berlusconi
ti prego scusami ma non dire stronzate, il culo all'univeristà se lo fanno tutti non solo a ingegneria
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La Cina vince sempre
alla catena di montaggio, di corsa, ingegneria cosa, ci sono tante ingegnerie!!
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La Cina vince sempre
come li isolerei, i grandi industriali ( non solo automobilistici) vedono nella Cina l'unico terreno di investimento, studia!!
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Gli architetti italiani si appellano a Berlusconi
anche al politecnico, lauree di ingegneria fatte in gruppo, sai quante ne ho viste!!
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Benelli ai cinesi, AARGH!
scusa,ma un azienda con " a me piace", non paga gli stipendi!!
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Benelli ai cinesi, AARGH!
ma perchè vedete solo del male quando le nostre aziende hanno dei compratori, cinesi, russi, finchè vengono comprate è un bene, quando invece vengono lasciate fallire, quello è il vero dramma, guardate sempre l'Inghilterra come punto di riferimento!!
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Operazione Califfato
Quello della Cia è uno scenario plausibile, una realtà in fieri. Alcune ondate sono già arrivate, altre ne seguiranno molto presto. Calcolando che Osama Bin Laden, era un loro socio, non mi stupisco, la Cia vive per le guerre, per il Mossad non c'è niente!!
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Uniair entra in produzioni !!! la revoluzioni sta per arrivare!
Grande GM!!!
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Kalbfell a Francoforte conferma:Maserati da 75.000 euro
Scusa che c'entra vag con Porsche. Boh
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La Cina vince sempre
A casa loro gli standard sono quelli che "loro" impongono!!
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Il metodo capitalistico è morto.
il mondo è andato avanti... avanti dove, ah si in Cina!!!
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Il metodo capitalistico è morto.
Continuare ad attribuire l'attuale crisi automobilistica italiana all'incapacità gestionale di questo o quel gruppo dirigente, come fanno sindacati e politici interessati, è inutile e fuorviante. I dati della produzione e delle vendite del settore automobilistico sono omogenei su scala mondiale e dimostrano un divario tra capacità produttiva e assorbimento del mercato. D'altra parte l'attuale crisi non è solo crisi del modello di sviluppo basato sulla "quattroruote", ma di tutti i settori produttivi, e lo stesso fenomeno si ripete per le società produttrici di computer (IBM, Bull, Olivetti, etc.) indicando che questa non è solo crisi del settori tradizionali. La crisi è dovuta all'aumento costante della produttività, ottenuto tramite la continua introduzione di nuove tecnologie e metodi. Questo aumento, che è contemporaneamente aumento enorme dello sfruttamento dei lavoratori, si scontra con la limitatezza di un mercato che non è più in grado di assorbire la vulcanica produzione di merci con cui il capitalismo cerca di soddisfare la sua insaziabile necessità di profitto. Questo fenomeno non è nazionale ma mondiale. Le "strategie" che i sindacati confederali ci propinano da decenni, sposando la causa "patriottica" della competitività e della produttività, non rispondono alle necessità di difesa degli interessi vitalidei lavoratori. Anche la semplice difesa del "posto di lavoro", che non sia accompagnata da una chiara denuncia del "normale" funzionamento dell'economia capitalistica, non può che assecondare la disastrosa concorrenza tra gli occupati. E' ovvio che la concorrenza capitalistica della FIAT contro la Volkswagen si traduce nei fatti, se non interviene la lotta di classe, in una concorrenza fra operai non solo di FIAT e Volkswagen, ma di Mirafiori e Melfi, Alfa e FIAT, Arese e Pomigliano, e così via, inuna spirale destinata a sviluppare all'infinito regionalismi e settorialismi assolutamente mortali per la necessaria unità della classe proletaria, in cui rientrano allo stesso titolo occupati e disoccupati. I contratti di solidarietà, sbandierati in Italia e in Germania come se rappresentassero una soluzione all'anarchia produttiva capitalistica, sono ammortizzatori sociali indispensabili al capitalismo: proprio per questo sono destinati non solo ad essere applicati per abbassare il salario, ma anche per fornire un'ancora di salvezza ad un sistema che sta andando verso la catastrofe. Si tenta di far passare come opera pia ed umanitaria un mezzuccio per aumentare il profitto dei capitalisti in crisi, mentre la crisi stessa è frutto delle tendenze inarrestabili dello sviluppo capitalistico, le quali comportano la progressiva riduzione della quantità di lavoro umano necessario nella produzione. Là dove sono già stati applicati, i cosiddetti contratti di solidarietà non solo non hanno contribuito a salvare posti di lavoro, ma hanno aiutato i singoli capitalisti a mettersi in tasca un sacco di soldi dilazionando fallimenti già decisi o semplicemente introducendo forme velate di vera e propria schiavitù col ricatto continuo della disoccupazione. Non sono necessari governi di sinistra o sinistre sindacali per richiedere l'applicazione o l'ideazione di nuovi ammortizzatori sociali: sono gli stessi economisti e reggicoda del capitale a indicarne la necessità, come fa per esempio La Stampa additando come modello da seguire le nuove forme di politica industriale introdotte negli Stati Uniti, che secondo Deaglio "implicano potentissimi sostegni indiretti alle imprese". Senonché si tace sul fatto che proprio negli Stati Uniti è in aumento la povertà assoluta di fasce sempre più vaste della popolazione. Finché rimane in piedi l'attuale modo di produzione capitalistico, indipendentemente da una sua situazione di crisi o meno, è vitale per i proletari rivendicare comunque la possibilità di esistenza attraverso la garanzia del salario pieno in qualsiasi situazione, anche quando si perde il posto di lavoro. Non esistono palliativi: gli aiuti ai capitalisti in crisi si trasformano in sciacallaggi e speculazioni sui fallimenti, tirati in lungo per trasferire alla spesa pubblica ogni disastro privato. I contratti di solidarietà non sono altro che uno dei mezzi per permettere ai capitalisti di usare i proletari come carne da cannone nella guerra di concorrenza e, al limite, come arma di ricatto per estorcere banditescamente quattrini alla società. L'attuale sistema economico e sociale, basato sullo sfruttamento della forza-lavoro, segue il suo percorso catastrofico e nulla può "migliorarlo": ogni intervento gli dà ossigeno e peggiora le condizioni dello sfruttamento. Esso può solo essere tolto di mezzo con un'azione coerente di tutta la classe proletaria, ricongiunta storicamente alla sua teoria rivoluzionaria e alla pratica immediata che ne deriva.
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La Cina vince sempre
tratto da http://www.e-gazette.it/index.htm AUTO PULITA, LA CINA CI BATTE. FUORILEGGE DAL 2008 METÀ DELLE AUTO EUROPEE Pechino, 4 aprile - La maggior parte delle automobili americane e circa la metà dei modelli europei non sarebbero compatibili con i nuovi standard per il consumo di carburante che la Cina introdurrà a luglio di quest'anno e renderà ancora più stringenti nel 2008. Lo riporta China Economic, che ha interpellato un rappresentate della Commissione Europea. I nuovi parametri, resi noti lo scorso ottobre, colpiscono soprattutto le auto ad alto consumo di carburante e si inseriscono nella strategia cinese di conservazione dell'energia e protezione dell'ambiente. “La prossima estate - spiega il direttore per lo sviluppo sostenibile e l'integrazione della Commissione europea Timo Makela - la Cina ha in programma l'introduzione di severe norme ambientali che non saranno compatibili con l'80% delle auto prodotte negli Stati Uniti ed il 50% di quelle europee”. Faranno eccezione la maggior parte delle auto francesi, che rispetteranno le nuove norme. Le industrie automobilistiche estere presenti in Cina, e in particolare il gruppo Volkswagen, non condividono l'allarme. “Tutte le auto che noi produciamo e importiamo in Cina saranno compatibili con i nuovi standard di consumi, sia a quelli relativi al 2005 sia a quelli che scatteranno nel 2008”, precisa la casa tedesca. Il governo cinese non ha indicato che cosa accadrà a quei veicoli che non rispetteranno i nuovi parametri di consumo, ha affermato un portavoce della Vda, l'associazione che riunisce i costruttori di auto tedeschi.