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Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Ti confermo che si tratta di cantina sociale, di quelle pluripremiate dalle guide:roll:... secondo me, possono essere interessanti, per un neofita, i vini della linea-base... la linea top Sanct Valentin, invece, per me...:muto:
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Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
L'hai scritto tu...
- Le donne più belle del mondo ( NO nudità esplicite, NO porno, ecc. )
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Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Devo quotare lo Zero-pensiero...
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Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Sorry, letto di fretta... ma penso che non andrò nemmeno lì
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Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Anni relativamente pochi, la prima annata ufficialmente in commercio è la 2005, l'ultima la 2011... Io mai messo piede a Vinitaly. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - LAURENT TRIBUT Chablis 1er Cru "Côte de Léchet" '08: colore giallo chiaro, grande acidità, gusci di conchiglie, iodio, limone, rocce, pochissimo legno avvertito, peso medio. Laurent Tribut è strettamente imparentato con i Dauvissat (quelli "giusti";)), poichè ha sposato la figlia di René nonché sorella di Vincent.. per anni, i suoi vini sono stati realizzati nella cantina dei Dauvissat, mentre solo da poco ne ha una propria. Azienda piccola, circa cinque ettari totali, dei quali poco più di uno del 1er Cru in questione.. lo stile è lo stesso dei parenti più famosi (anche le etichette..) e l'affinamento dei vini avviene in botti usatissime (vent'anni o giù di lì). All'uscita, questa bottiglia costava una ventina di euro... il problema è sempre la reperibilità.
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Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Ritengo che con i Grenache del sud della Francia, spesso da vigne molto vecchie, ci sia ben poco da fare... però una nuova generazione di produttori di Cannonau sta riuscendo a fare bene, secondo me. Io trovo buoni vini fra i Cannonau di Mamoiada, specialmente dei produttori GIOVANNI MONTISCI e GIUSEPPE SEDILESU... i loro Cannonau base sono buoni e viaggiano ancora attorno alla dozzina di euro, mentre i loro vini di punta ne costano almeno il doppio. Un'altra zona italica dove sta prendendo piede la vinificazione della Grenache è il sud delle Marche: l'uva è conosciuta localmente come "Bordò" e pare sia un "avanzo" del passaggio dell'armata napoleonica... a seguito di verifiche, si è stabilito sia Grenache. Iniziò il solito Marco Casolanetti di OASI DEGLI ANGELI, che reperì una vigna centenaria di questa uva Bordò... produce qualche centinaio di bottiglie l'anno di un IGT Marche Rosso chiamato "Kupra"... il vino, che ho assaggiato una decina di volte, è mediamente molto buono, certo che il prezzo (sui 150 euro) non invoglia all'acquisto. A ruota di Casolanetti, stanno arrivando altri piccoli produttori locali, in primis VALTER MATTONI col suo "Rossobordò"... assaggiato una sola volta, mi è piaciuto poco.. e costa una fucilata (50-60 euro).- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Premettendo che è una tipologia che mi interessa poco e seguo relativamente, per me, parlando di vini da uva Aglianico, si parla di Taurasi e basta. MASTROBERARDINO è il faro indiscusso della denominazione e quello che ha lunghissima tradizione... circa un lustro fa, un amico in visita presso la loro cantina, riuscì a farsi aprire una delle ultime bottiglie del loro Taurasi '28.. in perfetta forma:shock:; inoltre, il loro Taurasi '68, che ho avuto la fortuna di assaggiare, è uno dei più grandi rossi mai fatti in Italia. I loro Taurasi base (etichetta nera) e riserva (etichetta bianca) sono spesso una bella bevuta, col preavviso di stapparli dopo almeno 12-15 anni dalla vendemmia.. Fra gli altri produttori, segnalo TECCE, URCIUOLO, DI PRISCO, ANTICO CASTELLO, PERILLO, CONTRADE DI TAURASI, COLLI DI CASTELFRANCI, SALVATORE MOLETTIERI... la situazione, però, è abbastanza intricata.. non c'è uno stile prevalente, anzi, spesso le aziende cambiano stile dopo pochi anni... e tante aziende sono giovani, mancanti della profondità di annate necessarie per capirci qualcosa. P.S.: se vogliamo andare fuori zona e finire sul Vulture, qualcosa di potabile si trova da ELENA FUCCI, MUSTO CARMELITANO e D'ANGELO, ma di quest'ultimo, dopo la divisione dell'azienda, non capisco più chi-faccia-cosa..- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Per Zero: lo vedi che continui a fraintendere? Chi mai ha scritto del 2002? Lo so da almeno dieci anni che l'annata è lassativa in quasi tutta Italia..- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Ti faccio un elenco, assolutamente random e non esaustivo, di produttori di Chianti Classico, senza guardare se sono grandi o piccoli, storici o recenti... se consideri che ogni produttore può avere a catalogo più tipologie di Chianti Classico, fra base, riserva, cru, "gran selezione" ecc. ecc., mi sa che possiamo passare le cento etichette solo con questi... VALDELLECORTI MONTERAPONI ORMANNI CASTELL’INVILLA VECCHIE TERRE DI MONTEFILI RODANO LE CINCIOLE FONTODI VILLA POMONA PODERE IL PALAZZINO FATTORIA MONTEMAGGIO LA PORTA DI VERTINE BUONDONNO SAN GIUSTO A RENTENNANO CASTELLO DI MONSANTO BUCCIARELLI VILLA ROSA CASTELLO DI CACCHIANO TENUTA DI LILLIANO BADIA A COLTIBUONO PODERE LE BONCIE ISOLE E OLENA FATTORIA FELSINA PODERE CASTELLINUZZA CASTELLINUZZA E PIUCA CASTELLO DELLA PANERETTA DIEVOLE RIECINE POGGIO SCALETTE FATTORIA DI CINCIANO L’ERTA DI RADDA I FABBRI CASTELLO DI LAMOLE FATTORIA DI LAMOLE BORGO SALCETINO CASINA DI CORNIA FATTORIA DI MONTAGLIARI VALLONE DI CECIONE CAPARSA ROCCA DI MONTEGROSSI CASTELLARE DI CASTELLINA NITTARDI TENUTA DI BIBBIANO CASTELLO DI VERRAZZANO FATTORIA ISPOLI CASTELLO DI RADDA VIGNAMAGGIO CASA SOLA - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Comunque, mi fa piacere che la discussione si sia animata, con più forumisti a dire la propria...- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Attenzione: io ho precisato Chianti Classico! - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Come sopra.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - I Chianti Classico buoni sono parecchie decine, per me.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Anzi, Brunello mi trova favorevolissimo (il Nobile un po' meno:roll:), ma poichè si parlava di Morellino (quindi di vino da pochi euro), mi è sembrato più corretto rapportarlo al Chianti Classico. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Abbiamo proprio gusti diversi: per me un risotto con i funghi chiama un bianco, Borgogna in primis... mentre l'Amarone lo vedrei soprattutto con preparazioni di carne in umido, magari di selvaggina di pelo..- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Anche la mia idea è che il Morellino sia mediamente un vino scarso... se voglio bere Sangiovese, io dico Chianti Classico tutta la vita!- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Parlo solo di NORD PIEMONTE... lo capisci l'italiano? - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Un amico ha in cantina LAFITE 1917... stiamo aspettando che sia "in beva"... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Devi stappare alla svelta: - 27° troppo caldo... il top è la fascia 12-14°, ma fino a 20° potresti avere davanti una decina d'anni... a 27° devi stappare il prossimo inverno (beh.. d'estate... l'Amarone:pen:) - 55% max umidità un disastro... il sughero si seccherebbe rapidamente, facendo passare aria ed ossidare il vino... umidità ideale 70-75%, meglio di più (al limite ti "mangia" le etichette) che di meno. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Questo l'ho scritto a pagina 4 di questo topic: Parliamo di IGT (ora IGP), DOC (ora DOP) e DOCG, che sono marchi che garantiscono la provenienza geografica di un vino (non la sua qualità). IGT-IGP è il più blando, in quanto consente l’aggiunta fino al 15% di vini “fuori zona”. DOCG si distingue dalla DOC-DOP principalmente per la “fascetta di stato”, una fascetta riportante la numerazione progressiva della bottiglia. Che sta a significare? Brevemente: se il produttore XYZ ha iscritto al registro della DOCG un’estensione di vigneto dalla quale può ricavare ogni anno al massimo 20.000 bottiglie, avrà in dotazione ogni anno 20.000 fascette di stato.. si vorrebbe evitare che XYZ metta in commercio una quantità superiore di vino, magari acquistando uve da altre zone. Nota: da un paio d’anni, esistono le fascette anche per le DOC.. credo, comunque, sia solo un’opzione e non un obbligo, perché di bottiglie “DOC con fascetta” ne ho viste in giro veramente poche. IGT-IGP, DOC-DOP e DOCG sono semplicemente dei “regolamenti”, dei “capitolati” ai quali i produttori si devono attenere se vogliono mettere in etichetta la denominazione. Requisito principe e fondamentale è l’ubicazione geografica del vigneto… se voglio produrre Barbaresco, il vigneto si deve trovare nel territorio dei comuni di Barbaresco, Neive o Treiso.. e basta (come indicato dalla DOCG Barbaresco). Esistono, comunque, denominazioni molto più ampie, come la DOC Piemonte e la DOC Sicilia, che comprendono gran parte del territorio regionale. Altri aspetti che sono regolamentati sono i vitigni autorizzati, la resa per ettaro (in quintali di uva prodotta), la data di inizio commercializzazione.. a volte sono indicati anche i tempi di affinamento, quali contenitori utilizzare per l’affinamento (legno, acciaio od altro), se esistano tipologie come “Superiore”, “Classico”, “Riserva”, “Vecchio”, “Novello”, “Passito” ecc. ecc. Generalmente, comunque, questi regolamenti hanno maglie larghe, non sono per nulla restrittivi.. esempio principe è la resa per ettaro che può arrivare, per alcune DOC, anche a 200 quintali… Diciamo che per ottenere vini “mediamente buoni” questo valore deve scendere sotto i 100 quintali, i “grandi vini” si fanno con rese indicative attorno ai 40-60 quintali.. poi esistono alcuni produttori estremisti che hanno rese inferiori ai 30 (anche 15-20) quintali. Ci sono poi le "commissioni di assaggio", che dovrebbero autorizzare la messa in commercio solo a vini corrispondenti alla tipicità.. beh, negli anni si è visto di tutto e non aggiungo altro Fondamentale capire, però, che le diciture IGT-IGP, DOC-DOP e DOCG non garantiscono nulla a riguardo della qualità del vino: un vino non è automaticamente buono perché è IGT-DOC_DOCG, potrebbe essere comunque una zozzeria!- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Invece la 2003, in Nord Piemonte, è proprio buona... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Il suo Gattinara "Osso S. Grato" '99 è uno dei più grandi vini rossi mai fatti in Italia.- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
I gusti non si possono discutere.. alcuni etichette citate piacciono pure a me, altre invece le evito. Non lo sapessi, ti segnalo che il Trebbiano "Esedra" di OASI DEGLI ANGELI non viene più prodotto da qualche anno. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Il Nord Piemonte produce grandissimi Nebbioli ed è un peccato non considerarli fra i migliori italiani. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Per quello che costa, vado direttamente in Borgogna... se qualcuno me ne offre un calice, non ho problemi a degustarlo:mrgreen:- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Zero ti aveva chiesto i vitigni, sicuramente è molto più semplice..- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Buono, ma sono convinto che il top bianco dell'oriente italiano sia la Malvasia Istriana.- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Io non ho mai scritto del Foss Marai, il mio riferimento sul Valdobbiadene è GIOVANNI FROZZA (che puoi trovare anche negli U.S.A., di certo almeno sulla piazza di New York). Sul Lugana, forse potrà avere successo sul mercato di massa, ma per gli appassionati, almeno per quello che si trova ora in commercio, è de profundis.. Per me, i tre vitigni bianchi autoctoni italiani che possono dare i vini migliori sono Fiano, Verdicchio e Soave. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Magari... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - What else? Comunque, di default, le bollicine sono bianchi...- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Meno male che hai precisato che stai scherzando... intolleranze alimentari a parte, se pensi che il vino sia solo rosso può essere esclusivamente perchè non hai assaggiato quello bianco buono... in effetti, se bevi solo Italia, ci può stare, visto che i bianchi "buoni" stanno in Francia (ed in Germania). - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - E' così, in effetti... basta sfogliare qualche pagina di questo topic e ci potrai vedere il Prosecco da 5 euro ed il Verdicchio da 8, per fare un esempio... il Lugana, lasciamolo stare...- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Ma, parlando di vini bianchi, il problema è che quando ti abitui alla roba veramente buona, poi è dura tornare indietro..- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Per chi subisce i prezzi della Borgogna bianca (), lo Chardonnay di LES CRÊTES è un affare... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - 92 minuti di applausi.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Io ci sono stato solo di recente, quindi non so come fosse prima... qualche amico, invece, ha maggiore "profondità" di frequentazione e ne parla sempre bene.- Fiat 1100 Diesel?
Non mi intendo di auto d'epoca e potrei dire una fregnaccia... ma non è che si tratti di fraintendimento? 1100-D è il modello, non significa sia Diesel...- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Potremmo andare dalla "Losanna" a Masio... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Beh, AUBRY è in gamba, peccato sia importato da MOON IMPORT, che ha la biro mooolto pesante:(r- Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)
Il nostro Zero è troppo affezionato alla GDO... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - CAMILLE SAVÈS Champagne Brut 1er Cru "Carte Blanche": 75% Pinot Noir da vigne Grand Cru e 25% Chardonnay da vigne 1er Cru, vino di base dell'azienda, comprato direttamente (meno di 19 euro spedito a casa).. abbastanza ricco, frutta bianca, agrumi, un poco di caffé, ottimo a tavola. - Fino all'ultimo bicchiere (storie di uomini e di vino)