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lust

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  1. che era già sotto l'orbita Fiat.
  2. veramente li devi abbassare tu, visto i sostantivi ed epitati che usi. Vabbè che qui giocate a chi c'è l'ha più lungo ma realtà è un'altra
  3. disgraziato lo dici a mammata! non ci vuole molto per fare l'uni o il poli!!!
  4. nella discussione ha aggiunto lust in Alfa Romeo
    La notizia della nascita - di fatto - del polo Alfa-Maserati suona come una speranza nel cuore degli Alfisti con la "A" maiuscola che dal 1992, anno dell'uscita di scena dell'Alfa 75, aspettano il ritorno della "tradizione posteriore", ossia della celeberrima trazione posteriore che appartiene al DNA delle vetture nate ad Arese. E precisamente aspettano il ritorno di questo: La tradizione posteriore Alfa: il ponte De Dion Alfa Romeo AlfettaQuesto schema meccanico (cambio in blocco con il differenziale posteriore) è stato in uso all'Alfa sin dall'Alfetta 159 campione di Formula 1, e poi è stato ripreso nel 1972 per l'Alfetta. Si tratta di una raffinatezza tecnica che equilibra l'automobile e la rende neutra, permettendole di affrontare percorsi tortuosi in perfetta aderenza. Il problema è che costa: e un'impostazione da F1 oggi ce l'ha, di serie, solo la Maserati Quattroporte. In Fiat lo sanno, e guardacaso pare che l'erede dell'Alfa 166, attesa per il 2007, avrà lo stesso telaio della Quattroporte. E qualcuno aggiunge anche che a bordo dell'Alfona ci sarà anche qualche elemento meccanico proveniente dritto dritto da Modena... non vi dice niente questa cosa?
  5. Un settore nel quale la Fiat si avvantaggerebbe da questa collaborazione potrebbe essere quello dei fuoristrada: assente dal 1986 in questo settore, dopo l'uscita dai listini della Campagnola (la cui seconda serie è nata nel 1974), e rappresentata solo dalla Panda 4x4, la Fiat tornerebbe alla grande studiando un modello insieme a Tata oppure 'italianizzando' la Safari, vettura già importata da Tata in Italia, che si gioverebbe dei motori diesel common rail del gruppo del Lingotto. La macchina, in sostanza, sarebbe già pronta e abbastanza adeguata ai gusti europei, il che sarebbe un bel colpo per Torino. Anche la nuova Sumo, grossa e robusta 4x4 dalla linea spigolosa, potrebbe rappresentare la (credibile) risposta italiana a un settore di appannaggio dell'ormai leggendaria Land Rover Defender: al momento dotata di un motore a nafta 2000 di cilindrata da 90 CV di potenza, si presterebbe a quel ruolo di jeep spartana e senza fronzoli che fu della Campagnola, anche nelle versioni 'telonate' che furono tipiche, nei primi Anni '50, della prima serie della jeep di casa Fiat. Oltre a coprire i 'buchi' Fiat nel campo dei fuoristrada, Tata potrebbe fornire un pickup di taglia media (207DI), molto robusto e capace di 65 CV erogati da un motore diesel. Tre posti, design di gusto europeo, potrebbe costituire un veicolo commerciale non da poco in grado di completare la gamma che attualmente è rappresentata solo da Strada, il pickup di piccole dimensioni derivato dalla Fiat Palio. Da notare che Tata produce anche veicoli militari: è lecito ipotizzare che, se sarà siglato, risulterà la più avvantaggiata da quest'accordo, potendo mettere le mani su un know-how capace di catapultarla verso l'Europa, mentre la Casa torinese riuscirà a risparmiare sulle spese delocalizzando, nei fatti, parte della produzione e producendo dei modelli capaci di renderla di nuovo una marca generalista. Con risultati nel campo dell'occupazione, però, che è facile prevedere.
  6. Auto/ Tata possibile alleata di Fiat. Chi ci guadagna? Martedí 20.09.2005 08:30 Di Antonino D'Anna Un possibile alleato per Fiat? L'indiana Tata: a quanto si dice da più parti in queste ore, l'AD del Lingotto Sergio Marchionne starebbe negoziando in un accordo industriale capace di risollevare le sorti della Fiat. Nata nel 1868 come ditta di commercio, la Tata è oggi un gruppo che raccoglie 80 società suddivise in settori che vanno dall'automobile ai materiali (TataSteel, per fare un esempio, si occupa di acciaierie), beni di consumo, energia, chimica, comunicazioni e servizi. Un gigante dal giro economico niente male e in attivo, con sede a Bombay e capace di dare una mano molto importante a Fiat. Davvero così strana quest'alleanza? Non troppo, quantomeno dal punto di vista dei prodotti: in un curioso ricorso storico, se negli Anni '60 la Fiat vendette le catene di montaggio all'India (una su tutte la 1100, prodotta poi come 'Padmini Premier'), oggi ricorre al subcontinente asiatico per rimettersi in piedi. Interessante è, ad esempio, l'ipotesi dello sviluppo congiunto di un nuovo motore Diesel attraverso l'apporto di Tata Cummins: la società indoamericana, infatti, produce già motori a nafta 4-6 cilindri omologati Euro I con potenze tra 105 e 235 CV e sta passando a modelli Euro II. Questi motori, semplici e robusti, potrebbero ricevere un'interessante aggiornamento con il know-how Fiat, equipaggiando dalle auto fino ai furgoni e gli autobus. Tata Holset, società angloindiana, potrebbe produrre turbine per i motori del Gruppo italiano, abbattendo i costi rispetto alle più costose e raffinate Garrett. Nel settore automobilistico, la Tata è presente dal 1945: detiene il 59% del mercato indiamo e produce vetture medio-piccole come la Indigo (che però viene presentata come 'luxury car', ed è la più venduta nel suo segmento in India) e la Indica V2, nuovo modello che viene offerto a benzina o diesel. Si tratta di automobili che vogliono essere la via indiana alla 'world car', vendibile dall'India all'Europa e oltre. In questo settore anche Fiat potrebbe ottenere qualcosa, delegando la produzione (a minor costo, dunque) della componentistica al Gruppo indiano: dalle pompe dell'olio fino ai filtri dell'aria, passando per cruscotti e sedili. Tata adotta sui motori a benzina l'iniezione elettronica: particolare da non sottovalutare e che la dice lunga sulle capacità di aggiornamento tecnico del colosso di Bombay. Una collaborazione con Magneti Marelli in vista?
  7. Sicuramente giurisprudenza è un optional, con quello che le si aprirà davanti tra contratti e altro. La laurea lasciamola ai figli dei poveracci, che almeno pensano di cambiare il mondo, poi appena entrano nel monodo del lavoro, capiscono e abbassano sempre la testa.
  8. una mossa del genere la fai solo se c'è una scalata, ti va bene una volta, la seconda la subisci.
  9. oltra ad avere gusti di merda di auto adesso anche noi italiani abbiamo gusti di merda anche per le donne! Non va mai bene niente.
  10. no ma meno male che i cinesi si sono accollati i debiti, guarda che nessuno li obbliga a rilevare l'azienda comprandosi i debiti ( si può lasciarla tranquillamente fallire), e mi sembra che nel nostro panorama, i nostri grandi imprenditori , nessuno si sia fatto avanti per farla rimanere italiane ( a nessuno gliene fregava niente!!)
  11. dai non dire così lasciali lavorare, io aspetto ancora la Croma, la Musa.
  12. a me fa piangere questa frase: "La Benelli passa al Qianjiang Group Co. Ltd., primario produttore cinese di motori. Sei-sette milioni di euro più l'accollo dei debiti (pari a oltre 52 milioni di euro) la somma dell’operazione. A differenza dell’altro potenziale acquirente, il miliardario russo Nikolai Smolenski, il gruppo cinese ha garantito la riassunzione di tutti gli attuali 48 dipendenti e si è impegnato a non trasferire le linee produttive da Pesaro. lungimiranti i nostri dirigenti italiani!!!!
  13. www.joggs.com, li di immagini quante ne vuoi
  14. RAY MISTERIOUS, "La raza"
  15. Cosa che in Germania, è da anni che lo hanno capito Non mi sembra che Tod's, o Bulgari o altri abbiano abbassato la loro qualità per vendere a "tutti", da sempre hanno il loro standard, alto, molto alto, ed è su questo che hanno e faranno sempre utili, di certo non si abbassano a fare guerra ai "cinesi", perchè la perderebbero dall'inizio.
  16. Affermazioni come “Le banche non si toccano”, “ Per comprendere ciò, occorre partire da lontano, quando la valuta era costituita da pietre preziose, oro, pepite, ecc. Per ragioni di sicurezza, si cominciò a depositare queste rarità presso chi disponeva di banchi blindati, adatti a custodirle, gli orafi, che emettevano per esse ricevute cartacee (note di banco, onde il termine “banconote”). In tal modo si poteva “barattare” meglio ogni mercanzia, ritirando, quando necessario, parte dei propri depositi. Spostare tutto quell'oro sarebbe stata un'operazione poco pratica. Perciò si cominciò lentamente ad accettare come valuta quelle ricevute, sulle quali iniziò poi ad apparire la scritta “Pagabile a vista al portatore”. E fin qui, tutto bene. La percezione però insegnò ben presto ai gestori dei banchi una costante: ognuno prelevava sempre e solo una “frazione” dei propri averi. Da qui il ragionamento truffaldino: “Perché allora non “prestiamo” certificazioni (denaro) a chi non possiede oro, tassandole di interessi aurei?”. La truffa avrebbe potuto essere scoperta solo in presenza dell'improbabile concomitanza di due fatti: che si fossero emesse troppe certificazioni, e che tutti i clienti si fossero contemporaneamente presentati per scambiarle con l'oro. Perciò si cominciò ad emettere banconote (di possesso aureo) in eccesso rispetto alla quantità dell'oro effettivamente custodito (per farsene un'idea: se l'intera Italia fosse oggi ceduta ai banchieri come risarcimento del debito, ci vorrebbero diverse “Italie” per saldarlo completamente). La maggior parte di banconote prestate si riferì sempre più ad oro inesistente (per es.: il corrispettivo in oro di tutta la valuta che girava per il mondo nel 1995 ammontava a 75 milioni di tonnellate, ma tutto l'oro del mondo non supera le 200 mila tonnellate!). Questo è di fatto il sistema bancario attuale che controlla il mondo! E i governi sommersi dal debito fanno mostra di affannarsi disperatamente per pagare interessi su denaro che non è mai esistito, non esiste, e mai esisterà. Questo è il centro del problema da risolvere. Non si tratta dunque di sostituire Fazio, come mostra di desiderare Claudio Martelli, ma di capire perché il sistema è marcio. Per ogni 1000 euro che il risparmiatore deposita in banca, la banca “presta” e carica di interessi almeno 10.000 euro, e ciò grazie a un sistema esponenziale (riserva frazionaria), che implica che basta “blindare”, cioè assicurare realmente, una “frazione” (un decimo circa, appunto) dei depositi bancari totali, o “riserve”. In nome della salute economica data dalla circolazione monetaria, si fa circolare ciò che non c'è, creando moneta fasulla (virtuale). Le banche contano sul fatto che quei depositi non verranno mai richiesti (pretesi) da tutti i risparmiatori contemporaneamente. Se ciò avvenisse, tutto il sistema andrebbe in tilt, dato che nessuno potrebbe ritirare alcunché. Ecco perché nella maggior parte dei paesi in cui le banche sono istituite ci sono regole o leggi che permettono ad un istituto bancario di chiudere i battenti se troppi risparmiatori esigono indietro i loro soldi tutti insieme. In sintesi, la banca crea denaro dal nulla, scrivendo solo cifre sullo schermo di un computer, ed una grossa fetta delle tue tasse va alle banche per pagare l'interesse su denaro creato in questo modo, quando le tasse dovrebbero servire per alleviare davvero la povertà e la fame di tutti. Se tutto il sistema monetario fosse modificato per servire il popolo sovrano e non le banche, tutte le tasse non avrebbero più ragione d'essere. Avremmo una “decima” giusta, e non al contrario (signoraggio su “finto denaro”). Il raggiro è completato dal fatto che se rimani indietro nel pagamento degli interessi su denaro - che non esiste -, la banca può prenderti l'auto, la casa ed altri beni - ricchezze che esistono. In definitiva chi porta denaro in banca non lo vede più. Può solo credere di averlo. Tutto si basa su fede o fiducia in un credito inesistente. Per verificarlo prova oggi stesso a dire alla tua banca che vuoi prelevare tutto il tuo conto corrente. Subito ti accorgi che è impossibile, in quanto il fattore “tempo” - denigrato dai detrattori dell'idea poundiana del denaro datato - ora diventa massimamente rispettato. Così è diventata convenzione sociale che il pagamento di interessi su “prestiti” bancari risucchi la ricchezza reale del pianeta. Credo che i nostri politicanti del pil (pil-astro della truffa, in quanto si tratta di un calcolo impossibile ed ascientifico) non siano più colpevoli di noi che li deleghiamo ad occuparsi dei nostri sacrifici. D'altra parte va detto che chi è costretto a sgobbare tutto il giorno per non fallire e/o per “starci dentro” con l'Iva, l'Ilor, l'Irpef, l'Ici, ecc…, non ha più voglia né forza di occuparsi, la sera, dei denti di Fazio, o di un altro Mangiafuoco da sostituire con altre dentiere rastellatrici, né della propria “scientifica” schiavitù. Ecco perché non vi è differenza alcuna fra il sistema schiavistico del tempo di Iside e il nostro. Oggi crediamo solo di non essere schiavi perché abbiamo in mano il telecomando, scettro esteriore sostitutivo della nostra interiore sovranità. Occorre direzionare allora la nostra fede “faziosa” nel “dio quattrino” verso le “camere blindate” della nostra interiorità o sindéresi, luogo (topia e non utopia) di ogni talento e ricchezza reali (Dio trino: tri-unità di pensare, sentire e volere). Questo luogo sta per essere perduto e di fronte al fatto che “la verità vi farà liberi”, la menzogna ci fa credenti. Si crede in un pil alla menta o al cumino (Matteo 23,23), mentre la spada di Damocle appesa a Bruxelles aspetta tutti quanti. Beati i poveri…
  17. nella discussione ha aggiunto lust in Off Topic
    di Nereo Villa <FONT face=Verdana size=2>Il vero problema non è quello di sostituire Fazio ma di capire perché il sistema è marcio. Per ogni 1000 euro che riceve in deposito la banca “presta” e carica di interessi 10.000 euro Affermazioni come “Le banche non si toccano”, “
  18. io che ho testa mi compro una Celica, e la Brera ha voglia a tirare ( poi se è nafta mi diverto a starle dietro, finchè non brucia gli iniettori per starmi davanti) Quando avrò 60 anni e soldi da permettermela mi compro l'Alfa 161
  19. Guarda che è lo stesso delle aziende che si aprono all'estero, ci sono già i capo zona pronti a mandare le loro persone per controllare tutto, e anche le mazzette ai politici territoriali sono pronte, sennò ogni giornio c'è una ispezione, e qualcosa o qualcuno salta sempre fuori. Guarda solo la vicenda del Toro, Giovannone, che fino a ieri nessuno se lo cagava, porta in Italia ogni anno 2.500 infermieri dall'Est europa!!! ( voi pensate che siano più preparai di noi, andate a vedere le loro università!)
  20. ci vuole pazienza e comprensione...i tempi sono cambiati...lo stile di vita è cambiato...le generazioni sono cambiate...e al mercato non importa che noi consideriamo determinate tipologie di acquirenti come incompetenti o non adatti ad un determinato tipo di auto, solo perchè vorremmo che tale marchio producesse solo auto per noi... io penso che prima o poi accadrà...alfa produrrà di nuovo auto appaganti per i suoi vecchi fans...ma lo farà solo quando potrà contare anche su tanti nuovi fans di un determinato genere e disposti a pagare solo per il marchio... Allora ha già perso, ma fortunatamente, quello che dici tu è il più lontano dall'essere vero ( vedi Suv, Crossover,Station Wagon, Monovolume)
  21. ma non tutti hanno papino con l'aziendina, e può andare all'universina, nell'aula fumino, e passare tutti i giorni in un forumino a parlare del più e del meno!!
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