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Lisse

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Tutti i contenuti di Lisse

  1. Approfitto di quest’ora mattutina, per raccontarvi qualcosa dei due produttori sopra citati. Insieme a BIONDI-SANTI, che mise a punto la “ricetta” del Brunello nella seconda metà del 1800, sono, a mio parere, i più grandi produttori di questo vino. L’azienda POGGIO DI SOTTO di Piero Palmucci (maremmano di origine) è quella con la storia più breve: la prima annata del suo Brunello è la ’91. Immediatamente, però, i suoi prodotti ebbero risonanza internazionale: suadenti, eleganti, affascinanti, tannino fine e finale lunghissimo; l’unico appunto che ho sentito muovere a questi Brunello è che, “probabilmente”, non avranno vita lunghissima… premesso che è tutto da dimostrare, essendo azienda giovane, c’è da notare che, di contrappasso, questi Brunello hanno l’insindacabile pregio di essere buoni praticamente da subito, al contrario di altri che, sotto i due-tre lustri, sono inapprocciabili. Se considero il suo Brunello nella top-three, il Rosso di Montalcino di POGGIO DI SOTTO è, per me, il primo assoluto (anche perchè SOLDERA non lo produce più da molti anni): migliore di tanti Brunello in commercio; giustamente:roll:, essendo praticamente un Brunello, costa un pochetto: attorno ai 35 euro. E’ doveroso ricordare il grosso aiuto avuto dal “maestro assaggiatore” Giulio Gambelli (detto “Bicchierino”, classe 1925), uno dei palati più fini a livello di Sangiovese e consulente di aziende come SOLDERA e MONTEVERTINE. Purtroppo, a fine 2011, Palmucci ha venduto tutto (pare per quindici euromilioni) a COLLEMASSARI (l’azienda che produce, fra l’altro, il Grattamacco), lasciando tutti gli appassionati un poco orfani:(… staremo a vedere se le nuove annate saranno al livello delle precedenti. La prima mossa, però, è stata il ritocco del listino… il Brunello di POGGIO DI SOTTO fino all’annata 2006 (uscita nel 2011) si trovava a 50-60 euro, ora siamo al doppio (e molto di più per la versione Riserva).. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Gianfranco Soldera faceva l’assicuratore in quel di Milano (mi pare, però, che la sua origine sia trevigiana), quando, nel 1972, decise di acquistare una tenuta (“Case Basse”) a Montalcino; il primo vino (un “Rosso da vigneti di Brunello”) uscì con l’annata ’75. Personaggio vulcanico, di grande personalità e limitata modestia (nemmeno troppo simpatico, a sentire alcuni), negli anni ha dimostrato di essere un vero “manico” della vinificazione, riuscendo a caratterizzare molto il suo Brunello, difficilmente paragonabile (pure nulla sua classicità) a quello di altri produttori e facilmente riconoscibile (anche per una certa quota di acidità volatile, spesso presente:roll:). Due dei suoi Brunello Riserva sono considerati fra i più grandi vini mai prodotti in Italia: le annate ’83 e ’90 (consulente Gambelli); eccellenti le annate ’79, ’99, ’01 e ‘04 e pure la ’02, figlia di un’annata disastrosa in gran parte della penisola. La gamma dei suoi vini ha subito diverse variazioni negli anni: inizialmente, c’erano Rosso, Brunello e Brunello Riserva, nel corso degli anni cessò la produzione del Rosso (ultima annata la ’86) ma, sporadicamente, apparvero alcuni IGT (“Intistieti”, “Pegasos”), ci furono dei Brunello con l’indicazione in etichetta del cru (nel ’95: “Case Basse”, “Intistieti”) e poi, dall’annata 2000, solo Brunello Riserva. E qui inizia un altro mistero: i due cru aziendali, i citati “Case Basse” (più reputato) ed “Intistieti”, vengono vinificati, affinati ed imbottigliati separatamente, ma senza nessuna indicazione in etichetta… quindi, allo stesso prezzo e senza potere distinguere, ci potremmo trovare nel bicchiere due vini diversi, dei quali uno considerato migliore; gli appassionati hanno cercato di venirne a capo, provando a decifrare i numeri di lotto presenti sulle bottiglie e tentando di abbinarli ai due vigneti… i risultati, però, non hanno nulla di ufficiale:pen:. Il 2 dicembre 2012 avviene il fattaccio: un ex-dipendente rancoroso (si scoprì in seguito), penetrò in cantina ed aprì i rubinetti delle botti… 62mila litri di prezioso Brunello finiti nelle fogne:disp2:. Nei mesi successivi, dopo alcune polemiche, il Soldera si dimise dal Consorzio di Tutela del Brunello, ma pure il Consorzio lo espulse e ci deve essere di mezzo una querela.. Comunque, dopo un lotto di bottiglie di Brunello Riserva ’06 commercializzate prima del disastro, le poche rimaste uscirono come IGT Toscana ’06; pure le annate ’07 e ’08 sono uscite così, a prezzi proibitivi (in enoteca sui 350-380 euro). Dalle dichiarazioni dell’azienda, fino all’annata 2012 avremo non più di 7mila bottiglie di Brunello all’anno, contro una media precedente di 15mila. Un’ultima cosa: se vi capitasse di andare in visita in cantina, preparatevi ad un lungo giro nel giardino curato dalla moglie, grande appassionata di botanica… e non cercate di evitarlo:manganello:, sareste a rischio immediata cacciata (“…se non avete tempo per la tenuta, forse non siete nemmeno predisposti per visitare la cantina”…). Comunque vada, oggi sarà una bella gara...
  2. Domani, in quel di Parma, terremo un focus su due produttori-top di Brunello di Montalcino: GIANFRANCO SOLDERA e POGGIO DI SOTTO... è prevista la stappatura di sette/otto delle loro bottiglie. Si berrà bene:D... e si dovrebbe pure pranzare degnamente:clap
  3. Ieri sera sono rientrato abbastanza stufo.. una di quelle sere dove hai necessità di trovare qualcosa per raddrizzare l'umore:gratta:... ormai fa caldo, ma il frigo era vuoto... Fanqu, sono andato in cantina, ho acchiappato una bottiglia al volo e le ho dato una botta di freezer per 25 minuti... e l'umore è rinato. Stasera, poi, con calma, ho finito la boccia. Piccolo produttore della Côte de Bar, questa è la sua cuvée base (80% Pinot Noir e 20% Chardonnay)... tre anni fa abbiamo fatto un ordine diretto ed il costo in Italia è stato di 14,50 cadauna: un affare... questa bottiglia in particolare, poi, era quasi sovra-performante:D. Dovremmo pensare di fare un altro ordine..
  4. Solo gli Sherman Firefly, col 76/55 (il 17 libbre inglese) e quelli col 76/52.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Allora, finalmente, esce? Era attesa a fine gennaio scorso, ma il distributore fallì...
  5. Ieri sera, in un locale con un paio di amici, solo un calice di Chablis '10 di SAMUEL BILLAUD: colore giallo pallidissimo, agrumato e con lievi note marine.. medio corpo, gradevole al sorso.. complice l'annata-top, anche questo village si fa apprezzare.. sei euro/calice. Nota di demerito: in carta era indicato come "Chablis BILLAUD", senza indicare l'annata (pressapochismo:disag:... non è una birra!) ed alla mia domanda se si trattasse di BILLAUD-SIMON (produttore molto più reputato rispetto a SAMUEL BILLAUD), ho ricevuto risposta affermativa dal titolare... non conoscono quello che vendono:roll:
  6. Yesss... 2003 altra annata generalmente pessima, pur se qualche vino buono ne è scaturito. Molto validi sono i 2003 del Nord Piemonte, per esempio. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Nonostante siano da considerare ancora in fasce, questi Grand Cru '08 si sono rivelati già godibili. Vini simili, ma con proprie peculiarità.. senza dubbio, il Les Clos conferma la reputazione di migliore cru della zona: un'abbondante materia sostiene la tanta acidità.. un vino potente ed elegante al tempo stesso; il Les Preuses, invece, a tutti è parso il più esile del lotto; in mezzo, gli altri due, con leggera preferenza per il Bougros. Note legnose? Lievissime ed assolutamente non disturbanti. In comune ai quattro, il colore giallo pallido (e sono vini di oltre sette anni, affinati in barrique) le note iodate/marine, le conchiglie, il gesso, gli agrumi, i fiori bianchi, le rocce.. Apprezzabilissima la ridotta gradazione alcoolica: due cru a 12,5° e due a 13°. Se le trovate ancora in commercio, siate pronti a stanziare 70-80 euro a boccia... direi un deca in più per il Les Clos. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Il menu in abbinamento, tanto per accontentare qualche curioso:mrgreen: Tris di antipasti: da sinistra, frittelle ripiene di formaggio caprino, insalata di baccalà con porro fritto e tazza (genialmente lasciata coperta dal sottoscritto:roll:) con crema di piselli, con acciughe e crostini Ravioli di ricotta ovina ed asparagi Baccalà con cipollotto e pomodoro (qualcuno ha preferito la guancia di vitello stufata... questi Chablis hanno retto l'impatto senza battere ciglio) Semifreddo allo yogurt, con qualcos'altro che non ricordo:| Tutto molto buono, apprezzato e spazzolato..
  7. Vero... diversamente, in Francia è stata strepitosa in Borgogna (sia bianca che rossa), Loira e Champagne (qui è la migliore annata dopo la '96)... meno buona in Alsazia, scarsa in Rodano e Bordeaux. Comunque, nell'annata 2002, in Italia, riuscirono molto bene i bianchi dell'Alto Adige ed i rossi della Valtellina; poi, ci furono sporadici casi di ottime riuscite, fra le quali ti posso citare: - il Barolo Riserva "Monfortino" di GIACOMO CONTERNO.. quell'anno, addirittura non produsse il "Cascinafrancia" e tutte le uve vennero usate per il "Monfortino" - il Brunello Riserva di GIANFRANCO SOLDERA - il Trebbiano d'Abruzzo del Maestro VALENTINI - il Faro di PALARI - i cru di Nero d'Avola di GULFI.
  8. Io non l'ho mai comprata/letta, mi rifaccio all'opinione di amici "fidàti" che hanno dei dubbi circa le valutazioni dei recensori... comunque, per l'uso che suggerisco, vanno bene un po' tutte le guide... in merito ai giudizi dei loro redattori, ognuno si farà le proprie valutazioni, mano a mano che aumenterà la competenza. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - La Grande Année '02... bottiglia già bevuta con soddisfazione in altre occasioni, stavolta ci ha deluso: un filo di ossidazione ed abbastanza stanca/seduta, mancante di quel grip che deve avere la '02 (che è veramente una "grande annata"). - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Invece il DP '04 aveva tutte le sue cosine a posto ed ha bastonato il rivale. N.B.: bottiglia offerta da uno dei presenti, per festeggiare l'ennesimo scudetto bianconero:D - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Iniziano i Grand Cru di Chablis di WILLIAM FÈVRE... ci dovevano essere tutti, poichè era previsto anche il Valmur, ma per un misunderstanding fra i conferitori, ci siamo ritrovati con due Vaudésir e zero Valmur:( Vaudésir - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Sua Maestà Les Clos - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Bougros, parcella Côte Bouguerots - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Les Preuses - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - I sugheri - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Da sinistra: Bougros, Les Clos, Vaudésir, Les Preuses - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Auslese GK '71, purtroppo passato a miglior vita:( - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - L'Antico Gregori di CONTINI (metodo Solera con età media stimabile in 50/60 anni), invece, era in perfetta forma
  9. Fra defezioni e disguidi, le stappature di oggi: BOLLINGER Champagne Brut “La Grande Année” ‘02. DOM PÉRIGNON Champagne Brut ’04. WILLIAM FÈVRE Chablis Grand Cru “Vaudésir” ‘08. WILLIAM FÈVRE Chablis Grand Cru “Les Clos” ‘08. WILLIAM FÈVRE Chablis Grand Cru “Bougros Côte Bouguerots” ‘08. WILLIAM FÈVRE Chablis Grand Cru “Les Preuses” ‘08. CARL SCHMITT-WAGNER Mosel-Saar-Ruwer Riesling Auslese Goldkapsel “Longuicher Maximiner Herrenberg” ’71. CONTINI Vernaccia di Oristano “Antico Gregori”.
  10. Confermo.. a dicembre 1989 acquistai una Thema i.e. 16v e mi ricordo perfettamente di quell'optional, che non scelsi, dopo essermi salassato con un sacco di altri optional, come la versione specifica con ABS, il climatizzatore, i cerchi in lega, i fendinebbia, la vernice metallizzata, i poggiatesta posteriori... ed altri che non ricordo:( Non eravamo ancora agli enciclopedici elenchi di optional della triade, ma giusto si iniziava.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - -
  11. Domani, ci troveremo presso un buon ristorante dell'Oltrepo Pavese, per stappare tutti i Grand Cru di Chablis prodotti da una delle migliori aziende... oltre a qualche bottiglia intrusa.. io ho anche verticalizzato quel Riesling Auslese del '71 che dicevo poco fa (speriamo che Nostra Signora Santissima di Tutti i Sugheri ci assista:afraid:).. Si berrà bene:drink
  12. Con 50 euro puoi scegliere un buon rosso italiano, mentre è più difficile pescare bene in Francia. Dunque..... cominciamo dal Piemonte... se la persona è appassionata, potresti fare un regalo meno usuale portandogli un Nebbiolo del Nord Piemonte, per esempio: - il Boca di LE PIANE - il Boca di BARBAGLIA - il Gattinara "Osso San Grato" e "San Francesco" di ANTONIOLO - i Lessona "Sam Sebastiano allo Zoppo" e "Omaggio a Quintino Sella" di TENUTE SELLA - il Gattinara Riserva di PARIDE IARETTI - il Gattinara Riserva di TRAVAGLINI - i Ghemme "Signore di Bayard", "Collis Breclemae" e "Collis Carellae" di ANTICHI VIGNETI CANTALUPO. Invece, andando in Langa, la crescita della scelta è esponenziale... con la (grande) vendemmia 2010 i prezzi si sono alzati e le bottiglie non si trovano quasi più... l'annata in commercio adesso è la 2011; le annate passate sono tutte almeno discrete fino alla 2004, mentre ti consiglio di evitare la 2002 e la 2003. A memoria, produttori di Barolo che stanno nel tuo budget: - COMM. G.B. BURLOTTO - GIOVANNI MANZONE - GIACOMO FENOCCHIO - ETTORE GERMANO - SCHIAVENZA - FERDINANDO PRINCIPIANO (solo il base, ma è ottimo) - GIACOMO BREZZA - GUIDO PORRO - FRATELLI ALESSANDRIA - MARCARINI - BROVIA - MASSOLINO - TEOBALDO CAPPELLANO - RENATO RATTI... Come Barbaresco, i primi nomi che mi sovvengono: - SERAFINO RIVELLA - GIUSEPPE CORTESE - RIZZI - CASTELLO DI NEIVE - CASCINA ROCCALINI - OLEK BONDONIO - LA CA' NÖVA - MUSSO - SOTTIMANO. Poi integrerò con altre zone d'Italia.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - In Lombardia, direi solo Valtellina (quindi Nebbiolo), in particolare le riserve di AR.PE.PE. come "Rocce Rosse", "Vigna Regina", "Stella Retica".. Il Veneto lo salto a piè pari... i rossi buoni che conosco sono fuori budget, idem per il Friuli... Toscana... eviterei i Brunello, con l'annata 2010 (ora in commercio) i prezzi sono schizzati... l'unico buono sotto i 50 che mi sovviene ora è BARICCI (oppure, quelli di LE MACIOCHE e LE RAGNAIE, se trovi i 2009)... idem salto tutti i "supertuscans" ed i bolgheresi. Però puoi trovare dei buoni Vino Nobile di Montepulciano: - PODERI SANGUINETO I & II - BOSCARELLI - IL CONVENTINO. Fra i Chianti Classico di fascia alta, dovresti cercare: - CASTELL'INVILLA Riserva - CASTELLO DI MONSANTO Riserva "Il Poggio" - FATTORIA MONTEVERTINE IGT "Montevertine" (è IGT per scelta del produttore, ma si tratta di Chianti di Radda, fìdati..) - FATTORIA SAN GIUSTO A RENTENNANO IGT "Percarlo" (come sopra) - MONTERAPONI Riserva "Baron'Ugo" - FELSINA Riserva "Rancia" - FONTODI Gran Selezione "Vigna del Sorbo". Per il resto d'Italia, si va random: - nelle Marche, vedrei bene il "Kurni" di OASI DEGLI ANGELI, ma siamo a quota 70 - in Umbria, ti sconsiglio i Sagrantino di Montefalco.. da giovani ti scartavetrano le gengive e quelli maturi (15 anni dalla vendemmia) non li trovi in enoteca.. se proprio vuoi un vino umbro, cerca il Torgiano Riserva di LUNGAROTTI - in Puglia, può essere una curiosità il Primitivo di Manduria "Es" di GIANFRANCO FINO, ma deve piacere il genere (a me no:()... è un vinone, tipo un Amarone, per capirci - in Campania, qualche Taurasi buono c'è (quindi da uva Aglianico).. però servono bottiglie con almeno una decina d'anni... fra quelle più facilmente reperibili, il "Radici Etichetta Bianca" di MASTROBERARDINO - in Sicilia, certamente sempre buono il Faro di PALARI.. poi puoi trovare cose buone fra gli Etna Rosso, come PASSOPISCIARO, BIONDI, TENUTA DELLE TERRE NERE... se proprio vuoi un Nero d'Avola, cerca quelli di GULFI - in Sardegna, il vino-simbolo (il "Turriga" di ARGIOLAS) è di poco fuori budget... ma credo che farai ugualmente bella figura scegliendo fra i Cannonau di MONTISCI e di GIUSEPPE SEDILESU. Molti nomi avrò dimenticato, ma di quelli sopra ho certezza che ti faranno fare bella figura.
  13. Bah.. Passerina? Giusto per scienza e conoscenza, però c'avrei visto meglio un Sauvignon Blanc (abbinamento d'elezione con l'asparago)... magari un Roero Arneis.
  14. https://youtu.be/MMQ1NrkPoKw
  15. Avevo messo un asterisco, poi mi sono dimenticato di esplicare... Allora: è fondamentale imparare rapidamente a ricordare esattamente il nome di un vino... perciò NOME PRODUTTORE-NOME VINO-ANNATA, sempre! Fra appassionati, non ha senso dire "ho bevuto una buona Barbera", perchè immediatamente ti chiederanno "quale?", perciò si deve dire "ho bevuto la Barbera d'Alba "Cascinafrancia" '07 di GIACOMO CONTERNO".. Poi, i nomi italiani sono facili... pensa a quando ti capiterà una roba tipo CARL SCHMITT-WAGNER Mosel-Saar-Ruwer Riesling Auslese Goldkapsel “Longuicher Maximiner Herrenberg” ’71, che stapperemo domenica:lol: Un po' come dire "ho visto una bella spider"... "quale?"... "una MAZDA MX-5 del '90"... - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Se scrivi così, mi troverò i Navy Seals alle calcagna:afraid:... come se non mi bastasse il Consorzio di Tutela del Franciacorta:(
  16. Potresti chiarire? Non l'ho capita.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Sarebbe necessaria una base teorica... potresti seguire il primo livello del corso sommelier AIS (ma anche di altre associazioni), costicchia e devi essere fortunato a trovare un insegnante in gamba; tanti amici hanno seguito questi corsi, qualcuno ha fatto anche tutti e tre i livelli, fino al diploma (si studia veramente, non è una passeggiata... e si parla di 1.800-2.000 euros), ma tutti mi hanno detto che ne vale la pena solo se serve per sbocco professionale... altrimenti è solo togliersi uno sfizio; poi, tutti mi hanno parlato di vini portati a degustare di livello infimo.. rarissime le bocce degne. Se il corso non ti interessa, devi leggere... purtroppo riviste degne non ne vedo, c'è qualcosa sul Gambero Rosso, ma rispetto a dieci anni fa il livello è sceso.. troppo tecnica, per un neofita, è ENOGEA di "Mapman" Masnaghetti, nettamente la migliore (disponibile solo in abbonamento). Ti potrei consigliare l'acquisto di una guida (la meno peggio, per me, è quella de L'ESPRESSO.. a seguire GAMBERO ROSSO e SLOWFOOD), da leggerti per bene, ma solo per fare conoscenza/pratica dei nomi dei produttori, delle denominazioni e dei vini..* Soprattutto, è importante fare pratica: stappare, stappare, stappare... aggrègati a qualche combriccola di appassionati, oppure crea la tua combriccola: facendo gruppetto si possono dividere le spese ed assaggiare più bottiglie in una volta. Infine, segui qualche manifestazione enoica, dove frequentare i banchi di assaggio e togliersi qualche curiosità senza spendere (o spendendo molto poco). Gli acquisti? Cerca una buona enoteca e bazzica la rete.. on-line si pesca bene... la GDO è più problematica: poca roba buona e l'eccessiva scelta può mettere in difficoltà il neofita; fra l'altro, le bottiglie top che vende la GDO spesso hanno prezzi superiori alla media.
  17. Oltre ai già citati MONTE DEI RAGNI e MONTE DALL'ORA, qualche nome random: ZYMÉ CORTE SANT'ALDA BRIGALDARA STEFANO ACCORDINI CA' LA BIONDA SPERI VITICOLTORI TRABUCCHI SAN CASSIANO CAVALCHINA MARCO MOSCONI LE RAGOSE Davanti a tutti, però, c'è il (fu) BEPI QUINTARELLI.. e poi ROMANO DAL FORNO... ma giocano un campionato a parte.
  18. Benvenuto, RossoPazzo e grazie per la tua curiosità. Premetto che i vini della Valpolicella hanno poco appeal sul sottoscritto, in passato ne ho assaggiati diversi, ora non li vado più a cercare, tranne qualche rara eccezione... nella mia cerchia di eno-depravati, però, sono presenti super-appassionati della zona e pure residenti in zona, quindi spesso ho occasione di confronto. La convinzione mia e degli amici è che il "Ripasso" sia un concetto sbagliato di vino, un "vorrei ma non posso", un prodotto fatto per assecondare certi mercati che chiedono prodotti facili, morbidi, dove le sensazioni di appassimento siano percepibili... un prodotto che puoi "sistemare" in cantina senza grossi problemi, pure se hai lavorato uve di bassa qualità.. Spesso è un vino da grandi quantità, un finto Amarone a basso costo, un simulacro di un vino da appassimento, senza avere le uve di qualità superiore che servono per produrre un grande vino da appassimento. Aggiungo che, tecnicamente, la rifermentazione sulle vinacce è una cosa che aborro: si fa di tutto per ottenere prodotti che preservano l'integrità di frutto e ci andiamo a gettare sopra le rimanenze di un altro vino? Si usano vinacce esauste, che hanno costo zero e dovrebbero essere gettate, magari su una Valpolicella di scarsa qualità, per dargli un piccolo overboost e lucrando parecchio su questa operazione. Andava forse bene nei tempi dove l'importante era la quantità prodotta, non la qualità.. Comunque, se proprio si vuole sentire un "Ripasso" buono, mi dicono che i nomi siano due: - MONTE DEI RAGNI - MONTE DALL'ORA. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Il "Bruciato" della TENUTA GUADO AL TASSO (galassia ANTINORI) è uno di quei vini fatti ("costruiti") per assecondare il gusto internazionale: Cabernet Sauvignon e Merlot, un tocco di Syrah e tanta barrique... ma fa parte del percorso di crescita di tutti gli appassionati di vino: io, ora, ne berrei un goccetto solo se offerto.. quando iniziai la trafila, invece, certamente l'avrei apprezzato. Io spenderei quei soldi per un buon Chianti Classico, però, per salire, bisogna iniziare dal basso;) - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Certamente: dai livelli "neofita" fino ad arrivare alla "Divina Collina"...
  19. In zona Valpolicella o in zona Pommard?
  20. Non sono una novità... purtroppo...
  21. DOMAINE JOSEPH VOILLOT Pommard 1er Cru "Les Rugiens" '09: naso di fruttini rossi, col lampone in primo piano, bocca speziata, ferrosa, minerale, con note ematiche (quasi un Nebbiolo del Nord Piemonte), con buona struttura e tannino dolce... gran bella bottiglia! Voillot ha una parcella di circa un quarto di ettaro del "Les Rugiens", con viti cinquantenarie, quindi ne ricaverà circa 2mila bottiglie (questa era la n. 1.789). Il "Les Rugiens" è uno degli errori di classificazione: si tratta di un 1er Cru, ma, visto le bottiglie che alcuni produttori riescono a ricavarne, potrebbe essere un Grand Cru.. - - - - - - - - - - AGGIUNTA al messaggio già esistente - - - - - - - - - - Fino ad una decina di anni fa, VOILLOT era uno dei nomi "furbi" della Borgogna in rosso, nome che circolava sottovoce:muto: fra gli appassionati: ancora si riusciva a comprare bene e le bottiglie sono molto buone. Soprattutto i suoi Volnay e Pommard, sia village che 1er Cru, meritavano l'acquisto... ed i villages si compravano con 20 euro, mentre ne bastavano 30 per i 1er Cru. Purtroppo:(, ora VOILLOT è diventato un produttore conosciuto ai più e la bottiglia in fotografia viaggia attorno al centone (ammesso di riuscire a reperirla: secondo Wine-Searcher, in Italia non ce ne sarebbero in vendita... io ne ho ancora8-)). Due parole su Pommard: nel territorio comunale non ci sono vigne classificate Grand Cru, ma ben 27 1er Cru... i più reputati sono "Les Rugiens", "Les Grands Épenots" e "Pézerolles"; se ne ottengono alcuni dei Pinot Noir più tannici dell'intera Borgogna, assieme a quelli di Gevrey-Chambertin. Poi, questa storia che i Pinot Noir di Borgogna abbiano poco tannino a me pare una fesseria: può valere per i vini correnti, ma quando si viaggia su alcuni 1er Cru e Grand Cru, di tannino ce n'è.. a volte da rivaleggiare con i Barolo.
  22. Il mio consiglio è quello di evitare le versioni "ripasso"..
  23. Qui non beve più nessuno:(... beh, giustamente direte che dovete guidare.. Allora, per stasera è già verticalizzata (da un paio di giorni) una boccia di Borgogna rossa:redd
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