Vai al contenuto
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Autopareri

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

GTVeloce 71

Utente Registrato
  • Iscritto il

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di GTVeloce 71

  1. Credo che i successi sportivi non siano determinanti per stabilire la bontà di un'auto, perché dipende da quanto l'auto può essere elaborata e resa differente dal modello di serie. Anche oggi, il WTCC esprime fino ad un certo punto la bontà del progetto "stradale". Per chi segue le moto, avete presente Superbike e Superstock? Le prime sono molto più "prototipo" di quanto sembrano, a differenza delle seconde che sono "quasi" i modelli in commercio. Ecco, quando la 155 vinceva il DTM era lontanissima dal modello stradale... Inoltre, non credo che l'efficacia sportiva sia direttamente collegata al piacere di guida su strada. Credo che gli alfisti (almeno per me è così) rimpiangano la TP per le sensazioni alla guida, non perché necessariamente si va più forte in pista. Oltretutto, quindici anni fa non c'erano gli ausili elettronici di adesso e le TP erano molto più impegnative delle TA, soprattutto su fondi scivolosi: ci sta che le TA fossero più efficaci in alcune competizioni; ma questo non toglie che le TP fossero anche allora, seppur pericolose, più piacevoli. La 155 ebbe la colpa di essere la prima Alfa a TA e quindi automaticamente "colpevole" di essere meno appagante alla guida.
  2. Riassunto perfetto e sintetico delle ragioni del crollo Alfa. Sostanzialmente, un omicidio, forse colposo, ma un omicidio. Adesso penso (spero) che Marchionne abbia capito che la scelta di fare Alfa su base Fiat è disastrosa, dopo quasi vent'anni di macello, e continui sulla strada della differenziazione.
  3. Desdemona suona bene, ma è un po' menagramo, visto che viene uccisa da Otello...
  4. Bello Giada, assonante con Giulia ma nuovo... se no va bene Junior (non GT, mica è una gt...), nome latino e quindi internazionale, richiama la gioventù...
  5. Mah. non sono d'accordo, qui il Duetto è stato amato da un'intera generazione per le sue qualità. E personalmente io stesso mi scaldo per la macchina e per ciò che rappresenta: la Giulia, cioè l'Alfa Romeo che amo (anche l'Alfetta, per carità, però la famiglia Giulia...). I film sono ciliegine sulla torta, come Matrix per la Ducati 916/996, ma quella è la moto sportiva più bella ed efficace di sempre per meriti suoi, non di Hollywood...
  6. Non è che possiamo restare al Laureato: Alfa Romeo era, è e sarà molto di più della macchina di un film famoso. Il Duetto è stato grande perché era la versione spider di una grande macchina, la Giulia, perché era oggettivamente bello, perché andava bene per i canoni del tempo. Come del resto tutte le Alfa Romeo. Se fanno uno spider TP, bel telaio reattivo, rapporto peso/potenza veramente "sportivo" e una linea coinvolgente, non c'è bisogno della nostalgia vintage... Negli anni '60 le Alfa erano avanti alle altre perché guardavano al futuro, perché erano migliori delle concorrenti. Secondo me va ripresa quella strada, il blasone, come la bellezza, non basta...
  7. Veramente nelle prime dieci pagine di questa discussione è parso a tutti che si tratterà di auto TP. E lo ha confermato anche Ax, chiaramente. La TA in futuro resterà per le piccole, ma non per la gamma berlina/coupé/spider segmento D che inizierà ad uscire, pare, nel 2010 con la spider, appunto (il Duetto di cui si parla), che sarà pioniera negli USA. Questo è quel che ha detto Montezemolo: "ritorno in USA con il Duetto". Il Duetto TP, non una Junior spider. Ancora qualche anno di pazienza e finalmente avremo le Alfa Romeo a trazione posteriore.
  8. Se questo è il quadro (sinergia con Maserati), sarebbe sensato riservare la sigla GTA alla prossima coupé TP, senza "svenderla" sulla Brera, che mi pare non abbia futuro...
  9. Secondo me va bene la gamma prospettata da Ax e intuibile dalle dichiarazioni di Montezemolo. Poche cose ma fatte bene, sostanzialmente due famiglie, la segmento D berlina/coupé/spider a TP e la segmento C a TA derivata dalla Bravo ma più prestante. La spider deve di per sé, appunto, fare concorrenza alle varie Z4 o SLK: anche quella del '66 non era mica una macchina economica. Io non mi imbarcherei in nuovi modelli fino a che questi non escono e sono fatti bene, con i nuovi motori e tutto. Poi lascerei perdere i SUV: progettarlo da zero significa spendere un sacco di soldi per farlo uscire quando saranno fuori moda (in America mi pare che stia già passando, passerà anche da noi: chi li produce già, li aggiorna, ma secondo me non è più tempo di farli ex novo, bisognava pensarci sei o sette anni fa, ormai amen). Quanto a "copiare" bmw, se si intende raggiungere quel livello tecnico, beh... Io sono contento di quanto bolle in pentola. La mia prima macchina è stata una Giulia, mi piacerebbe davvero tanto avere la nuova Giulia fra qualche anno...
  10. Scusa Ax, 940 sarebbe la segmento "c"? La 149/Alfasud per intendersi?
  11. Oh, bene, Ax dice Duetto TP e questa è già una grandissima notizia. Se poi a TP fanno tutta la famiglia della Giulia del 21 secolo allora ci siamo davvero. Con gli anni (2010 spider, poi coupé e poi berlina, giustamente sostituendo prima il tandem GT/Brera e poi 159, che vende meglio, nel 2012) dovrebbero sistemare la gamma "D". Niente male. Ne deriva quindi che le segmento C saranno derivate GPunto/Bravo a TA, come l'Alfasud. Mi sembra ragionevole nutrire una speranza, speriamo che non venga tradita.
  12. Alla faccia della vera Alfa... Speriamo di no, davvero. Comunque, io aspetterei le notizie precise dei chi ne sa qualcosa di più, gli insider... Ax? Quel discorso di luglio?
  13. Mah, potenziata e alleggerita è comunque una Spider... Io spero francamente che sia una macchina nuova, più piccola e leggera "per nascita", con motore nuovo e italiano, longitudinale, e soprattutto TP. Non la vorrei "più premium", la vorrei più Alfa... Sogni?
  14. Come potete leggere qui http://www.repubblica.it/2007/09/motori/motori-settembre-2007/motori-montezemolo-frank/motori-montezemolo-frank.html?ref=mothpstr5 Montezemolo, nel mezzo di una dichiarazione relativa alla Ferrari, "buttà lì" che l'Alfa tornerà in USA con il "Duetto". Duetto? Ora, se non ricordo male qualche tempo fa Ax aveva parlato di un progetto circa una macchina che per il centenario avrebbe riproposto un modello fuori produzione da 16 anni (nel 2010): fatti due conti, sembrava parlasse del Duetto, appunto. Questa di Montezemolo suona come un'indiretta conferma, dunque, e per gli USA (niente 159 americana, allora?). Chi ne sa qualcosa? Ax? Fusi?
  15. Già, ora ho guardato la foto ingrandita e dunque mi ricordo male la storia di FI 78xxxx arancione. La GT in questione è di circa 20.000 macchine dopo la mia Giulia. Sarà di qualche mese dopo, fine 1975. Complimenti per il 2000 di duetto80!
  16. Anche a Firenze ke targhe arancioni partirono un po' dopo: la mia Nuova Super del 1975 era targata FI 774564 ed era targa quadrata tutta bianca. Era il maggio 75, mi sembra che le prime arancioni siano partite da FI 780000, quindi fine 1975, direi.
  17. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    D'accordo, ma io ovviamente qui non faccio informazione, mi limito ad esprimere opinioni, anche sul trattamento repressivo che è entrato nel tema del discorso. Poi va benissimo dire che la cannabis fa male, ci mancherebbe, ma questo forum serve a confrontarsi, no? So bene che Lancet è una rivista prestigiosissima, ma il sunto qui riportato è ovviamente divulgativo. Io, e credo tutti qua dentro, ho letto il primo post di questo dibattito, da cui desumo ciò che ho detto. Se hai letto tutto l'articolo ovviamente sai qualcosa che io non so. Sulla base di quello che ho letto, ho risposto. Non è un'affermazione "pesantissima". E' un'affermazione normale in un dibattito in cui si esprime un punto di vista. Lo dico sulla base dell'esperienza personale che credo sia comune a tutti, è un fatto "notorio" che una singola sbronza o una singola canna non determinano danni permanenti alla salute. Io non sono un medico, ma per molti anni ho fatto servizio volontario in un'ambulanza con medico a bordo. Ho visto molte overdose da eroina (qualche anno fa, non sono più giovanissimo ) e qualcuna da psicofarmaci, ma non da cannabis. E anche le overdose, una volta trattate adeguatamente, non mi sembra che lasciassero postumi. Allora chiedo io: qual'è il danno diretto ed immediato della canna o del fiasco di vino? Quanto ce ne vuole? Questi dati io non li vedo, ma vedo che passata la fase acuta, come per tutte le patologie, si torna a posto. Per avere danni fisici permanenti credo sia necessario un consumo prolungato nel tempo. Come le sigarette, come quasi tutto. Non credo che sia un caso che i greci usassero il termine pharmakon per definire sia i veleni che, appunto, i farmaci: dipende dalle modalità di assunzione. Nessun valore scientifico: sono, appunto, mie considerazioni. Che reputo semplicemente ragionevoli. So che in medicina molte cose si basano sui risultati statistici. E li considero per quel che sono: autorevoli pareri scientifici su base statistica. Cosa che per me non equivale esattamente ad una dimostrazione rigorosamente galileiana, ma che tengo ovviamente in considerazione. Ma non la considero una verità assoluta e comunque il nostro studio, appunto, non mi pare che dimostri che già una sola assunzione fa danno irreversibile (per quanto contenuto) alla salute. Perlomeno, non più di mille altre cose che appaioni perfettamente giustificabili. Pienamente d'accordo, io non voglio fare informazione, parlo appunto dei possibili rimedi, visto che in questo topic se ne è parlato. Preoccupano anche me, Riccardo, che credi? Ma non più di molte altre cose che fanno i giovani e meno giovani e che pure nessuno pensa neanche lontanamente di vietare. Guarda, hai pienamente ragione che si deve fare informazione (magari non su Autopareri ) e dire ai giovani che il THC alla lunga danneggia il cervello, che non si deve esagerare, ma più di questo non credo si possa fare, si rischia qualcosa di controproducente. Quanto alle veline, non credo che il problema sia che fumano (più che altro tirano) e sono diseducative: il problema è a monte, che la gente guarda cosa fanno le veline. Certe volte penso che la televisione faccia più danni alla psiche della droga, ma questo è un altro discorso e meriterebbe un altro topic...
  18. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    Eccomi qua, buongiorno a tutti. Allora, rispondo a Riccardo ed Alex. Riccardo: non mi pare di aver fatto discorsi così approssimativi, perlomeno non più di quanto non lo sia il livello normale di un forum nel quale si parla più o meno da profani Io non sono uno scienziato e non sto parlando a un congresso. Lo studio del Lancet, comunque, è divulgativo, non ci sono dati sulle quantità di cannabis assunta per determinare l'aumento di probabilità di sviluppare psicosi. Allora, su queste basi, ritengo di poter dire che il consumo saltuario di cannabis, di alcool, e forse persino di cocaina ed eroina (con questa non so se sia possibile un uso saltuario senza sviluppare subito dipendenza) non mi pare che determini danni diretti alla salute. Non ho mai visto gente diventata scema o pazza perché fumava ogni tanto, per intendersi. Questo significa che il danno alla salute evidentemente ha un meccanismo di causazione più complesso, che presuppone un uso massivo, costante e prolungato. Ovviamente questa è un'autodistruzione sbagliata e da disincentivare, l'ho detto in tutti i miei post. Ma il punto è un altro, o meglio altri due: è così diverso dagli altri sistemi di autodistruzione? Mi pare che il parametro più volte invocato per censurare queste autodistruzioni sia per molti il costo per la collettività. Costo sociale ed economico. E dico e ripeto che a quel livello credo che i drogati pesino meno degli obesi (che, se non altro, sono molti di più). Da qualche parte dobbiamo cominciare? Bene, allora dico che - parlo sempre dell'uso smodato, quelli che si sfasciano, quelli cui secondo me si riferisce lo studio all'origine di questo dibattito - secondo me è molto difficile trovare una strategia efficace nei confronti di chi ha già scelto di bruciarsi il cervello. Se la strategia è la repressione penale (ti incarcero se ti droghi) sarà inefficace e costosissima, com'è adesso la repressione dello spaccio. Se vuoi addebitare i costi sanitari, sarà intanto assai difficile provare, su un piano medico legale, che la tal psicosi è dovuta all'uso di cannabis, magari vent'anni prima, piuttosto che a qualcos'altro (e immagine le cause, i ricorsi, i costi, i casini); comunque, resterà ingiusto addebitare le spese ospedaliere al tossico mentre vengono abbuonate a chi fa una sparata in moto e si fa un anno di cure (un politraumatizzato grave costa enormemente di più, credo che tu lo sappia perché dal tuo post sulla morfina deduco che lavori in ambito sanitario). L'uso saltuario, voluttuario della droga è un'altra cosa e vengo al discorso di Alex. Guarda che siamo d'accordo praticamente su tutto. Dici che il mio modello di consumatore che sta a casa è virtuale: vero, ma è importante il concetto. Hai ragione quando dici che anche chi si sballa ogni tanto comunque lo fa in giro per strada e quindi non va bene. Verissimo. Ma se lo vuoi punire deve essere chiaro perchè lo stai punendo. Questo è fondamentale per una legge. Deve essere chiaro che una persona viene punita perché mette a repentaglio la vita degli altri e non per il fatto di consumare. Il risultato pratico tende ad assomigliare, ma il fondamento teorico va tenuto presente. Ecco perché dico che una sanzione deve colpire "la guida in stato alterato" e non la semplice assunzione. Dici che comunque va punito il consumatore "a prescindere" per educare e dissuadere. Questo apre un discorso complesso e qui ti parlo di cose che conosco molto più da vicino. Da sempre, in tutti gli ordinamenti, esistono le tecniche di "anticipazione della tutela" di un certo bene della collettività. Giustamente dici "è vietato andare veloce" anche quando non si mette a rischio la vita di nessuno. Vero, come è vietato portare o detenere armi clandestinamente anche quando non si vuol sparare a nessuno. Questo tipo di "incriminazione anticipata" però crea sempre problemi perché, ovviamente, viene percepita dalla gente come arbitraria e in qualche modo moralista. Ti confesso che io sono fra questi, e sinceramente sarei per una maggiore libertà in tutto, dalle armi al codice della strada, passando per le droghe, perché ritengo che uno Stato non debba esagerare nell'educare ed indirizzare i propri cittadini. In questo, sono molto liberal. Ma questa è una mia idea personale, poco condivisa (soprattutto in Italia, dove la cultura cattolica da secoli spinge al controllo, all'educazione, alla prevenzione, al ..."fare da padre" ai cittadini). E immagino che tu non la condivida. Ma anche partendo dalla tua convinzione - puniamo chi si droga "a prescindere" così evitiamo alla radice i problemi futuri - bisogna tenere conto della fattibilità di un dato progetto e degli eventuali effetti collaterali. Do per scontato che qui tutti sappiano che cosa vuol dire "reato" e "repressione penale": significa pensare a sanzioni che comportano restrizioni della libertà personale. Il carcere, o una detenzione domiciliare o un lavoro controllato dai servizi sociali. Significa un processo penale, con le garanzie e i meccanismi del processo penale. Significa Polizia, Carabinieri, rapporti, decreti, fogli. Un fiume immenso di denaro, che va ad aggiungersi a quello che già si spende per punire lo spaccio. Possiamo permettercelo? Mi pare che anche tu creda di no. Hai ragione, in linea di principio, sul discorso "ricettazione": in fondo oggi il consumatore acquista un bene "provento di delitto". Esattamente come i milioni di bagnanti che comprano le borse false di Louis Vuitton dai venditori abusivi. Hai mai visto fare retate gigantesche sulle spiagge romagnole o versiliane, con centinaia di poliziotti che arrestavano migliaia di signore in lacrime? Io no Non sempre si può fare tutto ciò che si ritiene giusto, e per uno Stato questo è ancora più drammaticamente vero. Quando si fanno leggi "di principio" si corre il rischio di restare "prigionieri" del principio: se punisci Tizio devi punire Caio se fa qualcosa di analogo. E allora ti trovi nei casini, perché per punire Caio non hai i soldi, ma se non lo fai è un'ingiustizia e se lo dici ma non lo fai perdi credibilità. Che esattamente ciò che succede all'Italia oggi: la legge sono solo parole, perché si vorrebbe disciplinare tutto (non solo nel campo della droga) e non si riesce a disciplinare niente.
  19. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    Allora, riepilogo. Il discorso obesità vale come parametro di danno economico per la collettività: anche gli obesi costano al servizio sanitario. Che l'uso saltuario di droghe non sia un gran problema mi sembra un dato di evidenza comune, così come una sbronza ogni tre anni: non esageriamo ragazzi, se no davvero confondiamo i problemi seri con i loro simulacri. Gli studi che parlano di rischio psicosi si riferiscono agli usi prolungati e massivi della sostanza. Credo che sia esperienza comune vedere che se uno fuma una canna ogni tanto non è psicotico e non ha nessun disturbo comportamentale. Quanto al discorso dell'uso di sostanze psicotrope per lenire il male psichiatrico sottostante, parlo di casi (rileggendo il mio post mi pare fosse chiaro che si trattava di "alcuni casi") in cui l'uso di alcool e altre droghe era un sistema artigianale per arginare il disagio psichico: non sto dicendo che uno psichiatra debba usare l'alcool come farmaco, sto dicendo che, senza psichiatra, accade non troppo di rado che persone fortemente disturbate bevano o si droghino per cercare di tenere a bada il male dell'anima. Queste persone, quando smettono di colpo di bere o drogarsi, possono slatentizzare la psicosi e manifestarla in forme, purtroppo, drammatiche. Ad ogni modo, lasciamo stare questo discorso, perché sto parlando di casi conosciuti da vicino e approfondirlo (e provarlo) comporterebbe violare, diciamo, la privacy di qualcuno. Facciamo conto che non l'ho detto, facciamo che non è così. In fondo è solo una mia esperienza personale e non si supportano idee generali con le esperienze personali. Torno ad un discorso generale. Io non sto dicendo che drogarsi fa bene e non vorrei doverlo ripetere dopo cinque messaggi: sto dicendo che le motivazioni che spingono una persona a distruggersi con la droga non si combattono efficacemente con la criminalizzazione dell'assunzione. Dico, ancora, che se qualcuno si sfascia di canne o di altro probabilmente sta male con se stesso e la repressione del consumo non lo dissuade. Dico poi che se uno invece consuma ogni tanto per sfizio, per piacere, per fare il ganzo o che so io, non è un gran problema se poi non si mette al volante (o comunque a governare qualcosa) sotto l'effetto. Secondo me bisogna continuare a distinguere tra uso ed abuso: il primo non mi pare un problema reale, salvo evitare che in quel momento il consumatore compia attività pericolose. Ribadisco che si tratta di punire il pericolo per gli altri, non il consumo in sé e per sé. Il secondo è un problema di salute, individuale e pubblica, ma non si risolve con la repressione. Cerchiamo di non confondere gli esempi con il concetto: gli esempi sono esempi. Il concetto è che l'uso saltuario di droghe è un problema solo se durante l'effetto si fa qualcosa che richiede la piena lucidità (guidare e via dicendo). L'uso continuativo è un problema serio di salute dell'assuntore che va trattato come tale, ma non penso che addebitargli i costi delle cure (si parlava di questo, no?) sia una strada giusta e non penso che punirlo sia una strada efficace.
  20. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    No Alex, non penso che alle persone in gamba la vita arrida sempre, tutt'altro. Capisco benissimo che cosa vuoi dire, ma forse non è chiaro che cosa voglio dire io. Non giustifico nessuno, sto dicendo che questa gente - anche qualora si tratti solo di coglioneria, come dici tu - non smette di farsi soltanto perché gli viene detto che la droga fa male e neanche se li punisci per il consumo. Perché la spinta ad autodistruggersi è superiore. Un "coglione che non apprezza la vita" pensi che dia peso al fatto che viene punito per il consumo? Io credo proprio di no. e nel frattempo hai emanato un'altra legge, per un'altro servizio di polizia (migliaia) per un altro processo (migliaia) per un'altra punizione (migliaia) che continuerà ad essere inutile. E un esempio sei tu, che non hai mai preso niente, eppure oggi consumare non è proibito. Perché? Perché hai le palle per non farlo. Ma se uno le palle non le ha, non se le può dare (parafrasando alla lontana Don Abbondio ). Secondo me le cose vanno tenute ben distinte: se uno drogandosi fa male agli altri (perché guida fuori di testa, perché aggredisce uno che lo guarda strano) allora va punito il comportamento lesivo degli altri, com'è normale che sia. Se uno drogandosi fa male solo a se stesso, sarà un debole come dico io, sarà uno stronzo come dici tu, ma per me rimane un suo problema. Se sta meglio ad ubriacarsi tutte le sere e morire di cirrosi epatica per fuggire dai suoi demoni, io non lo giudico, ne ho solo pena. Fargli pagare le spese mediche? Ripeto quanto ho detto sopra: andrebbero fatte pagare a un sacco di gente che si caccia nei guai. E sapete benissimo che costa molto più rianimare, operare e riabilitare un ragazzino che fa lo stupido in motorino e si schianta su un muro che non dare due fiale di Narcan ad un tossico in overdose.
  21. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    Ovvio che drogarsi e mangiare sono risposte diverse a disagi diversi, ma qui si parlava dell'impatto economico sul sistema sanitario (se non ricordo male, alcuni fra gli ultimi post dicevano che uno non è libero di autodistruggersi se poi costa alla collettività). Siccome i soldi sono soldi, dico che non si può fare un ragionamento del tipo "se ti fai lo Stato non paga le tue cure" perché con la stessa logica dovrebbe negarle all'obeso o, giusto per cambiare esempio, a chi si schianta in macchina o in moto una sera che correva e gli è andata male.Quale che sia l'origine (genetica, familiare) del disturbo emotivo e comportamentale, è un disturbo e molto spesso le persone disturbate e disagiate fanno ricorso massivo agli stupefacenti. Non ho mai sostenuto di giustificarli, ma di non "criminalizzarli". C'è una notevole differenza. Ho infatti detto, nel mio ultimo post, che si deve cercare di contenere il danno agli altri (non farli guidare, non affidar loro responsabilità) che non è certo "giustificazionismo". Ma da qui a punirli per il consumo la strada è lunga. O forse non ci siamo capiti quando si parla di proibizionismo assoluto. Avevo capito male?
  22. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    C'è un po' di confusione, mi pare. Qualcuno sostiene che l'obesità (ad esempio) è diversa (e più giustificabile, sembra) della droga perché determinata da cause fisiche/psicologiche cui il "paziente" non potrebbe efficacemente opporsi, mentre uno "sceglie" se farsi una canna, o tirare una riga o che so io. Non credo affatto che le cose siano così semplici. Le dinamiche (psicologiche, ma anche sociali e persino fisiche) che spingono ad abbuffarsi, ad ubriacarsi o a sballarsi con qualche droga sono sostanzialmente tutte figlie di un disagio, di un problema, di un qualche "male". L'uso voluttuario della droga (lo sfizio) non è quasi mai un problema sociale, perché è saltuario e contenuto, nessuno si ammazza o impazzisce con una canna. Questo è bene chiarirlo, se no ci prendiamo in giro. Chi invce si sfonda dalle canne o si attacca alla bottiglia o ai dolci con la panna, di base ha qualcosa che non va, non sta bene. Chi (giustamente) rivendica la propria capacità di divertirsi senza droga dovrebbe forse pensarsi non soltanto come un dritto che fa a meno della merda che gli altri poveri stronzi prendono per passare una serata decente, ma forse anche come una persona fortunata che ha alle spalle una famiglia, un contesto, persino un DNA che lo rende più forte. Non è solo un merito, è anche una fortuna. Ma c'è chi conduce quotidianamente una vita di merda (e non mi dilungo sui possibili perché) e che quando ha due ore libere cerca di curare il suo male di vivere con qualche sostanza. Da che esiste l'uomo, è così. Allora, io sono d'accordo che questo non sia un bene e che gli effetti collaterali a carico della collettività vadano contenuti, ma cerchiamo di essere ragionevoli e di non criminalizzare, appunto, i consumatori. Va semplicemente trovato un equilibrio ragionevole. E' chiaro che tutto costa o può costare alla collettività, ma sappiate (non lo dico io, lo dicono fior di psichiatri) che a volte alcool e droghe sono vere e proprie autoterapie con cui il paziente controlla vere e proprie psicosi, riducendo in questo modo il rischio per sé e per gli altri. Qualcuno ha parlato di "slatentizzazione" della psicosi: ecco, questo succede più spesso quando si smette di bere o di farsi, piuttosto che quando si inizia. Ecco perché le politiche proibizionistiche funzionano poco: chi sente il bisogno di curare un disagio interiore con la droga se ne fotte che sia vietato. Volete fucilarli? Mi pare che Stalin facesse così, ma a me quei metodi tendono a non piacere. Poi si può pensare di ridurre il rischio sociale impedendo a queste persone di guidare auto, moto, barche, aerei e treni; impedendo che diano manifestazioni pubbliche e moleste di sballo, ma reprimere tutto, punire, carcerare, addebitare costi serve veramente a poco. E l'ambaradan repressivo costa più del beneficio. Qualcuno diceva (Riccardo?) che l'alcool non è proibito e il consumo sale. E allora? E' forse la prova che se fosse proibito non salirebbe? In molti stati americani è vietato vendere alcoolici ai minorenni: funziona? In Italia è ancora vietato vendere materiale pornografico ai minorenni: funziona? Siamo tutti d'accordo che fa male drogarsi, ma vietare e punire secondo me serve a poco (rispetto, ripeto, all'enorme costo socioeconomico).
  23. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    Proibire tutto? Il problema principale sta nella differenza sostanziale tra un comportamento deviante come il consumo (smodato) di alcool o stupefacenti e i "veri" crimini. Chi si droga non percepisce il disvalore della sua condotta, perché "non fa male a nessuno". In effetti, se uno si droga senza guidare, senza rompere l'anima al prossimo in nessun modo, non fa male a nessuno oltre se stesso. Costa alla collettività? Vero, ma è un danno indiretto, non proporzionale, non prevedibile nel suo ammontare (Mick Jagger è costato alla collettività? Vasco Rossi è costato alla collettività?) e soprattutto è un danno del tutto analogo a quello prodotto da altri comportamenti insalubri, come mangiare troppo o non fare attività fisica. Ed è un danno economico molto meno grave e diretto di quello determinato dall'evasore fiscale o dal dipendente pubblico fannullone che ruba il suo stipendio. Il discorso del costo sociale quindi regge fino ad un certo punto e poi, se la mettiamo sul denaro, credo che valgano ancora le mie considerazioni - di qualche post addietro - sul costo immenso della repressione (credo molto maggiore di quello sanitario risparmiato col proibizionismo). E la storia insegna, senza rilevanti eccezioni, che il proibizionismo riduce (poco) il consumo e aumenta (molto) i crimini collaterali connessi alla gestione criminale del "prodotto". Siamo tutti d'accordo che drogarsi è, prima ancora che "sbagliato", semplicemente stupido. Ma ci sono molte cose stupide o anche cattive (mettere le corna alla moglie in fondo "fa del male a qualcuno" più del drogarsi) che però non sono reato. Il diritto penale non può occuparsi di tutto: in Italia lo fa già troppo ed è anche per questo che non funziona niente. Non c'è di peggio che emanare norme che poi non si riesce a fare rispettare, lo Stato spreca risorse e perde credibilità. Se tutto è reato, niente è reato. Ripeto, non so quale sia la soluzione al problema droga, ma dubito che il proibizionismo assoluto (anche alcool, tabacco, hamburger) porti a qualche risultato concreto.
  24. GTVeloce 71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    Ciao a tutti, discussione interessante. Butto legna sul fuoco, vediamo un po'. Per esperienza professionale, dico che in Italia la repressione penale (durissima) della vendita di stupefacenti e la repressione amministrativa (blandissima) del consumo di stupefacenti ha prodotto, diciamo dal 1975 (dalla legge 685, per intendersi) un gigantesco sforzo sociale ed economico. Gran parte dei procedimenti penali da trent'anni a questa parte è per reati di droga, molti altri reati gravi (omicidi, associazioni a delinquere) sono connessi comunque al traffico di droga, metà dei detenuti in Italia è dentro per droga, moltissimi magistrati e poliziotti sono impegnati a tempo pieno nella lotta alla droga, la stessa lotta alla criminalità organizzata è in gran parte una lotta alla droga, perché le mafie guadagnano molto più con la droga con gli altri settori di business (prostituzione, appalti, rifiuti, armi). Il fatto che il traffico di droga sia così duramente represso sposta in alto l'asticella del criminale in grado di occuparsene, togliendo il business al piccolo contrabbandiere di sigarette, all'evasore fiscale di alcoli clandestini, per consegnarlo nelle mani di chi ha la durezza, la cattiveria e l'organizzazione per gestire un lavoro pagato con la reclusione fino a venti anni per conquistare le piazze di spaccio a suon di rivolverate alle bande rivali. La lotta alla droga, poi, assorbe tali e tante energie di polizie e magistratura da sottrarne alla repressione di altri reati: provate a sporgere una querela per truffa e ditemi se ottenete la condanna del responsabile; oppure provate a sporgere denuncia per furto e verificate se qualcuno si mette a cercare il ladro della vostra auto (o anche solo l'auto). Ora, a fronte di questo campo di battaglia (chi è bravo con i numeri può calcolare i costi economici), bisognerebbe vedere se è stato raggiunto, almeno in parte, l'obiettivo che tale sistema si prefigge: la radicale diminuzione del consumo. A me, francamente, pare di no. Dunque? Io non credo che ci siano ricette facili, però vivere di soli principi è un ottimo modo per non risolvere niente in concreto. Allora, probabilmente è un principio giusto la lotta ad un fenomeno che mina gravamente la salute pubblica, mi bisogna onestamente vedere se vale la pena. Io spesso mi chiedo che succederebbe se venisse liberalizzata la vendita e soltano impedito il consumo in pubblico (alla guida, ma non solo perché se hai tirato tre righe di coca a vai per strada rompi le palle al prossimo perché magari vuoi menare il primo che ti guarda strano). Forse non molto. Probabilmente il consumo aumenterebbe, ma siamo già a livelli tali (oggi quasi chiunque se vuole prendere qualcosa, dal fumo all'eroina, lo fa, fottendosene del fatto che è un traffico illecito) che l'aumento non sarebbe poi così rilevante. In cambio, tutti gli effetti collaterali di cui sopra cesserebbero o quasi e forse quelle risorse che da oltre trent'anni vengono bruciate nel fuoco di questa battaglia senza fine e senza speranza, verrebbero destinate ad altro. Che poi sono d'accordo che è triste, che è una bandiera bianca, tutto vero. Ma un buon generale capisce anche quando è il momento di arrendersi. Ci sono fenomeni che pur sbagliati non si arginano con la legge: la droga, come la prostituzione, è uno di questi. Forse tanto vale accettarlo e impiegare le energie a contenerlo in ambiti limitati. Un po' come l'acqua di un fiume: non puoi pensare di fermarla, perché qualunque diga tu eriga, prima o poi la supererà; puoi pensare di incanalarla correttamente con argini e condotte, per evitare che inondi campi e città. Quanto alla negazione del trattamento sanitario ("se ti intossichi con la droga cazzi tuoi e lo Stato non paga le tue cure"), è giusto in linea di principio, ma anche questo è un principio inapplicabile, perché vale per l'alcool, per le sigarette, per la pastasciutta, per gli hamburger, per le moto. IN che senso? Semplice: se ingrassi e a sessant'anni hai la pressione alta e ti viene un ictus cazzi tuoi, dovevi mangiar meno; se ti schianti in moto perché tiri sul passo del Muraglione cazzi tuoi dovevi andare più piano... Il discorso della responsabilizzazione del (futuro) paziente è giusto ma impossibile da applicare. Qualcuno sì e qualcuno no? Ma allora è ingiusto. Il fatto è che molti esseri umani in qualche modo si autodistruggono, chi in un modo chi nell'altro, chi velocemente chi lentamente. Forse non è neanche del tutto giusto vietarlo, se non in parte, per limitare l'impatto (economico, ma non solo, non contano solo i soldi) sugli altri. Come si fa non lo so, ma sono abbastanza convinto che sia tempo di studiare una strada nuova, perché quella seguita sinora non mi pare che stia funzionando.
  25. Sarebbe davvero bello, ma... fulminano così Brera e Spider? Avrebbero fegato...
Background Picker
Customize Layout

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.