Continuamo a fraintenderci. Alla fine anche tu, blu pitti, sta dicendo in parole diverse quello che vado dicendo io da un po' di tempo a questa parte. Non ho nessun problema a riconoscere che senza l'avvento degli arabi, il turismo in Sardegna avrebbe tardato ad arrivare, e sicuramente ben difficilmente sarebbe decollato grazie ai sardi stessi.
Non ce l'ho con i turisti (ormai da anni lo sono diventato anch'io) ma bensì con chi avrebbe dovuto pianificare e organizzare le infrastrutture per accogliere una fiumana di turisti che sono ogni anni un milioncino scarso e scusatemi se poco. Pianificare non solo da un punto di vista infrastrutturistico ma anche di impatto ambientale e da un punto di vista paesaggistico. E lo scempio della baia di Porto Conte è lì ogni giorno a dimostrarlo. Un albergo a cinque stelle non devi per forza farlo in riva al mare ma lo puoi fare anche a trecento metri dietro la pineta che piano piano sta scomparendo. Poi i trecento metri te li fai a piedi nella pineta stessa (e vedrai se un turista non lo apprezza una cosa del genere...) e gli ombrelloni se li trova già lì sulla spiaggia. E questo è solo uno stupido esempio di come per fare turismo, offrire le infrastrutture e rendere il turista felice non c'era bisogno di perpetuare uno scempio ambientale di immane proporzioni. E di esempi così ce ne sono purtroppo a bizzeffe in Sardegna.
Ce l'ho con chi, nell'amministrazione regionale (e non tra i turisti) avrebbe dovuto operare una pianificazione e un controllo sull'abusivismo edilizio, anzichè intascare le solite mazzette dall'imprenditore che veniva dal continente di turno. E' quello che prima di tutto volevo mettere in evidenza come non ci sia mai stato da parte delle amministrazioni locali nessuno studio di impatto sul territorio e pianificazione di strade e risorse idriche. E questo purtroppo è triste. E chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati non serve a niente.
Non ce l'ho nè con te nè con Guglielmo, sono solo amareggiato verso chi avrebbe dovuto operare e controllare ma invece ha fatto i suoi sporchi interessi.
Ben venga una tassa ambientale che serva almeno (e anche in pratica e non solo sulla carta) a compensare le spese di pulizia autunnali. Spero che adesso sono riuscito a spiegare il mio punto di vista.