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  1. FRANCOFORTE (MF-DJ)--Moody's ha rivisto l'outlook del settore automobilistico globale da negativo a stabile. La revisione, si legge in una nota dell'agenzia, riflette il fatto che la drastica riduzione della produzione globale di veicoli registrata negli ultimi 12 mesi ha iniziato a rallentare e che una ripresa molto modesta potrebbe prendere piede. Questo dovrebbe contribuire al consolidamento dei fondamentali di business dei produttori automobilistici. L'agenzia precisa comunque che la revisione dell'outlook globale non interessa gli outlook delle singole case, che continueranno a riflettere i fondamentali e i profili finanziarie delle stesse. Quanto alle prospettive del settore, Moody's stima una calo del 20% delle vendite nel 2010 e dell'8% nel 2009 a 64,6 mln di unita'. Gli esperti dell'agenzia fanno comunque presente una differenza "sostanziale" nello sviluppo dei mercati regionali con la domanda in Europa Occidentale nel 2010 vista debole a causa dell'assenza degli incentivi che hanno supportato le vendite nell'anno in corso. Falk Frey, senior vice president di Moody's prevede un calo delle vendite sia nel caso di rinnovo degli incentivi che di loro conclusione definitiva e stima per la sola Germania un calo nel 2010 del 27% delle immatricolazioni. Quanto al Nord America, sebbene sia previsto un "leggero rimbalzo" rispetto ai "livelli depressi" del 2009, il 2010 dovrebbe vedere immatricolazioni a circa 11,5 mln di unita', ben al di sotto dei picchi degli anni passati.
  2. Fiat: Deutsche Bank alza rating a buy, Tp a 15 euro
  3. Chiusura FIAT del 15 ottobre 2009: 11,10 (massimo relativo) Aggiornamento valori di uscita: 1/2 posizione (-20%): 8,88 Euro 1/2 posizione (-30%): 7,77 Euro
  4. Io cambio lo stop loss (che in questo caso è corretto chiamare trailing stop, perchè non identifica un valore di uscita da cui si ricava una perdita, ma un valore al raggiungimento del quale si decide di vendere il titolo) al raggiungimento nell'asta di chiusura di un nuovo massimo per il titolo (ovviamente non un massimo assoluto, ma relativo, partendo dalle quotazioni toccate ad inizio anno). Poniamo che stasera l'azione Fiat chiuda a 11,50, ecco che allora aggiornerò al rialzo i miei valori di uscita. In questo modo io so esattamente già oggi quale sarà il risultato del mio investimento e più Fiat crescerà, più i miei valori di uscita si eleveranno. La scommessa è sulla ripresa dell'utile netto per il titolo Fiat nel 2010-2011 e seguenti. Ti inserisco un grafico storico aggiornato, se fai caso alla crescita nel 2005-2007, con questo sistema saresti uscito sui 20, dopo che il titolo, toccati i 24 Euro ha iniziato a scendere, fino ad arrivare sotto i 4 Euro. Non esistono strategie sempre vincenti, questo è soltanto un buon compromesso tra il vendere subito e non vendere mai.
  5. No forse non mi sono spiegato bene. Allora alcuni giorni fa Fiat ha fatto in chiusura 11,02, è un massimo se consideriamo che è partita ad inizio anno da 3,5 Euro. Non tenere conto delle quotazioni raggiunte nel 2007. Il problema da affrontare è: Cosa faccio? 1) Esco ora ed incasso la mia plusvalenza? (sempre se sono enrato sul titolo con un prezzo di carico più basso) 2) Rimango investito e spero che salga ancora? La cosa importante per la gestione di un investimento è fissarsi una regola per uscire dallo stesso. Puoi scegliere di uscire appena il titolo perde 1 Euro, ma se poi si tratta di uno storno fisiologico e riparte poi a razzo ti mangi le mani. Oppure ti fissi un target che una volta raggiunto ti porta a vendere ed a incassare il tuo profitto. La mia strategia (comune a quella della maggior parte degli investitori di medio-lungo termine) ti consente di avvantaggiarti delle possibili risalite del titolo negli anni, mantenendo però una via d'uscita se le cose si dovessero mettere male (è evidente che sia importante preservare il capitale, quindi che ci siano delle soglie sotto le quali si tenda a realizzare). In definitiva il prezzo di uscita è in funzione di ogni nuovo massimo raggiunto dal titolo: se arriva a 12, tu uscirai a 9,6 se arriva a 13: uscita a 10,4 se arriva a 15: uscita a 12 E così via. In pratica se il titolo nei prossimi mesi non farò correzioni superiori al 20-30% tu potrai mantenere l'investimento perchè i tuoi valori di uscita non saranno stati toccati. Mi fa molto piacere parlarti di cose che conosco perchè non sai quanto sto imparando io leggendo i tuoi post sull'automotive. Ciao, in parte ti ho risposto sopra, evidentemente l'entità del margine da fissare per lo stop dipende anche dal prezzo di ingresso. Se sei entrato sui minimi, sei già in guadagno, se sei entrato da poco è probabile che debba chiudere eventualmente l'operazione in perdita, quindi si può anche restringere lo stop loss. A mio parere si può lasciare e continuare con questa discussione, credo che rientri alla voce "finanza" presente nel titolo di questa sezione di forum.
  6. Volevo concentrare l'attenzione, dato che se ne è parlato negli interventi precedenti, sulla strategia di uscita dal titolo, qualora qualcosa andasse storto e si ripetesse il crollo dell'anno scorso. E' sempre stata la cosa più difficile per un trader gestire la posizione, ma ragionando sul medio lungo termine e con time frame molto allargati si tratta di trovare un buon compromesso tra la fiducia nel titolo ed il realizzare degli utili, che rimangono solo teorici finchè non si è venduto. Pensavo di indicare la mia strategia e di aggiornare ad ogni nuovo massimo del titolo Fiat i miei valori di uscita, ritenendo possa essere interessante anche per chi legge. La regola è semplice: trailing stop espresso in valore percentuale sul massimo del titolo raggiunto in chiusura di giornata. Metà posizione si vende al raggiungimento di un -20%. L'altra metà al raggiungimento di un -30%. Valori questi che permettono di rimanere investiti anche con correzioni importanti. Abbiamo avuto per Fiat un massimo in chiusura ad 11,02 il 12 ottobre 2009. I 2 prezzi di vendita per le 2 metà: 8,81 la prima metà di azioni. 7,71 la seconda metà di azioni.
  7. Per fugare ogni dubbio aggiungo 2 cose: 1) Nell'ottimo esempio sopra riportato da Scarface c'è una lieve imprecisione, l'accredito in banca avverrà 3 giorni lavorativi successivi alla data dello stacco. Ad esempio nel 2008 la data dello stacco era prevista il 21 aprile (data alla quale il titolo avrà aperto tenendo conto di un -0,40) ed il pagamento in conto corrente il 24 aprile. 2) Non è affatto vero che il titolo i giorni precedenti lo stacco del dividendo debba salire, anzi, a volte fa il contrario e provo a spiegarne il motivo: E' ovvio che se tutti sapessero che la settimana prima dello stacco il titolo tende a salire, chiunque si posizionerebbe sul titolo la settimana precedente, e quella precedente ancora per poi vendere il giorno prima dello stacco del dividendo. Ma in finanza si dice che non ci siano pasti gratis, ergo l'ammontare del dividendo viene incorporato nel valore del titolo durante tutto l'anno. Nel caso di Fiat poi, il dividendo in % sul valore del titolo inciderà molto poco nei prossimi anni (lo 0,40 del 2008 con il titolo a 15 Euro era inferiore al 3%, cifra alla quale bisogna sottrarre pure il 12,5% che si paga di trattenuta). Come appare chiaro leggendo le recenti trimestrali (il 21 ottobre verrà rilasciato il terzo trimestre 2009), almeno per il 2010 meglio non farsi illusioni. In più non è nemmeno detto che sia sano per la società distrarre risorse utili agli investimenti in dividendi agli azionisti, in America si fa molto meno caso ai dividendi e molto più all'utile per azione che è quello che spinge in alto la quotazione di un titolo. Suggerisco infine per chi detenesse azioni Fiat e credesse nel Piano Chrysler di fissare un trailing stop 2-3-4 Euro sotto l'ultimo massimo raggiunto dal titolo, oppure espresso in percentuale (20-30% al di sotto) e provare a tenere a lungo la posizione (almeno questa è la mia ottica su Fiat). Basta dare un'occhiata a questo grafico degli ultimi 5 anni per capire che con questa strategia si sarebbe potuto guadagnare molto (il grafico non tiene conto dell'ultimo mese):
  8. Beh, per farti un'idea, nel 2007 il Gruppo Fiat ha realizzato 2.054 milioni di utile netto ed ha distribuito il 24 aprile 2008 0,40 centesimi ad azione. Calcolando che nel 2009 dovrebbe andare se va bene sui 100 milioni di utile netto (per ora siamo a - 590), se ne deduce che anche se pagherà il dividendo, quest'ultimo sarà ben poca cosa e non smuoverà assolutamente il titolo. Per avere un quadro completo dei bilanci trimestrali, ho provato a "catalogarli" in alcune tabelle di sintesi qui: Fiat finance
  9. Parli dei dividendi Fiat in eventuale pagamento nel 2010? Perchè quest'anno non li ha distribuiti, e non è detto che nemmeno il prossimo anno lo faccia.
  10. Devono quotarla perchè i sindacati, proprietari di Chrysler al 55% tramite la Veba, non hanno intenzione di diventare azionisti di lungo termine ed hanno interesse a monetizzare. "Glielo dobbiamo, fa parte degli accordi" ha detto Marchionne. Gli analisti di Morgan Stanley hanno ribadito che 16,8 Euro è il prezzo giusto per Fiat, raddoppiando la valutazione rispetto ai precedenti 8,3 Euro (25,2 Euro nello scenario più roseo). Il raddoppio è legato a Chrysler. Alla valutazione iniziale di 8,3 Euro si aggiungono: 1,2 Euro ad azione per il 35% della Chrysler che Fiat ha opzionato 5,3 Euro per le sinergie sprigionabili 2 Euro per altri benefici in termini di ricavi. Il tutto fa: 16,8 Euro
  11. Ho letto che un possibile ragionamento alla base di tali rialzi del titolo sarebbe stato il seguente: 1) Marchionne annuncia che Chrysler verrà quotata in borsa entro fine 2010. 2) Se decide di quotarla significa che avrà un valore positivo. 3) Altavilla afferma che stanno lavorando come matti per salire in Chrysler, dal 20% al 35% con i famosi 3 step iniziali (per poi arrivare al 51%...). 4) Ergo la quotazione Fiat deve incorporare il 20-35-51% del valore che avrà Chrysler una volta quotata. In più mettiamoci il possibile newsflow positivo dei dati sul terzo trimestre che verranno rilasciati il 21 ottobre ed il piano che verrà presentato al mercato per Chrysler del 4 novembre e si può capire il perchè il mercato si stia riposizionando. C'è anche da tenere sotto osservazione l'andamento dei titoli risparmio (trattati a volumi molto forti), gli acquisti di Exor e la liquidità che quest'ultima ha da investire. Oltre che il solito scorporo dell'Auto dal resto del Gruppo.
  12. Chrysler: Marchionne, utile operativo in 2 anni (stampa) ROMA (MF-DJ)--"Non credete a tutto quello che sentite sulle cattive condizioni di Chrysler". Lo afferma l'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, in un colloquio con Globe and Mail. "Posso prevedere che torneremo a fare utili nei prossimi 24 mesi" dice, spiegando che si tratterebbe di utile a livello operativo. Di Chrysler si dice che stia bruciando enormi quantita' di liquidita', mentre vendite in calo minacciano di trasformarla in un piccolo produttore di auto. La strategia di rilancio -un mistero fin quando Marchionne non la presentera' ufficialmente il 4 novembre- sembra destinata ad essere un lento, straziante processo considerando l'attuale gamma di prodotto. Le possibilita' che Chrysler riprenda a fare utili presto sono attorno allo zero. Una seconda bancarotta non e' da escludere. Nonostante questo, Marchionne dice: "siamo vivi e vegeti". E' convinto che il rilancio di Chrysler sia piu' reale che teorico, nonostante la mancanza di sviluppo di prodotti Chrysler sotto la gestione di Cerberus Capital Management. Le vendite di Chrysler registrano ancora cali a settembre: sono in calo del 42% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, con un povero 8,3% della quota di mercato Usa. Diversi analisti, tuttavia, prevedono una ripresa delle vendite auto in Nord America. Chrysler si sta gia' risollevando, spiega Marchionne, a solo cinque mesi da quando Fiat ha rilevato una quota del 20% e ne ha assunto la gestione.
  13. Chrysler e Lancia PRONTE A "SPARTIRSI" L'EUROPA Pubblicata il 07/10/2009 Secondo "Automotive news", il Gruppo Fiat ha intenzione avviare sul mercato europeo un legame molto stretto fra Lancia e Chrysler che comprenda tutti i segmenti, dalle piccole due volumi alle grandi berline. E proprio la recente nomina di Olivier Francois ai vertici della Casa americana sarebbe stato il primo concreto passo verso questa integrazione. Una condivisione che coinvolgerà non solo i prodotti, ma anche e soprattutto la distribuzione, ossia la rete di vendita. Per realizzare l'erede della Thesis, giusto per fare un esempio, Lancia potrebbe servirsi del pianale della 300C. Per contro, Chrysler potrebbe lanciare una piccola di nuova generazione partendo dalla Ypsilon. I tempi dell'accordo. Un'operazione importante per il Gruppo Fiat, che sembra destinata a concretizzarsi in tempi brevi.
  14. Ecco la notizia completa, intendevo che comunque vi sarà un impegno manageriale di Francois lontano da Lancia... Fiat: O.Francois nominato presidente e a.d. brand Chrysler AUBURN HILLS (MF-DJ)--Nell'ambito di alcune modifiche nell'organigramma di Chrysler Group, Olivier Francois, responsabile del brand Lancia, e' stato nominato presidente e a.d. del marchio Chrysler con responsabilita' sul relativo portafoglio prodotti. Francois, si legge in una nota, manterra' il suo incarico in Lancia e sara' anche a capo della funzione Marketing con responsabilita' sul coordinamento delle strategie mondiali, sullo sviluppo dei brand e sull'advertising dei marchi Chrsyler, Jeep, Dodge e Dodge Ram. Il gruppo statunitense, di cui Fiat detiene il 20% del capitale, ha inoltre nominato Fred Diaz jr quale presidente e Ceo del marchio Dodge Ram e responsabile dell'organizzazione vendite dell'intero gruppo negli Usa. Il marchio Dodge avra' inoltre come presidente e Ceo Ralph Gilles, che continuera' a guidare la funzione Product Design. Il marchio Jeep continuera' ad avere come presidente e Ceo Michael Manely, che sara' anche a capo delle attivita' internazionali del gruppo fuori dai Paesi del Nafta e avra' la responsabilita' sull'implementazione degli accordi di cooperazione per la distribuzione dei prodotti Chrysler tramite la rete della Fiat. Infine Joseph Veltri entrera' nel Management Team in qualita' di capo della Pianificazione Prodotto. Nella nota si spiega inoltre che Peter Fong ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente e Ceo del brand Chrysler per motivi personali, mentre Michael Accavitti ha lasciato analogo incarico per il brand Dodge per perseguire altri interessi professionali. "La strategia focalizzata sui brand e' stata ridefinita ulteriormente con la suddivisione del brand Dodge, ora rappresentato dalle due funzioni Dodge Ram Brand e Dodge Car Brand. Questa riorganizzazione ci consentira' di proteggere e sviluppare l'unicita' dei modelli a marchio Dodge", ha affermato Sergio Marchionne, Ceo di Fiat e Chrsyler Group.
  15. Eh sì non è una bella notizia per Lancia, magari si fonderà con un altro brand Chrysler... Nella foto: con Sergio Marchionne, da sinistra, Sergio Cravero (Alfa Romeo), Michael Manley (Jeep), Peter Fong (Chrysler), Lorenzo Sistino (FIAT), Harald Wester (Maserati e Abarth), Francois Olivier (Lancia), Michael Accavitti (Dodge). La Presidenza della nuova società era andata a Robert Kidder, già presidente di Chrysler.
  16. Addirittura hanno anche previsto che triplichino nello scenario più favorevole: "le azioni raddoppiano nel nostro scenario base e triplicano in quello più positivo".
  17. Il broker spiega che la collaborazione con Chrysler offre la possibilità di creare miliardi di euro di valore agli azionisti Fiat che non pensiamo sia riflessa nel prezzo. Gli analisti di Morgan Stanley spiegano che le azioni raddoppiano nel nostro scenario base e triplicano in quello più positivo. Gli analisti aggiungono che Fiat è l'unica società che ha approfittato delle valutazioni sotto pressione per la crisi e da condizioni politiche senza precedenti per allargare in modo significativo le sue potenzialità strategiche. Un'altra ottima notizia per Fiat, uscita quest'oggi, a rinforzo della performance borsistica, la posto qui in attesa di trasferirla magari poi nella discussione sul mercato brasiliano di settembre: Fiat: la 500 commercializzata da ottobre anche in Brasile TORINO (MF-DJ)--Oggi a Rio de Janeiro e' stata presentata alla stampa nazionale la Fiat 500 che sara' commercializzata all'inizio di ottobre in Brasile. Nello stesso periodo, informa una nota, la vettura sara' anche lanciata in Colombia, Barbados e Panama mentre sara' presentata in Giamaica prima della fine del 2009. Senza dimenticare che in Sud America la nuova vettura Fiat e' gia' presente in Argentina, Cile, Curacao, Costa Rica, Guatemala, Messico, Peru', Repubblica Dominicana, Sain Martin e Paraguay. Disponibile negli allestimenti Sport e Lounge, la Fiat 500 commercializzata in Brasile e' proposta con il motore 1.4 16v da 100 CV abbinato a un cambio meccanico a 6 marce o a un cambio Dualogic a 5 marce (robotizzato sequenziale). Il propulsore e le sospensioni sono state adattate alle esigenze del mercato locale con il sistema di iniezione dotato di una nuova calibrazione in funzione del 22% di etanolo presente nella benzina in commercio in Brasile. Allo stesso modo, sono stati cambiati alcuni componenti che sono a diretto contatto con questo combustile. Anche le sospensioni sono state riviste in funzione delle strade brasiliane aumentando sia la flessibilita' delle molle sia la corsa degli ammortizzatori. In Brasile la vettura propone 7 airbag di serie e altre soluzioni tecniche nel campo della sicurezza attiva: dall'Abs completo di sistema Ebd (Electronic Brake Distribution) all'Esp (Electronic Stability Program), dal sistema antislittamento Asr (Anti Slip Regulation) ai dispositivi Hill Holder, che assiste il guidatore nelle partenze in salita, e Hba (Hydraulic Brake Assistance) che aiuta nelle frenate di emergenza. "Vera e propria icona del "Made in Italy" - conclude la nota - il modello Fiat 500 ha conquistato il pubblico e la critica internazionale come dimostrano gli oltre 390.000 ordini finora raccolti e piu' di 40 premi assegnati a livello mondiale".
  18. Questi sono gli ultimi 5 anni del titolo FIAT, speriamo possa ritornare in alto. Il grafico riassume molto bene la ristrutturazione avviata da Marchionne nel 2005 e la crisi finanziaria mondiale dal 2008.
  19. Che il Piano per Chrysler stia convincendo sempre più? Il titolo raggiunge subito i 9,50 Euro, +8%.
  20. 2009-09-30 18:46 Rete Italia usera' finanziaria Fiat Primo passo integrazione tra i due gruppi (ANSA)- ROMA, 30 SET- Da domani tutti i concessionari di vetture del gruppo Chrysler si appoggeranno alla Sava, utilizzata dai concessionari del gruppo Fiat. E lo stesso avverra' in Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna. La responsabilita' dei finanziamenti quindi passera' dalla Mercedes Benz Financial Services, finanziaria di riferimento dei concessionari Chrysler dai tempi della fusione con la Daimler, al Fiat Group Automobiles Capital, a cui fa capo la Sava.
  21. Chrysler: niente più ordinativi per Magna pubblicato: mercoledì 30 settembre 2009 da Fabio Sciarra Sergio Marchionne, amministratore delegato di Chrysler, avrebbe preso la decisione di interrompere gli ordinativi diretti a Magna International. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, rappresenta l’ennesimo colpo duro per il fornitore austro-canadese, che potrebbe perdere anche le commesse provenienti da Volkswagen e BMW. L’acquisizione di Opel, dunque, si sta rivelando (come da previsioni, peraltro) la prima mossa di un domino internazionale, che vede tanti costruttori automobilistici reagire a questo potenziale “conflitto d’interessi” in seno a Magna, fornitore automobilistico, e da qualche tempo anche principale azionista di un costruttore automobilistico. A dire la verità, Marchionne non ha esplicitamente tirato in ballo l’accordo Magna-Opel tra le cause della decisione, ma cogliere il nesso è elementare. Ad oggi Chrysler realizza negli impianti austriaci di Magna la Jeep Grand Cherokee e la Chrysler 300C. In futuro queste due auto potrebbero essere realizzate nell’impianto Bertone di Grugliasco, dopo un processo di ammodernamento che costerà a Fiat circa 150 milioni di euro in tre anni e che porterà la capacità produttiva a 70.000 unità l’anno.
  22. Le dichiarazioni di Marchionne di oggi: Fiat: Marchionne, operazione Opel non e' concorrenza leale ROMA (MF-DJ)--"L'ultima operazione dell'Opel mi pare chiara: non e' concorrenza leale". Lo ha detto l'a.d. di Fiat Sergio Marchionne a margine dell'assemblea Anfia riferendosi all'operazione Opel in Germania. Marchionne ha poi aggiunto: "non e' che noi ci presentiamo a finanziare la nostra attivita' e abbiamo uno Stato che garantisce 4,5 mld di euro di finanziamento agli altri. Quel gioco li sono capace di farlo anche io". Fiat: Marchionne, Chrysler fondamentale per centrare obiettivi ROMA (MF-DJ)--"L'alleanza con Chrysler e' fondamentale perche' ci permettera' di creare le condizioni per centrare gli obiettivi": "aumentare il numero complessivo di vetture prodotte da un singolo produttore", e "aumentare il numero di vetture ricavate da una singola piattaforma". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, spiegando che "adesso questi numeri sono alla nostra portata, li possiamo raggiungere grazie a una crescita organica e seguendo lo sviluppo di un preciso piano strategico. Anche i risultati economici e commerciali - ha aggiunto Marchionne - sono un esempio di come la Fiat abbia saputo reagire di fronte all'imprevisto della crisi". "In Chrysler stiamo procedendo a ritmo molto serrato per poter presentare il piano industriale a novembre. L'operazione conclusa con il costruttore americano - ha concluso - e' di importanza vitale per la Fiat". Fiat: Marchionne, con conflitti a priori da nessuna parte ROMA (MF-DJ)--"Con il conflitto a priori non si va da nessuna parte. Anzi, penso che azioni di scontro immotivate portino solo danni, perche' non fanno altro che regalare occasioni d'oro alla concorrenza". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, riferendosi, tra l'altro, alle parti sociali e ai rapporti conflittuali in generale. "Sono convinto che l'industria sia pronta ad affrontare una nuova fase" che "implica scelte chiare e mirate. Ma gli sforzi dell'industria, da soli, non sono sufficienti. Occorre che tutti gli attori coinvolti vogliano risolvere i problemi che soffocano questo settore. Occorre che tutti facciano un passo avanti anziche' uno indietro", ha concluso. Auto: Marchionne; -6% a/a vendite in 09, poco sopra 2 mln unita' ROMA (MF-DJ)--"Le misure di sostegno al mercato hanno contenuto il calo delle vendite, che dovrebbero attestarsi a fine anno poco sopra quota 2 mln di unita', cioe' oltre il 6% in meno rispetto al 2008". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, parlando delle vendite di auto in Italia nel 2009. Auto: Marchionne, senza uscita incentivi sotto 2 mln in 2010 ROMA (MF-DJ)--"Anche in Italia, in assenza di un'uscita graduale dalla fase degli incentivi, e' ragionevole pensare che il mercato nel 2010 scenda ben al di sotto della soglia dei 2 mln, con una perdita di circa 600.000 unita' rispetto a un anno come il 2007". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne Auto: Marchionne; veicoli commerciali in crisi, serve intervento ROMA (MF-DJ)--"La filiera produttiva dei mezzi di trasporto commerciali e' in profonda crisi. Per questo si rende necessario un intervento forte". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, spiegando che "l'allargamento della Tremonti-ter ai veicoli commerciali e industriali sarebbe una boccata d'ossigeno non solo per l'industria del settore, ma anche per centinaia di migliaia di persone che lavorano con questi mezzi: artigiani, commercianti e autotrasportatori". "I veicoli industriali sono in caduta libera da un anno e mezzo. Le prospettive per il 2010 sono ancora molto incerte. Potrei darvi molti altri numeri sul crollo degli ordini; sulla flessione dei singoli segmenti; sul comparto dei city bus che in Italia sta ottenendo il primato europeo per il picco negativo", ha concluso. Auto: Marchionne, in 2010 12,5 mln immatricolazioni in Ue ROMA (MF-DJ)--"La previsione piu' credibile per il mercato europeo dell'auto nel 2010 e' di quasi 12,5 mln di immatricolazioni". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, aggiungendo che questo "significa oltre 1 mln di unita' in meno rispetto a quest'anno, e se lo confrontiamo con un anno come il 2007, il crollo sara' superiore al 20%". Secondo Marchionne "ci sono segnali di miglioramento ma il mercato dell'auto non e' ancora in grado di reggersi sulle proprie gambe. Per questo e' necessario trovare una via di uscita morbida dalla fase degli incentivi, in tutta Europa. Un taglio netto - ha avvertito Marchionne - farebbe ripiombare la domanda nel baratro, con conseguenze pesantissime per il settore dell'auto". Il manager ha poi spiegato che "senza una politica di phase-out graduale dagli incentivi, saranno i modelli di segmenti piu' piccoli a soffrire di piu' nel 2010". Fiat: Marchionne, non mi interessa riapertura Ue dossier Opel ROMA (MF-DJ)--"Non ho la minima idea. Ho la testa lontana dal dossier. Non mi interessa minimamente. Basta che siano coerenti con le leggi competitive europee". Cosi' l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, ha risposto a chi gli chiedeva di una possibile riapertura della partita Opel da parte dell'Antitrust europeo. Fiat: Marchionne, 3* trim. perfettamente in linea con previsioni ROMA (MF-DJ)--"Oggi si chiude il terzo trimestre, sul quale non posso ovviamente anticipare nulla. Quello che pero' posso garantire e' che l'andamento economico del gruppo e' perfettamente in linea con le nostre previsioni". Lo ha detto l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, intervenendo all'assemblea generale dell'Anfia, aggiungendo che "se ci limitiamo a guardare i primi sei mesi dell'anno -che sono stati anche quelli piu' difficili- Fiat Group Automobiles ha raggiunto risultati soddisfacenti, specialmente se paragonati a quelli dei concorrenti. Il risultato della gestione ordinaria e' stato positivo per 125 mln di euro". Fiat: Marchionne, serve graduale diminuzione incentivi ROMA (MF-DJ)--"Bisogna trovare il mezzo per entrare in una fase graduale di diminuzione di questi incentivi" per il settore auto perche' "il sistema non puo' continuare per sempre". Lo ha detto l'a.d di Fiat, Sergio Marchionne, a chi gli chiedeva se gli incentivi al settore auto dureranno fino al 2011, spiegando che "bisogna ragionarci per vedere in che modalita'" ridurre progressivamente gli incentivi. Le performance "commerciali sono un altro chiaro indicatore della solidita' della Fiat. Nei primi otto mesi del 2009, la nostra azienda si e' mossa in netta controtendenza. Nonostante il mercato in Europa occidentale sia calato del 6,6% -ha concluso- il gruppo Fiat ha registrato un incremento delle vendite dell'1,6%".
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