Altre fonti riportano un 6 cilindri benza da 300 CV e un analogo a gasolio da 250 CV, oltre a un V8 da 550 CV. Non è chiaro nemmeno a loro cosa metteranno sotto il cofano...
Ecco l'articolo (dal sito di Confintustria Livorno):
Et voilà, la macchina di Rossignolo - Il Tirreno Livorno
Sportiva ma con classe: presentata l’auto “Made in Livorno”
Anteprima a Palazzo Chigi con Gianni Letta Sellerie cucite a mano e potenza Il nome top secret
DALL’INVIATO CRISTIANO MEONI
ROMA. Gianni Letta apre e chiude la portiera, si accomoda sul sedile in pelle e accarezza la consolle, poi esce e compie un mezzo giro intorno alla macchina, con le sue preziose scarpe Rossetti assesta un colpetto ad una gomma, come per saggiarla, arretra di un passo per guardare meglio. «Geniale». «Le piace davvero?» domanda compiaciuto Rossignolo. «Magnifica».
Nello scenario di Palazzo Chigi, ieri mattina è stata presentata la prima auto della De Tomaso, la luxury car che sarà in parte realizzata a Livorno. La macchina di Rossignolo, quella che doveva essere un bluff e invece è un siluro grigio-metalizzato di 5 metri e 5 centimetri piazzato nel centro del cortile, davanti a un Gianni Letta ammirato. L’auto che Gian Mario Rossignolo bramava da trent’anni e che i 150 ex-operai della Delphi aspettano per tornare a lavorare dopo cinque anni di cassa integrazione.
Eccolo, il bolide targato Livorno. E, come tutte le cose belle, è più bella dal vivo. Ma molto più bella. Schiacciata sullo schermo o nelle foto la Slc De Tomaso sembra una qualsiasi coreana ma quando l’hai accanto la sensazione è quasi da Maserati. «Ma non voglio paragoni: è un pezzo unico» protesta Rossignolo.
Accompagnato dai figli Gianluca ed Edoardo, ha presentato al sottosegretario della presidenza del consiglio Gianni Letta il primo modello dell’auto che sarà lanciata al salone di Ginevra (in programma dal 3 al 13 marzo). Poi si è concesso a giornalisti, fotografi e cameramen, nella sala stampa di Palazzo Chigi, davanti allo stesso fondale del Tiepolo che accompagna le conferenze stampa del presidente del Consiglio. Grava un’aria pesante da fine impero su Palazzo Chigi ma Letta è una sfinge eternamente sorridente. E se non vi fosse stata la sventura giudiziaria, c’è da scommettere che anche Berlusconi in persona avrebbe voluto presenziare a questo piccolo miracolo italiano.
Equipaggiata con un motore a otto cilindri a benzina, ha 550 cavalli di potenza, quattro ruote motrici, grinta da vendere. Ma non sono le prestazioni il punto forte della De Tomaso Slc. Piuttosto gli interni, veramente eleganti. Se è il dettaglio che rivela la bellezza, eccolo nelle cuciture a mano: le sellerie, grigio scuro, sono fatte artigianalmente da sellai che Rossignolo si vanta di aver scovato nelle loro botteghe. L’abitacolo è bello e il bagagliaio ampio, «le mazze da golf ci stanno alla grande» scherza. D’altronde l’anno scorso aveva descritto così la sua auto: «la macchina per andare a giocare a golf e poi alla Scala».
Certo, perchè non è un’auto per tutte le tasche. Il prezzo è importante, in linea con quella delle auto della stessa fascia: 100mila euro. Il nome è segreto, «lo sveleremo a Ginevra». E al salone saranno rivelate anche le specifiche tecniche della macchina. Per ora si sa che avrà tre tipi di motorizzazione: oltre agli 8 cilindri, ci sarà un 6 cilindri a benzina (300 cavalli) e un 6 cilindri diesel sovralimentato (250 cavalli). Peserà 250 chili in meno delle concorrenti, grazie all’impiego dell’alluminio al posto dell’acciaio. «E’ il nostro piccolo grande segreto» gigioneggia Rossignolo davanti ai giornalisti. Scettici dapprima e poi curiosi di sapere come farà a stare in piedi la baracca con sole 3000 auto vendute all’anno.
«Sembra una cosa stravagante, ma non lo è - spiega l’anziano condottiero - Abbiamo brevettato una tecnologia, chiamata Univis, che non richiede investimenti robusti, grandi cifre che possono essere ammortizzate solo con grandi volumi di vendita. Per fare un’auto col metodo classico, servono 320 stampi, per la nostra ne bastano 33, con un abbattimento di costi decisivo. Ragione per cui è sufficiente un investimento di 45 milioni per una vettura, contro i 300-400 che richiede una macchina tradizionale».
Ecco perchè, molti, considerano Rossignolo l’anti-Marchionne. A Rossignolo bastano 3000 macchine l’anno mentre Marchionne sostiene che per sopravvivere bisogna produrne 6 milioni l’anno. Rossignolo mette la sede legale a Livorno (zona Picchianti) e Marchionne minaccia di portarla a Detroit. E se il padrone della Fiat lascia Termini Imerese, chi arriva a rimpiazzarlo? Proprio Rossignolo, che è tra le sette società prescelte per insediarsi nello stabilimento siciliano (vuole costruirci le city car per fare concorrenza alla Mini). «Marchionne è come quel gruppo tessile torinese che faceva abiti per tutti, il Gft, e io sono Armani. Lui produce per tutti, io per pochi. Due mestieri diversi».
Ora, sarà un caso: ma anche la nuova Cinquecento fu battezzata nel cortile di Palazzo Chigi, all’inizio del new deal targato Montezemolo. Rossignolo non aspira a tanto, però viene da quel mondo e un pensierino in fondo ce lo fa.
L’atteso annuncio per i 150 operai ex Delphi. I primi modelli in vendita in autunno
Sbloccati i soldi per i corsi
L’Europa dà l’ok. «A giugno si parte con la produzione»
CRI.ME.
ROMA. «L’Unione Europea ha sbloccato i fondi per la formazione professionale, me lo ha appena detto il senatore Ghigo, a cui l’ha riferito il ministro del welfare Sacconi. Questo significa che potremo partire subito con i corsi di formazione per il personale, sia per quello di Livorno che per quello di Torino». Fortuita coincidenza o studiata scelta di tempo? Poco importa, perchè l’annuncio fatto ieri mattina da Gian Mario Rossignolo a Palazzo Chigi è di quelli che fanno svoltare la vicenda.
Doppia festa, ieri, a Roma. Il successo dell’anteprima della macchina con Letta si accompagna con il via libera di Bruxelles, che arriva come una liberazione per 1050 lavoratori in cassa integrazione. «Fermo restando che, per natura, sono abituato a credere quando vedo i soldi - commenta Gian Mario Rossignolo - sono molto soddisfatto di questa novità. Possiamo partire con la produzione a giugno e con le vendita in settembre».
La questione è nota. Il progetto De Tomaso è legato alla riconversione del personale: 900 ex-dipendenti Pininfarina e 150 ex-dipendenti Delphi, tutti riassunti dalla De Tomaso. Gli operai dovranno sostenere corsi di formazione teorici e pratici, che devono essere finanziati. Ma le normative europee vietano finanziamenti pubblici diretti alle aziende, configurandoli come aiuti di Stato lesivi della concorrenza. Per ottenere la liberatoria al finanziamento statale (di circa 7-8 milioni di euro), si è dovuta istruire una pratica alla Commissionme Europea tanto lunga quanto incerta nell’esito. In attesa del verdetto di Bruxelles, per consentire di iniziare i corsi di formazione, la De Tomaso ha partecipato a un bando della Regione Toscana per contributi alla riconversione produttiva. La risposta della Regione è attesa per i prossimi giorni, ma se arriva l’ok di Bruxelles, tanto meglio: sarà importante ma non decisiva. L’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini si è impegnato a venire a Livorno il 24 febbraio per comunicare l’inizio dei corsi di formazione, «altrimenti - avverte Enrico Pedini, sindacalista Fiom - andremo noi a Firenze con i pulmann».
Ecco, annuncia Rossignolo durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, «se tutto è come mi ha detto Ghigo, partiremo subito con i corsi. Abbiamo già ricevuto ordini per 1450 vetture, ordini impegnativi, con lettera di credito, provenienti soprattutto da Germania, Olanda, Belgio e Svizzero. Il nostro punto di pareggio è 1500 vetture l’anno e ancora non abbiamo fatto saloni». A Ginevra (dal 3 al 13 febbraio) si potranno saggiare le potenzialità della luxury car Made in Livorno.
COME SARA’ LA FABBRICA
Qui la parte meccanica e la spedizione, il resto a Torino
ROMA. Tutta la parte meccanica della nuova vettura De Tomaso sarà realizzato a Livorno, nello stabilimento ex-Brovedani di via Francia (Guasticce) dove lavoreranno i 150 ex operai Delphi. I componenti arriveranno via mare e qui saranno assemblati. Il telaio sarà poi trasportato a Torino dove, nello stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco, sarà eseguita la fase carrozzeria e quella degli arredi interni. Le macchine saranno poi rispedite a Livorno per l’imbarco e l’esportazione. I corsi di formazione teorici interesseranno tutti i 150 ex dipendenti della Delphi, mentre quelli pratici inizialmente solo la metà. Dodici lavoratori livornesi “tutor” sono già stati formati con uno stage nello stabilimento di Grugliasco.
Un salotto su quattro ruote e un bagagliaio extralarge
Gli interni, il design, la comodità: sono alcuni dei punti forti della Slc De Tomaso. In attesa della presentazione tecnica dell’automobile, che sarà fatta al Salone dell’Auto di Ginevra (3-13 marzo), ecco alcuni dettagli su cui è caduto l’occhio nell’anteprima di Palazzo Chigi.
I sedili in pelle, cuciti a mano, sono tra le cose più belle dell’abitacolo. Buono lo spazio alla guida, comoda la seduta e l’ingresso nell’abitacolo - l’auto è più alta rispetto a un normale crossover - ampio il bagagliaio, discreta la visuale. I motori sono acquistati da un fornitore (probabilmente americano) che sarà reso noto solo a Ginevra.
Le motorizzazioni previste sono tre: un V8 benzina da 550 cavalli, un V6 benzina da 300 cavalli e un diesel sovralimentati V6 da 250 cavalli. Trazione integrale. Linee morbide della macchina, disegnata dagli addetti dello stabilimento Pininfarina di Grugliasco.