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Quale moto prendere?
Da ducatista convinto, suggerisco un bicilindrico, possibilmente italiano. Magari anche usato, per contenere la spesa. Un Monster tende a perdere valore meno di altre moto. Se si tratta di fare qualche giro intorno all'Etna, o comunque per le statali anche di tutta la Sicilia, va bene anche una naked, perché comunque le velocità sono contenute. Anche se vuoi fare una "sparata" ogni tanto, non hai il problema della pressione aerodinamica. Se invece pensi di andarci in Austria e farti millecinquecento chilometri di autostrada, prendila carenata, se no diventi matto. Io mi trovo benissimo con la mia Sport Touring. Moto poco figa (tanto che Ducati ha smesso di produrla) ma che si trova usata a prezzi ragionevolissimi ed è fantastica. Doti stradali da Ducati (quindi non servono altri commenti), protetta da gran carena e cupolino, sella grande e comoda per passeggero, borse, bauletto... Insomma, se non fai sterrati è davvero una moto totale. Se però vuoi tenerti la possibilità di fare sterrati, pensa a qualche endurona giapponese, ci si viaggia bene, mi dicono. Lascerei stare roba come la Bmw GS: al prezzo che vuoi spendere, trovi roba vecchia, che comunque secondo me non vale quello che costa. Ah, tieni a mente che i cavalli i servono meno della coppia, fuori dalle piste
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[Ufficiale] Alleanza Fiat - Chrysler
Forse tra le due spiegazioni estreme ("il giornalista ha travisato" e "Marchionne era ubriaco"), si può pensare ad una terza via più ragionevole. Considerando che la produzione dei prossimi anni non verrà progettata questo fine settimana tra una pizza e una birra, può darsi che il discorso di Marchionne sia "facciamo importanti sinergie" tra i futuri modelli Alfa Romeo e Dodge. Ora, considerando che: 1) con un pianale condiviso si possono fare macchine esteticamente molto diverse; 2) i pianali Dodge dei modelli più muscolari sono TP 3) i motori andranno comunque condivisi chi dice che un domani non si possa, da uno stesso pianale, tirare fuori la nuova Charger e la nuova Alfetta (insomma una segmento E o qualcosa del genere)? Più avanti magari tornare anche ad una segmento D Alfa a TP? Sinceramente, qui ho visto lamentarsi del fatto che Dodge sia un marchio "muscolare", sottintendendo "sportivo, selvaggio, e anche tamarro". Beh, meglio una "Giulia" tamarra, TP con motori poderosi che l'ennesima TA asfittica, no? Io, poi, non ho mai amato l'idea della Mito. Se fare le macchine "a metà" con Dodge significa abbandonare le Alfa segmento B, ben venga. Inoltre, confesso che a me le sportivacce a tre volumi americane (Charger, Challenger, ma ovviamente anche Mustang, Camaro e compagnia bella) sinceramente non dispiacciono. Non so come sono da un punto di vista telaistico, se stanno correttamente in strada (sui tornanti delle nostre montagne, non sulle highways dritte per mille chilometri), però su quello mi pare che in Italia si sappia lavorare. Allora, se prendiamo la Charger, ci mettiamo una bella carrozzeria, i quadrilateri, il 1750 turbo (e la "Veloce" con qualcos'altro;)), la TP (che c'è gia) e ci mettiamo sopra il Biscione, chi rimpiange le Alfiat dal 1992 ad oggi? Io no.
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180 dollari per un iPhone 3G S
Vabbè, prendere a base del calcolo il costo delle materie prime... eddai su, non stiamo parlando di un barattolo di sugo di pomodoro Barilla... Qualcuno trova scandaloso il valore di un Kandinsky perché tela e colori saranno costati qualche spicciolo? Se questi sono gli argomenti contro l'iPhone... Comunque: [Mac lover mode on] Uso sia Win XP Pro che Mac OS (Leopard). Mac è superiore come usabilità, velocità, stabilità, sicurezza e, ovviamente, piacevolezza estetica. E' uno Unix (BSD-llike) ottimizzato e vestito con un'interfaccia grafica splendida. Per me è l'optimum. Costa di più, certo. E comunque si vive anche con Windows che costa meno, altrettanto certo. Dunque il punto è questo: se si ritiene che quei "plus" non valgano i soldi di differenza, non lo si compra. Fine della storia. Le "guerre di religione" francamente mi paiono assurde. Capitolo iPhone. Io uso un BlackBerry, macchina discreta per l'uso che ne faccio io (intensivo: mail, calendario, attività, leggere il giornale, fotografare un documento al volo, registrare note vocali: non uso più niente di cartaceo). La mia compagna ha un iPhone, che ho provato un po': morale, quando mi scadrà il contratto TIM del BlackBerry prenderò un iPhone anche io, anche e soprattutto per uso professionale. Ad esempio, l'esperienza di Internet con iPhone è decisamente migliore e a volte mi serve leggere subito e bene una cosa appena uscita sul giornale. Questo per dire che "utilizzo professionale" non significa soltanto "sincronizzare un appuntamento con Outlook". [Mac lover mode off] Apple certamente cavalca l'onda e raccoglie i frutti del suo "different thinking", anche imponendo ricarichi molto elevati. Sinceramente, trattandosi di un'impresa privata, credo che faccia bene. Dieci anni fa il mercato non si sarebbe certo strappato i capelli se fosse fallita. Adesso credo che nessuno abbia il diritto di criticarla se fa utili da capogiro. Buon per loro, bravi. Io continuerò a comprare i loro prodotti perché alla fine sono soldi ben spesi. Se poi uno ritiene che sia tutto fumo, bene, ci sono tante alternative, anche belle e gratuite (Ubuntu, ad esempio). Ma francamente trovo un po' sciocco l'atteggiamento di quelli che dicono "poveri coglioni, vi fate prendere in giro da Apple che vi vende fumo a prezzi assurdi". Se ne sono convinti, beh, almeno che ci lascino in pace con le nostre melette mordicchiate.
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Certe strade meritano un Alfa
Secondo me lo spot è molto bello. Quanto alla musica, penso anche io che con le Alfa starebbe meglio il rock. Ma io sono di parte, in quanto batterista metallaro cresciuto a Metallica e Iron Maiden. Certo però che per rock non intenderei Garbage o Hole... Meno male che qualcuno negli ultimi post ha almeno ricordato gli Ac Dc. Ci sono alcune centinaia di splendide canzoni rock adatte ad uno spot come quello, anche senza essere "Seattamarre" né velocissime. Da Highway Star dei Deep Purple in poi hai voglia di rock... Ad esempio, per i quasi sessantenni a cui vuoi far rivivere un brivido di gioventù, cosa meglio di Born To Be Wild degli Steppenwolf? Ai cinquantenni sarebbe piaciuto forse qualcosa degli Scorpions o dei Judas Priest, o anche semplicemente dei Queen, ai quarantenni come me, forse il target primario di 159, uno dei mille mila pezzi hard'n'heavy degli anni Ottanta. Perché poi, secondo me, anche ai paninari del tempo oggi piacerebbe sentirci sotto il rock. Al limite, Bryan Adams o i Van Halen. Ain't Talkin 'Bout Love: vuoi mettere?
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MAC vs PC...
In effetti, è palesemente illegale installare Mac Os su macchine non Apple. Non è esattamente FreeBSD, anche se ci assomiglia molto. Si chiama Darwin, è un BSD modificato, ed è totalmente ed ufficialmente UNIX 03 compliant (FreeBSD no, più che altro per ragioni di spese di certificazione). Tieni conto comunque che FreeBSD (come Open BSD, NetBSD, DragonFlyBSD e compagnia) sono sistemi splendidi, ma ..a riga di comando. Se poi ci metti X11 e le GUI (KDE, Gnome, Xfce, quella che ti pare), non sono esattamente come la Aqua di MacOS. E' lì la differenza. E' lì che si fanno pagare: è più bella, va meglio, non ha problemi. Quello che vuoi fare tu è gratis, ma è roba da smanettoni: se lo sai fare, bello e gratificante, se non lo sai fare perdi un sacco di tempo. Ecco perché alla fine la gente compra il MacOS già pronto. Ha tutti i pregi di UNIX e nessuna menata.
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MAC vs PC...
Ma anche no. Guarda, in studio ho una rete con due Winzoz (uno lo uso io, Xp Pro SP2), un iMac e un server Linux. A casa ho un MacBookPro e un vecchio IBM t22 con FreeBSD che uso per imparare la shell a riga di comando (Csh, in particolare). Windows è un sistema operativo tragicamente peggiore di qualsiasi sistema Unix (MacOS) o Unix-like (Linux, FreeBsd, che poi è Unix ma giustamente a Berkeley non spendono per la certificazione). Piano, piano, finanze permettendo, cambieremo tutti i Win con MacOS, perché è meglio. Ed è il sistema operativo a contare: più razionale, non si imballa e soprattutto, ma veramente soprattutto per chi deve lavorare, è più sicuro. Senza menarla troppo, è notorio che la gestione degli utenti e dei permessi nei sistemi Unix li renda molto più sicuri e solidi di quelli Windows. E questo piano piano lo stanno capendo tutti, anche quelli che non sono tecnici. E si prendono il Mac. Che rispetto agli altri sistemi Unix, è molto più facile da usare (Ubuntu sta sciogliendo qualche cuore, ma insomma da lì al "tutto e subito" del Mac c'è ancora tanta strada da fare). Costa tanto, ma è meglio, e spesso dura di più: la mia ragazza con il suo vecchio iBook G4 va ancora alla grande. Così come secondo me iPhone è avanti a tutti, compresa BlackBerry. Io ho una "mora", mentre la mia compagna ha un iPhone, per il quale la invidio. Non che il BlackBerry vada male, ma MacOS secondo me oltre a fare tutto molto bene, garantisce una piacevolezza d'uso che, nelle maledette giornate di lavoro, fa la differenza. Poi, certo, sono belli, ma anche questo è valore aggiunto. La gente cerca di arredare per bene anche una stanza d'ufficio, perché vivere in mezzo a cose brutte peggiora l'umore, e alla lunga anche la resa lavorativa. Visto che riescono a fare begli oggetti (e questo ha un costo, perché devono metterci dei designer), se li fanno pagare. Mi sembra corretto.
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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Ah, mi sono sbagliato, non ho letto ancora niente di ufficiale. Beh, il discorso allora si ridimensiona un po', anche per quanto riguarda i confronti con le Bmw. Comunque, penso che sia un buon motore. Quando ho tempo leggo il topic sul test stampa. Ripeto, con la TP...
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Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Ma guarda guarda risalta su "il" topic per eccellenza... Allora, visto che sono di solito "semi-talib", mi butto "a bomba" in piscina per fare spruzzi. Premesso che - già detto - per me le Alfa devono essere a TP, prestazionalmente tra le migliori del segmento, tecnicamente raffinate (insomma, un po' talib lo sono, dai), la 159 che ho guidato mi parve ottima di "ciclistica" (oltre che talib sono anche motociclista, Ducati, ovviamente). Eccellente su strada, freni che ti escono gli occhi, curve sui binari. L'unico guaio, il rapporto peso/potenza. Era un jtdm 150 cv. Gli interni, le finiture, boh, le macchine di oggi sono tutte molto belle rispetto al mio livello di esigenza. Preferisco sapere che è tecnologicamente "su", che le fusioni della meccanica sono fatte bene, piuttosto che guardare gli allineamenti dei pezzi di plancia. Insomma, fino a che non si tratta di guasti o roba rotta, le "italianate" di assemblaggio non mi hanno mai creato problemi (il mio primo Monster in questo è stata una grande scuola;)). Anzi, la 159 aveva (ha ancora, immagino) le scritte "olio" "benzina" in italiano, come la mia adorata Giulia. questo è splendido. Ora, con questo bel motore da 240 cv, probabilmente la macchina è buona. Certo, andrà provata, ma insomma io adoro i turbobenza (secondo me dovrebbero essere tutti turbo, i motori) e penso che pure una macchina così pesante con 240 cv viaggi soda. Peccato la trazione anteriore, ma vabbè, sono o non sono un semitalib? Ad ogni modo, la macchina è bella, il motore è giusto, magari di questi tempi fanno sconti poderosi (vista la crisi del mercato)... hai visto mai che qualcuno si accatta un affarone? La dico grossa: se era TP e scaricava a terra quei cavalli per bene, era la segmento D assoluta, e sullo stretto e lo spunto breve si mangiava a colazione anche un cazzo di 330. Non dico 335, ma 330 sì. E poi se era a TP andava bene anche con gli aspirati, messi per lungo... Io sono monotono. Se a Torino mi fanno un'Alfa a TP .... Ah, la TP... Vabbè, tanto adesso non ho certo denari per pensare ad una macchina nuova, quindi mi limito ad apprezzare da "cultore" del Marchio la 159 tbi. Ma si chiama 1750 anche questa? Vabbè, per me è 1750...
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Crisi del mercato auto - Tagli alle produzioni e migliaia di licenziamenti
- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
- Emergenza violenza nelle nostre città?
Qualcosina aggiungo anche io, visto il mestiere che faccio. Intanto, occorre tener presente che si stanno facendo interpretazioni di dati che non sappiamo fino a che punto siano veri. Un conto è il fenomeno criminale reale, in conto è quello percepito. In una società fortemente mediatica come la nostra, il secondo può essere sensibilmente maggiore o minore di quello percepito. Io tendo a credere che sia maggiore perché mi pare che i nostri media siano particolarmente attratti dalla cronaca nera, soprattutto "splatter" e ancora di più quando ha sfondo interetnico, perché i lettori si incazzano quando delinque lo straniero (il barbaro invasore) e quindi leggono i dettagli (e comprano il giornale, vedono la tv, eccetera). Dobbiamo allora fare riferimento soltanto alle statistiche giudiziarie? Anche questo non è detto. Infatti, a volte la criminalità reale è maggiore di quella risultante dalle statistiche, perché quando la gente ha paura (a torto o a ragione) autolimita la propria libertà e riduce la commissione effettiva dei reati. Se nessuno va più in una piazza perché è territorio incontrastato dei criminali, dalle statistiche risulta un crimine basso, ma non è reale. Ancora. Quando la criminalità è percepita come soverchiante e quindi non contrastabile, si smette di fare denuncia. Anche in questo caso la statistica giudiziaria non rispecchia il fenomeno reale. Probabilmente sul territorio di Scampia, a Napoli, non risultano più denunce di spaccio di droga rispetto alla media nazionale. E' vero? No, quello è un mercato a cielo aperto di spaccio, ma la polizia di fatto non fa niente perché non può far niente (non mi dilungo sul punto, ci vorrebbe una trattazione apposita). Allora: non si può trattare il fenomeno criminale con le categorie logiche semplici, tipo causa-effetto, perché non funziona così. Non è detto che inasprire la repressione serva, non è detto che basti, non è detto che convenga. Certamente, la questione non andrebbe trattata con provvedimenti buoni solo per l'opinione pubblica, tipo il divieto di domiciliari agli stupratori, che verrà fulminato in Corte Costituzionale appena qualcuno farà rilevare la disparità di trattamento con i soggetti indagati per omicidio (che ai domiciliari ci possono andare). Credo che si possano dire poche cose: 1) l'Italia ha bisogno di nuove carceri altrimenti continueremo con indulti e amnistie; 2) ha anche bisogno di molte più risorse - denaro - nel settore giustizia (più giudici, più cancellieri, più ufficiali giudiziari, più carta per le fotocopie, più edifici per i Tribunali) altrimenti i processi continueranno a durare anni; 3) ha infine bisogno di maggiore effettività nell'esecuzione della pena, che oggi è di fatto assorbita dall'applicazione indiscriminata della sospensione condizionale e da altri istituti premiali anche a soggetti obiettivamente piuttosto antisociali; 4) forse va incoraggiata un po' la difesa personale, modificando ancora l'art. 52 del Codice penale. Detto questo, il sistema normativo italiano, più che "debole", è ingiusto, nel senso che ci sono troppe cazzate punite duramente e troppe cose gravi punite blandamente. Questo è molto grave perché alla fine un sistema ingiusto non è credibile e non ottiene quel grado di adesione sociale generalizzato che è il vero terreno su cui piantare l'albero della legge. In questo paese gli stranieri imparano dagli italiani che molte leggi sono ingiuste e non vanno rispettate. Il resto viene di conseguenza.- Lapo multato in Audi
- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
Guarda, io sono di Firenze e faccio l'avvocato, perciò probabilmente servo a poco. Ma per una replica di Giulia GT fatta secondo i crismi dell'Alfismo potrei anche fare le fotocopie dei progetti Comunque, il cuore geografico di un progetto del genere non può che essere Milano; per chi non è milanese ci sono i mezzi di trasporto e, visto che siamo nel Ventunesimo secolo, i mezzi informatici e telematici. Un progetto come la Caterham per la Lotus... certo sarebbe bello poter utilizzare il marchio Alfa Romeo Milano, quello usato fino al 1971...- Europa e aiuti al settore auto
- Diesel Vs Benzina
- Diesel Vs Benzina
Opinione non tecnica. Per me è meglio il benzina. Per tutte le ragioni che dice TonyH. Io da un paio d'anni ho lasciato la benzina (e le Alfa Romeo) per una Musa Multijet 1.9 L'unica cosa che non rimpiango sono i consumi, per il resto il turbodiesel non sopravvive al confronto con i benzina aspirati di potenza analoga. Il discorso coppia è più sensazione che altro, al momento dell'entrata "in pressione" del turbocompressore. Sotto quel regimi (2000 giri, mica pochi in un motore che in tutto ne gira 4000) rischi anche che ti si spenga se sali da una rampa a filo di gas e ti scivola il pedale della frizione. E poi anche in termini assoluti "ha più coppia" significa un po' poco: tira anche rapporti molto più lunghi, quindi... Io penso che il diesel sopravviva oltre che per i consumi anche per il piacere che qualcuno prova ad accelerare, appunto, di coppia. Oggi che le norme antinquinamento impediscono la presa di giri "rabbiosa e vecchio stile", i benzina sono penalizzati perché per ragioni di omologazione non possono far valere appunto la loro attitudine a salire di giri e allungare con rabbia. E quindi oggi sfruttano meno di un tempo i rapporti corti. Ma se a un benzina gli metti un turbo e gli aumenti anche a lui la coppia ai bassi, puoi allungargli i rapporti e accelerare "a fionda" come e più di un diesel. E poi, vuoi mettere il suono? Un'ultima considerazione. Bisogna anche intendersi su che cosa si intende con "riprendere e/o accelerare di coppia". Io ho una Ducati, moto notoriamente "di coppia" (bicilindrico di grossa cubatura). Ebbene, non ha niente a che vedere con un motore diesel. Quello che su una moto è un motore di coppia allunga comunque fino a 8500 giri, tossisce sotto i 2500 e ha schiena per i 6000 giri in mezzo a questi due regimi. Ha schiena significa che accelera forte e senza ridurre mai la spinta. La differenza con un motore (da moto) "frullino" (quattro cilindri jap) sono duemila-tremila giri (nel senso che con una giapponese quella spinta la trovi verso i 5000 e allunghi fino a 11000). Però sono categorie del tutto inapplicabili alle macchine: un turbodiesel non spinge forte per tutto il suo arco di utilizzo (che poi è di duemila giri, non di seimila), dà uno spintone sui reni all'inizio, poi si siede. Per motore di coppia, in una macchina, immagino che si debba intendere un grosso V8, magari americano e di 4 o 5 litri. A benzina. Ecco, quello ha coppia "come dico io";)- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
...ripesco la discussione sulla replica della Giulia GT per chiedermi e chiedervi: chissà se con la fusione Fiat - Chrysler si aprono nuovi scenari per il marchio Alfa Romeo. Allora, siccome faccio cinque minuti di stacco dalla redazione di un ricorso che mi sta asciugando il liquor cerebrale, sogno ad occhi aperti: il nuovo gruppo italoamericano, consapevole che la fusione, le necessità di economie aziendali, il mercato dei prossimi anni e le esigenze ambientali lasciano poco spazio per la produzione di berline sportive di fascia media, decide che il marchio Alfa Romeo può essere utlizzato con finalità di marketing, spolverando tradizioni che gli americani non hanno dimenticato e per le quali amavano le vetture col Biscione. E dunque, via libera alle repliche realizzata da laboratori meccanici pressoché artigianali in Italia (really made in Italy for american customers). Così qualche matto al di qua dell'Atlantico si mette davvero a rifare la Giulia GT (il Duetto, la Montreal e se va bene anche le berline) usando il marchio "vero", per gentile concessione. Bene, detto questo, torno al mio ricorso.- Europa e aiuti al settore auto
Sì, per carità, l'automobile è un'industria trainante e dà il pane a centinaia di migliaia di famiglie, gli aiuti al settore sono ragionevoli eccetera eccetera... ...però... io sono un po' stufo di questo capitalismo all'amatrciana, per cui quando va bene gli imprenditori sono tutti tosti, fanno i fenomeni, invocano "laissez faire", capitalismo al 200% e si pongono come gli ottimati della società, quelli che tirano il carro e creano ricchezza. Poi, quando la partita si fa difficile, piangono ricattando moralmente le nazioni dicendo che non lo fanno per loro, poverini, ma per gli operai che finiscono sul lastrico. Bene: dove sono tutti questi "buoni" imprenditori quando licenziano migliaia di persone per aumentare la produttività? Allora mi piacerebbe che ci prendessimo un po' meno per le natiche. Questa storiella di salvare gli operai la Fiat ce la mena dalla fine degli anni Sessanta, quando tra autunni caldi e Brigate Rosse un licenziamento di massa avrebbe potuto innescare la rivoluzione. Ci hanno giocato e ci hanno mangiato. Sono arrivati a metà anni Ottanta, col vento in poppa come tutto il capitalismo mondiale (perché in quel periodo potevi metterti a vendere sputi e facevi business) e si sono comprati Alfa Romeo: gliel'hanno regalata, perché perdeva, costava soldi ai contribuenti, mentre vuoi mettere i privati, loro sanno fare gli utili e se non va bene ci rimettono di tasca loro, non con i soldi dei contribuenti. Certo. E con questa bufala negli anni Novanta hanno regalato tutte le più grandi industrie di Stato ai privati, imprenditori furbacchioni visti come salvatori della patria soltanto perché si compravano a prezzo di saldo aziende gigantesche (da Telecom in poi). E ora? Ora che la crisi li mette in ginocchio che fanno? Chiedono soldi allo Stato. Allo Stato inefficiente, borbonico, autoritario. Allora diciamoci una cosa, una volta per tutte: allora non è vero che il mercato funziona come la selezione Darwiniana, allora non è vero che dei soldi pubblici si può fare a meno, allora non è vero che Alfa Romeo, per dire, non sarebbe stata in perdita dopo gli anni Settanta se fosse stata amministrata da privati. Bene, adesso mi piacerebbe rispondere a Fiat: volete i soldi? Ok, ridateci l'azienda. Chi paga comanda. Se vogliono i soldi dello Stato, lo Stato se la compra, facendo l'operazione inversa di quella del 1987 con Alfa. Si prende la maggioranza del pacchetto, ci mette i suoi manager e la traghetta fuori dalla crisi. Costa ai contribuenti? Certo, ma anche gli aiuti a fondo perduto costano ai contribuenti, e sono immorali, perché dimostrano a qualsiasi cittadino che non conta quanto meriti, ma quano puoi minacciare. Aiutare l'auto a "babbo morto", come si dice a Firenze, cioè a fondo perduto senza una contropartita, è uno sputo in faccia per tutti gli altri lavoratori di industrie che non hanno questo potere di ricatto e/o queste influenze politiche. Non solo i tessili, ma anche altri metalmeccanici, tipo le decine di migliaia che lavoravano nelle acciaierie che sono state smantellate negli anni Ottanta perché "fuori mercato", oppure le decine di migliaia di chimici che sono rimasti a piedi quando negli anni Settanta si è deciso di lasciare affondare il settore della chimica industriale. Ci si accorge sempre quando tira tramontana che aveva ragione Keynes, che ogni tanto lo Stato deve rimettere a posto i casini combinati dal mercato. Bene, ma stavolta gli ovini un prezzo lo devono pagare. Troppo comodo prendere gli aiuti e restare al timone. E questo vale per tutti i costruttori europei, intendiamoci. Io non so come pensano di fare altrove, se a fronte di quei soldi vorranno un intervento nella gestione, oppure se si andrà verso aiuti di tipo indiretto a sostegno dei "consumatori", cioè degli acquirenti delle auto, come dice TonyH (che mi sembra molto più giusto). Se poi il problema è di Fiat, che nel momento di burrasca annaspa più degli altri perché paga due decenni di zero strategico, allora non vedo come uno scandalo farla liquidare con commissario tipo Parmalat, lo Stato rileva tutto e cerca di raddrizzare la baracca per salvare i lavoratori e l'indotto del settore. E gli ovini si levano da tre passi, una volta per tutte. Non va più bin parej, eh? Concludo e sottolineo che quanto sopra non è una ricetta seria per un problema economico e sociale ben al di sopra delle mie possibilità di comprensione e gestione. E' lo sfogo di un cittadino che, come gli altri milioni di "partite iva" di questo Paese, si alza la mattina e va a lavorare senza la minima certezza che continueranno ad arrivare clienti e che potrebbe sempre dover chiudere bottega senza un centesimo di aiuto da parte di nessuno. Adesso sinceramente di pagare per salvare una baracca che da utili a gente che da cent'anni cazzeggia alle nostre spalla mi innervosisce un bel po'. Anche perché non mi pare che quando il mercato tirava a mille questi pagassero il doppio dell'aliquota delle imposte sul reddito o avessero pensato di assumere ventimila operai inutili per dividere un po' il pane con chi ne aveva bisogno. Le misure di agevolazione al settore a costo zero per i contribuenti (perlomeno, senza costi diretti) possono anche andare. Ma se si tratta di finanziarli direttamente cash (anche con sconti di imposta, è la stessa zuppa), allora vorrei che questo comportasse il passaggio di mano del timone. Chi paga, decide. Almeno questo.- Fiat-Chrysler: firmato accordo per una alleanza
Guarda che gli alfisti sono diventati talebani dopo che la Fiat gli ha cancellato il Duetto vero e fatto per vent'anni nessuna supercar, la gamma completa a TA, uno o due coupé in listino sottomotorizzati e di vecchia concezione, una qualità da schifo, il teletrasporto si vedeva la sera in casa in tv e le russe dal finestrino, sul viale, perché quel cesso di macchina era buono solo per un "puttan tour". Se col nuovo accordo fanno buone berline, spider e coupé sportivi a TP, ci dimenticheremo i finestrini che scendevano da soli, anche sulle Tempra e Bravo Veloce (che a 120,comunque, ci arrivavano troppo lentamente): Comunque, le Alfa dovrebbero essere fatte a Milano. Ma se le fanno con lo spirito giusto cioè diverso da quello Fiat, va bene anche se le fanno nel Michigan;)- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
Obiezione sensata, alla quale non saprei rispondere per mancanza di conoscenza del mercato delle repliche. Posso però dirti che, da appassionato, una Giulia GT replica la prenderei anche solo per il fatto che è nuova, nel senso che sono nuovi i materiali (le guarnizioni, i fili, le lamiere), con i vantaggi che questo comporta in termini di durata e affidabilità. Voglio dire, io la comprerei per tenerla per sempre, lasciarla ai figli, come una casa in campagna. A quel punto, un GTV 2000 del 1971 in trent'anni probabilmente lo devo rifare tre o quattro volte (perché prima o poi devo sostituire tutto, soprattutto la carrozza), la replica magari una sola. Considerando che l'originale ormai non te lo prendi per meno di 20 mila euri, alla fine ti è costato uguale alla replica da 60 mila. Inoltre, la replica è sicuramente usabile tutti i giorni, senza paura di rompere niente, perché oltre ad essere nuovi, i materiali moderni sono tendenzialmente più affidabili. Insomma, la storica finisce che la usi come storica, la replica la puoi usare anche come auto normale. Credo che la differenza sia questa e possa giustificare il maggiore esborso iniziale. E poi, la Giulia GT non è rara, ma secondo me ha anche un bacino di potenziali clienti molto più vasto delle macchine che citi: splendide, per carità, auto da sogno, ma proprio per questo alla fine forse meno amate di quella che, anche ai suoi tempi, era un "sogno realizzabile". Nessuno si innamora della star del cinema, molti si innamorano della più bella della scuola.- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
Non ricordo con esattezza, ma mi pare proprio che il termine fosse quello. Con buona pace della pasta al forno. Ad ogni modo, la selleria del GTV 2000 secondo me era molto bella. Oggi, forse, invece che in Sky (ecopelle) magari si potrebbero fare di pelle vera, ma si questo non mi sbilancio, sarebbe forse meno corretto da un punto di vista filologico.- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
Olià, piccole Gt crescono... Bene bene, vedo che si sta focalizzando. Mi pare che le proposte tecniche dei nostri ottimi Acs/Tony e degli altri engineers stiano quagliando. Io, che tecnico non sono, concordo sul fatto che la macchina dovrebbe mantenere l'aspetto estetico originale, comprese le proporzioni, nel senso che se per adempiere alle normative viene più lunga del 2-3%, la farei anche più larga e più alta del 2-3%. Poi magari dieci centimetri non si notano, non so, dipende anche da come vengono "camuffati". Però anche io terrei i due posti dietro. Per il motore non entro più nel merito, mi pare che non sia praticabile la strada di ripescare l'ultimo bialbero Alfa (il Twin Spark del 1987) e metterci un turbo, quindi ci sarà il nuovo Fiat. Evvabbè. Visto lo spirito della replica, faccio una piccola proposta per gli interni: quelli della 1750 (cruscotto a gobbe), ma con selleria della GTV 2000 (credo che abbiano capito tutti). Se ci si sta con il prezzo, si potrebbe anche fare scegliere, come opzionali, il cruscotto unificato o quello liscio della Sprint Veloce del 1966. Cerchi, quelli con borchia piccola e dadi a vista (opt. Millerighe o borchia cromata pre-1971), magari forse con un canale più largo per gomme di misure più "contemporanee". Che dite? Infine, quanto a lavorare per buttare giù un business plan, mi piacerebbe dare una mano. Non sono un tecnico, faccio l'avvocato (e non mi occupo ahimè di diritto industriale, brevetti e marchi), però magari potrei trovare qualche collega che ci aiuta da quel punto di vista. E comunque sono piuttosto bravo con carbonara e amatriciana, quindi potrei preparare le fettuccine delle due di notte, per rinfrancare gli esausti tecnici:D- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
Mah, io penserei parecchio di più. Ma non so, ci vogliono i tecnici per immaginare, a spanne, il possibile prezzo al pubblico. Suppongo però che una replica fatta bene, con una meccanica degna del nome che porta, verrà sulla sessantina, almeno.- Gioco: Rifacciamo la Giulia GT
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