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renyuri71

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  1. questo non lo so. Ma è la prova che non è certo un problema variare a seconda dei mercati l'offerta di certe alternative. E Subaru vende in Usa, in proporzione (e non solo) molto più di Alfa
  2. ma è anche un modo di riprendere una storica numerazione che dal 124 al 128 ha motorizzato gli anni '70 e non solo
  3. non l'avrei mai detto ma avverto la necessità di ringraziare chi ha lavorato al design di questa concept: anche rivedere il percorso evolutivo negli schizzi, il coraggio di ammettere che il design di 159 Brera (ed SZ) fu una vetta altissima, la capacità di una serie di richiami intelligenti, anche negli interni, lascia intuire che si è lavorato col cuore. E credo che emerga, chiaramente, come alla fantastica meccanica di Giulia-Stelvio sia mancato quel coraggio nel cercare la bellezza, specie in quei frontali con una fanaleria non a pesce lesso come Giulietta'10 ma comunque banale rispetto a Giulia, Alfetta, 156 e 159, perchè quando si vuole piacere a tutti si rischia, inevitabilmente, di perdere in personalità. E speriamo in un rapido restyling ispirato a questo coraggioso concept
  4. confermo, mi aggiungo alle Giulia sw perse: venivo da 3 tra 156, Crosswagon e 159 sw ed altre 4 Alfa precedenti. E non è per budget che non abbiamo preso Stelvio, è che non ci serve quel tipo di auto che solo un'idiota può vedere alternativo alla sw. Ne avevamo 4 di Alfa, oggi 0 (tranne la mia storica Giulia Super del '65). In un mondo normale si finirebbe di difendere certe strategie fallimentari e straccione. O avere la presunzione che Cina ed Usa ti aspettano a braccia aperte per cui puoi segare i tuoi clienti storici che già sopportano una rete ed un'assistenza alla frutta. E' evidente che la situazione di mercato in cui è finita la berlina dopo soli tre anni dalla presentazione a Ginevra imporrebbe di pensare a varianti di carrozzeria prima che l'auto diventi esotica e che il mercato Usa si contragga rendendo più centrale Emea. La mia giap la darei via domani per tornare in Alfa, nonostante la qualità del prodotto. Ma mi sa che resterò con le mie ottime Pleiadi
  5. In effetti mi riferivo soprattutto alla qualità (anche se il frontale fu a mio avviso banalizzato): quello è un caso in cui si è andati a tagliare risparmiando pure sui poggiatesta e non si è migliorato niente, neppure certe plastiche che già si sapeva che tendevano a "sciogliersi"
  6. Tutto si può fare, diciamo che un aggiornamento significativo, con il buon vecchio pesante restyling che in FCA e non solo neppure si usa più, si faceva dopo tre-quattro anni di carriera, dopo otto in genere si chiude o si dà un nuovo nome che dia il senso dell'evoluzione (Stilo per Bravo o Golf VI, peraltro giunta prima e così via): magari faranno una Giulietta Evo... o magari cambiano idea.... p.s.: 147 fu ampiamente peggiorata, speriamo che quella seconda serie non ispiri nessuno !
  7. peccato sempre gli scarichi finti con dentro una marmitta da vecchia 500 ....spero su versione Mopar la marmitta abbia le dimensioni dello scarico.
  8. turbine saltate sui 170 cv non si contano ma in effetti il problema non è direttamente connesso al multiair
  9. Marchionne è un genio della finanza ma, ovviamente, non è Ghidella. Per stare IT effettivamente non ci sono modelli deliberati. I motivi sono due: uno è generale e riguarda il famoso rientro debito 2018, l'altro è la necessità di avere motorizzazioni ibride per i nuovi prodotti, alto gamma in particolare. Che nel frattempo la piena occupazione degli stabilimenti italiani promessa per il 2018 sia diventata chimera è evidentemente secondario, i superbonus il manager li incassa su altro. Andando OT, e chiedo scusa da ora ma non interverrò più su questo post, diciamo che in fin dei conti con i numeri finanziari questa gestione è sempre stata più brava che con quelli di vendite. Sappiamo che con Lancia si è sbagliato quel poco che rimaneva da sbagliare e che non avere una B Fiat può avere sul breve un senso finanziario ma non ha logica industriale alcuna. E non è neanche vero che sia una logica riservata ai marchi italiani, cfr Chrysler e Dodge. Io non so se Alfa, come qualcuno sostiene qui, debba fare solo altro di gamma, non pensare al mercato interno e non avere paura di numeri bassi. So però che con questa strategia sparagnina certamente farà numeri bassi, non so se anche profittevoli e che, comunque, il suo successo storicamente lo deve, dalla Giulietta 55 all'Alfetta, al fatto di essere la berlina che vince le corse ma adatta anche alle famiglie. Personalmente, avendo una Giulia Super del 65 ed avendo imparato a guidare su una Alfetta 2000L, ed avendo avuto in famiglia, dagli anni 50, una ventina di Alfa, mi sento alfista. E però, dopo le ultime sei Alfa personali consecutive, in questi giorni ho tradito il Biscione ma solo perché, intimamente, sono stato io a sentirmi tradito per primo. Avendo famiglia e qualche passione sportiva della piccola bocca del baule della Giulia non saprei che farmene e, con tutto il rispetto, non so che farmene neppure del panettone Alfa Stelvio, anche se siamo sotto Natale (la Giulietta poi fa venire l'orticaria solo a vedere come è fatta la leva del freno a mano, lasciando perdere il volante e le portiere difettose di chiusura esattamente come dal primo anno di produzione...). E ciò malgrado, a costo di avere sempre le barre portatutto montate, la Giulia (che esteticamente mi convince solo in parte) stavo pure per prenderla. Poi, valutando meglio i chiari limiti di versatilità, ho anche verificato che l'italiano, malgrado compri ancora il 30% del prodotto (guardate che le mille Giulia di novembre sono un numero importante, davvero) deve pagare a parte, in un'auto che ha tante qualità ma non certo la versatilità ed anche sulla versione più accessoriata, un poco di tutto, dai sedili abbattibili al cassettino portaoggetti, dalla pantina con specchio agli specchi ripiegabili elettricamente (che ha di serie anche una utilitaria, ormai), con prezzi degli accessori molto alti e spesso non logici (e sulla benzina 200 cv che stavo valutando mi ha sorpreso la taccagneria del monoscarico, col secondo a pagamento e finto e il coperchio del motore tutto nero, ben più triste di qualsiasi Multiair). E sempre questo fesso di italiano, un poco schifato quando si tratta di pensare alla gamma ma poi utile col suo 30% di prodotto acquistato, compra la vernice metallizzata a mille euro mentre l'americano la prende a 500 dollari e sempre l'italiano si becca due soli anni di garanzia contro i tre e 150milakm dati altrove; ma l'elenco sarebbe molto lungo e la sensazione che col cliente (italiano) ci si stia comportando come una casa tedesca (in negativo) molto netta. Insomma, io tutto questo schifo verso un mercato che acquista il 30% (o il 30, non il 3 !) del prodotto non lo comprendo proprio. So però che nel 2011 ho comprato, e non mi è stata regalata, una fantastica (e come linea dà ancora la paga) Alfa 159 SW 2.0 jtdm 170 cv: in genere, le auto le cambiamo dopo tre anni. Nel 2014 la D di Alfa era in mente dei e rinvio, nel 2015 viene presentata Giulia Q ed aspetto, nel 2016 il conc dice che la SW gliela hanno promessa per metà 2017 e poiché sono anni che si fa la fame la ritiene una versione essenziale perché, ma qui pare complesso capirlo, i numeri servono, a tutti. Adesso, per amor di Alfa, mi sarei accontentato anche di una 5p ma in cui, almeno, infili una bici se serve senza stare lì a montare e smontare accessori o una cassa di vino senza staccare il collo alle bottiglie. Ma niente: anzi, ci viene detto che esiste la SW e si chiama Stelvio (ah già, il cassone invece rispetta la tradizione del marchio, dimenticavo...). Cioè questi vengono anche a prenderti per il kulo. E che pro futuro al più ci sono Coupé, segmento E vari e al più una C rialzata. Ma l'Alfa nel cuore degli italiani è entrata anche per sua la sua relativa accessibilità, non stracciona come da anni '80-90 ma neanche così elitaria come si prefigura. In questo forum alcuni non distinguono Maserati da Alfa, almeno pare. E questo tendere così tanto all'alto di gamma, che sembra la famosa rincorsa del posto al sole, fa perdere di vista le stesse origini della tua fortuna commerciale e, temo, posti di lavoro. L'Alfa correva per vendere la Giulietta 1.3, non solo la Sprint 1.6. Per cui, per ora, sperando di riaverti e che l'ingresso in F1 sia prodromico al lancio di molti modelli, arrivederci amata Alfa, e perdonate l'OT
  10. Non scherziamo. Con e senza palette al volante l'AT8 è ben più rapido di un normale guidatore. Il vero vantaggio di un automatico realizzato bene come questo ZF, e tarato perfettamente come han fatto in Alfa, è che l'auto sta sempre in coppia: ti accorgi di questo in un percorso con curve in salita quando un manuale ha degli inevitabili buchi lui invece c'è sempre e se non c'è basta un tocco sulla paletta. Ovviamente per parlare di sportività, sulla comodità nel traffico mi sembra superfluo parlarne. Che poi il manuale faccia più sportivo rude è un altro discorso, quasi romantico.
  11. Goditi la Reggia in modo integrale. Visita guidata dal mattino presto agli appartamenti reali, che a differenza di Versailles hanno tutti gli arredi originali; verifica se nel week end c'è anche la visita ai luoghi segreti del palazzo reale e vai, se ti interessa, alla esperienza virtuale di Klimt. Poi c'è da visitare l'immenso parco: se hai gamba noleggia una bici, vai anche nel bosco vecchio con i suoi luoghi incantati (Castelluccia, Peschiera vecchia, grotte) e non perderti per nessun motivo la salita fino alla fonta di Diana ed Atteone da cui ha un'incomparabile vista sui tre chilometri del parco con in fondo la Reggia: e, soprattutto, non perderti per nessunissimo motivo la visita al Giardino Inglese, una cosa unica nel suo genere (bagno di Venere in primis): se necessario spalma su due giorni chiedendo un biglietto a tal fine, ne vale la pena. Ok San Leucio, ma da prenotare con visita agli storici telai ed ok Casertavecchia, borgo medievale molto ben conservato e con l'antico Duomo del 1100. Fai anche un giro per il centro di Caserta e le sue piazze (Piazza Dante, piazza Vanvitelli, piazza Vescovado e le stradine che le collegano, è quasi tutto settecento.ottocento). Una cosa che non mancano sono i parcheggi, anche interrati, quindi non avrai problemi sotto questo profilo. Se hai tempo, restando in zona ed evitando il napoletano, puoi visitare l'Anfiteatro di Capua antica a Santa Maria C.V. (quello di Spartacus) nonché Capua nuova, con un centro e delle chiese davvero notevoli: da ultimo, non mi perderei una visita all'antica basilica benedettina di Sant'Angelo in Formis, esempio unico di complesso misto romanico con accenni gotici e mosaici e che affaccia su tutta l'antica Campania felix.
  12. Quella è l'aerodinamica ed è naturale, ma l'accelerazione dovrebbe essere condizionata dal peso, che è maggiore certamente in Stelvio (credo sui 150 kg, non poco): evidentemente hanno fatto miracoli con la trazione
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