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renyuri71

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Tutti i contenuti di renyuri71

  1. il problema delle gamme non era inserito a caso: i discorsi s'intrecciano in modo semplicemente naturale come ovvio dalla lettura ma forse il titolo del topic è effettivamente incompleto. Il punto che s'intendeva sottolineare è che gli incentivi non sono procrastinabili all'infinito e rischiano solo di spostare nel tempo il problema. Una gamma dignitosa sulle fasce medie ed accettabile sulle medio alte è basilare per gli impianti italiani. Mi sembra, e qui è il nocciolo, che si paventino chiusure di stabilimenti senza dire al governo (e agli italiani che pagano), che ne ha diritto, qual è (se c'è) il futuro industriale dei medesimi: tanto per dire, l'ultima low cost sarà prodotta in Serbia con investimento di centinaia di milioni di euro. In questo s'inseriva il problema gamme perché il futuro dei nostri stabilmenti non è solo fatto d'incentivi (Cassino ad esempio) ma, credo, di prodotti e, su questo, come governo chiederei delle garanzie: altrimenti, invece che oggi, chiudiamo fra 1-2 anni.
  2. da Il Sole 24 ore di oggi (vedi sito) Marchionne: «Senza incentivi stabilimenti a rischio» Se non si continua con gli incentivi, la domanda scenderà, perdiamo volumi, non vendiamo vetture, chiudiamo gli stabilimenti». Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, a margine della presentazione della Punto Evo. Sempre a proposito degli incentivi Marchionne ha proseguito affermando che questo «non è un problema solo italiano, ha ragione Tremonti a dire che è un problema europeo e quindi ci deve essere una risposta coordinata a livello europeo. Da quel che sappiamo risulta che la Francia è intenzionata a continuarli e che anche in Inghilterra continueranno e quindi credo che l'Italia non possa ritrarsi indietro». a tal proposito il Governo ha immediatamente dichiarato disponibilità: e però, mi chiedo sino a quando sarà giusto drogare il mondo dell'auto: in particolare, mi chiedo se Fiat ritiene di poter continuare a mantenere, specie all'estero (Germania e Francia in primis) una percentuale di venduto così alta dopo aver rinviato, a differenza dei migliori concorrenti, la presentazione di modelli, in gran parte non incentivabili, che avrebbero coperto enormi buchi di gamma. Mi chiedo, overo, se sia stato saggio trovarsi, in questo momento di ripartenza, sia pur lieve, del mercvato, una gamma AR praticamente commercialmente inesistente oltre la Mito. Idem per la piccola Lancia 4 porte già pronta. Inoltre, da interessato al segmento, mi stupisce che mentre in Francia abbiano Picasso e Gran Picasso, Scenic versione 7 e 5 posti, ora Peugeot 3008 e 5008, per tacer di C Max e Touran (quest'ultimo datato ma molto rinnovato nel tempo), Fiat ancora non dia notizie della sostituta di Multipla (da 11 anni sul mercato e con motori non rinnovati) per cui l'ultimo 4R sostiene che "sono ricominciati i lavori" dopo lunga pausa. ma si può lasciar così scoperto un segemento del genere: taciamo di Suv e company che forse una pezza ce la metterà l'accordo con Chrysler. In definitiva, mi auguro che il grande manager abbia chiaro che è vicino il momento in cui Fiat dovrà camminare con le proprie gambe e che il governo prima o poi farà mente locale sul fatto che gli stabilimenti italiani più a rischio o non producono veicoli incentivabili (Pomigliano )o hanno già altro destino (Termini Imerese) mentre per quelli esteri (Polonia ma non solo), francamente, non credo debba essere nostro compito mantenere il livello di produzione e occupazione.
  3. anche se fosse più bella dal vivo e le foto non dovessero rendere giustizia è ormai chiaro che trattasi di Bravo ricarrozzata, con esiti peraltro meno felici che sulla Delta. Posticiparla di un altro anno avrà gli effetti, ben noti, che si sono avuti posticipando la Lybra e la stessa 159, belle auto nate già troppo mature. Peraltro, stando ai rumors, direi che la cosa che la renderà comunque perdente con 147, al di là della linea rispetto alle concorrenti del tempo, è il prestigio che a 147 derivava dal nascere sulla base della berlina 156 e con il suo pianale e schema sospensioni (ma con un'elettronica tutta nuova, cad incluso): qui, invece, si prefigura, che la segmento D (c.d. Giulia) nascerà dalla C, praticamente una pretesa (ma davvero che pretesa!) Giulia (magari risparmiamo il nome impegnativo) direttamente da Bravo (non si dica che basta un multilink al posteriore, pare molto semplificato, per fare un'altra auto ) : spero in tante smentite...
  4. se la foto è anche solo simile al definitivo, penso si possa dire che la prima 147 resta insuperata non solo per le sospensioni ant. ma anche per il design.
  5. beh, ragazzi, lo spot è molto bello ma mi ricorda anche un'esperienza personale: io, infatti, ai tempi in cui avevo la 147 rossa la strada degli 8 ponti a campana l'ho fatta proprio su un'Alfa rossa: se non ricordo male in Norvegia la chiamano l'Atlanticwegen. comunque è stupenda e, come tanta altre strade di quel Paese, ti dà l'idea di camminare quasi sull'acqua (anche se non sei a Tiberiade !). comunque fa venire voglia di guidare una 159 e lo trovo molto riuscito
  6. ho lo stesso volante sulla mia CW, l'ho voluto e non me ne pento perché, imho, è spettacolare e fa molto Alfa: la presa poi non è così malvagia a patto di non avere mani che sudano: inoltre, il retro è scanalato: comunque è meno prudente che su altri materiali la presa con una sola mano. quanto alla sicurezza, trattasi di legno con trattamento antischeggia. aggiungo che questo in foto è proprio quello dell'ultimissima serie, privo della lamina centrale che caratterizzava le prime due serie di 156 e leggermente più snello. aggiungo anche che al volante è ovviamente accoppiato un pomello cambio nello stesso materiale (legno vero, attestato dal mio falegname) che, a differenza di quelli in pelle, resta uguale anche dopo centomila km. quanto al riscaldamento eccessivo che qualcuno imputa alla corona di legno, beh, che il legno sia un pessimo conduttore non lo scopro io...
  7. leggo in fase avanzata questa discussione e vorrei dire: che su questo marchio ci si accanisca e magari si ripetano i discorsi vuol dire se non altro che è sempre il più amato: se vendesse in proporzione alla passione, altro che Audi o BMW Ovviamente, Alfa deve fare berline ("che vince le corse") che qui se no torniamo all'anteguerra. A mio avviso, senza addentrarmi sulle diatribe pre-Fiat, sarebbe stato sufficiente in tempi recenti che Alfa prendesse come spartiacque la 156 per tornare a prodotti coerenti e sempre più tecnologicamente propositivi ed affinati: il percorso era cominciato ottimamente con la 147 e la stessa GT e peraltro con costi non eccessivi se ricordiamo la base tecnica (i TS16v della 155 per i benzina, pianale evoluto TipoII). Con 159 si è provato a far meglio ancora ma per i noti motivi il salto non è riuscito (tanto meno con Brera): infatti, con questi prodotti, si è cercato di offrire le virtù tecniche (sospensioni, specie posteriori, ancor più affinate, sterzo ottimo, freni notevoli, dinamica esemplare) della generazione 156-147 aumentando la qualità percepita ed effettiva. Purtroppo, come ormai pacifico, un design in parte bruciato (dalla 156 Giugiaro per 159 e dai ben 4 anni tra prototipo e produzione per Brera), motori inadeguati al peso eccessivo e senza benzina degni di tal nome hanno compromesso il successo commerciale di 159-Brera, tanto da pensare di eliminare una rivisitazione (peraltro approntata) del modello e accelerare sulla sua sostituzione, come fatto a suo tempo con la 155 che di fatto stette sul mercato solo 5 anni (durante i quali ricevette però un notevole aggiornamento gamma motori con i TS 16v). Ora, ciò che mi lascia davvero perplesso è che, lungi dall'apprendere dal passato, le sostitute di 147 e 159, invece di affinare ulteriormente gli aspetti tecnici, eliminano (secondo le anticipazioni che auspico disattese) il quadrilatero all'anteriore: ora, non sono un ingegnere e sono certo che alla guida di tutti i giorni quasi nessuno si accorgerà davvero della differenza col macpherson che pare sarà montato e ciò anche grazie a nuove diavolerie elettroniche. Voglio quindi affrontare l'aspetto meramente commerciale ma non prima di aver ricordato che, piaccia o meno, la rinuncia al quadrilatero è certamente un arretramento sul piano della tecnica e della precisione di guida (qualcuno si ricorderà le modifiche dell'avantreno resesi necessarie per la 155 DTM). Ora, avendo avuto sia 147 che 156 ed avendo oggi una CW, ricordo che tanto sulle riviste quanto sulle pubblicità e le brochure, Alfa evidenziava ed esaltava giustamente la precisione di guida favorita dalle sospensioni anteriori (per non parlare dei peana di 4R quandò provò la 147 1.6 definendola almeno una generazione avanti alla concorrenza in virtù delle sospensioni montate): mi fa sorridere pensare che su una brochure delle sostitute si dovrà penosamente omettere la natura della sospensione anteriore magari parlando del DNA (non oso pensare cosa possa accadere in caso di anomalia di quest'ultimo). Quando ho scambiato due idee con l'ing. Massai sulla CW questi ricordava con piacere proprio il concetto di meccanica pura che il progetto portava con sé: il ricorso ai 3 differenziali col Torsen e l'assoluta ininfluenza dell'usura del tempo su tale meccanismo. E, come alfista, mi aspetto non l'ultima diavoleria elettronica ma la eccellenza della base meccanica su cui poi sarà ovviamente gradita l'ultima elettronica: ma mai dovrà essere questa a rimediare alle deficienze meccaniche, come si imputa a volte a BMW e come è capitato a molti prodotti teutonici in passato ed orientali oggi. Questa sarebbe la negazione dell'Alfa, la negazione del tentativo di una nuova strada aperto da 156 ed anche, se mi consentite, lo sputtanamento di nomi come Giulia o Giulietta: rispetto alle anticipazioni girate voglio ricordare che la stessa GTV, che pure aveva un'anteriore MP, aveva al posteriore non un semplificato ma un vero multilink. Ed oggi, seguendo Alfa, non solo Audi, ma addirittura PSA ha berline con quadrilatero all'avantreno: certo BMW ed anche in taluni casi la stessa Porsche ne fanno a meno ma se non erro sono auto a TP (e storicamente neanche dei gran modelli di stabilità, a dirla tutta). Aggiungiamo che si parla, per le future TI, di rinnegare anche i tre differenziali col Torsen centrale per partire da un'anteriore inseribile e capiamo quale disastro d'immagine tecnica si rischia. In definitiva, tornando al tema, spero che Alfa rinneghi i rumors ed abbia come modello la dinamica, la brillantezza e la freschezza classica di design di 156 e 147 ricordandosi di aver in passato avuto periodi bui ma anche di aver prodotto una Giulia e un'Alfetta quando gli altri facevano "ferri" e di avere un immagine che non va costruita ma solo ammodernata sulle basi di un passato e di una passione uniche.
  8. poiché leggevo e talvolta partecipavo a questo forum sin da quando nacque su 4R (dove c'era un tal Staurus6 !) vorrei esprimere un'opinione: ma non è che con questo ostracismo totale verso discussioni di politica (e non solo) si diventa un pochino come il Grande Fratello? c'è un mondo fuori che sbrocca e qui ci si balocca senza poter manco accennare nulla per paura ora (cfr regole) del castigo e prima dell'inciviltà di chi non sapeva confrontarsi. Anche se mi rendo conto che sarebbe molto più faticoso per chi modera, credo che un off topic sia per definizione libero, con regole certe e da rispettare pena immediata esclusione (ed anche bastonate sulle unghie....), ma libero. valga comunque solo come osservazione e non come critica che pure arrivo a capire i motivi per recidere alla base discussioni che possono far manifestare i peggiori istinti.
  9. ovviamente il discorso non varrà per te: ma d'altro canto anche il sottoscritto, che è di Caserta almeno dai tempi della Reggia, ha sempre messo casco e cintura. Ciò non significa che sapere che c'è un controllo non sia fondamentale (senza richiamar i discorsi base sulla funzione preventiva della pena): a Milano, come a Roma e dovunque, mi sembra che per sanzionare chi entra in ZTL o non ha Ecopass ci siano le telecamere e non ci si affida solo alla pur stimabile autodisciplina. Ed è peraltro noto che il funzionamento della giustizia penale (che interviene in sede repressiva) è fondamentale per dare un senzo all'azione preventiva. In sostanza, senza complicare troppo le cose, è verissimo che una persona civile si comporta bene a prescindere dal controllo: è però di fatto certo che in assenza di controllo (specie dove il senso dello Stato è scarso, ovviamente) molti saranno tentati dal non rispettare le regole.
  10. vorrei si facesse attanzione a non spostare la questione sul piano, per così dire, antropologico: ricordiamo che lo svizzero che sulla sua autostrada rispetta ogni regola, varcate le Alpi è generalmente il primo ad infrangere le nostre pensando si tratti del paese dei balocchi: e, viceversa, chi non si comporta civilmente nella sua realtà, spesso si adegua quando va fuori e sa di poter essere punito: d'altro canto, mi sbaglio o molti adesso rispettano i 130 solo per il tutor? quindi, quanto detto da arcy79 sull'importanza del controllo è basilare e lo è ovviamente ancor più in realtà dove storicamente è poco percepita la presenza dello Stato. Certamente il casco uno dovrebbe metterlo anzitutto per proteggere la propria capoccia ma siamo sicuri che chi dice di metterlo per tale motivo lo metterebbe sempre, anche in città e per brevi tratti, sapendo di non rischiare quasi niente invece del molto che rischia nella sua realtà, diciamo civile?
  11. buonasera a tutti: era da un bel po' di tempo che non scrivevo ma vorrei dire qualcosa sull'argomento. condivido molto di quanto detto da milus che ha aperto la discussione; penso anch'io che, a suo tempo, sarebbe stato opportuno il federalismo pensato da Cattaneo proprio sulla considerazione delle notevoli diversità socio-economiche tra gli Stati preunitari. Che il concetto di unità nazionale fosse coltivato solo da alcuni esponenti delle classi intellettuali del sud è peraltro comprovato e la fine dei trecento giovani e forti a Sapri è buon esempio. Tuttavia, oggi questo mi sembra ampiamente superato: in Campania praticamente nessuno non ha pieno il senso dell'appartenenza nazionale tra chi ha un grado accettabile di istruzione: certamente, anche sotto quest'aspetto, Napoli resta parzialmente una realtà speciale (bastino le recenti cretinate dei sindacati a Pomigliano dove i confederali inseguono i Cobas ed insieme vanno al disastro), certamente non è sbagliato ricordare che ha sofferto per la perdita dello status di capitale (dove si è battuta moneta e c'è stata una Cassazione sin quasi agli anni '30), certamente la camorra è una peculiarità ed è dei tempi di Goethe la definizione per cui trattavasi di "un paradiso abitato da diavoli": e però il rapporto unico che ha visto in Napoli una massa plebea (i c.d. cafoni trasferitisi dopo il 500-600 dalle campagne ai quartieri) coesistere in modo incredibile con una classe intellettuale, delle professioni e delle magistrature di livello mondiale ha in passato consentito di andare avanti, sia pure tra oscillazioni pericolose. Mi sembra che quello che oggi si è spezzata, al di là della stessa questione dell'immondizia, è proprio la capacità della borghesia napoletana (che ha dato a questa nazione tre presidenti della repubblica ed il meglio di magistrati, avvocati, professori universitari, musicisti, etcc. ma che avuto il torto di ritenere immutabili certe situazioni) di porsi come guida dei processi. Gli stessi quartieri di Napoli tipici di questa classe sono stati travolti dalla speculazione immobilare e da chi ha riciclato a qualsiasi prezzo. Questo discorso può apparire singolare e fuori tempo ma chi conosce la realtà napoletana può comprenderlo. Oggi prevale un diffuso senso di sfiducia, sia per il rinascimento tradito, sia, è giusto che chi non è campano lo sappia, per un grande senso di scoramento che travolge chi (e sono di gran lunga la maggioranza) comprende come al di fuori della Campania si sia raggiunto il limite di sopportazione per quel che accade in queste terre. Purtroppo, i recenti avvenimenti hanno ovviamente indotto alcuni a tirare fuori il peggio di sé quanto a battutine razziste, mezze frasi, smiles idioti, etcc., ma questo lo dobbiamo imputare solo a noi campani medesimi: è finito il tempo del vittimismo ed è finito il tempo della deresponsabilizzazione. E però, in una situazione come quella che si è creata non credo proprio sia il tempo per discorsi federalisti: anzi, direi che, per paradosso, buona parte dei guai sono da imputare all'eccessivo ruolo assunto dalla Regione (lasciando ogni discorso su chi la guida) in danno degli stessi Comuni e Province, impediti, da un mostruoso mega accordo su base regionale, a provvedere in via autonoma in tema di rifiuti. Semmai, e la cosa potrebbe valere anche per una ridefinizione dell'assetto statale nel suo complesso, andrebbe rivalutato ancor più il ruolo dei Comuni )e forse delle Province), peraltro storico in Italia ben più delle Regioni. In ogni caso, senza dilungarmi oltre, mi preme dire che 1) c'è piena consapevolezza della pessima figura fatta e che oltretutto sarà pagata anche in termini economici; 2) come sempre, sarebbe opportuno non generalizzare: la Campania è variegatissima ed all'interno di una stessa provincia, anche a pochi km di distanza, si trovano zone assai diverse da un punto di vista addirittura culturale (un vecchio assetto amministrativo li qualificava "distretti"); 3) la camorra non è mai stata così debole come oggi, frazionata tra tanti guappi e priva quasi del tutto di boss veri: la situazione è completamente diversa, anzi direi decisamente migliore di 20-25 ed anche 10-15 anni fa ed è inserita nell'affare perverso dei rifiuti ma non è la causa del disastro; 4) le istituzioni locali hanno fallito ma sono state deresponsabilizzate dal Commissariato di Governo. Pertanto, la richiesta finale è quella che lo Stato sia presente non con finanziamenti fuori tempo e prefetti che a volte si comportano peggio dei politici ma con l'impostazione (adesso affidata a De Gennaro) di un piano definitivo che abbia tempi CERTI e con un controllo sui fondi spesi similare a quello effettuato dalla U.E., quindi con la possibilità data a tutti gli enti locali di provvedere in proprio. Se poi vogliono mandare Pecoraro (come "tal quale") nel termovalorizzatore di Brescia (così fa una verifica dall'interno!), si può fare...
  12. questo spot da 90 secondi è semplicemente geniale oltre che realizzato in modo splendido. complimenti
  13. mcph davanti e multil. dietro è un ritorno ad uno schema adottato solo per GTV-Spider del '95. Al di là del valore tecnico della soluzione a quadrilatero ant. (4R lo ha semore ritenuto un must della 147 e il punto di forza della sua straordinaria guidabilità), mi sembra che rinunciarvi sarebbe anche un errore di comunicazione (dimentichiamo le brochures infarcite di foto del quadrilatero?), specie volendo posizionare 149 su un target superiore. Che poi BMW o Porsche facciano ottime auto col mcph è un dato di fatto ma Alfa ha il dovere di differenziarsi non solo per uno stile più dinamico.
  14. mi sembra lo stesso clamoroso errore fatto con 156 che ebbe un my 2002 e poi il rest Giugiaro nel 2003 con ovvia supersola per chi aveva pensato di prendere un aggiornamento che durasse almeno + di un anno: per non dire di chi comprerà questa 159 CW che avrà solo un anno di produzione con quel frontale.
  15. Devo correggere il termine "casta": in realtà questa categoria non è definibile come casta poiché l'accesso non è mai stato selettivo su criteri di "casta": è definibile così quella dei farmacisti per le modalità di trasmissione dell'attività e quella dei notai che hanno in pratica un forte minimo garantito e modalità di acesso più controllabili (ma oggi molto meno). L'esame d'avvocato, è semplicemente un gran casino per cui il criterio selettivo è casuale, come d'altronde da te medesimo riportato. Epperò, senza presunzioni, se davvero si espletassero le prove senza copiare e le correzioni in modo serio, non credo che passerebbe neanche il 20%: in pratica, data la natura molto pratica dell'esame, verrebbe eliminato chi approccia la professione come ripiego o chi lo fa per provarci ed aggiungere un titolo che tanto già fa altro e verrebbe premiato chi la pratica l'ha fatta sul serio. Ovviamente siamo in Italia e spesso funziona all'inverso. Inoltre i commissari lamentano sempre di essere sottopagati (e con gran ritardo) per cui, se hanno di meglio da fare (quasi sempre), non ci pensano manco a correggere davvero le prove.
  16. sei un pochino troppo ottimista: conosco tanti affermatissimi colleghi che non hanno neanche modo di ritagliarsi la domenica. La dirimente non è tanto essere o meno affermati ma il trattare il giudiziale o lo stragiudiziale. Un penalista o civilista puro difficilmente ha più tempo libero di un imprenditore, anzi. La categoria di avvocati di cui tu parli credo sia quella del c.d. avvocato d'affari o grandi mediazioni, che, con pochi grossi colpi l'anno, effettivamente arriva a certi lussi (tempo in primis). Quanto all'esame di stato trattasi di assoluta pagliacciata o, per meglio dire, di una semplice lotteria: questo però vale anche per molti concorsi pubblici dove si copia e passa spesso il meno preparato: esempi a a volontà. Quindi l'incazzatura è giusta perché dove non c'è demerito né colpa non dovrebbe esservi punizione (e perdere un anno è una severa punizione): trovo però strano il fatto di non essere pagata, se così contesa, specie in una realtà settentrionale (persino da noi spesso il praticante viene pagato, anche se poco). Ci vuole forza e va presa come una lezione: nella vita non impegnarti mai in nulla più dell'80%, così non metti mai tutto in gioco e accetti che, se storta va, dritta può venire.
  17. mah, a leggere altrove, penso che la colpa sia chiaramente della (probabile) origine meridionale degli operai: per cui la soluzione è la stessa proposta per Pomigliano: radere al suolo, chiaro e semplice. p.s. serio: il mio collega di studio che ha una Brera 2.2 e le cui disavventure ho narrato in passato ha fatto causa per i gravi difetti del prodotto (e mi ha anche indicato a teste !)
  18. nella discussione ha aggiunto renyuri71 in Alfa Romeo
    Vi riporto alcune nuove apprese dall'interno del Gruppo ed alcune private. Anzitutto, nota personale, il collega che ha preso la Brera 2.2 è disperato e sta studiando come liberarsene, anche se un'auto da 40mila € due mesi fa già ne vale solo 27. Difetti a go - go di carrozza, meccanica ed elettronica: rottura del motorino d'avviamento, rumori irrisolti da tetto, lamiere, pannelli, deformazione di serie del paraurti post, blocchi continui dell'antifurto della Casa, assenza di ricambi, libretto di manutenzione arrivato solo in questi giorni, necessità continua di tecnici che scendono dal Piemonte per ogni problema: a parte la modestia delle prestazioni ed i consumi, pubblicizzati per 9-10 al litro laddove non arriva agli 8: in autostrada a 160-170 va spesso sotto i 5. Agghiacciante al punto da far crollare ogni certezza ad uno che non ha mai, dico mai, comprato straniero. Ha avuto tra l'altro come sostitutiva una GT e si è morso le mani, visto che questa, pur molto meno piantata, è assai più maneggevole, abitabile e, almeno per gli esemplari in questione, meglio fatta. Poi mi è stata data praticamente certa la novità di una piccola Alfa su base Grande Punto, debutto probabile 2008: lascerà il vuoto lasciato da 147 (che già si era riposizionata su 145 a sua volta superiore a 33) che sarà sostituita, sembra per 7/2007, dalla 149 che avrà altre dimensioni e contenuti, praticamente un prodotto + vicino a 156 che a 147, ma con caratteristiche più premium di entrambe. Lo sforzo sarà di comercializzarla entro 9/2007, cioé 18 mesi. La nuova B+ sembra voglia andare incontro alla situazione economica non rosea e servirà a fare volumi. Aggiungo che la 169 è al momento congelata. By
  19. se si rinvia al 2007 il 1.9 175 cv si può anche chiudere. Renault ha già in listino il 2.0 d da 175 cv, Audi-VW-Seat il 2.0 da 170 cv, a breve BMW il 2.0 da 186 cv. Ma è possibile arrivare puntualmente tardi su tecnologie dove si era avanti?. Mah
  20. renyuri71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    ma qui non si parla di fare i guerrafondai, per carità: hai ragione che l'okkio x okkio non rende. Dovresti dirlo però proprio al Gheddafi, non certo ai tuoi connazionali che in questi 50 anni si sono calati le braghe con tutti, con Tito prima e con la Slovenia poi, quindi con qualsiasi questuante arabo e, magari, non sempre a torto viste le nostre debolezze. Tuttavia il problema portaerei è fasullo: al di là delle possibili dietrologie sui missili, ricordiamo che l'Italia non diede l'ok all'azione ostile e che infatti gli aerei partirono non dalle nostre vicinissime e comode basi ma dall'Inghilterra e furono riforniti in volo: per completezza, l'attacco americano era una risposta ad alcuni attentati poi ammessi dal rais.
  21. renyuri71 ha risposto a messaggio nella discussione in Off Topic
    Gheddafi non deve avere nulla se non un calcio nel sedere: non possiamo dirlo ad alta voce perché ha gas e petrolio e perché è meno peggio dei Fratelli musulmani. Il colonialismo italiano ebbe le sue nefandezze come qualsiasi colonialismo ma ha lasciato ai libici l'unica rete viaria che ancora oggi hanno: quindi le autostrade gliel'abbiamo già fatta (ed anche gli ospedali). In compenso, l'unica cosa buona che avevano (il petrolio) non la trovammo e gliel'abbiamo lasciata tutto. Se c'era qualche rivendicazione dopo la guerra questa, con la cacciata degli italiani del 1970, ha perso di senso tanta è la roba che gli amici di Gheddafi hanno depredato alle aziende italiane e tanti gli espropri proletari fatti ai ns danni. Aggiungo che l'unico vero atto di guerra, non guerriglia, contro il territorio italiano, dopo il '45, l'ha fatto il sig. Gheddafi nel 1985 con i famosi missili finiti in mare a pochissime miglia da Lampedusa. E che in Libia esiste la giornata dell'odio (sic!) antiitaliano malgrado espliciti patti (con annessi ospedali realizzati) per l'eliminazione da tempo.
  22. il problema saranno i costi, perché andrà seriamente modificato l'impianto iniezione. Meglio il diesel, allora o rassegnarsi alla benza
  23. Non si tratta di insegnare, le leggi sono pubbliche e valide per tutti: solo il Sismi ed il Sisde possono avere particolari deroghe e certo non per il CdS (poi c'è la legge per le operazioni sotto copertura, ma è un'altra cosa). Se c'è una norma che autorizza le forze dell'ordine a non rispettare il CdS, questa norma è pubblica, non è certo una relazione interna, quindi puoi anche indicarcela. Lo stato di necessità è previsto anche dal codice civile (art. 2045) e non impedisce un indennizzo se si ha torto: ma, ripeto, salvo casi particolari (cioé evitare di allarmare il delinquente per poterlo sorprendere) in cui comunque si paga se si ha torto (e mi pare lo confermi), un veicolo in emergenza deve segnalarlo sempre. Comunque, queste violazioni sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente e non credo proprio che trattasi sempre di emergenze coperte. E' solo una delle tante pessime abitudini italiche tipicizzanti chi ha un brandello di potere. E questo senza colpevolizzare certo PS o CC che fanno spesso un ottimo lavoro. Quanto al topic, effettivamente abbandonato, si assisterà ad un lungo scontro di consulenze che solo la perizia del giudice potrà risolvere e non è detto.
  24. Quello che dici è proprio la spia di una pessima convinzione diffusa, evidentemente, specie tra chi ha una divisa. La Cassazione civile e penale in merito è univoca, e il Codice della Strada, che dovrebbe valre in primis per chi lo dovrebbe far rispettare, prevede deroghe chiare: ho difeso almento venti volte i VdS (veicoli di Stato) per le prodezze dei conducenti e so bene come funziona: la relazione di servizio serve a meri fini interni, specie per eventuali danni al veicolo: infatti, qualora non vi sia concorso di colpa (che puntualmente il dirigente va a pietire) dei danni risponde in proprio il conducente. Il resto, diceva il boss in un film, sono chiacchiere e distintivo. Art. 177. Circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e delle autoambulanze L'uso del dispositivo acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu e' consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, a quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per l'espletamento di servizi urgenti di Istituto. I predetti veicoli assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento di idoneita' al servizio da parte della Direzione generale M.C.T.C. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a concedere immediatamente la via libera ai veicoli suddetti. I conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell'espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza. Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimita' degli sbocchi sulla prima appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l'obbligo dl lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi. E'' vietato seguire da presso tali veicoli avvantaggiandosi nella progressione di marcia. Chiunque, al di fuori dei casi di cui al comma 1, fa uso dei dispositivi supplementari ivi indicati e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire quattrocentomila. Chiunque viola le disposizioni del comma 3 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
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