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Mazinga76

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Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. Ma anche il disegno della carrozzeria era frutto di casa Citroen? Di sicuro parte della componentistica esterna era di derivazione FIAT, come i fanali posteriori di origine 238 e (forse) le maniglie delle portiere di derivazione FIAT/OM.
  2. Ma poi, a mia memoria, mi pare di ricordare che il Lublin dimensionalmente fosse un po' più piccolo del 242, o mi sbaglio?
  3. La Giulietta TI targata Reggio Emilia e l'850 coupè targata Venezia le conosco dal vivo. La prima è di un appassionato mio concittadino, la seconda è una delle storiche di proprietà del club presso il quale io e mio padre siamo iscritti. Entrambe le pubblicai in questo thread alcuni anni fa.
  4. E proprio quel sangue latino le conferiva un'eleganza altrimenti sconosciuta alle Vichinghe.
  5. Per la stragrande maggioranza delle regioni d'Italia la situazione dovrebbe essere proprio questa: niente più tassa agevolata, ma (con molta più difficoltà) permarrebbe la possibilità di assicurare a tariffe agevolate. Per quanto riguarda le regioni "non obbedienti" rispetto alle nuove disposizioni governative, a quanto ne so io, c'era un contenzioso in atto Stato-regioni sulla legittimità o meno del non allineamento di tali regioni alle nuove disposizioni in merito alla tassazione del possesso automobilistico. In pratica, se non vado errato, il governo aveva chiesto un parere sul tema alla Corte Costituzionale, la quale si era espressa ritenendo del tutto illegittima la posizione delle regioni dissidenti dinanzi alle mutate normative di legge sulla materia. Questo perchè la tassa di possesso automobilistica è un gettito fiscale di assoluta competenza dello Stato e non delle regioni. A queste ultime è demandata la sola gestione di raccoglierne i proventi, a parte nelle regioni a statuto speciale dove la gestione credo sia di competenza dell'Agenzia delle Entrate. Tutto ciò che è in potere delle regioni sarebbe la facoltà di praticare una riduzione entro e non oltre il 10% a quelle vetture ultra-ventennali iscritte in appositi registri, come ad esempio avviene nella regione Lazio. Queste sono le ultime notizie di cui sono a conoscenza, risalenti ad alcuni mesi fa ormai. Sulla esatta veridicità delle cose non potrei garantire, quindi da prendere un po' con le molle.
  6. Fino ad un paio d'anni fa, iscrivendo una ultra-ventennale all'ASI o un registro storico equivalente, si godeva dei medesimi vantaggi riservati alle ultra-trentennali: assicurazione storica, tassa di circolazione forfettaria, costo del passaggio di proprietà ridotto ecc. Poi, un recente provvedimento del governo Renzi ha eliminato il vantaggio del bollo forfettario per le ultra-ventennali anche se iscritte negli appositi registri, relegandolo alle sole ultra-trentennali che ne beneficeranno in automatico a partire dall'anno in cui il veicolo compie i trent'anni. Non so se per le ultra-ventennali iscritte sia cambiato qualcosa in negativo anche per quanto riguarda le agevolazioni sul passaggio di proprietà o sia rimasto tutto come prima. Quindi, nulla vieta di poter iscrivere ancora oggi una ultra-ventennale all'ASI o altro registro competente in materia di auto storiche, ma il vantaggio sarà confinato all'assicurazione (peraltro, che io sappia, diventate più restie e diffidenti nel rilasciare polizze per ultra-ventennali proprio dopo il provvedimento governativo che non riconosce più lo status di interesse storico) e non più alla tassa di circolazione forfettaria.
  7. Tra l'altro le corone in bachelite avevano la brutta tendenza a spaccarsi. Coprirle era anche un modo per occultare alla vista quell'antiestetica rottura.
  8. Il coprivolante con le clip... l'avevo rimosso, ma a rivederlo mi si è aperto un mondo!!! Ce l'aveva mia zia sulla sua 127 I serie del '72 e c'era anche sulla 128 2 porte del '70 del marito.
  9. Quanti ne ricordo di quei pomelli traslucidi... Ci fu un periodo, a cavallo tra la fine dei '70 e i primi '80, che andavano tantissimo. Di gusto molto discutibile, a mio personalissimo parere. Però piacevano.
  10. Di civili forse qualcuno ne ho visto ai tempi, ma veramente col contagocce. Per quanto riguarda le FF.AA. da queste parti lo ricordo quasi esclusivamente della Polizia. Per quanto riguarda gli enti pubblici, sinceramente di Poste non ne ricordo. Ma ho vaghi ricordi di versioni cassonate, in livrea arancio dell'ANAS e forse dell'ENEL.
  11. Infatti l'operazione di smontaggio e rimontaggio era quanto di più semplice potesse esserci. E la mascherina in sé, in effetti, non credo che incidesse chissà quanto sul costo finale dell'operazione; la botta maggiore la davano i Carello, ovviamente.
  12. Aspetta però, non so se ci siamo intesi bene. La mascherina originale, mi riferisco a quella montata in fabbrica in primo equipaggiamento, non è che avesse nessun tipo di alloggiamento per i fendinebbia. La mascherina con i fori aperti per l'alloggiamento dei fendi si acquistava aftermarket. E credo, se non ricordo male, che quella che acquistò mio padre ai tempi fosse un accessorio originale FIAT dedicato. Quanto all'alloggiamento dell'autoradio concordo assolutamente: è quanto di più antiergonomico ci possa essere. In pratica, se si viaggiava senza un passeggero accanto, per cambiare frequenza o inserire/disinserire la cassetta, ti dovevi allungare sulla destra distraendoti troppo dalla strada.
  13. Giusto. E anche specchietto e tergi cromati. Poi, non visibile in foto, mi rammentava il babbo che c'è pure una marmitta dal rombo un po' più cupo.
  14. La mascherina con l'alloggiamento per i fendinebbia li prevedeva lì, non è che avessimo scelto noi di montarli in quella posizione. Diciamo che era la soluzione alternativa al forare i paraurti, che a mio padre non piaceva molto.
  15. La mania after-market del mio babbo sono sempre stati soprattutto i volanti. Ma ai tempi la 127, oltre che col Personal in radica, era equipaggiata anche con i Carello gialli, l'impianto Pioneer e le foderine. Questi invece sono due dei tre volanti Momo che alterna di tanto in tanto sulla Delta...
  16. Alcuni indiscutibilmente belli e d'effetto, altri....lasciamo stare.
  17. Quotone assoluto! E' un po' quello che succede con le 500 e 600 "fintoabbbbarth" che ormai pare che te le tirino dietro da tutte le parti; stessa cosa che pare stia prendendo piede sulle A112 da normali ad "abartizzate", oppure, più in generale, di vetture in colori a dir poco fantasiosi. Tutte con le loro belle omologazioni ASI, iscrizioni agli albi, agevolazioni varie e compagnia bella. Io inizierei a essere un po' più serio in merito a certificazioni di vetture di questo tipo, perchè pare che basti imbellettare una vettura in stile "ce l'ho duro" per vantarsi di avere la storica. Ognuno fa un po' come c.... gli pare.
  18. Questa qui è un'Appia III serie. Si caratterizzava dalle precedenti soprattutto per il frontale con calandra a sviluppo orizzontale anzichè verticale
  19. Delta I = Ritmo è una semplificazione frettolosa di una realtà che era molto più complessa. Giustissima la tua osservazione. Per un quadro approfondito e preciso rimando a @roberto.c, che delle Lancia del tempo è la nostra memoria storica assoluta.
  20. Diciamo pure senza mezzi termini che quegli inserti sanno talmente di posticcio e di inutile da essere un pugno nello stomaco. Abbruttimento è forse il termine più appropriato, almeno secondo il mio personalissimo parere.
  21. Oooh perfetto, adesso è tutto chiaro. Dunque, la 70 CL dei miei zii rientra a tutti gli effetti tra quelle del periodo '84-'85. Era una quattro fari, con poggiatesta e tergilunotto di serie. Non era quindi l'ultima serie, quella coi paraurti modificati, i fascioni laterali e le maniglie della Regata. In definitiva, era una seconda serie pre restyling.
  22. Può darsi che stiamo dicendo la stessa cosa senza rendercene conto, oppure no.... Mi sto perdendo tra il restyling e la seconda serie...tu da cosa le identifichi?
  23. Prendiamo ad esempio la Ritmo dei miei zii: una macchina che viene ritirata in concessionaria con l'ago del tachimetro che non funziona e con una scheggiatura sul bordo del vetro discendente della portiera posteriore sinistra, non credo dipenda dall'area geografica di utilizzo. Poi, via via sono apparsi l'opacità della vernice (azzurro carta da zucchero) già verso i due anni di vita, i soliti pannelli porta che non stavano in posizione, cappelliera piegata ad arco fino a spaccarsi, rivestimento del cielo completamente scollato, paraurti talmente scoloriti da diventare quasi bianchi, noie di origine elettrica, falsi contatti e via così... Era una seconda serie, non restyling. Cioè era ancora quella che non aveva il vano targa nel paraurti ma tra i due fanali. Comunque sì, aveva quattro fari, tergilunotto e poggiatesta.
  24. La Ritmo 70 CL (automatica) era dell'aprile '85. Forse ti riferisci agli anni '70 come epoca progettuale, ma mi pare che stiamo spaccando il capello.
  25. La rottamò intorno al '99/00, quindi sui 14/15 anni. Che poi quasi tutte invecchiassero così....e dai... Vogliamo tutti bene all'auto nostrana, io per primo, però gli anni '80 di FIAT sono stati assai (troppo) critici dal punto di vista della qualità dei materiali, degli assemblaggi ecc.. La Y10 del mio collega è solo uno degli esempi, ma sono testimone diretto di altri casi, come la Ritmo 70 CL dei miei zii (rubata a 10 anni quando aveva gli interni già ai limiti della decenza) e della Regata 70 S del padre di miei amici, rottamata a 13 anni con gli interni in condizioni simili (fianchetti porta che si staccavano, velluto della selleria a brandelli, impianto elettrico bizzoso, plastiche della plancia tendenti a spaccarsi ecc. ecc..
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