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Mazinga76

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Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. Ma quella fotografata da Renault è una II serie, quindi cerchi e scritte sono giusti. Comunque, al di là di tutto, ditemi quello che volete, ma a me una 155 II serie, motorizzata bene, con i cerchi giusti e ben gommata, mi piaceva da nuova e continua a piacermi adesso.
  2. Magari il cinefilo incallito e appassionato d'auto d'epoca potrebbe essere proprio il proprietario, o quantomeno cultore incallito di quella pellicola di Tony Curtis nella quale appare la Dino. La riproduzione della targa, più che per catturare l'occhio del pubblico, credo serva ad appagare l'occhio del proprietario, proprio in ragione di quella passione per quel film.
  3. Sarebbe molto suggestivo se fosse proprio lei. Ma quel doppio spessore, che è chiaramente visibile, fa pensare a una targa riprodotta posizionata sulla targa originale. Probabile che il proprietario abbia voluto idealmente ricreare un parallelo con la Dino di Tony Curtis, facendosi riprodurre quella targa da utilizzare esclusivamente durante l'esposizione ai raduni. Per la normale circolazione, ovviamente va rimossa e sotto si presume ci sia la sua targa quadra originale.
  4. Questa è una trasformabile, riconoscibile per i montanti laterali rigidi. La cabriolet, dotata di cappotta completamente apribile, uscì nel '60. Non mi pare di averne viste tanto raramente in bianco. Sicuramente non doveva essere una tinta molto scelta dai privati, ma credo esistesse ufficialmente nella gamma colori.
  5. La buonanima del mio principale, a fine anni '90, ne aveva una verde metallizzato con interni in pelle color cuoio, poi data dentro a metà anni '00 per una 166 grigio metallizzato, con interni in pelle neri, di pari motorizzazione. Quest'ultima finì poi in stato di semi-abbandono nel cortile dell'azienda, poi Dio solo sa che fine avrà fatto.
  6. Posso dirlo? Lo dico: le varie 500, 600, topolino et similia, con i portapacchi caricati con valigie, bauli e bauletti vari hanno scartavetrato i perpendicoli!
  7. Neanche io sono un esperto di Traction Avant, ma quelle con il baule sporgente non sono le 15 Six degli anni 50? Praticamente le ultime T.A. prima dell'avvento della DS nel '55.
  8. Nel 1986 raccolse ufficialmente il testimone dalla 208 alla base della gamma, uniformandosi al family feeling Ferrari di quegli anni.
  9. Della 208. La marcatura Identicar ci svela la targa per intero.
  10. Non so rispondere alle tue domande. Però nella gamma colori della 127 I serie c'è stato pure il Bronzo metallizzato 798, ma non so se da subito o in seguito. In ogni caso parliamo di un'altra tinta di una rarità incredibile, penso ancor più del grigio.
  11. Esisteva anche sulla I serie. Ma era arduo vederne in giro già al tempo, perché non la sceglieva praticamente nessuno. Oggi una I serie grigio metallizzato è un unicorno.
  12. Perché curiosa? Il grigio metallizzato era una tinta ufficiale nella gamma colori della 127, per quanto molto poco gettonata. Questa circola nella nostra città, anche se si vede in giro molto raramente:
  13. Il fondo scala è 160 mph e 260 km/h
  14. Ragazzi ma voi le vedete le foto di @Renault ? Io vedo solo dei riquadri blu con la scritta: "Postimages under review. Ensuring it meets guidelines".
  15. Potrebbe essere semplicemente un passaggio di proprietà, visto che fino al 1993 vigeva ancora l'obbligo del cambio targhe se il vecchio e il nuovo proprietario risiedevano in province diverse.
  16. Quella cabina potrebbe provenire da un ex soccorso stradale. O, perlomeno, il colore arancio lo lascerebbe pensare.
  17. A me non dispiacevano né il frontale né gli interni della II serie. Un mio collega aveva una 60 S 5 porte, nella quale sono stato spesso, e la trovavo complessivamente più matura. Piuttosto, quello che non sono mai riuscito a metabolizzare è quel posteriore con quel portellone rigonfiato, al quale si volle tentare di dare a tutti i costi un family feeling con quello della Tipo, che ho sempre trovato incoerente col design della fiancata, quasi a dare una sensazione di posticcio. A voler dare un giudizio estetico complessivo direi: frontale molto riuscito; posteriore decisamente meno; interni forse meno originali, ma piacevoli.
  18. Non avrei mai immaginato che la produzione di questo motocarro fosse arrivata addirittura alle soglie del nuovo millennio! Essendo questa cabina uscita degli anni '70 è evidente che il periodo di commercializzazione è stato come minimo di un ventennio.
  19. Che sia di un appassionato lo darei per certo, visto l'adesivo triangolare dell'ASI posto alla base del lunotto. Piuttosto mi domando come le cerniere riescano ancora a tenere le porte senza che queste cadano. Da notare anche il Blindosterz sul volante, segno che il proprietario teme seriamente che glielo possano rubare...😆
  20. Sicuro sia un blu? A me dà l'impressione di un verde, anche se distinguere con precisione non è facile perché la vernice, almeno sul portellone e sui bordi della carrozzeria è completamente cotta.
  21. Punto un po' di meno, ma comunque si vede. Panda quante ne vuoi, fino alla nausea, di entrambe le generazioni.
  22. Visa era già un passo deciso in avanti rispetto all'Ami. Certo, in giro se ne vedevano anche di sfruttatissime e tenute male, magari auto di battaglia condotte fino allo sfinimento. Però non me le ricordo scricchiolanti, sferraglianti, con le lamiere di cofani e parafanghi tremolanti e quella sensazione di stare insieme col fil di ferro che ti davano un'Ami o una Dyane quando erano ridotte ai minimi termini. AX e Saxo, soprattutto verso la fine della carriera commerciale, erano ormai declinate come utilitarie di primo prezzo, da battaglia. Il loro utilizzo finiva per essere super-intensivo da città o comunque in ambito urbano, spesso erano auto che dormivano per anni in strada con tutto quello che ne consegue in termini di usura e deperimento della carrozzeria. Molte di esse, tra l'altro, finivano nelle mani di neo patentati come prima auto da trapazzo e finivano in men che non si dica in condizioni pessime. Diciamo che la sensazione di precarietà in questo caso è un po' deformata dalla destinazione d'uso super-intensiva e senza badare troppo al sottile che si faceva di queste auto, ma non che lo fossero di per sé. Ami e Dyane invece, a prescindere dall'utilizzo che se ne faceva, dopo un tot di anni invecchiavano proprio male.
  23. Per la precisione, quella in foto è una Ami 8 break. Quanto alla sua diffusione, non me la ricordo diffusissima ma neanche tanto poche in giro all'epoca della mia infanzia/fanciullezza (40/45 anni fa). Comunque, effettivamente, già all'epoca se ne vedevano in condizioni precarie, tutte ammaccate e con quel senso di sgangherato e di ferraglia che dava l'impressione che dovessero disfarsi per strada da un momento all'altro, sensazione condivisa con la sorella Dyane di cui all'epoca abbondavano più o meno nelle medesime condizioni.
  24. Incontrata più volte di mattina presto, si dirigeva verso le rampe di accesso alle Autostrade/Tangenziale; era guidata da un uomo che probabilmente si recava al lavoro. I miei avvistamenti risalgono a diverso tempo fa quando questa Delta si presentava ancora come un ottimo conservato. Le condizioni in foto mi sembrano più decadute di come me la ricordavo, il che mi fa pensare a un'auto che probabilmente apparteneva a qualche anziano familiare defunto e oggi viene sfruttata fino a consunzione da figli/nipoti che l'hanno ereditata. Vorrei sbagliarmi, ma purtroppo l'impressione è che non sia capitata in mano a persone interessate e che il destino sia segnato.
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