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PaoloGTC

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  1. Domandina rivolta ai moderatori: dato che di recente ho digitalizzato un tot di materiale I.DE.A riguardo una serie di studi da loro svolti negli anni '90 e focalizzati sull'estensione della forma monocorpo su tutte le tipologie di vettura, mi stavo chiedendo se potrebbe essere questa la sezione adatta a postarlo. In quel periodo lo Studio e Fiat erano molto legati, e da poco avevano presentato, ad esempio, la concept Lampo. Per cui mi son detto "chissà, magari la maggior parte di questi modelli erano immaginati con il marchio Fiat" e quindi volevo sapere se possono andar bene nel topic delle mai nate torinesi. Cosa ne pensate?
  2. Questo lo ricordo con affetto fu AM (quello bello, la prima "serie") a pubblicarlo insieme alla prova della Tempra. Una delle caratteristiche più interessanti della nuova arrivata fra le riviste d'auto era proprio l'aggiuntina a fine prova riguardo la design story della vettura provata. Ovviamente quando c'era la possibilità... se era stato divulgato del materiale, insomma. Ricordo che i bozzetti facevano da corredo all'intervista a Mario Maioli, il quale, stuzzicato dal giornalista sulla discreta somiglianza (secondo alcuni, a mio parere no, perchè le ho sempre viste molto diverse) fra Tempra e Vectra, aveva risposto di vedere la Tempra "molto latina e più nervosa" e la Vectra "molto tedesca e un po' molle". Potrei aggiungere che secondo me era più bella la Vectra (che avrebbe avuto bisogno di un po' più di brio in certi dettagli tipo le coppe ruota e la fanaleria posteriore) ma sarebbe un giudizio molto di parte, quindi mi fermo qui. Questo bozzetto comunque lo ricordo con affetto, perchè: 1) la vettura proposta mi piaceva un sacco, molto più della vera Tempra e avrei voluto che l'avessero fatta così, con quell'aria di piccola Croma, quel posteriore dell'ammiraglia che trovavo (e trovo ancora oggi) assai riuscito; 2) adoravo la "mano" che l'aveva realizzato e a dirla tutta lo ricordo come uno degli sketch che continuavo ad osservare mentre realizzavo i miei primi scarabocchi.. volevo diventare bravo come quello lì Una cosa però mi ha sempre lasciato perplesso... forse sono io ad aver sempre visto male, ma pare che manchi un pezzo di portellone . Sembra che scenda fra i fanali fino a livello del paraurti, inglobando probabilmente il vano targa... ma se guardiamo in alto... manca qualcosa Nell'articolo di AM c'erano anche questi... con una dida che raccontava del dubbio rimasto per parecchio tempo sul montante posteriore: col terzo vetro oppure no? Il disegno più in basso infatti lo abbozza come a dire "con o senza?" mentre quello sopra... lascia intendere che là dentro c'erano delle mani che tot anni prima avevano realizzato qualche altra berlina
  3. Nel frattempo, un'altra berlinona di fine anni '90 nella medesima location. E, tanto per gradire, un altro confronto generazionale. In effetti confrontando le fonti, le notizie sull'utilizzo della pista verso fine Millennio sono contrastanti: nell'intervista al collaudatore in incognito riguardo la sorte della "Nuova Dedra - 839", si legge che la 839 aveva iniziato il suo percorso alla Mandria ma l'aveva completato a Balocco, perchè la pista era "sempre meno sfruttabile" (il dialogo ebbe luogo durante il periodo di congelamento della Lybra: il tester diceva "all'inizio del '96 la nuova Dedra era cosa fatta. Poi c'è stato lo stop, hanno detto che il frontale non è piaciuto, i collaudi sono stati sospesi e l'officina prototipi non ha più costruito vetture").... però questa 166 e la 147 del post precedente sono lì.
  4. Non avevi mai visto prototipi di Thesis in quella location, oppure in generale? Perchè ce ne sono molte altri, in altre situazioni ad essere sinceri i primi usciti su strada avevano un aspetto abbastanza inquietante Se non erro ...anta anni fa c'era la Fiat Lubrificanti (Olio VS, ecc.)
  5. Con ogni probabilità quello di Gente Motori potrebbe essere uno scoop sbagliato; spesso ci azzeccava, ma qualche volta no. Mi è venuto in mente di tornare ancora una volta al documento realizzato tempo fa con tutte le targhe prova che sono riuscito a mettere insieme osservando la montagna di foto-spia torinesi, per vedere se questa targa, che pare essere un "TO 203" fosse stata attaccata a qualche altro mulo/prototipo Fiat, Bertone, Ghia o altro... ma niente. Non ci aiuta... questa "203" nelle mie foto si vede solo questa 132 giardinetta. Le più vicine sono la "TO 201" vista su 128 familiare e su Punto Cabrio, e la "TO 205" vista su un "Unone" pre-Tipo. Il mistero rimane potrebbe essere una targa Fiat che per caso venne catturata solo su questa 132, oppure no. Chissà se un giorno salterà fuori che fine ha fatto 'sta macchina... mi è venuto in mente di chiedere ad un losco personaggio vediamo cosa mi dice.
  6. Eccola. La foto qui sopra non dice molto perchè purtroppo in redazione su questa ritoccarono lo sfondo (non capisco il motivo, forse proprio per nascondere dove stava, boh... ma attraverso i finestrini si percepisce che.... c'era uno sfondo) ma in altre, che non riesco a trovare mannaggia, si vedeva bene che la location era la stessa in cui venne paparazzata questa 147. Che è la stessa di questa Lybra, più o meno. Una visuale allargata ci permetterebbe di capire che siamo nello stesso posto. In fondo, se osserviamo lo stadio dei prototipi 147 e Thesis non dovrebbe essere passato molto tempo. Qui la Lybra in un nostalgico confronto con la sua antenata... In realtà si tratta di una 60 Super del 1985. La foto proviene dalla superprova "Sette supertest per la Fiat Ritmo", pubblicata da 4R sul numero dell'ottobre 1985. Uno dei sette supertest infatti ebbe luogo sulla pista di Vizzola Ticino (loro non avevano ancora Vairano, ovviamente...): 2000 km a tutto gas. Nello specifico il mega-collaudo fu suddiviso in queste prove: - 2000 km in autostrada a massimo carico - 2000 km su statale a massimo carico, con bagaglio sul tetto - 2000 km a medio carico e con un caravan di 730 kg al traino - 2000 km sullo Stelvio a massimo carico, con bagaglio sul tetto - 2000 km in pista a Vizzola a minimo carico - 1000 km di sterrato a tutto gas su strade bianche del Ticino, a minimo carico Quest'ultima prova, la più pesante, lasciò i segni maggiori. La Ritmo ne uscì con: - tubo di scarico deformato - cerchi (in lamiera) da raddrizzare - scatola guida da sostituire (indurita a fine corsa) - pneumatici andati - molle un po' sfiancate - terza marcia che sfollava in fase di contraccolpo Una bella lista, ma le foto rendevano bene l'idea di quanto l'avessero "tirata", come se non ci fosse un domani, e su una strada di quelle che noi di solito con la nostra macchinetta facciamo a 10 all'ora perchè ci sono i sassi e le buche Tanto per dirne una, prima di partire decisero di togliere la ruota di scorta (che stava attaccata sotto il bagagliaio, come sappiamo tutti) perchè avrebbe sicuramente sbattuto sul terreno, rovinandosi e probabilmente strappando via tutto. Non so cosa avrebbe detto quella Ritmo, se avesse potuto parlare
  7. Prima di tutto, nessun problema per il tuo italiano, che è perfetto! Certo, questa è quella di Pininfarina, come ho scritto nel post. La mia domanda è se l'altra sia veramente di Bertone, come scriveva Gente Motori nel 1978, perchè non ho trovato nessuna info oggi per quest'altro modello. Se esiste ancora, dove è andata, chi l'aveva fatta...
  8. Stavo riguardando questa foto con lo "chalet" e devo dire che quei guard-rail che si vedono sulla destra sembrano proprio quelli che si vedono in diverse parti della pista, guardando le foto d'epoca. Ok... non li avrà avuti solo La Mandria fatti così, ma io li ho sempre trovati piuttosto particolari e molto spesso mi hanno aiutato a capire che si trattava proprio della pista in questione, quando cercavo di capire "dove".
  9. Che poi chissà perchè le chiamano cancellate, che si vedono benissimo. .... Dai, non fare quella faccia. Piuttosto, visto che siamo nel topic delle mai nate Fiat, una curiosità l'avrei. L'altro giorno durante la pausa pranzo sfogliavo un recentissimo Gente Motori del 1978 (mi piace tenermi aggiornato) e nelle pagine degli scoops ooops oops il buon Marin proponeva il seguente veicolo, che avevo rimosso. (in verità le prime due foto sono quelle di GM, la terza - che non ricordavo di avere, l'ho rivista adesso nella cartella dei proto 132 - credo venga da 4R) Il buon Marin scriveva che, a differenza dell'altra 132 giardinetta (che mi è subito venuta in mente in quel momento, e che giustamente ricordavo diversa) proposta da Pininfarina questa l'aveva fatta Bertone. Primo pensiero: "ah... non me la ricordavo proprio." Sono andato così a ravanare sul web per vedere se saltava fuori qualcosa. Niente. Così ora son qua a chiedere: 1) ne abbiamo già parlato, l'abbiamo già contestualizzata, era davvero di Bertone, e io non me lo ricordo? 2) se sono solo io a non ricordarmi il punto 1, qualcuno mi illumina? Perchè io ho proprio un vuoto, riguardo chi l'avesse fatta, e che fine abbia fatto. Era per caso una delle tante one-off realizzate per Agnelli? Mi ricordo la sua 130, ma questa, come ho detto, vuoto...
  10. Un paio delle mie "ex" decisero di farla finita. Cioè, ovviamente questo non è possibile, però fu abbastanza strano vedere che due auto da me versate come usato al conce Opel (due consecutive fra l'altro) durarono pochissimo in mano ai nuovi acquirenti (due fenomeni, il primo dei quali nemmeno seppi mai chi fosse, mentre il secondo ebbi occasione di conoscerlo quando venne a vedere la mia "ex" mentre io ritiravo la nuova). La prima fu l'Astra G del 1998, data in permuta per la Corsa C GSI 1.8 nel 2002. La comprò un non so chi che dopo una settimana scendendo da un dosso ed entrando in un paesello della "bassa" novarese a velocità fotonica perse il controllo e tirò giù una cancellata intera, rotolando nel giardino di una villetta. Lui si fece nulla, auto irriconoscibile. Non vidi nemmeno il rottame, perchè andò a recuperarlo un demolitore di un'altra zona. L'ultima volta che la vidi "viva" fu la sera in cui andai in conce per una macchia che avevo notato sul cielo tetto, la stavano preparando per il nuovo cliente. La seconda, la Corsa C GSI 1.8 appunto, che versai nel 2005 per prendere la GTC che ho avuto fino all'anno scorso. La comprò un idiota esaltato (finanziandola fino all'ultimo centesimo) che poi vidi in giro nel traffico della città vicina a fare il cretino ai semafori, sgommando ad ogni metro che doveva fare in coda. Ricordo che pensai "mi sa che anche questa...", ed infatti poche settimane dopo venni a sapere che aveva fatto un botto notevole in centro, facendo carambolare e cappottare una Smart. Non poteva permettersi di ripararla (doveva ancora pagarla tutta, figuriamoci....) e quindi la vettura finì in un qualche centro di Milano dove raccoglievano auto ancora targate ma pesantemente danneggiate (per riciclare pezzi o per i carrozzieri che volevano metterle a posto, non so...). Venne notata (curiosa questa cosa, tanto come il ritorno in zona della mia GTC) dal figlio di un carrozziere non lontano da qui, che decise di comprarla per due soldi, portarsela a casa e rimetterla a posto. Essendo certo che anche lei fosse passata a miglior vita, rimasi assai stupito la sera in cui con la GTC andai a comprare le sigarette presso un bar della città vicina e me la trovai davanti. Se non ricordo male, scattai una foto dell'evento... ah sì, eccola qui. Molte altre invece mai più viste. Riguardo i tempi recenti, la Punto Street che versai senza comprar nulla perchè non serviva più, andò lontano e non mi capitò mai di rivederla. La 164 invece la comprò un membro di un qualche club (credo zona Bergamo o Brescia, non ricordo) e credo che sia ancora in giro. La incontrai ancora al suo trentennale (l'avevo venduta l'anno precedente) con dei nuovi interni. I suoi originali in velluto blu erano perfetti ma il nuovo proprietario ne aveva degli altri in pelle beige, e fece cambio. Montò anche i cerchi da 16" se non sbaglio, tanto che tra cerchi e interni, vedendola da lontano nel park del Museo e senza vedere la targa, manco l'avevo riconosciuta. Fu "Il Fusi" (che non bazzica qui da anni, come sappiamo) a dirmi, prima che iniziasse la conferenza con Fumia, "guarda che fuori c'è la tua macchina". Una cosa che mi fece stringere il cuore e che oggi lo fa ancor di più, fu che la rividi postata su FB in una foto insieme al compianto Giorgio Langella, che ci ha lasciato giorni fa e che avevo incontrato ma senza aver l'opportunità di unire lui e la mia 164 in uno scatto. Il club di cui fa parte il nuovo proprietario, durante il trentennale, scattò una foto del mitico Giorgio insieme all'auto che anche lui aveva creato, e lo fece usando la mia "ex". Quindi alla fine ebbi modo di vedere Giorgio insieme alla "mia" 164, solo che non era più mia. In ricordo di Giorgio Langella, un grande collaudatore con l'Alfa nel cuore e, soprattutto, un Signore con la S maiuscola.
  11. Ci sta. A molte ragazze legate a pareristi era piaciuta un sacco anche la mia PandAlfa ed infatti molti di loro mi avevano tirato un tot di maledizioni, dicendomi "cosa hai fattooooooo, adesso la vogliono!!!"
  12. In realtà credo che qualcuno ci avesse pensato... forse lo stesso Maioli, prima di arrivare alla decisione di lasciare solo le 5 barre, in seguito a quella "visione" che raccontava di aver avuto un mattino mentre arrivava in Fiat e da lontano aveva visto, in mezzo alla tipica nebbiolina (che forse non era nebbiolina ) del mattino torinese, il grosso "FIAT" di Mirafiori. Però lo dico giusto così eh... non ne sono affatto certo. Un logo che avrebbe ricordato un po' i manifesti Fiat del futurismo. Ah ma ci sta che li abbiano "appesi" anche dopo eh, quando lo scatolone appiccicato al portellone era già scomparso. Purtroppo non sono riuscito a trovare una foto dei prototipi un po' più "svestiti" ma con i fari della 176. Però questa storia mi ha fatto ricordare quando Alfa camuffava la 145 giocando col rosso sul montante posteriore e collegandosi alla freccia del fanale definitivo, per far credere ai meno sgamati che fosse una Punto
  13. Tornando invece alla storia del frontale a quattro fari che avrebbe potuto avere la Ritmo prima serie e del quale in passato abbiamo visto più volte la maquette, pubblicando questa nuova immagine in cui lo vediamo in maniera più completa devo fare una precisazione. Esso era sì visibile allo stesso Salone di Torino in cui venne presentata la Ritmo, ma non era esposto da Fiat allo stand. In un'altra sezione del Lingotto c'era la mostra "Carrozzeria Italiana - Cultura e Progetto" e questa maquette era esposta lì. La stampa poi mise insieme le cose perchè si trattava evidentemente di uno studio scartato per la Ritmo, ma Fiat non l'aveva esattamente messo in mostra a fianco delle Ritmo protagoniste dello stand.
  14. Vi racconto ancora questa e poi mi fermo perchè l'OT è grande come una Escalade. Penso che molti di voi abbiano visto “Christine” più di una volta. Se lo avete fatto, ricorderete sicuramente la scena in cui l'amico di Arnie, Dennis, resta gravemente ferito durante una partita di football, perchè distratto da Arnie che bacia Leigh (la ragazza che a lui piaceva molto) dopo averla accompagnata alla partita al volante di Christine appena uscita dal restauro. Dopo averci mostrato Dennis a terra con la schiena a pezzi, Carpenter indugia con una lenta carrellata sul frontale di Christine, dando l'idea che lei si stia godendo la scena. All'inizio di marzo sono rimasto coinvolto in un lieve tamponamento nei pressi di una rotonda. Pochi graffi davanti e dietro, e un “rene” Bmw da cambiare. Vabbè, tante parolacce (fa specie pensare di non aver mai combinato nulla in 18 anni con la Opel, nemmeno negli ultimi periodi, quelli in cui sai che la stai per cambiare, sai che è quasi a fine vita e se fai un graffio dici “amen”... poi prendi una macchina più bella, passa qualche mese e “pum!”) ma pazienza, sistemeremo anche questa. Si vede che era destino... L'incidente è avvenuto davanti al parcheggio dell'azienda per cui lavora il ragazzo che oggi ha la mia GTC. La fabbrica sta laggiù sul fondo, e davanti c'è un piazzale dove parcheggiano i dipendenti, con le auto rivolte verso la strada. Dopo le prime fasi concitate, tipiche di ogni incidente (“io qui, io là, lui su, lui giù” e via dicendo) restiamo fermi per un bel po' perchè una delle auto coinvolte non si può spostare. Questo signore è sceso dal suo Berlingo, lasciato acceso, e non si sa come, è rimasto chiuso fuori. Macchina accesa, col freno a mano tirato, su una corsia singola, nei pressi di una rotonda, a mezzogiorno. Una coda interminabile dietro di noi. Dopo un po', mentre compiliamo i moduli e si cerca di trovare una soluzione per questo Berlingo in mezzo alle b...e, mi rendo conto che dall'altra parte della strada, nel parcheggio della suddetta azienda, lei è lì che mi guarda. Evidentemente il tipo fa pausa pranzo in azienda. Proprio lì, davanti al punto in cui mi sono fermato dopo aver fatto “bum”. In quel momento la griglia del paraurti sembrava davvero un sorriso di godimento, e ho pensato a quella scena di “Christine”.
  15. Grazie! Una 188 che corrisponde ad una delle varianti che hai descritto forse l'ho trovata La 145/147 invece niente, credo non sia mai stata paparazzata/pubblicata oppure avendo delle modifiche piuttosto contenute, nemmeno notata. Ritengo però che tu abbia ragione, sembrerebbe proprio il tipico mulo di inizio collaudi: si prende il vecchio modello (cosa c'è di più comodo, quando la nuova mantiene la piattaforma precedente? ) e si pasticcia quel che serve sul frontale per... "far finta che sia". Alla fine era l'unica ragione a spingerli a costruire quei mostriciattoli come la Tipo-formichiere col muso del Coupè. Se non avessero dovuto testare la funzionalità delle prese d'aria del frontale della sportiva, avrebbero potuto tranquillamente testare motori e quant'altro con delle normalissime Tipo (e chissà, magari l'hanno anche fatto.. magari ci passavano sotto il naso delle Tipo 5 cilindri turbo e noi non ce ne rendevamo conto ) Detto ciò, oggi vi propongo un "mai nato" che riguarda Fiat, ma non le sue auto. Ho trovato il tema interessante e ho pensato di proporlo qui, dato che alla fine è un qualcosa che non ha visto la luce, ma se lo avesse fatto sarebbe stato parte dei modelli Fiat di fine millennio. Dobbiamo tornare all'inizio degli anni '90 e ricordare Bruno Alfieri, uno dei più noti critici d'arte ed editori italiani, scomparso a Milano nel 2008. Dopo anni passati nel mondo dell'arte, egli decise di dedicarsi all'altra sua passione, quella per le automobili, fondando nel 1979 la casa editrice Automobilia, che ogni appassionato di auto d'epoca conosce bene. Innumerevoli i saggi, i cataloghi ragionati e i volumi dedicati a uno specifico modello (tra cui alcuni scritti dallo stesso Alfieri, come quello per la 164) oggi rappresentano una splendida parte delle cosiddette "fonti" cui possiamo accedere quando vogliamo leggere qualcosa di ben fatto sulle auto di molti anni fa o su diverse youngtimer. Alfieri fondò anche le riviste "di marca" Ferrarissima", "Rivista Lamborghini" e "Zuffenhausen" (dedicata ovviamente a Porsche). Non ultima, la splendida rivista "Le Grandi Automobili" di cui negli anni con pazienza sono riuscito a ricomporre la collezione nella mia caverna. Forse chiamarla "rivista" è riduttivo, perchè ogni numero è più simile ad un libro delle dimensioni dell'elenco telefonico di una piccola città (roba che costava 15000 Lire a numero negli anni '80 per intenderci...) Proprio su un numero pubblicato all'inizio dell'ultima decade del millennio, Alfieri proponeva un tema ai nostri più celebri carrozzieri: la rivisitazione del marchio Fiat, che secondo lui aveva indubbiamente fatto il suo lavoro nella decade precedente (Alfieri non denigrava affatto l'intuizione di Maioli, che aveva portato alla nascita delle 5 barrette cromate che stavano sulle calandre in plastica nera di ogni Fiat ottantesca - a parte la 126 - da Panda Super a Croma) ma riteneva anche che quell'emblema Fiat, pur svolgendo bene il suo lavoro principale (anche da lontano era chiaro che si trattava di una Fiat, un tratto riconoscibilissimo, perchè di grandi dimensioni e molto evidente, così cromato su fondo nero) non rendesse merito alla storia della Casa, e pensava che ci volesse qualcosa di più "ricco", magari anche un filino opulento. Alfieri propose il tema a Pininfarina, a Giugiaro, a Bertone e allo Studio I.De.A. Sinceramente non ricordo cosa rispose Pininfarina (forse nemmeno rispose... davvero non ricordo); Giugiaro disse che preferiva astenersi e Bertone più o meno la stessa cosa, dicendo che concordava sulla necessità di rivedere il marchio Fiat ma che non riteneva fosse la Bertone a doverci pensare. L'unico a buttarsi nel progetto fu lo Studio I.De.A di Mantegazza, forse perchè essendo in un periodo in cui la collaborazione con Fiat andava a gonfie vele ritenne di potersi sbilanciare su un tema piuttosto delicato senza scatenare le ire di Mirafiori (e chissà, magari facendo anche centro). Abbiamo quindi qui le proposte dello Studio I.De.A. per un ipotetico nuovo badge Fiat, alcune delle quali onestamente non ritengo risolvessero il problema (anche perchè, al di là del passaggio dal cromo al colore, credo proponessero un emblema di dimensioni più contenute, simili a quelle dell'odierno... e penso che da lontano non fosse affatto più facile riconoscere una Fiat, a meno che di inserire il nuovo stemma in una serie di frontali caratterizzati da un evidente ed originale family feeling, sui quali, visti da vicino, esso sarebbe stato la "ciliegina sulla torta"). Altri invece li trovo più interessanti ed in alcuni casi mi sembra che proponessero delle idee prese in considerazione in seguito, dall'inizio del nuovo millennio ad oggi, anni in cui abbiamo visto lo stemma Fiat cambiar faccia più volte. A voi i commenti. Ora carico quello che posso, poi farò degli altri post. Se mi sbrigo penso che riuscirò a far mettere tutto insieme al server
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