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Mazinga76

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  1. Credo che qualcosa del genere si sia verificato anche in provincia di Napoli, dove in contemporanea o quasi alla Brava di mio zio, di cui ho scritto poco più su (targa AW), un conoscente acquistò una Volkswagen Passat TDI targata BB.
  2. Ne ero pressoché certo: mio zio acquistò nuova la sua FIAT Brava SX 1.4 12v proprio a maggio '98 ed era targata AW 841 AD. Tornando alla k coupè, mi pare di ricordare che fosse entrata a listino nella primavera del '97, quindi è comunque escluso a priori che possano già esserci esemplari di età pari o superiore ai 30 anni.
  3. Non credo che un'AW possa avere oltre trent'anni; dovrebbe stare sui ventotto.
  4. Potrebbe essere stata radiata d'ufficio a seguito di tre mancati pagamenti consecutivi della tassa di possesso. Oppure aver subito lo smarrimento di una targa (in genere, quelle che si perdono con maggiore facilità sono le anteriori).
  5. Per essere del '84 i fari non tornano: dal 1982 tutta la gamma fu unificata con i fari a parabola rettangolare, precedentemente riservati alle sole versioni a 6 cilindri e alla turbodiesel.
  6. Su questa invasione di marchi alieni a cui stiamo assistendo negli ultimi tempi, dubito fortemente anche io. Qualche chance potrebbero averla giusto le DR (anche se teoricamente sarebbe un marchio italiano) della prima ora, se non altro perché sono state le prime ad aprire la strada. Qui da me le prime DR 5, la capostipite del marchio, si vede ancora, anche se la maggior parte ormai sfruttate e usurate. Non mancano le DR 1, di cui una giusto stamattina mi seguiva nel traffico, e le successive Zero, che pure si vedono di tanto in tanto. Più rare le DR 2, ma non impossibili da beccare ancora. Mi incuriosisce in chiave "storica" la resurrezione dei marchi Itala e OSCA: chi sa se l'allure dovuto al passato glorioso possa incidere in qualche modo sull'interesse tra 25/30 anni (se ci arrivano).
  7. Chiedilo a quelli di Affari Sbullonati se è recuperabile...😉
  8. Ma infatti io il confronto con Escort e Kadett lo vedo molto poco calzante per filosofia, per immagine e per contenuti: Le due tedesche, pur essendo più moderne, erano delle buone generaliste di segmento C; la GSA break, pur anziana, era chiaramente un prodotto più di nicchia e rivolto a una clientela particolare e fidelizzata, con velleità da segmento superiore.
  9. Questo significa esattamente quello che ho scritto prima: serviva a presidiare il mercato, senza lasciarlo completamente sguarnito in quel segmento. Che poi fosse più vecchia delle altre non c'è dubbio; che bisognasse attendere la BX break per mettersi al passo, è sicuro. Che fosse una scelta non banale rispetto alle altre, anche.
  10. La calandra con logo piccolo centrale è quella della L. Come giustamente notavi, mancano i tubolari e le modanature sottoporta, ma il volante grigio e il quadro strumenti piccolo (almeno così sembrerebbe da quel poco che si riesce a vedere in foto) sarebbero della F. Potrebbe essere un accrocchio di pezzi di serie differenti. Era concepita fin dall'inizio come un animale da carico senza mezzi termini, anche a filo del tetto. Del resto, le sospensioni idropneumatiche, che mantenevano l'assetto costante in ogni condizione di guida, aiutava molto. Vero fino a un certo punto, per quanto mi riguarda: se prendiamo a esempio le ID/DS, da una berlina spaziale tirarono fuori una "break" dal posteriore osceno. Bruttarella era pure la Ami break. Ma la CX e le altre le trovavo decisamente più coerenti come design. Dagli anni '80 in poi le "familiari" divennero sempre più diffuse nelle gamme delle case, e non esclusivamente per esigenze commerciali/professionali. Tagliare la break dalla gamma GSA avrebbe significato non presidiare una fetta di mercato crescente: una scelta controcorrente e probabilmente autolesionistica.
  11. Escluderei che l'Audi 80 fosse una diretta concorrente della Mercedes Benz W124. Il confronto diretto era con l'Audi 100. Mi sa tanto che sia proprio una I serie a due fari, alla quale hanno messo i paraurti dell'ultimo restyling.
  12. Devo dire che non mi ha mai entusiasmato troppo. Però ne aveva una un condomino, una 1.6 16v nera con cerchi in lega, e a onore del vero da nuova faceva la sua figura. La 5 porte invece mai digerita. Comunque una 2.4, anche quando erano in produzione, non ne ho MAI vista mezza. Credo fosse poco più di una leggenda.
  13. Nel 1983 L'Arna, con i suoi 4 m di lunghezza per 1,62 m di larghezza, si sovrapponeva quasi con la carta carbone, cm più cm meno, alla Ritmo, che certo non era un seg. B. Per quanto riguarda l'Alfa 33, le stava sotto giusto di una manciata di cm ed era più larga di 1 cm. Se consideriamo anche l'altra seg. C italiana, la Delta, l'Arna, a parità di larghezza, la superava di ben 10 cm in lunghezza. Citavo la Ritmo non a caso perché, nell'aprile del 1985, quando mio zio volle sostituire la sua ormai vecchia 128 2 porte del '70 con una berlina 5 porte che fosse di pari segmento ma un po' più grande, il ventaglio delle candidate che andò a vedere da vicino presso le rispettive concessionarie, comprendeva proprio l'Arna, l'Alfa 33 e la Ritmo. Poi, per questioni legate alla sua non buona deambulazione, la scelta cadde sulla Ritmo 70 CL automatica. Questo per dire che l'Arna era percepita come una C a tutti gli effetti da chi si orientava in quel segmento di mercato.
  14. Beh sì, in effetti... Ma visto che la stavano tirando avanti fino allo sfinimento, ogni tanto facevano qualcosa pur di giustificarne la presenza in listino. Erano dettagli tanto per...
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