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3volumi3

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  1. Ehm... No, evidentemente non basta mettere una fascia nera sul frontale e sul montante C...
  2. Un giorno i nostri nipoti rideranno di questa mania dei frontali a cancello, così come noi ridiamo della mania dei paraurti a ogiva e delle pinne gigantesche nelle americane degli anni '50.
  3. Infatti penso che l'approccio più giusto sia quello di Enrico Fumia, con il suo “ciclo di riconoscibilità”: citare – attualizzandoli – alcuni dettagli caratteristici della storia del marchio, per mantenere con discrezione una linea di continuità con la tradizione della casa. Citazione, quindi, non mera copia come si fa con i modelli "revival". (che poi, vabbè, Fumia col tempo è diventato un po' troppo integrailista nell'applicazione delle sue teorie, ma di questo ne abbiamo già parlato nell'apposito topic)
  4. Dal punto di vista del marketing (e quindi della proprietà di un'azienda) il successo del design industriale si misura con il numero di vendite. Quindi la 500 2007 è stato un successo. Da un punto di vista di appassionati e storici del design il successo del design industriale si dovrebbe misurare come l'insieme ottimale di estetica piacevole che presenta soluzioni innovative per adeguarsi con intelligenza ai vincoli meccanici che ha dovuto affrontare. Quindi in questo caso, no: la 500 2007 non è stato un successo. Col senno del poi è comunque meglio che abbia risposto alle esigenze del marketing, perché il fatto che abbia venduto così tanto ha portato ossigeno alla Fiat
  5. Non è che la 500 attuale non abbia senso, però come tutti i modelli “revival” è l’emblema di un problema che affligge un certo design contemporaneo (e quindi la creatività contemporanea). Mi spiego. La Fiat 500 del 2007 è innegabilmente un bel oggettino, una vettura carina che ispira simpatia e che ha salvato la Fiat dalla morte per inedia (anche se da un certo punto di vista ne è stata la sua condanna, ma questo è un altro discorso). Ma (ed è un "ma" gigantesco) è il segno della recente tendenza della creatività a ripiegarsi su se stessa. Anziché fare quello che ci si aspetta da un buon design, ossia proporre nuovi linguaggi visivi e nuove soluzioni di stile, si percorre la scorciatoia dell'effetto nostalgia, si rimane nella confort zone della rivisitazione del classico, della rassicurazione del "già visto e digerito". Nel migliore industrial design, il design viene sviluppato in base alla soluzione tecnica deliberata. È il progetto tecnico a guidare lo stile. E se i designer sono designer di prim'ordine (quindi con competenze sia ingegneristiche sia di design) vengono fuori prodotti innovativi e armonici che passeranno alla storia. Penso alla Nuova 500 di Giacosa, alla VW Beetle di Porsche, alla Mini di Isigonis, alla Panda di Giugiaro. Nei revival, invece, si mette in atto il processo inverso: si parte dal design già stabilito e si adatta la meccanica. Niente di più sbagliato a mio parere: vetture le cui proporzioni avevano un senso per la loro disposizione meccanica (come i "tutto dietro" VW e Fiat 500), nelle versioni moderne non hanno più senso. Poi, ripeto: anche a me esteticamente piacciono queste nuove rivisitazioni, ma trovo questa tendenza deleteria per la creatività. Pensiamo a come considereremo il design automobilistico "popolare" di oggi tra 50/60 anni? Di cosa potremmo fare un revival se già adesso i modelli più popolari sono a loro vola dei revival di vetture di 60 e più anni fa? Tornando alla Cinquecento (non "500"), l'idea di partenza era giusta: sviluppare un design minimale e pratico per vestire una meccanica collaudata. Peccato che il risultato fosse un po' troppo tristanzuolo. Mancava quel "guizzo" che caratterizzava le precedenti citycar Fiat e le quasi coeve proposte che ho postato prima (Twingo e Ka). E per concludere questo pistolotto, una piccola digressione. Questa tendenza a riproporre (attualizzandoli) successi del passato per essere sicuri di non sbagliare ha afflitto anche la creatività artistica mainstream. Lo vediamo ad esempio con le sempre maggiori proposte filmiche: prequel, sequel, reboot revamp. Ormai sembra che sia solo la nostalgia a guidare la creatività.
  6. Secondo me la Cinquecento sarebbe duvuto essere una cosa del genere: Low cost, citycar, spartana, ma con quel qualcosa in più nel design. Al di la di certe soluzioni rivoluzionarie specialmente all'interno, nella (prima) Twingo c'era qualcosa che mancava alla piccola Fiat: una personalità forte*. E in questo settore, dove non hai altri argomenti di vendita a parte l'economicità, offrire un prodotto con una personalità forte fa la differenza, come infatti le vendite hanno dimostrato. Infatti anni dopo, ecco un'altra citycar di successo che fa della personalità la sua principale freccia nell'arco: Cinquecento sembrava in confronto la svogliata esecuzione di un compitino noioso. E se alla fine è venuto fuori qualcosa di dignitoso è anche perché alla base c'era pur sempre il prluridecennale know-how FIat su come costruire buone citycar. * Non a caso il suo designer era una personalità forte, Patrick Le Quément (che poi magari non tutti apprezzano il suo portfolio, ma era qualcuno che osava).
  7. La Cinquecento è stata la sostituta della 126, da questa ereditava il bicilindrico, ultima applicazione di questo motore in casa Fiat. Essendo una citycar come quest'ultima, si poneva a un livello diverso dalla Panda, vettura più utilitaria a tutto tondo, mulo insostituibile in campagna e in montagna. Io ero un ragazzino quand'era uscita e mi ricordo l'effetto "meh" alla sua presentazione. Da un'utilitaria Fiat forse ci si aspettava qualcosa di più innovativo. D'altronde le citycar precendenti portavano la firma di Dante Giacosa, mentre la stessa Panda era frutto del genio di Giugiaro. Era difficile competere con tale eredità. Poi forse c'era anche una grande aspettativa che si era creata, visto il nome "impegnativo" e carico di nostalgia che si portava dietro (poco interessava all'uomo di strada che fosse scritto per esteso). Come non ricordare la prima pagina di Cuore alla sua uscita, che la perculava senza pietà (facendo invece uno spudorato endorsement per la Suzuki Maruti ) Però la sostanza c'era. La stessa inglesissima Top Gear in un confronto del 1994 tra Mini Rover e Cinquecento Sporting fa vincere quest'ultima (c'è da dire che l'inglese era però praticamente una vettura d'epoca )
  8. Ma quanto mi piace questa coda, con quella fascia di lamiera annegata tra vetro e luci posteriori? Se fosse entrata in produzione @angeloben avrebbe avuto altro materiale per la sua disamina sui doppi lunotti comparsa sul thread sui dettagli curiosi
  9. Va bene, ammetto che considero il Qasqhai come il capofila del seglmento crossover C, quello che ha dato il via a questa (per me, sia ben chiaro) discutibile moda dei veicoli a baricentro alto e dalla superfice vetrata laterale sempre minore. Ma ripeto, sono gusti personali e mi rendo conto di essere in minoranza, quindi vincete voi Ad ogni modo, mi viene da pensare che il problema estetico di Croma II sia stato quello di non essere ne carne ne pesce. Non aver osato fare un veicolo con proporzioni da vero crossover (più alto), e di contro non essersi limitati a fare una classica sw segmento D slanciata
  10. Avrete sicuramente ragione, dato che tutte le risposte al mio dubbio citano l'estetica, e quindi mi adeguo al sentire comune. Però quando penso che dopo un anno avrebbe cominciato a spopolare questa, che non mi pare fosse proprio bella e slanciata, c'è sempre qualcosa che non mi torna
  11. Ma infatti io mi chiedo come mai fu un flop la Croma II. Era uscita in un periodo in cui le SW grandi avevano ancora un loro perché (prima della mania di suv e crossover), aveva un design gradevole e rassicurante, (immagino) discretamente motorizzata per il periodo, (in teoria) solida perché condivideva molto con Saab, e infine 15 anni fa Fiat aveva ancora un nocciolo duro di clientela nazionale affezionata a prescindere 🤔 (scusate l'OT)
  12. Se ti può consolare, recentemente sono andato con decisione contro la macchina di un vicino nel garage condominiale. Stavo aspettando una persona e quando questa è arrivata sono andato verso di lei in retromarcia senza notare che nel frattempo un tizio si era messo dietro di me in attesa che il cancello della rampa si aprisse E guido da una vita 🤦‍♂️ Ad ogni modo non c'è niente di peggio che essere insicuri e aver paura, quando si guida. Rilassati, abbi fiducia di te stessa e ricorda che tutte le cose diventano facili con l'esperienza. Buona fortuna!
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