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isogrifo

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  1. Si anche io sinceramente sono cascato dalle nuvole e non ne capisco il senso. Ero infatti rimasto a Pomigliano che doveva produrre le segmento D (159, futura Lancia D-Thema, futura Fiat D o New Croma) e Cassino tutte le segmento C. Non capisco quindi cosa centra lo spostamento di Bravo da Cassino a Pomigliano a meno che a Pomigliano sia dirottata solo una parte del processo produttivo di Bravo (e così sembra) in attesa di nuove produzioni. Ero infatti rimasto alla divisione: Mirafiori: tutte le sg. B (GPunto, Junior, Idea/Musa (e le sostitute che arriveranno dal 2010 su pianale allungato a 260 cioè della Linea)); Cassino: tutte le sg. C (Bravo, 149, Delta, X-over Alfa-Fiat-Lancia (che derivano dal pianale Bravo allungato a 270 cioè della Delta); Pomigliano: tutte le sg.D (159, Lancia D-Thema dal 2010, Fiat D-Croma dal 2011, e ora new GT) Termini: Lancia Ypsilon e new Ypsilon (la new Ypsilon che avrà un nome diverso, Ypsilon non cesserà di essere prodotta ma andrà avanti sicuramente almeno fino al 2011 con un RS nel 2009 e volumi ridotti da 80k a 40k) A Mirafiori potrebbe andare l'SGE mentre la B-compact (new Uno) a meno di cambiamenti dell'ultimo minuto (sempre possibili in Fiat) dovrebbe essere prodotta a Bursa nella versione per l'europa. Della new Alfa GT non so nulla ma è stata annunciata ai sindacati.
  2. La Bravo arriva per sopperire alla 147 che da settembre non sarà + prodotta in attesa di 149 prevista a primavera a Cassino. Anche io non capisco come mai, sarebbe stato + semplice produrre direttamente 149. In pratica la 149 va a Cassino e la Bravo a Pomigliano. Il target per Cassino è 400k e per Pomigliano 300k. Bravo 120k + 80k SW Delta 70k 149 120k 159 80k Croma 40k GT 20K (new GT ?) Le X-over Fiat, Lancia ?,Alfa non so ma per raggiungere le 700k (Cassino + Pomigliano) ne mancano 170k Comunque da quanto so (fonti interne attendibili): La GT avrà una erede che si pone sotto Brera (è stato annunciato anche ai sindacati) e verrà prodotta a Pomigliano La nuova Fiat Uno non verrà prodotta in Italia (Turchia, India e Brasile all'inizio) Le A e sub B saranno prodotte solo all'estero Per i veicoli commerciali: Introduzione di un Ducato low cost da produrre in Turchia a fianco del nuovo Doblò (2009) e del Fiorino in JV con Tofas (e "pare" non con PSA a differenza di Fiorino, Scudo e Ducato). Arriva inoltre la Strada RS e il nuovo OneTon in collaborazione con Tata.
  3. Cassino: Bravo (fino al trasferimento) Delta Croma 149 (2009) Fiat X-over (2009 ?) Bravo SW (2009 ? a Pomigliano?) Lancia X-over (2010 ?) Pomigliano: 159 GT (che verrà sostituita da un'altra GT è stato annunciato) Bravo Alfa X-over (2009 ?) Lancia segmento D ? (2011 ?)
  4. FIAT, COZZOLINO: APPREZZAMENTO PER LE DICHIARAZIONI DI MARCHIONNE (PRIMA) NAPOLI - “Pieno apprezzamento” è stato espresso da Andrea Cozzolino, assessore regionale all’agricoltura e alle attività produttive, per le decisioni annunciate a Pomigliano dall’amministratore delegato di Fiat Auto Sergio Marchionne, in visita questa mattina al sito industriale. “Da settembre qui si produrranno anche le verniciature e il montaggio della Bravo, attualmente spettanti al sito di Cassino, che si aggiungeranno alle produzioni di 147, 159 e GT – ha detto l’assessore - In questo modo la missione produttiva del sito di Pomigliano continuerà ad essere rivolta ai due segmenti di piattaforma C e D, scongiurando così le preoccupazioni di un ridimensionamento delle attività di Pomigliano”. “Altrettanto importante – ha continuato Cozzolino – è la scelta di avviare un corso di formazione aggiuntivo per 300 lavoratori impegnati sulla logistica per supportare al meglio la nuova organizzazione”. “Si tratta – ha concluso – di decisioni che, insieme alla scelta di intitolare simbolicamente a Giambattista Vico il sito, vanno nella direzione da tutti noi auspicata di un rilancio dello stabilimento di Pomigliano”. (PRIMA)
  5. POMIGLIANO (Napoli) - L´amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha visitato oggi lo stabilimento di Pomigliano d´Arco per fare il punto sul piano di riorganizzazione aziendale iniziato il 21 dicembre scorso e che si concludera´ il 3 marzo con l´avvio della produzione nella fabbrica della ´Nuova Pomigliano´. Marchionne - secondo quanto riferiscono fonti sindacali - ha prima visitato i diversi reparti dello stabilimento, poi si e´ confrontato i capi Ute, responsabili della struttura gerarchica della fabbrica e ha infine incontrato i rappresentanti sindacali nazionali, territoriali e le rsu di Fiom, Fim, Uilm e Fismic. La visita di Marchionne, iniziata poco prima delle 11, si e´ conclusa alle 13. Dal prossimo mese di settembre nello stabilimento di Pomigliano d´Arco verra´ prodotta anche la Fiat Bravo: lo ha annunciato lo stesso amministratore delegato Fiat. La Bravo, gia´ indicata come surplus dello stabilimento di Cassino, si aggiungera´ alle produzioni di 147, 159 e GT, che riprenderanno il prossimo 3 marzo, al termine dell´intervento di riorganizzazione dello stabilimento. Marchionne ha annunciato la volonta´ di intitolare lo stabilimento al pensatore Giambattista Vico, ´´grande teorico del diritto, esempio della migliore intelligenza del Mezzogiorno´´. Secondo Sgambati ´´intitolare a Vico, cioe´ al maggior filosofo campano e meridionale questo stabilimento e´ il simbolo della vera rinascita del sito produttivo campano´´.
  6. Bertone design by Giuditta Miscioscia! Svolta significativa alla Bertone. Lilli Bertone ha annunciato il nuovo responsabile design di Bertone. A prendere l'eredità del ruolo che fu di Giorgio Giugiaro, Marcello Gandini e di Franco Scaglione arriva Giuditta Miscioscia che è riuscita a ritrovare in purgatorio lo spirito diello stesso Franco Scaglione e reincarnarlo nel medium Ciro Brusca. Le mani di Giuditta Miscioscia e Ciro Brusca sotto la guida di Franco Scaglione hanno quindi disegnato il prototipo BAT11 Concept che aprirà un fronte nuovo nel design automobilistico. Lilli Bertone per far fronte alla crisi dell'azienda ha inoltre annunciato un nuovo managment che affianca lei, le figlie Barbara e Marie Jeanne, e il genero Michele Blandino. Antonietta Castello la parrucchiera di Lilli è infatti stata nominata direttrice marketing dell'azienda, e Paola Rovello collauda ed espertissima manicure capo del personale.
  7. Sulla sportività e' vero che venne dopo, all'inizio puntava sull'eleganza (lx) compatta si visto che era inferiore ai 4 metri. Le versioni sportive pero' devi ammettere che sono quelle che si associano al nome Delta.
  8. Hai ragione ma essere "corretto" da "maestrino" riga per riga proprio non lo accetto. Chi mi conosce, anche personalmente, nel forum sa che le volte che scrivo non lo faccio a caso o a sproposito.
  9. A me piace abbastanza la nuova Delta. Purtroppo il nome non centra molto, Delta era compatta e sportiva, questa no. Beta non sarebbe stato sbagliato. Una berlina elegante e discreta che ebbe un discreto successo.
  10. Secondo te sono alfista col mio nick? La 8C non e' ispirata alla 33? Strano... http://www.seriouswheels.com/pics-1960-1969/1968-Alfa-Romeo-33-Stradale-Rear-Red-st.jpg Non hai proprio capito il discorso...fare R8 e' relativamente facile, fare una segmento B a marchio Seat e' difficile. E già fanno schifo infatti non vendono...ma dai!!! Da sole stanno mantenendo in vita Lancia e poi Musa se si considera la strettissima derivazione da Idea e' un capolovoro... ??? Cosa stai dicendo??? Questa è la frase dell'uomo mediocre...come non ci sono più le mezze stagioni. Frasi fatte per avere sempre qualcosa da dire anche quando si potrebbe star zitti.
  11. Non voglio difendere Ramacciotti che non ritengo un genio del design, ma nemmeno Egger lo è. E' andato via semplicemente perchè in VW ha avuto un'offerta molto interessante e lui molto attento alle esigenze della famiglia ha preferito tornare in germania. Marchionne non ha sbagliato secondo me a non rilanciare alle richieste di Egger. Su Manzoni il discorso è diverso...io personalmente avrei fatto di tutto per tenerlo, e con l'arrivo di Meo in Alfa ci sono voci di un ritorno clamoroso (incrocio le dita). La 8C è bella indubbiamente, ma come non avrebbe potuto esserlo derivando stilisticamente dalla 33 stradale? In Seat non mi sembra che abbia fatto molto Egger. Voglio dire che disegnare il remake di una 33, di una Miura, di una Daytona è relativamente facile, difficile è disegnare una Ibiza, una Toledo, una Cordoba e mi sembra che sia De Silva che Egger non abbiano fatto grandi cose... Diverso è Manzoni che ha creato Musa da Idea con pochissime risorse, Ypsilon, e Fulvia che è l'unico remake di una auto anni 70. Le forme curve anni 60 si prestano talvolta a rivisitazioni come Mini, 500, la Beetle (anche se secondo me non felice), ma mai nessuno si era spinto ad un remake di una spigolosissima auto anni 70 come la Fulvia che ritengo una vera opera di genio.
  12. Egger per scelte personali e offerte vantaggiose. Manzoni per un'offerta vantaggiosissima. Baravalle per i risultati molto deludenti è stato invitato già da prima l'estate a trovarsi una collocazione. Bonollo per divergenze con Marchionne.
  13. Si si via Marchionne dalla Fiat! Ci vuole Giuditta!
  14. Marchionne è stato uno stupido a non voler trattare con la sig.ra Lilli. Lui ha solo perso tempo a prendere tre lauree ed è uno stupido a passare 18 ore in giro per lavoro e riunioni accordi e altre perdite di tempo simili... Povera Fiat! Sono sicuro invece che la Bertone grazie alla sig.ra Lilli diventerà una grande azienda... ANDREA ROSSI TORINO Il portoncino basso si scosta appena, quando sono da poco passate le otto del mattino. Via libera. Tutto intorno ci sono auto parcheggiate, qualcuna con il motore acceso: fa freddo, occorre scaldarsi un po’. È un attimo: spengono, escono svelti, s’infilano dentro l’uscio e spariscono. È una processione fatta di gente che arriva decisa, senza esitazioni, suona, entra e si prepara a trascorrere la giornata in anticamera. Sperando di ritrovarsi almeno per una manciata di minuti di fronte a Giuditta. E fa effetto pensare che, forse, le sorti della Bertone negli ultimi tempi si sono decise anche qui, ai piedi della collina, in via Moncalvo, al cospetto di Giuditta Miscioscia. Cartomante, sensitiva, amica intima e assistente di Gustavo Rol, volto conosciuto delle televisioni private piemontesi. La vulgata racconta che sia stata lei a organizzare la seduta spiritica che ha definitivamente consacrato Vito Gianfranco Truglia a reincarnazione di Nuccio Bertone, convincendo la vedova Lilli a seguirne ogni mossa, ad assecondarne ogni intenzione, fino a far naufragare tutte le trattative, ultima quella con Domenico Reviglio. Il campanello è anonimo, la palazzina a due piani elegante. Niente nomi, solo una fotocellula. Da dentro controllano chi suona, però lasciano passare chiunque. Si entra, subito una rampa di gradini e, in punta, due signore, aria guardinga e aspetto da perpetue. Però gentili. Dietro loro ne spunta una terza, bionda, più giovane. Quelli che entrano - i clienti, anche se loro odierebbero essere chiamati così - spesso sono assidui frequentatori della casa. Non è facile trovarla, Giuditta Miscioscia: nessun numero di telefono, nessun annuncio. Bisogna conoscere un suo «fedele». Si salutano, quasi con confidenza, si chiamano per nome. Non hanno bisogno che qualcuno indichi loro la via. I novizi sì. «Desidera? Un consulto? Prego, di qua, si accomodi». Pochi passi più in là un’anticamera conduce a due salottini: uno per chi fuma, uno per tutti gli altri. Sono pieni, ed è quasi pieno pure il terzo che si apre sulla destra, a fianco di una finestra che dà sul giardino interno dove una statua di padre Pio guarda questo popolo che aspetta. Guiditta Miscioscia è una donna alta e magra, massa di capelli biondi. Si materializza che sono più delle nove e mezza: sbuca da una porta e il primo della fila si alza per seguirla nel suo studio. Comincia la processione. Mormorio dentro i salottini, gente seduta e gente in piedi. Qualcuno si avvicina a un tavolino e si serve: caffè o acqua minerale. Sessanta persone, e ne arrivano ancora. Il popolo di Giuditta Miscioscia è vario, ma tradisce un certo benessere. Signore distinte, uomini dall’aspetto altero. Il popolo di Giuditta, soprattutto, si arma di pazienza. Sacrifica una giornata per un attimo d’attenzione. Arrivano all’alba per essere i primi della fila, si fermano fino a tarda sera pur di non tornare a casa senza un responso. Tanti giovani, soprattutto ragazze. Una ha da poco aperto un salone di bellezza e spiega lapidaria: «Le cose non vanno bene». Un’altra ha l’aria di chi trascorre spesso le ore nei salottini di via Moncalvo. «Difficile che ti dedichi più di cinque minuti. L’attesa è sfinente: sei, anche otto ore, certe volte dodici». Viene da chiedersi il perché di sacrifici così profondi. Risposta secca: «Ti dà sicurezza: le basta un’occhiata per capire tutto», spiega una signora sulla sessantina, vent’anni di onorata fedeltà. Non hanno dubbi, loro. Incrollabili, seguono il flusso di ogni suo sospiro: «È lei a decidere tutto. Quando presentarsi e quanto spesso». Intere generazioni - padri, madri e figli - hanno consumato le loro giornate aspettando in via Moncalvo. Cinque minuti, se va bene.
  15. Si infatti, come direttore generale fu messo Michele Blandino che è il marito della figlia Barbara. Tutto in famiglia quindi.
  16. Si certo non metto in dubbio la volontà e la buona fede della sig.ra Lilli ma purtroppo è evidentemente incapace e inadeguata a far fronte a una situazione critica e a stare alla testa di un gruppo così importante (a essere precisi le imprese sono 4 Carrozzeria Bertone, Stile Bertone, Bertone Engineering, Bertone Glass). E' un po come se a dirigere la Fiat ci fosse Marella Agnelli anzichè Marchionne.
  17. Si e' vero anche Pininfarina non sta benissimo, Spider e Brera sono state un flop, anche Focus CC ha avuto problemi e cosi' anche Colt CZC, bene invece Volvo C70 ma con bassi margini di guadagno. Pininfarina pero' e' in posizione molto diversa da Bertone e anche Sergio, Andrea e Paolo Pininfarina sono decisamente meglio di Lilli Bertone e di sua figlia e genero.
  18. In realta' sono tanti anni che la Bertone commette errori e perde interessanti opportunita'. D'altra parte basta vedere quele e' la proprieta'...la signora Lilli ex moglie di Nuccio Bertone e prima ancora ex segretaria con licenza di terza media. Veramente improbabile la signora Lilli alla guida della Bertone, forse potrebbe guidare un centro abbronzatura (forse...) ma non uno stabilimento da 1500 dipendenti in uno scenario di alta competitivita'. Ma ve lo vedete Marchionne che discute con la signora Lilli per produrre la Lancia CC...e' veramente improponibile. Affiancano la signora Lilli, la figlia e il genero...questo e' l'organigramma del vertice aziendale. Come se fosse un piccolo esercizio commerciale, che so un bar, un negozio di alimentari gestito familiarmente e invece si parla di un'azienda che dovrebbe fatturare miliardi di euro anno e con importanti capacita' produttive. La verita' e' che in pochi anni di disastrosa gestione Lilli e figlia la Bertone si e' svuotata. Chi ha potuto e' scappato (succede cosi' quando le azienda da meritocratiche diventano a dirigenza esclusivamente familiari) e i clienti (Fiat, BMW, Opel) si sono trovati spiazzati davanti ad una gestione che non offre affidabilita' alcuna. Non resta che sperare che fallisca per poi magari essere acquistata in tribunale da qualcuno in grado di portarla avanti...
  19. Ma scherzi...indimenticabile, ma secondo me è una spanna sopra le altre. La Magnum aveva la linea disegnata da Tom Tjarda e di concezione totalmente italiana anche se sulal base di un mezzo militare Iveco. Fu venduta anche in USA con il nome di Laforza e motori 8V. La Iato era una vera truffa. Carrozzeria in VTR meccanica accrocchiata, design di un falegname di Lissone... La Aro Ciemme Ischia poi...la Aro 10 con motori di tutti i tipi... Dimenticavo però la Biagini Passo...chi se la ricorda? Una VW Golf cabrio 1 serie rialzata 4x4 e parafanghi in VTR...
  20. Di Risio in realtà fa molto poco, non la produce ma la importa quasi finita dalla Cina. Viene montato vicino Isernia il motore diesel e qualche accessorio. La Iato prodotta a Nusco resta indimenticabile, in realtà alla Iato oltre ad avere preso i soldi della cassa del mezzogiorno stoccavano rifiuti tossici. Non male anche la Aro-Ciemme Ischia assemblata ad Atessa e poi fallita. Del fuoristrada Uaz-De Tomaso Simbir invece non si sa più nulla. Un prodotto che invece non era malvagio secondo me era l'Omai Sheverò...chi se lo ricorda? Non è mai andato oltre il prototipo però...
  21. No, il Doblò viene sviluppato solo da Fiat ma lo sviluppo viene finanziato anche da Tofas e Severstal. Tofas appartiene al gruppo turco Koc e sia Koc che Severstal sono gruppi industriali molto ricchi quindi invece che comprare successivamento allo sviluppo la licenza ne finanziano direttamente lo sviluppo.
  22. No il nuovo Doblo' in arrivo nel 2009 è sviluppato in JV tra Fiat Tofas e Severstal ma senza partecipazioni di PSA. Sarà prodotto in Turchia e Russia e successivamente in Brasile.
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