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Mazinga76

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Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. Posso solo Immaginare quante grasse risate che si facevano i camuffomen...
  2. Burocraticamente non ci metto bocca perché ne so niente. Però la penso esattamente come te: Mi sentirei molto più tranquillo pagando il dovuto piuttosto che trovarmi invischiato in eventuali magagne future.
  3. Anche su Wikipedia, se leggi il paragrafo dedicato alla Ritmo II serie, è specificato che la potenza scese a 55 cv a seguito di numerosi interventi di messa a punto per migliorare consumi ed elasticità di marcia.
  4. Allora si tratterà di una 60 CL con la scritta posteriore sostituita con una non originale. La potenza di 55 CV è coerente perché con la II serie il 1116 cc fu oggetto di una nuova messa a punto finalizzata a migliorare i consumi e l'elasticità. Questi interventi diminuirono la potenza di 5 cv pur non penalizzando sostanzialmente le prestazioni. Peccato. Se fosse stata una vera 70 CL sarebbe stato un avvistamento degno di nota.
  5. Tra l'altro, anche volendo considerare una "S" pre-restyling '85, avrebbe dovuto avere le maniglie tonde cromate; qui invece sono nere. Poi non mi pare che l'azzurro carta da zucchero fosse una tinta prevista sulle "S".
  6. Se la scritta posteriore è originale, questa è una più unica che rara 70 CL automatica. A partire dal 1984, l'allestimento CL abbinato al motore da 70 cv era esclusivo della versione con cambio automatico. A parte la maschera e il paraurti anteriore, che sono dell'ultima serie, e i copricerchi integrali, questa Ritmo è identica in tutto alla 70 CL automatica dell'aprile '85, avuta dalla buonanima di mio zio. Per quanto riguarda i dati tecnici non so chi menta tra la tua banca dati o la targhetta sul posteriore di questa Ritmo. Ma una cosa è certa: Non c'è nessun elemento estetico che la contraddistingua come una "S"; per me è una "CL" tutta la vita.
  7. E' un "CF" I serie, in produzione tra il 1969 e il 1980. Credo abbia avuto una discreta diffusione da noi; io perlomeno lo ricordo molto bene. Di sicuro sarà stato il furgone britannico più visibile sulle nostre strade. L'estetica dal sapore americaneggiante tradiva abbastanza chiaramente l'appartenenza di Bedford al gruppo GM.
  8. Uno I serie ancora circolanti che non abbiano sostituito le frecce arancio con quelle bianche credo che le puoi contare sulle dita di una mano (una è la mia). Quindi non è un parametro dirimente per stabilire se sia una 45 base o una "S".
  9. Più precisamente, nel 1982 la BX andò ad affiancare per poi sostituire qualche anno dopo, la GSA, entrata in listino nel 1979, che era un'importante restyling esterno e interno della GS Nel 1997 nacque la "Classe A". La Serie A nacque quasi cento anni prima, precisamente nel 1898.
  10. Diciamo che era pure meglio! Le sue rivali "jap" del tempo non potevano vantare un boxer Alfa Romeo sotto il cofano.
  11. Lesa maestà per chi? Erano auto e marchi forse diversi per filosofia ma ancora simili per immagine, prestigio, fascia di prezzo. Ed entrambe con uno zoccolo duro di clientela appassionata.
  12. Diciamo che la questione sarebbe abbastanza marginale. Farsi beccare dall'autovelox con la Bianchina, a meno di esemplari truccati, appare un po' un'impresa.
  13. Come ben si vede in foto c'è molta umidità, i vetri sono appannati e per questo non si vedono i riflessi di luce che normalmente si vedrebbero. Ma poi mi domando: Esisteva l'Ulysse col tetto in tela? Mai vista in vita mia. Quelle poche che ricordo di aver visto col tetto apribile erano in vetro.
  14. E per fortuna sì. Dio buono, quella a sinistra sembra una Lada.
  15. Non so esprimermi sull'originalità o meno. Però devo dire che colorata ci sta benissimo.
  16. Sì, è tutto vero. Siccome la Clio III era cresciuta abbondantemente nelle dimensioni rispetto alla Clio II si era venuto a creare un vuoto eccessivo tra la piccola Twingo e il segmento immediatamente superiore. Si preferì dunque tenere ancora in vita la Clio II rinfrescandola nell'estetica e dandole il nome di "Clio Storia". Fu la stessa operazione commerciale messa in atto anche da altre case, come FIAT, quando uscì la terza generazione di Punto, e Peugeot, quando lanciò la 207. Entrambe le nuove nate sforavano il muro dei 4 metri, per cui fu necessario tenere in vita le precedenti generazioni, che nel caso di FIAT assunse la denominazione di "Punto Classic"; "206 Plus" per quanto riguarda invece Peugeot.
  17. Onestamente non credo che negli anni '90 si potesse parlare di SEAT ancora come di una sottomarca, fatta eccezione per l'ormai vetusta Marbella, che restava sostanzialmente una variante meno evoluta della nostra Panda, il cui ruolo era semplicemente quello di auto da prezzo. Il processo di consolidamento dell'immagine tecnica e di marca non era forse del tutto completato, ma rispetto alla SEAT del decennio precedente (Fura, Ronda, Malaga) il passo in avanti fu globalmente enorme. Già l'Ibiza dell' 84 era una vettura che irrompeva nel segmento B con un'immagine e delle credenziali enormemente accresciute rispetto al recentissimo passato, tanto da non lasciarsi percepire come un'alternativa povera ad altre auto del segmento. Pienamente d'accordo invece sulla sottomotorizzazione dell'Ibiza II serie da parte di VW e sulla bruttezza di Corsa 5 porte.
  18. Col cognome ci sei andato vicino; la scritta sotto è "radiatorista".
  19. Questa credo di averla postata anche io anni fa. E' la Uno del mio meccanico/radiatorista di fiducia; la usa ancora quotidianamente come auto da lavoro, per girare tra autoricambi e autodemolizioni. Sulle fiancate è pubblicizzata la sua officina. Da dove salta fuori la ditta che vende climatizzatori? Nel Napoletano sì. Anche mio zio acquistò nel giugno '95 una Lancia Delta 1.6 targata "AA". Dipendeva dalla distribuzione territoriale dei lotti alfanumerici che non seguivano una logica cronologica esatta.
  20. Vista sempre da lontano, qualche volta dal balcone di casa mia. Non ho mai focalizzato il volto. Comunque è plausibile che prima la macchina appartenesse a qualcun altro; la donna deve essere stata l'ultima utilizzatrice e la usava come mulo da battaglia.
  21. Non credo siano le luci della targa; hanno tutta l'aria di essere dei sensori after market, di cui uno è rimasto appeso. Uuuuhhh, mi dispiace! Questa è stata per anni un mio incontro molto frequente; diversi anni fa la fotografai anch'io e la pubblicai qui, quando ancora era in condizioni più che meritevoli. Avevo l'impressione che fino a un certo periodo sia stata tenuta con molta cura, nonostante fosse usata quotidianamente. Poi all'improvviso iniziai a vederla deperire rapidamente, come se ormai non interessasse più. Tra l'altro, la proprietaria abita in una traversa privata non molto lontano da casa mia e spesso si fermava sotto casa mia per andare al bar affianco.
  22. Che Y e Ypsilon fossero auto diverse non ci piove. Quello che non torna è che Autobianchi/Lancia Y10 e Y vengano considerate alla stregua di un modello unico quando non è affatto così, anche di più che per Y e Ypsilon. A cominciare dal marchio Autobianchi che era solo di Y10 mentre la Y era solo Lancia; strutturalmente erano due macchine totalmente diverse e anche due segmenti diversi.
  23. Per me la I serie della Matiz aveva una linea riuscitissima, pulita, della quale non saprei trovare qualcosa fuori posto. Gradevole ma un po' "sporcata" nei successivi restyling. Aveva una linea di gran lunga più aggraziata della contemporanea Atos; grida ancor oggi vendetta il rifiuto di FIAT.
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