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angeloben

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  1. Bello menzionare anche la Ranch, grande anticipatrice... In effetti non la ricordavo per questo aspetto, ma scrivendo <<auto "normali">> intendevo limitarmi alle classiche berline o station wagon, perché appunto le altre categorie un po' specialistiche (in cui a mio parere rientra anche Ranch, nonché la stessa Range Rover) già a quei tempi potevano proporre alcune soluzioni particolari appunto per la vocazione specifica. Allargandomi allora ai fuoristrada, mi viene in mente un'altra soluzione che mi ha sempre fatto simpatia, più che altro perché l'ho spesso associato a qualche cane che se lo gode... il lunotto discendente come un finestrino normale del Toyota 4Runner: Pare (lo leggo su Wikipedia che sono andato a guardarmi adesso...) che la soluzione nasca dal fatto che il primo 4Runner nasce (nel 1983) dalla chiusura del pickup Hilux, di cui manteneva cassone di base e relativa ribaltina. Quindi niente portellone vero e proprio, ma semplicemente il lunotto scendeva nello sportello-ribaltina. Così sulla prima serie (in cui la copertura in fibra di vetro del cassone era ben evidente, per quando ben integrata). Nella seconda serie (1989, quella che iniziarono a vendere anche in Italia) la derivazione da Hilux rimaneva, ma la carrozzeria di 4Runner divenne una vera e propria versione chiusa, in acciaio, conservando tuttavia la soluzione senza portellone, ma con ribaltina e lunotto discendente. Le serie successive (che non credo sia più arrivate da noi...) hanno poi adottato un portellone classico ad apertura verso l'alto, ma il "marchio" di fabbrica del lunotto discendente è stato mantenuto. Tornando al tema "maniglie", dicevo che molti si sono cimentati con soluzioni di varia fantasia, forse perché è un dettaglio piccolo (e quindi non troppo impattante nell'economia generale di un progetto, forse), ma comunque di sicuro impatto. Perché, si voglia o no, mentalmente la si cerca subito, perché rappresenta in concreto il modo di entrare in contatto e di "impossessarsi" dell'auto. E mentre scrivevo, mi sono reso conto che io mi ero focalizzato sulla grande serie, ma nel mondo delle supercar (un tempo le chiamavamo "fuori serie" , forse impropriamente, ma quanto era più fascinoso!) ci sono un sacco di esempi curiosi. E si può andare indietro di molti decenni. Per le supercar sportive in particolare, si è spesso trattato di nascondere o meglio integrare l'elemento per non sporcare la linea, che ovviamente ha un ruolo fondamentale per queste auto. Un elenco sarebbe fin troppo lungo, cito giusto Miura per dare il senso... E così, pensando alle supercar, adesso devo forse correggere la mia dichiarazione che Fiat Coupé del 1994 è stata la prima ad eliminare del tutto la maniglia/serratura dalla fiancata verniciata: in realtà nel 1991 Mazda lo aveva fatto con l'ultima RX-7 (Wankel...) Poi chissà quante lo avevano già fatto prima, ma io non ne ho idea, sorry. Altra citazione mancata, quella della prima Renault 5 (1972), che penso sia stata la prima a introdurre (meglio, eliminare...) la maniglia con lo scasso a fianco della portiera. Altre maniglie curiose: la Lincoln Continental (2017) e la versione speciale Coach con porte ad armadio che ricorda la versione anni '60 Per concludere, una delle idee più intriganti che tutt'ora mi affascina e forse è rimasta un unicum nella produzione di serie: le portiere discendenti di BMW Z1
  2. Continuo la carrellata, rimanendo nel binario della produzione strettamente di serie - come suggerito dall'iniziatore della discussione Merak (a proposito, bell'idea, grazie!). Il portellone con "botola" a ribaltina della Renault Modus (1994): da non confondersi con le normali ribaltine già citate da altri, era un accessorio opzionale la cui rarità temo ne abbia fatto un oggetto da collezionisti. Rarità che forse faceva rima con inutilità? Mi risulta che con il restyling sia stato depennato. Per rimanere in tema portelloni, il lunotto apribile separatamente è divenuto ormai una consuetudine di molte SW, MPV, SUV, SAV, CUV... ma chissà quando è nato (forse Range Rover 1970?). Credo però che tra le auto "normali" in Europa sia stata una novità quando a fine 1991 BMW la presentò con la Serie 5 E34 Touring, assieme peraltro al doppio tetto apribile (in metallo!) Un dettaglio stilistico in comune tra una fuoristrada giapponese di successo anni '80, la Suzuki Vitara/Escudo (1988, nella foto), e una due volumi italiana che non mancava di spunti di originalità, ma che non riscosse gli stessi consensi, la nostra Alfa Romeo 145 (1994, non c'è bisogno di foto...): lo scalino nella linea di base del finestrino anteriore. Ricordo una proposta per Fiat Cinquecento (quella anni '90) con questa soluzione, che qualcuno disse di Ermanno Cressoni, ma poi forse venne smentita... Nel forum girò una foto, eoni fa... Poi ritorno al tema maniglie porta, già ricordato da altri per quelle a bacchetta di barchetta (scusate...) e da me per quelle tonde di Ritmo, ma ovviamente non è solo FIAT che ha avuto soluzioni curiose, anche se nel gruppo ci hanno giocato molto (poche foto qui, troppi esempi e troppo noti...): - Fiat Panda e Uno 3 porte con la maniglia incassata nella fiancata (poi anche Citroen AX e - con una variazione sul tema - anche ZX 3p e Saxo 3p) - Fiat Coupé 1994 è stata la prima con la maniglia totalmente integrata nel montante, lasciando la portiera totalmente liscia, senza neppure il blocchetto chiave - Lancia Y 1996 idem... - Alfa GTV 916 (1995) e Spider, in una pur meno esclusiva soluzione a maniglia incassata, nascondono l'incavo per la mano nella profonda scalfatura della fiancata , una soluzione estetica molto efficace - e la azzardatissima SZ non si risparmiava neppure nelle maniglie... - Alfa 156 inaugura la maniglia nascosta della portiera posteriore, per un effetto "due porte" poi riproposto da uno stuolo di emuli... - e ripensandoci, anche Alfa 164, per i tempi, mostra delle maniglie incredibilmente integrate nel disegno della fiancata - e sempre Alfa, aveva "stondato" le maniglie per Alfa 33 (forse a riprendere il tema ellittico della plancia?) - infine non dimentichiamo la moda del momento, le maniglie a filo che fuoriescono (in vari modi...), lanciate nella grande serie da Tesla model S Riprenderò più in là.
  3. ...proseguo: i magnifici alettoni rialzati di Ford Sierra RS Cosworth Sierra XR4i ed Escort RS Cosworth Passando poi a qualcosa di più elitario... le "antennine" che uscivano in retromarcia dagli spigoli del baule delle Mercedes-Benz serie 140, sia berlina che coupé: La visibilità è un problema in retromarcia per auto così lunghe? MB si attrezzò con quello che allora sembrava roba da 007... e oggi sembra preistoria! (Questione di pochissimi anni e BMW serie 7 E38, con i primi sensori radar di parcheggio della storia, avrebbe reso quasi ridicola questa soluzione un po' pecoreccia, verrebbe da dire oggi) Le frecce posteriori "rialzate" della Citroen DS (va be', con DS ci sarebbero un milione di cose...) Le maniglie "tonde" di Fiat Ritmo (uguale... anche della nostra Ritmo conosciamo i tanti dettagli curiosi) Ma anche i cerchioni in acciaio con forature nascoste, sia quelli "lusso" con finiture nere (a sinistra, nella serie 1978 con specchi a diedro già ricordati da qualcuno e spoilerino in fondo al tetto ben evidente, sia quelli "base" a quadrifoglio nella foto di destra di una versione post 1980 (riconoscibile dal paracolpi sul passaruota posteriore, gli specchi stondati e ripiegabili e lo spoilerino molto meno pronunciato). E poi le (piccole) asimmetrie del frontale, specie nella serie al lancio: dalla "calandra" integrata nel paraurti con griglie di aerazione leggermente diverse a dx e sx (asimmetria poi ripresa in modo più netto da Panda), al simbolo Fiat spostato sul lato passeggero, alla griglia sul cofano sempre lato passeggero. E sempre a proposito di asimmetrie (altre sono già state citate in post precedenti), per la serie dei loghi sul frontale già citata su Ritmo (1978) e Panda (1980), ecco il Double Chevron sul frontale di Citroen BX (1982, e posto solo questa..), AX e XM, spostato sul lato guida: Ma anche di Renault in quel periodo anni '80: Renault 25 V6 Turbo (1985, foto) e poi R21 (Phase I, 1986) e Supercinque (Phase II 1987). E per stasera mi fermo qui.
  4. Io avrei un bel numero di dettagli di design o progettuali (parlo comunque di aspetti esterni o interni, non meccanica/tecnica) che mi incuriosicono. Più onestamente si tratta di aspetti che trovo interessanti più che altro per la loro originalità. Per adesso inizio con i tergicristalli con posizione di riposo verticale del trio Seat Altea-Toledo-Leon, nascosti nel montante. Il doppio lunotto della Citroen Xm Il lunotto a curvatura "inversa" (concava) della Citroen C6 (europea e poi anche la nuova versione cinese) e C5 Lunotto "a V" di Alfa Romeo 145 e Brera segue...
  5. Ritorno sul mio "pallino" del momento, cioè una sorta di [Mai nate] applicato ai concept, cioè alle [Mai nate] per definizione! E ritorno su quel prototipo che presumo sia per Maxx. Be', ho trovato altre foto assai più esplicative... Il modello è in realtà una maquette a fiancate diverse, di quelle tipiche per presentare due proposte alternative, - quella più in alto con portiera normale, vetro con deflettore curvo (reminiscenza Opel Junior) e fari posteriori molto simili a quelli poi adottati da Corsa C; - l'altra con portiera scorrevole (e vetro diviso a metà, proprio come Maxx), che sembra similissima alla fotina a colori postata qualche giorno fa. I fari anteriori invece ricordano un po' lo stile Twingo di quel periodo.
  6. Attenzione, quell'Omega V8 con i fari più ampi, che toccano il paraurti, era un concept del 1999 chiamato "V8.com", sviluppato sulla sola carrozzeria Caravan, con pianale allungato, e un allestimento particolare tutto improntato alla comunicazione telematica da ufficio viaggiante. NON era la normale versione V8 prevista per produzione, che invece era sostanzialmente identica alle versioni 6 cilindri, con la calandra a riquadri neri e senza listello cromato centrale, forse solo i cerchioni erano esclusivi. Poi, come si sa, non è arrivata oltre 32 esemplari di pre-serie; pare per l'insorgere di problemi di raffreddamento e di trasmissione... Chissà, comunque a mio avviso era una versione poco adatta a Omega, e dubito che avrebbe avuto un mercato significativo, né mi pare che avrebbe dato un apporto significativo all'immagine del modello o della marca; troppo poco riconoscibile. Peraltro arrivava a fine carriera di un modello che non avrebbe avuto neppure un sostituto diretto.
  7. Non so come sia venuto fuori Jozef Kaban con Opel e con quel periodo, perché non mi risulta abbia lavorato per GM e in quegli anni mi sa che era ancora sui libri (o sul tecnigrafo)..., anche se mi incuriosisce il fatto che quel testo sembra un copia-incolla per come è formattato... fonte? La storia ovviamente sembra riferirsi piuttosto - come diceva Paolo - a Ignacio Lopez de Arriortua e alla causa con GM. A questo proposito mi sono sempre chiesto cosa mai potessero essere questi fantomatici progetti che lui poteva aver portato in Volkswagen. Opel alla fine non ha mai portato in produzione una piccola in quel periodo, mentre la coppia Lupo/Arosa mi sono sempre parse qualcosa di talmente basico e scontato da non poter essere il frutto di chissà quale spionaggio industriale. Peraltro, tornando alla frase di Renault, "Pico" non lo avevo mai sentito come nome di un possibile modello Opel, mentre è invece il nome del programma che Ignacio Lopez mise in atto in GM per ciò per cui divenne e rimase famoso: il taglio dei costi. PICO significava infatti Program for Improvement and Cost Optimization of suppliers. Detto ciò, ritorno all'argomento modelli per Maxx con queste altre due fotine, di vere e proprie maquette fatte da Bertone (dimensioni attorno ai 30 cm): Questa chiaramente immagina un modello ipercompatto tipo Smart (che comunque era di là da venire...), mentre il frontale ha una vaga somiglianza con VW Chico (del 1992). Quest'altra per certi aspetti ricorda Smart ancora di più (passaruota/paraurti, doppia colorazione...). Da qualche parte ho letto comunque che Hayek (il signor Swatch per intenderci), quando voleva sviluppare e industrializzare il suo futuristico progetto di citycar elettrica, proprio in quegli anni parlò ampiamente anche con Opel GM. Evidentemente non ne fecero di nulla, ma chissà che negli sviluppi successivi Smart non abbia in qualche modo giovato/approfittato di quello che Opel aveva fatto per Maxx. Si pensi anche ai pannelli carrozzeria in plastica.
  8. Ramingando nella rete mi sono imbattutto in queste foto di prototipi/maquette/concept che non avevo mai visto e di cui non riesco a trovare ulteriori info... Concetto, colori, particolari come i cerchi o gli specchi, rimandano in qualche modo alla Opel Maxx del 1994/5, qualcuno ne sa di più? Risulta che l'oggetto misterioso nella prima foto sia conservato nei garage Opel, ma se questo mi fa pensare ad una maquette in scala, la seconda immagine sembra più in dimensioni reali, oltre ad essere in effetti un modello lievemente diverso. Modelli per la Maxx? so che Bertone ci aveva lavorato un po'... Comunque il concept Maxx mi aveva sempre convinto assai.
  9. Nuova Antara basata su Chevrolet Equinox? Mah... non so. Magari GM voleva fare davvero così, ma al netto del frontale (che ovviamente avrebbero cambiato), non credo che quel corpo vettura, e in particolare il profilo di coda, sarebbe stato adatto all'Europa. Peraltro mi è capitato di guidarla in USA, ed era un discreto cassonetto (linea, interni, guida...). Ovviamente Chevrolet Captiva ancora meno papabile come "nuova Antara", gusto troppo orientale a mio avviso (tecnicamente non ho idea). Mokka 2 by GM invece non mi sembra così male. Preoccupante, invece, la possibile Corsa basata su Buick Excelle (Cina). Anche qui non so davvero che piani poteva avere GM, ma una semplice versione 2 volumi di quel coso, di nuovo mi sembra qualcosa di poco vendibile in Europa, a meno di non voler trasformare Opel in una nuova Daewoo/Chevrolet Korea in salsa cinese... Se così rischiava di andare, fortuna che è stata venduta a PSA. Non che Crossland X sia bella o la nuova Corsa mi entusiasmi (quelle porte posteriori "ristrette" in lavatrice e con la maniglia troppo in basso non mi vanno giù, come su 208...), ma meglio di quell'aggeggio lì! Grandland X (nome a parte) la trovo invece esteticamente valida per Opel.
  10. Domanda: qualcuno potrebbe correggere il titolo della discussione? Si sta parlando della Jazz/Fit IV generazione! Poi devo deludere v13, perché il volante sarà effettivamente a due razze, come già visto sulla elettrica Honda e; nella foto rubata dell'interno del camuffo, la terza razza è posticcia... Concordo poi con i commenti fatti da più d'uno, sulla perdita di personalità e dinamismo di questa nuova serie, magari più equilibrata dell'ultima, attuale serie, ma in effetti più insipida e con tratti di deja vu. La serie più ŕiuscita a mio avviso rimane la seconda (GE). Gli interni invece mi paiono interessanti nella loro linearità.
  11. Be', in realtà quelle dietro sarebbero proprio le nuove Jazz/Fit... ...e sì, dovrebbero essere ormai pronte. Si parlava di debutto/anteprima al Salone di Tokyo (fine Ottobre). Quelle in primo piano (arancione, rossa e le due azzurrine) sono invece le versioni 2020 della Honda Freed Hybrid, normale e Crosstar (quelle con la protezione finto alluminio sotto lo spoiler anteriore). Mi rimane però un qualche dubbio per la foto nella zona delle nuove Jazz. Non so se sia un effetto delle prospettive e dei tralicci, ma non capisco bene la relazione tra il frontale grigio chiaro metallizzato e il corpo vettura giallo acido. O è un allestimento con cornice-montanti a contrasto? Perché il tetto sembra grigio anch'esso...
  12. Se siete curiosi, andate a vedere la WR-V, che sarebbe la "vera" (se ha un senso questa definizione...) Honda Jazz/Fit cross-over. Venduta (e vista personalmente) in Brasile e India. Frontale un po' diverso, la coda anche, avendo eliminato i finti fari verticali a lato del lunotto - e guadagnando assai - ma non hanno resistito e hanno aggiunto un altro pezzo nel portellone, per paura che risultasse troppo vuoto con quell'altezza. Rimane la fiancata un po' sgraziata della Jazz attuale.
  13. Potrebbe dipendere dall'anno del listino, ma posso confermare che secondo il listino di Quattroruote Settembre 1985, avrebbe ragione MarcoGT, almeno per i seguenti accessori: Appoggiatesta anteriori: 112.000 Lire Cristalli atermici: 106.000 Lire Tergilunotto: 112.000 Lire I vetri posteriori a compasso, invece non compaiono tra gli optional, quindi deduco fossero di serie. Con gli occhi di oggi stentiamo a ricordare quanto fossero incredibilmente scarni gli allestimenti di quel periodo... Le differenze con versione base erano in realtà varie, a partire da un allestimento interno più curato (si fa per dire...) e frecce bianche davanti. Poi il lunotto termico (optional sulla base, di serie sulla S), e il cambio, che la S a 5 marce di serie, mentre la base aveva a 4 marce (5 marce neppure disponibile). E appunto proprio nella disponibilità di optional. La base non poteva avere una serie di optional che invece erano disponibili per la S: quelli citati sopra, ad esempio, ma persino la vernice metallizata, o i fari alogeni... EDIT Dimenticavo le coppette coprimozzo, nonché lo specchio regolabile dall'interno, quello che aveva l'attacco con il tubo "corrugato" flessibile, mentre la base aveva quello con snodo rigido.
  14. Interessante concentrazione di storiche in venti metri di questa strada... Assieme alla 128, di un colore non frequente e che mi garba su questa versione, noto la 126 rossa dall'altro lato della strada della prima foto: sembra in condizioni buone e non è delle più recenti. E poi, nella seconda immagine, in fondo alla strada, quella che mi pare una Mercedes W123 beige, ben messa anche lei a occhio.
  15. In effetti alcune Opel di quel periodo (diciamo anni 80 e 90), tra cui ricordo la Kadett E, l'Ascona C, la Vectra A, potevano essere dotate di un sistema di regolazione dell'altezza delle sospensioni posteriori, per il recupero del corretto assetto in caso di carico significativo (persone, bagagli, rimorchi). Era un semplice sistema pneumatico, in cui si poteva immettere/togliere aria tramite una valvola simile a quelle delle gomme, posizionata nel bagagliaio. Era in genere un optional, peraltro abbastanza economico (100-200 mila lire all'epoca), talvolta di serie sulla station wagon - o "Caravan", per dirla alla maniera Opel del tempo. Non so per le altre, ma di certo su Ascona C era disponibile a prezzo circa doppio anche la versione elettrica, immagino con un semplice compressorino integrato, ma non saprei come si azionava. Dubito anche che in Italia sia mai stata disponibile questa versione elettrica, ma nelle brochure per il mercato tedesco risultano nella lista degli optional (quelli di fabbrica intendo, non gli after market).
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