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daimlerchrysler

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  1. La q4-etron è su pianale MEB, infatti verrà costruita a Zwickau insieme alla Seat E-Born e alla Id.3. http://www.auto.it/news/green/2019/10/04-2408070/audi_q4_e-tron_sul_meb_piattaforma_ppe_per_la_berlina_sportiva/ il roadshow in questione è servito per anticipare alcune caratteristiche tecniche del nuovo pianale PPE cosviluppato da Audi e Porsche. Il PPE sarà la base anche per una berlina avversaria della Model 3. Come VW ha fatto con il pianale MEB, anche Audi vuole condividere con i concorrenti il suo PPE.
  2. Fiat will build a 'baby' Jeep and Fiat derivative in Italy Production of Jeep Patriot/Compass replacement remains in the U.S. TURIN – Fiat will build a "baby" Jeep in Italy to sell in Europe and possibly also the United States, two company sources told Automotive News Europe. The Jeep will be smaller than the brand's current entry SUVs, the Patriot and Compass. The model will be produced in Fiat's home plant of Mirafiori in Turin, alongside a similar vehicle for Fiat brand that will replace the Sedici and an Alfa Romeo subcompact car for sale in Europe and North America. Fiat had initially planned to build in Mirafiori the replacement for the Jeep Compass and Patriot and an Alfa SUV that would have shared systems and components with the Jeep model. The change of strategy implies that the single model to replace the Patriot and Compass and its Alfa sibling will be manufactured in the United States. Jeep currently builds the Patriot and Compass in Belvidere, Illinois. Fiat declined to give details on which models will be built in Mirafiori as part of a refurbishment of the factory, but the automaker is developing smaller models to meet an increasing demand downsized vehicles, especially in Europe. In a statement issued on Monday, Fiat, which controls 53.5 percent of Chrysler Group, said it will remodel Mirafiori to build the most updated version of one of its three main architectures on which different nameplates for its various brands will be produced. Development of the manufacturing infrastructure will begin in 2012 and production of the first nameplate, a Jeep SUV, is expected in the second half of 2013, it said. The architecture to be installed in Mirafiori is internally called SUSW. It is a wider, U.S.-compliant version of Fiat's European Small architecture, which will debut next spring on two small minivans that Fiat will produce in Serbia to replace the Idea and Multipla models. Fiat's group executive council made the production decisions for Mirafiori at meetings on Friday and Saturday, reversing a plan first announced in December 2010 to install in Mirafiori the bigger CUSW architecture. CUSW is a wider, U.S. compliant version of Fiat's European Compact architecture that debuted last year on the Alfa Giulietta compact hatchback. The first model to use the CUSW architecture will be a Dodge compact sedan that will replace the Caliber and will be unveiled in January at the Detroit auto show. Mirafiori currently builds the Alfa MiTo 3-door subcompact, as well as the Fiat Idea and Lancia Musa small minivans. Fiat-Chrysler CEO Sergio Marchionne said in a statement that refurbishing Mirafiori "is an important step in our plans to re-industrialize our Italian manufacturing backbone in view of current market developments and the increased distribution reach provided by Chrysler Group." He added: "This leading-edge architecture will allow us to provide the most updated platforms for the development of our brands, and more importantly, will allow us to access the full powertrain offerings of both Fiat and Chrysler." Da automotive news europe.
  3. Dati jato dynamics riguardanti europa occidentale e orientale (russia e turchia escluse) Ds3 53.220 Citroen C3 230.140 +37%
  4. Mi puoi scrivere quali finanziamenti diretti o indiretti la Germania ha fatto alla vw che non abbia fatto agli altri costruttori tedeschi? In europa esiste un commissario alla concorrenza che sovraintende e blocca gli aiuti di stato considerati illeggitimi. Citami quali aiuti sono stati dati alla vw.
  5. 85 miliardi di lire sono 42 milioni di euro, non una cifra stratosferica per un gruppo da 150 miliardi di euro di fatturato, allora che dovremmo dire di Fiat che tramite Chrysler ha potuto ottenere indirettamente sinergie e l'apertura del mercato americano ai suoi prodotti perchè il gruppo Chrysler è stato mantenuto in vita dai soldi del contribuente? Il 60% degli investimenti per Mirafiori erano da parte di Chrysler e non c' è nessuna logica industriale nel produrre una jeep in europa che verrà venduta al 60-70% nel mercato nafta con questi valori del dollaro. Concordo che cmq tutti i costruttori hanno le loro magagne con i finanziamenti pubblici ma le differenze rimangono. Per quanto riguarda i prepensionamenti Vw l'incentivo per la fuorisucita (molto generoso fino a 250.000 euro a persona) era pagato al 100% da vw e lo stato tedesco interveniva per coprire parte dei 2 anni mancanti all'età pensionabile. Parliamo poi di un'azienda che per conquistarsi i voti dei sindacati fa loro dei contratti d'oro, mega premi e per i più fortunati forniva prostitute d'altissimo bordo pagate con fondi neri. Cmq volevo ritornare a quello che diceva Mucchetti e non fare l'ennesimo paragone Vw Fiat dato che sono 2 aziende profondamente diverse. Fiat-Chrysler per poter arrivare ad un livello di global player ( i traguardi 2014 sono troppo fantasiosi) ha bisogno di forti investimenti sia per recuperare le quote di mercato perdute negli usa e in europa sia per tentare di sfondare nei paesi emergenti dove è in enorme ritardo. A breve Fiat dovrebbe annunciare i piani per la Russia che per forza saranno in tono minore rispetto alle varie Hyundai-Kia, Vw, Renault-Nissan, Gm-Opel, Ford e Toyota perchè Fiat non ha molti soldi e perchè non ha già una forte presenza per arrivare alle 300.000 unità prodotte all'anno richieste dal governo russo entro il 2015. La domanda dell'articolo è " Non è che Maglionne sta creando un castello di carte ( stando ai numeri) e cerca di venderlo come oro? Non è che gran parte della strategia venduta come tentativo di diventare un global player nasconde in realtà il desiderio degli Agnelli di sbarazzarsi dell'auto (in buona memoria di Umberto Agnelli)? Mucchetti è uno dei pochissimi giornalisti italiani che analizzando le cifre fa le pulci alla strategia di Marchionne invece di incensarlo come nuovo messia economico. All'estero ci sono molti estimatori del ceo italiano ( basta vedere il corsivo di Ciferri sull'ultimo automotive news) ma ci sono anche moltissimi detrattori.
  6. Tutta Fiat industrial vale circa 8 miliardi in borsa e Iveco è circa 1/3 di tutta Fiat industrial come fatturato. Scania vale attualmente 14 miliardi di euro ha margini del 16% e utili 2010 operativi di 1,4 miliardi di Euro e netti 1,1. Come fa iveco a valere più di scania ?
  7. Era Lehman Brothers non Goldman Sachs. Da almeno 30 anni Vw non ha finanziamenti pubblici tedeschi o europei che non siano stati offerti in modo uguale ad altri costruttori. Mucchetti vuole distinguere tra le case tedesche che fanno mega utili e hanno margini elevati con debiti sostenibili e Fiat-Chrysler con utili e margini molto più bassi.
  8. Massimo Mucchetti per il "Corriere della Sera" C'è qualcosa che stona nel modo in cui Sergio Marchionne, reduce dall'ascesa al 52%della Chrysler, si rivolge all'Italia: in questo suo ripetuto lagnarsi di non ricevere gli stessi elogi che gli vengono rivolti negli Stati Uniti. Stona, perché a un'intelligenza tanto veloce non sfugge la differenza di peso tra il vasto coro dei consensi e le isolate riserve della Fiom e le impertinenze di qualche osservatore. Nel Paese dove la libertà si esercita anche dicendo male di Garibaldi, un manager che giostra sui due mondi, ma non ha una Caprera nel suo domani, sa bene che né lui né gli Agnelli possono vantare verso lo Stato italiano lo stesso credito politico che hanno verso la Casa Bianca: là la Fiat ha aiutato, qui è stata aiutata. La verità è che Marchionne segue la politica del carciofo. Mette sul piatto una foglia per volta. Così si discute della parte, non del tutto. E allora lamentarsi dell'ingratitudine serve a lasciarsi le mani più libere: se fa, è un benefattore; se non fa, è colpa degli ingrati. Ora la notizia è che la Fiat si mette in condizione di arrivare al 100%di Chrysler. Rimborsati i 7,5 miliardi di dollari ai governi di Usa e Canada, Torino ha ottenuto un'emissione di azioni Chrysler che, al prezzo di 1,26 miliardi di dollari, le ha dato un 16%da aggiungere al 30%che già aveva avuto senza esborsi monetari. Per altri 500 milioni, la Fiat riceve il 6%del governo Usa, al quale versa ulteriori 75 milioni per avere il diritto a rilevare la partecipazione del fondo sindacale Veba in Chrysler per 4,25 miliardi. Con l'ultimo 5%che le spetta gratis, la Fiat marcia verso il pieno controllo della casa di Auburn Hills. Questi accordi, tutti price sensitive, sono stati resi noti a rate. La Consob avrebbe potuto esigere maggiore puntualità e trasparenza nell'informazione. D'altra parte, pure le banche subiscono. Alla vigilia di Natale, le italiane hanno aperto nuove linee di credito per 3,5 miliardi di euro, oltre a rifinanziarne di vecchie per un miliardo, senza ottenere nessuna notizia seria, ancorché adesso sembri che quei fidi servano più a chiudere il primo tempo dell'operazione Chrysler che a finanziare Fabbrica Italia. Ma stiamo alla sostanza. E la sostanza è che la Fiat sta aumentando il debito finanziario consolidato. Al 31 marzo 2011, la Fiat Spa dichiarava 16,3 miliardi di euro di debiti e 13 di liquidità. A questi vanno sommati i debiti della casa americana, l'equivalente di 9,3 miliardi di euro, e la liquidità, 6,8 miliardi. Con gli ultimi acquisti di azioni Chrysler, il debito consolidato in euro sale da 25,6 a 27 miliardi; qualora fosse esercitata l'opzione sulle azioni del fondo Veba, il debito volerebbe a 30 miliardi di euro. E la posizione finanziaria netta, negativa, passerebbe da 5,4 a 9,6 miliardi. CHRYSLER VETRINA Troppo, se la si confronta con quella delle tedesche, che esercitano l'attività industriale con i propri soldi e con margini ben superiori. I governi americano e canadese, per capirci, sono stati rimborsati facendo altri debiti con le banche americane, salvate dalla Casa Bianca. I nuovi tassi sono inferiori ai precedenti, decisi in situazione fallimentare, ma restano superiori all'8%. Né la Fiat, che riscuote comunque maggior fiducia, né Chrysler hanno l'investment grade, ovvero il voto di sufficienza da parte delle agenzie di rating. E questo spiegherebbe, secondo gli analisti, perché si tengano tanta, costosa liquidità in casa: l'accesso ai mercati finanziari rimane una scommessa. Per il governo italiano, impegnato a trattare la questione sul mercato della propaganda, la Fiat non è un problema, ma per la Cassazione dei tassi d'interesse le sue obbligazioni restano junk bond, titoli spazzatura. Per quanto sia banale ripeterlo, la sufficienza si conquista fabbricando automobili gradite dal pubblico. Ma per farlo ci vuole una dedizione all'industria e uno stato patrimoniale che al momento paiono deboli. Basti pensare che Chrysler ha un patrimonio netto tangibile negativo per 9,2 miliardi di dollari. La fantasia di Marchionne potrà arrivare perfino a esplorare la strada di un reverse take over della società figlia Chrysler su mamma Fiat, consentendo all'Exor degli Agnelli di diluire il proprio impegno nell'auto e di sanare la situazione Chrysler come ha fatto il London Stock Exchange con Borsa Italiana. E poi, magari, pensare a integrare una casa giapponese minore o a farsi integrare dalla rinata Gm. In ogni caso, i conti prospettano l'esigenza di un aumento di capitale. E se questo avverrà in capo a Chrysler, ne uscirà ancor più rafforzata la capacità di attrazione del polo americano del gruppo su quello italiano. Massimo Mucchetti corriere della sera.
  9. Fiat, Suzuki discuss partnership expansion Automakers talk about new SUV for Fiat, diesel engines for Suzuki TURIN - Fiat S.p.A. and Japan's Suzuki Motor Corp. are talking about expanding their cooperation, despite Fiat rival Volkswagen AG owning a 19.9 percent in the Japanese automaker, two persons with direct knowledge of the matter told Automotive News Europe. Fiat and Suzuki have industrial partnerships dating back 10 years. Suzuki builds the Sedici small SUV for Fiat in Hungary and produces Fiat diesel engines under license in India. According to two persons briefed on the matter, Suzuki Chairman Osamu Suzuki offered to build the next generation Sedici for Fiat during a meeting with Fiat CEO Sergio Marchionne in Turin on May 25. Fiat chairman and controlling shareholder John Elkann also briefly participated to the meeting. Production of the current Sedici, launched in 2005, ends in 2013 and Fiat's product plan, which extends until 2014, does not include a replacement for the model, which is a rebadged version of the Suzuki SX4, Europe's top-selling small SUV. Fiat is considering replacing the Sedici with a small SUV planned in 2013 by Chrysler's Jeep unit and code-named B-Jeep, but no decision has been made, a Fiat source said. Fiat has a contract with Suzuki to buy 20,000 units a year of the Sedici. In 2007, Sedici sales peaked to 31,855 units, but since then have been steadily declining, down to 16,505 last year, according to Jato Dynamics market researchers. Suzuki SX4 sales peaked at 50,354 in 2008 but declined to 37,517 units last year. India plans In India, Suzuki builds Fiat's 1.3-liter diesel engine. Suzuki also bought rights to build in Japan Fiat's new 2.0-liter diesel engine, but has not started producing it. The SX4 built in Hungary uses 2.0-liter Fiat diesel engines. According to the sources, Suzuki has asked Fiat for permission to double annual production in India of the 1.3-liter diesel engine to 400,000 units, but Fiat has proposed to build the additional engines for Suzuki in a heavily underutilized, 300,000-units a year engine plant in Ranjangaon, India, which is part of Fiat's joint venture with Tata Motors. During the May 25 meeting, the two companies also discussed the possibility of Fiat subsidiary Magneti Marelli supplying Suzuki in India with an automated manual transmission system. Marelli currently supplies Suzuki with the engine management control unit for the 1.3-liter diesel engine. No talks on Brazil The two sources denied that Fiat and Suzuki discussed cooperating in Brazil, as reported in the Italian media. Fiat has been the No. 1 automaker for combined passenger car and light commercial vehicle sales in Brazil for the past seven years, controlling about a quarter of the market. Suzuki has no industrial and commercial presence in Brazil yet, where private importers sells just few thousand Suzukis a year. Fiat and Suzuki said the May 25 meeting was simply the usual "courtesy visit" that the Suzuki chairman pays to Fiat when he flies to Europe to chair the annual meeting of Magyar Suzuki subsidiary in Esztergom, Hungary. The companies declined to comment further. Read more: http://www.autonews.com/apps/pbcs.dll/article?AID=/20110601/ANE/110609999/1198#ixzz1O0a0vxbM
  10. In questo articolo di detroit news ci sono i giudizi degli analisti a propositi degli ultimi sviluppi dell'alleanza Fiat-Chrysler Speed of Fiat's Chrysler plan impresses investors, but will it work? Fiat is relentlessly pursuing its plan to make the acquisition of Chrysler the centrepiece of its future, and European investors are split between admirers of the speed of implementation, and those that fear the fundamentals just don't add up. Fiat is now the largest Chrysler shareholder with 46 per cent (the UAW has 45.7 per cent) and will increase this by five percentage points when it fulfils the pledge to provide an economical small car to Chrysler. Fiat also said it will buy the 6.6 per cent stake held by the U.S. government after the bankruptcy and government bailout, and more UAW shares raising its stake to as much as 76 per cent. The share purchases so far mean that Fiat will start reporting Chrysler's sales and profit as part of its own financial statements beginning on June 1. Chrysler also arranged $7.5 billion in new financing to repay expensive government bailout loans, saving it more than $300 million a year in interest costs. Deutsche Bank auto analyst Jochen Guehrke said one ramification of the decision to perhaps raise Fiat's stake to up to 76 per cent is the increasingly unlikely Initial Public Offering of shares to the public which had been expected later this year or early next. Bernstein Research analyst Max Warburton asked the question "Can Chrysler save Fiat?" in a report, and came up with an equivocal answer. "Fiat is in a race against time to consolidate Chrysler, with its potentially strong cash-flows from a U.S. auto market recovery and high margin SUV/pick-ups before Fiat Auto's Brazilian profits crack and expose large European losses. Fiat Auto remains very fragile and Chrysler is far from fixed " but it may be the case that the American business will ride to the rescue just in time," Warburton said. Warburton said Fiat-Chrysler CEO Sergio Marchionne is arguably trying to weld together Europe's weakest manufacturer with America's weakest, and he wondered "Can it be made to work?" Warburton pointed out the poor track record of big automotive mergers, like BMW-Rover, Daimler-Chrysler, and Ford-Volvo. "The logic (of Fiat-Chrysler) is quite simple. Synergies between Chrysler's and Fiat's product ranges will be limited and will not transform Fiat. But simple profits and cash-flows from Chrysler may be enough to subsidize Fiat Auto. Chrysler certainly has greater profit potential than Fiat Auto. The reasons for this are simple and can be highlighted with two simple figures," Warburton said. Chrysler's average revenue per car sale is $28,600; Fiat's $18,600. "Chrysler makes big, more expensive vehicles that can generate much higher gross margins. Fiat makes small, cheap vehicles that cannot generate decent margins, almost irrespective of volume and cost structure. It's hardly a beauty parade, but Chrysler is definitely a higher potential business than Fiat Auto," Warburton said. Commerzbank auto analyst Sascha Gommel agreed that the two product lineups have little in common, and pointed to troubles ahead in Europe. "The pace of Chrysler's refinancing and Fiat's stake increase is ahead of schedule. However, we believe the difficult part of the integration is yet to come. Compared to, for instance, Renault's B platform and VW's MQB, the amount of scale effects for Fiat-Chrysler is limited as the model lineups are poles apart. While Fiat builds small cars in Italy, Poland and Brazil, Chrysler builds pick-ups and SUVs in the NAFTA region. In addition, the company is facing headwinds in Europe," Gommel said. Gommel wasn't skeptical enough though to recommend that investors sell Fiat shares. They should hang on to them, Gommel said. For all of Warburton of Bernstein Research's doubts, he still saw Fiat as a possibly attractive investment with these strong points " hugely profitable Brazilian operations - potential for turnaround and full consolidation of Chrysler - and Ferrari. But potential negatives for Fiat included " unlikely to ever make Europe profitable - little new product near-term or in the longer term - over the next two years European market share likely to slide - Brazilian market share, pricing under attack. "At present we are neither sufficiently convinced by the Chrysler strategy nor sufficiently comfortable with the outlook for Brazilian profitability to recommend (Fiat). But as the Chrysler strategy unfolds, we realize there is a bull case and we may end up looking too cautious," Warburton said.
  11. Diversi quotidiani tedeschi hanno riportato difficoltà nelle relazioni tra Volkswagen e Suzuki e lo stesso ceo di Vw Martin Winterkorn ha ammesso che ci sono ritardi negli accordi. Vw vorrebbe utilizzare la suzuki alto per rimarchiarla come skoda e venderla in India ma Suzuki si è opposta. Per ripicca i tedeschi stanno ostacolando il trasferimento di tecnologie riguardanti l'ibrido, l'elettrico e il diesel che suzuki sta richiedendo. Anche il progetto della futura sx4 non sta andando bene, il capo dello sviluppo del marchio Vw Ulrich Hackenberg ha dichiarato che Vw non può sviluppare una polo suv su pianali suzuki perchè non sarebbe adatta ai mercati sviluppati. Dubito che l'alleanza Vw-Suzuki verrà cancellata ma i primi segnali non sono positivi. A riprova di ciò Winterkorn ha strappato a caro prezzo a Gm Hans Demant, ex ceo di Opel e colui che coordinava i progetti dell'alleanza Suzuki-Gm valida fino al 2006.
  12. Il nord america è il principale "ventre molle" del gruppo Vw dove hanno perso miliar di euro ( sono in passivo dal 2003), adesso hanno cambitao la strategia e per adesso sta funzionando. La Jetta è stata notevolmente resa più economica e difatti le riviste americane l'hanno massacrata eppure sta stravendendo. Fino ad aprile ha venduto 57.976 unità negli usa +62,6% e hanno aumentato due volte la produzione. Audi finchè non produrrà negli usa non riuscirà mai a vendere come mercedes o bmw ma è in attivo nonostante il cambio sfavorevole e in alcuni segmenti sta battendo mercedes e Bmw (la Q5 in particolare).Nel 2011 dovrebbero arrivare a 400.000 unità e puntano a 1.000.000 nel 2018 (piuttosto improbabile ma stanno mettendo sul piatto 8 miliardi di euro). Ognuno può sparare fregnacce quanto vuole però deve portare a casa i risultati. Vw aveva promesso che entro il 2012 avrebbe venduto 8 milioni di auto, con un margine operativo almeno del 5%, capex del 6% e liquidità superiore ai 12 miliardi di euro al netto delle acquisizioni. Stante la situazione del primo trimestre 2011 ce la farà già quest anno.Quando Fiat sarà fusa con Crysler stai pure certo che Marchionne cambierà nuovamente gli obbiettivi. Il probabile/possibile allontanamento degli Agnelli dalla divisone auto renderà più complicata la strategia .
  13. Ripeto di essere d'accordo che non si possono paragonare i 2 gruppi per vari motivi. Marchionne però nei suoi annunci piuttosto dettagliati sostiene di voler arrivare a 6 milioni di auto entro il 2014 quindi all'incirca le dimensioni attuali di Hyundai-Kia. Adesso è riuscito mediante artifizi finanziari (non è una critica!) ad accaparrarsi un'azienda fallita come Chrysler senza spendere un euro. Da qui a vendere 6 milioni di auto ed essere redditizi ce ne vuole. Per quanto riguarda i gruppi che tu hai citato è vero che Vw è molto esposta al mercato cinese e questo potrebbe dare brutte sorprese ma il gruppo tedesco è forte in tutte le aree geografiche ed ha marchi redditizi sia nel segmento delle auto passeggeri che nei veicoli pesanti con Man e Scania. Negli ultimi anni il gruppo vw ha speso moltissimo per entrare in quei mercati dove era debole o assente. In russia è arrivata ad una quota di mercato dell'8% e si sta espandendo, in India è arrivata al 5% grazie alla Polo emerging markets (l'alleanza con Suzuki non sta ancora dando i frutti sperati), negli usa dove perdono soldi da quasi 10 anni hanno aperto una nuova fabbrica per produrre una passat sviluppata solo per gli usa e più economica. Più che dalla Cina i problemi della Vw imho verranno da questo ipertrofismo aziendale che caratterizza l'azione di Winterkorn e soci. In questi anni hanno comprato scania, stanno scalando man, facendo la fusione con Porsche, comprato la rete di concessionari Porsche holding salzburg, stretto l'alleanza con Suzuki, aperto 6 fabbriche in 3 anni...... il rischio è che perdano la visione d'insieme e che il gruppo diventi ingovernabile. Il problema è che hanno ancora fame dato che hanno provato a comprarsi alfa romeo e vogliono creare anche un gruppo globale dei trucks difatti stanno trattando in Cina e in america per alcuni brands come Sinotrucks e Mack.Daimlerchrysler era fortissima ed è crollata dopo numerosi fallimenti. Hyundai-Kia è separata dalle altre divisioni, c' è sicuramente un protezionsimo che li ha difesi/li difende. Hanno fatto miracoli in questi anni in Cina (900.000 auto nel 2010), usa ( dove sono al settimo posto e hanno quasi superato Nissan), Europa ( hanno superato Toyota nel primo trimestre 2011), tutti i grandi boss dell'auto li citano come quelli da tener d'occhio.
  14. Di base avete completamente ragione, non ha molto senso paragonare Vw a Fiat-Chrysler per storia, management, profitti.target, etc... Personalmente sono un pò critico nei confronti di Marchionne perchè è solito promettere 100 e portare a casa 20 e poi cambia idea ogni 3 minuti, spacciandotela come genialità. Le aziende automobilistiche che stanno avendo maggior successo adesso (Vw, Nissan, e Hyundai-Kia) agiscono in modo ben differente, anche in periodi di crisi non hanno tagliato così duramente sui prodotti e i risultati si vedono. Solo la Fiat auto nel 2010 ha avuto risultati modesti rispetto agli altri che hanno riportato mega profitti, non esser riuscito a sbarcare in Cina, Russia, aver fallito in India, essere in perdita in europa dal 1998 di chi è la colpa? La situazione non è "incresciosa" e si deve dare il merito a Marchionne di aver rinforzato in parte il gruppo con Chrysler ( ma staccando Fiat industrial l'ha indebolito) però io (imho) vedo la situazione in modo un pò più critico.
  15. Potremmo anche citare il fatto che skoda da marchio usato nelle barzellette è arrivata a margini operativi del 7%, scania è il più redditizio operatore del segmento trucks con un margine del 17% nel 2010, come Audi faccia margini del'11% , superiori a Mercedes o Bmw, come Porsche abbia il record di margini nel settore automotive pari al 16%.......... Ma giudichiamo Fiat e Chrysler in base ai loro risultati ( quelli veri non quelli annunciati da Marchionne come le 3,5 milioni di fiat entro il 2010, le 300.000 alfa diventate poi 500.000, le 300.000 lancia, le 300.000 fiat in Cina, le addirittura 600.000 fiat-Chrysler vendute in russia con la solers che nel frattempo è scappata nelle braccia di Ford, margini operativi pari al 4,8% del fatturato per il 2010.........) Nel primo trimestre Fiat spa ha registrato utili netti per 39 milioni di euro, Chrysler utili netti per 116 milioni di dollari. Gli altri hanno fatto decisamente meglio.
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