F1 | Leclerc esclusivo: "Mi preparo per essere campione nel 2023"
Il pilota monegasco vuole diventare campione del mondo con la Ferrari, ma non è disposto ad aspettare il 2026, il tempo che si è dato il presidente John Elkann: "Da pilota non posso pensare a questa scadenza. Sono molto impaziente...". Charles si racconta a cuore aperto a Motorsport.com: "Solo a Spa ho capito che eravamo fuori dalla battaglia iridata. La squadra sta lavorando sodo per essere pronta alla sfida e vedo già dei miglioramenti".
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Hai disputato in Messico il tuo centesimo Gran Premio. È un traguardo che hai sentito arrivare o è trascorso tutto velocemente?
“Non mi sono mai soffermato a pensarci. Ci ho pensato negli ultimi giorni, e alla fine sì, si sentono. In questo arco di tempo ho cambiato due squadre, se ripenso al mio primo Gran Premio credo di essere cresciuto molto. Allo stesso tempo mi sembra ieri, le emozioni prima del debutto in Australia nel 2018 le ricordo molto bene, essere su quella griglia di partenza era un sogno diventato realtà. Poi è andato tutto molto velocemente, al mio secondo anno di Formula 1 ero già in Ferrari, quindi eccomi qui”.
Hai ancora dei momenti in cui ti dici ‘sono un pilota della Ferrari’ o è ormai tutto nella norma?
“Mi capita di… ricordarmelo, e soprattutto ogni tanto mi piace dire a me stesso che sono fortunato ad essere dove sono. È un pensiero veloce, perché subito dopo penso di avere davanti a me ancora tanta strada, sono contento di quanto ho fatto e di essere dove sono, ma ho molti obiettivi davanti a me, il primo dei quali è essere campione del mondo. Dal 2021 al 2022 abbiamo fatto un grande passo avanti, ma resta un altro grande passo da fare per poter puntare a questo obiettivo”.
Se lo scorso inverno ti avessero detto che avresti vinto tre Gran Premi, salendo altre sette volte sul podio e che avresti ottenuto nove pole, avresti ‘firmato’?
“No, non l’averi fatto, firmerei solo per il Mondiale! Ma avrei visto questo pronostico come beneagurante, visto che il 2020 ed il 2021 sono stati due anni difficili e confermare un salto in avanti di performance come quello che abbiamo fatto è stato il risultato di un grande lavoro. Col passare della stagione si tende a dimenticare questo aspetto, ma lo scorso anno c’erano dei weekend in cui ottenere il settimo posto era considerato un buon traguardo. Oggi puntiamo sempre in alto, non è sempre andata come avremmo voluto, ma stiamo lavorando per migliorare”.
La stagione 2022 è iniziata con due vittorie ed un secondo posto nelle prime tre gare. Cosa hai pensato nel volo di ritorno da Melbourne dopo il successo nel Gran Premio d’Australia? Tutto faceva credere ad un Mondiale alla portata...
“Eravamo in una buona posizione, c’era tutto per credere alla possibilità di giocarci le nostre chance fino alla fine. Se ripensiamo a Bahrain, Jeddah e Melbourne non c’erano stati imprevisti, avevamo completato tutti i test invernali senza un problema e probabilmente siamo stati l’unica squadra a non aver dovuto fare i conti con qualcosa di inatteso. Una tendenza poi confermata nelle prime tre gare, tre weekend in cui ci siamo confermati molto veloci ed affidabili, quindi dopo Melbourne ero convinto che saremmo stati in grado di giocarcela fino alla fine”.
Quando hai capito che non avresti più avuto chance in chiave ‘Mondiale’?
“Tante persone credono che questo momento sia il Gran Premio di Francia, invece per me è stato a Spa. Durante la pausa estiva ho creduto che avessimo ancora delle possibilità per restare in corsa fino alla fine, poi è arrivato il Gran Premio del Belgio ed è stato il primo weekend della stagione in cui la Red Bull si è confermata davvero superiore in termini di passo. Dopo quel fine settimana ho pensato che sarebbe stato molto difficile mantenere intatte le nostre possibilità in chiave Mondiale”.
Quest’anno hai confermato una grande performance in qualifica. È stata solo una questione di potenziale della monoposto sul giro veloce o hai cambiato qualcosa anche nella tua preparazione?
“Credo che, come in ogni stagione, ci sia sempre un passo avanti anche da parte mia. Sono un pilota migliore rispetto al 2021, così come lo sorso anno credo di esserlo stato rispetto al 2020. Quando ho realizzato che avrei avuto l’opportunità di battagliare per conquistare pole e vittorie mi sono ulteriormente caricato, anche inconsapevolmente mi ha fatto tirare fuori il meglio di me. Ma ripeto, alla fine è una progressione, dal 2019 ad oggi il più grande step che ho fatto è quello relativo alla gestione della gara, ma è difficile fare emergere questo aspetto con una Red Bull così forte”.
Restando sul giro veloce in qualifica, è anche una questione di come prepari la gomma?
“Sicuramente. È un esercizio molto particolare nel quale ogni dettaglio comporta una grande differenza. Gli pneumatici hanno una finestra molto ristretta in cui garantiscono il massimo della resa, e non è sempre facile centrarla perché le condizioni variano, è un aspetto sui cui ho lavorato molto e che in questa stagione credo mi abbia aiutato. Per quanto ci si possa preparare, quando scendi in pista il sabato pomeriggio c’è sempre qualcosa che è cambiato rispetto ai calcoli, parlo di grip dell’asfalto che può essere più alto del previsto o di vento, e in questo scenario devi essere rapido a capire e ad adattarti”.
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Hai detto che vuoi vincere un mondiale il prima possibile. Sembra tanto essere un 2023…
“Esatto! So che il Presidente (John Elkann) ha detto che è un obiettivo da centrare entro il 2026, ma da pilota non posso pensare a questa scadenza. Sono molto impaziente, mi preparerò e farò tutto il possibile per essere campione del Mondo nel 2023”.
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