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AleMcGir

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Everything posted by AleMcGir

  1. Arrivabene si è appena liberato dal suo impegno a Torino. 😂
  2. Formula 1 - Ross Brawn si ritira: "Ho amato quasi ogni minuto della mia carriera, guarderò la F1 dal divano" FORMULA 1 - Lo storico direttore della Formula 1 andrà in pensione. Lo ha annunciato lui stesso nella sua rubrica per il sito di F1. E' stato protagonista dei successi di Benetton e della Ferrari con Schumacher. ... "Ora è il momento giusto per me di ritirarmi. Abbiamo svolto la maggior parte del lavoro e ora siamo in un periodo di consolidamento. Ora la F1 la guarderò dal divano, esultando e imprecando come un tifoso, felice che lo sport abbia un futuro così fantastico. Ho amato quasi ogni minuto dei miei 46 anni di carriera e sono stato fortunato ad aver lavorato con molti grandi team, grandi piloti e grandi persone. Non avrei cambiato nulla". https://www.eurosport.it/formula-1/ross-brawn-si-ritira-ho-amato-ogni-minuto-della-mia-carriera_sto9249198/story.shtml?fbclid=IwAR2RAjhEbyflNptv7zV_vi5IiKKyP5MSYuuFhMA6EJT8B7K7pmsAIo2BUyc
  3. Attenzione a dire "mettiamola su strada" su AP, dato che si può sempre fraintendere... AP + AR =
  4. Binotto-Ferrari: possibile un gardening leave di 6 mesi Il team principal in uscita dalla Scuderia Ferrari non è obbligato a rispettare un periodo di pausa non essendo attualmente per definizione un tecnico ... Infine, dal 2019 in poi è divenuto prima direttore tecnico e team principal della Scuderia Ferrari e dopo una riorganizzazione interna che ha portato alla frammentazione del ruolo di direttore tecnico ora Binotto è appunto ‘Managing Director Gestione Sportiva and Team Principal Scuderia Ferrari’. Il fatto che nella qualifica di Binotto non compaia nessun termine che evochi il campo tecnico è un dettaglio non indifferente in termini di gardening leave, ovvero il periodo di inattività che una figura sotto contratto con una scuderia deve rispettare nel momento in cui al termine di un’esperienza lavorativa si accorda con una scuderia concorrente per proseguire la propria carriera. Come ha scritto Alberto Antonini già in passato Mattia Binotto aveva diversi estimatori – la Racing Point in quel caso – al di fuori della Ferrari pronti a mettere sotto contratto una figura così longeva e dal bagaglio tecnico indiscutibile soprattutto in campo motoristico. Anche Pino Allievi ha sottolineato che l’eventuale dipartita di Mattia Binotto da Maranello è seguita con attenzione dal panorama delle scuderie attualmente iscritte al campionato di F1 o che hanno già formalizzato l’ingresso nel Circus. Secondo la testata olandese il periodo di gardening leave che Binotto andrà ad osservare prima di legarsi eventualmente ad una nuova realtà sarà di sei mesi, gli stessi che osservò James Allison dal luglio del 2016 al gennaio del 2017, arco temporale che lo vide separarsi dalla Ferrari per poi accasarsi in Mercedes. Il contratto di Binotto dal quale il team principal avrebbe presentato la volontà di dimettersi scadeva appunto a fine 2023. Questo fattore messo a confronto con il fatto che sulla carta non ricoprendo una carica tecnica Binotto non sia obbligato ad osservare un periodo di gardening leave fa sì che i sei mesi prospettati di inattività per l’ingegnere reggiano rappresentino uno scenario verosimile. https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/binotto-ferrari-possibile-un-gardening-leave-di-6-mesi-dimissioni-team-principal-642147.html
  5. https://www.media.stellantis.com/it-it/lancia/press/lancia-design-day-il-primo-evento-della-nuova-era-di-lancia
  6. Ruote? Dove stiamo andando, non c’è bisogno di… ruote!
  7. Lancia Design Day, il primo evento della nuova era di Lancia Reveal del nuovo Logo, che firma l’era della mobilità elettrica di Lancia. Presentato Lancia Pu+Ra Design, il nuovo linguaggio Puro e Radicale, che definisce lo stile di Lancia per i prossimi 100 anni. Lancia Pu+Ra Zero, il manifesto tridimensionale che ispira le 3 nuove vetture Lancia che arriveranno tra il 2024 e il 2028. Lancia e Cassina, un percorso all’insegna dell’eccellenza italiana. Presentato in anteprima il trailer del cortometraggio dal titolo “Lancia, il Nuovo Rinascimento“. Link “Oggi Lancia rinasce con un nuovo Logo e una visione chiara di design – ha dichiarato Luca Napolitano, CEO del marchio Lancia –. In attesa della nuova Ypsilon, la prima vettura della nuova Lancia, presentiamo Lancia Pu+Ra Zero, una scultura, un manifesto tridimensionale che ispira le vetture che arriveranno tra il 2024 e il 2028. Un’opera d’arte in cui passato e futuro sono in continuo contatto, dove l’eleganza si bilancia con lo spirito radicale delle forme. Oggi parte il nostro Rinascimento, con cui vogliamo far sognare i tanti appassionati di Lancia in tutto il mondo. Lancia tornerà ad essere un marchio desiderabile, rispettato e credibile nel mercato premium europeo. Oggi inizia la nuova Lancia!”. Il nuovo logo Lancia che firma l’ingresso del marchio nella mobilità elettrica Sette i loghi di Lancia che si sono succeduti in 116 anni di storia, tutti accomunati da valori unici, insiti nel DNA del marchio in termini di eleganza, “forza grafica” e raffinatezza. Ora il testimone passa ad un nuovo logo, simbolo della nuova era di Lancia e che ne segna l’ingresso nella mobilità elettrica. Questo nuovo logo verrà utilizzato sulla nuova Ypsilon, sulla nuova ammiraglia e sulla nuova Delta ed è parte integrante della nuova Brand Identity che coinvolgerà i concessionari europei, tutti rinnovati in termini di immagine entro l’inizio del 2024, e tutte le attività di comunicazione, sia on line che off line. Il logo del 1957, introdotto per la prima volta sulla Lancia Flaminia, è stato la principale fonte di ispirazione, dando vita a un autentico gioiello, molto classico nella sua estetica, dove elementi di semplicità e purezza grafica incontrano elementi di preziosità, in termini di colori, materiali e trattamenti. Realizzato in alluminio ed espressione dei nuovi codici grafici del Marchio, il nuovo logo è “avvolto di luce” ed è il risultato di tecnologie utilizzate non solo nel mondo automotive ma anche in ambiti molto diversi, come dimostra la spazzolatura circolare tipica del quadrante degli orologi. Il nuovo logo Lancia è Progressive Classic, in quanto rilegge tutti gli elementi distintivi del marchio storico, il volante, la bandiera, lo scudo, la lancia e la scritta, ma li reinterpreta per renderli moderni e proiettarli nel futuro. Tutti questi elementi costitutivi del marchio sono i simboli della nobiltà e dell’heritage Lancia che oggi vengono semplificati, sia in termini di linee che di forme, e posizionati in un nuovo equilibrio, capace di esprimere innovazione, premiumness e italianità con un tocco di eclettismo, dato dalla lancia asimmetrica. Nuova anche la scritta Lancia con un font originale, che prende ispirazione da una delle eccellenze italiane più legate alla storia del marchio, la Moda, “firmando” il futuro del brand per renderlo desiderabile, duraturo e sempre contemporaneo. Per creare il nuovo logo il team dei designer Lancia ha studiato le sette versioni che si sono succedute in oltre un secolo di vita. Si è partiti dal primo logo del 1907, molto semplice ed essenziale, dove il nome "Lancia" è scritto in corsivo e in color oro, in perfetta sintonia con lo stile Liberty del tempo; per poi analizzare quello del 1911, disegnato dal Conte Carlo Biscaretti di Ruffia, che presenta pochi elementi, alcuni dei quali rimasti poi inalterati nel corso tempo, quali il volante a quattro razze, il comando dell’acceleratore a mano, la bandiera rettangolare e l’asta a forma di lancia. Si è poi passati al logo del ‘29, con lo scudo triangolare che incornicia il cerchio del volante, chiaro richiamo alle geometrie universali e alla pulizia grafica; per poi proseguire con il famoso logo del ’57, caratterizzato da uno stile asciutto; e arrivare infine agli emblemi più recenti, come quello del ‘74, semplice e raffinato, o quello del 1981 creato dal designer Massimo Vignelli, stilizzando scudo, lancia, volante e bandiera, fino al logo attuale presentato nel 2007. Al debutto Lancia Pu+Ra Design, il nuovo Linguaggio di Design del marchio Nato dalla crasi tra le parole “Puro” e “Radicale”, Lancia Pu+Ra Design è il nome del nuovo e sostenibile linguaggio del Design Lancia, che ispira lo stile delle vetture del futuro, unico nel suo genere e destinato a durare nel tempo. Tutto ciò è il frutto dell’orgoglioso passato del marchio e di alcune eccellenze tipiche dello stile italiano nel mondo. Nelle future vetture Lancia si ritroveranno, infatti, le forme morbide, pure e sensuali dell’Aurelia e della Flaminia, unite con le più moderne espressioni di radicalità e semplicità, ispirate al linguaggio dell'arredamento, dell'architettura, della moda, nonché alla storia sportiva del marchio incarnata dalle famose Stratos e Delta. Con Lancia Pu+Ra Design i volumi delle nuove vetture nascono per stratificazioni successive, aggiungendo e intersecando forme elementari e iconiche, come il cerchio, il rettangolo e il triangolo, e combinandole con dettagli eclettici. Il risultato è un linguaggio complessivo non tipicamente automotive. Per quanto riguarda gli interni, Lancia Pu+RA Design attinge dal design italiano dell'arredamento, un’eccellenza italiana fatta di attenzione ai dettagli, ricerca sui materiali e innovazione. Lancia prende spunto da questo mondo per creare uno spazio generato da geometrie semplici con una prospettiva radicale, oltre che accogliente e capace di assicurare quella stessa sensazione di home feeling che si vive nei raffinati ed eclettici salotti italiani. Il tutto impreziosito da un approccio ʺcolor blockingʺ e dalla scelta di materiali pregiati e sostenibili, che definiscono lo spirito futuro del marchio. Lancia Pu+Ra Zero, il manifesto tridimensionale che rappresenta l’essenza del Design Lancia del futuro Lancia Pu+Ra Zero è un manifesto tridimensionale che racchiude l’essenza del nuovo Design Lancia e la visione di come saranno la nuova Ypsilon, la nuova ammiraglia e la nuova Delta, coniugando design, arte e innovazione: questa scultura è l’espressione massima del concetto “Progressive Classic”. Lancia Pu+Ra Zero è infatti la sintesi di elementi opposti: Bellezza e Tecnicità, Grazia e Carattere e fonde armoniosamente le forme primarie, iconiche e tipiche della tradizione Lancia in un dialogo continuo tra le due anime del marchio, anime diverse ma complementari, tra passato e futuro. Il frontale di Lancia Pu+Ra Zero sfoggia una reinterpretazione della storica calandra di Lancia, il calice, oggi proiettato al futuro attraverso tre raggi di luce, per renderlo iconico e memorabile. Questo nuovo calice, puro, tecnologico e dall’identità unica, sarà presente su tutte le tre le nuove vetture Lancia, rendendole immediatamente riconoscibili, sia di giorno che di notte. Sopra il calice, troviamo la nuova scritta Lancia e questa doppia firma, calice-scritta, siglerà il frontale di tutti e tre i nuovi modelli Lancia: un “calice di luce” che abbraccia virtualmente il nome del marchio e identifica chiaramente l’identità grafica del Rinascimento di Lancia, traghettandola nella mobilità elettrica. Lancia Pu+Ra Zero è composto da linee morbide e fluide, che richiamano il design di Aurelia B20 e Flaminia, con un tetto circolare che inonda di luce l'abitacolo, in un gioco di equilibrio tra esterni e interni. Sul posteriore spiccano i fari tondi che rinviano a quelli della Stratos e che saranno utilizzati sulla nuova Ypsilon con la nuova scritta Lancia posizionata tra i fanali. Infine, in vista laterale, spicca il nuovo logo. Lancia Pu+Ra Zero è di colore Blu micalizzato con sottili sfumature che giocano con la luce all'insegna dell'eleganza, della fluidità e della leggerezza italiana. Lancia e Cassina, un percorso all’insegna dell’eccellenza italiana Il nuovo linguaggio Lancia Pu+Ra Design crea uno spazio con geometrie pure e radicali al contempo, che esulano dal tipico linguaggio automobilistico e dove gli interni delle future vetture Lancia saranno perfettamente coerenti con il design degli esterni. Una volta a bordo, si verrà accolti da un’eleganza tipicamente Lancia, con gli interni ispirati alle icone del passato, come la Gamma, la Thema e la Flavia, oggi arricchite da una tecnologia semplice e intuitiva, coerente con il DNA del marchio. Nasce così un autentico “salotto di casa” capace di garantire una sensazione di home feeling, al pari di quello che si vive in una tipica casa italiana, uno spazio di vita vissuto, accogliente ed anche eclettico, poiché mescola stili diversi, a volte contrastanti tra loro, per raggiungere una sintesi armoniosa e coerente. Da qui la decisione di Lancia di intraprendere un percorso con Cassina, avvalendosi del know-how della rinomata azienda italiana di design con quasi 100 anni di storia, innovazione e ricerca alle proprie spalle. Cassina accompagnerà Lancia per portare la sua esperienza nel settore automotive, focalizzandosi sui valori condivisi, quali italianità, innovazione, tradizione e rispetto per l’ambiente, dando vita a un futuro progetto inedito. Una collaborazione che unisce due eccellenze del Made in Italy che oggi si proiettano al futuro, ponendo massima attenzione alla sostenibilità e al benessere a bordo. Sono queste le linee guida di un cammino condiviso tra Lancia e Cassina, ispirandosi al “The Cassina Perspective”, ovvero a quella visione dell’azienda che combina i prodotti dall’anima più innovativa con le icone del Moderno, per creare ambienti accoglienti ed eclettici, secondo un codice di eccellenza progettuale unico. Orgogliosamente radicata in Italia dal 1927, Cassina opera nel settore dell’arredamento d’autore destinato a durare nel tempo. L’azienda ha sempre avuto un’attitudine pioneristica, coniugando capacità tecnologica a un’artigianalità di grande tradizione e coinvolgendo importanti architetti e designer per immaginare nuove forme e trasformarle in progetti. Presentato in anteprima il trailer del cortometraggio dal titolo “Lancia, il Nuovo Rinascimento“ In occasione del Lancia Design Day è stato presentato, in anteprima, il trailer del cortometraggio dal titolo “Lancia, il Nuovo Rinascimento”, visibile al seguente link, che sarà trasmesso in versione integrale sui canali social del marchio il prossimo gennaio. Si tratta del primo episodio di una web-serie, composta da tre puntate, che celebra il percorso del Rinascimento di Lancia per diventare un marchio desiderabile, credibile e rispettato nel segmento premium europeo. Luca Napolitano, CEO del marchio Lancia, guida lo spettatore in questo viaggio, tra passato e futuro, diventando la voce narrante di questo primo episodio alla scoperta del dietro le quinte del Lancia Design Day, primo evento della nuova era del marchio. Con un linguaggio documentaristico, il trailer mostra, in modo chiaro ed efficace, ciò che solitamente resta nascosto al grande pubblico. Si dà così voce e spazio ai designer di Lancia, alla guida di Jean Pierre Ploue e a tutto il team del marchio che hanno reso possibile arrivare al 28 di novembre con un nuovo logo, un nuovo design language e un manifesto tridimensionale per raccontare il design delle future vetture di Lancia. Immagini che trasudano di passione, orgoglio e tanto impegno da parte di tutti nel sentirsi parte attiva di un progetto fuori dal comune com’è la rinascita di un marchio leggendario per il mondo dell’auto e non solo. Tra gli uffici di Lancia, il Centro Stile, l’Heritage Hub di Stellantis per arrivare alla Reggia di Venaria, un incalzante susseguirsi di immagini evocative dove alcune icone del passato, come le eleganti Aurelia e Flaminia e le “brutali” Stratos, Delta e Rally 037, si alternano a luoghi simbolo del marchio. Il tutto impreziosito da bellissime immagini di repertorio che rendono il video ancora più coinvolgente, mostrando il valore dell’heritage nella costruzione del futuro. Il secondo episodio della web-serie sarà presentato al Design Week ad aprile 2023, e sarà seguito dall’ultima puntata nel 2024 per il lancio della nuova Ypsilon. Il Rinascimento di Lancia è una roadmap solida e ambiziosa che corre veloce Il Rinascimento di Lancia passa attraverso il suo piano strategico a 10 anni, che prevede una gamma efficiente di tre nuovi modelli, uno ogni 2 anni a partire dal 2024, per coprire il 50% del mercato. È una roadmap solida e ambiziosa, che sta procedendo molto velocemente, come previsto dal piano strategico di Stellantis “Dare Forward”. Lo dimostra il percorso di elettrificazione, che porterà il marchio, nel 2028, a vendere solo auto 100% elettriche. L’altro pilastro del Rinascimento di Lancia è la sostenibilità: nell’abitacolo della nuova Ypsilon almeno il 50% dei materiali che si potranno toccare saranno ecologici. Inoltre, prosegue a passo veloce la creazione di un modello distributivo, efficiente e innovativo, con 100 nuovi esclusivi showroom in Europa e una selezione di partner in Italia. Inoltre, il nuovo sistema prevede il massimo ricorso alle vendite on line. Tutto questo con l’obiettivo di fare di Lancia un marchio credibile, rispettato e desiderabile nel segmento Premium in Europa. Reggia di Venaria, un Patrimonio dell’Umanità da visitare ma soprattutto da vivere pienamente Lancia ha scelto la Reggia di Venaria come palcoscenico per il Lancia Design Day, mettendo in risalto la grande affinità tra la residenza sabauda e il marchio, all’insegna di un dualismo fatto da un passato classico e uno sguardo rivolto al futuro. Nella seconda metà del 1600, quando venne costruita, la Reggia era considerata un’opera architettonica moderna e proiettata al futuro. La stessa connotazione veniva riconosciuta alla vicina Torino, che divenne una meta immancabile per quei viaggiatori dell’epoca, colti e facoltosi, impegnati ad accrescere la propria cultura facendo visita alle più belle capitali europee. E il restauro conservativo della Reggia, avvenuto tra il 1999 e il 2007, l’ha riportata all’antico splendore, trasformandola in un luogo contemporaneo da vivere e non solo da visitare, in un viaggio tra storia e modernità, che è proprio il concetto di Progressive Classic insito nel DNA di Lancia. Nel 1997 la Reggia di Venaria è stata nominata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Tra le sue maggiori attrazioni vi è la Galleria Grande caratterizzata da 44 ampie finestrature sui lati lunghi e da 22 grandi ovali posti sulla volta, che consentono un gioco di luci e penombre tali da esaltare la varietà degli infiniti decori e delle due esedre, suggestionando inesorabilmente i visitatori. https://www.media.stellantis.com/it-it/lancia/press/lancia-design-day-il-primo-evento-della-nuova-era-di-lancia
  8. Wolff dubbioso: “Non credo che saremo subito in lotta per il titolo” Il team principal della Mercedes non si sbilancia sulle aspettative per il 2023, tanto da non credere nel ritorno immediato per la vittoria del mondiale ... Tuttavia, il primo a mettere in discussione questa missione è proprio il team principal Toto Wolff. In un’intervista riportata da gpfans.com, il manager austriaco non ha voluto sbilanciarsi sulle aspettative per il prossimo mondiale, tanto da non essere convinto che la squadra potrà tornare subito a livelli di competitività tali da poter rientrare in battaglia per la conquista del titolo: “Non sono mai fiducioso – ha ammesso Wolff – sono un tipo da bicchiere mezzo vuoto, non credo mai che il lavoro che stiamo facendo sia buono a sufficienza. Non sono affatto sicuro che riusciremo a tornare in una posizione tale da poter competere per il campionato. Bisogna riconoscere che la concorrenza è forte, ma faremo tutto ciò che è in nostro potere per fissare i nostri obiettivi in alto e cercare di raggiungerli”. https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/wolff-dubbioso-non-credo-che-saremo-subito-lotta-per-titolo-641969.html ---
  9. L’Orgia del Potare A tradire Mattia Binotto sono state l’incapacità di delegare e l’ansia di fare il vuoto attorno a sé. È la storia Ferrari che si ripete A chi, memore dei bei tempi andati, gli faceva notare davanti a una pizza quanto fosse utopistico rivestire contemporaneamente il ruolo di Jean Todt e Ross Brawn, rispondeva laconico che non aveva scelta, perché “non posso fidarmi di nessuno”. Anni dopo e tuttora in assenza di un’ufficialità ormai fuori tempo massimo, Mattia Binotto deve fare, come tutti, i conti con storia e coscienza. Sono in tanti, a Maranello, a giurare che in Ferrari non gli sia rimasto più un santo in paradiso. Ma mi lascia un po’ perplesso l’ostinazione diffusa ad associare la sua caduta in disgrazia – questa sì, assodata – con i risultati sportivi della Scuderia. Certo, a parità di tempo trascorso – quattro anni – la ‘sua’ Ferrari ha vinto la metà delle gare rispetto alla gestione del suo predecessore; sette, comprese le tre del 2019, sulle quali aleggerà per sempre un’ombra di sospetto, colpevolmente mai chiarita dalla FIA. Ma alla fine, il risultato nel mondiale è analogo. Secondi, eterni secondi. Persino l’AD Vigna adesso tira fuori la tagliente definizione coniata da Enzo Ferrari (“il secondo è il primo degli sconfitti) palesando, finalmente, una cultura aziendale che non si era vista con Mauro Forghieri. La realtà si misura coi numeri, ma i numeri non bastano a spiegarla. Gennaio 2019, un sabato pomeriggio. Mattia non ha ancora preso pieno possesso dell’ufficio all’angolo dei due corridoi, quello riservato al Team Principal, dal quale Maurizio Arrivabene ha fatto sgomberare le sue sculture psichedeliche in materiale plastico. Per un po’ rimarrà nel bunker vetrato al quale, negli anni, tanti ingegneri hanno bussato dopo un improvviso ridimensionamento del loro ruolo, con la stessa frase sulle labbra: “Ma ti ho fatto qualcosa?”, per sentirsi rispondere che no, anzi, ma le circostanze imponevano di voltare pagina. È sabato, appunto, e le sale della GeS non sono piene come al solito di attività. Il neo team principal discute animatamente con un gruppo di tecnici. Non sono motoristi. Non sono aerodinamici. Non sono telaisti. Sono idraulici, sono gli operai venuti a riparare i bagni di Maranello. E MB (come lo chiamano tutti, ormai, sul lavoro e anche fuori) li sta catechizzando sull’uso dei sifoni e il montaggio dei rubinetti. Ora, è comprensibile che un dirigente di squadra ci tenga alla struttura in cui lavora, tanto più che quell’edificio rosso e nero ha contribuito a disegnarlo (anzi, i maligni dicono che sia l’unica cosa che ha progettato in vita sua). Però si suppone che, arrivato al vertice, il capo della Ferrari F1 abbia altre cose a cui pensare. E invece questo episodio, quasi anedottico nella sua apparente irrilevanza, è l’icona di un atteggiamento che ha portato all’attuale situazione. Non sta certo a me dare suggerimenti a Mattia Binotto. Sarebbe davvero ridicolo che un team principal, sia pure uscente, chiedesse consigli a un addetto stampa già uscito. Ma resta il fatto che a tradire Binotto è stato soprattutto Mattia. Da quasi quattro anni la Ferrari non ha più un vero direttore tecnico. Le funzioni che erano state di James Allison e poi dello stesso Binotto, il neo capo supremo se le era arrogate, insieme – per un certo periodo – a quella di responsabile ad interim della comunicazione. Parliamo di una persona di grandi capacità, che parla bene tre lingue (in tedesco, mi disse, a scuola era sempre stato scarso) e sul lavoro privilegia la quantità. Uno stakanovista del Cavallino con un’invidiabile capacità – quella che era stata anche di Todt – di conoscere pregi, difetti e debolezze di ogni collega, fino al meno esperto dei meccanici. Ma proprio questa ‘cultura ferrarista’, questo vivere l’azienda a tutto tondo, si è tradotta in un boomerang affilato. Quando ero in Ferrari, a Mattia piaceva organizzare cene con quattro o cinque colleghi. Cene piacevoli, perché sa mangiare, sa bere e sa stare in compagnia (a patto che non sia lui a guidare). Durante uno di questi ritrovi, vicino a Barcellona, uno dei tecnici di più lunga militanza e fedeltà gli disse: ma tanto tu, se uno non ti va bene, lo seghi, lo fai fuori. Lì per lì mi sembrò divertente. Binotto però rise molto meno; e mi è rimasto il sospetto che anche in quelle circostanze fosse incapace di rilassarsi, di ridere un po’ di sé stesso. E che usasse anche le cene come strumento per capire chi stava con lui e chi no. Uomo di autentica e provata fede ferrarista, arrivato a un certo punto mal sopportava di avere qualcuno sopra la sua testa. Ed era disposto a tutto pur di averla vinta. Nel testa a testa con Arrivabene, a fine 2018, pesò – anche – lo spettro di un suo passaggio alla Racing Point, allora team satellite Mercedes, con le immaginabili conseguenze che ne sarebbero derivate. Per un uomo della sua intelligenza, gli sono attribuite cadute di stile incredibili, come aver rimproverato colleghi di rango inferiore perché salutavano Toto Wolff o applaudivano Hamilton sotto il podio. Ma oggi, nel giudizio (quello esterno, almeno) pesano soprattutto le indecisioni del muretto, l’incapacità di portare a casa il mondiale con una monoposto uscita vincente dalla matita del gruppo di lavoro. Se mi permettete, ho un punto di vista un po’ trasversale. Il male della Ferrari non è uscire con le gomme da bagnato sulla pista asciutta. Quello, col tempo, si può mettere a posto. Il male della Ferrari è sbagliare le gomme e poi, in debriefing e nelle interviste, avere qualcuno che sostiene che in fondo non era la decisione sbagliata. Mettere a posto quello è un po’ più difficile. Sconfitta di Binotto, vittoria di Leclerc? Sono rimasto sconcertato leggendo, nell’anticipazione del ‘Corriere’, che la notizia era trapelata quasi per caso da ambienti vicini all’entourage di Charles. Una precisazione eccessiva, che sembra inserita non a caso e che certo non fa bene all’immagine del pilota. Un siluro lanciato dalla nave che affonda? Chissà. Da più di un anno i rapporti si erano guastati e le attestazioni ufficiali di stima e cordialità – per Leclerc, per Benedetto Vigna, per un John Elkann sempre più attratto dal programma Le Mans – servivano a ben poco. Non mi risulta che sia stato Charles o qualcuno a lui vicino a lanciare il sasso, ma potrei sbagliarmi. Ma senza Binotto, anche Leclerc, come Sainz, come tutti, pagherà il peso del disorientamento. Prima, tanti ferraristi lamentavano – in privato – la mancata percezione di una leadership. Adesso la leadership non ce l’hanno proprio. Puntare su Fred Vasseur – al termine di una serie incredibile di rifiuti – è una scelta in apparenza strana. Un uomo vicino a Tavarez e al gruppo Stellantis, che rafforza l’impressione di una Ferrari controllata da una dirigenza più francese che italiana. Ma anche un uomo dalle abitudini lavorative ben diverse da quelle di un Todt o di un Binotto, disposto anche a dormire in azienda, mentre Vasseur in Svizzera divideva il suo impegno F1 con le tante attività esterne, dalle categorie minori alla Formula E. Soprattutto, però, mi chiedo che succederebbe, a livello di immagine, se il Milan, la Juve, il Napoli o l’Inter restassero senza allenatore e si rivolgessero – senza offesa! – a quelli di Cremonese e Sampdoria. Tanti auguri a Binotto per quello che farà, qualsiasi cosa sia. E soprattutto coraggio, Ferrari. https://www.formulapassion.it/opinioni/alberto-antonini/lorgia-del-potare-ferrari-binotto-leclerc-arrivabene-maranello-641902.html --- Il lungo addio La separazione tra Mattia Binotto e la Ferrari sembra ormai essersi consumata, dopo un estenuante tira e molla [Rassegna stampa] – Prima del GP di Abu Dhabi erano filtrate ai media, nazionali e successivamente internazionali, le prime indiscrezioni. Poi era arrivata la ferma smentita della Ferrari, che aveva definito speculazioni “prive di fondamento” le ipotesi secondo cui Mattia Binotto non sarebbe stato alla guida della Scuderia nella stagione 2023, cedendo il timone ad altri e – più probabilmente – all’attuale boss dell’Alfa Romeo, Frederic Vasseur. Nella giornata di venerdì, nuovamente, è stato il Corriere della Sera a rilanciare la questione, ribadendo che sì, le ore di Binotto alla guida della Gestione Sportiva erano contate e che il team principal – il cui contratto sarebbe scaduto al termine del campionato 2023 – era pronto alle dimissioni. Per il momento a questo scenario ipotizzato dalla carta stampata non ha ancora fatto seguito alcun comunicato ufficiale dal Ferrari. Non è però passato inosservato il fatto che stavolta non sia arrivata nemmeno alcuna smentita formale dai vertici del Cavallino. Ad aggiungere pepe ad una situazione già estremamente intricata è stata poi la precisazione – apparsa ai più quantomeno insolita – fatta dagli stessi giornalisti del Corriere della Sera, che hanno sottolineato come la conferma dell’addio di Binotto sia arrivata da persone vicine a Charles Leclerc. Un ulteriore inghippo che rischia di mettere un carico da novanta sulle spalle del monegasco in vista della prossima stagione, specialmente se davvero a prendere il posto di Binotto dovesse essere Vasseur, figura notoriamente amica del #16 rosso. Su tutti i quotidiani italiani, intanto, ha trovato spazio la notizia della frattura definitiva tra la Ferrari e l’uomo che dal 2019 riveste il ruolo di team principal, dopo aver lavorato a Maranello occupando diverse mansioni per quasi tre decadi. “Chi conosce John Elkann parla di una volontà presente da tempo […] – scrivono proprio sul Corriere della Sera Daniele Sparisci e Giorgio Terruzzi – il che rende le modalità di questo divorzio preoccupanti, visto che non è stato ancora ingaggiato un sostituto. […] È stata una agonia […] costellata di silenzi e tentennamenti […], atteggiamento che pone interrogativi se pensiamo al peso del marchio Ferrari. […] Il ruolo di Leclerc, dato da molti come influente, verrà chiarito in futuro. Charles si chiama fuori, sa che ogni illazione circa una sua responsabilità rischia di trasformarsi in un peso. In realtà crediamo che Elkann abbia applicato una propria convinzione […]. Condividendo la scelta con l’a.d. Vigna, desideroso di far valere il proprio ruolo. Non a caso si ipotizza una nomina ad interim dello stesso Vigna, in attesa di ufficializzare il sostituto di Binotto […]“. “[…] Nel nome di un processo di crescita, della continuità e dell’immaturità al successo, Binotto paga il fatto di aver usato una mano troppo morbida per correggerei difetti – scrive Alessandra Retico su Repubblica – Malumori anche tra i piloti […]. In particolare Leclerc, che si è sentito forse poco valorizzato rispetto a un Sainz scelto da Binotto per rimpiazzare Vettel. Con l’obiettivo del risultato di squadra, il manager non ha mai voluto stabilire una gerarchia tra i suoi alfieri. […] stavolta la Scuderia non smentisce. Lavora a concludere il lungo addio […]. Binotto non sentirebbe più l’appoggio della dirigenza, nonostante abbia sostenuto anche negli Emirati di averlo, per il medio e lungo termine […]“. “[…] Il 2022 era l’occasione del riscatto – sottolinea Stefano Mancini su La Stampa – Adesso le aspettative scivolano in avanti di un altro anno. Il nuovo team principal troverà una vettura le cui caratteristiche tecniche fondamentali sono già definite. Ma è sul gioco di squadra che dovrà lavorare“. https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/il-lungo-addio-ferrari-binotto-leclerc-vasseur-maranello-elkann-2023-641901.html
  10. [Fotoritocco] --- Central European Rally 2023: il WRC in Germania, Repubblica Ceca e Austria ... Il Rally dell’Europa centrale inizierà a Praga, prima di una serie di prove speciali diverse e impegnative conducano i concorrenti nella Repubblica Ceca, in Austria e nella Bassa Baviera, in particolare nei distretti di Freyung-Grafenau e Passau. Il rally dovrebbe concludersi a Passau. Nella città tedesca non solo si incontrano tre fiumi, ma, dopo aver attraversato tre nazioni, anche lì il Rally dell’Europa Centrale giungerà a una degna conclusione con la cerimonia del podio. Grazie alla sua posizione centrale nella regione che comprende questi tre paesi, Passau sarà al centro del rally per quattro giorni e ospiterà anche il parco assistenza nel quartiere fieristico. ... Il presidente dell’ADAC Sport Dr. Gerd Ennser: “Siamo lieti che il FIA WRC stia tornando in Germania nel 2023 e includerà le tappe collaudate dell’ADAC 3-Städte-Rallye nei distretti di Freyung-Grafenau e Passau nella regione di Bassa Baviera. L’organizzazione congiunta con l’Autoclub della Repubblica Ceca e l’AMF è un importante simbolo di comprensione internazionale e creerà intensi legami in questa regione e oltre. Con i nostri partner forti, faremo di questo round del campionato del mondo un grande esperienza per spettatori e visitatori provenienti da tutta Europa. Con la sua tecnologia e i suoi carburanti pionieristici, il FIA WRC è un campionato mondiale in cui le persone possono sperimentare il Motorsport sostenibile e moderno. Questo rende il Rally dell’Europa centrale un grande evento sportivo europeo e un round del campionato del mondo che si adatta perfettamente all’ADAC.” Jan Štovíček, Presidente dell’Autoklub della Repubblica Ceca e membro del FIA World Motorsport Council: “Il FIA World Rally Championship nella Repubblica Ceca è un sogno dei nostri fan da molte generazioni. E insieme ai nostri amici delle nostre federazioni partner in Germania e Austria, siamo riusciti a realizzarlo. Il rally è una delle discipline più popolari del Motorsport nel nostro paese, molti fan cechi sono appassionati del campionato del mondo e ora possono vederlo per la prima volta a casa! La profonda tradizione dell’industria automobilistica ceca, possiamo anche guardare al Campionato del mondo di rally con orgoglio per soddisfare l’eredità dei nostri antenati, i pionieri dell’automobilismo. Il concetto del Rally dell’Europa centrale è stato sviluppato in linea con le ultime tendenze nell’organizzazione grandi eventi sulla base della cooperazione transfrontaliera, come abbiamo visto in altri sport. Credo che oltre a esperienze indimenticabili e una maggiore consapevolezza internazionale del Repubblica Ceca come superpotenza del Motorsport, sarà anche un contributo significativo al turismo e all’economia del nostro paese. L’unicità del Rally dell’Europa Centrale sarà sicuramente accresciuta dall’intenzione di iniziarlo a Praga, il cuore dell’Europa. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione dell’idea di questa competizione e per la fiducia dei miei colleghi del FIA World Motorsport Council”. Univ.-Prof. Dr. Harald Hertz, Presidente della Federazione austriaca di sport motoristici AMF: “Siamo lieti e orgogliosi di poter presentare il FIA WRC in Austria nel 2023. La passione per il Motorsport gode di una lunga tradizione in Austria: essendo un paese europeo relativamente piccolo, abbiamo già ospitato per molti anni campionati del mondo di sport motoristici di alto livello come la Formula 1 e la MotoGP. La tradizione dei rally a Mühlviertel, lo Jänner Rallye e le prove speciali del 3-Städte-Rally, che abbiamo tenuto per anni in Alta Austria, sono prova di quanto sia importante il Motorsport in Austria. Gli eventi in Austria con il maggior numero di spettatori sono sempre eventi di Motorsport. Insieme ai nostri partner, faremo in modo che anche il FIA WRC attiri una grande folla. Tuttavia, il FIA WRC non è solo un’esperienza per gli appassionati di sport motoristici, ma anche un importante simbolo della cooperazione transfrontaliera in Europa”. https://www.rally.it/2022/11/central-european-rally-2023-il-wrc-in-germania-repubblica-ceca-e-austria?fbclid=IwAR3Z84Jn546SdZNoBVfQX6dHjPgJHOgmZ4pzjhXF5ijYF0Ra2nYeodGSsGw
  11. Ferrari, Vigna: “Non sono soddisfatto del secondo posto” Le parole dell'amministratore delegato della Casa di Maranello che ha sottolineato citando il fondatore Enzo che "il secondo è il primo dei perdenti" ... L’intervento di Vigna risale a martedì dunque è precedente alle indiscrezioni odierne sulle dimissioni imminenti di Binotto: “L’ho detto in occasione dell’ultima trimestrale, non sono soddisfatto del secondo posto perché il secondo è il primo dei perdenti. Abbiamo fatto dei progressi, quindi sono soddisfatto dei progressi fatti, non sono soddisfatto del secondo posto. Credo che il team abbia le carte in regola per poter migliorare nel tempo”. Parole non certo decisive e inequivocabili in merito ad una netta insoddisfazione da parte della dirigenza nei confronti di Mattia Binotto. Se dovessero concretizzarsi le dimissioni del team principal, però, chi arriverà al posto dell’ingegnere reggiano saprà che avrà un solo obiettivo nel 2023: vincere il titolo mondiale. https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/ferrari-vigna-non-sono-soddisfatto-del-secondo-posto-binotto-elkann-dimissioni-leclerc-641867.html
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