Tutti i contenuti di Mazinga76
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Curiosità colorazione coperchio punterie barchetta
Non so esprimermi sull'originalità o meno. Però devo dire che colorata ci sta benissimo.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Sì, è tutto vero. Siccome la Clio III era cresciuta abbondantemente nelle dimensioni rispetto alla Clio II si era venuto a creare un vuoto eccessivo tra la piccola Twingo e il segmento immediatamente superiore. Si preferì dunque tenere ancora in vita la Clio II rinfrescandola nell'estetica e dandole il nome di "Clio Storia". Fu la stessa operazione commerciale messa in atto anche da altre case, come FIAT, quando uscì la terza generazione di Punto, e Peugeot, quando lanciò la 207. Entrambe le nuove nate sforavano il muro dei 4 metri, per cui fu necessario tenere in vita le precedenti generazioni, che nel caso di FIAT assunse la denominazione di "Punto Classic"; "206 Plus" per quanto riguarda invece Peugeot.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Onestamente non credo che negli anni '90 si potesse parlare di SEAT ancora come di una sottomarca, fatta eccezione per l'ormai vetusta Marbella, che restava sostanzialmente una variante meno evoluta della nostra Panda, il cui ruolo era semplicemente quello di auto da prezzo. Il processo di consolidamento dell'immagine tecnica e di marca non era forse del tutto completato, ma rispetto alla SEAT del decennio precedente (Fura, Ronda, Malaga) il passo in avanti fu globalmente enorme. Già l'Ibiza dell' 84 era una vettura che irrompeva nel segmento B con un'immagine e delle credenziali enormemente accresciute rispetto al recentissimo passato, tanto da non lasciarsi percepire come un'alternativa povera ad altre auto del segmento. Pienamente d'accordo invece sulla sottomotorizzazione dell'Ibiza II serie da parte di VW e sulla bruttezza di Corsa 5 porte.
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Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Col cognome ci sei andato vicino; la scritta sotto è "radiatorista".
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Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Questa credo di averla postata anche io anni fa. E' la Uno del mio meccanico/radiatorista di fiducia; la usa ancora quotidianamente come auto da lavoro, per girare tra autoricambi e autodemolizioni. Sulle fiancate è pubblicizzata la sua officina. Da dove salta fuori la ditta che vende climatizzatori? Nel Napoletano sì. Anche mio zio acquistò nel giugno '95 una Lancia Delta 1.6 targata "AA". Dipendeva dalla distribuzione territoriale dei lotti alfanumerici che non seguivano una logica cronologica esatta.
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Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Vista sempre da lontano, qualche volta dal balcone di casa mia. Non ho mai focalizzato il volto. Comunque è plausibile che prima la macchina appartenesse a qualcun altro; la donna deve essere stata l'ultima utilizzatrice e la usava come mulo da battaglia.
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Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Non credo siano le luci della targa; hanno tutta l'aria di essere dei sensori after market, di cui uno è rimasto appeso. Uuuuhhh, mi dispiace! Questa è stata per anni un mio incontro molto frequente; diversi anni fa la fotografai anch'io e la pubblicai qui, quando ancora era in condizioni più che meritevoli. Avevo l'impressione che fino a un certo periodo sia stata tenuta con molta cura, nonostante fosse usata quotidianamente. Poi all'improvviso iniziai a vederla deperire rapidamente, come se ormai non interessasse più. Tra l'altro, la proprietaria abita in una traversa privata non molto lontano da casa mia e spesso si fermava sotto casa mia per andare al bar affianco.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Che Y e Ypsilon fossero auto diverse non ci piove. Quello che non torna è che Autobianchi/Lancia Y10 e Y vengano considerate alla stregua di un modello unico quando non è affatto così, anche di più che per Y e Ypsilon. A cominciare dal marchio Autobianchi che era solo di Y10 mentre la Y era solo Lancia; strutturalmente erano due macchine totalmente diverse e anche due segmenti diversi.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Per me la I serie della Matiz aveva una linea riuscitissima, pulita, della quale non saprei trovare qualcosa fuori posto. Gradevole ma un po' "sporcata" nei successivi restyling. Aveva una linea di gran lunga più aggraziata della contemporanea Atos; grida ancor oggi vendetta il rifiuto di FIAT.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
La Lupo, con gli occhioni tondi, mi ha sempre fatto più simpatia. Non che mi facesse impazzire, ma la trovavo più personale. L'Arosa, segnatamente la prima serie, mi sembrava decisamente più anonima. Migliorò molto però col restyling, soprattutto al posteriore grazie ai nuovi gruppi ottici molto più particolari e originali. Non di rado vedevo proprietari di Lupo che montavano i fanali posteriori di Arosa.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Eh sì. Anzi, forse da questa foto è anche più chiaramente visibile ...
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Ma, sbaglio o il presunto tappetino di moquette, lì nel vano portaoggetti, altro non è che la moquette di rivestimento del tunnel centrale? In pratica sembrerebbe che il mobiletto che raccorda la console con il tunnel sia aperto sotto e semplicemente calzato sul tunnel.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Le Quadrifoglio Oro erano decisamente rare, ma qualcuna in giro me la ricordo. Quello che trovavo incomprensibile erano i cerchi verniciati di nero nella parte centrale, di una bruttezza inenarrabile. Non capisco nelle intenzioni della casa cosa avrebbero dovuto dare in più all'immagine della vettura quei cerchi verniciati a quel modo. Semmai il top di gamma avrebbe meritato direttamente i cerchi in lega, come avveniva per la concorrente Delta LX.
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Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Questa la conosco bene. La beccai a Cardito, nel piazzale di un noto caseificio, e la postai anche io su questo topic diversi anni fa, quando ancora era in condizioni perfette, probabilmente acquistata usata da poco. In seguito la vedevo ancora girare di tanto in tanto, poi non l'ho più vista. Fa un certo effetto vederla ridotta così rispetto a come me la ricordavo.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Ecco, l'ultimo è il motivo esatto per il quale la Beta Montecarlo non fu sviluppata come avrebbe meritato. La Lancia dei tempi godeva ancora di un'aura di prestigio più o meno consolidata e del ritorno d'immagine che le veniva dalle competizioni sportive. Una Lancia forte sarebbe stato un problema interno di non poco conto, fino a ledere la maestà del Cavallino.
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Motocarri d'antan
Questo lo ignoro, sinceramente. Ma credo che dai primi anni '90, con l'arrivo del Porter prima e del Quargo poi, Piaggio abbia orientato definitivamente i suoi veicoli da trasporto medio/leggero dalle tre alle quattro ruote. Per il piccolo trasporto leggero di prossimità, anche se non è un erede dell'Ape in senso stretto, l'ultimo tre ruote da trasporto concepito da Piaggio è stato il 3W Delivery, da quasi un quintale di portata totale, oggi ampiamente presente nelle flotte di Poste Italiane.
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Motocarri d'antan
Ma come sarebbe "non vi è alcuna traccia dell'Ape"?? Io non ho fatto nessuna ricerca Google, ci sono arrivato dal sito ufficiale: Basta scorrere la home page fin giù e trovi la dicitura "Gamma Classica - Ape", clicchi sopra e si apre la pagina dedicata con tutte le informazioni. C'è anche la lista regione per regione dei dealer autorizzati alla vendita degli Ape; è un PDF in due pagine aggiornato al 2023, quindi è attualissimo. Poi magari le informazioni tecniche non saranno aggiornate, ma è impossibile pensare che non sia ancora ufficialmente a listino. Il listino IVA inclusa, in vigore dal 1° gennaio 2023, va dai 7141 € del pianale standard ai 7549 € del furgonato, franco concessionario e messa su strada esclusa.
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Motocarri d'antan
Sul sito Piaggio Commercial l'Ape 50 è presente in tutte le sue versioni: Pianale; Cross; furgonato oltre al telaio nudo da allestire. Prezzi da 6500 € circa.
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Motocarri d'antan
Ma, in realtà, l'Ape completamente nuovo e totalmente diverso da quelli degli anni '60 fu il TM del 1983, il cui design fu curato nientepopodimeno che da Giugiaro. Fu prodotto fino al 2016 con piccolissimi aggiornamenti di dettaglio. Personalmente trovo questo design riuscitissimo e ancora attuale. La mano di uno che di design se ne intende si vede eccome. Da noi dovrebbero essere rimasti solo i 50 cc.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
I vetri posteriori discendenti credo li avesse l'Alfetta Gt/Gtv. L'Alfasud sprint/Sprint credo avesse dei normali vetri ad apertura a compasso.
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Motocarri d'antan
Ovviamente sterzava. Giravi il manubrio da un lato o dall'altro e sterzavi.
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Motocarri d'antan
Esatto, tutti hanno iniziato così. La capostipite è stata ovviamente la Piaggio con il celeberrimo Ape del 1948, in pratica una Vespa faro basso col cassone (lo ebbe mio nonno paterno negli anni '50) : Poi a seguire tutti gli altri, tra cui l'Aermacchi M.B. 8 (in pratica l'antenato del Bremach)... E il Moto Guzzi Ercole, la cui prima versione era una moto cassonata... Io ricordo anche il Piaggio Ciao Porter; quando ero bambino era molto usato soprattutto come mezzo della N.U. per il trasporto di bidoni e scope...
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Lessi già da qualche parte, tempo fa, che nel delirio totale di marchi e accostamenti di loghi uno dei motivi era proprio questo, lo smaltimento fino a esaurimento scorte di componentistica già marchiata coi precedenti loghi. Altra motivazione che lessi, alquanto cervellotica, fu di natura commerciale: In pratica si volle accompagnare il passaggio da un marchio all'altro nel modo più lento possibile, affiancando e a poco a poco sostituendo i vecchi marchi con il nuovo. In pratica, nelle intenzioni del marketing, questa politica avrebbe dovuto rassicurare e tranquillizzare la clientela che proveniva da SIMCA. Ne scaturì che durante le fasi del passaggio vi furono esemplari marchiati addirittura con tre scritte/loghi: Chrysler-SIMCA-Talbot. Lascio a voi il giudizio se questa politica avesse un costrutto oppure no.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Assolutamente d'accordo. Spulciando tra le caratteristiche della Sunbeam troviamo che è lunga 3,83 m per una larghezza di 1,60 m. Sono dimensioni che nel 1977 sforavano e di parecchio quelle medie del segmento B, avvicinandola di parecchio, se non proprio entrandovi, nel segmento superiore. Se prendiamo come esempio alcune rappresentanti del segmento come la FIAT 127 contemporanea ci accorgiamo che era lunga 3,65 m x 1,53 m; la Renault 5 misurava 3,52 m x 1, 53 m; la Ford Fiesta 3,57 x 1,57; la Volkswagen Polo 3,51 m x 1,56 m; la Peugeot 104 3,62 m x 1,52 m. Le dimensioni della Sunbeam si raggiungeranno nel segmento B circa due decenni dopo. Va da sé che, al netto della motorizzazione entry level, la Sunbeam sia stata più un'alternativa a tre porte della Horizon, anche un po' originale se vogliamo, che una vera e propria utilitaria in senso stretto. A pensarci bene, qualcosa di molto simile si ebbe qualche anno dopo anche in casa Alfa Romeo con Arna e Alfa 33, con la prima che teoricamente si posizionava nel segmento inferiore ma nella realtà era una macchina che per dimensioni (4,00 m x 1,62 m) sopravanzava la Uno e le altre B del tempo di gran lunga. Addirittura in configurazione 5 porte poteva in qualche modo sovrapporsi all'Alfa 33, visti i pochi cm che le separavano.
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Stellantis Heritage Hub
Perché erano a cinque dadi invece che quattro e sopportavano meglio i quintali in più della blindatura.