Tutti i contenuti di Mazinga76
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
La Lupo, con gli occhioni tondi, mi ha sempre fatto più simpatia. Non che mi facesse impazzire, ma la trovavo più personale. L'Arosa, segnatamente la prima serie, mi sembrava decisamente più anonima. Migliorò molto però col restyling, soprattutto al posteriore grazie ai nuovi gruppi ottici molto più particolari e originali. Non di rado vedevo proprietari di Lupo che montavano i fanali posteriori di Arosa.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Eh sì. Anzi, forse da questa foto è anche più chiaramente visibile ...
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Ma, sbaglio o il presunto tappetino di moquette, lì nel vano portaoggetti, altro non è che la moquette di rivestimento del tunnel centrale? In pratica sembrerebbe che il mobiletto che raccorda la console con il tunnel sia aperto sotto e semplicemente calzato sul tunnel.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Le Quadrifoglio Oro erano decisamente rare, ma qualcuna in giro me la ricordo. Quello che trovavo incomprensibile erano i cerchi verniciati di nero nella parte centrale, di una bruttezza inenarrabile. Non capisco nelle intenzioni della casa cosa avrebbero dovuto dare in più all'immagine della vettura quei cerchi verniciati a quel modo. Semmai il top di gamma avrebbe meritato direttamente i cerchi in lega, come avveniva per la concorrente Delta LX.
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Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Questa la conosco bene. La beccai a Cardito, nel piazzale di un noto caseificio, e la postai anche io su questo topic diversi anni fa, quando ancora era in condizioni perfette, probabilmente acquistata usata da poco. In seguito la vedevo ancora girare di tanto in tanto, poi non l'ho più vista. Fa un certo effetto vederla ridotta così rispetto a come me la ricordavo.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Ecco, l'ultimo è il motivo esatto per il quale la Beta Montecarlo non fu sviluppata come avrebbe meritato. La Lancia dei tempi godeva ancora di un'aura di prestigio più o meno consolidata e del ritorno d'immagine che le veniva dalle competizioni sportive. Una Lancia forte sarebbe stato un problema interno di non poco conto, fino a ledere la maestà del Cavallino.
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Motocarri d'antan
Questo lo ignoro, sinceramente. Ma credo che dai primi anni '90, con l'arrivo del Porter prima e del Quargo poi, Piaggio abbia orientato definitivamente i suoi veicoli da trasporto medio/leggero dalle tre alle quattro ruote. Per il piccolo trasporto leggero di prossimità, anche se non è un erede dell'Ape in senso stretto, l'ultimo tre ruote da trasporto concepito da Piaggio è stato il 3W Delivery, da quasi un quintale di portata totale, oggi ampiamente presente nelle flotte di Poste Italiane.
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Motocarri d'antan
Ma come sarebbe "non vi è alcuna traccia dell'Ape"?? Io non ho fatto nessuna ricerca Google, ci sono arrivato dal sito ufficiale: Basta scorrere la home page fin giù e trovi la dicitura "Gamma Classica - Ape", clicchi sopra e si apre la pagina dedicata con tutte le informazioni. C'è anche la lista regione per regione dei dealer autorizzati alla vendita degli Ape; è un PDF in due pagine aggiornato al 2023, quindi è attualissimo. Poi magari le informazioni tecniche non saranno aggiornate, ma è impossibile pensare che non sia ancora ufficialmente a listino. Il listino IVA inclusa, in vigore dal 1° gennaio 2023, va dai 7141 € del pianale standard ai 7549 € del furgonato, franco concessionario e messa su strada esclusa.
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Motocarri d'antan
Sul sito Piaggio Commercial l'Ape 50 è presente in tutte le sue versioni: Pianale; Cross; furgonato oltre al telaio nudo da allestire. Prezzi da 6500 € circa.
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Motocarri d'antan
Ma, in realtà, l'Ape completamente nuovo e totalmente diverso da quelli degli anni '60 fu il TM del 1983, il cui design fu curato nientepopodimeno che da Giugiaro. Fu prodotto fino al 2016 con piccolissimi aggiornamenti di dettaglio. Personalmente trovo questo design riuscitissimo e ancora attuale. La mano di uno che di design se ne intende si vede eccome. Da noi dovrebbero essere rimasti solo i 50 cc.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
I vetri posteriori discendenti credo li avesse l'Alfetta Gt/Gtv. L'Alfasud sprint/Sprint credo avesse dei normali vetri ad apertura a compasso.
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Motocarri d'antan
Ovviamente sterzava. Giravi il manubrio da un lato o dall'altro e sterzavi.
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Motocarri d'antan
Esatto, tutti hanno iniziato così. La capostipite è stata ovviamente la Piaggio con il celeberrimo Ape del 1948, in pratica una Vespa faro basso col cassone (lo ebbe mio nonno paterno negli anni '50) : Poi a seguire tutti gli altri, tra cui l'Aermacchi M.B. 8 (in pratica l'antenato del Bremach)... E il Moto Guzzi Ercole, la cui prima versione era una moto cassonata... Io ricordo anche il Piaggio Ciao Porter; quando ero bambino era molto usato soprattutto come mezzo della N.U. per il trasporto di bidoni e scope...
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Lessi già da qualche parte, tempo fa, che nel delirio totale di marchi e accostamenti di loghi uno dei motivi era proprio questo, lo smaltimento fino a esaurimento scorte di componentistica già marchiata coi precedenti loghi. Altra motivazione che lessi, alquanto cervellotica, fu di natura commerciale: In pratica si volle accompagnare il passaggio da un marchio all'altro nel modo più lento possibile, affiancando e a poco a poco sostituendo i vecchi marchi con il nuovo. In pratica, nelle intenzioni del marketing, questa politica avrebbe dovuto rassicurare e tranquillizzare la clientela che proveniva da SIMCA. Ne scaturì che durante le fasi del passaggio vi furono esemplari marchiati addirittura con tre scritte/loghi: Chrysler-SIMCA-Talbot. Lascio a voi il giudizio se questa politica avesse un costrutto oppure no.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Assolutamente d'accordo. Spulciando tra le caratteristiche della Sunbeam troviamo che è lunga 3,83 m per una larghezza di 1,60 m. Sono dimensioni che nel 1977 sforavano e di parecchio quelle medie del segmento B, avvicinandola di parecchio, se non proprio entrandovi, nel segmento superiore. Se prendiamo come esempio alcune rappresentanti del segmento come la FIAT 127 contemporanea ci accorgiamo che era lunga 3,65 m x 1,53 m; la Renault 5 misurava 3,52 m x 1, 53 m; la Ford Fiesta 3,57 x 1,57; la Volkswagen Polo 3,51 m x 1,56 m; la Peugeot 104 3,62 m x 1,52 m. Le dimensioni della Sunbeam si raggiungeranno nel segmento B circa due decenni dopo. Va da sé che, al netto della motorizzazione entry level, la Sunbeam sia stata più un'alternativa a tre porte della Horizon, anche un po' originale se vogliamo, che una vera e propria utilitaria in senso stretto. A pensarci bene, qualcosa di molto simile si ebbe qualche anno dopo anche in casa Alfa Romeo con Arna e Alfa 33, con la prima che teoricamente si posizionava nel segmento inferiore ma nella realtà era una macchina che per dimensioni (4,00 m x 1,62 m) sopravanzava la Uno e le altre B del tempo di gran lunga. Addirittura in configurazione 5 porte poteva in qualche modo sovrapporsi all'Alfa 33, visti i pochi cm che le separavano.
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Stellantis Heritage Hub
Perché erano a cinque dadi invece che quattro e sopportavano meglio i quintali in più della blindatura.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Sunbeam e Horizon uscirono insieme, nel 1977, ancora sotto il marchio SIMCA.
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Motocarri d'antan
Dopo anni e anni in cui non ne vedevo più, nei giorni scorsi, per un paio di volte, ho visto passare un Bremach rosso sotto casa. La seconda volta l'ho riconosciuto dal motore, prima ancora di vederlo dal balcone. Sembrava in uno stato di conservazione ottimale; chi sa, forse rimesso a posto. Trasportava materiale edile, come la stragrande maggioranza dei Bremach che ho sempre visto dalle mie parti. La foto che pubblico è un'immagine di repertorio scattata dal balcone di casa mia e pubblicata nel luglio 2014 qui su Autopareri, nel topic degli avvistamenti. E poi, in quanto ad armi di distruzione di massa, il Moto Guzzi Ercole non era certo da meno... Mi sembra ancora di sentire nelle orecchie il suono martellante del motore... TUM TUM TUM... Sembravano dei movimenti tellurici.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Tre auto interessanti al tempo. La GT, a mio avviso, era veramente carina: Linea compatta e affusolata, con quei richiami evidentissimi alla Corvette che la rendevano molto attraente. Gli scenografici fari rotanti mi sono sempre piaciuti un sacco. Forse, rispetto alle altre due, scontava il fatto di essere meno versatile e fruibile (era una due posti senza un vero bagagliaio) e la mancanza di una motorizzazione veramente sportiva. Capri e Manta erano realmente concorrenti tra loro. La prima aveva un'offerta molto democratica, partendo da motorizzazioni popolari fino ad arrivare ai V6; la seconda, a mio modo di vedere, aveva una bella linea sportiva, anch'essa con evidenti richiami USA ma più sobria della GT. Entrambe erano delle coupè più vivibili della GT.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Per quanto riguarda la Manta è la prima serie, secondo me, a farsi preferire sulla seconda: Linea sportiva e bella da vedere, con non pochi richiami alle pony car americane del tempo. La seconda sacrificava tanta immagine sportiva sull'altare della praticità e della versatilità, tanto più nella versione tre porte.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Era regolarmente in vendita. Basta dare un'occhiata agli annunci di vendita e ne trovi quante ne vuoi. Comunque delle tre serie la III mi piaceva da morire.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Immagino tu volessi dire dell'Allegro. La Maestro uscirà nel decennio successivo.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Vabbè, ma proprio ragionando in senso lato e anche di più. Perchè A112 e 126 erano due prodotti agli antipodi che di più non si poteva. Non solo prezzi, prestazioni, motorizzazioni e quant'altro. Ma pure concettualmente, come dimensioni, come immagine, come clientela di riferimento. Cioè, voglio dire: Chi pensava di orientarsi verso un'A112 ci sta tutto che vagliasse come possibile alternativa una Mini e viceversa. Mentre la vedo improbabile che nel ventaglio delle alternative pensasse a una 126. Allo stesso modo la massaia, l'operaio, il/la giovane neopatentato/a e tutte quelle classi sociali proletarie che cercavano la 126 come mezzo piccolo ed economico per andare al lavoro, per le faccende quotidiane o come prima esperienza a quattro ruote, la vedo difficile che vagliassero come ipotesi alternativa l'A112.
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Con la Innocenti Mini il paragone mi sembra centratissimo. Con la 126 in che ottica sarebbero state concorrenti?
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Opuscoli di automobili da fine anni 50 a inizio 2000
Linea modernissima e di rottura quella della Giulietta '77. A me è sempre piaciuta da morire; l'unica cosa che mi ha lasciato sempre un po' perplesso è quel cruscotto piccolo che sembra quasi appoggiato sulla plancia dietro lo sterzo, e con quella strumentazione un po' minimalista e dalla grafica poco grintosa.