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Ario_

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Tutti i contenuti di Ario_

  1. Se continua a vendere significa che i costi variabili sono comunque coperti (altrimenti si smette di produrre). Dunque più si vende, più si coprono i fissi e più ci si avvicina alla quota di pareggio (magari si finisce in utile).
  2. Ma io posso capire che un modello non aggiornato nel tempo perda PARTE della sua valutazione. Non ho competenze tecniche per dire quanto, ma troverei plausibile un terzo, o anche metà, per arrivare a 2/3 dopo 10 anni (durata media di un modello). Se questi benedetti ADAS sballano tanto i risultati, si faccia una valutazione a parte. Oppure, se si introduce un'innovazione molto rilevante, sarebbe il caso di sperimentarla sulla migliore, per far vedere l'impatto, e non sulla peggiore.
  3. Non sono d’accordo. Se ricordo bene: Punto II è stata la più sicura del suo segmento, 500 è stata la prima citycar a 5 stelle (e difatti Audi si sentì in dovere di correre ai ripari), Giulietta fu la più sicura del suo segmento e credo che l’elenco potrebbe continuare. Nel complesso non mi risulta ci siano stati poi tanti modelli che abbiano preso meno di 5 stelle al lancio. Certo, se nonostante tutto questo il pubblico continua a dire che le italiane sono fragili, che le tedesche sono più sicure, a mettere in alternativa FIAT e Dacia, e continua a comprare in base a prezzo ed estetica, un’azienda ha il DOVERE di adeguarsi alle richieste del mercato. E questo spiega Panda e Ypsilon. Il pubblico non è in grado di scegliere? È compito del Parlamento legiferare in merito, non compito dell’azienda vendere cose che il mercato non vuole. Detto questo, rimane il punto di sopra: un test che giudica lo stesso elemento dando due valutazioni totalmente opposte, NON È AFFIDABILE. Sarebbe il caso di prendere provvedimenti in merito. Ad esempio, selezionando gli ADAS.
  4. Come dissi già per la Punto a suo tempo, un test che prova la stessa macchina e prima da 4 stelle e poi 0 non è serio. Punto. Posso capire che, per via dell'evoluzione tecnologica, si perda un 20%, mettiamo anche un 50%. Ma che si perda completamente tutto, no. Mettiamo che io mi sia fidato del test ed abbia acquistato proprio la Panda, e che abbia speso di più per avere le 4 stelle. Adesso lo stesso soggetto mi viene a dire che è il rottame meno sicuro che si possa trovare. Che credibilità può avere? A qual fine le case dovrebbero migliorare la sicurezza? Spendi un casino per prendere 5 stelle e, dopo 5 anni, ti ripetono il test dicendo che vali quanto una cinese che in sicurezza non ha speso nulla?
  5. Credo che in tutto il mondo (USA a parte) il mercato del lavoro si muove sul cosiddetto "canale informale", tanto più in Italia dove, fino a poco tempo fa, un contratto di lavoro era praticamente blindato (ed in parte tuttora). Proprio "scegliere dove andare" non esattamente. In una scuola di provincia la graduatoria di 3a fascia per Matematica (e non Matematica e Fisica o Matematica applicata) parte da 70 punti, un laureato con 110 e lode, ECDL e First di punti ne ha circa 30. Ha più possibilità rispetto a lettere che parte dai 100 punti sicuramente.
  6. Laureata in lettere classiche, con crediti anche per moderne, ma la chiamano sempre sul sostegno. Direi che pressoché in tutte le materie ci sono più posti che insegnanti, ma i concorsi non vengono indetti. Il risultato è che, se hai un bon punteggio, vieni chiamato come precario ogni anno, da novembre fino a giugno (così i presidi risparmiano) e ti fai 4 mesi di vacanze in NASPI. PS: il concetto di "buon punteggio" dipende dalla provincia e dalla materia. Si va da un minimo di 80 punti (una buona laurea e 4-5 anni di esperienza) a circa 200 (matematica in una provincia del sud). Per farti capire cosa significa il punteggio, considera che già negli anni 90 c'erano persone che lavoravano nelle scuole private gratis.
  7. Il problema è la tendenza a mescolare quelli che nella PA sono entrati negli anni 70-80 e la situazione attuale. Fino agli anni 90 l'insegnamento era un ottimo posto, si insegnava francese anche con la laurea in giurisprudenza (non mi chiedete perché) e si diventava di ruolo facendo il giro dalla graduatoria. La mia ragazza insegna da 4 anni, precaria come tutti i miei e suoi coetanei. La laurea basta solo per la teoria, perché per insegnare devi avere anche tutti i crediti universitari al posto giusto. Per farvi un esempio: per insegnare matematica NON BASTA la laurea in matematica. Per avere un posto decente in graduatoria, inoltre, occorre partire da un voto di laurea MINIMO di 100/110 e prendere un master universitario ogni anno. Attualmente lei è al 4° master e si è iscritta al 5°. Ma anche per chi ha cominciato ad insegnare negli anni 90 conviene studiare perché è facile diventare soprannumerari. Non vieni licenziato ma non è una bella situazione. Entrare nelle università, poi, è leggenda: metti in conto di lavorare almeno una decina di anni senza stipendio. La mia ragazza il primo anno fu mandata in provincia di Domodossola e partiva dalla provincia di Lecce. Si è trovata anche in paesi non collegati neanche dalla ferrovia, figurati dagli aeroporti. Ora si è "quasi" stabilizzata a 600km da Lecce, ed a Lecce non ci arriverà praticamente mai. Considerate che vivere fuori comporta spese non indifferenti, anche. Spesso ce ne si dimentica. Quanto alla violenza sugli insegnanti è roba all'ordine del giorno, e ormai riguarda anche alcuni licei. Nella scuola in cui è adesso i banchi vengono lanciati continuamente, ogni tanto me la ritrovo con lividi in faccia. Poi, i casi di "bullismo" propriamente detto, fortunatamente, sono ancora roba abbastanza rara da finire in cronaca. In sostanza fare l'insegnante non è come fare il manovale, ci mancherebbe, ma è un po' peggio del classico "posto fisso statale" per intenderci.
  8. I numeri, pur non eccezionali, sono buoni. Sembra anche emergere come la 500X aerodinamicamente sia un muro ed abbia una massa non indifferente, cosa che va a maggior gloria del motore. La storia appare diversa rispetto alle prime valutazioni. Certo va valutato anche il cambio.
  9. Sono daccordissimo con te sul principio. Purtroppo la pratica è diversa: corsi, tirocini formativi e, fino a poco tempo fa, addirittura retribuzioni simulate solo per accumulare punteggio, sono molto frequenti. Ha funzionato così nella maggior parte delle aziende in cui ho lavorato.
  10. Significa fare di tutto, se serve, anche fotocopie e ramazzare a terra, ma al contempo schivare tutti i demansionamenti. Raccogliere tutte le informazioni possibili: dalle chiacchere coi colleghi allo spiare le fotocopie di cui sopra. Guardare quello che fanno gli altri, impararlo, prevenirne gli errori. Fare ore di straordinari senza sperare vengano pagati. Trovare il tuo posto in azienda spingendo gli altri come se fossi in ascensore.
  11. Per esperienza è un attimo diventare "Cetto Impiegatizio" anche nel privato, il lavoro si deve rubare, e nel privato è più difficile che nel pubblico. Inoltre nel privato si tira avanti a contratti pessimi e superiori che ti fanno impazzire. Se sai fare le piadine, è molto meglio aprire la piadineria.
  12. Un colloquio di quel genere l'ho fatto in FCA Bank, prima ancora di sapere per quale posizione precisamente concorressi. Il massimo della follia, IMO, è stato il test Big Five per fare un tirocinio formativo di un mese in un'azienda composta da 10 persone (di cui una psicologa).
  13. Il tatuatore è stato indubbiamente fortunato, visto fino a dove si è dovuto spingere. ?
  14. L'estetica, purtroppo, è personale, ed a me piacciono molto le linee pulite.
  15. La verità è che è molto più bella delle Ferrari prodotte negli ultimi anni.
  16. Grazie. Considero Apple "una garanzia" sulla qualità dei prodotti, tuttavia preferisco Android con cui ho un minimo di confidenza in più e la sicurezza del supporto con qualunque applicazione. A mio parere, inoltre, i prezzi sono troppo gonfiati rispetto all'offerta. Visti, sembrano una buona scelta ma mi perdo un po' tra le versioni (e devo controllare la versione di Android offerta).
  17. Riuppo per chiedere un consiglio su un tablet. Ammetto di non capirne nulla e di non averne mai sentito l'esigenza prima. Mi serve qualcosa per utilizzare le app che su Windows non ci sono o non sono aggiornate, come PostePay o Netflix, pochi o niente giochi. A occhio i desiderata sarebbero: - Android, - ultimissima versione di Android (quale sia resterà sempre un mistero per me), - prestazioni sufficienti a non buttarlo via dopo 1 anno o appena esce un aggiornamento, - lo schermo va bene anche piccolino (tanto Netflix la vedo su Chromecast), - prezzo basso; - wi-fi + 4G sarebbe comodo. Aiuto, per favore!
  18. Questa vale? Altrimenti:
  19. Buono a sapersi il fatto che hanno eliminato l'obbligo del router. In effetti era una manovra di mercato molto sporca. Quanto alla concorrenza sleale hai ragione, ma finché non fanno operazioni palesi anche i concorrenti ci possono fare poco. Considera che dopo aver segnalato i problemi a Vodafone con il mio cellulare, ha cominciato a chiamarmi insistentemente Telecom per propormi la sua fibra! Devo prenderla in considerazione anch'io. Al netto delle segnalazioni di Jameson.
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