Aspetto di trovarmi in una soluzione simile alla tua in futuro, per analogie contrattuali e voglia di fare qualcosa di più "specialist" e più affine al percorso di studi.
Rispetto a me, oltre una serie di controindicazioni, hai però il grosso vantaggio di stare in casa, che è tutt'altro che poco: economicamente, in termini di stress e di percezione della vita lavorativa.
Perché è vero che alcune situazioni possono essere più stressanti di altre, ma è anche vero che stando lontano da casa, magari in una città non particolarmente attraente, vivi per lavorare 26 giorni al mese.
E mi sembra il minimo che in un cambiamento tu debba mettere in conto anche questa variabile.
Io al posto tuo cercherei una situazione più stimolante, ma senza fretta, nel giro di un annetto.
Quindi estenderei il contratto e mi presenterei altrove con quello in mano.
Recentemente un mio collega ha lasciato l'azienda dopo 3 anni di cui 2 di apprendistato, come te, con preavviso minimo (3 settimane).
Ci ha rimesso un po' di soldi per una serie di clausole (premi e ferie in parte non pagate), ma nessuno ha detto che si sia comportato male.