Tutti i contenuti di Mazinga76
-
Frecce arancioni nelle auto anni 80/90
L'obbligo delle frecce arancioni, in Italia, era soltanto per le vetture di nuova fabbricazione a partire da una certa data del 1975, se ben ricordo. Non saprei se proprio dal 1° gennaio o comunque una data di poco oltre. Quelle che erano già circolanti con le vecchie ottiche non erano soggette a nessun obbligo. Quelle che condividevano freccia/posizione nella stessa ottica, da quel momento uscivano di fabbrica con le luci di posizione integrate nella parabola dei fari, mentre l'ottica arancione era riservata esclusivamente alla freccia.
-
Pubblicità di auto storiche o quasi storiche
Più che per la pubblicità in sè, pubblico questa inserzione dell'IVECO, risalente al 1977, per il fatto curioso che nel messaggio pubblicitario venga più volte citata anche Lancia tra i marchi confluiti nella corporazione IVECO. Ma non mi risulta che Lancia abbia avuto una gamma commerciale/industriale dopo l'assorbimento da parte di FIAT, tanto meno che avesse modelli a suo marchio nel 1977...
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Peccato quel fanale rotto; è un pugno nell'occhio. La feritoia frontale, sotto il parabrezza; i cerchi a sei razze invece che cinque, e il fatto che sia un tre assi (anche se la visuale è coperta dalla Fiesta lo si percepisce), ci dicono che è un più grande 160. Probabilmente un 160 F 26 o qualcosa del genere. L'immatricolazione dell''86 non mi convince: A quei tempi c'era già la serie Turbo di IVECO. Probabilmente fine anni '70 o al più primi anni '80. La cella dovrebbe essere semplicemente coibentata; non vedo il compressore del frigo che dovrebbe trovarsi anteriormente, in corrispondenza dello spoilerone della cabina. A meno che non l'avesse in origine e in seguito sia stato rimosso.
-
La gamma Innocenti degli anni '90
Il basso di gamma con Seicento ---> Panda ---> Punto non credo fosse così mal assortito. Forse si volle rispolverare una politica che era stata sempre tanto cara a FIAT da decenni: Quella dell'auto che bada al sodo, senza fronzoli e senza velleità modaiole, di produzione estera. Fu così fin dalla fine degli anni '70 con le SEAT 124 D e 127; a seguire con la 128 jugoslava e le 127/147 brasiliane; dall''83 fino al '92 con le 126 polacche; a fine anni '80 le Duna e Uno CS, per finire dieci anni dopo con le Palio. Pienamente d'accordo. Anzi, per certi versi aveva un'immagine anche più particolare e originale rispetto alla più piccola. L'impressione è che, appunto, le sorti dell'Innocenti avessero già imboccato la strada del declino.
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Un paese asiatico, probabilmente ex colonia britannica. Forse Singapore...
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Stessa identica situazione sulla Delta 1.6 di mia zia. Evidentemente con la Tipo condivide proprio tutto tutto. Sull'altra sua macchina, la Y 1.2, il problema della lancetta ballerina si è presentato qualche anno fa, dopo la sostituzione della pompa e del galleggiante: in pratica finchè si va dritti è precisissima; quando curva a sinistra o a destra, la lancetta vira progressivamente verso il pieno o verso lo zero.
-
La gamma Innocenti degli anni '90
Quindi, mi pare di capire che dal 1° gennaio al 31 dicembre del 1990 eravamo negli anni '80...
-
La gamma Innocenti degli anni '90
Mi riferivo appunto a quel conflitto. Le immagini al TG della Zastava bombardata erano invece relative al conflitto in Serbia. Ho accavallato i ricordi dei due conflitti.
-
La gamma Innocenti degli anni '90
Credo che il motivo della prematura fine delle importazioni fu proprio quello. Ricordo qualche immagine dei TG dell'epoca che mostravano la fabbrica Zastava bombardata e sventrata, con le catene di montaggio semidistrutte con ancora le Yugo sopra. Quanto alle vendite, direi che partirono subito benone. Da me si diffusero con una certa rapidità e ad un certo punto se ne vedevano davvero tante. Il target della clientela era soprattutto fatto da persone anziane, pensionati e chiunque non badasse a nient'altro che non fosse un pezzo di ferro per andare da A a B. Nel mio vicinato ci fu una mini-colonia di tre Koral, tutte bianche, di cui due 45 e una 55. Le due 45 furono acquistate entrambe nuove da due pensionati, un ex tranviere e un geometra. La 55 invece era del '92, aveva i cerchi in lega, e fu acquistata usata, verso la metà degli anni '90, da una ragazza neopatentata, all'epoca poco più che ventenne, come auto da battaglia quotidiana. Inutile dire che nessuna delle tre è sopravvissuta: la prima a passare a miglior vita fu la 55, ridotta maluccio in men che non si dica sia di meccanica che di carrozzeria; le altre due, a morte degli anziani proprietari, deperirono in brevissimo tempo nelle mani dei figli per incuria pressochè totale, e quindi demolite. Ebbero in ogni caso una repentina parabola crescente cui seguì, altrettanto repentinamente, la parabola inversa. Un po' il destino che tocca a quasi tutte le low cost da prezzo e basta. Qualcosa di molto somigliante a quanto accaduto una decina d'anni fa, fatte le dovute proporzioni, con la dr 1, che pure qui da me se ne videro e qualcuna ancora si vede, salvo poi ben presto iniziare a vederle sui carri attrezzi dei demolitori prendere la via della pressa.
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Kadett E s.w. qui da me, a mio ricordo, fece veramente il botto; ne ricordo veramente tantissime in giro al punto da diventare un po' uno status symbol averne una. Un cugino di mia madre ai tempi ne ebbe addirittura due, una rossa, l'altra grigio metallizzato, entrambe Club ed entrambe, se la memoria non m'inganna, 1.6 D. A mio parere, si presentava con una linea davvero piacevole e indovinata, e fu tra le prime che contribuirono nel segmento C, ma anche in generale, a sdoganare definitivamente il concetto di familiare alla moda in luogo del vecchio stereotipo dell'auto commerciale e da lavoro. Del resto, anche limitando il confronto in casa Opel tra la precedente Kadett D caravan e la successiva, la differenza di immagine percepita era notevole. Un altro cugino di mia mamma, di Torino, ebbe un'Astra s.w. 1.6 GLS del '92, blu metallizzato. Su quest'auto ebbi modo anche di viaggiarci, nel settembre del '95, da Torino verso il Lago Maggiore. Era una bella macchina, comoda, spaziosa e andava parecchio: I 190 dichiarati pare ci fossero tutti. Però, che volete che vi dica, l'impatto che avevo avuto con la Kadett s.w. non lo ebbi con l'Astra che, per quanto una bella macchina, mi sembrava più normale nel contesto di ciò che offriva il mercato in quel momento. La Kadett s.w., forse insieme alla 33 giardinetta, mi diede più l'impressione di qualcosa di veramente nuovo che sparigliava le carte.
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Nutro più di un dubbio che questa Tempra S.W. sia ancora marciante: Ruote semisgonfie; vegetazione spontanea che inizia a spuntare intorno; specchietto guida semidistrutto con tanto di ragnatela tra lo stesso e il finestrino; marmitta appesa, la quale struscerebbe a terra con gli ondeggiamenti della marcia; cassette della frutta infilate alla rinfusa sotto. Diciamo che se non è già passata a miglior vita, temo lo sarà.
- Pubblicità di auto storiche o quasi storiche
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Se noti, i montanti del parabrezza sono separati; e le cerniere sono abbastanza sporgenti. Evidentemente il tetto deve essere comunque rimovibile, come una sorta di hard top.
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Dovrebbero essere degli spessori in gomma. Servono per l'appoggio del parabrezza quando viene ripiegato in avanti.
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Come sempre, sono da incorniciare la tua estrema chiarezza e facilità di esposizione dei concetti. Non potevi snocciolare e centellinare l'argomento in maniera più esaustiva. Disamina assolutamente perfetta che, per quanto mi riguarda, non ammette repliche.
-
Frecce arancioni nelle auto anni 80/90
Se ti riferisci a questa, ha montato le bianche a partire dal '59 fino alla fine della sua carriera, avvenuta nel '75. Sempre nel '75, se non vado errato, ci fu una normativa del CdS che prevedeva l'obbligatorietà della luce arancione per gli indicatori di direzione, quindi è probabile che sul filo di lana (la 500 fu prodotta fino ad agosto) anche la 500 sia stata adeguata con le plastiche arancio.
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Per non parlare del Volumetrico da 140 cv. La montava l'ultima serie della 128, a partire dal '76.
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Appunto. Anche 155 mi pare fosse posizionata come D, ma pure lei era una costola del segmento inferiore. Che facciamo, mettiamo nel C pure lei? E Lybra? Che superava solo di qualche cm Marea (addirittura la S.W. era un paio di cm più corta) e ne ricalcava quasi per intero motorizzazioni e cilindrate, pure lei è una C?
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Probabilmente non ci capiamo, spero di essere più chiaro: La tua classificazione, secondo il tuo modo di percepire quei determinati modelli, è un conto. E a me, tutto sommato potrebbe anche trovarmi parzialmente d'accordo. Ma, francamente, che quella o quell'altra automobile fosse di seg. C piuttosto che D, perchè io o tu abbiamo stabilito che sta meglio di qua piuttosto che là, non mi interessa. Quando parlerò di queste automobili ne parlerò come auto di seg. C oppure D o altro ancora secondo quelli che all'epoca erano i posizionamenti ufficiali di mercato che le case davano e che ho sempre conosciuto da letture decennali di riviste del settore. La Mègane Classic, tanto per dire, era giustamente una seg. C perchè era "solo" una Mègane a 3 volumi. La Marea, già nella scelta del nome, nonchè alcune differenze estetiche nel frontale (fari, maschera, paraurti ecc.) sottintendeva una chiarissima volontà di FIAT di spingere più in alto la sedan rispetto alla Brava. E detto per inciso, Marea non si percepiva affatto come una mera Brava a 3 volumi come invece era per la Mègane Classic. Capitolo motori: la soglia di accesso di Marea era l'1,6 litri e non l'1,4 (poi diventata 1.2) di Brava, a maggior conferma del fatto che FIAT aveva l'esigenza di diversificare i segmenti. Mègane Classic replicava fedelmente la gamma motori della 5 porte, a dimostrazione del fatto che non c'era nessuna intenzione (e nessuna necessità) di collocare la Classic più in alto, che di fatto non lo era. Marea inoltre aveva in gamma anche motorizzazioni 5L da 2 litri 147/154 cv e un 5L da 2,4 litri turbodiesel 124/131 cv che non erano esattamente motorizzazioni da seg. C e nel contempo non mi pare figurassero nella gamma Mègane, dove non avrebbero avuto ragione di esistere. Poi, per ciascuno di noi, può essere vero tutto e il contrario di tutto e potremmo discuterne da qui all'infinito. Io mi attengo alle classificazioni ufficiali e STOP.
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Può darsi, anche se non mi convince molto la tua tesi. In ogni caso, quali che fossero le intenzioni di FIAT, il posizionamento di mercato di riferimento quello era. Quattroruote, all'epoca autorevole rivista di settore, nella classifica di vendite per segmento le collocava tutte nel D, proprio insieme a tutte quelle che hai citato. Forse addirittura anche le Jetta/Vento/Bora e poi di nuovo Jetta, ma non vorrei ricordare male.
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Sicuramente di derivazione. Ma Regata, Tempra e Marea in gamma FIAT si collocavano un gradino sopra A Ritmo, Tipo e Bravo/a, quelle sì, segmento C per definizione.
-
Frecce arancioni nelle auto anni 80/90
Non sempre era una questione di sole lampadine e plastiche colorate in maniera differente. In alcuni casi, come sulla Y10 e sulla Uno ad esempio, non era la lampadina a essere colorata, che era quella bianca tradizionale, ma era la plastica bianca ad essere dotata all'interno di un bulbo arancio, una specie di calottina, che andava a coprire la lampadina. Quindi erano dotate di un pezzo in più che le plastiche arancio non avevano. Per questo, forse, è probabile che costassero qualcosa in più.
-
Frecce arancioni nelle auto anni 80/90
Concordo pienamente. Mai avuta la fissa delle frecce bianche in luogo delle arancioni, tanto più se queste ultime sono montate in origine. Ricordo che per anni amici e colleghi mi rompevano le pelotas affinchè cambiassi le frecce arancio della mia Uno con le bianche, cosa che non ho mai voluto fare. Anche a seguito di rotture da urti, che nel corso degli anni mi sono capitate più volte, sempre sostituite con le arancio. E più di una volta i ricambisti si stupivano che non le cambiassi con le bianche, come se fosse ovvio che una volta trovandosi a cambiarle, le si cambiasse con le bianche. Boh... La Delta per tutto il decennio le ha sempre avute arancio, anche se erano forse meno evidenti perchè le ottiche erano inglobate sotto il vetro del faro che, da certe angolazioni e in certe condizioni di luce, un po' dissimulava il colore. Anche Delta fu convertita al bianco con l'ultimo restyling, del '91. Anche io. Che poi quelle della Regata erano le stesse che montava anche la Ritmo coeva.
-
Fiat Tipo, progetti Tipo 2 e 3, ma chi è nato prima?
Dalla Regata Weekend in poi la ribaltina è stata sempre una caratteristica peculiare delle familiari di segmento D di FIAT.
-
Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche
Negli ultimi tempi noto anche io un'impennata di immatricolazioni Ucraine in giro, non solo di auto popolari. Un mesetto fa, nel parcheggio del Penny di Casavatore, non lontano da casa mia, c'era una Mercedes CLS, i cui occupanti, una giovane coppia dai caratteri somatici tipicamente dell'Est, sembravano appena arrivati e un po' spaesati. La scorsa settimana, sull'Asse Mediano, ho superato un Volkswagen Transporter stracarico; anche qui occupanti palesemente stranieri. Solo per citare gli ultimi due. Molti si rifugiano presso congiunti che lavorano e risiedono qui; altri trovano sistemazione presso qualche famiglia generosa che offre loro ospitalità. I bambini ospitati hanno anche concluso l'anno scolastico presso gli istituti del mio comune. Ci fu anche una cerimonia di accoglienza organizzata dal Municipio.