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Mazinga76

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Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. Tempo fa lessi da qualche parte che il motivo sarebbe stato proprio quello, una sorta di scelta cautelativa. E considerando che quel nome andò effettivamente sul portellone dell'auto e ci rimase fino al lancio della Panda '86, e che non ci furono altri modelli FIAT interessati da questo stratagemma, tutto lascia pensare che non si trattasse di una mera operazione di marketing, ma che temessero realmente la possibilità di fastidi legali. A scanso di equivoci, alla bisogna, se qualcuno avesse contestato qualcosa sul nome Panda, FIAT avrebbe potuto obiettare che il vero nome dell'auto non era Panda ma FiatPanda.
  2. Forse la Junior, se non ricordo male...
  3. Il '79 probabilmente è l'anno in cui fu siglato l'accordo con FIAT-IVECO. Ma In realtà Alfa Romeo aveva già siglato molto prima, a metà anni '60, l'accordo con SAVIEM per la produzione su licenza dei commerciali francesi, a partire dal '67, presso la ARPOMI, successivamente ribattezzata ARVECO, di Pomigliano d'Arco. Quanto alle forniture statali, le FF.O. non erano certo l'unico ente; tutti gli enti militari e civili dello stato venivano dotati di una quota: FF.AA., VF, CRI, ENEL, ANAS, SIP, ACI, PT, RAI ecc.. In ogni caso le immatricolazioni statali non potevano di certo bastare a coprire gli investimenti se non fossero state sostenute dalle vendite ai privati, anche se non raggiunsero mai grandi numeri.
  4. Ti dirò: quasi quasi mi sorprende di più vedere un 900 in condizioni ancora più che dignitose, per di più in versione furgone, che un "bulli", per quanto tirato a lustro. Quest'ultimo è ormai vive una sorta di mitizzazione dal punto di vista storico/collezionistico, al punto da diventare un piccolo fenomeno di moda. Non è affatto raro anche qui dalle mie parti vederne di restaurati di tutto punto da parte di agenzie pubblicitarie; autonoleggi per cerimonie; attività commerciali per finalità pubblicitarie. E infatti, da quanto sembra dalla foto, mi pare sia proprio il caso di quel Bulli. Il 900 invece, e tanto più i suoi predecessori 850, possono ritenersi quasi completamente spariti, salvo qualche sempre più rara eccezione. Qui da me, l'ultimo 900 E furgone in circolazione lo vedevo fino a poco tempo fa; era l'unico superstite ancora rimasto di una colonia un tempo foltissima; era di colore beige, targato Brescia. Ma è da un po' che non lo vedo più. A parte gli scudetti sul muso, le scritte e pochissimi dettagli estetici esterni ed interni, non credo ci fosse altro. I lamierati e la componentistica erano gli stessi; i motori erano i medesimi SOFIM montati sulle corrispondenti versioni FIAT e IVECO. Lo stesso valeva anche per i derivati francesi di SAVIEM, i quali, a parte le scritte e le sigle di riconoscimento dell'Alfa Romeo, non avevano nemmeno lo scudetto sul muso a caratterizzarne un po' di più l'aspetto.
  5. Alfa Romeo ha sempre avuto la divisione veicoli commerciali e anche industriali fin dal 1914. In tempi più recenti, il commerciale più noto della casa è stato senza dubbio il Romeo degli anni '50 che, con le varie serie e aggiornamenti ricevuti nel corso degli anni, arrivò fino ai primi anni '80. Poi vi furono dei semplici rimarchiamenti di automezzi di altre case prodotti su licenza, come i francesi SAVIEM degli anni '60 e '70 e successivamente FIAT e IVECO negli anni '80 che furono gli ultimi mezzi con lo scudetto sul muso. L'AR6 era su base FIAT Ducato I serie e fu in effetti l'ultimo commerciale del Biscione ad essere venduto, credo fino agli albori degli anni '90. L'AR8 era invece su base IVECO Daily I serie; le vendite cessarono qualche anno prima, mi pare agli inizi del 1988.
  6. Credo che abbiamo fatto tutti un po' di confusione riguardo alla cugina inglese dell'Opel Kadett III serie: non è la Viva ma la Chevette. Eccola in versione due volumi... Qui invece una tre volumi a due porte... La tre volumi a quattro porte... ...e la familiare. A parte i lamierati del frontale, tutte le varianti di carrozzeria erano di derivazione Opel. (Fonte: Wikipedia)
  7. Me ne ricordo qualcuna in circolazione, sia a due volumi che a tre volumi, di Vauxhall Viva su base Kadett III serie. Avevano dei musi più aerodinamici e con fari rettangolari incassati; dietro il vano targa era occupato da una fascia, e la targa era sotto il paraurti. Tutto sommato le trovavo gradevoli e più originali delle Opel da cui derivavano; avevano un che di esotico nel loro aspetto, ma furono delle vere e proprie mosche bianche.
  8. Beh, non direi tanto, sai... Dipende da che concezione si ha della storica: se ci si accontenta di un buon esemplare, senza andare troppo per il sottile, è un conto; se la si vuole come Dio comanda ne è un altro. Io l'ho sempre pensata così: se storica dev'essere deve essere ORIGINALE, per cui anche una maniglia, che su quella versione originale non è, è una discrepanza che a me, e a tanti appassionati del dettaglio come me, sicuramente fa storcere il naso.
  9. Infatti, completamente originale non lo è. L'apertura del cofano motore a maniglia non era prevista sulla "L", che era invece dotata di apertura a pulsante. Posso solo dirti che è allestito con un modulo di soccorso antincendio della Fulmix, ditta specializzata in questo tipo di allestimenti. Il mezzo non ho idea di che modello sia e chi lo produca, ma si direbbe uno di quei piccoli costruttori semisconosciuti che producono automezzi di dimensioni compatte, per usi specifici, da usarsi in luoghi e condizioni di utilizzo angusti.
  10. Sì, lo era. Panca unica e leva cambio al volante.
  11. Secondo me anche la 405 resta ancora bella da vedere tutt'oggi. Coniugava alla perfezione la classicità di una berlina a tre volumi con uno stile fresco e dinamico.
  12. La coupè da 150.000 € cos'ha... Gli interni sono in pelle umana?
  13. Inoltre, il passaggio da "4WD" a "integrale" portava in dote degli accessori che diventavano di serie, se non ricordo male, come i fendinebbia e i tergilavafari. Oltre, ovviamente, alle nuove scritte identificative "integrale" anteriore, posteriore e sulle minigonne.
  14. Mancano anche i fendinebbia e l'impianto lavafari, che sull'integrale era equipaggiamento standard, per quanto ne so... Permettimi, ma non vedo nulla di diverso da una normalissima 1.5. Magari l'unica incongruenza sta proprio in quella scritta integrale sulla mascherina.
  15. Una integrale coi lattoni e i copricerchi da supermercato, e con la scritta posteriore "Prisma 1.5"...
  16. Dici? Era invece un'automobile dalle caratteristiche, estetiche, dinamiche, di abitabilità (omologata per 4) e quant'altro prettamente da coupè. Impossibile solo lontanamente pensare di collocarla nel segmento C, come concorrente di Tipo, Golf, Kadett, Escort et similia. Semplicemente, non aveva senso immaginarle come concorrenti. Tieni presente che la 480 nasceva per raccogliere il testimone della vecchia P1800, che tu stesso annoveri come coupè, giustamente.
  17. Anche la Uno D, il cui allestimento grosso modo corrispondeva a una 45 base. Mio zio ne ebbe una del gennaio '84 ed era priva sia dello specchietto destro che del tergilunotto.
  18. Io, fino alla fine degli anni '90, sempre guidato auto di famiglia che non ne erano equipaggiate. Poi dal '98, quando da militare guidavo i veicoli dell'A.M., non ne seppi più fare a meno. Dotare la mia Uno dello specchietto destro fu la prima cosa che feci dopo essermi congedato. Sulla Delta LX di mio padre, acquistata nuova a settembre del '90, ancora non c'era. E nonostante l'allestimento LX fosse accessoriato di tutto punto. Sembrava già allora una spilorceria micragnosa fuori da ogni logica, sia per il marchio, sia per l'allestimento, sia per i tempi. Ma tant'è, la manica era quella da contafagioli di stampo fiattaro del tempo, bisognava pagarlo extra una cinquantina di migliaia di Lire, se ben mi ricordo.
  19. Nel 1998, un ingegnere mio conoscente, residente a Napoli, acquistò una Volkswagen Passat TDI, nuova, targata BB 939 AD, ovviamente senza bande azzurre. Quindi credo che nel Napoletano di lotti BB senza bande azzurre ce ne siano stati più di un paio. Ecco, appunto. Curioso che si sia saltato il lotto EE, praticamente quasi ininfluente, e si sia lasciato il lotto CC, simile alle targhe dei Carabinieri ma anche del Corpo Consolare. Credo si passerà a GJ, poi GK e poi GL.
  20. Anche nel mio condominio c'era un condomino che aveva una 126, del gennaio '73, con paraurti e fascioni laterali della Personal e la plancia e la strumentazione della FSM. La cosa buffa era che aveva i cerchioni e il volante della prima serie.
  21. Infatti. Di quante ne vedo ancora in giro, la maggioranza sta messa quasi sempre una mezza schifezza.
  22. Nel bagagliaio della 127 di mio padre, non più in uso da dieci anni, c'è ancora. Qualcuna, molto rara per la verità, qui da me si è vista. Ricordo che una la ebbe il parroco della Chiesa vicino casa mia. Era di un doratino metallizzato.
  23. Oddio... d'accordo che parliamo pur sempre di una cabrio derivata da un'utilitaria comunissima e a larghissima diffusione, però, povera Punto, l'hai proprio disintegrata.
  24. C'è stato un tempo in cui di questi upgrade, se li vogliamo chiamare così, ce n'erano a iosa in giro. Qui da me ricordo veramente un boom di Uno I aggiornate a II, era praticamente un classico. Ma in tempi ancor più remoti non erano affatto rare le 127 I con paraurti e modanature della II e così via un po' per tutti i modelli, anche stranieri, che avevano molte parti estetiche intercambiabili con le serie precedenti.
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