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[Retrospettiva] Alfa Romeo e Volkswagen: la storia della mancata vendita
Una delle cose per cui questa ipotesi stuzzica il mio immaginario è il possibile riproporsi dell'antagonismo tra Alfa e Bmw. Un aspetto questo che accende i miei ricordi di ragazzo, quando da un lato c'era la progenitrice delle serie 3 e dall'altro sfilavano le giulietta e le future 75; e quando le bmw venivano sprezzamente definite con l'appellativo "saponette". Poi arrivò la prima serie 3, che scorsi su un lungomare del sud Italia. Quando la vidi, capii che il vento stava cambiando e se Alfa non si adeguava, le ex saponette avrebbero fatto pulizia sul mercato... Insomma, lasciando a latere tutti gli altri sacrosanti discorsi e analisi, trovo affascinante la possibilità di una lotta industriale che oggi, sicuramente, Fiat non fa e non farà ancor di più per il Futuro del marchio Alfa.
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Marchionne: "Produrremo in Serbia la monovolume"
Produrremo in Serbia la monovolume con sindacati più seri si faceva a Mirafiori" di SALVATORE TROPEA DETROIT - C'è un investimento da un miliardo di euro pronto per la Serbia. A finanziarlo saranno la Bei per 400 milioni, il governo di Belgrado per 250 e al resto provvederà la Fiat. Il nuovo insediamento del Lingotto nella ex Jugoslavia partirà subito e sarà destinato alla produzione della L0, un monovolume previsto in due versioni e in 190 mila unità all'anno, che sostituirà la Multipla, la Musa e l'Idea che attualmente vengono prodotte a Mirafiori. "Se non ci fosse stato il problema Pomigliano la L0 l'avremmo prodotta in Italia" dice Sergio Marchionne. E stupisce i consiglieri e anche gli analisti della conference call. Inevitabile la domanda che arriva da più parti: e a Mirafiori che cosa si farà? "A Mirafiori faremo altro, ci stiamo pensando". Nella quiete estiva del quartier generale della Chrysler, adagiato nel verde di Auburn Hills, poco lontano da Lago Michigan, il cda del Lingotto chiamato ad approvare i conti del secondo trimestre 2010 consacra il successo dell'alleanza americana, "senza la quale non sarebbe stata neppure pensabile l'operazione dello spin-off e la nascita delle due Fiat" dice il presidente John Elkann. Ma rimanda subito all'Italia e al pasticcio di Pomigliano d'Arco, costringendo Marchionne a rispondere a una serie di domande che sembrano infastidirlo ma non al punto da fargli cambiare strategia. A cominciare da quella sulla fabbrica serba di Kragujevac. Perché lì e non in Italia la futura L0? "Ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia la L0 l'avremmo prodotta a Mirafiori. Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell'attività".
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Nissan Juke 2010
Complimenti a Nissan, che sta riuscendo a inventare nuovi segmenti con marcato successo di pubblico. Qualcuno dovrebbe guardare con molta attenzione all'evoluzione di questo brand. Riporto dal sito motori di Repubblica: "E' boom di richieste per il nuovo Nissan Juke, il piccolo crossover della Casa nipponica che unisce in sé i concetti di Suv compatto e di vettura sportiva. In sole quattro settimane dall'annuncio del listino, sono stati oltre 15.000 gli ordini per il nuovo veicolo che verrà consegnato in Europa ai primi di ottobre. "Siamo sempre stati molto ottimisti riguardo al potenziale di Juke e al suo successo in Europa, ma raggiungere e superare la soglia dei 15.000 ordini in sole quattro settimane va ben oltre ogni più rosea aspettativa", ha affermato Vincent Wijnen, vice presidente marketing di Nissan nel Vecchio Continente".
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Dacia Duster (Topic Ufficiale - 2009)
Solo che a quelo punto, bisogna capire (ma forse il discorso vale per pochi come me) quale sia la soglia psicologica di prezzo che anche inconsciamente non vuoi superare per il marchio Dacia, indipendentemente da quanto risparmieresti per un modello di pari segmento. Risottollineo che non è un caso partire da un prezzo 11.900 per un modello che non comprerà forse nessuno (né autoradio, né clima, né sedile frazionato, solo doppio ab, esp ordinabile solo nell'allestimento laureate, ecc.)
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Dacia Duster (Topic Ufficiale - 2009)
In ogni caso, attenzione all'effetto subliminale del primo annuncio, 11.900 euro: è un classico meccanismo di influenza mediatica che ti porterà, per un principio di coerenza, nel momento che hai acquisito che è economica, a considerarla tale anche se alla fine dovrai spendere oltre 18000 euro per un modello più accessoriato e diesel. A quel punto, l'enorme gap di prezzo che hai percepito all'inizio è decisamente ridotto, ma continuerai a pensare che stai risparmiando tantissimo.
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Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
Ma su questo sono consapevole anche io che ho una competenza di auto da recensioni di 4R. Ma - come dimostra la tua stessa testimonianza - ci eravamo ancora illusi che qualcosa di buono sarebbe uscito da Fiat. Già prima dell'accordo con Chrysler, e poi ancor di più dopo. Eravamo fino all'altro ieri un po' tutti a pensare e a immaginare le economie di scala, che finalmente si era arrivati a trovare l'anello mancante di uno sbarco in Usa di Alfa, e quindi di un suo rilancio in pieno stile, fino a quasi toccare con mano il sogno di una tp. Lo scoprire invece che nonostante tutto questo, la prua di Alfa sembra diretta a picco - e lo dico ancora ai sostenitori di una gestione autoctona - non ci sono più argomenti a favore di FGA. p.s. Comunque gente ma quanto scrivete, si fa fatica a starvi dietro:mrgreen:
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Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
In fondo, una parte del senso del mio discorso che ho lanciato più sopra scaturisce proprio dalla sensazione di un'assenza di strategia credibile di Fiat, e provando a pensare positivo, dando per credibile quanto persone come ACS ci hanno riportato, di fronte all'ipotesi di acquisizione teutonica. E lo dice chi fino a poche settimane fa gli si rizzavano i capelli di fronte a uno scenario simile. Oggi come oggi, il rispetto di un'identità culturale lo si deve non tanto da un indirizzo di residenza, ma dai valori che si vogliono trasmettere. Se Fiat si è discostata da essi, e pare voglia farlo ancora di più in futuro, non sento più quell'azienda parte della mia prospettiva culturale. In termini di prodotto, di valorizzazione delle risorse umane e materiali.
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Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
Vorrei affrontare la questione da un punto di vista non strettamente tecnico ma per me altrettanto importante: il risvolto etico-sociale della questione. - Sapere che chi lavora per questo marchio respira disillusione nella miglior delle ipotesi e, più frequentemente, frustrazione e depressione come il caso di francesco; - scoprire che sono state nel tempo sempre più svuotate competenze e azzerate funzioni, in nome di economie di scala ma anche di freddi calcoli finanziari, portando quindi delle persone a dover decidere di prendere altri lidi, piuttosto che respirare aria asfittica e demotivante; - vedere disconosciuto un certo potenziale del marchio, fino a confessare una strategia rinunciataria in termini di sviluppo di prodotto o, al limite, di estremo attendismo perché non si può/vuole investire oltre un certo segmento; - quindi amputando segmenti tradizionalmente legati alla storia di Alfa, proponendo soluzioni motoristiche che anche marchi senza storia e prestigio possono oggi permettersi (suonando come una beffa per chi ancora oggi, nonostante l'omologazione delle merci, la virtualità che aleggia intorno ai marchi, cerca un plus valore anche simbolico); tutto questo lo trovo, per la mia scala dei valori, perlomeno a-morale... E invece, per contro (dando per buona l'ipotesi finora più accreditata ossia il possibile acquisto da parte di Vag): - che il passaggio di proprietà potrebbe portare a ricostruire un polo anche progettuale nell'area geografica storica; - che ciò potrebbe comportare anche nuove possibilità di lavoro e assunzioni; - che si terrebbe conto delle competenze residue ma ancora esistenti intorno alla filosofia Alfa; - che pur ricorrendo, come è ormai consuetudine, a massicce condivisioni di pianali e componentistica si tenterebbe un rilancio di specifiche caratteristiche Alfa; - che in termini di qualità costruttiva, approccio alla vendita e post vendita si delineerebbero aumenti di livello rispetto agli attuali.. ... Ecco rispetto a queste riflessioni, rinuncio ormai definitivamente a discorsi di difesa di una certa nazionalità dei processi produttivi, ancor di più al mero tifo industriale. E saluto positivamente, se fosse davvero così, un eventuale passaggio di mano di questa tradizione tecnico-motoristica al soggetto VAG. In definitiva, di fronte a chi fa impresa e sviluppo, ha idee sufficientemente chiare su come si fa evolvere un prodotto, ha nel suo dna la cura del dettaglio (anche se su questo ci ha speculato un bel po' vendendo in diversi casi prodotti sovravalutati, ma bravi anche in questo...); tiene conto delle specificità delle singole realtà senza dunque cadere nell'omogeneizzazione spinta, io in tutto questo ci vedo prima ancora di una differenza manageriale, una etica superiore, che non significa essere più buoni o magnamini, ma senz'altro più rispettosi. Almeno delle eredità storiche, anche se il tutto fatto per l'incremento di fatturato, ovviamente. E credo che questo, al di là di tanti discorsi, sia un punto di partenza imprescindibile tra chi vuole dotare di un futuro la propria impresa e chi invece punta alla mera speculazione finanziaria. Altri commenti sono più che graditi.
- Toyota: problemi al servosterzo della Corolla, nuovi richiami
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Marchionne e il futuro della Lancia
Riduci di qua e riduci di là, questi pensano di risollevare le sorti puntando le risorse non Fiat tutte su Chrysler, facendo contento Obama...
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Marchionne e il futuro della Lancia
- Marchionne e il futuro della Lancia
Se volessimo fare una sintesi dei vari scenari che attraverso l'accordo con Chrysler si stanno delineando: ridimensionamento Alfa (con ipotesi vendita), rimarchiamento spinto di Lancia o addirittura un sincretismo dei marchi, con annacquamento delle identità e rischio di perdere altri clienti, viene da chiedersi: ma che... cappio è servito fare sto accordo, a impiccarsi definitivamente?- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
Stando a questi ultimi commenti, non è che per la pubblicità della Golf quelli di Vag si sono ispirati ai progettisti di Giuliettta:mrgreen:? In ogni caso, pubblicità quasi geniale che propone e impone un benchmark. Ragazzi questi hanno la forza di potersi permettere di dire certe cose e questo non si improvvisa né si inventa dall'oggi al domani. E' incredibile ma nonostante fossi fino a poche settimane fa antiVAg per varie ragioni non ultime quelle di farti pagare qualcosa più di quello che vale, devo gettare la spugna e ammettere la bravura di certuni, ma anche prendere le distanze da chi tutto sommato difendevo fino a ieri.- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
A questo punto mi chiedo: ma il fatto di presentare il piano di sviluppo non prima del 21 aprile se non erro - tempistica che non mi sembra così fulminea per la posta che c'è in gioco in Usa e in Italia - non è che è legato proprio alla situazione fluttuante del marchio Alfa e agli scenari alternativi possibili cui potrebbe essere destinato?- [Toyota] Il disastro dei Pedali dell'Acceleratore
- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
Quando qualche post fa, secondo le mie modestissime capacità di analisi su questo settore (frutto in buona parte delle numerose letture in questo forum), dicevo che era meglio un marchio ancora in mani che possono, seppure lontanamente richiamare l'italianità dell'Alfa, piuttosto che un marchio vuoto in mani straniere, non consideravo la possibilità che un possibile acquirente potesse creare un gruppo di lavoro prendendo ingegneri e cs dai migliori esponenti di Alfa presenti o usciti da Fiat. Se così fosse, cambierebbe quasi a 360 gradi la mia idea di Alfa venduta all'estero. Sono convinto poi che, stando alle considerazioni di ACS che penso siano frutto di analisi non estemporanee...- e che in ogni caso presentano una loro logica - il futuro del marchio avrebbe molte più chance di quello che in apparenza sta trasmettendo con le sue dichiarazioni Marchionne. Quello che rimane in ogni caso quasi inconcepibile se non ributtante come impressione, è come sia possibile di fronte allo scenario di un accordo con Chrysler che Alfa diventi l'anello debole di tutto. Avverto la stessa sensazione - forse non c'entra niente - di quando iniziò la crisi Fiat (2001?), poco tempo dopo che Fiat stessa era interessata a comprarsi l'intera Volvo, camion compresi, trattativa interrottasi perché le si voleva proporre solo il comparto auto... Cioè, come fa un gruppo a entrare in una crisi drammatica pochi mesi dopo aver fatto credere di essere forte al punto di mangiarsi gli svedesi?- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
Pur dandoti ragione in ampie parti del tuo discorso, mi chiedo però a questo punto che senso avrebbe parlare di un marchio - senza tecnologia peculiare - in mano a un altro proprietario che non farebbe altro che operazioni di rebranding o poco più. Alla fine, il paradosso è che per sperare in quel poco di "italianità" del marchio - da tenere o recuperare - occorra pensare che Alfa resti in Fiat. Viceversa, è come giocare a fare finta che fosse...- Product Plan Fiat 2010 / 2011
- Ipotesi del Financial Times: Alfa Romeo venduta a VAG ?
Se mai si concretizzasse questa ipotesi, sarebbe la chiusura del cerchio di Vag nei confronti di Fiat: si è comprata la Seat, ha rubato in Italia i clienti Lancia con lo sviluppo di Audi, e infine si prende i clienti AR e forse quelli potenziali...- Nissan Qashqai/Qashqai+2 Facelift (Topic Ufficiale - 2009)
Quoto. bello il frontale e brutti i fari post. Sono curioso di vedere gli interni come li hanno migliorati. Noto che hanno ritarato le sospensioni (ma come mai...), visto che a tutti noi sembrava un po' troppo rigida e qualcuno come me ha cambiato (in garanzia) gli ammortizzatori posteriori perché rumorosi- Gm cederà a Saic controllo della jv in Cina e attività India?
Fonte: Repubblica.net L'americana General Motors fa sapere che oggi rilascera' una comunicazione importante. Secondo indiscrezioni e' quasi fatto l'accordo con la casa automobilistica cinese per cederle l'1% e dunque il controllo della joint venture paritaria in Cina e il 50% delle sue attivita' in India. L'accordo dara' a Gm un'iniezione di liquidita'.- Il futuro dell'Alfa Romeo: trattative di vendita (?)
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