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La mia Audi A5 Sedan TDI MHEV plus Plus 204 Cv
Ma finchè non si ferma, c'è speranza 😄.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Guarda, Lybra a metà anni 90 sarebbe nata comunque vecchia, con quello stile. Ma in ogni caso...anche con un altro stile sarebbe bastato? Facciamo anche finta che la "nuova Dedra" non fosse stata la Lybra, ma la 156. Parlo di linea, interni, motori (ok, togli i twin spark e mettici i Fire normali, giusto per coerenza). Sarebbe bastato? Sarebbe piaciuta di più, sicuramente si. Avrebbe venduto di più? Molto probabilmente si. Sarebbe stata in tutto e per tutto ai vertici (o tra le migliori) del segmento D? Ecco, secondo me comunque no. Io qualcosina si 😄. Se vogliamo dare ragione ai dati del passo, questo confermerebbe che, progettualmente parlando, le vere segmento D italiane, negli anni 80-90, erano Croma, Thema, 164, K e 166. E che quelle che venivano commercializzate come segmento D, se non erano letteralmente "segmento C con la coda", ne erano comunque una diretta evoluzione.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Vabbè Tony. Non ci giriamo attorno. Negli anni 90 (non agli inizi), Dedra veniva già tirata dietro. Costava di meno, veniva scontata di più, giocava in casa...ma non vendeva comunque. Per me a metà decennio non era semplicemente più competitiva con la concorrenza, tedesca ma anche giapponese. E Lancia non è più tornata ad esserlo, nel segmento D.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
E di listino. Ma nella realtà, le scontistiche di una Dedra (per non parlare delle km0) credo fossero ben più generose di quelle offerte dalle corrispettive Audi-Bmw-MB. E penso non solo in Italia. Ma nonostante questo, fece fatica. Quindi per carità, come dici tu, dopo i tedeschi saranno stati abili a sfruttare condizioni finanziarie a loro favorevoli. Ma un decennio prima, Lancia ha provato fare lo stesso, con la combo listini + sconti aggressivi, ma decisamente senza la stessa fortuna.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Effettivamente la clientela tipo di Lancia dell'epoca non era fatta solamente di Deltisti da rally. Il grosso, erano vendute a tranquilli borghesi (molti in loden, alcuni ancora col cappello 😄) a cui importava che la macchina li facesse viaggiare in maniera sicura e confortevole, in un ambiente un pò più curato della media. Chi cercava anche le prestazioni, poteva sempre salire di cilindrata.
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STELLANTIS - 1.2 EB2 Gen3 (AT6 Hybrid e MT6 con catena di distribuzione)
Sottodimensionato non direi. Non è comunque una Golf II C con il 1050 dai 48 furibondi cavalli 😄. Alla fine, garantisce prestazioni adeguate in tutti i modelli su cui viene montato, compresi quelli più grossi. Chiaramente su questi ultimi va considerato come unità entry level e nulla di più.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Ma l'offensiva commerciale della triade è venuta dopo. Io parlo di prima, degli anni 90. Quando anche il mercato delle segmento D generaliste era ancora florido e in ogni strada incrociavi una Mondeo o una Xantia. Quando le varie Dedra, 155 (e dopo qualche tempo dall'esordio, anche le successive Lybra e 156) semmai venivano vendute a suon di km0 e sconti che a momenti costavano quanto se non meno di una Golf da ordinare. Alla faccia del dumping 😄. All'epoca abitavo nei paraggi di un concessionario Lancia (ebbene si, all'epoca si poteva permettere ancora di avere un concessionario monomarca), e quando ci passeggiavo davanti, ricordo ancora il piazzale...era praticamente un parcheggio di Y, Delta, Dedra e K...tutte rigorosamente col cartellino giallo "km0" sul tetto.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Perchè come strategia ha funzionato fino a Dedra, e giusto subito dopo (primissimi anni novanta). Man mano che ci si è innoltrati nel nuovo decennio, Bmw, Mb e Audi hanno rinnovato profondamente le loro segmento D. E hanno alzato l'asticella. E hanno cominciato a diffondersi anche le più esotiche Accord, 626/Xedos6, Legacy e Lexus varie. Di nicchia, certamente, e specialmente sul mercato italiano. Ma quei pochi che ci salivano e le guidavano, percepivano le differenze, rispetto alle varie Dedra o 155 (e anche 156 e Lybra). Tempra e Marea erano già un discorso diverso, avevano un'impronta più generalista/utilitaristica che non le faceva stonare affianco alla concorrenti dirette, a mio avviso.
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Alfa Romeo Junior M.Y. 2026
Discorso che vale abbastanza per tutti i B suv/crossover, sul mercato italiano. In Italia hanno preso indifferentemente il posto delle segmento B "sfiziose" come delle C berline, specialmente entry level. Diverso all'estero, dove i B suv sono spesso seconda macchina o prima auto di coppie/famiglie anziane e/o con limitata disponibilità economica.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Dotazioni a parte, i lamierati di Tipo avevano dai miei ricordi una sottilezza e una leggerezza superiori a quelle che ricordo su Kadett E e Golf II. Ma potrebbe essere che ricordi io male. Detto questo, Tipo avrebbe potuto avere di serie anche i sedili in pelle Connolly e il vano frigo per i cioccolatini + Ambrogio come autista, ma non per questo diventava una segmento E o F 😄.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Commercialmente, erano delle segmento D. Pianale e meccanica, erano perlomeno strettamente imparentate alle segmento C di casa. Nemmeno il più accanito fiattaro avrebbe sostenuto il contrario 😄. E nessuno discute che fossero moderne, per i tempi, perchè lo erano, anche rispetto alla concorrenza (citofonare a Sierra per chiarimenti). Anzi, fu proprio per questo che, almeno inizialmente, come politica funzionò anche. Ma con il passare degli anni divenne sempre più difficile da sostenere perlomeno per le cugine "premium" (Alfa e Lancia). Perchè nel frattempo la loro concorrenza diretta (che fosse tedesca o giapponese) si stava semplicemente spostando sempre più avanti.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Ragazzi, io (come penso anche molti di voi) sono salito su una Delta III. Onestissima macchina, molto confortevole e ben rifinita, ma gridava da tutti i pori che voleva competere con la A3 (e secondo me, nelle motorizzazioni/versioni normali, fino ai 200 cv, ci riusciva pure). Forzatamente (molto), qualcuno forse pensò che potesse pure tenere un piede nel segmento D, memore appunto della politica torinese, tra gli anni 80 e 90, di proporre delle segmento C con coda/giardinetta come segmento D (e delle segmento D come E, ovviamente). Finì come finì, accumulando ritardo sulla concorrenza. A fine anni Duemila, era improponibile come approccio, se si ragionava di premium. Avrebbe potuto funzionare nel D generalista (Passat B6 e successive lo dimostrano). Ma a quel punto in Fiat c'era già la Croma II.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
No. Dai tempi della Regata e della Prisma fino a metà degli anni Duemila le berline di segmento D di Fiat e Lancia (e poi anche Alfa) non sono state altro che delle segmento C con la coda o giardinette. Delta III era nello spirito, l'erede della Lybra wagon. Una segmento C un pò più spaziosa del normale. Nè più nemmeno della Mazda 3. Passat B6 derivava anche lei da una C, verissimo. Ma era anche NETTAMENTE più spaziosa. Resta il fatto che se proprio si avesse voluto confrontare Serie 3, le sue concorrenti più consone non erano nè Delta III nè Passat B6 nè Mazda 3, semmai 159, A4 e Mazda 6.
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Lancia: filosofia sulla storia, sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
Si ma Delta III era una C. Grossa, per l'epoca, ma comunque una C. Perchè allora potrei dirti che anche una Mazda 3 mkII, lunga 4,46 metri, per la cronaca era paragonabile ad una serie 3. O, capovolgendo i ruoli, che una Honda Civic odierna sia paragonabile ad una Giulia solo perchè più o meno lunghe uguali.
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Acquisto Golf usata
Andrei tutta la vita su una Auris (o meglio ancora una Corolla) ibrida. La batteria è garantita fino ai dieci anni, se l'esemplare è in ordine con i tagliandi.
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