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PaoloGTC

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  1. PaoloGTC

    [Mai Nate] Alfa Romeo

    Si intitola L'Alfa e le sue auto. Di Domenico Chirico. La progettazione e le vicende dentro Alfa negli anni della sua carriera. Ovviamente molto approfondito riguardo vicende e vetture che l'hanno visto tra i protagonisti, vedi Alfasud, Alfetta e 164. Contestato a volte perché secondo altre memorie storiche lui certe cose non le ricordava molto bene oppure ha preferito raccontarle da un "suo" punto di vista. Impegnativo da leggere a volte perché Chirico tendeva ad andare continuamente avanti e indietro nel tempo per esempi e citazioni... A volte i ci perdi e non sai più in che epoca sei. Io l'ho letto due volte di fila per avere un'idea chiara. Comunque secondo me una lettura che merita.
  2. PaoloGTC

    [Mai Nate] Alfa Romeo

    Nel materiale di cui dispongo riguardo la genesi stilistica di 145 non ci sono riferimenti particolari al lavoro di Bangle, anche perchè con la solita maniera di indicare mille nomi all'interno di un Centro Stile (il capo di questo, il capo di quello, il supervisore del capo, il revisore del capo del supervisore alla donna delle pulizie eccetera) vien sempre fuori una gran confusione su chi ha fatto cosa, su chi ha deciso chi avrebbe fatto cosa e chi ha deciso quale nome sarebbe stato citato riguardo la cosa fatta. Ad esempio lo scalino sul finestrino anteriore, correttamente citato come già proposto per la Cinquecento e poi cassato perchè troppo costoso per una superutilitaria, qui lo vediamo come intuizione di Bangle. In altre sedi per anni è stato mostrato come intuizione di Cressoni. Ora Maioli che dice a Bangle di metterlo su 145. Ragazzi, a volte capirci qualcosa non è facile. Per 145 esistono le "prove" delle proposte Alfa del 1986 (progetto 433, che faceva il paio con il 434 di cui abbiamo visto - o meglio ha visto chi ha preso il libro - l'interpretazione di Fumia post-approvazione 164), seguite da altre del 1988 che nulla hanno a che fare con lo stile di 145, inclusa la "155 2 volumi" che i più avranno visto cappottata e sfasciata nelle foto del Portello decadente (si, quel rottame cappottato al quale anni fa su questo forum, tramite photoshop, cercai di dare un volto era proprio una 155 a 2 volumi ed era una delle tante idee prese in considerazione per l'erede della 33); poi ci sono le immagini della proposta I.De.A, che credo sia sconosciuta per la maggior parte degli appassionati. Una proposta di inizio 1988. Poi si passa alle varie proposte del 1988 del Centro Stile Alfa, più vicine al carry over "Tipo", la "fastback", la "The Box" la "Go Back" e via dicendo. Fra tutte queste, trovo che una interpretazione della "The Box" sia abbastanza simile ad un bozzetto con tre viste trovato anni fa e presentato come opera di Bangle. Se riesco a caricare la foto lo inserisco (anche se credo non sia una novità per i più attenti, pure io lo trovai su internet anni fa). In tutto ciò non vedo cosa ci azzecchi la Delta II, che nacque subito dopo la Dedra nel 1983-4 con la sua prima versione, che non aveva nulla della Delta messa in vendita, sia nel frontale che nel posteriore, ma il corpo vettura era già quello di una Dedra senza sederino. Proposta rivista nel 1988 sempre da I.De.A (momento in cui nasce il posteriore che abbiamo conosciuto, mentre il frontale è ancora "piatto", più piatto di quello della Dedra, paraurti incluso, ed è quello visto sui primi muli pubblicati anche da Quattroruote nel 1987 (il paraurti "non definitivo" si vedeva bene, fari mascherina erano posticci: l'unica cosa che si può capire bene è che quel frontale era appunto più piatto ed alto, perchè i parafanghi anteriori del muletto erano più tozzi rispetto a quelli leggermente affilati che ebbe poi la Delta). Proposta rivista per la seconda volta all'inizio del 1990, quando la Delta prese il suo frontale, sempre diverso da quello di Dedra ma per altre caratteristiche. Qui sotto, il primo bozzetto è presentato come proposta "The Box" del CS Fiat. La seconda immagine, il bozzetto che apparterrebbe a Bangle. Poi abbiamo la 433 proposta dal CS Alfa nel luglio del 1986 (chi ha l'occhio lungo l'avrà riconosciuta, è la maquette sfasciata nelle immagini del Portello in distruzione, o una una che le somiglia molto). Dello stesso mese, la foto seguente che mostra la 433 proposta da Pininfarina (devo ancora capire se pure lì ci mise mano Fumia oppure no, perchè sul suo libro ha mostrato solo la 434 a tre volumi che vogliamo possiamo anche definire come la famosa "Albertina" , sorellina di "Al.Ber.To" ossia 164). A seguire, tattaratàà (lo so, sentivate la mia mancanza ) febbraio 1988 la proposta I.De.A. Per ora vi lascio con queste (vedo già materiale sufficiente per movimentare la domenica parerista) e con la chicca della 155 2 volumi prima di diventare un rottame.
  3. PaoloGTC

    Avvistamenti vari di auto storiche o quasi-storiche

    Bum! Sono vivo, sono vivo... assai impegnato ma VI VEDO. Quindi occhio... Approfitto del passaggio ai box per farmi un po' di pubblicità. C'ho da vendere una bella 127 bianca prima serie, bauletto, nata nel 1973. Bianca, in targa originale GE. So che questo non è un mercatino, quindi mi scuso e mi fermo qui... se qualcuno volesse saperne di più mi contatti, ne vale la pena. Chi mi conosce bene sa che non sparo baggianate. Guidabilissima ed efficientissima (ci sono andato a lavoro due giorni fa ). Si inserisce nel mondo delle auto d'epoca il cui valore ultimamente continua a salire, quindi ci vuole qualche euro ma la richiesta è molto onesta a mio modo di vedere. Se mi aiutate a venderla vi faccio un documentone sull'Alfetta (come sono disinteressato )
  4. PaoloGTC

    Assemblaggi e qualità costruttiva

    La nostra Corsa B 1.2 Viva era un gennaio 1998 ed appena entrò nel nuovo millennio aveva già i suoi archetti sbiancati (la cosa FANTASTICA era che invece le fasce nere dei paraurti, alle quali gli archetti si collegavano erano come nuove... almeno si fosse sbiadita tutta insieme dico io....). Dopo un anno comprai, tanto per provare, una di quelle bottigliette di "nero" da passare con la spugnetta bianca (non diciamo la marca che poi diventa pubblicità ... onestamente non me la ricordo). Lavato tutti gli archetti con l'aceto e rivestito di carta da carrozziere le lamiere attorno agli archetti, andai di spugna ed il risultato sembrò eccellente al primo impatto. Convintissimo che sarebbe durato qualche mese. Oh... venduta a fine 2010 (tutta la vita passata fuori in cortile). Erano ancora neri. Altro che trovare una soluzione, in Opel a fine linea avrebbero dovuto piazzare degli omini con la spugnetta. Per quanto.... lo dico sottovoce perchè poi Quattrobombe mi manda i ragazzi con la berlina nera sotto casa, ma il vicino si è comprato qualche mese fa una Q3 aziendale che all'arrivo era perfetta ma ora ha i suoi begli archetti che stanno prendendo uno strano colorito
  5. PaoloGTC

    Assemblaggi e qualità costruttiva

    Per mutate esigenze tornerò ad avere un'automobile sola (decente ), quindi venduta l'Alfa, ho poi trovato qualcuno che voleva con ansia la Punto e ho pensato di dargliela finchè valeva qualcosa, tanto la Opel anno più anno meno ormai è arrivata a valore zero oppure sconto scontone. E poi funziona anche se ha qualche ruga. Non c'è fretta per una nuova, soprattutto perchè mi piacciono 3485 automobili ma nessuna finora mi ha fatto dire "prendo questa". Tanto che alla fine, pur sapendo che la nuova potrei comprarla oggi pomeriggio, sono ancora in giro in GTC. (Scusate l'OT era per rispondere velocemente a stev - chiuso OT)
  6. PaoloGTC

    [Mai Nate] Prototipi Lancia mai realizzati

    E non dimentichiamo la neve. In qualunque direzione vadano a riposo, ovunque stiano nascosti, se sono "infilati" da qualche parte, con la neve diventano sempre un problema. Specialmente quella pesante bagnata/appiccicosa. Punto mai avuto questo problema, i tergi sono completamente "fuori" e la neve che spingevano giù mentre tornano in posizione di riposo non si ammucchia più di tanto perchè man mano scivola sul cofano (caldo oltretutto). Astra non li ha del tutto carenati ma comunque sono molto poco visibili, mezzi infilati sotto il labbro del cofano e con sotto una vaschetta che fa un gradino per far correre l'acqua ai due lati presso i punti di scarico. Bellissimo durante le nevicate "pesanti" vedere che la neve collosa si ammucchia dentro lì e diventa un malloppo man mano che vai avanti, tanto che i tergi non riescono più a tornare in posizione di riposo (e non credo che faccia bene al meccanismo). Peggio ancora quella soluzione dell'Altea, spero che avesse una qualche genialata per liberarsi al volo della neve che i tergi continuavano a portare sui montanti. Personalmente trovo la soluzione ideata da Fumia veramente bella, oserei dire geniale dal punto di vista estetico. Credo però che con la neve avrebbe creato qualche fastidio. Poi per carità, nel mondo ci son posti dove la neve l'han sempre vista solo in foto oppure è talmente rara che il fastidio sarebbe limitatissimo.... ma posso assicurare che viaggiando sotto la neve "decisa", con strade pulite che ti permetterebbero di non fermarti mai, non è bello accostare ogni dieci minuti per togliere (lavandosi) un blocco di neve pigiata dai tergi, una battuta alla volta, in qualche anfratto aerodinamico.
  7. PaoloGTC

    [Mai nate] Prototipi Fiat mai realizzati

    In effetti il frontale della proposta Alfa fa pensare ad una collaborazione diretta... il frontale 916 esisteva già ma era conosciuto soltanto da Fumia e da Pininfarina tutta, ovviamente da Fiat e da Alfa. Curioso che la fanaleria abbia lo stesso stile, no? Sembrerebbe che chi l'ha fatta abbia visto qualcosa o abbia seguito qualche suggerimento/richiesta... i bozzetti li avevo già, le foto mi mancavano per me sono molto carine, e soprattutto la Croma avrei voluto vederla in strada. Sembra avere il giusto carattere "Croma". Per l'Alfa nei bozzetti le proposte erano parecchie, addirittura alcune con il cofano diviso in due parti, incernierate longitudinalmente come sulle auto anni '30.
  8. PaoloGTC

    Assemblaggi e qualità costruttiva

    Non lo so venduta a marzo. Fino a che l'ho avuta io, l'unico problema me l'ha dato la batteria, lasciandomi a piedi all'inizio del 2016 (poco più di due anni quindi). Il resto... beh un giorno mi sono ritrovato con il portellone che non si chiudeva più, perchè si era completamente svitato il gancio sulla battuta (registrato poi dal carrozziere). Allo scadere dei quattro anni esatti il clima non è partito più perchè il gas era sceso sotto il livello di guardia (pensavamo perdesse ma dopo la ricarica tutto bene). Altro... beh c'era l'illuminazione dei comandi clima che ogni tanto si accendeva solo in parte (fa ridere ma il classico cazzotto e andava a posto); qualche volta mi è successo (raramente eh, tipo due o tre volte l'anno) che fosse molto lunga di accensione, girando anche in una maniera un po' strana. Poi partiva e mi usciva "Far controllare il motore". Chiesto lumi, risposta "lascia perdere... tutta questa elettronica, un momento ha il mestruo dopo due minuti non si ricorda più". C'era il tergi posteriore che stava iniziando a scendere un po' verso il lamierato ed il freno a mano di stare registrato bene non aveva molta voglia. Sempre qualche volta mi è successo che l'hill holder fosse distratto, e fermo in salita davanti al cancello per entrare a casa contando su di lui allo stacco mi ritrovavo a fare balzellon balzelloni all'indietro. Materiali... bah c'era il tessuto del pannello porta lato mio che si stava consumando un po', nella zona del gomito. Quando l'ho ceduta aveva il cuscinetto frizione canterino a caldo. Mi dissero che non era una sorpresa. Frizione che a volte sembrava un po' incazzatella. Mi cambiarono in garanzia i fari guidaluce posteriori perchè si annuvolavano e me ne montarono altri due nuovi di pacca che si annuvolavano pure loro. Mi arresi. Il resto nulla da dire (in fondo ho scritto una serie di piccolezze... la macchina c'era perchè su strada andava benissimo, frenava da urlo, consumava il giusto e andava anche più di quello che mi aspettavo; nel mondo dei 69 cv era persino divertente). Sento la mancanza delle sue portiere che facevano "plop".
  9. PaoloGTC

    [Mai Nate] Opel

    A proposito di Kadett E... alcuni sketch della versione 3 volumi e un gruppetto di immagini di maquettes della 2 volumi.
  10. PaoloGTC

    Auto Coupé ( invecchiate bene..)..

    Io ci aggiungerei il Coupè Fiat. Talmente originale e fuori dagli schemi, che con le dovute modifiche a livello di fanaleria, cerchi e tutti quei dettagli che rendono "di oggi" un'auto di oggi, potrebbe uscire sul mercato domani, tanto particolare e un poco vintage quanto lo era nel 1994. Se lo vediamo "vecchio" secondo me è per via della sua immagine forte che non abbiamo mai scordato: ce lo ricordiamo da quasi 25 anni e quindi lo mettiamo fra le cose di una volta, ma non è più antiquato di una GT86 e sicuramente ha più carattere. Discorso differente per il 916: per me bello come ai tempi, ma invecchiato perchè porta con sè stilemi che Alfa Romeo non usa più, come lo scudetto di dimensioni "normali" (io lo ricordo così, il restyling con il nasone da 147 mi ha sempre fatto solo ribrezzo) e la fanaleria posteriore di 164 lo collocano indubbiamente in una certa epoca.
  11. PaoloGTC

    Assemblaggi e qualità costruttiva

    Qualità percepita e qualità reale secondo me sono i punti chiave su cui si snoda tutto il discorso. Posto che non viviamo più in un mondo in cui le auto scadenti dopo qualche anno mostrano i buchi della ruggine, possiamo dire che ovunque si caschi oggi (a parte certe cinesate improvvisate) ci troviamo di fronte ad un livello base decente. Da quel punto ci si sposta verso l'alto una tacca per volta, a seconda di quanto una Casa abbia voluto investire in un particolare aspetto piuttosto che in un altro. C'è chi vuole stupire al primo colpo e propone soluzioni costose immediatamente percepibili e chi preferisce evitare puntando magari sulla ricerca di un dettaglio più resistente all'azione del tempo, del quale non ti renderai conto il giorno in cui ti siedi in concessionaria a guardare un'auto ma lo noterai dopo dieci anni che la usi. Posso fare degli esempi spiccioli basandomi sull'esperienza di 13 anni con una Astra H GTC che oggi ha 272 mila km, premettendo di non avere nessuna intenzione di mostrarla come esempio di qualità TOTALE, per carità, anche perchè di crucci me ne ha dati. Però 13 anni di vita con una vettura sempre al tuo fianco ti fanno notare tante cose su di lei, nel bene e nel male. Al lancio Astra H aveva fra i suoi pregi, secondo molte riviste, un notevole miglioramento in quanto a qualità degli interni, soprattutto al primo impatto direi, perchè la precedente G non cadeva a pezzi dentro. Semplicemente non aveva certe soluzioni che nel 2005 erano ormai diventate un must. Astra H aveva una plancia rivestita con un materiale così morbido che la cupola degli strumenti la potevi torcere con un lieve sforzo delle dita. Delle guarnizioni sul giro porta fatte in due colori per abbinarsi chiaro/scuro a ciò che avevano intorno, i montanti chiari (rivestiti in tessuto) ed il cielo tetto, e più in basso la parte scura dell'abitacolo, plancia e pannelli porta. Una soluzione costosa, realizzata soprattutto per far dire "wow" alle riviste e di conseguenza ai lettori/acquirenti. Aveva le maniglie sul tetto ammortizzate per stare dietro a VW. Aveva un sistema di guarnizioni attorno ai vetri posteriori fissi (GTC) e lunotto (entrambe) che riviste come Auto definirono il top per qualità e costo di realizzazione, con una sottile guarnizione a coprire tutto il bordo del cristallo (sulla GTC in pratica la guarnizione che corre sotto il finestrino e sulla Cosmo include il profilo cromato, alla fine del cristallo diventa sottilissima e risale percorrendo tutto il bordo del cristallo, senza soluzione di continuità). Questo tipo di scelte secondo me era dovuto sopratutto alla voglia di stupire il cliente, di dargli l'impressione di vettura fatta bene al primo colpo. Altre invece, con il passare degli anni, si sono dimostrate tecniche di produzione pensate non tanto in ottica "wow" quanto in quella di soddisfazione dell'utente nel tempo. Esempio il pomello del cambio. Giravano pomelli con inserti verniciati, satinati, di tutto. Astra H aveva un pomello con una borchia tonda in plastica trasparente, contornata da un anellino cromato, sotto la quale l'inserto tondo nero mostrava la posizione delle marce. Il pomello con gli inserti verniciati o satinati era più bello, ma negli anni ne ho visti tanti scolorirsi per via del sudore. Il "mio" pomello è tale e quale al primo giorno. Manco la cromatura dell'anellino è andata via. Ecco, secondo me quello era un pezzo di qualità, di una qualità superiore (come soddisfazione) rispetto alla guarnizione in due colori che dopo un mese avevo scordato ed ha semplicemente continuato a fare la guarnizione per 13 anni. Altro esempio, sempre all'interno: i pannelli porta della GTC Cosmo sono in materiale morbido (simile a quello della plancia, leggermente meno morbido perchè più sottile) per il corpo principale e più rigido a livello di tasche portaoggetti. Hanno un inserto in pelle sintetica con le cuciture a contrasto simili a quelle dei sedili. Il bracciolo è morbido ma la parte del maniglione tiraporta e consolle comandi alzacristalli/specchietti è in plastica dura, bella ma dura. C'erano soluzioni più appaganti, vedi Audi e VW che rivestivano il tutto con quella pellicola morbida decisamente più piacevole al tatto. Pure i tasti di quei comandi sono in plastica dura, bella ma dura, mentre i "premium" rivestivano anche quelli con la suddetta pellicola. I "loro" erano più belli, però con gli anni ne ho visti tanti rovinati da unghie/anelli/orologi. Il mio barbiere ha una A3 Sportback con i comandi degli alzacristalli completamente spelati, e la plastica bianca interna che viene fuori. Tale pellicola goduriosa sulla GTC c'è, a livello di maniglia tiraporta, ma dove sta? All'interno, dove metti le dita per chiudere la porta dopo che sei salito. Non la vedi ma la senti, quando tocchi. Evidentemente qualcuno avrà pensato che tra la soddisfazione visiva e quella tattile fosse meglio la seconda, dato che con l'usura quel dettaglio avrebbe potuto rovinarsi. Se fosse accaduto, almeno sarebbe rimasto nascosto alla vista. La conclusione è che quel pannello porta oggi è come nuovo. Per me un altro pezzo di qualità. Passando all'esterno, potrei citare la pellicola che riveste il montante della portiera, fra finestrino apribile e vetro posteriore fisso. Quante ne abbiamo viste diventare bianche o scollarsi, fare le grinze? Le mie sono ancora nere e lucide, e non hanno fatto nessuna grinza. Questo non per dire che Opel ha costruito una macchina in una maniera che nessun'altro conosce, IL CONTRARIO! Che prese singolarmente, soluzione per soluzione, ognuna ha la maniera di essere fatta bene oppure no. Dipende da dove uno vuole mettere i soldi. Perchè se Astra H fosse stata fatta tutta così, sarebbe l'automobile migliore del mondo, no? E non lo è affatto. I fari anteriori sono diventati inguardabili, dopo 13 anni di sole neve pioggia inquinamento e tutto quello che è (mi resta da capire ancora come mai i posteriori che hanno avuto la stessa esperienza di vita siano invece PERFETTI). La plastica che riveste la vasca sotto in tergi nell'arco di pochi anni è diventata grigia, poi bianca ed infine si è crepata DA SOLA. Quello era un pezzo, qualitativamente parlando, DELLE BALLE. Prima uno, poi l'altro, mi sono caduti (in autostrada entrambe le volte) i vetri degli specchietti retrovisori, scollati dal supporto motorizzato. Pezzi malfatti che hanno dato problemi a parecchi proprietari (tanto che quando sono entrato in officina dopo aver perso il primo, il magazziniere mi ha detto "Alè! Un altro... senti, ti tengo anche il destro a portata di mano, tanto cadrà anche lui"). La mia 164 V6 pareva costruita durante una notte di tempesta, rispetto all'Astra, ma gli specchietti stavano al loro posto e di anni oggi ne ha 23, con i suoi specchietti al loro posto (la vedo ancora ogni tanto). Vogliamo parlare dell'alternatore? E' già stato detto di tutto. In conclusione, credo la mia possa essere un esempio del fatto che la qualità ESISTE, e quando una Casa sceglie le soluzioni dove mettere i soldini, ce lo mostra, perchè tali soluzioni sono fatte come si deve. Il resto avrà di conseguenza meno attenzioni, sia a livello progettuale che produttivo (lavorando nell'industria anche se in un settore completamente differente ho ben presente come funzioni quando la partita di pezzi meno validi viene incamerata lo stesso perchè c'è lo sconto... mica van buttati via, qualcuno se li piglia alla fine: succede a me come succedeva a mio padre quando lavorava nell'indotto del Gruppo e l'azienda prendeva una multa per una serie di plance/pannelli/cappelliere con difetti, che PERO' venivano comprate e montate ugualmente su vetture che nello stesso tempo mostravano magari sontuosi e duraturi interni in pelle pagati una cifra tale da andare a risparmiare su altro). La mia Astra H ha mostrato in 13 anni cosa è la qualità e cosa non lo è, dato che parere personale puoi parlare di qualità di un oggetto dopo che lo utilizzi da anni e ne valuti il comportamento e la resistenza all'usura. Oggi certi marchi sono abbonati alle cinque stelle in fatto di qualità, ma dovessi un giorno avere una vettura di questi marchi deciderò dopo una decina d'anni se darle le cinque stelle o meno. Poi bisogna vedere cosa uno intende per qualità a livello globale di progetto. La mia vettura era stata indubbiamente oggetto di investimenti sul fronte della qualità percepita ed in parte anche su quello della qualità nel tempo, ma era anche un'auto nuova costruita sul pianale della precedente, con gran parte dei motori recuperati dalla gamma precedente, e con un ponte interconnesso. Nulla di male, a me andava (e va) bene così, non è mai stata una carriola. Però anche lì la dimostrazione che la qualità che riceviamo è semplicemente il risultato di un progetto nel quale a tavolino si è deciso dove mettere i soldi. Una coperta che nella stragrande maggioranza dei casi è sempre corta. Vale anche l'esempio dei giapponesi fatto qualche post più indietro... quante volte abbiamo visto sottolineare il fatto che loro badassero più alla robustezza degli interni che a un loro aspetto fashion? Non è affatto detto che stessero spendendo di meno, per questo... Alla fine dei conti, mi sento più vicino a questo tipo di filosofia. Mi sento preso in giro ad esempio quando vedo auto che mostrano di non avere un livello costante. Una vettura con dei rivestimenti costosi o dei sistemi multimediali touch di altissimo livello che poi magari ha i vetri posteriori fissi, una luce di retromarcia sola (grande come un accendino), non ha le maniglie di appiglio e la ruota di scorta non mi convince, e non solo per quanto NON mi stanno dando al momento dell'acquisto (dettagli che dopo 100 e passa anni di automobile dovrebbero essere la prassi, non cose che non servono più) ma anche perchè.... se per darmi questo e quello, tirando la coperta, sono arrivati addirittura a levarmi cose della cui assenza mi rendo conto al primo colpo, cosa sarà di tutto ciò che al primo impatto non posso valutare, perchè nascosto, e che valuterò solo dopo qualche anno? (mi ha fatto ridere ad esempio la recente prova di una qualche DS - che punta al premium - dotata di interni in pelle da sbrodolo nelle mutande ma che allo smontaggio ha mostrato il telaio del cruscotto arrugginito....)
  12. PaoloGTC

    [Mai Nate] Opel

    Le foto furono pubblicate da alcune riviste specializzate nei tempi immediatamente successivi al lancio ed in Italia furono riprese da Gente Motori che in quegli anni pubblicava una serie di articoli intitolata "Come nasce un'auto" (con particolare occhio di riguardo per Opel, la quale evidentemente amava divulgare, a differenza di altri, il percorso di progettazione dei suoi nuovi modelli: sulle pagine di GM comparvero anche le "design story" di Rekord e Kadett D). Il fatto che ci sia un modello in scala della Corsa TR sul tavolo a destra non rende la foto più recente. La TR fu sviluppata in concomitanza con la 2 volumi ed infatti era già presente in gamma al lancio, nel 1982. Inoltre, sullo sfondo vediamo appeso alla parete il piano di forma della Concept Tech 1, presentata nel 1981. Calcolando che nei Centri Stile i bozzetti ed i modelli sono sempre qualche anno avanti rispetto a ciò che viene messo in gamma in quel momento, io credo che la foto sia del periodo antecedente al lancio. Sicuramente la Corsa in quel momento era già stata definita, i cerchi ed anche i paraurti definitivi in terra davanti al modello lo dimostrano. Può essere che la variante su cui i tecnici stanno lavorando fosse stata studiata per dare alla futura GSI un'immagine differente (cosa che comunque poi accadde perchè la GSI un altro frontale aveva) e quindi "fatta la Corsa, lavoriamoci su". Più che altro nel mio post volevo sottolineare il fatto che fosse ancora un periodo in cui in Opel dopo gli studi che a volte lasciavano intravvedere dettagli piacevoli, innovativi e più avanzati si tendesse a fare qualche passo indietro, legati ad una idea di tradizione che per molti rendeva le auto poco accattivanti. Indubbiamente il mezzo paraurti rendeva l'auto più simile a quelle degli anni '70 che alle vetture venute al mondo poco dopo la Corsa (vedi la Uno.... nel mio primo post di questo topic, anni fa sottolineavo come la Corsa messa a confronto con la nuova Fiat apparisse più come una rivale della 127) ma anche la mascherina con quelle aperture e liste così grossolane non era certo elegante e "amichevole". Bisogna anche dire che a livello generale, come progetto di vettura compatta, la Corsa venne fuori da una gestazione lunghissima. General Motors ci lavorò per tutti gli anni 70, scartando altri progetti prima si arrivare a quello della "S-Car". Con lei iniziarono gli studi sulla trazione anteriore (i primi sono del 1969....) che portarono prima di tutto alla nascita della Kadett D del 1979, vettura concepita stilisticamente a metà degli anni '70 ed alla quale la Corsa pare ispirarsi molto, quasi un cucciolo di Kadett. Solo che, a voler ben vedere, arrivare sul mercato nel 1982 mentre il design delle automobili iniziava a mostrare i primi segni di un grande cambiamento, fece apparire secondo me abbastanza tradizionale la piccoletta. Nel frattempo come ricerca avanzata con la Tech 1 iniziava il cambiamento anche per loro, ed il primo frutto sarebbe stato la Kadett del 1984.
  13. PaoloGTC

    [Mai Nate] Opel

    Vedo che tante reliquie sono andate perdute con il passare del tempo (insomma diverse immagini non si vedono più) e quindi ora che c'è un po' di tempo vedo di reinserire, aggiungendo altro nel caso in cui sia entrato in possesso di altra "roba" . Iniziamo dalla Corsa A, con le immagini del modello bianco leggermente più "cool" di quello messo in vendita. Probabile studio della versione sportiva, per carità, ma comunque sufficiente per chiedermi perchè a volte, in quegli anni, fossero così ostinati nel decorare le auto con dei dettagli tristi ed infelici. Calcolando che qui dovremmo essere agli inizi degli anni '80, se non alla fine dei '70 (Corsa A è del 1982) trovo piacevole e pulita la soluzione per il frontale, sicuramente più del calandrone mascherone con le listone della prima serie (utilissimo, per carità: mammà ci ha piegato il sedere di una Polo con quello, rompendo soltanto il marchio che era montato ad incastro su una delle listone). In fondo le idee buone le avevano: i parafanghi allargati sulla tre porte erano un tocco veramente speciale. Poi ad esempio appena sotto trovavamo quei cerchi con la coppetta in plastica scura, LA TRISTEZZA. A seguire, un bozzetto che viene da Gente Motori. Articolo scoop sulla prossima piccola "bomba" GM che "sarà una world car". Qualcuno mi dirà "se è un bozzetto di Gente Motori cosa ha a che fare con le mai nate Opel". Eh, qualcosa ce l'ha perchè prima di tutto Gente Motori (o qualche rivista straniera con cui collaborava ai tempi scambiando foto e prove) non poteva certo mettersi ad immaginare che Opel stesse preparando una B 3 porte coi parafanghi allargati senza aver "annusato" qualcosa, ed inoltre perchè la linea generale del modello (parafanghi a parte) corrisponde abbastanza ad una maquette che si vide in altri scoop, una qualche foto rubata al centro stile. Più sotto, un altro modello in scala che la fonte dei tempi definiva come una delle tante idee concepite durante la fase iniziale di ricerca (in terra tedesca ed americana), quando fu avviato da GM il progetto per una mini-Opel. Ultime sei immagini, i "tre quarti" di due proposte per la Corsa C, insieme a due bozzetti che mostrano soluzioni alternative rispetto a quelle andate in produzione.
  14. PaoloGTC

    [Mai nate] Prototipi Fiat mai realizzati

    Vero, e tutta insieme secondo me è molto brutta. Per quanto, gli "scatoloni" della prima generazione credo si salvassero sopratutto in versione francese e (frontalmente) Lancia.... perchè l'Ulysse... con quei fari posteriori "à la Tipo" appiccicati senza nessuna pietà, messa a confronto con le sorelle pareva dire "salve io son quella racchia". Dentro invece mi sono sempre piaciuti.
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