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PaoloGTC

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  1. Prego! Dunque, andando a memoria direi un po' prima... possiamo dire che il camuffo dazzle sia un tipo di copertura che ha subìto un'evoluzione col passare degli anni. Ricordo un lontanissimo (nel tempo) servizio di AUTO realizzato all'inizio degli anni '90 lassù in mezzo alle nevi. Una caccia al prototipo generale, per la serie "andiamo a sbirciare cosa succede là". Le foto riguardavano modelli in prova di un po' tutte le Case, e in mezzo a quei camuffi che erano ancora "80's style" spiccava una Peugeot 106 tutta nera. Chiaccherando con un collaudatore della Casa francese, i fotografi avevano scoperto che Peugeot aveva adottato quella tecnica in seguito ad alcuni studi sul camuffo, tramite i quali era arrivata alla conclusione che una vettura completamente nera immersa in un paesaggio completamente bianco rappresentava una bella gatta da pelare sia per il fotografo sia per chi poi doveva cercare di capirci qualcosa in quello che il fotografo aveva scattato. Quello era forse il primo step dell'evoluzione del camuffo, cioè il passare dalla semplice copertura dell'auto in prova con ogni genere di materiale, ad un qualcosa di meno pesante ma più antipatico perchè confondeva l'occhio. Il discorso poi si sviluppava verso altri ipotetici tipi di camuffo, e si andava a citare proprio quello che oggi chiamiamo dazzle. Non più una modifica del volumi dell'auto e copertura dei dettagli più significativi, ma la stesura di una pellicola che rendesse difficile l'interpretazione di ciò che si stava osservando. Poi... i primi esempi di camuffi maculati li abbiamo anche in casa Opel (non dico che siano proprio loro i primi, ma sono quelli che mi vengono in mente più facilmente andando a memoria). Abbiamo visto un camuffo fatto di pecette nere sul prototipo di Tigra II di cui abbiamo parlato con angeloben nel topic delle Mai nate Opel. Lì era un po' più grossolano di certe pellicole che sembrano quasi lo schermo televisivo di una volta quando mancava il segnale, ma credo che il concetto fosse quello e che col tempo si sia sviluppato. Ora cerco qualche esempio. Eccola.
  2. Noi dovremmo conoscerla un pochino se non ricordo male qualche anno fa vi avevo elargito un pappardellozzo sulla hybrid stescion. Corretto. Il discorso è sempre lo stesso... un po' per rispetto dell'autore (che è anche un caro amico ma questo passa in secondo piano in questo frangente) e soprattutto perchè è un libro attualmente in vendita, non è corretto regalare in giro queste cose. Non è cattiveria, ma rispetto. Chiunque di noi si sentirebbe danneggiato se avesse scritto un libro pieno di contenuti inediti e un parerista dopo averlo comprato ne avesse fatto scansione totale regalandolo a tutti. Mettiamoci qualche volta anche nei panni degli altri. Io stesso ho riempito questo forum di parole ed immagini che vengono dalla stampa, ma si trattava (e si tratta) sempre di cose che non possono più danneggiare nessuno perchè sono andate, sparite, sepolte, gettate praticamente da tutti. Inoltre il consiglio è sempre quello di comprarli libri come questo. Può capitare di essere omaggiati da qualcuno che è andato un po' più in là e ha messo online qualche foto, ma questo non è farsi una cultura. Qualche foto del libro di Fumia rappresenterebbe soltanto la punta dell'iceberg di tutto ciò che di nuovo si può apprendere leggendolo. Di tutta l'editoria dell'auto disponibile oggi sul mercato, credo che il libro di Enrico rappresenti uno dei migliori value for money.
  3. Questo è ciò che mi spaventa abbastanza delle auto oggi sul mercato (parlando in generale, mica solo Opel... anche perchè lei di pasticcetti ne stava già facendo "da sola" da un bel po'... infatti ribadisco che nel mio post non intendevo assolutamente dire che le cose stiano peggiorando perchè oggi c'è PSA, gruppo sul quale non mi sento di dire nulla per il semplice fatto che per le opinioni sull'affidabilità dei veicoli preferisco basarmi su esperienze personali e di vetture del gruppo PSA non ne ho mai avute, quindi non posso esprimermi in nessun senso, positivo o negativo; piuttosto ipotizzavo che le piccole rogne - che tutti hanno - oggi magari possano essere diverse)... noto un peggioramento in quello che è la parte elettrica-elettronica delle automobili, come se tutto ciò che è arrivato in dotazione in poco tempo non fosse affatto pronto o che comunque la complicazione non sia supportata da un adeguato controllo di qualità. E' stato interessante in questo senso il discorso che mi ha fatto il capo-meccanico Opel parlando del problema che ho avuto di recente e cioè quello del sensore che ho dovuto sostituire dopo 15 anni e qualcosa oltre i 300 mila km. La mia GTC del 2005 è un'automobile che ovviamente la maggior parte delle new entry tipo ADAS e cose varie non le ha, però si tratta pur sempre di una vettura con ABS, ESP, 6 Airbag, un climatizzatore a controllo automatico e un computer di bordo, oltre alle piccole cortesie elettroniche tipo la chiusura dei finestrini attraverso la chiave, il tergilunotto che si aziona inserendo la retromarcia se i tergi anteriori sono già in funzione e via dicendo. Tutta roba che volendo in 15 anni i suoi problemi li può anche causare. Bene, funziona tutto. L'ESP per fare un esempio, mi ero quasi scordato di averlo. Sarà che la mia guida è diventata più "da nonno" (ma mica tanto a dire il vero...) però erano ANNI, non mesi, che non lo sentivo entrare in funzione. E' accaduto qualche mese fa mentre su un misto non troppo veloce mi sono trovato a metà di una curva con le ruote su qualcosa di oleoso perso da qualche TIR (è una strada che collega parecchie zone industriali). Non andavo troppo forte ma il retrotreno ha cercato di allargare e mentre la mia spontanea reazione di lieve controsterzo sarebbe stata comunque sufficiente a salvare il tutto (non mi stavo girando...) lui è entrato tempestivamente in funzione. Davvero, ho detto "oh, ci sei ancora..." Ora, l'ESP ritengo sia un sistema piuttosto complesso e che in alcune componenti sia anche soggetto a sollecitazioni ed usura, tuttavia fa piacere vedere che dopo 15 anni e 300 mila km è sempre lì pronto. Certo, ci mancherebbe, quello è il suo lavoro ma non è sempre tutto così scontato, o sbaglio? Detto ciò, tornando a ciò che ha detto il capo-meccanico, testuali parole.... "è vero, hai un problema, ma questo dovrebbe anche farti pensare all'efficienza generale dei sistemi che hai a bordo: dopo 15 anni e 300 mila km toh, un giorno qualcosa ha smesso di funzionare. Ti si è accesa una spia, sei venuto qua, io ho attaccato il tester e in un minuto sono andato a colpo sicuro. Pezzo cambiato, problema svanito. La diagnostica di bordo ha fatto il suo lavoro... ti assicuro che ci sono casi un cui il problema nel problema è capire cosa è che non va più. A te non è successo. Anche questo è funzionare."
  4. Da prendere assolutamente con le pinze, la mia ipotesi (che tale è perchè stranamente rispetto al passato le risposte sono state molto evasive... la location e i personaggi sono sempre quelli ma è come se ai tempi in cui Opel era Opel e basta fosse più facile gestire in maniera autonoma anche i "rimbrotti"... insomma quando su una Opel qualcosa non quadrava lo venivo a sapere, ora c'è un filo di omertà) è che si tratti di cazzabubbole elettriche/elettroniche. Niente di mai visto per carità, anche le prime Insignia e Astra J/K tornavano indietro con qualche virgoletta da sistemare nei primi tempi di commercializzazione. Però ho avuto l'impressione che si tratti di cazzabubbole nuove, "importate" in casa Opel. Ripeto, non che prima non le avessero ma queste sembrano diverse... ho colto delle espressioni tipo "eh... adesso son Peugeot, son cose diverse". Ora io non so quanto sia "Peugeot" una Corsa in montaggio in Germania, nel senso che al di là della fusione non so quanti componenti sotto pelle siano identici, se ogni Casa mantenga i suoi fornitori di componenti per le piccolezze oppure sia tutto tutto tutto generalizzato. Lo so che Corsa e 208 son sorelle ma non so se lo siano fino all'ultima vite e sensore. L'impressione così al volo è stata che se prima c'erano le Opel con delle piccole cazzabubbole Opel e le Peugeot con le loro, ora ne siano magari scomparse alcune tedesche ed entrate altre francesi. Magari fra un po' verrà fuori che Corsa e 208 hanno dei piccoli crucci che sono identici... di certo non è bello vedere una macchina targata GA che manco è sporca sotto, a penzoloni sul ponte col muso smontato. Sembra comunque che ultimamente tra emergenze mondiali e tagli dei costi non si possa più essere sicuri di niente... qualche giorno fa dagli amici Renault nel pavese è entrata una Talisman che puzzava ancora di nuovo per fare una garanzia da quasi 2000 euro per componenti meccanici che hanno detto stop dopo pochi km... e qui da me un caro amico con un negozio di autoricambi ha targato un mese fa un Caddy che dopo tre giorni l'ha lasciato a piedi con la centralina flippata a causa un connettore danneggiato in fase di montaggio. A quanto gli hanno risposto in concessionaria, difetto che VW conosce. Infatti nessuna replica, sostituzione di tutta l'elettronica motore e mille scuse. Ok, perfetto, viva la garanzia... fatto sta che tre giorni di furgone, e via sul carro attrezzi.
  5. Comincio a vederne in giro parecchie e parecchie stanno arrivando in concessionaria. Certe cose "tirate via" tipo i pannelli porta continuano a farmi un certo ribrezzo. "Vi abbiamo messo lo schermozzo, vi abbiamo levato tutto il resto". Non apprezzo affatto il tentativo di focalizzare l'attenzione su tre-quattro dettagli (teoricamente) costosi/premiummm buttati nel mezzo di un ambiente generale impoverito. Io queste cose continuo a guardarle, non me le sono dimenticate perchè sono arrivati gli schermozzi. Poi, per carità, in certi allestimenti trovo che faccia una discreta figura, almeno si distingue riuscendo a sembrare un po' più bassa e larga rispetto a certi panettoni. Le auguro di funzionare.... perchè nei dietro le quinte di concessionaria vedo un po' di movimenti che danno da pensare. Arrivano, le lucidano, le targano, consegna, grazie arrivederci se la goda... qualcuna dopo due-tre giorni è lì. Settimana scorsa ero in officina perchè il GTC ha fatto i capricci* e una arancio andata via tre giorni prima era lì "per un controllo" mentre una super luxus top dei top mega edition stava sul ponte senza ruote, paraurti e senza tante altre cose. "Che succede qui?" "Lasciamo stare..." *a 302000 km... dialogo in famiglia. "Ehi, tu!" "Chi, io?" "Si, tu... chi è che guida, Pippo Baudo?" "Ah ok, cosa c'è?" "Senti un po', io voglio un sensore pressione gasolio nuovo." "E perchè? Non ti piace più quello lì?" "No. Ne voglio uno nuovo." "Ma smettila, non c'ho tempo." "Guarda che accendo le spie eh? Ah se le accendo!" "Provaci!" "TAAAC. Ecco. Contento? Adesso vado in recovery e il turbo te lo scordi." "Uhh che rompiballe. Ok va bene ti regalo un sensore nuovo, ma poi la smetti!" "Ma veramente anche gli ammortizzatori oddio, non è che...." "Ti dò una pedata...." "Selvaggio."
  6. C'era poi chi aveva uno stile tutto suo, ad esempio Citroen negli anni '80. Oppure Ford che per tradizione ha sempre innestato un pezzetto del modello nuovo su quello vecchio. Questa Taunus era la Sierra, la quale poi divenne un ibrido Mondeo quando era quasi ora di abbandonare il mercato... per non parlare delle curiose realizzazioni come la Fiesta gigante che abbiamo già visto in passato e che in realtà era la Escort a trazione anteriore.
  7. Dunque... la storia del camuffo è iniziata nel momento in cui è nata una controparte, ovvero una stampa dell'automobile che si dedicava anche allo spionaggio con l'intendo di aiutare il (neo) automobilista ad orientarsi sul mercato. Del tipo "noooo, aspettate a comprare la Prinzimca, che la tal marca sta preparando questo!" Cosa che ovviamente stava parecchio sui cosiddetti alle Case. Quindi si iniziò a coprire i prototipi, a nascondere i marchi o a far passare le vetture come appartenenti ad un'altra Casa. Prima che accadesse questo, la crescita della motorizzazione in Italia era abbastanza lenta, esistevano gli appassionati sicuramente ma non c'era un audience così elevato. Di conseguenza, se Alfa collaudava la 6C 2500 lo faceva e basta. Usciva in strada, carrozzata o meno, provava quel che doveva provare e se qualcuno la vedeva pazienza, non c'era il fotografo paparazzo e dopo di lui una rivista con la sezione degli scoop Per fare un esempio, tra le foto-spia più vecchie che ho in archivio ci sono quelle della Fiat 500 del 1957 e della Bianchina. Più che camuffate, direi costruite un po' a caso e poi "conciate male" ad hoc; cosa che è andata avanti per qualche anno, perchè per fare un altro esempio molti prototipi di 127 e A112 circolavano con le loro carrozzerie definitive (anche se 127 un po' è stata camuffata stile furgoncino... ecco diciamo che... ci arrivo dopo), approssimative solo a livello di fanaleria e ovviamente prive di griglie, e poi prese a calci e martellate per rendere difficile apprezzarne le forme definitive. Dicevo, nella parentesi: in quegli anni i casi di camuffo pesante c'erano quando il modello in arrivo avrebbe avuto un'estetica di rottura e si voleva mantenere il segreto. 127 appunto, assai innovativa e anche sconcertante per alcuni, rappresentava un salto evidente e quindi venne coperta per bene al posteriore. Altre auto più classiche invece mantenevano il segreto sul loro stile definitivo circolando con la faccia di qualche variante che non era stata approvata. Esempio la 128, che compare spesso nelle foto spia (spuntando con la linea definitiva solo all'ultimo momento) con la parte posteriore della proposta di febbraio 1967 con il bauletto più corto e cadente che poi è andato sulla Zastava. In quel caso la camuffatura era semplicemente l'essere diverse da quello che sarebbero state. Un po' come negli anni '80 quando la Tipo, pur definita, andò avanti mesi con la faccia dell'Unone che era già morto e sepolto. Però loro furbacchioni un po' lo camuffavano, ben sapendo che nella testa dello spione il ragionamento sarebbe stato "beh se la camuffano vuol dire che è quella" Un caso eclatante di scoop dovuto al fatto che quella che stava per nascere era una vera e propria "bomba" fu quello della DS... scapparono fuori disegni tecnici e non, DEFINITIVI, e l'Auto-Journal fece lo scoop della sua vita, pubblicandoli insieme a delle foto orribili di una vettura che non c'entrava nulla con la DS, palesemente pasticciata in redazione e fatta passare per un prototipo definitivo. I disegni però erano reali... e Citroen fece fuoco e fiamme, denunciando tutti quelli che poteva denunciare e mandando pure la suretè (nella persona dell'Ispettor Clouseau magari ) a fare la perquisa a casa del diretùr. C'era in ballo una novità pazzesca, però. La moda del camuffo variegato ha preso piede (dopo le suddette fasi di martellamento) negli anni '70. Da noi nel decennio precedente la Giulia aveva un po' giocato (essendo anche lei "di rottura") e il suo prototipo lo conosciamo bene. Molte altre come detto se n'erano andate in strada con la faccia di varianti cassate... l'850 ad esempio fece molti collaudi con delle carrozzerie completamente definite ma "sbagliate" (anche perchè ne pensarono parecchie per quel modello...). Poi negli anni '70 tutte le Case italiane iniziarono a coprire i prototipi con tutto quello che trovavano, e nel decennio successivo ci fu il boom. I cardenzoni variopinti che coprivano Tipo, Tempra, Dedra e via dicendo li ricordiamo tutti (ne metto una sotto così, per amarcord). Anche Alfa è sempre stata molto camuffosa a partire da Alfasud, Montreal e Alfetta. I nostri muli però erano, a livello europeo, quelli più amatoriali mentre i tedeschi erano più precisetti, curavano le finiture anche nel camuffo. Un po' di esempi. Il Montreal "shooting brake" (fatto davvero, mica per coprirla... non c'è proprio il coupè sotto quel padiglione station). Il 127 furgonato. La 112 ricoperta e massacrata. Il Tipozzo incerottato. La Dedra sfacciata che si avvolge tutta ma la mascherina la mette. Non potevo evitare di mettere un 164. Un tipico camuffo tedesco.
  8. Quello che hanno (che è tanto rispetto ad altri Musei/Marchi) quello è, a meno di qualche ritrovamento futuro di un qualcosa dimenticato da qualche parte, quello resterà. Devono tenere vivo l'interesse, mi pare ovvio che non facciano mai vedere tutto in un'unica soluzione... altrimenti in futuro con cosa ci intorteranno? E poi... ...ecco. Riguardo il modello della coupettina rossa, ricordo che taaanto tempo fa girava uno sketch di una roba simile con un frontale COMPLETAMENTE 159-style.
  9. Arieccomi... dicevo ier sera di Omega B. Fotine. N.B. Il testo che segue è scritto in modo da abbinarsi alle foto NEL MODO IN CUI LE AVEVO CARICATE IO DAL COMPUTER, CIOE' PRIMA UNA POI L'ALTRA.... ma scusate, andate a cercare ciò di cui sto parlando, perchè non ho capito il motivo ma quando ho aperto il topic finito mi sono accorto che le aveva messe in ordine come pareva a lui. Per cominciare, nelle prime tre credo si tratti della "brindisi" (chiamiamola così ) postata da Angelo l'altro giorno...ma forse anche no perchè la fiancata si è arricchita come nella "sua" ma, anche se la qualità della foto non mi permette di capire se i fari posteriori si sono "bombati" oppure no, mi pare che la calandra non sia a quadrettoni. Quello potrebbe essere il meno, perchè sulle maquette le calandre erano un metti-togli (lo si vede su youtube nel video dedicato alla gestazione di Vectra B... basta cercare Vectra B design e salta fuori), quindi potrebbe essere stata cambiata. Il passo sembra più lungo, perchè la porta posteriore è intaccata in maniera veramente marginale dal passaruota. Ora non vorrei dire una cazzabubbola ma se la memoria non mi inganna la "moderna" Omega B era stata messa in produzione sul pianale della A... e quindi tanti "sogni" di design potrebbero essersi schiantati contro l'utilizzo di una piattaforma dal passo ben definito, il quale avrebbe portato quindi a modificare le proporzioni di un concetto stilistico che era stato scelto per essere portato avanti. Dopo queste tre fotine, si va a curiosare un po' fra i modelli in scala risalenti alla prima fase della ricerca stilistica, quando si era soliti divagare un po' di più. Cose varie e anche strane in qualche caso. La quarta (almeno qui ho corretto il mio testo, dopo gli sketch è il quarto modello in scala che vedete) mi garba una cifra. Ah... se Opel avesse continuato ad osare, dopo Calibra... Poi vediamo un po' di sketch, e per finire... mah. L'ultimo bozzetto non viene dal CS Opel; è opera dell'artista di una qualche rivista tedesca... il quale sulla fiancata ci aveva preso parecchio, al punto da far pensare di aver visto qualcosa. Ora... vedendo che sul frontale la calandra è ridotta quasi a zero, mi stuzzica l'idea che tra le varie proposte ce ne possa essere stata una molto "chiusa".
  10. Buonasseeeera uh quante cose tutte insieme! Andiamo con ordine, cioè insomma più o meno. Proprio vero, i fari posteriori della Vectra A 2 volumi erano gli stessi della 3 volumi per motivi di costi (ovviamente) ma per un diverso "posizionamento" di tutto il posteriore si erano alzati un po', staccandosi dal paraurti ed ovviamente ci avevano infilato in mezzo qualcosa. Sempre riguardo la fanaleria posteriore della Vectra A, c'è da dire che sul face lifting del 1993 (se non ricordo male, quando due anni prima della fine carriera perse il 1.400 e cambiò calandra - ora con il marchio al centro - oltre a subire piccole modifiche) ci fu già un tentativo di gruppi ottici "simil Calibra", perchè le versioni più ricche sul plasticone nero che stava attorno alla targa avevano un inserto trapezoidale che trasformava la forma originaria facendola sembrare più simile ai fari della coupè. Inserto inutile fra l'altro, puramente estetico, perchè se la memoria non mi inganna non vi era alcuna lampadina inserita sul portello mobile. Un'operazione a basso costo in stile Punto 188 restyling, insomma. Le versioni base invece mantenevano il pannello in lamiera verniciata attorno alla targa, ma era stato aggiunto un profilo di plastica nera all'altezza della serratura, che si accoppiava con una lunetta sempre in plastica nera sulla parte alta dei fanali che avevano mantenuto il contorno originale come componente, ma appunto per via della lunetta si erano ridotti un pochino in altezza. La Turbo 4x4 invece, curiosamente, somigliava più alla base che alle versioni ricche perchè tale pannello (più gonfio, a filo con i fari perchè applicato sulla lamiera) era verniciato in tinta e appariva simile alla lamiera di quelle che avevano... solo la lamiera. Una volta valutato il tutto, le sempre trovate soluzioni ben poco migliorative, anzi... appesantivano e complicavano una vettura che aveva fatto della pulizia (pur scontando, insieme a mio parere ad una certa misurata eleganza, una faccia un po' anonima) uno dei suoi "credo". Il classico "dobbiamo fare qualcosa". Per me la soluzione migliore resta l'originale, dall'allestimento GLS che aveva il fascione nero. Certo i gruppi ottici multicolor avevano un aspetto un po' economico, ma il fumè della 2000 16v insieme al pannello nero creava a mio parere un bel piano di coda. Forse sarebbe stata meglio con qualche scritta in meno, ma vabbè... gli anni Ottanta erano ancora lì. Qui sotto, nell'ordine, Face lifting GL, Face Lifting ricca, Tubbo , GLS prima maniera e 2000 16v. Passando ad Omega... ci torno domani, perchè ho trovato troppe robe. Tra cui altre viste della "brindisi" e qualche bozzetto che mi porta a pensare che quel pezzetto di muso appartenga ad una ipotesi praticamente priva di calandra. Ci aggiorniamo
  11. Grazie Angelo per il bellissimo post! Apprezzo davvero queste foto (dove le trovi poi che io non ricavo mai nulla nelle mie ricerche!!). Riguardo Calibra B, davvero bello quel dettaglio sul faro destro... il rosso in altre foto spegneva tutto. Vorrei vederla in Star Silver... ah, il rosso. Ihih... pienamente d'accordo sul fatto che non sia una bellezza già da nuovo, ma dovresti vederlo (anzi, sicuramente l'avrai già visto in giro su qualche vecchia Opel) come si presenta dopo qualche anno.... In casa arrivò nel 2005 la GTC rossa di mio padre, pochi mesi dopo la mia. Non era prevista, perchè mio padre aveva già deciso che una volta smessa la Vectra B (che in teoria nel 2005 avrebbe dovuto avere ancora molta strada da fare.... ma un crash in autostrada la portò via... era assettata, cerchi extra serie e scarico completo Supersprint... la rimpiangiamo ancora) avrebbe comprato un cabrio. I figli ormai erano grandi, avevano i loro mezzi, e per lui il futuro avrebbe dovuto essere su una decappottabile per lui e la sua "vecchia". Arrivò questa GTC rossa perchè mio padre, appiedato dopo l'incidente in autostrada, finite le ferie (accadde mentre si andava al mare) tornò in concessionaria deciso a prendere l'Astra G cabrio che stava in vetrina da tempo (che non era esattamente la più bella cabrio del mondo ma per mio padre andava bene) e scoprì che era stata venduta. Altre non ne sarebbero arrivate perchè erano già i tempi della Astra H e le G coupè e cabriolet già avevano smesso di essere consegnate. Allora addio cabrio, perchè la "H cabrio" che poi fu la TwinTop era di là da venire e così gli venne in mente che prima delle ferie aveva visto nel sotterraneo del nuovo una GTC Star Silver arrivata dalla rete con montato il kit Irmscher. Si buttò su quella e scoprì che pure lei era stata venduta. Volò la frase "Gilberto!! (il titolare) Hai finito di vendere tutto??" ed egli rispose che se a mio padre andava bene c'era libera la "rossa". Andò a vederla e si fece cambiare i cerchi perchè li aveva a cinque razze come i miei ma lui preferiva i cinque razze doppie della Cosmo station che c'era di fianco. La portò a casa e si prese le urla di mia nonna "che a 50 anni non si compra la macchina color dei giovanotti esaltati" Dopo 10 anni è stata ribattezzata "50 sfumature di rosso". Tutta la plastica era rimasta "rosso Ferari" , i parafanghi anteriori erano fucsia, il cofano e il tetto tendenti al rosa. Rifatta in carrozzeria per portarla avanti (farà 15 anni a settembre ed ha da poco passato i 100mila) da un carrozziere in gamba il quale disse "dalla Casa fanno tutte così le Opel rosse, ma se la rifai in carrozzeria non succede più" ed in effetti devo dire che è tale e quale a 5 anni fa. Vabbè, ho divagato... tornando agli scheletri Opel, questa nuova foto di Tigrotta B mi convince ancor di più che probabilmente avrebbe avuto le portiere con la guida finestrino nel montante posteriore e il resto del vetro "a giorno". Credo che questa macchinina avrebbe potuto essere davvero caruccia. La foto mi conferma anche che la plancia era quella di Corsa C. Ora, per dare un piccolo contributo, inserisco queste immagini di Vectra B in cui oltre ad una 2v più levigata e "normale", vediamo una coppia di maquette in cui la fiancata è più o meno definita ma il posteriore è ancora oggetto di studio... ed in un caso c'è una forma dei fari che ha una certa somiglianza con quella ipotizzata per Calibra B (cosa condivisa anche dalla 2v più levigata). Studi per berlina e coupè che probabilmente furono realizzati nel medesimo periodo.
  12. Bora non era malvagia. Sicuramente meglio di Vento, e anche di certe cose che girano oggi. Era solo un po' buffa, per me, la portiera posteriore così strizzata nella parte finale. Sembrava avessero aggiunto le porte posteriori ad una vettura che ne aveva solo due.
  13. Esatto. Ora rispondo brevemente a questo ultimo quesito e poi tornerò sul testo scritto da Angeloben che come al solito è mostruosamente interessante. Questa piccoletta fu oggetto di clinic test ai tempi in cui si doveva decidere "quale" Corsa fare. Venne infatti paparazzata negli anni '70 (seconda metà) durante un confronto con altre soluzioni a lei ispirate (per tornare anche al tema della Corsa un po' più antiquata rispetto ad una rivale come la Uno.... come scrissi giorni fa il pensiero Corsa è stato mooolto lungo) e nel nostro Paese fu Gente Motori a pubblicarla, tanto che alcuni bozzetti di una probabile piccola Opel (realizzati credo da Alloisi per la rivista) erano davvero molto simili a lei. Qui sotto alcune immagini che mostrano ipotesi di Corsa che hanno una certa familiarità con questo concept. In uno dei bozzetti vediamo addirittura i parafanghini allargati che poi la Corsa A nella versione 3 porte effettivamente avrà.
  14. Concordo con tutto. Vedo anche io le stesse differenze nelle due fiancate (curiosamente, preso dalla forma generale e dall'attacco degli specchi non avevo notato le diversità a livello di fari anteriori... divento vecchio ) e anche per me la preferenza va al faro destro, più deciso, che abbinerei con la fiancata sinistra. Il posteriore non l'avevo mai visto: grazie! Devo dire che per me è "no", per gli stessi motivi che hai elencato tu. Fari troppo pesanti nella forma generale (pur completamente diversi, mi hanno fatto pensare ai fanaloni del culone della Tigra TwinTop di mia sorella, vettura imbarazzante quando la guardi in pieno da dietro... per la serie "questo sedere era talmente grande che abbiamo dovuto fare giganti anche i fari per spezzare un po'") e quindi viene a mancare un po' di finezza, che invece Calibra A aveva, finezza fatta anche secondo me di alcuni tagli netti come appunto l'appoggio del montante posteriore sul fianco. Certamente come hai detto tu il raccordo montante/fianco posteriore è plasmato alla grande, ma quando tutto diventa così "plastico" a mio parere si perde un po' di eleganza. Certe linee tirate sono sempre "giuste" nel pacchetto generale (vale per me come esempio citare la differenza che c'è fra MB 190 e prima Classe C... ma magari sarò io ad apprezzare di più le linee tese rispetto all'arrodontamento). Calibra A era purezza, bellezza ed eleganza. Se immagino una vettura che come forma negli anni successivi possa essere una evoluzione Opel di quel tipo di coupè (come forma generale) mi viene in mente una che in realtà è una cabrio a tetto rigido, e cioè la Astra H TwinTop. Più chiassosa, più aggressiva, più "moderna" visti i cambiamenti stilistici di quel decennio... ma la purezza e l'eleganza se n'erano andate. Quindi... sicuramente Calibra B fatta così non sarebbe stata all'altezza di Calibra A, anche perchè evoluzione e non "sparo nel buio" come venne definita. Concordo anche sugli specchi che paiono un tentativo riuscito solo un po'. Per il portellone... al netto del fatto che questa sia una maquette e quindi certe soluzioni siano parecchio "finte" rispetto alla struttura di una vettura reale, vedere quel lunotto con un bordo nero così sottile non mi fa pensare ad un portellone. Se fossimo davanti ad una vettura reale, ti direi che secondo me il portellone non ce l'ha.
  15. Immagino che li avrebbero fatti... senza avere un collegamento evidente come su Vectra B sulla quale le linee che partivano dalla mascherina andavano ad abbracciare le calotte degli specchi (una costruzione impegnativa, perchè le due piccole "corna" del cofano all'apertura dello stesso si sganciavano dalle calotte e alle stesse si riagganciavano in maniera molto precisa con la chiusura, per cui nel montaggio del cofano TOLLERANZA ZERO - era molto bello vedere quel movimento ) seguivano l'idea di specchio che nasce dalla carrozzeria come protuberanza. p.s. dite quello che volete, per me 'sta macchina è sempre bella.
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