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    • Lo 0-100 di una 500E da 118cv è di 9 secondi. Vero che la coppia disponibile da 0 giri sorprende, ma come prestazioni reali niente di speciale , anzi. 
    • I numeri previsti per questa Purosangue dovrebbero essere molto esigui, anche rispetto agli altri prodotti in gamma. Per cui non diventerà l'Urus della Ferrari.
    • Ho passato il mio sabato pomeriggio a leggere tutte le 19 pagine. Non so se sia un bene, ma tant'è, mi avete letteralmente catturato. Interessantissimo il contributo da parte di tutti. Ogni volta che mi veniva da intervenire, trovavo la risposta successiva più coinvolgente e ho preferito farla da spettatore. Competenze differenti, punti di vista che hanno compiuto l'intero cerchio, toni alcune volte caustici ma l'escalation nei fatti non ha mai preso l'abbrivio sciocco che spesso si trova nelle discussioni di altri forum o situazioni di confronto analoghe (anche di quelle reali). Una domanda per Wilhem275, le tue argomentazioni sembrano giungere al corollario che il vero scopo delle leggi ambientali - che a loro volta inducono una direzione univoca al progresso tecnologico dell'auto - sia non già la riduzione dell'inquinamento, o almeno non in via prioritaria, ma piuttosto la riduzione del parco circolante di auto, così da ridurre le esternalità negative che contengono tra i vari fattori anche l'inquinamento. Ma, assumendo che, primo io abbia compreso l'estrema sintesi del tuo ragionamento magari forzandolo un po', e in seconda battuta che tu abbia ragione, mi chiedo se c'era bisogno di sconvolgere da cima a fondo l'intera concezione tecnologica produttiva, industriale dell'automotive con tutto quello che si porta appresso in termini di impatti sociali, lavorativi, investimenti, dibattiti? Non si poteva semplicemente esagerare il costo del bene auto lungo tutta la filiera produttiva e di utilizzo in modo da renderlo meno accessibile e quindi indirizzare le persone, e dunque gli investimenti, verso sistemi di mobilità alternativi che restituiscano suolo pubblico, riduzione del rumore, appagamento degli occhi (alcune modelli sono veramente difficili da digerire esteticamente), etc.? Un altro aspetto che mi vince e convince razionalmente è quello che va a solleticare il vecchio adagio per cui la "mia libertà finisce dove comincia la tua" (stabilire i rispettivi confini delle due esigenze vitali è poi tutto da dibattere). Mi convinci quando affermi che le esternalità negative prodotte da un gruppo di persone finiscono per essere pagate da altri. E allora ci vuole un uso più responsabile, maggiore consapevolezza, senso del presenza del prossimo. Resta però un fondo di rammarico. Ho ancora in mente un articolo di Quattroruote del lontano 1983 dove si descriveva l'auto come simbolo di libertà, evasione, viaggio indipendente e passibile di qualsiasi cambio di programma in corsa. Quasi fosse un archetipo antropologico. Magari me lo ricordo male quell'articolo e la mia memoria mi gioca scherzi. Quel che voglio dire è che non vorrei si sviluppasse un senso di disagio nell'usare l'auto, quasi si stesse facendo qualcosa di brutto, di egoistico e sconsiderato. Come se entrasse nella lista nera del politcally correct che già ci impone diverse cautele di pensiero e comportamento e parola.  
    • Avrebbe potuto, ma la Ferrari é un'azienda, e le aziende devono rispondere alle richieste del mercato.... e putroppo oggi nel mondo ci sono quintali di persone con nessuna cultura automobilistica, ma con i portafogli pienissimi, e questi vogliono i suv di lusso... 
    • il motore di questa fa il fumo più nero e un rumore più broooooooom anziché briiiiiiim
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