Vai al contenuto
View in the app

A better way to browse. Learn more.

Autopareri

A full-screen app on your home screen with push notifications, badges and more.

To install this app on iOS and iPadOS
  1. Tap the Share icon in Safari
  2. Scroll the menu and tap Add to Home Screen.
  3. Tap Add in the top-right corner.
To install this app on Android
  1. Tap the 3-dot menu (⋮) in the top-right corner of the browser.
  2. Tap Add to Home screen or Install app.
  3. Confirm by tapping Install.

Mazinga76

Utente Registrato
  • Iscritto il

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. Lo stesso problema della Lancia Y 1.2 LE di mia zia. Solo con la pompa della benzina, con annesso galleggiante, originale di fabbrica è andata sempre bene. Quando, circa quattro anni fa, si rese necessaria la sostituzione, si manifestò questo problema. Un paio di mesi fa è stata sostituita nuovamente la pompa per una perdita, ma il problema resta il medesimo.
  2. La plancia della Delta LX del '90 di mio padre è identica a questa. Il check control, con orologio digitale "Vegliaflash", era optional. Mio padre lo chiese; il costo all'epoca era sulle 120/130 mila Lire. Negli anni si è rivelato molto utile nella segnalazione di porte chiuse male, lampadine bruciate (molto raramente) ecc.. Molto precisa anche la segnalazione dell'insufficiente livello del liquido di raffreddamento, dell'olio motore e dell'usura delle pasticche. L'unico inconveniente che abbiamo riscontrato è che, talvolta, con la macchina in pendenza, anche se i livelli sono in ordine, quando si riparte qualche spia dei liquidi resta accesa. Bisogna spegnere il quadro, rimettere in moto e tutto va a posto.
  3. Non da meno la Delta. Sterzo granitico da girare in manovra, soprattutto a ruote ferme, che si aggiunge alla poca sterzata. Motivo per il quale mio padre, 82 anni, la prende ormai molto raramente. Un paio di giorni ogni 2 o 3 mesi per puro piacere, quando è bel tempo. Per tutti i giorni c'è la praticità e la facilità della Panda.
  4. Doveva nascere come "Talbot Arizona", prendendo il posto della ormai anziana "Horizon". Poi si decise di sopprimere il marchio Talbot e la nuova media, che ormai era a uno stadio avanzatissimo, emigrò sotto le insegne del Leone.
  5. Sparì col restyling del 1986. La LX di mio padre infatti, che è del 1990, non le ha. Neanche io. Mai. Del resto non riuscirei a immaginarmi come potesse sembrare una Delta, anche base, con i 145... Meglio non averla mai vista.
  6. Posso solo che confermare in toto. Qui da me, ancora nella prima metà degli anni '80, di Kadett B e C era pieno, perlomeno per quanto riguarda le berline, sia a 2 che 4 porte. Decisamente rare invece le versioni coupè e familiari di entrambe le serie; poche anche le City. L'Olympia, poi, era una vera e propria meteora. Per quanto riguarda l'Escort, vale lo stesso discorso delle Kadett berlina. Ma solo relativamente alla I serie; la II serie ebbe una diffusione solo discreta, comunque non paragonabile alla I. Anche qui le familiari erano veramente delle mosche bianche, persino più della Kadett.
  7. E' quasi certamente un "Panorama". La certezza potrebbero darcela le scritte laterali sui parafanghi, davanti alle frecce. Ma siccome sono assenti quelle posteriori, molto probabile che manchino anche quelle laterali. Forse rimosse in seguito a una riverniciatura e non più applicate. Il portellone è l'indizio più sicuro (tra l'altro sembrerebbe esserci il perno del tergilunotto), come pure tutti i vetri posteriori apribili a scorrimento. Anche la modanatura in plastica laterale, a protezione del binario di scorrimento della porta, anzichè il binario nudo, dovrebbe essere un indizio del Panorama, ma qui non vorrei sbagliare. L'assenza dei sedili posteriori credo sia unicamente per sfruttare il mezzo per trasporto.
  8. Esattamente. E' quello che ho sempre pensato anche io. Nel 1991 Panda era sul mercato da 11 anni, quindi un modello alquanto anziano nonostante sia stato riveduto e corretto profondamente nel 1986, per poter fronteggiare ad armi pari la concorrenza più qualificata del momento. Per non parlare dell'anacronistica 126, ininterrottamente nei listini FIAT da 19 anni. Per logica sarebbe stato il caso di sostituire in una volta sola entrambi i modelli con una nuova Panda sui tre metri e mezzo, che entrasse in concorrenza diretta con le rivali del segmento A del tempo. Invece si scelse ancora una volta di sdoppiare il segmento A con due modelli, di cui uno un po' più piccolo che affiancasse la Panda. E così fu fino al 2003 quando, con la Panda II, finalmente in FIAT si comprese la necessità di offrire un prodotto utilitaristico, ma versatile, non povero e con un occhio di riguardo alla gradevolezza estetica. Quella sì, ancor oggi, gradevole da guardare e valida da usare.
  9. Hai ragione, pensavo se ne fosse parlato qui. Invece no, il discorso Cinquecento fu esaurientemente sviscerato in un'altra discussione che ora non ricordo. Per quanto riguarda il restyling "fatto alla bene e meglio" io la penso diversamente: Fu fatto un ottimo lavoro tenendo conto che la base di partenza era quello che era. Miracoli non se ne potevano fare, ma considerando che c'era da friggere il pesce con l'acqua, chapeau! Il risultato fu una vetturetta che, con tutti i suoi limiti del caso, fu quantomeno svecchiata di una decina d'anni, conferendole un aspetto più fresco e sbarazzino rispetto all'anonimato della Cinquecento. Osservazione giusta. Ma il problema non erano le altre che, centimetro più centimetro meno, stavano tutte intorno ai tre metri e mezzo, che era un po' lo standard di categoria in quegli anni. L'anomalia stava nel proporre ancora negli anni '90 una utilitarietta troppo piccola e molto meno versatile e sfruttabile rispetto a quello che offriva la concorrenza. FIAT era ancora legata a doppio filo al concetto di minimalismo tout court, strategia che si rivelò vincente nell'Italia del boom e nei decenni a seguire, fino agli anni '80. Nei '90 la clientela era già molto più esigente, più matura, e cercava qualcosa in più in termini di confort, spaziosità, sfruttabilità ecc.. Queste sono considerazioni personali, dicasi "a membro di segugio", di nessun fondamento tecnico o di altra natura. Per me, una Cinquecento e una Twingo, non solo come design, ma come macchine a tutto tondo, restano mondi distinti e separati. Ma il discorso è più o meno lo stesso per quasi tutte le concorrenti contemporanee. A parte il glorioso 903 che ancora se la cavava egregiamente nonostante la sua veneranda età, vogliamo parlare della versione base della Cinquecento col "mitico" 704 cc a sogliola? Ma per favore, siamo seri. E la rigidità della Cinquecento (ereditata anche dalla Seicento, purtroppo) ne vogliamo parlare? Dai, su, diamoci un taglio.
  10. Perchè, semplicemente, Y10 quei temi stilistici li propose nel 1985, quando quei concetti erano nuovi e di rottura. E infatti la piccola di Desio la si ricorda ancora oggi come un qualcosa di originale e fuori dagli schemi per l'epoca. Nel 1991, cioè all'alba del nuovo millennio, quegli stessi concetti stilistici erano già stantii e superati. Tanto per dire, nel corso del decennio, i modelli entry level delle case concorrenti si chiamavano Ford Ka, Peugeot 106, Renault Twingo... Altri pianeti. D'altra parte l'argomento è stato ampiamente sviscerato nelle pagine precedenti, non credo ci sia molto altro da scrivere che non sia stato già scritto. Con tutto il bene che si può volere alla pur onesta Cinquecento, non c'era storia. Oggi la si può ricordare con affetto perchè magari era la macchinetta tuttofare di famiglia, del nonno, della mamma, del neopatentato ecc. ed è più che legittimo, eh, ci mancherebbe. Ma non certo perchè abbia lasciato qualcosa d'indelebile da ricordare nel panorama automobilistico di quel decennio.
  11. Diciamo che la Seicento tolse alla Cinquecento anche un bel po' di banalità.
  12. Onestamente, la differenza di prezzo mi sembra abbastanza ovvia e più che giustificata. Erano due auto che, a parte la cilindrata più piccola della Citroen, avevano un'immagine, una filosofia di marca, sofisticazione meccanica e contenuti generali completamente opposti. Come già accennato sopra, non si può nemmeno non considerare che la 128, con i suoi 3,85 m di lunghezza era quasi 30 cm più corta della GS. Praticamente un segmento, per i canoni di allora.
  13. Il cofano bagagli (come pure il paraurti) è della III serie, riconoscibile per l'assenza delle scanalature orizzontali che correvano sopra e sotto il vano targa per tutta la larghezza del lamierato. Su questo cofano non erano previste targhette identificative. I fanali invece sono della I serie. Quindi si presume che questa Thema sia un accrocchio di pezzi di tutte e tre le serie. La riverniciatura la darei per scontata.
  14. Se per curata intendiamo meglio realizzata e meglio finita, soprattutto per quanto riguarda gli interni, lo ritengo tutt'altro che improbabile. Sull'estetica, oddio... Ronda mi ha dato sempre l'impressione di una Ritmo più insipida, lontana anni luce dall'originalità della I serie, ma anche dalla "maturità" della II serie, anche una certa importanza grazie al frontale a quattro fari. Poi, ovvio, il gusto è personale.
  15. Mi è già capitato altre volte di leggere in giro la "Special" associata all'ultima serie della 128. Probabilmente traggono in inganno i fari rettangolari, come l'ultima serie, invece che tondi. Sicuramente quello era uno scopo. Anche se, bisogna dire, la 128 sopravvisse alla Ritmo addirittura fino all''84, mi sembra. Cioè quando Ritmo era giunta già abbondantemente alla II serie. La politica era quella ben nota di FIAT a quei tempi: Avere in gamma il classico pezzo di ferro nuovo, magari tecnicamente ed esteticamente non all'ultimo grido, ma a prezzo più contenuto del modello corrispondente "moderno". E poi, secondo me, anche perchè a quei tempi ancora era vivo e vegeto quello zoccolo duro di aficionados dello stile classico a tre volumi, che magari ancora non metabolizzava del tutto il più attuale stile a due volumi col portellone. Tanto è vero che, ancora alla fine degli anni '80, in ossequio al partito della medio/piccola a tre volumi, anche se ormai residuale, venne proposta la Duna. Tre mondi assolutamente incomparabili e non sovrapponibili in nessun caso, per carità.
  16. A livello di estetica erano pressochè identici. Il Thunder, per quel pochissimo che ne so, aveva qualche differenza a livello meccanico, tipo sospensioni più generose e dischi freno di diametro maggiorato. Ma non saprei dire nulla di più.
  17. Vero è che, al tempo, di Tipo ex FF.O. dismesse e reimmatricolate come civili se ne vedevano tante. Ma questa potrebbe rientrare in quei casi, non rari dalle nostre parti, di vetture rientrate dall'estero. Magari il proprietario è stato per anni a lavorare fuori Patria, il più delle volte in Svizzera o Germania.
  18. Io trovo difficile stabilire, probabilmente a causa della modesta qualità della foto e dal probabile scolorimento della vernice, se si tratti o meno del blu scuro dei CC. In ogni caso, vista la reimmatricolazione, molto probabile che si tratti di un mezzo dismesso da un ente pubblico.
  19. Tanto carina e originale nelle intenzioni quanto poco pratica nella sostanza. Qui da me ebbe un certo seguito, ma mai, e dico MAI, vista una con i montanti tolti. Dei problemi di tenuta all'acqua non sapevo, ma di scricchiolii e rumorini vari ne sentii parlare spesso. Oggi, trovarne una che abbia il sistema di montaggio/smontaggio degli archi in ordine, credo non sia un'impresa facile.
  20. Era regolarmente a listino anche in Italia come "1500 L", dove "L" stava per "Lunga", per distinguerla dalla 1500 di segmento inferiore. L'unica differenza tra la versione italiana e quella spagnola, mi pare di ricordare fosse nel frontale a due soli fari per la prima; a quattro fari per la seconda, come sulle 2100/2300 italiane.
  21. "Imola" e "Imola 3" erano due versioni distinte. La prima esordì nel '92; la seconda l'anno dopo e differiva sostanzialmente per gli interni con nuovi materiali di rivestimento per i sedili.
  22. Peccato, oggi è certamente merce rara. Speriamo non le tocchi una brutta sorte, anche se le condizioni generali, ahimè, da quel po' che si può vedere, me lo fanno temere.
  23. La tua non era espressione di stupore, piuttosto una colorita espressione di scherno nei riguardi di un altro utente, che non è obbligato per contratto a conoscere questo o quel modello. Il topic è aperto a chiunque abbia voglia di condividere e/o partecipare (educatamente) alle discussioni, non solo ai sapientoni. Il topic che "preferisci" non è lo specchio dei tuoi desideri. Tra l'altro, amico, fai un po' pace col cervello: Prima dici che lo preferisci, che lo segui con interesse e poi ti fa ridere... Ribadiamo: nessuno ti trattiene su questi lidi; puoi sempre arricchire della tua "sapienza" qualche altro gruppo a tema. Allora se ti va di apportare, apporta pure. Dacci saggio della tue "conoscenze" e saremo lieti di ammirarle. Possibilmente però senza rompere le scatole a nessuno, perchè non ne hai alcun diritto. Qui sei un utente come un altro, non sei "il supremo".
  24. Nientepopodimeno che una Cosworth 4x4! 2000 cc per 240 km/h. Un missile per l'epoca.
  25. Esatto. Era un po' la stessa politica del braccino corto che si ebbe con la Beta Montecarlo, che avrebbe meritato ben più del 2 litri da 120 cv.
Background Picker
Customize Layout

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configure browser push notifications

Chrome (Android)
  1. Tap the lock icon next to the address bar.
  2. Tap Permissions → Notifications.
  3. Adjust your preference.
Chrome (Desktop)
  1. Click the padlock icon in the address bar.
  2. Select Site settings.
  3. Find Notifications and adjust your preference.