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Mazinga76

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Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. ... Ma come?!... i primi tempi in cui comparisti su questi lidi fui proprio io a difenderti dal "linciaggio" per le auto comuni e/o catorciate che postavi, apprezzando e rispettando l'impegno e la passione di andare in giro a caccia di foto, a prescindere dai modelli che pubblicavi.... E adesso proprio tu mi fai la morale? ......
  2. Seconda parte: Lancia Fulvia, del gennaio '72 Lancia K 2.0, del febbraio '99 Nissan Micra, del '00 Piaggio Ape; anno sconosciuto, ma approssimativamente tra la fine dei '70 e i primi '80. Toyota Land Cruiser 4WD Turbo, del luglio '90 Terza e ultima parte: Volkswagen Vento GL, del '95 Yamaha XT 600, del luglio '88
  3. Ecco un mio contributo variegato, credo il primo del 2021. Si tratta di un reportage variegato: roba comune; altra decisamente meno; qualche auto del vicinato; qualcosa anche di motociclistico. Alfa Romeo 155 1.8 T.Spark, del '95 Autobianchi Y10 fire Missoni, del maggio '88 FIAT 128 1100/CL, dell'aprile '79 FIAT Tempra 1.4 i.e. SX, dell'agosto '93 Hyundai Atos, del '99 Hyunday Atos Prime GLS, del '00
  4. Era tutt'e tre. Nel senso che nacque come sostituto dei piccoli OM della serie zoologica (Orsetto, Lupetto...); ma essendo la OM ormai una consociata di FIAT Veicoli industriali, le denominazioni che assunse furono OM 40 e FIAT 40 NC. Dal 1975 in poi, essendo confluiti tutti i marchi di veicoli industriali del gruppo FIAT (FIAT, OM, Magirus Deutz, UNIC...) nella nuova nata IVECO, i marchi di origine furono dapprima affiancati dal marchio IVECO e poi, mi pare verso il finire degli anni '80 o inizio '90, definitivamente soppiantati da IVECO e basta. Ne consegue che questo piccolo autocarro leggero ebbe i marchi OM; FIAT; OM e FIAT affiancati da IVECO e infine, negli ultimi anni di produzione, soltanto IVECO.
  5. Siam sicuri che ci sia un loghetto sui cerchi della Croma? Certo, dalla foto non se ne ha la certezza ma a me sembrerebbe che manchino proprio i tappi che coprono i mozzi.
  6. Francamente non l'ho mai percepita come un'auto che avesse lasciato un segno in qualcosa in particolare. Auto onesta e nulla più, fatta per piacere un po' a tutti o per cercare di non scontentare quasi nessuno. Design anonimo, nessun tipo di audacia estetica, la break peggio che andar di notte. Giusto un tantino più osè la tre porte, ma niente di che. Le Citroen che hanno fatto entrare il marchio nel mito direi che siano state altre. Che addirittura la ZX abbia fatto la storia degli anni ''90, un'auto che era la contraddizione di tutto ciò che era stato Citroen e quel che aveva rappresentato nel panorama automobilistico fino a quel momento... Ma per favore...
  7. Una premessa: contrariamente a quanto molti credano, gli allestimenti della 127 II serie all'esordio erano così suddivisi: "L" (base); "C" (intermedio); "CL" (lusso) L'allestimento "L" lo si riconosceva a colpo d'occhio per i paraurti di metallo nero opaco con cantonali di plastica. Meno evidenti da cogliere al primo colpo d'occhio erano le modanature in gomma più sottili sulle fiancate, le maniglie nere, l'assenza dei profili cromati sui gocciolatoi, i tergicristalli cromati e le luci posteriori con retronebbia al posto di quelle di retromarcia. Internamente il particolare che si notava di più erano i braccioli corti e le maniglie di apertura sottili sui pannelli delle portiere anteriori, che praticamente derivavano dalla 127 I serie. L'allestimento "C" differiva per i paraurti interamente di plastica con staffa di rinforzo sottostante in metallo. La mascherina aveva un profilo in color alluminio; le modanature in gomma laterali erano più spesse e con profilo cromato; i gocciolatoi avevano il profilo cromato; i tergicristalli erano neri anzichè cromati e i gruppi ottici posteriori avevano le luci di retromarcia al posto dei retronebbia. All'interno i braccioli erano lunghi e con maniglia di apertura integrata e più spessa, il padiglione era rivestito in panno. A centro plancia c'era l'accendisigari e la strumentazione includeva il termometro acqua, oltre a tante piccole cose non visibili come l'intermittenza per i tergicristalli, il ventilatore a due velocità, il lavavetro elettrico, le spalliere reclinabili ecc.. L'allestimento "CL" era il più curato e lo si riconosceva esternamente dai paraurti in plastica con fascia superiore argentata, cerchi dal disegno specifico, borchie cromate invece che nere, vetri posteriori apribili a compasso. Inizialmente disponibile solo col motore 1050 cc. Internamente si riconosceva subito il volante dal disegno specifico e dall'impugnatura più spessa; Il pomello del cambio era anatomico e con griglia dei rapporti riportata ed aveva una cuffietta in similpelle anzichè il soffietto di gomma; i sedili erano rivestiti in panno o in velluto; i pannelli delle portiere e il pavimento erano in moquette. Detto ciò, la razionalizzazione della gamma '81 previde l'allestimento Special come sostituto dei precedenti "L" e "C" di cui era una via di mezzo (i paraurti erano quelli in metallo con cantonali in plastica della "L", ma c'erano degli accessori che erano specifici della "C"): in pratica lo si poteva considerare come un "L" arricchito o un "C" impoverito a seconda di come lo si voleva considerare. Il Super sostituiva il precedente "CL" ma era di fatto equivalente a un "C" full optional con qualche semplificazione esterna, come i cerchi della "C" e qualche novità, come i paracolpi laterali della Top e la maschera con una nuova trama della griglia.
  8. Mi domando: ma quel parcheggio a fare la barba al palo... Perchè?🤔
  9. Se si preferisce, la Polo 1 era l'alter ego economica dell'Audi 50. Invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia.
  10. Io ho votato Polo 2. Tra tutte è secondo me quella che portò un concetto veramente nuovo tra le piccole, grazie allo stile da piccola wagon. Io non la ricordo affatto come auto da artigiani/commercianti, ma al contrario seppe ritagliarsi un'immagine ben diversa, direi quasi modaiola, visto il riscontro che ebbe presso il pubblico femminile e giovanile ambosessi. La aveva un mio professore all'istituto per geometri, un architetto dallo stile curato, e l'auto non gli faceva difetto vista la spiccata personalità. A me piaceva molto anche la coupè, soprattutto nella versione restyling. La aveva un mio collega, macchina solida e concreta, forse dal look interno un po' troppo austero, ma nel complesso direi un'auto di una certa immagine. Una piccola digressione sulla modesta e dimessa Polo 1: il suo alter ego era l'Audi 50, una sorta di Polo Lusso con motori più prestazionali.
  11. Facciamo un po' di chiarezza: questi non sono Ape 50, che è ben più piccolo, ha la cabina monoposto ed è immatricolato come ciclomotore, quindi con il targhino nominativo che può essere rimosso dal proprietario e montato su un altro mezzo di 50 cc. Questi due sono degli Ape 703V, dove il numero indica la portata (circa 7 quintali) e la V indica che è la versione con volante. Curiosamente la versione "volante" è riconoscibile dall'esterno per il tergicristallo con spazzola orientata in orizzontale; la versione "manubrio" ha invece il tergicristallo con spazzola dritta. Le dimensioni della cabina sono ovviamente più generose e l'omologazione è per due. La cilindrata è di 200 cc a benzina oppure 400 cc diesel; va da sè che in questo caso l'immatricolazione non può essere come ciclomotore ma come motociclo, quindi con le stesse targhe in uso alle motociclette. Ti chiedo: come deduci che non siano immatricolati? L'unica targa di cui i motocicli dispongono è posta sul lato posteriore, che dalle foto non è visibile. E poi, come per tutti gli autoveicoli, non potrebbero mai essere stati venduti e posti in circolazione senza immatricolazione. Quindi, semmai ne fossero sprovvisti, è perchè probabilmente saranno stati radiati per inutilizzo. Non credo comunque che siano stati acquistati a scopo pubblicitario: sul pianale è montata una cella coibentata per il trasporto di deperibili, probabilmente per l'approvvigionamento dei magazzini o per il trasporto a domicilio (per quei supermercati che offrono questo servizio). Me lo chiedevo anche io, ma non ne ho la più pallida idea. Nel parcheggio custodito (a pagamento) di un Auchan della mia zona sostava, coperta da un'abbondante coltre di polvere e con le ruote semi-sgonfie, una Mitsubishi Space Star, poi rimossa dopo svariati mesi. Semplicemente, se lo specchietto prendeva un urto di una certa entità, oppure a causa dell'usura dell'apri/chiudi, lo snodo interno si spezzava e rimaneva appeso per i cavi della regolazione interna. Era un fattore visibile su tante auto del periodo; sulla Uno ovviamente di più perchè faceva parte dell'arredo urbano delle nostre città.
  12. Voglio salutare questo anno maledetto e augurare a tutti voi un nuovo anno di serenità, salute e felicità. Lo faccio con l'ultimo piccolo contributo. FIAT Tempra S.W. 1.9 TD del gennaio '96 FIAT Seicento Sporting del settembre '98 Jaguar Sovereign 4.2 ritargata nel nel marzo '93. Buon anno a tutti!
  13. I miei zii invece nell''85 tribolarono un bel po' per avere la loro 70 CL automatica. Ma forse, essendo una versione molto marginale, la cui domanda era col contagocce, probabilmente influiva sui tempi di consegna.
  14. Per me il più bel frontale mai visto sulla 127 era quello della Brazil, ma della serie precedente... Aveva una certa eleganza e le dava un aspetto più importante.
  15. nella discussione ha aggiunto Mazinga76 in Auto Epoca
    Osservando le immagini di questa 127 ho pensato a una di quelle auto alle quali tocca a un certo punto un triste epilogo. Magari sarà stata la classica utilitaria dell'anziano ottuagenario o giù di lì, che la utilizzava per le brevi commissioni giornaliere tenendola con un minimo d'attenzione. Ahimè, finchè vita non ci separi. Poi subentrano figli, nipoti ecc., che non hanno nessun interesse/passione, e l'auto del congiunto finisce ferma, magari abbandonata a marcire alle intemperie o sfruttata fino al midollo a manutenzione zero, tanto è solo un ferro vecchio che non vale niente. Oppure ancora, i nipoti patentandi o neopatentati che si alternano nel progressivo processo di distruzione. Purtroppo ne ho visti tanti di casi del genere, anche nel mio vicinato, a volte di vetture tenute maniacalmente dai defunti proprietari, che nel volgere di mesi si sono ritrovate catorciate e poi spedite sotto una pressa.
  16. Sempre pensato che Punto II fosse stata una sostanziale involuzione del design della Punto I. Mai riuscito a digerirla completamente, tanto in versione "fanalina" che in versione "fanalona".
  17. Complimenti! Auto a mio avviso dalla linea piacevole e pulita. Anche di una certa eleganza. Complimenti anche per la cura con cui è tenuta.
  18. Il numero ufficiale di Marbella vendute in Italia non lo conosco, però possiamo dire che non devono essere state poche. La Marbella in Italia fu tutt'altro che una meteora, se ne vedevano un bel po' in giro. Io qualcuna la incrocio ancor oggi. Certamente tra le SEAT che in qualche modo si ricollegavano a FIAT la Marbella fu la più diffusa.
  19. Credo che fosse così, perlomeno fino all'allestimento CL della Ritmo. Del resto la politica di SEAT era quella: offrire qualcosa in più in termini di finiture e accessori, anche a un prezzo più concorrenziale, per sopperire allo scarso appeal del marchio. Anche la Fura ad esempio offriva qualcosa in più in termini di accessori rispetto alla corrispondente 127.
  20. Ma a parte questa, che era solo una versione specifica e anche un po' di nicchia, Ritmo II serie portava in dote importanti modifiche strutturali: un pianale riprogettato che migliorò la rigidità, lo spostamento del serbatoio in posizione centrale che aumentò il livello di sicurezza in caso di urti; lo spostamento della ruota di scorta al di sotto del vano bagagli, liberando spazio nel vano motore per una migliore accessibilità alle parti meccaniche; duomi sospensione più robusti e con diversi attacchi ecc. ecc.. Meccanicamente furono riviste le sospensioni, più efficaci e che garantivano una tenuta più precisa; fu adottata la quinta marcia; ci fu una diversa messa a punto dei motori in ottica consumi. Insomma, quello che alla vista poteva sembrare solamente un restyling di mezza vita era in realtà qualcosa di molto più profondo e sostanziale. Va da sè che nel 1982 scegliere una Ronda piuttosto che una Ritmo II, pur non considerandolo propriamente un ripiego tout court, era certamente una scelta più economica e tecnicamente più vetusta. Dal punto di vista estetico, ma questa è solo una mia opinione personale, la Ronda non sfigurava e si presentava piuttosto bene, piacevole nel suo insieme.
  21. Come è stato già sottolineato in altri post la Ronda era sostanzialmente una Ritmo I serie. Se la si confronta con la nostra Ritmo I serie ci sta che vada considerata un'evoluzione riveduta e corretta, secondo me anche riuscita esteticamente e superiore nella percezione che dava degli interni. Non mi scandalizza che sia stata complessivamente migliore. Ma siccome la Ronda uscì nell''82, quindi in contemporanea alla nostra Ritmo II serie, onestamente non l'avrei mai preferita a quest'ultima. Ritmo II serie portava in dote numerose migliorie, non tanto nella qualità della componentistica degli interni che rimaneva a mio avviso economica, quanto per la già citata miglioria nel trattamento delle lamiere, ma anche, e direi soprattutto, per le importanti innovazioni telaistiche, che Ronda non poteva vantare.
  22. Sì, tutto sommato non stona. Tutto il resto invece, meglio lasciar perdere.
  23. Credo sia stato fatto già presente, ma la Thema in questione o è una 2.0 i.e. 16v o una 6V 2.8 i.e. (molto meno probabile). L'abbinata tra 2.0 i.e. e 6V non è possibile. Al di là dell'incongruenza dell'abbinamento cromatico, credo che le forme squadrate degli anni '70 mal si adattassero esteticamente a questo tipo di operazioni. Tutt'al più il colore a contrasto dovrebbe essere limitato al solo padiglione, come sulle versioni Elegant delle prime A112. Io non ne ricordo in verità così pochi di Renault Express con mascherina nera...🤔 Oddio, con tutto il rispetto, ma quell'alettone mi pare apprezzabile come una puntura di calabrone sugli zebedei... Diciamo che fa molto Rom-Style, come un po' le condizioni generali della macchina. Molto interessante e soprattutto rara, meriterebbe ancora dei ritocchi per essere al top. Oltre alla targhetta identificativa mancano le strips adesive marroni che correvano lungo la fiancata, subito al di sopra dei fascioni e in corrispondenza del punto d'incontro tra i paraurti e il lamierato anteriore e posteriore. Inoltre le plastiche dei fanali posteriori non sono le sue: quelle originali hanno le frecce arancioni; le frecce bianche apparvero sul face lifting di fine '86.
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